MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. Qui c'erano accademie e monaci sapientissimi: o città gloriose di sporcizia e abbandono! (V. Bodini) . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Mi collego ad internet dopo quasi una settimana di assenza, sia per motivi di distanza da Galatone che per problemi tecnici che si sono sbloccati solo stamattina.
Ascoltando solo ora la registrazione della trasmissione di MY BOX TV con la presenza di Giuseppe Manisco e del Vicesindaco Filoni ho ascoltato alcune imprecisioni riguardo alle destinazione d’uso dei locali del Palazzo Marchesale.
Evidentemente il progetto del Palazzo Marchesale, con le sue molteplici implicazioni e complicazioni di vincoli distributivi, di accesso, impiantistici e di sicurezza e vie di fuga, nonché di vincoli imposti dalla normativa per la protezioni degli incendi, non è stato assolutamente letto, o se lo è stato non nella maniera corretta.
Mi pare che si sia lavorato molto di fantasia. Molto poco “tecnicamente”.
Né il Palazzo, all’origine del progetto finanziato in maniera vincolante dal Ministero come “contenitore e promotore di attività culturali” ha previsto e poteva prevedere un uso massiccio come polo museale; destinazione che solo ora si sta proponendo.
La destinazione era (ed ancora è) del tipo multifunzionale.
Né, prima degli scavi a mano fatti nel frantoio, si era mai potuto ipotizzare che la qualità e l’integrità delle strutture del frantoio potessero far pensare e imporre razionalmente e saggiamente un uso diverso da quello delle intenzioni di progetto.
Ricordo – mi pare che occorra sempre farlo - che il Palazzo Marchesale è un MONUMENTO NAZIONALE, pertanto non se ne può fare uso indiscriminato, ma bisogna usarlo e preservarlo nel rispetto delle sue peculiarità storiche ed artistiche. Certamente non come un capannone senza carattere da piegare alle soggettive esigenze che man mano si vanno formando. Senza considerare che tale mole di manufatto ha dei costi di gestione altissimi, che devono per forza tenere conto di seri piani di gestione finanziaria per evitare che si dissolva in una gestione senza fondi per la manutenzione e il costo dei consumi.
Se prima di parlare in trasmissione e di alimentare ipotesi distorte e giudizi infondati e superficiali si fosse guardato “tecnicamente” il progetto si sarebbe visto che il piano terra del Palazzo Marchesale era stato diviso in quattro macrozone più le zone d’accesso.
Prima Macrozona: Sala multifunzionale per 200 posti a sedere situata nella ex cappella nel piano seminterrato. Localizzazione scelta per dimensioni, per accessi, per parametri di sicurezza e di vie di fuga, per accesso a servizi e, in ultimo ma non per ultimo, anche per “vocazione”. Localizzazione che ha comportato una scelta e una previsione e realizzazione di impianti specifici. Sala che deve servire, secondo le intenzioni, come servizio ad attività convegnistica a servizio del complesso; impossibile da spostare altrove, per motivi di vie di esodo proporzionate all’affollamento, e servizi e impianti, ad altri piani senza stravolgere l’intero impianto progettuale.
Seconda Macrozona: Ex Frantoio. Si era progettato lì il polo museale civico. Per questo il progetto prevede il passaggio coperto tra via Garibaldi e il cortile di via Castello; passaggio pedonale che potesse favorire la visione del museo ai passanti così da portare l’interesse per le proprie radici storiche a livello quotidiano. Solo che nei lavori di scavo si è avuta la bella sorpresa (che gli appassionati di storia certamente condividono) di trovare pressoché integro o facilmente ricostruibile l’intero frantoio tardo-settecentesco sviluppatosi fino a conformarsi in forma protoindustriale nel 1900. La spesa dello scavo di tipo “archeologico” ha, però, assorbito le risorse che in quella zona erano state preventivate. Questo, con la coscienza che un simile rinvenimento e una così rilevante forma di presenza storica, avrebbe inoltre comportato un nuovo progetto di tipo museale, attento a preservare il rinvenuto così da poterlo rendere fruibile alla visita didattica. Il ritrovamento del vano, rarissimo, per la produzione del gas per l’illuminazione ha completato con un manufatto prezioso ed unico il quadro storico dell’ambiente. Oggi il settore del frantoio è l’unico a non essere stato interessato da lavori. Proprio per le problematiche espresse. Mi pare scontato che una sensibile coscienza storica e architettonica non voglia vanificare tutte le scoperte fatte ma che si continui a pensare quell’ambiente e i suoi ritrovamenti come ad un museo già esistente che possa essere sfruttato per musealizzare una civiltà agricola e protoindustriale locale legata alla produzione dell’olio e delle olive. Potrebbe essere utilizzato come museo delle civiltà contadine, ma pensarlo frammisto ad altri tipi di musealizzazione mi parrebbe, francamente, uno scempio.
Questo per ribadire che i Tecnici e gli Uffici Tecnici (locali e regionali) e le Soprintendenze di Lecce e di Bari non sono state “leggere” ma che hanno previsto giustamente il museo a piano terra, non al piano primo e nemmeno in soffita! !!!! (non esiste in progetto una simile ipotesi!!! Come si fa a dirlo?)
Che poi la “fortuna” di aver ritrovato un altro tipo di qualità museale nell’intrinseco dello stesso manufatto oggi costringa ad altre localizzazioni di un museo non è per deficienza dei tecnici ma rientra negli imprevisti (belli, questa volta) dei lavori di restauro fatti con la dovuta sensibilità storica.
Terza Macrozona: Stanze del lato verso via Castello e sul lato destro dell’atrio: qui erano state previste stanze per eventuali attività di biblioteca, emeroteca, qualche ambiente da destinare ad attività culturali.
Quarta macrozona. Accessi e servizi, in particolare l’accesso a piano terra per la zona di degustazione dei prodotti locali che si trova allocata al piano primo in diretta corrispondenza con i grandi spazi pavimentati sul Frantoio e sulla ex chiesa (stalla del frantoio), così da poterli sfruttare come dehors estivo.
Nel piano superiore, oltre alla succitata zona di degustazione di prodotti locali (spazio ristoro del complesso, ottenuto tramite solo questo richiamo culturale, altrimenti non poteva rientrare nella finanzi abilità!!!!) sono state previste aule e stanze per attività didattiche, direzionali, per uffici. E’ prevista una sezione per custode o per foresteria, delle stanze a destinazione direzionale che affacciano sulle due stanze a tetto (quelle che si sono già usate in qualche occasione) ad uso sale multimediali, espositive.
Nel piano superiore vi è una grande aula per uso didattico (gli impianti prevedono persino la possibilità di frazionamento in settori open air) e la stanza grande su Piazza SS. Crocifisso, quella con i balconi preziosissimi, che per grandezza, illuminazione e collocazione sarebbe bellissimo usare come gabinetto di restauro in collegamento con la suddetta aula. Questo era stato progettato in relazione ad una disponibilità espressa sia dalla Soprintendenza che dalla Accademia Delle Belle Arti favorevoli a creare una sezione di restauro di libri o di pitture.
Quando il progetto è stato così redatto (primo Sindaco Miceli, 1998 - 2003) la necessità di allocare le Macchine di Leonardo non vagava nemmeno nell’iperuranio.
Altre esigenze specifiche legate all’origine ed al vincolo del finanziamento ed alle dichiarazioni di interesse hanno guidato la logica progettuale. Che si è comunque sempre mantenuta attenta alla plasticità ed alla pluriformità delle esigenze che potevano intercorrere. Ma non potendo , chiaramente, prevedere l’imprevedibile né progettare ambienti plastici come la creta.
Certamente i vincoli imposti dalla innegabile esigenza di una sala per convegni e per riunioni legate alle attività convegnistiche e culturali del complesso (peraltro vincolata da impianti ad hoc), così come quella nuova intervenuta nell’obbligo scientifico e storico di mantenere musealizzato il prezioso ed unico frantoio così come scoperto con gli attenti scavi, sembrano rendere del tutto improbabili, fantasiose e irrazionali (ma non si a mai…) le proposte avanzate da Filoni e Manisco. I quali, da tecnici, dovrebbero anche sapere che i vincoli posti dalle leggi sulle vie di esodo e sulle norme antincendio, così come sulle leggi per l’accesso dei portatori d’handicap, non sono eludibili con la fantasia. E mi spiace doverlo ancora ribadire, nonostante lo abbia già detto e ripetuto un sacco di volte. Evidentemente le “voglie” non si fermano davanti alle evidenze ed alla realtà di uno stato di fatto condizionante. Sempre che non si voglia buttare di nuovo tutto a terra o reinterrare ancora il bel frantoio appena scoperto!
Sappiamo, inoltre, che Galatone ha già fondi stanziati per un museo dell’Emigrazione, per il Museo Civico, per l’archivio storico. Bisognerà trovare posto anche per questi.
Certamente non si può “ficcare tutto nel Palazzo Marchesale”.
Esiste, per esempio, il Palazzo Leuzzi, sull’omonima via, di proprietà comunale ancora in disfacimento - ed è un grande peccato - che potrebbe sontuosamente accogliere qualcuna di queste attività. Mentre la biblioteca, invece che nel Palazzo Marchesale, si sta ottimamente spostando del dirimpettaio Palazzo Lercaro.
Per le importanti macchine leonardesche lo spazio si potrebbe trovare nelle restanti sale a piano terra, che non sono né poche, né piccole (in totale sono quasi 500 mq! Con tre sale grandi una di 85, una di 60 e un’altra di 55 mq, La doppia sala prospettante sul cortile di complessivi 115 mq, più altre salette e servizi). Sempre che, parte del piano primo, servito egregiamente da un ascensore, non possa comunque servire allo scopo. (Tantissimi musei, quasi tutti quelli importanti, hanno sale a piani superiori!).
Mentre sarebbe bello anche pensare di collocare le macchine, che lo consentano per materiali, all’esterno, nel grande cortile posteriore.
Tanto come contributo e per la dovuta precisazione essendo stato in qualche maniera tirato impropriamente in campo.


AMMIRAGLI Sole e vento e che razza di vento! Si piegano gli alberi, pure gli uomini, grande è la spinta. Oggi impera il vento è la stagione? Quanto vento quante inutili parole vuote nei pensieri. Questi grandiosi ammiragli senza ciurma si credono immortali. Arriverà la fine?
SURDATI
Sole e jentu
e cc’è jentu!
Si corcanu l’arbuli
e lli cristiani,
sotta lla sprenta.
Oscie porta jentu
ete la staggione?
Cquantu jentu,
cquantu palore
picca sustanza.
Sti randi surdati ti cartone,
penszanu ca no mmorinu mai.
Stamu a lla fine?
COMUNICATO STAMPA
GENIO GALATEO 2009 – Premio ai neolaureati del Salento
Aperte le candidature per la premiazione dei percorsi formativi di Laurea
Galatone, settembre 2009 - Il GENIO GALATEO è un programma che sviluppa l’idea di far conoscere e premiare le eccellenze giovanili all’interno di un percorso di progettazione di idee future.
L’iniziativa nasce con lo scopo di segnalare ed incoraggiare i giovani neolaureati che maggiormente si sono distinti nel loro corso di studi, non tralasciando studi e ricerche di particolare rilevanza.
“La competitività“, spiega l’Avv. Tonio Papa, Presidente di Archidea Onlus, ”è oggi una necessità imprescindibile per la nostra società, e la qualità delle nostre risorse umane, intesa come bagaglio di conoscenze, di competenze e di creatività, è sicuramente una fattore importante per poter competere. Ai Laureati Salentini, offriamo il riconoscimento ed il ringraziamento per essere parte fondamentale di quel patrimonio umano su cui il nostro Paese può e deve scommettere per il proprio futuro”.
I candidati concorreranno all’assegnazione delle Borse di Studio promosse da ARCHIDEA Onlus.
L’edizione 2009 prevede l’istituzione del Fondo Genio Galateo, nel quale confluiranno tutti i finanziamenti pervenuti ad ARCHIDEA Onlus per il sostegno al progetto GENIO GALATEO. Dallo stesso fondo saranno attinte le risorse per le Borse di Studio in concorso.
Al GENIO GALATEO 2009 possono candidarsi tutti i giovani neo-laureati negli anni 2008 e 2009, nati e/o residenti nel territorio della provincia di Lecce.
Le candidature al GENIO GALATEO 2009 possono essere inoltrate entro le ore 24 del 15 dicembre 2009 compilando l’apposito modulo disponibile sul sito internet dell’Archidea Onlus all’indirizzo www.archideaonlus.org.
ARCHIDEA Onlus
Via B. Cellini 25 – Galatone (LE)
geniogalateo@archideaonlus.org
333.8373100 – 328.1204285
Non lo so se il merito è del mio precedente post.
Non lo so e non mi interessa.
Preferirei pensare che fosse "normale ravvedimento" di chi è pagato a pensare al bene pubblico.
Certo è che il cassonetto per handicappati stamattina non era più dove era da qualche giorno. E' stato spostato.
Oggi, quantomeno, toglie solo due posti per motocicli. Non saremo contenti noi motociclisti, visto che a Galatone i parcheggi riservati alle moto scarseggiano (non rendono alla ditta che incassa i grattini, evidentemente!) tant'è che proprio davanti al Municipio non ve ne è uno che sia uno!
Ma meglio togliere posto al motociclo che occupare un posto riservato ai portatori di handicap. Non c'è dubbio. Ma fare diversamente? Forse si può.

Ma -hai visto mai!- se fosse stato il mio post a fare il miracolo, mi permetto di insistere evidenziando (ma gli occhi degli amministratori e dei "NOSTRI" dipendenti dove guardano?) qualche altro orrore, sperando che anche questo si possa risolvere con la stessa sollecitudine.
Andiamo a cominciare:
LA "roddhra" di piazza S. Sebastiano potrebbe essere piantumata con belle piante da fiore o è pronta per lo scasso? Sono tre mesi, quelli estivi e del "turismo" che si presenta così. Alla faccia del decoro cittadino!
C'è nessuno che ha pensato di inserire una manichetta per l'irrigazione e delle luci di bordo? Mi pare di no. Nessuno è passato dalla rotonda del Posto di Blocco per capire che anche "quaggiù" si possono fare cose per bene.
Se si vuole e se se ne è capaci.
Quest'altra "roddhra" o "era" invece giace così da più di tre mesi. La "Banda del Buco" ha trivellato e transennato. Ma nessuno poi ha mosso un dito. Non sarebbe ora di decidersi sul da farsi?
Spostiamoci nei "giardini Pubblici" di piazza Odegitria. Questa è la fontana decorativa e la Villa (di cui tanto tempo fa andavamo orgogliosi) oggi.
Davanti alle scuole mi pare un buon esempio di educazione alla manutenzione, al rispetto delle cose pubbliche e un bel sigillo a chi governa Galatone.
E' così da molto tempo.
Gli appelli ci sono stati ma nessuno pulisce, tinge, rimedia, aggiusta.
La manutenzione a Galatone non esiste.
Il vandalismo si. Ma che esista il vandalismo non assolve chi non ripara.
E questa altra situazione è sempre così da quando sprofondò il solaio del vecchio frantoio della "masseria ti fore a l'Itri" insieme alla giunta Vaglio.
Non c'è stato nè commissario nè sindaco Miceli, dopo tre anni, ad aver fatto niente.
I lastroni di ferro sono sempre lì. Pericolosamente.
D'altronde, chi permette che una targa commemorativa che inneggia al sacrificio di chi ha fondato la Repubblica Italiana, la Repubblica di tutti noi, posta sul muro di una istituzione scolastica, dove si dovrebbe formare il cittadino, sia sfregiata oscenamente da qualche idiota senza che nessuno intervenga neanche dopo tre anni, come fa a ad avere, a sentire la responsabilità della cosa pubblica?
E poi ci tocca sentire la retorica degli eroi ......
Ci dobbiamo proprio
VERGOGNARE!
Il Paese mormora ma poi tocca solo a me denunciare pubblicamente certi e/orrori che si compiono sotto gli occhi di tutti.
Della Piazza S. Sebastiano ridotta a piazzale ne abbiamo già parlato (Io, nessun altro in pubblico, ma da dietro....). Ma dei dettagli no.
Ecco un florilegio di e/orrori compiuti senza che nessuno dei 21 amministratori e della pletora di tecnici convenzionati o convenzionali abbia mosso un appunto. Nessuno vede?
Questo sarebbe il posto riservato ai portatori di handicap. Col CASSONETTO!
Qui l'handicap c'è ed è pure grave. Ma certo non è di chi non potrà parcheggiare lì!!!!
Panchine fronte ... MACCHINA!
Come ammirare le cromature dialogando con un po' di lamiere. E se anziché una macchina è un furgone? Gli orizzonti si restringono ancora!
Senza contare che a sessanta centimetri dal bordo marciapiede nessun altro potrà passare di lì se c'è qualcuno seduto.
Dimenticavo: e se c'è qualcuno seduto e la macchina parcheggiata deve aprire lo sportello?
Solo sportelli ad ala di gabbiano o scorrevoli, prego!
ASSURDO!!!!
Cocos rompi paraurti.
Perchè questi cocos devono essere stati messi fuori marciapiede? Tanti se lo chiedono. Ci sarà una convenzione con un cazzozziere di fiducia?
Ma oggi che è stata completata la segnaletica orizzontale, quella striscia tratteggiata dietro i parcheggi, a così tanta distanza, dimostra come sia stato veramente inutile sacrificare quegli spaziosi marciapiedi e spostare le grandi palme che da cinquanta anni abbellivano la Piazza; facendo anche ombra a chi soleva fermarsi a chiacchierare su quello spazio pubblico.
Di tutto quell'asfalto che farne?
Perchè si sono divelti spazi pedonali e panchine comode per tutto questo ridicolo aggeggio nero e catramoso?
Un idea ce l'ho.
Me l'ha data Bradbury nel suo atrocemente profetico Fahrenheit 451
.....Sull’altro lato della strada, sino in fondo, le altre case si rizzavano con le loro facciate piatte. Che cosa gli aveva detto un giorno Clarisse?
“Non ci sono più verande, Lo zio dice che un tempo c’erano verande sul davanti delle case. E le famiglie spesso passavano lì le serate, chiacchierando se ne avevano voglia, dondolandosi sulle sedie a dondolo, e in silenzio, se non avevano voglia di chiacchierare.”
Alle volte se ne stavano seduti sulla veranda; tutta la famiglia, a pensare a tante cose, a sviscerare le cose. Lo zio dice che gli architetti si sono liberati delle verande, perché le verande non erano estetiche. Ma lo zio dice che questo era un voler razionalizzare il fatto; la vera ragione, nascosta sotto, mascherata, era forse che non si voleva la gente seduta sotto le sue verande, così in pace, senza far niente, a dondolarsi, a chiacchierare: perché questo era il genere di vita collettiva non desiderata. In quelle condizioni, la gente parlava troppo; aveva il tempo di pensare; e così s’è fatta la festa alle verande. E anche ai giardinetti davanti ad ogni casa. Non ci sono più panchine, non ci sono più giardini, dove sedere a perdere il tempo.
Ecco, chi considera le Associazioni Culturali "inutili se non addirittura dannose" avrà nella sua testa, forse inconsapevole, sicuramente inconsapevole, questa idea:
"tutto ciò che è socialità, dialogo, ricerca, interrogativo è contro di me. Chi pensa, chi parla, chi si interroga è contro di me. Chi fa e produce arte è contro di me. Chiudiamo anche il minimo spazio alla socialità, al pensiero, al dialogo. Due persone che si incontrano e parlano potrebbero criticarmi, lasciamole a casa."
Proprio come la città di fantascienza del romanzo, dove la dittatura che bruciava i libri, ma che rimbambiva le persone con i reality show, era contraria alle verande ed alle panchine.
Siamo veramente nella orribile città ipotizzata da Ray Bradbury?
Ci sarà pure qualche Montag anche a Galatone, spero!
Mai come quest'anno, colpa di una stagione impossibile con inverno e primavera piovosissima ed estate aridissima, la situazione vitivinicola galatonese sta mostrando una crisi enorme.
Siamo ormai al tracollo.
Crisi che ha fatto dubitare persino della apertura della Cantina Sociale, un tempo fiore all'occhiello della economia agricola della città.
Anni di miopia gestionale della grossa cooperativa e la grossissima falla politica del Peccato Originale consistente nell'aver colpevolmente sniobbato il riconoscimento della DOC per Galatone (unico territorio del circondario a non averla!!!!) hanno impoverito continuamente la potenzialità vitivinicola galatonese.
Mentre Alezio, Galatina, Leverano, Nardò producono e vendono vini di qualità ingrandendo cantine e sviluppando nuove imprese private produttive, Galatone svelle le vigne e lascia incolti.
Ormai il patrimonio vitivinicolo galatonese è ridotto ad un 30 % di quello che era appena trenta anni fa. E con questa perdita scompare lavoro, economia, tradizione; ma anche storia, civiltà e cultura.
Parti intere del nostro paese sono state costruite in funzione della produzione vinicola. Si sta rinnegando il nostro DNA mentre altre zone di minore tradizione e qualità puntano sul vino di qualità per incrementare l'economia e il valore del territorio.
Una buona agricoltura è garanzia di pregi ambientali e culturali. E i pregi ambientali e culturali, non certo la cementificazione, sono i presupposti di qualunque economia turistica e del benessere degli abitanti.
Sentire un Sindaco che afferma che la campagna non rende e perciò val bene la pena permettere l'edificazione massiccia non tranquillizza affatto: allarma! Ciò spiega come la classe politica locale non abbia mai capito le dinamiche economiche-colturali-culturali del nostro territorio. Tanto da far recedere Galatone in tutti i sensi.
Non bisogna andare fino a Firenze per vedere la civiltà. A volte basta spostarsi a Alezio o a Leverano o a Tuglie. Stesse realtà territoriali con altre amministrazioni lungimiranti che hanno saputo incentivare l'economia agricola e vitivinicola tradizionale fino ad ottenere riconoscimenti internazionali.
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DAL PROFONDO Compilation: l’obiettivo è realizzare e finanziare “UN POZZO D'ACQUA IN AFRICA” ANCHE I MUFFX NELLA COMPILATION
Artisti vari La Compilation “DAL PROFONDO” è nata da un’idea di Marino Severini dei GANG in memoria di Paolo "Zico" Mozzicafreddo, poi ampliata, stampata e distribuita dall’etichetta Latlantide, l’obiettivo è realizzare e finanziare “UN POZZO D'ACQUA IN AFRICA” , ci si è detti tante volte che è ora di farla finita con le chiacchiere e con la lagna che tutto non va nella direzione giusta e allora cominciamo a spingere dall’altra parte, facciamo qualcosa nel nostro piccolo, da una piccola Tribù possono partire dei piccoli grandi progetti che di sicuro non cambieranno il mondo ma lo faranno migliore e nel farlo anche noi ci sentiremo meglio, un pozzo d’acqua nel deserto dell’oblio della civiltà moderna. L’associazione culturale “La Locomotiva” di Petrella Salto (Rieti) lavora da anni con l’AMREF per la costruzione di pozzi e cisterne d’acqua in Africa, ha promosso ultimamente un’iniziativa che riguarda la costruzione di un pozzo intitolato a Paolo Mozzicafreddo, il ricavato dalla vendita della compilation verrà devoluto per la costruzione del pozzo intitolato appunto a Paolo, all’iniziativa hanno aderito ber 171 artisti e gruppi musicali della scena indipendente italiana e non, tra cui Bandabardò, Modena City Ramblers, Cisco, Diaframma, Gang, Il parto delle nuvole pesanti, Le luci della centrale elettrica, Marco Carena, Skiantos, Aida Satta Flores, Maxi B, Persiana Jones, Small Jackets, Ojm, The Hormonauts, Muffx, Tre allegri ragazzi Morti, Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451, Scandalo al Sole & Roy Paci, Claudio Lolli, The Vad Vuc, Paolo Benvegnù, Massimo Priviero, The Fire, Vallanzaska, ecc ecc tutti insieme per fare un piccolo passo in avanti. Altra novità è il cofanetto composto da due cd audio MP3 in alta qualità (256 kbps), è la prima volta in Italia che si pubblica una compilation di queste proporzioni in formato MP3, leggibile da qualsiasi computer, lettore multimediale, lettori DVD e CD con funzione MP3. I brani sono inoltre disponibili su tutte le principali piattaforme digitali-internet. Artista: AAVV (ARTISTI VARI) Tracking List COMPILATION “DAL PROFONDO”: CD1
CD2
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IL PORTAVOCE N.47

L’ennesimo sacrificio di militari, al servizio dello Stato, e la morte di cittadini inermi hanno scosso ...........
giuseppedoria.splinder.com
La macchina che guidi
guarda bene non è tua,
la paghi tutti i giorni
al fabbricante di liquame
che va a cena con i santi
che t'infilano le bombe nelle tasche.
E fanno guerre
che bruciano ragazzi come te
che cadono col sogno di proteggere un sogno
e in chiesa la gente che piange
fa largo e si stringe,
nel posto in prima fila
c'è sempre un governante
che tratta col mercante
che cena con i santi
che tirano le bombe
e tirano le somme
e il ciclo non si rompe,
la guerra non è santa,
ma noi stiamo arrivando...
E’CCESSO!

Una cosa è certa, con la favola di Popi e Pepi l’assessore Filoni è diventato in poco tempo un fenomeno mediatico. La simpatia che si è innescata con quella favoletta è notevole, notevole gli spunti di riflessione e il coinvolgimento che si è generato, notevole anche l’esasperazione che ha portato ad eccessi oggettivamente offensivi sul piano personale nei confronti dell’assessore stesso, innegabile. Il fatto che le offese fossero anonime non diminuisce la pesantezza e l’effetto delle stesse, su un canale pubblico (nel senso che è aperto a tutto il pubblico) soprattutto solo in pochi vanno a ragionare su chi abbia scritto, perché lo abbia fatto ecc ecc.. concordo con Michele Mariano quando asserisce che un commento anonimo vale tanto quanto le chiacchiere infarcite di pettegolezzo da bar di provincia, ma allo stesso tempo non si può negare che le chiacchiere influiscono positivamente o negativamente sull’immagine di un individuo, ancora di più in una città di “MALANGANTI” professionisti come Galatone. Avrei voluto vedere se gli sproloqui contro Ginetto Filoni fossero stati invece indirizzati a Cesko o al Dott. Longo o altri stretti collaboratori della webTv per esempio, come avrebbe reagito la moderazione di My box. Abbiamo rappresentanti politici che hanno guadangato poltrone di potere col pettegolezzo, le menzogne, mettendo l’uno contro l’altro, “malangando” e non certo per capacità e qualità, cerchiamo perciò di liberarci di questo male almeno sugli spazi “liberi”, se ci teniamo ad essere considerati davvero “liberi”. Allo stesso tempo credo che Mybox Tv abbia subito negli ultimi tempi molti attacchi opinionistici ingiusti anche se apparentemente motivati ed è per questo che è facile incendiare gli animi con poco, ciò non toglie il fatto che sempre oggettivamente all’origine della polemica l’architetto Resta all’interno di uno dei suoi commenti ha semplicemente detto (testuali parole):
“..Ma porcheria ancora più schifosa è l'anonimato di chi -liberamente e senza ostruzione alcuna (e qui mi permetto di tirare le orecchie alla "moderazione" di questo blog) permette che la polemica politica si sposti, come è stato fatto, su apprezzamenti assolutamente personali cattivi e maligni..”
Parole che si dicevano anche alcuni anni fa, ( e Dio solo sa cosa non accadde con gli anonimi, ecco perché mi sento particolarmente coinvolto), quando a frequentare i blog eravamo in pochi e ci chiamavano “eretici”, ma senza offesa per nessuno, quegli eretici vinsero molte battaglie che si concretizzarono nel sociale: Liberarte, collaborazione vera tra molte associazioni, appuntamenti settimanali di cultura arte e spettacolo, il bell’Oleificio che oggi si restaura su viale xxIV maggio..tutte battaglie combattute, vinte, promosse, porposte e sudate sulle pagine dei blasonati Blog. Oggi forse si sarà alzato il livello culturale, le presenze, l’intelaiatura stilistica, ma mi sembra che di concreto accada molto poco nostro malgrado..
Auspico la pace!
KABUL - Almeno 6 militari italiani sono morti e altri quattro sono rimasti feriti in modo grave in Afghanistan in seguito ad un attentato kamikaze che ha colpito un convoglio della Nato sulla strada che porta dal centro cittadino all'aeroporto di Kabul. Sia i morti che i feriti (quest'ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Nello Leggi ancora...