MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. Qui c'erano accademie e monaci sapientissimi: o città gloriose di sporcizia e abbandono! (V. Bodini) . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Da non perdere domani sera: sabato 29 agosto ore 21 presso la masseria Lo Prieno
performance conclusiva aperta al pubblico
del laboratorio teatrale residenziale "Entroterra"
Dall'improvvisazione alla partitura teatrale
Un lavoro volto alla ricerca della credibilità
e alla coerenza nell'allusione scenica.


LA POSTILLA N.31
Uomini o Numeri
Il primo febbraio del
“Galatone ha avuto purtroppo la sventura...

RITORNA IL PORTAVOCE
Con la puntata n. 46, dopo oltre un mese di riposo.
Primo ospite sarà il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone.
Un’occasione per conoscere meglio il nuovo responsabile di palazzo dei Celestini e, attraverso la sua diretta testimonianza, avere più chiara idea dei problemi che il Salento si trova ad affrontare...
Splinder (25/08/2009) Il sito Mamma! brillantemente con satira molto fine e con intelligente provocazione lancia la sua campagna pubblicitaria sul tema del giorno, il Razzismo. Le immagini parlano da sole... questo gruppo di uomini e donne portati alla satira, va dritto al cuore del problema, come quella vocina che lungo la strada, mentre passava il real corteo, con semplicità e candore Leggi ancora...
L’intuizione estetico – creativa, il pensiero, la tecnica educano spesso al sapere organico e fondato, .........



Grazie Giuseppe Manisco
Per la bella serata che ci hai fatto vivere.
Per aver fatto di Galatone il centro d’interesse per una intera serata...
![montagna[1]](http://files.splinder.com/2f37de81299d2f893bd5694dc0f5a226_medium.jpg)
Piccoli e grandi uomini
Noi al mare o sui monti o in viaggio in cerca di bellezze di paesaggio o d’arte un mesetto di riposo lo concediamo al nostro cervello; i grandi della politica, invece, così adusi al lavoro e alla fatica del corpo e della mente, creano - producono - ammaestrano - senza posa, anche col solleone...
Una vacanza da sogno
Mi sveglio già stanco, come chi abbia avuto un sonno agitato. L’idea che da oggi sono in ferie mi fa svanire in breve quel cerchio alla testa che rischiava di santificarmi quale martire del lavoro. Con una rapidità per me inusuale sono pienamente operativo e inizio a interrogarmi sulla mia agognata vacanza. Cosa farò? Dove andrò? Decido di non decidere, per il momento. In fondo vivo tutto l’anno nel Grande Salento, uno dei luoghi al top della lista delle località per vacanze da sogno. Decido quindi di non spostarmi e di vivere qui le mie vacanze, come un qualsiasi turista desideroso di restare impigliato nella tela delle tarantole salentine. Voglio provare a vivere la mia terra da turista, per vedere l’effetto che fa.
Esco di buonora con l’auto per un lungo giro allo scopo di saggiare gli umori della giornata e scoprire che cosa il mondo ha da offrirmi stamattina. Mi sento un po’ strano. Ho l’impressione che tutto succeda con una facilità inusuale; per esempio, ora che ci rifletto, non ho dovuto fare le solite gimcane millimetriche per carrare il mio passo carrabile solitamente ostruito da arredi permanenti a quattro ruote piazzati in maniera scientifica da ignoti praticamente in casa mia. Uno strano ordine dimora lungo le strade: niente parcheggi in seconda fila, marciapiedi liberi da macchine parcheggiate di sghimbescio e, soprattutto, liberi da escrementi canini. Questo non potrei spiegarmelo se non vedessi coi miei occhi quadrupedi scodinzolanti con annesso accompagnatore munito di paletta e secchiello. Cosa è successo? Non ricordo di aver mai visto nulla di simile a queste latitudini. Sono piacevolmente sorpreso, però penso che mi mancheranno un po’ quei potenziali portafortuna sui marciapiedi.
Inizio il mio lungo giro in auto e subito mi accorgo di un altro fatto sorprendente: sto viaggiando su un cuscino d’aria. Le sospensioni della mia auto non si fanno quasi più sentire e, abituato come ero alle loro scansioni ritmiche sincopate, ho l’impressione di essere su un hovercraft. Che siano diventate sospensioni intelligenti? Poi mi accorgo che la spiegazione è molto più banale: hanno asfaltato le strade.
Strano, non ci sono elezioni amministrative in vista. Che abbiano scoperto casualmente l’esistenza delle macchine asfaltatrici? Filo via liscio come l’olio, anche se la scomparsa di alcune buche strategiche mi priva di sicuri punti di riferimento e mi costringe a rielaborare nuove mappe mentali al servizio del mio personale navigatore interno.
Percorro strade ben note, ma il paesaggio che mi accoglie ha un che di diverso che non riesco a definire. Qualcosa di strano succede quando nei pressi di un semaforo giallo sto per andare a manetta per beffare l’incipiente rosso, ma l’auto davanti a me rallenta e si ferma inopinatamente. Riesco a non tamponarla e osservo attentamente il guidatore per cercare di capire quale problema può avere avuto. Sembra tranquillo. Vedo che scuote un pacchetto di sigarette constatandone l’esaurimento e guardo il finestrino lato guida aspettandomi di vederlo volar fuori, contento di poterne individuare la marca, convinto come sono che un tipo che si ferma col giallo debba necessariamente fumare esili sigarette francesi col bocchino in plastica, ma nessun pacchetto vola fuori. Non saprò mai se fossero virili Marlboro o sottili bionde per pseudo fumatori effeminati. Quasi non credo ai miei occhi e per un attimo mi sembra di essere in Svizzera.
La ripartenza è stranamente silenziosa, nonostante una consistente coda: nessuno strombazzamento alle spalle. Comincio a respirare un’aria di rilassato benessere, e non è solo una questione di decibel; anche il paesaggio attorno a me contribuisce a stemperare le tensioni della guida grazie ad un cromatismo delle architetture insolitamente discreto, quasi silenzioso, privo di quei contrasti accesi da espressionismo astratto ai quali ero abituato. Un sottofondo visivo nel quale predomina il bianco di costruzioni dal sapore mediterraneo. Strano non averle notate prima. Sono quasi estasiato e mi fermo spesso ad ammirare scorci di paesaggio urbano insospettabili.
Un gruppo di turisti scandinavi (il capello biondo spinto non mente) è di ritorno da una visita nel centro storico. Cerco di coglierne le espressioni, dal momento che sono una cartina di tornasole infallibile della qualità dell’accoglienza percepita, e non sono per niente tranquillo pensando ai tanti centri di raccolta indifferenziata di rifiuti coagulati attorno a cassonetti stracolmi che fino a ieri stazionavano in vari angoli della città. Incredibilmente, però, vedo delle espressioni rilassate e soddisfatte, anche se non so spiegarmele. Faccio un giro nel centro storico per verificare e mi sorprendo per la pulizia delle strade, i monumenti perfettamente segnalati, le chiese visitabili, il centro informazioni presidiato e persino un’aria di cordiale ospitalità sul volto degli indigeni presenti. Cerco con ansia un riferimento che mi strappi alla sensazione di essere in una città nord europea. Sono fuori di me per l’eccitazione. Decido di visitare la costa per affogare nel mare il senso di straniamento che mi pervade.
Lungo il tragitto extraurbano noto l’assenza di erbacce secche dalle banchine, ricettacolo di ogni oggetto espulso dagli abitacoli in transito e principale causa dei tanti incendi molto poco spontanei. Attraverso un tratto dove fino a ieri c’era un cantiere stradale risalente probabilmente al neolitico superiore, a giudicare dal ritrovamento di resti di Homo di Nardontal, e non trovo più traccia di lavori del tipo Scusate Il Disagio Stiamo Lavorando Per Voi: tutto in perfetto ordine.
Giungo in vista del mare e una fresca brezza marina mi accoglie. Lu sule, lu mare e lu jentu. Vedo cinque vele fino a ieri miseramente afflosciate sventolare rigogliose e superbe. Tutto questo mi stuzzica un sano appetito e decido di fermarmi a mangiare in un ameno ristorante dove un chiarissimo menu mi evidenzia dei prezzi finalmente svincolati da logiche di apertura della caccia al turista. Mi siedo per ordinare e il solerte cameriere si avvicina per accogliere le mie richieste.
<< Oggi abbiamo dell’ottima peperonata, signore! >>
<< No grazie, vorrei un primo! >>
<< Allora possiamo offrirle dell’ottima peperonata della casa, signore! >>
<< No guardi, le ho detto che gradirei un primo, al limite un secondo di carne! >>
<< Bene, allora le porto subito un’ottima peperonata … peperonata … peperonaAAATAAAaaa!!!! >>
Mi sveglio di soprassalto con la sensazione di essere finito all’interno della smisurata bocca del cameriere. Era un sogno! Tutte le bellissime sensazioni della giornata altro non erano che un sogno. Me ne rendo conto con un profondo senso di rammarico.
È stata la peperonata di ieri sera, manco a dirlo, a farmi lo scherzo.
Peccato, sembrava tutto vero, tutto così reale e a portata di mano. Per un po’ ho assaporato un Salento che forse non si è mai visto, ma che credo meriterebbe tutto l’impegno possibile per farlo diventare una realtà. Un luogo per vacanze da sogno e non per vacanze sognate.
Tratto dal numero 6 del magazine A Levante

UN NESSO PROBLEMATICO
Una piccola indagine su due parole importanti, che sicuramente racchiudono tanti significati e risvolti nell’azione pratica.
Un’indagine che può risultare utile e che forse merita di essere affrontata. Una indagine utile e importante per me, in quanto ho intenzione di dedicarle una puntata de Il Portavoce alla ripresa del mese di settembre. Una indagine importante...

LA CITTA’ DEL GALATEO: Notiziario
Nella seduta del 5 agosto u.s. il Gruppo ha approvato il documento relativo alla Mission e ai 5 punti relativi ai contenuti. Il documento è consultabile su questo blog.
E’ apparso di fondamentale importanza dedicare il tempo necessario ai nuclei fondanti del progetto allo scopo di giungere ad una condivisione sicura e convinta...
Caro Tundo,
hai perso un’ occasione per stare zitto
In merito all’articolo apparso Domenica 09/08/2009 sul Quotidiano di Puglia, riguardo la strage di un anno fa dove persero la vita 7 giovani ragazzi, è doverosa ed opportuna una replica al consigliere comunale/provinciale Tundo (citato più volte nell’articolo).
Penso abbia perso ancora una volta l’occasione per stare zitto, poteva risparmiarci la strumentalizzazione politica e la lezioncina sulla sicurezza stradale (peraltro, guarda caso, proprio il giorno dell’anniversario della triste tragedia).
Io gli consiglio, molto umilmente, visto che ora è consigliere provinciale (e può avere facile accesso agli atti) di andarsi a leggere la relazione, che all’indomani della tragedia, di Polizia Provinciale e Servizio Stradale hanno redatto riguardo la provinciale Galatone-Santa Maria al Bagno.
Tra le altre cose in quelle relazioni è riportato che la strada in cui è maturata la tragedia è ricca di segnaletica orizzontale e verticale e che si tratta di una strada sub urbana perché sui due lati vi è un tessuto abitativo molto intenso e numerosi accessi che rendono difficili ulteriori interventi di messa in sicurezza.
Allora siamo proprio sicuri serva illuminare quella strada? Per poi farla diventare come Montecarlo? Siamo proprio sicuri che servano ulteriori interventi?
Di fronte ad episodi dolorosissimi come questo sarebbe molto meglio se si mettessero a fuoco le vere cause che li provocano, piuttosto che ricercare responsabilità, nella fattispecie della Provincia, che non esistono.
Così facendo, caro consigliere Tundo, si rende un pessimo servizio alla collettività, perché si danno degli alibi e si incentivano comportamenti imprudenti e irresponsabili.
Ecco perché, ribadisco, l’articolo è pura strumentalizzazione politica !!!
Perché, ci pensavo proprio stamane percorrendola, nessuno parla della Galatone-Galatina che è MOLTO MOLTO MOLTO più pericolosa e meno sicura della Galatone-S. Maria al Bagno ?
La risposta è semplice perché se qualcuno ne parla non attira certamente le prime pagine dei giornali…allora soprattutto dalle istituzioni venga un messaggio maturo.
Lo dico da giovane: il problema è generazionale, forse siamo troppo viziati, penso infatti alla fatica che dovevano fare i nostri genitori per avere un’auto e alla facilità con cui viene “regalata” ai giovani di oggi.
Forse serve un “insieme sociale” che deve domandarsi se non sia il caso di collaborare per migliorare la situazione, piuttosto che limitarsi a prendere atto di ciò che accade.
P.S.
Naturalmente la ferma condanna verso la strumentalizzazione politica è retroattiva e vale sempre…visto che anche il PD Galatonese l’anno scorso non esitò a prodursi in un comunicato che avrebbe fatto bene a risparmiarsi…


Qualcuno (chissà, probabilmente anche tra le istituzioni...) forse non sa, ed è bene subito informare tutti (tramite questo portale molto seguito), che tra i tanti artisti e mùsici bravissimi cui Galàtone ha dato i natali c'è uno dei cantautori italiani emergenti in assoluto più stimati d'Italia. Vince premi ovunque, è timido, molto umile, sobrio e senza fronzoli, non sa (al contrario di molti politici) cosa significhino le parole inutili e vuote, sa dare il giustissimo peso anche a ogni singolo articolo o aggettivo: non solo nelle sue canzoni, ma neanche durante una conversazione è capace di usare parole inutili. Lui gira a suonare in vari concorsi d'Italia, col suo timbro di voce che neanche colpisce particolarmente e senza quasi mai l'aiuto di musicisti di supporto, però... miete successi prestigiosi dappertutto, contando sulla sola forza dirompente del suo talento cristallino e della sua chitarra, che lascia subito sbigottiti. Intonazione sempre perfetta, chitarra suonata come un vero maestro dello strumento, testi di altissima poesia, canzoni come perle.
In genere i cantautori o sono di stampo "poetico" (es. Guccini, bravissimi nello scrivere versi, riuscendo però spesso a malapena ad accompagnare le loro poesie strimpellando la chitarra e in certi casi addirittura prestando anche molta meno attenzione alla composizione musicale); oppure sono più di stampo "musicale" (ossia sono essenzialmente dei compositori-musicisti, che hanno molta musica dentro da creare, ma non lavorano più di tanto sui testi, sulla scia insomma di maestri come Battisti, Cocciante, Branduardi, Gazzé, ecc).
Ecco: sono pochi i cantautori che riescono ad eccellere ai massimi livelli sia come compositori, sia come strumentisti e sia come poeti, perché sono 3 caratteristiche molto impegnative, che presuppongono immenso talento naturale e anche un costante studio quotidiano per migliorare su 3 campi così delicati e complessi.
Andrea Epifani racchiude tutte e tre queste caratteristiche.
E' un fine e profondo poeta, è un chitarrista vero (non uno strimpellatore) ed è uno straordinario compositore di armonie e melodie.
Galatone ne è a conoscenza?
http://www.sfumaturediviaggio.it/premio_poggio_bustone.htm
(cliccare sul link e scorrere tra i partecipanti fino a nome Andrea Epifani: parla anche di Galatone...)
Galatone è a conoscenza del fatto che questo ragazzo ha vinto uno dei premi italiani più prestigiosi che esistano in Italia, ossia il Premio De André a Roma, ricevuto (vedi foto sopra) dalle mani di Dori Ghezzi? Io non mi sono iscritto al prestigioso concorso perché i termini erano già scaduti, ma posso testimoniare di come ci tenessero da morire tutta una serie di artisti romani anche piuttosto inseriti nel panorama nazionale, che invece sono stati battuti da Andrea, dalla sua chitarra e dalla sua canzone molto attuale che descrive il punto di vista di una badante.
"TZIGANO DELLA BADANTE"
Stasera suono a FRASSANITO, 40 km da Galàtone, sulla litoranea adriatica tra Torre dell'Orso e i Laghi Alimini, in un ristorantino all'aperto chiamato " 'U TRAINIERI ", un posto carinissimo tra le palme e i canneti, praticamente attaccato al campeggio (chiedete del campeggio), in cui si mangia rustico e genuino (pesce fresco, friselle, roba verace!) a poco prezzo, con delle torte poi buonissime!!! Vi aspetto: suonerò le mie canzoni e moltissime cover per quasi 3 ore, dalle 20:30/21 fino a 23:30, con qualche consistente pausa per rifocillarmi, naturalmente!Vi aspetto
Luigi Mariano
A.A.A: per un serio inconveniente, la serata a Frassanito dell'8 agosto è stata rimandata, probablimente alla prossima settimana (sarò più preciso a breve).

Socialità e Politica
Forse comincia ad apparire sempre più evidente l’ anomalìa che viviamo nella nostra città, nella quale è netto il contrasto tra socialità e politica, tra paese reale e paese legale, tra possibilità di crescita e assenza di progettualità...
l'Associazione Culturale GABRIELE INGUSCIO
invita tutti al IV Festival naz. del
CORTOMETRAGGIO al castello Risolo di Specchia
domenica 9 agosto 2009
