Galatown

MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

Mappa Galatone Previsioni Meteo Galatone

CHI SONO

Utente: giusepperesta
Nome: Giuseppe Resta
"Nel caso le foto siano coperte da copyright o siano di proprietà e non pubblicabili, segnalatemi la cosa e provvederò ad eliminarle." -DON'T COPY gli interventi originali di questo blog sono protetti da copyright, vi prego di non copiarli senza autorizzazione.-

Categorie

1 maggio
3 maggio
alitruffa
ambiente
analisi politica
antonio gramsci
appelli
aradeo
architettura
arte
articolo 21
aspettative della cittadinanza
atti senza criteri
auguri
avvio pug
avviso ai naviganti
a levante
a sinistra
banche e imprese
bingo
blob a galatone
blog utile
buio fitto
buoni consigli
cantastorie
carta straccia
castello belmonte-pignatelli
cazzate
censura
ciò che riotta non dice
cinecult
cineforum
come eravamo
come siamo
comune di galatone
condiviso e sottoscritto
condizione giovanile
conflitti senza cambiamento
consiglio comunale
contenuti
copio & incollo
corsivissimo
coscienza critica civile
cosedaelezioni
cosedastriscia
costituzione debole
crisi
cronache croniche galatee
datevi una svegliata
davanti ai tribunali
decreto gelmini
democrazia nei partiti
depressione
detti e contraddetti
dibattito franco
dignità delluomo
disarmante
disoccupazione ed emigrazione
dissociazione
dittatura dolce
doria
economico ed etico-politico
emergenza democratica
enogastronomia
eolo
esilarante
eventi
eversioni
fame nel mondo
filmcult
finanziamenti persi
finanziaria e bilancio
formazione permanente
fotocult
francesco savio
fritti e mangiati
fulcignano
gaetano cappelli
galatina
galatown
gemelli diversi
giovani e cultura
goliardia per piccina che tu sia
governi multilaterali
grilloparlante
ha da passa a nuttata o ha da ve
il comune ed il turismo
il sindaco e il portavoce
impegni
impertinenze
indignazione
inquietudine
inquinamento
intercettazioni telefoniche
interrogativi senza risposta
ipsedixit
irene scardia
istituzioni occupate
i giorni del vento
i volatori
kattivick
laicità
lancio
lavoratori
lavoro
lazarus
la città del galateo
la differenziata differenzia
legame tra presente e passato
legittimazione culturale
lerba del vicino
lettera aperta
libertà di sognare
libreria
livio romano
locandine
lotta nella società
lutto
malcontento lsu
matrimonio -impotenza-
ma come si può
meglio fare che dire
mezzogiorno
monnezza ricchezza
musicult
myboxtv
my box tv
nardò
natura
negazionismo coatto
nicola papa
nontuttisannoche
nonukes
non facciamo conoscere
nuove tecnologie
obbrobri e schifezze
ognitantounabuonanotizia
opposizione
ora basta
osservo sperimento imparo
o riti o fuci
palazzo marchesale
parliamodistaminali
parliamone
personaggi
per non dimenticare
per riflettere e ragionare
poesia
politica
poteri dello stato
produttività ed occupazione
pubblica istruzione
pubblicoservizio
pug
quando cè cè
quando non cè non cè
razzismo domestico quotidiano
ricevo e pubblico
ricordi
riforma della giustizia
riforme parlamentari
riunione
rivoluzione liberale
salento atomico
salute
salviamo galatone
sana politica
sannicola
satira
sbam
scheletri nellarmadio
scherzi e ironie
scovatoinrete
scrittura creativa
scuola
seclì
segnalazioni
senza dignità
senza parole
se potete
sfoghi
siate seri
sinistra
solidarietà
solo a galatone
sopravvivenza
stampa libera
stato di diritto
storia
storie
tace il labbro
tariffa rifiuti urbani
tazebao di galatone
tradizioni locali
trasformismo
trattato lisbona
travagli
trovato sul web
truffa e verdura
turismo
tutto il mondo è galatone
tv spazzatura
una superiore giustizia
usa e ue
video
vignette vauro
vinotecheria musicale
vite
volontariato
voltastomaco
zoom

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 31 marzo 2009

Per riflettere e rag...vomitare

MA SONO LE PROVINCIALI O È LO SHOW DELLA TRANSUMANZA?

È iniziata la campagna elettorale in vista delle prossime provinciali di giugno: lo conferma l’avvio della campagna di comunicazione della candidata del centrosinistra, Loredana Capone, di cui sono apparsi i primi manifesti ufficiali, dallo slogan semplice, ma eloquente. “Ci sono”: due brevi parole, per indicare in modo molto sottile che il centrosinistra ha il suo nome e lo ha ormai da tempo, mentre altrove, gli altri schieramenti faticano a tirare fuori il proprio candidato. Dovevano essere i giorni decisivi nel neonato Pdl, per scegliere il nome a cui affidare le sorti della campagna elettorale, in vista della conquista di Palazzo dei Celestini, dopo un esilio lungo quindici anni: eppure i segnali che arrivano nelle ultime ore agli elettori in fermento del centrodestra appaiono tutt’altro che confortanti. Sì, perché dopo incalcolabili dichiarazioni dei leader del Pdl, che non passa giorno che non ribadiscono “i tanti autorevoli nomi a disposizione”, ora tra i politici ora nella società civile, l’unico fatto certo è che un candidato ancora non c’è.

E quelli che potrebbero esserlo, si affannano, appena invitati, a rifiutare in filo diretto la candidatura, come se poter diventare presidente della provincia di Lecce sia il “peggiore dei mondi possibili”. E se Ugo Lisi, Saverio Congedo e, ancor prima di loro, Alfredo Mantovano, hanno chiarito la propria indisponibilità a candidarsi, viene difficile comprendere chi possa essere il “big” di turno a cui si fa riferimento per guidare la coalizione nella sfida elettorale: ci sarebbe Gianni Garrisi, assessore comunale di Lecce, tenuto sulla “graticola” ormai da un quadrimestre, ma verrebbe difficile comprendere, dopo un lento screditamento mediatico della sua candidatura, che il centrodestra improvvisamente decida che il suo nome, che fino ad oggi non è andato bene a molti, sia di fatto quello giusto. La parola chiave, insomma, della campagna elettorale sembra essere diventata “coerenza”, un concetto chiaro, ma terribilmente controverso e soggettivo se si pensa agli scenari che gli ultimi mesi hanno consegnato alla politica salentina e che, per molti aspetti, rasentano l’assurdo e il tragicomico.

Si pensi all’insistenza, con la quale, in questi giorni, si continua a sottolineare che il candidato del Pdl possa essere l’ex presidente della provincia di Lecce e attuale deputato del Pd, Lorenzo Ria: un “colpo” che sarebbe il prototipo dell’incoerenza da qualsiasi punto di vista lo si osservi. Si, perché Ria è schierato nel centrosinistra e ha sempre ribadito di non essere intenzionato ad entrare nel Pdl; ma soprattutto sarebbe la dimostrazione di una contraddizione in termini per il Pdl, che, dopo aver propagandato la presenza di nomi autorevoli al suo interno, si ritroverebbe a pescare il candidato nella coalizione avversa, dimostrando che forse l’elenco di possibili candidati al momento non esiste. Ria, dal canto suo, ha precisato di non essere interessato a “nessun salto della quaglia”, ma le voci in tal senso si moltiplicano e le evoluzioni della politica locale lasciano aperta ogni ipotesi. Dario Stefàno docet. Nel caso di quest’ultimo, poi, la situazione non appare meno ingarbugliata di quella che si vive nel Pdl: lanciato prima dalla Poli come possibile candidato presidente del suo movimento, l’ex esponente margherita del Pd, che ha lasciato il suo vecchio partito per i veti proprio su una sua possibile candidatura a Palazzo dei Celestini, si è ritrovato candidato dall’Udc, col malcontento di molti sostenitori del gruppo facente riferimento a Luigi Pepe, primo nome per la provincia, proposto dallo scudo crociato. Ed ora come ora Stefàno è in attesa di segnali positivi da parte di Adriana Poli Bortone, che, invece, tardano ad arrivare: e chissà che la senatrice, come sostengono ambienti a lei vicini, non stia valutando qualche nome più forte per il Salento o addirittura di scendere in campo in prima persona.

Sarebbe anch’essa una scelta contraddittoria, visto che l’eurolady ha rifiutato, prima del dissidio col Pdl, la stessa candidatura offertagli su un piatto d’argento da tutto il centrodestra. E che ne sarebbe di Stefàno se dovesse essere accantonata la sua candidatura dalla stessa Poli? Tra “salti della quaglia” e nomi pronti ad essere “leoni da combattimento” o “antilopi” in fuga davanti al pericolo, più che in una campagna elettorale sembra di essere in uno zoo, fragoroso e chiassoso, dove a farla da padrone sembra essere la fiera o lo show della “transumanza”, con cambi di casacca che già non si contano più e che consegnano un quadro politico profondamente rimpastato. Agli ingredienti di questo cocktail esplosivo, si possono aggiungere i primi sondaggi, che si diffondono senza mai citare fonti precise (è così difficile fornirle?) e che darebbero il Pdl nettamente in testa sui suoi avversari (con centrosinistra e Terzo Polo appaiati), anche senza candidato: dato che se fosse reale, toglierebbe di mezzo l’ultimo luogo comune ancora in vita, che, cioè, il nome possa fare la differenza. Con buona pace di tutti gli interessati.

Di certo, in questo assurdo reality della politica leccese in costante evoluzione, emergerebbe che il centrosinistra, comunque vada, con tre candidati (reali o presunti che siano) nei tre poli in corsa (caso unico più che raro), si troverebbe protagonista di una campagna elettorale dal sapore di “primarie anomale”.
  Mauro Bortone
Fonte: Lecceprima.it

postato da: AlbertoResta alle ore 21:46 | link | commenti
categorie: per riflettere e ragionare

E' IN DISTRIBUZIONE

Zoom-BW(400x300)

DI MARZO
2009


RICORDIAMO CHE LA TIRATURA E' LIMITATA E LA DISTRIBUZIONE GRATUITA

Chi volesse inviare commenti, suggerimenti proposte o critiche può farlo utilizzando il seguente indirizzo e-mail

zoomgalatone@libero.it

che volesse conoscerne il contenuto in anteprima può visionare il video sul blog
www.bachecadigalatone.splinder.com


postato da: vitobaglivo alle ore 19:03 | link | commenti
categorie:

Galatone PORTA FORTUNA.

  

A Galatone lo presentarono, presso il Circolo Cittadino, l'Associazione A LEVANTE  e la libreria I VOLATORI con Giuliana Coppola e Renato Moro ed il sottoscritto come moderatore, a Milano addirittura il Presidente della Provincia e , nientedipocomenoche, PAOLO MIELI.

sul Corriere della Sera del 31 marzo 2009

sezione: Terza Pagina - data: 2009-03-31 num: - pag: 39

Dibattito a Milano sull'imperatore svevo

Lo strano mito di Federico II

un sovrano un po' federalista


Quando lo hanno presentato a Bari un gruppo di guide di Castel del Monte è andato a manifestare contro l'autore, reo di avere messo in dubbio le teorie esoteriche legate all'edificio e al suo principale inquilino, Federico II di Svevia, da sempre pezzo forte delle visite guidate per turisti. Succede anche questo, quando i grandi della storia sopravvivono ai secoli per diventare miti, piegando la propria realtà ad uso di situazioni e conflitti moderni. E del rischio che si corre adattando la storia alle necessità dell'oggi hanno discusso ieri a Milano, nella sala Guicciardini della Provincia, il presidente della Provincia Filippo Penati, il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, lo scrittore Piero Colaprico, il presidente dell'«Associazione regionale pugliesi» Dino Abbascià e Marco Brando, giornalista e autore del libro Lo strano caso di Federico II di Svevia (edito da Palomar). Lo stesso incorso nella furia delle guide di Castel del Monte.
Brando, genovese con alle spalle diversi anni a Bari al Corriere del Mezzogiorno, 
si è divertito a raccontare l'innamoramento della Puglia per l'imperatore svevo. Una cotta dura a morire ma non condivisa né dai tedeschi, smemorati connazionali di Federico, né dai leghisti nostrani, che lo hanno eletto a simbolo di uno statalismo pernicioso.
«Usare la storia per giustificare il presente», chiamando in causa, magari dopo l'11 settembre, l'accordo tra l'imperatore svevo e il sultano di Gerusalemme come esempio di concordia tra Oriente e Occidente, «si può fare — ha messo in guardia Mieli — ma solo a prezzo di bestiali nefandezze. Perché la storia, e solo se analizzata con strumenti sofisticati, può insegnare casomai a capire le complicazioni del presente». La tentazione però è forte se Federico, «moderno nella sua capacità di leggere le diverse realtà territoriali», nelle parole di Penati diventa portabandiera di un federalismo che «se ben interpretato, può essere un incentivo alla coesione sociale e all'unità nazionale».
Un modello da maneggiare con cura. Il resto è folklore, e un mito tanto radicato nel cuore dei pugliesi da partorire — e Brando li ha scovati con cura — decine di istituti, alberghi, negozi di ferramenta che, nel nome, rendono omaggio all'imperatore amante della poesia e della caccia col falcone. Anche una compagnia aerea dalla vita breve, la Federico II Airways. Lo slogan? «I fagiani volano, perché i foggiani no?».


Giulia Ziino

 

Quest'estate, in Agosto,  il giornalista e scrittore Marco Brando sarà per due settimane a Galatone in vacanza.


postato da: giusepperesta alle ore 13:43 | link | commenti
categorie:

GLI INGREDIENTI DELLO SVILUPPO

Se si pensa che alcuni Paesi crescono più di altri o che il Nord cresce sempre più rispetto al Sud, viene spontaneo porsi una domanda. Da dove spunta la crescita e quali fattori possono mettere in moto l’economia? .....

                      giuseppedoria.splinder.com 


postato da: giusedoria alle ore 13:02 | link | commenti
categorie: crisi, produttività ed occupazione
lunedì, 30 marzo 2009

PROFETICI!!!!!!!!!!


postato da: giusepperesta alle ore 19:22 | link | commenti
categorie: musicult

Vino Musica Poesia e Marzotica : il giorno dopo

  


invito 28.3

 
Mentre sul tentacolare Face Book i commenti già sono corsi rapidi e mondializzati, sui blog non se n’è ancora parlato se non con gli echi dell’ottimo componimento di Stefano Zuccalà, grande cuore da poeta, e del toccante ricordo “Orme” del sempre sorprendente Pasquale Chirivì.
 
Parlo della magnifica serata di Vino Musica Poesia e Marzotica, seconda edizione, di sabato sera.
Vabbe’, sono di parte in quanto presentatore, tra gli  organizzatori (e approvvigionatori), ma, proprio perché occhio critico pretendente, mi posso dire più che soddisfatto.
Anche quest’anno il mix di arte e enogastronomia è stato indovinatissimo.
Veramente le notizie buone corrono e quest’anno c’era almeno il doppio di gente della prima edizione. Ed il successo è stato pure doppio con molti ospiti anche venuti da fuori feudo, secondo la politica di apertura al territorio della associazione A LEVANTE.
Fortunatamente i locali della Masseria Lo Prieno messi gentilmente a disposizione da Vito e Maria Grazia sono stati capaci di ospitarci tutti degnamente.
Ho visto gente felice. E di questi tempi non è poco riuscire a dimenticare il resto.
E l’atmosfera che si era creata ha permesso alla ingualcibile “NUOVA DIMENSIONE” di esprimersi al meglio, appena intaccata solo da un’acustica che non era proprio quella di una sala da concerto.
Ma il gruppo folto gruppo di estimatori, vecchi e nuovi, che ha fatto calca davanti al complesso ha solo goduto!
Ottimi i prodotti serviti.
La qualità paga sempre.
E il nostro territorio esprime delle qualità alte, anche se poco stimate e conosciute da noi stessi consumatori addomesticati ai cibi preconfezionati da scaffale.
Ma quando si assaggia la qualità si un buon pecorino di Bascetta, di un fenomenale caprino di macchia o delle marzotiche della masseria Bellimento, così come i fragranti prodotti da forno di Lega e Martinicca, o il vino rosso della nostra Cantina Sociale o quelli superbi delle cantine di Matino e Leverano (un rosso riserva straordinario per rapporto qualità prezzo!), o l’olio della Azienda Baglivo e Castriota, tutti sono in grado di percepire la differenza tra cosa vuol dire standard e qualità di spicco.
Tutto diventa gusto e poesia.
E infatti la poesia ha stimolato i sensi, l’alta poesia dei contemporanei e dei poeti che non sono più ma che continuano a commuovere i nostri cuori e a vibrare le nostre anime.
Tra tutti, spettacolare la lettura della Poetessa -Avvocato Marilena Cataldini delle poesie di Ercole Ugo D'andrea.
Tanti giovani.
Questo è un aspetto non da sottovalutare.
Tanti giovani che scrivono poesie, che gustano i sentimenti fatti parole così come si avvicinano alla gastronomia del territorio e apprezzano il buon vino.
E che non smettono di stimare le buone musiche vintage scelte dalla Nuova Dimensione.
Tutto questo ci ha coinvolti in una serata nella quale il comune denominatore è stato lo stare bene tutti in cordiale amicizia.
L’angelo sterminatore, vedendo questo bello spettacolo, stavolta potrà risparmiare Galatone!
Che si disperino gli assenti: ogni lassata è persa!!!!
(aspettiamo le foto e i video di Giovanni Santi!)
 
 

 


.

FIURI

 

Ete nu mumentu.

Lu iti a mmienzu lli culuri e lu ‘ndore ti li fiuri,

ma no n’ete na tisgrazzia, sò piaceri.

Ete l’ora ti la ita,

ca ni face cu ccuntamu, cquandu sti fiuri itimu nascire.

Ni essinu a ‘nnanzi cquandu simu agnuni, poi ti randi,

a lla fine ecchi stracchi.

Na cosa ete certa,

comu ggiramu, ggiramu, 

ognè annu riescì sempre cu nni schìanti e ccu nni babbi.

Ni scarfi lu core,

minti a mmotu lu sangu,

ni springi, puru ca no ‘mbbulimu, tocca nni scasamu.

E jo ddhrò vo?

Jo tegnu la furtuna ca abbitu fore.

Tante fiate caminandu su llu jale,

li pinszieri ‘ndi mandu a mmare.

Ete primavera.

 

 

FIORI

 

È un momento.

Passa scortato dai colori in mezzo ai fiori,

non è una disgrazia è un dolce piacere.

È l’ora della fioritura,

nuova vita,

nuove voci,

nuove meraviglie.

C’è li troviamo davanti da bambini,

poi da adulti,

alla fine da vecchi stanchi.

Antica certezza,

ogni anno ritorna,

nuove esclamazioni,

nuovi stordimenti.

Riscaldi il cuore,

acceleri la corsa del sangue,

ispiri a nuovi progetti.

E io dove vado?

Io ho la fortuna di essere prigioniero della natura.

Molte volte, passeggiando lungo il viale,

i cattivi pensieri mando al mare.

È primavera.


postato da: localo alle ore 13:14 | link | commenti
categorie: cantastorie

EMETICI

  

Dopo tutto l'Imodium ed il Plasil preso ieri per sopportare l'orrenda visione a reti unificate della sconfitta della nostra Democrazia nata dalla Resistenza, mi trovo oggi ad un altro attacco di vomito pernicioso:

Lorenzo Ria candidato alla Provincia col PDL?

Almeno lo si scambi con Gianfranco Fini !!!!!!!!!!!

 


Echi da Musica, Poesia, Vino e Marzotica

Stefano Zuccalà
 
Nella terra 
 
 
Ho deciso di affondare le mani nella terra.
Resterà sempre meno terra.
Ho deciso di affondare le mani nella terra.
Resterà sempre meno tempo per affondare le mani nella terra.
Strattonati da necessità puttane – le nostre vite – abbiamo scordato quanto punge un odore.
La radice nervosa.
La radice ritorta.
Mi schermisco dai pollini con un esile velo di tessuto.
Ho disgusto dei vermi – io stesso verme tra vermi.
 
Ho deciso di affondare le mani nella terra.
Ho deciso di lasciare che la vita prema sui miei polsi senza riscatto, senza pretesto, senza cognizione, senza progetto, senza utilità che non sia quella di sentire la vita nella sua nudità, potenza.
Immergerò le braccia – gli occhi chiusi, smemorati – senza pensare a niente.
Forse qualcosa – una sensazione – mi racconterà di una sostanza persa.
La radice nervosa.
La corolla sventrata dal vento.
La terra, il suo nutrimento.
L’ape che punge e poi muore come me che lascio un segno, una traccia e poi scompaio.
La terra, l’aprile del 1989.
Mio nonno che raccoglie fiori per mia nonna e se ne fotte delle rughe.
L’aprile del 1989.
Mi rigiravo nella terra.
Ero nei miei elementi: la solitudine, l’innocente arroganza e la luce.
 
Ho deciso di affondare le mani nella terra.
Per pochi minuti, lascerò perdere le cazzate.
Mi concentrerò sulle dita confitte nell’humus.
Per pochi minuti proverò un senso di pace e di terrore.
Un senso di avvento e condanna, col sole sparato sul cranio.
Sarò un punto di unione.
Finalmente non sarò più un individuo, un cittadino – ma un niente che vibra.
 
Ho deciso di affondare le mani nella terra.
Ho deciso di affondare le mani     
nella terra   
di cui sono fatte queste mani.
 

EVVIVA IL CAPUMBRELLA

 Deretani
 
Nel napoletano chiamano “capumbrella”il leader del gruppo-comitiva che usa appunto l’ombrello come “faro”, per orientare i gitanti. Mi è tornato alla mente quando il Cavaliere, pur incompatibile con la carica di eurodeputato, ha confermato l’intenzione di candidarsi alle europee in qualità di “bandiera”, dicendo che ogni vero leader dovrebbe fare altrettanto, anche quello dell’opposizione, se ve ne fosse uno. Evidentemente, ritiene di essere l’unico “vero leader” non solo in Italia, ma anche in Europa, visto che nessun altro capo di governo europeo è sfiorato dall’idea di scendere in campo, come lui, vestito da bandiera.
Mi tornano in mente anche le famose “Sorelle Bandiera”, quelle di “Arbore”. Questa di “Arcore” mi sembra altrettanto buffa, ma un po’ macabra, di infausto presagio.
Intanto il popolo dei pidiellini scodinzola al suo padrone, convinto di abitare la casa, anzi la “cuccia”, delle pari opportunità. La Storia si ripete: non credo sia maestra di vita.
Antonio Zuccalà
29/03/09


domenica, 29 marzo 2009

Copio & Incollo

Il libro delle facce della Piazza scomparsa del tuo Paese!
di Antonio Bruno
 
Sono iscritto su Facebook (il libro delle facce) da poco, me l’ha segnalato mia moglie e io, curioso come sono, mi ci sono infilato senza pietà. Ho trovato amici di ieri e di oggi e sono giunto a 80 e passa. Mi giunge notizia di un evento a Galatone e io comunico che ci andrò. Sabato 28 marzo partenza da San Cesario di Lecce alle 16 e 45, arrivo a Galatone Piazza Costadura alle 17 e 15. La mia automobile l’ho lasciata nei pressi del Palazzo Marchesale. Ho chiesto a un signore che stazionava nei pressi cosa fosse e mi ha spiegato che è stato sede dei feudatari di Galatone già dal XVI secolo e che il palazzo, è stato oggetto di continui cambiamenti nel corso dei secoli. Attaccata al palazzo ho ammirato la torre quadrata che sempre quel gentile signore mi ha detto essere di epoca più remota rispetto al Palazzo Marchesale e che in tempi antichi ha assolto al compito di difesa e di repressione.
Ho fatto una tesi sul terremoto del 1743 che ha distrutto Nardò e che anche qui a Galatone ha avuto i suoi effetti facendo crollare la parte nord del palazzo. Ho potuto ammirare lo splendore del portale e le eleganti finestre decorate con motivi floreali e mascheroni che guardano verso la piazza SS. Crocifisso e su via castello.
Il distinto signore mi ha fatto notare la lesena angolare della facciata superstite che ospita i blasoni delle famiglie feudatarie che si sono succedute: Squarciafico, Pinelli, Pignatelli e Grillo.
Ho ringraziato il gentile signore e anche qui lo ringrazio per le interessanti notizie che mi ha dato. Sempre lui mi ha fatto notare che la mia auto era circondata dalle strisce blu, che nulla hanno a che vedere con le mille bolle blu della giovanissima Mina Mazzini, ma che invece annunciano una macchinetta infernale che in cambio di un euro ti consegna un biglietto con su stampigliata un ora precisa, la mia ora era 19.01! Queste macchinette ti scansionano il tempo, non sarei potuto restare un minuto di più in sala e subito mi sarei dovuto precipitare per ottenere un altro biglietto con su segnata una nuova ora!
Lascio la Piazza del Palazzo e attraverso una stretta via arrivo a Piazza Costadura e proprio di fronte a me salendo qualche scalino si accedeva al Circolo cittadino. Avrei saputo di li a poco che il Circolo di Galatone è stato fondato nel 1870 e che si apprestava a festeggiare il 140° anniversario della fondazione.
Mi accolgono due belle signorine che mi fanno firmare un foglio dove c’era già il mio nome e che in cambio mi somministrano un questionario che io di li a poco avrei poi consegnato.
Mi sistemo su una delle comode poltroncine in plastica e noto la rassicurante presenza del Buon Cesare Vernaleone, viso bonario e ammiccante di una TV locale che prese il nome da una Radio che un tempo fu fondata dagli amici Agesandro e Alcino Siculella poi passata nelle mani dell’Imprenditore Dott. Paolo Pagliaro che con maestria, competenza e professionalità l’ha resa l’azienda leader della comunicazione, informazione e intrattenimento del Salento.
Il buon Vernaleone esordisce narrando di questi “agitatori culturali” che presero l’iniziativa di far conoscere tra di loro i laureati di Galatone. Pensate prima d’allora 15.895 abitanti non erano in grado di dire chi di loro fosse laureato.
Insomma dopo questa iniziativa ecco che gli agitatori ne fanno un’altra e questa volta sul tema “FACEBOOK - Il Social Network d’eccellenza come reale Rete Sociale?” , vengo a sapere da Cesare Vernaleone che Facebook, il social network, è stato fondato nel 2004 dall’allora diciannovenne Zuckerbergper per facilitare gli incontri tra studenti e che su questo voleva ascoltare le opinioni del Prof. Paolo PELLEGRINO e del Prof. Carlo FORMENTI della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento. Vengo a sapere che io sono uno dei 160 milioni di utenti di Facebook, e che Cesare Vernaleone è stato taggato su una foto in possesso dell’OTTANTENNE Ciriaco De Mita. Il sempre pacato e acuto osservatore Cesare Vernaleone rivela che è collegato 24 ore su 24 con Facebook e che i professori intervenuti si caratterizzano e si distinguono rispetto a Facebook perché il Prof Paolo PELLEGRINO non lo usa mentre il Prof. Carlo Formenti lo usa.
E un uomo simpatico il Prof. Paolo Pellegrino ed esordisce subito affermando le sue origini geografiche, dicendo della sua Greca Zollino che è sorella della Greca Galatone ultima tra tutte le città della Grecia Salentina ad abbandonare il rito Greco.
Vola verso Orsini del Balzo e Maria d’Enghen e afferma la necessità di riprendere la civiltà antica, poi ci racconta che con il Prof. Carlo Formenti anche se sono nella stessa Facoltà lui parla poco ma nello stesso tempo vuole accreditare a tutti noi il Prof. Carlo Formenti perché ce lo presenta come uno studioso dalle radici teoriche solide. Narra di Adorno e della Scuola di Francoforte a lui cara, ci spinge sulle vette della Dialettica dell’illuminismo ovvero il rapporto tra NATURA da una parte e TECNOLOGIA, STORIA E MODERNITA’ dall’altra e della conclusione a cui giunge la Scuola di Francoforte circa la necessità che non ci sia contrasto tra le due.
Poi con gli occhi diretti verso ognuno di noi, che sembrano superare gli occhiali che li ricoprono, ci parla delle differenze tra virtuale e reale, fa l’esempio del Sesso Virtuale che non ha nulla a che vedere con quello reale e che di questo possono testimoniare tutti quelli che come lui non hanno a che fare con la tecnologia.
Narrazione, ancora narrazione dal Prof. Paolo PELLEGRINO. Ci racconta di quando dieci anni fa sua moglie rimase incinta, circostanza che lo costrinse ad acquistare i suoi primi due telefonini della sua vita, uno per lui e uno per sua moglie. Continua con la narrazione del suo modo di studiare, la necessità di avere più traduzioni, la circostanza di frequentare la Biblioteca Provinciale con Carta e Penna per copiare di proprio pugno le pagine del libro, dell’avvento delle prime fotocopiatrici che puzzavano di uova marce.
La narrazione del mondo del sessantenne Prof. Paolo Pellegrino ad uso di giovani e meno giovani presenti a Galatone e, attraverso questo report, anche a vostra disposizione.
Poi ci narra il suo presente fatto di poco uso di internet e del disturbo che gli arrecano i troppi messaggi che giungono nella sua casella di posta elettronica e sul suo cellulare. Lui che legge Adorno ci narra che tale lettura richiede tempo, la fretta di Internet non si concilia con la lettura, e soprattutto ci dice che se una pagina la legge sullo schermo del computer, quello scritto non lo sente suo. Ci narra ancora della sua Gentile Signora che la sera prima lesse insieme a lui un testo su Kant che gli sembrava di aver già letto da qualche altra parte ma con la firma di un autore differente.
Il plagio e la incertezza delle fonti turba il sonno del Prof Paolo Pellegrino, ci narra che gli viene voglia di accedere in ambiente Internet quando c’è un argomento che non conosce ed è costretto a vivere un paradosso. Il paradosso è che bisogna essere a conoscenza di un argomento per verificare la validità di una fonte, ma che si accede in ambiente internet per sapere di argomenti di cui si sa poco o nulla. Un dilemma: consulto o non consulto la rete? E poi, dopo averla consultata, come faccio a verificare?
Il Prof. Paolo Pellegrino ci da un annuncio: sta scrivendo un libro di ETICA DELLA COMUNICAZIONE!
Ancora narrazioni dal Prof. Paolo Pellegrino, ci dice della sua scuola elementare, del bottiglione pieno di inchiostro che ogni mattina toccava e nutriva il suo calamaio, ci dice della vendetta ad opera di un suo compagno di scuola che, arrabbiato perché il maestro non l’aveva fatto uscire per la ricreazione, ecco che fa la pipì nel bottiglione di inchiostro rendendolo inutilizzabile. Ancora una narrazione, quella della penna stilografica che macchiava le giacche di inchiostro, ci fa la narrazione della rivoluzione della penna BIC!
Ci rassicura il Prof. Paolo Pellegrino, ci dice dei vantaggi. Ma poi ci narra di suoi amici senza arte né parte che posseggono tre telefoni cellulari e della circostanza che lui stesso ne possegga tre e che ancora oggi si chiede il perché ne abbia tanti e a che cosa servano in definitiva.
Sempre la Scuola di Francoforte che ritorna con la ricerca dell’armonia tra Natura con Ragione – Civiltà – Tecnologia. E’ divenuto serio il Prof. Paolo Pellegrino e si chiede se tutto questo può mutare l’antropologia. Ancora narrazione, tanti regali da questo uomo di origine greco – salentina, ci narra di suo figlio, ha 9 anni, e della circostanza che voglia diventare un esperto di elettronica. Insomma il Prof. Paolo Pellegrino che vive lontano dall’elettronica ha generato e cresciuto un figlio che vuole fare dell’elettronica la sua vita! Capite? E lui ce lo narra, ne fa una narrazione ad uso di noi che siamo li ad ascoltare le sue parole.
E poi nonostante tutto afferma che le esigenze culturali non sono a compartimenti stagni e che la tecnologia non può essere fermata ma che deve tener conto della cultura.
Cita I MITI per illuminarci, dice che si è occupato del tarantismo e che il mito riesce a illuminare un fenomeno.
E’ la volta del Prof. Carlo FORMENTI anche lui inizia una narrazione dicendoci dei suoi trascorsi di filosofia politica che lo hanno portato a interrogarsi sulla forma, e poi che lo hanno invaso sino a farlo divenire un MUTANTE, come noi tutti. Il Prof. Carlo Formenti continua la sua narrazione e ci dice del suo impegno nel giornalismo, della sua Olivetti lettera 22 che lo costringeva a pensare tanto prima di scrivere e dell’avvento dei Word Processor , che hanno mutato il modo di scrivere perché tutto può essere aggiunto in qualunque momento, può addirittura essere corretto con un solo clik!
Insomma il Prof. Carlo Formenti l’ha registrata la sua mutazione! Con la macchina da scrivere Olivetti lettera 22 prima si pensa e poi si scrive mentre con i Word Processor si pensa mentre si scrive. E’ una rivoluzione!
Non ragioniamo più per sequenze lineari. Ragioniamo in una infinita DICOTOMIA che se si giunge a un pensiero del pensiero è molto simile a una RETE a infiniti livelli, molto simile al Cervello che è una cipolla con le sue reti neuronali!
Il Prof. Carlo Formenti ha notato che i giovani che sono nati nell’era del Computer non ragionano più in maniera lineare ma per allegorie, per immagini.
Insomma la tecnica diventa natura? La tecnica in funzione della BIOMIMESI è molto simile alla natura?
Internet è una piattaforma tecnologica, un ambiente, è un canale che fa passare ogni cosa come ad esempio Programmi vecchi e nuovi e soprattutto è in modificazione velocissima quasi istantanea.
Ci regala la narrazione di internet il Prof. Carlo Formenti, ci dice che Arpanet ha 40 anni e che il Web ne ha 20, ci narra del telefono che era nato per ascoltare musica a distanza ma che poi, come sempre, sono le persone umane che ne fanno uso che stabiliscono la reale destinazione, infatti la destinazione d’uso del telefono non è quella per la quale è stato inventato.   
Così l’ambiente, la piattaforma tecnologica Internet.
Ci racconta della circostanza di Facebook che nel 2004 fu inventato dall’allora diciannovenne Zuckerbergper per facilitare gli incontri tra studenti e che adesso ha un utenza che è maggiore per i maggiori di 35 anni e che si sta spostando anche all’utilizzo dei cinquantenni e oltre.
Ci narra della piccola comunità, della riproduzione del reale nel virtuale e della media di 120 amici che una persona umana riesce a gestire, di più non sono gestibili.
Poi ancora narrazioni dal Prof. Formenti che ci rivela che il virtuale è una dimensione del reale e che l’opposto del reale è il POTENZIALE.
Ancora un’altra rivelazione del virtuale che è UNA ESPANSIONE DELLA CAPACITA’ RELAZIONALE, con Internet non c’è più bisogno che per una relazione, per una qualunque relazione, si debba essere nello stesso luogo geografico.
Le relazioni possono anche essere violente, anzi violentissime, ma attraverso la delocalizzazione non hanno conseguenze fisiche, almeno nell’immediato.
Attraverso questo ambiente c’è un’altra opportunità per le persone umane ovvero quelle ad esempio di essere fisicamente in Alaska ma continuare ad avere relazioni quotidiane con San Cesario di Lecce. Gli immigrati di III e IV generazione non hanno più bisogno di integrarsi perché continuano a relazionarsi quotidianamente con la loro comunità d’origine.
Nell’ambiente Internet, in questa piattaforma c’è un rapporto diretto ma non mediato che comporta slittamenti di significato e di pratiche.
Insomma il Prof. Carlo Formenti ci narra di uno spazio pubblico diverso, uno spazio dove non c’è’ più alcuna necessità di delegare, c’è la narrazione della Democrazia Diretta.
Ci narra di Obama che dopo aver lavorato in rete per essere eletto adesso ha il problema di lavorare in rete per governare! E non sa come fare! Ma se tradisce questa partecipazione ci sarà un effetto devastante per la democrazia americana perché, com’è noto, INDIETRO NON SI TORNA!
Il Prof. Carlo Formenti ci fa una narrazione di come si lavori molto di più da quando c’è la rete. Questo ambiente nel quale viviamo richiede che metà della giornata sia dedicata a pratiche comunicative di cui non possiamo fare a meno!
Si possono fare 6 – 7 cose contemporaneamente!
E’ seguito un interessante e ricco dibattito.
Una piccola annotazione: quando i saperi vanno nelle piazze c’è forte agitazione culturale! Un plauso agli organizzatori, al buon Cesare Vernaleone e soprattutto ai due scienziati che vivono in mezzo a noi: il Prof. Paolo Pellegrino e il Prof. Carlo Formenti, me lo dico sempre che sono fortunato perché vivo in un territorio in cui c’è l’Università!
Erano le 19 e 15 quando precipitosamente ho dovuto abbandonare l’interessante seminario. La macchinetta infernale delle MILLE STRISCE BLU strillava che la multa incombeva! L’ho detto alle gentili signorine in fondo alla sala che me ne andavo perché mi scadeva il parcheggio. Me ne sono andato a malincuore senza salutare, ma sono certo che ci saranno altre occasioni.
postato da: antoniobruno

Dedicato ai miei amici Paolo Greco, Gianni Russo, Salvatore D'Agati, Carlo Moro e Dino Salamanna.

ORME

 

  

Esiste un luogo della memoria ricoperto di orme. Sono le orme di quelle persone che sono passate nella tua vita, hanno lasciato un segno e poi sono andate via senza più ritornare.

Orme grandi e piccole, in punta di piede per insita leggerezza o a pianta larga, per aver sostato a lungo.

I piedi che le hanno lasciate non torneranno più a ribadirle, ma loro sono sempre lì, come orme fossili di dinosauri estinti, e inconsapevolmente tu le preservi dalle ingiurie del tempo, le consegni al tuo personale scampolo di eternità. Per sempre. Come se il tuo “per sempre” fosse eterno e non infinitesima parte di un tutto destinato a finire per poi, forse, ritornare in altre forme e sostanze.

Altre orme vi si sovrappongono ogni giorno, in un calpestio frenetico e confuso di presenze senza alcun peso specifico, ma non riescono a sfumarne i profili pietrificati, appena visibili. Allora ti chiedi come mai resistano ad ogni offesa, seppure ricoperte dalle scorie di una quotidianità depositata come cenere su carboni ancora accesi.

Poi le guardi con attenzione e vi scopri dei contorni familiari, per quanto lontani nel tempo.

Il falsamente burbero profilo di un uomo dalla grande barba che giocava a far partire i treni.

Il sorriso prepotente di un ragazzo che amava le parole al punto da giocarci con poetica immaginazione.

L’immagine sfocata dal tempo di un uomo legato all’idea oggi desueta di una coerenza tra etica e politica.

La dolcissima timidezza, al riparo di grandi occhiali, di un ragazzo strappato troppo presto al suo sogno di normalità da mani indegne della loro missione.

L’immenso amore per la musica e il mare di un uomo che amava immergersi nelle sue passioni con lo stesso trascinante trasporto.

Allora riesci a capire perché quelle orme sono incancellabili, molto più di altre che si sgretolano giorno dopo giorno davanti ai tuoi occhi perché non più ripercorse da chi potrebbe farlo e non lo fa.

Capisci perché si sono impresse nei tuoi luoghi della memoria tracciando un sentiero impercettibile che ogni tanto ritorni a percorrere, e sai che non potresti fare a meno di farlo, almeno finché il tempo sarà dalla tua parte.


postato da: pasqualechirivi alle ore 17:51 | link | commenti (1)
categorie:
sabato, 28 marzo 2009

 

TIEMPU

 

Sempre ti pressa,

matina e ssera,

pare ca ìnci, ti ggiri e stà ppierdi.

Tiempu,

ni pigghi pi fessa, ni babbi,

mo stà nni prìsciamu, mo stà cchìangimu.

Tiempu,

 cquiddhrù ca no passa mai,

ca ti strùsce chianu comu na candela,

ti secca comu nu fiuru a ‘ngalera.

Spietti nu si, ti rria nu no,

cu bbiti n’amicu, o la bbanda ca sona,

nù calice chinu, lu focu na sera.

Tiempu,

 ca ni ‘ndi porti li tienti,

ni llassi cu cquattru capiddhrì,  

la entre e llu culu ni ppiendi.

Ni iti ti latte,

carusi e lleoni,

curcati stùtati.

Lu tiempu e ddi tutti,

amici e cquàstasi.

.

 

TEMPO

 

Sempre di corsa,

mattina e sera,

canti vittoria, hanno già vinto.

Tempo,

deridi,  illudi,

ci vedi allegri, o con gli occhi nel pianto.

Tempo,

sei quello che non passa mai,

mentre consumiamo l’attesa,

fiori in una buia galera.

Aspettiamo,

 un si, un no,

a rivedere un amico,

la banda suonare,

il bicchiere pieno,

la brace nel camino.

Tempo,

 rubi i nostri denti,

porti via neri capelli,

ammosci le lisce pelli.

Ci vedi bambini,

giovani e forti,

vecchi già morti.

Tempo,

sei di tutti,

parenti e amici.


postato da: localo alle ore 12:19 | link | commenti
categorie: cantastorie
venerdì, 27 marzo 2009

Zoom-BW(400x300)

E' disponibile ON LINE il magazine di febbraio:
per scaricarlo è sufficiente "cliccare" sul link che appare sulla home page del blog:


Vi ricordiamo che per aprire il file è necessario disoporre di un software che apre i file in formato .pdf

Per facilitare la lettura del documento, questo è stato scomposto in 4 pagine consecutiva in formato A4.

Scorrendo con il mouse sulle barre si può leggere l'intero documento.
Va segnalato che per la presenza di immagini, il file è di notevoli dimensioni e che richiede del tempo per poterlo scaricare.

Qualora si desidera avere le copie cartacee degli arretrati, basta farne richiesta alla seguente e-mail:

E' in preparazione l'uscita di Marzo!!!


postato da: vitobaglivo alle ore 22:29 | link | commenti
categorie:

 

 

GALATONE IN TASCA
 
Ieri sera si è tenuta la serata di presentazione della nuova guida turistica di Galatone edita dalla locale PRO LOCO che ho avuto il piacere e l’onore di realizzare, ampiamente ripagato solo dalla squisita riconoscenza espressa dal sodalizio e, nello specifico, dai presidenti Roberto Stapane e dall'ex presidente Vittorio Martalò.
 
(E non da altri, nonostante io abbia fatto di tutto per far ben figurare l’Amministrazione nei confronti degli ospiti del Gemellaggio, facendo il cicerone e impegnandomi allo spasmo per riuscire a consegnare la Guida prima del'arrivo della delegazione ospite. Scusatemi ma va detto: c’è chi è stato ricordato e ringraziato e chi no. Quando si fanno le cose solo per spirito di collaborazione certe mancanze si notano.)
Questa è la seconda edizione della prima guida “Galatone in tasca” presentata al pubblico esattamente il primo di aprile 2004: cinque anni fa.
Novità nei contenuti, con l’inserimento di un percorso di visita del Centro Storico, e nella composizione grafica, più luminosa, leggibile e dotata di un corredo fotografico con foto di grandi dimensioni, nuove piante della città e del centro storico. La disposizione dei contenuti, sempre e completamente accompagnati da traduzione bilingue in Tedesco ed Inglese, è stata ordinata diversamente, mettendo i consigli enogastronomici con le ricette della cultura tradizionale locale in una parte separata dal resto.
Dal 2004 ad oggi, fa immensamente piacere rilevarlo, si sono dovute cambiare molte fotografie. Infatti i lavori di restauro del patrimonio storico iniziati nella metà degli anni novanta con il restauro della Porta di S. Sebastiano, in questi anni hanno visto interventi importanti anche sulla Chiesa Madre, sulle chiese di S. Pietro e S. Giovanni, sulle mura Aragonesi di Via Garibaldi, sul Santuario del SS. Crocifisso, sul Palazzo Marchesale, sul Palazzo Lercari, sull’arredo urbano di Piazza Costadura. Inoltre anche l’iniziativa privata in questo lasso di tempo è intervenuta con dei pregevoli interventi di restauro come quelli effettuati in piazza S. Angelo, sul Palazzo Vaglio in via V. Emanuele III, nella Corte Grande, in via e piazza Sascianne. Altri interventi di restauro, pur nella loro ingenuità – a volte rovinosa e comunque mai regolati da una attenta cura e regolamentazione degli Enti preposti e responsabili – hanno comunque interessato il nostro Centro Storico facendo in qualche modo presagire ed intuire una inversione di tendenza che in qualche modo riempie di speranza. Questo è un fatto positivo.
Purtroppo altre realtà storiche e monumentali o di architettura rurale continuano a non avere nessuna attenzione da parte delle proprietà e degli Enti che dovrebbero sviluppare il territorio. Fulcignano, prima di tutto e su tutto, rimane il buco nero della cattiva coscienza di mezzo secolo di amministrazioni. Ma non è da meno nemmeno tutto il Centro Storico, sempre “usato” nei discorsi e nei progetti demagogici e di facciata ma mai veramente oggetto di un intervento a sistema degno di un paese che voglia veramente fare del turismo un suo punto di forza.
Per non parlare di antiche lacune: Il Menhir del Coppola – ultimamente vittima di qualche atto vandalico - , La Grotta Cappuccini col suo corredo preziosissimo di reperti; la chiesa di S. Angelo della Salute in perenne abbandono, assediata, oltre che dai topi, da un incontrollato e sfacciato abusivismo; l’antica Abbazia di S. Nicola dei Pargoletti; S. Maria di Tabelle e il sistema delle grotte intorno al torrente Asso, molte Masserie e antiche Torri lasciate al degrado, assediate da immondizia e abusivismo, deturpate da un contorno di atroci interventi a “cattedrale nel deserto” frutto dell’abuso dissennato della L.R. 447, e vincolate da una destinazione assurdamente agricola del PRG vigente. E questo per rimanere solo nell’ambito dell’edificato. Infatti se il territorio lo dovessimo vedere anche nelle sue specifiche componenti paesaggistiche, idrografiche, pedologiche e botaniche il discorso non sarebbe meno deprimente.
Ieri sera dicevo che - sempre per essere sempre francamente onesto e sincero - ho dovuto fare – con la pazienza del grande Valerio, il grafico delle Grafiche Panico di Galatina che hanno realizzato materialmente l’impaginazione della Guida - abbastanza uso del programma di ritocco fotografico per eliminare, ove è stato possibile, una serie di elementi che guastavano i monumenti fotografati. Segno ancora di una mancanza complessiva di una visione attenta e rispettosa del nostro patrimonio paesistico. Patrimonio che non è fatto di soli “picchi” monumentali, di “emergenze architettoniche” ma anche di un sistema urbano che funziona solo se è visto come sistema interdipendente.
Ma avremo ancora la pazienza di aspettare che i responsabili del nostro paese si dimostrino finalmente sensibili, lungimiranti, attenti, competenti e colti. Chissà se alla prossima edizione della Guida……..
 
Il problema che oggi ci dobbiamo veramente porre è se la Guida, certamente strumento basilare per una conoscenza e divulgazione del nostro territorio più spendibile turisticamente, è solo un urlo nella notte o se la visione politica del rapporto tra il territorio e il turismo debba uscire finalmente dalle perigliose secche e prenda a viaggiare con una apprezzabile coerenza verso il mercato globale.
A vedere la Guida nella parte dei “consigli degli acquisti” – gli indispensabili sponsor privati che assieme al Comune hanno reso possibile il progetto finanziario della Guida – si può constatare come sicuramente l’iniziativa privata è più avanti delle retrograde e farraginose visioni turistiche dei nostri governanti passati e presenti. L’iniziativa privata, fuori da ogni visione ideologica o basata su un malinteso senso dell’intuito “pervaso” non si sa da quali visioni infuse, confrontandosi con il contesto reale della richiesta turistica sta realizzando agriturismi, B&B, attività di turismo rurale, imprese nel Centro Storico. La realtà del mercato orienta gli investitori e gli imprenditori verso quella che è la caratteristica specifica e peculiare più connotante del nostro territorio: la tradizione agricola e culturale del Centro Storico e dell’entroterra agricolo.
Niente a che fare con la “fissa” dello sviluppo marino del turismo, ben sbugiardato da cifre statistiche che ci dicono che il turismo “esterno” alla regione Puglia si muove solo per il 7 per cento attirato dal mare. Il restante 93 % del flusso turistico esterno è mosso dal patrimonio storico artistico, dalle città d’arte, dalle specificità del territorio agricolo e dall’enogastronomia.
D’altronde se l’imperativo per una valida economia del turismo è DESTAGIONALIZZARE, a cosa servirebbe “consumare” la costa che, in ogni più rosea previsione, può essere attrattiva solo per tre mesi l’anno? Un territorio agricolo e delle città d’arte, se mai legate anche ad un discorso convegnistico e del benessere fisico e enogastronomico, possono lavorare turisticamente per 12 mesi all’anno, e, siccome sono uniche e specifiche del nostro territorio, cosa che invece il mare non è, possono essere attrattive e redditizie. Perché, è bene ricordarlo sempre, il turismo è l’unica industria che, come ricaduta sul territorio, lavora sempre solo e solamente sull’importazione.
Pertanto la Guida serve, sicuramente, ma se il nostro paese non verrà amministrato secondo visioni legate alla realtà del territorio e secondo quelle che sono le linee di tendenza della richiesta turistica la guida rimarrà uno strumento senza alcun senso.
E poi, per favore, un minimo di sensibilità e gusto nel gestire un patrimonio storico e paesaggistico incommensurabile è da pretendere inderogabilmente. Altrimenti il turismo possibile qui in loco rimarrà solo quello da esportazione. E a prenderlo “in tasca” saremo tutti!
 
E poi: avere un paese spendibile turisticamente è avere anche un paese confortevole, salutare, stimolante e ospitale per chi ci abita.
 
 

LA POSTILLA N.13

LA POSTILLA N.13

 

La partecipazione negata

 

“Libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione!”

Così cantava un geniale cantautore italiano, un ritornello ormai vecchio di quarant’anni, che conserva intatta la sua attualità perchè, di qua e di là, per questo o per quest’altro motivo, i due termini, solidali e fortemente intrecciati nel loro più autentico significato, sono di frequente regolarmente separati, col risultato di togliere al conclamato principio di libertà la sua più naturale e ovvia estrinsecazione. La partecipazione è ridotta, è resa vacua, è negata...

  http://portavoce.splinder.com/


postato da: EnricoLongo alle ore 21:18 | link | commenti
categorie:

Barbanente presenta delibera fondo affitti regionale

Se si considera che il 66 % di chi vive in affitto ha redditi inferiori a 20 mila euro, ben si comprende chi colpiscono i tagli statali

L’assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, ha presentato oggi in conferenza stampa la delibera di giunta sul fondo affitti regionale. “Mentre – ha detto – il piano casa del Governo è a favore dei benestanti con casa unifamiliare da ampliare, esiste in questo paese un drammatico problema di sfratti per morosità, che colpisce le fasce deboli della popolazione che devono far fronte agli affitti saliti alle stelle nonostante la crisi economica e del settore immobiliare”. D’altronde il 20% della popolazione in affitto è composta da giovani, il 40% da operai e il 20% da pensionati”. Ecco la scheda diffusa oggi: Il Fondo sociale per il sostegno agli affitti è stato istituito con l’art. 11 della Legge n. 431/98 per offrire un aiuto alle persone che si trovano in particolare difficoltà nel sostenere i canoni di mercato: il limite di reddito è da quest’anno pari a € 14.000.


 Il Fondo è alimentato ogni anno dallo Stato e, secondo quanto previsto dalla Legge, può essere integrato dalle Regioni che provvedono anche a distribuire l’insieme dei finanziamenti ai Comuni. Nella seduta dello scorso 1° agosto la Giunta regionale ha approvato la Delibera n. 1479 che, definito lo stanziamento, ha individuato i Comuni beneficiari dei contributi con i relativi importi calcolati sulla base dei fabbisogni quantificati nel precedente anno e ha stabilito le procedure per accedere al Fondo. Il Fondo quest’anno è costituito da € 33.282.807,86 dei quali € 14.646.758,07 rivengono dall’assegnazione ministeriale e € 18.636.049,79 sono fondi stanziati dalla Regione. Quest’anno la Regione ha contribuito con una somma maggiore rispetto a quella degli scorsi anni e per la prima volta, con ogni evidenza, superiore rispetto a quella assegnata dal Ministero. Tale scelta è chiaramente volta a evitare di far gravare proprio sulle persone meno abbienti i tagli statali che inesorabilmente colpiscono anche questo campo delle politiche sociali. Infatti, per il 2009 si avrà una diminuzione secca di 20 milioni a livello nazionale dello stanziamento statale per il Fondo affitti e, secondo le previsioni della Finanziaria, non cambieranno negli esercizi 2010 e 2011.


Se si considera che il 66 % di chi vive in affitto ha redditi inferiori a 20 mila euro, ben si comprende chi colpiscono i tagli statali. La delibera approvata dalla Giunta Regionale martedì 25 marzo riguarda la ripartizione della “premialità. Per accrescere i fondi a disposizione, di concerto con l’Anci e le OOSS, la Regione ha deciso di accantonare una somma di € 5.000.000 per incentivare i Comuni a concorrere al Fondo con risorse proprie, attribuendo loro una “premialità”. Per rendere l’incentivazione più efficace, l’attribuzione della premialità avviene secondo due criteri distinti: la prima tiene in maggiore considerazione il fabbisogno, la seconda dà maggiore importanza alla quota di partecipazione comunale.


Fanno eccezione, per non penalizzare gli abitanti di amministrazioni in difficoltà, i Comuni al di sotto di 5.000 abitanti e i Comuni in dissesto finanziario accertato . Sono pervenute richieste per accedere alle risorse aggiuntive di premialità da parte di 113 Comuni (sui 258 della Regione) e di questi 97 hanno incrementato le risorse loro attribuite con un importo pari almeno al 5% delle risorse assegnate, così accedendo anche alla seconda quota di premialità. Nel complesso, i fondi stanziati dai Comuni pari a € 1.270.838,45, grazie al meccanismo della premialità, hanno consentito di attivare risorse regionali per € 4.974.019, che si aggiungono a € 28.282.807 assegnati con la Delibera di Giunta Regionale n. 1479/2008.
27/03/2009

postato da: giusepperesta alle ore 18:49 | link | commenti
categorie: architettura

TESTAMENTO BIOLOGICO

In relazione al “testamento biologico”, discusso ed approvato al Senato, con varie e vaste polemiche, ed ora in attesa di inviarlo alla Camera, ci si trova di fronte a ........

                      giuseppedoria.splinder.com


postato da: giusedoria alle ore 15:52 | link | commenti
categorie: politica, poteri dello stato

invito 28.3

Finalmente la seconda edizione dell'incontro conviviale ed enogastronomico.
Da pochi giorni è primavera, è quindi tempo di riprendere il...

viaggio di primavera per non perder gli antichi sapori

e per allontanare gli affanni.

Durante la serata saremo accompagnati dalla NUOVA DIMENSIONE:
Pasquale Chirivì, chitarra
Maurizio Scrascia, chitarra
Giuseppe Pappaianni, tastiere
Mauro Maglio, basso
Mauro Nitosi, batteria e voce solista
E allora a domani, ospiti nell'accogliente masseria LO PRIENO.
 info: 3208745640
Giovanni  

postato da: giovannisanti alle ore 10:20 | link | commenti
categorie:
giovedì, 26 marzo 2009

IL PORTAVOCE N.34

portavoceavviso34

postato da: EnricoLongo alle ore 15:47 | link | commenti
categorie:
Apri le previsioni meteo per la tua località