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MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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venerdì, 27 febbraio 2009

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ZOOM DI FEBBRAIO E' IN DISTRIBUZIONE


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postato da: vitobaglivo alle ore 23:36 | link | commenti
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LA POSTILLA N.9

Il diritto di voto. 

In un Paese in cui praticamente si vota ogni anno non è forse fuori luogo fermarsi a discettare su alcune questioni che alle vicende elettorali sono particolarmente legate. Anzitutto sul diritto di voto che è aspetto fondamentale della democrazia ed esercizio di libertà da parte del cittadino elettore. Tale diritto, per essere esercitato in maniera sostanziale, comporta l’effettivo esercizio di una serie di scelte: una ideologica, legata alla natura stessa del partito; una relativa ai contenuti e al progetto politico delle forze in campo ed infine una terza...

http://portavoce.splinder.com/


postato da: EnricoLongo alle ore 21:05 | link | commenti
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Nucleare ad Avetrana

Visto che dovremo cominciare a pensare che ad Avetrana il Governo di Berlusconi ci vuole mettere una Centrale Nucleare, sarà bene che anche a Galatone sappiamo esattamente di che si tratta fuori dalla disinformazione pubblica e politica di questi giorni.

 

 


RICEVO E PUBBLICO

dell' On. Maria Teresa  Bellanova

 

http://www.messapico85.splinder.com/


postato da: messapico85 alle ore 18:06 | link | commenti (2)
categorie: ricevo e pubblico

LE POLITICHE DI PRIVATIZZAZIONE

                                  

 Ma chi non ha mai sentito parlare di privatizzazione almeno a partire dall’inizio degli anni ’80? Dopo le politiche del governo conservatore in Gran Bretagna e del repubblicano Reagan negli Stati Uniti, anche l’Italia ne ha seguito........

              giuseppedoria.splinder.com 


APPELLO A MYBOXTV

 

Il Consiglio Comunale del 5.02.2009 era stato convocato per discutere e deliberare su :

 

1)      Patto di gemellaggio tra la Città di Galatone (Italia), la Città di EÅ‚K (Repubblica di Polonia) e la Provincia di Talsi (Repubblica di Lettonia). Approvazione del Consiglio Comunale.

 

Da quanto si può desumere dal verbale del consiglio (disponibile qui sotto)

 320_DdC_Allegato2

l’approvazione del gemellaggio, a causa delle assenza dei consiglieri di maggioranza, è stata veramente a rischio!!! Con tutte le conseguenze di carattere politico e di immagine che sarebbero ricadute sul paese.

Tutto questo davanti alle telecamere di Myboxtv che per l’occasione è stata chiamata a presenziare al consiglio…la domanda sorge spontanea: perché negli altri consigli comunali non è stato chiesto a MyboxTv di riprendere i lavori?

Ecco perché spero che Michele e tutto lo staff di myboxtv ci diano la possibilità di vedere integralmente la figuraccia che stavano per fare Miceli&Soci.

 


postato da: messapico85 alle ore 13:29 | link | commenti
categorie: appelli

A settembre
 30mila professori
a spasso

www.bachecadigalatone.splinder.com

postato da: vitobaglivo alle ore 11:30 | link | commenti
categorie:
giovedì, 26 febbraio 2009

In nemmeno ventiquattro ore da quando sono rientrato in Italia avrò visto almeno sei volte il ministro Scajola, senza alcun contraddittorio, difendere la scelta nucleare del governo Berlusconi.

Il buon ministro rassicura sulla scelta, sull'oppurtunità, sulla validità e sulla sicurezza. (senza che nessuno dei tanti fisici cattedratici sia fatto parlare per contraddirlo in toto)

Sì: parla anche sulla sicurezza.
il Ministro Scajola parla della sicurezza.

Ma non era lui il ministro degli Interni che si dovette dimettere perchè non concesse la scorta a Marco Biagi che si sentiva poco sicuro, dandogli addiritttura anche del "rompicoglioni"?

Io non mi sento rassicurato.

Affatto.

Fate voi..... A me pare uno che non vede molto lontano in questione di sicurezza.

 


A completamento della ricerca “filologica” (nel senso di “per niente logica”) sulle espressioni dialettali salentine (più che altro galatonesi, con qualche puntatina su Nardò) raccolte nell’elaborato “l’Accademia della Canigghia”, che qualche editore temerario ha avuto il coraggio di mettere su carta stampata, per ora parzialmente, poi si vedrà; a completamento di quest’opera di cui probabilmente nessuno sentiva il bisogno, dicevo, pubblico la parte restante dell’elaborato con l’aggiunta delle frasi dialettali da cui derivano le espressioni in italianese, in modo che ne sia più chiara la provenienza.

Questo è un cantiere sempre aperto, per cui se a qualcuno viene in mente qualche espressione che mi è sfuggita può tranquillamente inserirla nei commenti ed io provvederò ad integrare il documento originale.

A cosa possa servire un’operazione del genere, francamente non lo so. Diciamo che ho un’insana passione per le cose apparentemente inutili e può succedere che una cosa nata per gioco finisca poi per prendermi la mano portandomi più lontano di quanto pensassi. È esattamente quello che mi è successo in questo caso.

Per dovere di cronaca devo dire che, pur avendo attinto a piene mani nei miei ricordi e nell’esperienza quotidiana di questi ultimi tempi, annotando diligentemente ogni frase che ascoltavo, un discreto contributo mi è giunto da due personaggi molto coinvolti, per attitudini personali e anche per attività svolta, in questo tipo di “problematiche”: Luigi Bruno e Andrea Baccassino. Grazie a loro e a tutti quelli che hanno contribuito involontariamente.  

L’Accademia della Canigghia

 

 

·        A scatto di chi non vuole! (A schiattu ti ci no ‘mbole!) Espressione liberatoria tipica di chi riesce ad imporre una sua istanza a dispetto di chi ha fatto di tutto per ostacolarlo in ogni modo, soprattutto se spinto da un evidente sentimento d’invidia.   

·        Al giusto dice? (Allu giustu sta dice?) Dice sul serio?

·        Alzamene il brodo! (Azzaminde lu brodu!) Espressione intrisa di ironia rivolta all’indirizzo di qualcuno verso cui non si dimostra alcuna stima e del quale ci si augura la conservazione, a beneficio dei posteri, del metaforico brodo di cottura nel quale sarebbero disciolte tutte le sue prerogative e presunte qualità umane.

·        Amaro per te! (Mara a te!) È come dire “peggio per te!” lasciando presagire delle amare conseguenze.

·        Arrivare alle vigne dell’arciprete (Si rriatu all’igne ti l’arciprete) Trascendere un discorso portandolo alle estreme conseguenze, ben oltre il limite naturale della questione in oggetto. In altre parole, partire da un’inezia, ad esempio durante un litigio, e arrivare a conclusioni decisamente esagerate deviando il discorso sui massimi sistemi.

·        Benedica! (Binitica!) Esclamazione che esprime un moto di meraviglia nel constatare la considerevole crescita di un ragazzo oppure il suo aspetto florido che denota salute e vigore giovanile. È usata anche per sottolineare l’avvenenza di alcune donne particolarmente prosperose. In qualche caso sottolinea invece, con intento decisamente sarcastico, la scarsa raffinatezza di qualcuno che si produce in emissioni sonore di natura corporale in presenza di terzi.

·        Ce ne siamo andati prima della bomboniera (Ni ‘ndimu sciuti prima ti la bomboniera) Vuol dire aver abbandonato la sala del ricevimento nuziale prima della distribuzione di rito delle bomboniere.

·        Cerca di mettere senso invece di pensare sempre ai giocarelli (Cerca cu minti sensu invece cu piensi sempre alli ciucarieddhri) Esortazione ad assumere un atteggiamento più serio rivolta solitamente a tutti quelli che soffrono della sindrome di Peter Pan, quindi non necessariamente ragazzini o adolescenti.

·        Certe volte a me mi rizzicano le carni (Certe fiate mi rrezzicanu li carni) In certe occasioni mi viene la pelle d’oca.

·        Che azioni! (Ce zziuni!) Esclamazione di sorpresa per qualche comportamento fuori dall’ordinario da parte di qualcuno.

·        Che cosa gli dovevo fare a quella se mi capitava … (Ce n’era fare a queddhra se mi ccappava …) - Tipica espressione di sbruffoneria mascolina adolescenziale indirizzata a qualche bella ragazza, destinata tanto più a rimanere un’illusione quanto più espressa con veemenza.  

·        Che occhiaie che hai … se che ti hanno sprecato oggi! (Ce occhi gnuri ca porti … se ca t’onu spricatu oce) Si dice di persona dalle occhiaie talmente nere e profonde da sembrare un cadavere appena disseppellito.

·        Che puoi stare buono! (Cu pozzi stare bonu!) Esclamazione in formato augurale che esprime piacevole sorpresa verso l’operato di qualcuno.

·        Che razza sei? (Ce razza sinti?) Domanda che si pone quando, più che sapere il cognome, si vuol conoscere il ceppo famigliare dell’interlocutore, in modo da poter incasellare il soggetto in un quadro sociale ben definito.

·        Che sei tu, per questa volta l’hai vinta (Ca si’ te, pi ‘sta fiata l’ha bbenta) – Frase che testimonia arrendevolezza nei confronti di persona alla quale si è legati da un rapporto affettivo d’amicizia o di parentela. Qualche volta, tuttavia, può essere usata in maniera ipocrita per millantare un trattamento di favore che in realtà non sussiste. Tipico esempio l’amico commerciante che finge di farti uno sconto: “Ca si’ te, damme dece euri (senò eranu ottu, quantu sì fessa! ... tra sé e sé … n.d.r.).

·        Che so? (Ca sacciu?) Interrogativo che esprime la propria incapacità a fornire adeguata risposta alla domanda posta.

·        Che suonata porti, oggi? (Ce sunata porti, oce?) Cos’hai intenzione di fare, oggi?

·        Che testa che porti! (Ce capu ca tieni!) Usata di solito con accezione positiva, ma qualche volta anche negativa, mette in evidenza l’originalità di comportamento di qualcuno.

·        Che, ve la siete raccontata? (ce, bbi l’iti cuntata?) Per caso vi siete messi d’accordo contro di me?

·        Chi ti ha creato! (Ci t’ha criatu!) – Espressione solitamente bonaria rivolta all’indirizzo di qualcuno che si vuole redarguire mettendo in evidenza presunte responsabilità genitoriali, a livello educativo, nel suo comportamento.

·        Chi ti ha venduto! (Ci t’ha bbindutu!) Frase del tutto equivalente alla precedente “chi ti ha creato”, con una valenza ancor più forte, in quanto mette in evidenza il fatto che il destinatario della stessa dopo essere stato “creato”, è stato anche venduto allo scopo di liberarsene definitivamente.

·        Chiudi la finestra che sta infilando! (Chiuti la finescia ca sta ‘mpila!) Chiudi la finestra che si è creato un fastidioso spiffero d’aria!

·        Ci vediamo più un altro poco (Ni itimu chiù n’addhru picca) Ci vediamo più tardi, tra un po’.

·        Cobbia! (Cobbia!) Esclamazione equivalente a “dannazione!” o “accidenti!”.

·        Come sanno questi spaghetti, vero? (Co’ sapinu ‘sti spaghetti, veru?) Per “sapienza” degli spaghetti si intende il sapore, quindi la frase si deve intendere “come son buoni questi spaghetti, vero?”.

·        Con chi faceva l’amore quello? (Cu ci facìa l’amore quiddhru?) – Il concetto di fare l’amore era una volta ben diverso da quello attuale, strettamente legato al significato letterale della frase. In altri tempi, meno lontani di quanto si potrebbe pensare, per “fare l’amore” si intendeva più che altro avere un feeling, amoreggiare, spesso a distanza e in maniera del tutto platonica. Non era quindi infrequente che qualche ragazzo facesse “l’amore” con una ragazza, ma che lei non ne sapesse niente.

·        Con la buona salute! (Cu la bona salute!) Si dice come forma augurale a chi rivela la sua età, nel caso questi abbia superato abbondantemente la quarantina. Agli adolescenti di solito ci si limita a dire “bravo! bravo!”.

·        Con quelli, di due non ne raccogli uno (Cu quiddhri, ti toi no ‘ndi ccogghi mancu unu) Vale a dire che mettendo insieme le forze di due persone considerate decisamente scarse non si riesce ad ottenere neanche l’equivalente di una dalle normali capacità.

·        Con quello ho squartigliato (Cu quiddhru aggiu squartigliatu) Altro modo di dire “ho fatto stozze”, cioè ho litigato.

·        Con quello sto obbligato (Cu quiddhru sto obbligatu) Si dice di qualcuno verso il quale si ha un debito di riconoscenza.

·        Cristiani (Li cristiani)Sostantivo che identifica indistintamente tutti gli appartenenti alla razza umana, senza distinzioni religiose o di altro genere. Nell’accezione salentina del termine tutti sono cristiani, ed è per questo che possono esistere anche cristiani musulmani, cristiani ebrei, cristiani buddisti e così via.

·        Cucchio un attimo a casa (Cucchiu n’attimu a casa) Faccio un salto a casa e torno subito.

·        Culinudo (Culinutu) Condizione di nudità integrale, così definita per mettere in evidenza quella parte del corpo ritenuta idealmente depositaria dell’onore personale del singolo individuo. L’esibizione della nudità del posteriore assume valenza di totale donazione di sé stessi, quando volontaria, oppure di impotenza e irrimediabile perdita della dignità personale se subita forzatamente.

·        Dall’ultima volta che ti ho visto ti sei fatto proprio un carnevalone (Ti l’ultima fiata ca t’aggiu istu t’ha fattu propriu nu carnialone) Si dice di ragazzo cresciuto talmente tanto da sembrare ai limiti del grottesco, assimilandolo quindi ad una maschera del carnevale.

·        Dello iabbo non ci muori, ma ci capiti (Ti lu jabbu no ‘nci mori, ma ‘nci ccappi) Detto anche chiabbo per esigenze eufoniche, vuol dire che della malevolenza altrui non ci si muore, ma ci si incappa comunque con grande facilità.

·        Devi incarrare per farlo entrare (Tocca ‘ncarri cu llu faci trasire) – Incarrare sta per “spingere con forza”. Si dice, ad esempio, del tappo di spumante che non si riesce a rimettere dopo aver stappato la bottiglia.

·        Di bello e buono (Ti bellu’bonu) – Improvvisamente, inaspettatamente.

·        Di cui (Di cui) Forma usata come intercalare in varie circostanze e con diverse funzioni in seno al discorso. Può servire a prendere tempo per riordinare le idee: “… e di cuiii …“. Può richiamare per sintesi una parte del discorso: “… di cui ti dicevo che …”. Può servire anche come intercalare per introdurre un discorso: “Di cui ieri sono andato al mare …”. A volte è usata anche la forma più nobile “la quale”, a seconda del livello culturale degli interlocutori. Esemplare, sotto l’aspetto della logica, l’uso che ne fece quel marito che, sottoposto ad un lungo e animato rimprovero dalla moglie, alla fine della sfuriata disse: “E di cui, ora che vuoi?”.

·        E adesso, che vuoi fare! (E mmo’, ce bbo’faci) Espressione che rivela un sentimento di atavica rassegnazione nei confronti delle vicissitudini della vita, proprio di chi da sempre è abituato a subire passivamente ogni tipo di controversia.

·        E non vuoi che … (E no ‘mboi ca …) Introduce un fatto sorprendente, inaspettato.

·        Entrare a salutare (Trasimu e salutamu) Entrare brevemente in chiesa durante le feste religiose per un doveroso omaggio al santo festeggiato, prima di iniziare il passeggio lungo le vie addobbate a festa.

·        Fare tràstole (Onu fattu tràstule) Prendere accordi sottobanco con qualcuno ai danni di qualcun altro.

·        Guardati dalle teste calate (Guardate ti li capu calate) Esortazione a non fidarsi di quelli che sembrano tipi tranquilli ma in realtà rivelano una natura infida e inaffidabile.

·        Guastare le carte (Imu guastatu li carte) Venir meno a un accordo, rompere un sodalizio o un’intesa.

·        Ha avuto la faccia di venire (Ha’bbutu la facce cu bbene) Si dice di qualcuno che ha la sfacciataggine di presentarsi al cospetto di qualcun altro pur sapendo che la sua presenza non è affatto gradita.

·        Ha litigato il marito (Ha litigatu lu maritu)Si dice di donna sposata che ha avuto un alterco con il coniuge. La frase è costruita in modo tale da mettere in evidenza il fatto che nei litigi coniugali la moglie ricopre sempre il ruolo attivo, mentre al marito è delegato il compito di assorbire gli scossoni delle dinamiche di coppia, condizione indispensabile per assicurarne la solidità.

·        Hai sestimato la camera? (Ha sestimatu la cambara?) Hai rimesso in ordine la tua stanza?

·        Ho buttato il fritti per le mosche (Aggiu minatu lu fritti pi ‘lli mosche) Ho bonificato la stanza dalla presenza dei nocivi e fastidiosi ditteri per mezzo di un apposito spray insetticida.

·        Ho fatto la figura del flauto (Aggiu fattu la figura ti lu fraulu) Per “fraulu”, quindi flauto, si intende, oltre che il ben noto strumento musicale a fiato, una persona che si rivela totalmente inadeguata in una determinata situazione, tanto da fare un’autentica figuraccia. Generalmente questa espressione è usata nelle situazioni di difficoltà relazionali con il gentil sesso, per sottolineare una defaillance di natura psicologica o, nei casi più gravi, fisica.

·        Ho lavorato un montone di ore (Aggiu fatiatu ‘nu muntone ti ore) Vuol dire aver lavorato per un notevole numero di ore. Detto in termini burocratici vuol dire aver fatto fronte ad un cospicuo monte ore lavorative.

·        Ho portato una guantiera di scagliozzi (Aggiu ‘nduttu ‘na guantiera ti scagliozzi) Ho portato un vassoio di mustacciuoli (tipico dolce salentino ricoperto di cioccolata fusa).

·        I vigili mi hanno fatto la contravvenzione (Li guardie m’onu fattu la contravvenzione) In realtà è l’automobilista a fare la contravvenzione, contravvenendo appunto alle regole del codice stradale, mentre i vigili, semmai, elevano un verbale.

·        Il giusto dell’anima (Lu giustu ti l’anima) – Espressione che certifica la veridicità di qualcosa dal più profondo dell’animo.

·        Il vino è spuntato (Lu mieru ha spuntatu) Vuol dire che la provvista annuale di vino, maldestramente conservata, è degenerata in aceto.

·        Inzuppare il secchio (Ha ssuppatu lu sicchiu)Equivale a passare a miglior vita, in altre parole defungere.

·        Io i soldi non me li squaglio, ma me li alzo (Iò li sordi no mmi li squagghiu, iò mi li asu) Io il denaro non lo sperpero in inutili spese, ma lo metto coscienziosamente da parte per assicurarmi un futuro.

·        L’hanno impostato e poi l’hanno incofanato di mazzate (L’onu ‘mpustatu e l’onu ‘ncufanatu ti mazzate) Trattasi di agguato in piena regola con relativo pestaggio.

·        La giovedì gli alimentari stanno mezzi chiusi (La ciuitìa li alimentari stonu mienzi chiusi) Vale a dire che di giovedì i negozi di generi alimentari sono aperti solo mezza giornata.

·        Mai per chiabbo (Mai pe’ chiabbu) È un po’ come mettere le mani avanti per prevenire il possibile effetto negativo di una frase detta a qualcuno. Sarebbe come dire che ciò che viene detto non ha lo scopo di offendere la sensibilità dell’interlocutore.

·        Mai per rinfaccio (Mai pe’ rinfacciu) Espressione usata con velata ipocrisia nel momento in cui si rimprovera qualcosa a qualcuno cercando di stemperare il clima, ma con la velata precisa intenzione di far pesare le proprie argomentazioni.

·        Maleteo, che puoi combinare! (Maliteu, ce poti combinare!) Maledetto (detto con accezione benevola) cosa mi combini!

·        Mele, benedica! (Mele, binitica!) Formula augurale di antica origine che veniva espressa ogni volta che il lattante si produceva nell’immancabile ruttino del dopo poppata. 

·        Mi credevo che venivi (Mi pinsava ca inivi) Pensavo che saresti venuto.

·        Mi esige (Sta mmi essigge) Espressione che manifesta un’impellente e inderogabile desiderio di qualcosa.

·        Mi ha colpito proprio alla natura (M’ha ccotu propriu alla natura) Vuol dire aver preso un colpo accidentale sugli organi genitali, i quali non vanno mai nominati per non offendere il comune senso del pudore. La presenza di tali organi viene in qualche modo giustificata, prendendone comunque le distanze, come un’inevitabile prezzo da pagare alle leggi della Natura. 

·        Mi ha fatto la zappa (M’ha fattu la zzappa) Non vuol dire che qualcuno ha costruito un attrezzo agricolo atto a dissodare la terra, ma semplicemente che qualcuno si è macchiato di una grave mancanza nei confronti di qualcun altro, disattendendo le sue aspettative.

·        Mi sento una lesa sopra (Mi sentu ‘na lesa sobbra) Condizione di astenia ipotensiva tipica delle prime giornate calde primaverili, particolarmente ricorrente in soggetti dalle caratteristiche psicofisiche assimilabili a quelle del bradipo.

·        Mi sono passeggiato il paniere (M’aggiu passiggiatu lu panieri) Vuol dire aver fatto su e giù ripetutamente per le strade addobbate a festa del paese in occasione della festa patronale o, comunque, della festa religiosa più importante (il “paniere”, appunto).

·        Mi sta percuotendo la fame (Sta mmi pircote la fame) Espressione di un appetito talmente robusto da manifestarsi con moti convulsivi dello stomaco paragonabili ad autentiche percosse. Una fame atavica, in altre parole.

·        Mi stai facendo scolare oncia oncia (Sta mmi faci sculare onza onza) Espressione che denuncia uno stillicidio inesorabile di energie fisiche e psichiche, talmente graduale da poter essere quantificato in un ordine di peso assimilabile alle oncie, e tanto più gravoso in quanto procurato dall’operato di un terzo.

·        Mio padre mi batteva con la coreggia e mi faceva le gambe siche siche (Sirima mi attìa culla curecia e mi facìa l’anche ssiche ssiche) Tipica situazione di altri tempi, quando per l’educazione della prole erano previsti mezzi coercitivi e punitivi. Nella fattispecie si parla dell’utilizzo della cintura dei pantaloni, con la quale il genitore adirato flagellava i teneri arti inferiori del malcapitato figliolo, per nulla protetti da pantaloni rigorosamente corti, lasciando dei segni rossastri in rilievo sulla pelle, così ben definiti da poter contare il numero dei buchi presenti nella cintura. Nei casi più gravi vi si poteva ravvisare persino la forma della fibbia metallica. 

·        Mollare una mano inversa (Ti mollu ‘na manu ‘mbersa) – Detta anche Sciacquadenti, vuol dire assestare un manrovescio.

·        Non è mai che ti raccogli la sera, disgrammofano! (Non è mai ca ti riccogghi la sera, disgrammofanu!) Tipica espressione del genitore esasperato per la lunga attesa del rientro a casa, in orario notturno, del figlio adolescente. Quel “disgrammofano” suona come una forma addolcita di “disgraziato”, giusto per non infierire troppo.

·        Non parlare in indialetto, parla in itagliano! (No cuntare in indialettu, conta in itaglianu!) Invito ad usare la lingua nazionale italiana fatto da qualcuno che non avrebbe alcun titolo a formulare tale esortazione.

·        Non sai cosa mangi! (No ssai ce mmangi!) Espressione di scarsa considerazione che nasce quando nel discorso si evoca qualcuno che non gode di grande stima da parte di almeno uno degli interlocutori.

·        Non si sa mai, oggi domani … (No ssi pò mai sapire, oce o crai …) - Chissà cosa può succedere un domani.

·        Non te ne venire per questo (Te no tti’ndi inire pi quistu) Sarebbe come dire “non giudicare basandoti su quello che stai vedendo”.

·        Non ti arrendere che sei pesante (No tti rrindire ca pisi) Si dice al bambino che butta le braccia al collo del genitore appendendosi con tutto il suo peso.

·        Non ti fare l’esperto! (No tti fare lu spiertu!) Invitare qualcuno a non fare il saputello ostentando una presuntuosa saccenteria. 

·        Non ti fare lo svelto! (No tti fare lu spiertu!) Equivale in tutto e per tutto alla precedente definizione (fare l’esperto), ma con un significato più fisico che intellettivo.

·        Non ti sia di comando (Mai pi’ cumandu) Chiedere qualcosa a qualcuno facendo capire in maniera garbata che non sarebbe gradita una risposta negativa.

·        Non trovare rigetto (No sta trou riggettu) Essere inquieto, agitato; non riuscire a trovare un minimo di tranquillità per poter riposare.

·        Oggi non ne sto investendo una (Oce no sta ‘ndi’mbestu una) Vale a dire “oggi non me ne va bene una”, situazione tipica delle giornate no.

·        Oggi otto (Oce ottu) Vale a dire “tra una settimana”, ossia nell’omologa giornata della settimana successiva.

·        Per questo ti devo perdere? (Pi quistu t’era pirdire?) Per così poco non ti dovrei accontentare?

·        Porta (o finestra) scarassata (Porta o finescia scarassate) Si dice di infisso lasciato leggermente aperto per assicurare un minimo di ricambio d’aria.

·        Portare avanti la vigna (Sta mmi portu annanzi la vigna) Vuol dire attendere a tutte le attività connesse con la coltivazione della vite.

·        Portare il cònsolo (Purtamu lu cònsulu) Andare a visitare qualcuno in occasione del funerale di un congiunto recando con sé un genere alimentare di prima necessità, sollevando quindi i familiari del defunto dall’incombenza di provvedere alla cucina.

·        Prendi dall’altra mano! (Pigghia ti l’addhra manura!) In questo caso per mano si intende una direzione. L’esortazione equivale quindi ad invitare qualcuno a procedere verso la destinazione percorrendo una direzione alternativa.

·        Prendi l’amore amore! (Pigghia l’amore amore) Trattasi di un’esortazione a prendere il meglio di una sostanza alimentare, ossia la parte ove è concentrato il meglio delle qualità organolettiche della stessa. In senso figurato può anche voler dire recepire il succo di un discorso, l’insegnamento ultimo che se ne può trarre.

·        Quando uno nasce bestemmiato (Quandu unu nasce jastimatu) Espressione di sconforto tipica di quando sembra che tutto vada male, come se si avesse una maledizione addosso. Il concetto è reso alla perfezione dalla frase “pare ca m’onu jastimatu li morti” (è come se avessero bestemmiato i miei defunti).

·        Quella sorta di tantazione mi fa òrcuma (Ddhra sorta ti tantazione mi face òrcuma) - Si dice di oggetto o persona che con la sua ingombrante presenza incombe su qualcuno impedendogli la visuale o il libero transito.

·        Quello è meglio così lo perdi che così lo trovi (Quiddhru è megghiu cu ‘llu pierdi cà cu ‘llu troi) Si dice di persona talmente poco stimata che è meglio perderla piuttosto che ritrovarla.

·        Quello ha la testa a tre pizzi (Quiddhru tene ‘na capu a tre pizzi) Si dice di qualcuno che è particolarmente spericolato. Non è ben chiara l’origine e la fattura delle suddette protuberanze; probabilmente si tratta di ramificazioni ossee (virtuali) altrimenti note come corna, nella misura di tre per distinguerne la differente funzione rispetto alla configurazione a due, di tutt’altra valenza e importanza. 

·        Quello ha tanti vestiti, se che neanche li ha franchi (Quiddhru tene ‘nu casinu ti vestiti, se ca mancu li tene franchi) Quello ha talmente tanti vestiti che sembra li abbia gratis.

·        Quello lì è pinto scollato uno che conosco (Quiddhru è pintu scuddhratu a unu ca canoscu iò) Quello assomiglia come una goccia d’acqua ad una persona di mia conoscenza.

·        Quello mi ha intufato dieci euri (Quiddhru m’ha ‘ntufatu dece euri) Si dice di qualcuno al quale si è fatto incautamente un prestito che non è mai stato restituito.

·        Quello non si ammende mai (Quiddhru no ssi mmende mai) Dicesi di qualcuno che non si pente mai del suo comportamento.

·        Quello si è impennato (Quiddhru s’è ‘mpinnatu) Dicesi di qualcuno che inizia a darsi delle arie, il più delle volte dopo essere assurto ad una carica pubblica istituzionale.

·        Quello si è spranzumato un patrimonio (Quiddhru s’ha spranzumatu ‘nu patrimoniu) Quello ha totalmente dilapidato un ingente patrimonio.

·        Quest’anno uva non ne ho entrata (St’annu ua intr’a casa non d’aggiu trasuta) Vuol dire che tutto il raccolto della vendemmia è stato venduto senza conservarne niente per uso personale.

·        Quest’anno vado a farmi le analazioni (St’annu vo’ mmi fazzu l’analazioni) Esprime, se pure in maniera un po’ ambigua, l’intento di sottoporre a cure termali l’apparato respiratorio.

·        Questa cosa ci vuole fatta così (Sta cosa ‘nciole fatta cusì) Questa cosa va fatta in questo modo.

·        Sali la gamba! (‘Nchiana l’anca!) Esortazione a sollevare la gamba per superare un ostacolo.

·        Sana mi tocco! (Sana me toccu!) Espressione scaramantica che può assumere due significati diversi. In un caso può essere rivolta all’indirizzo di qualcuno che si ritiene, a torto o a ragione, portatore di malaugurio; in questo frangente la frase equivale al gesto tipicamente maschile di portare la mano a stretto contatto con i genitali, e anzi, spesso lo accompagna. Nel secondo caso viene usata con funzione taumaturgica nel momento in cui si tocca una parte del proprio corpo per descrivere un problema fisico che affligge qualcuno proprio in quel punto. In questo caso la frase previene il possibile trasferimento miracoloso di quel problema dall’una all’altra persona.

·        Scrofolando mi sono scraciato (Scrufulandu m’aggiu scrasciatu) Scivolando mi sono procurato delle vistose escoriazioni.

·        Se non la smetti ti faccio andare bene! (Se no lla spicci fazzu cu vai bonu!) Se non la smetti ti sistemo per bene.

·        Se non la smetti ti siedo un mafaro e ti faccio vecchio nuovo! (Se no ‘lla spicci ti ssettu nu mmafaru e ti fazzu ecchiu nou!) Se non la smetti ti assesto uno schiaffo e ti faccio ringiovanire di colpo!

·        Sono caduto e ho rocolato all’andretola (S’ho cadutu e aggiu ruculatu all’andretula) Sono caduto ruzzolando rovinosamente all’indietro.

·        Spascinare (Minare lu spascinu) Vale a dire portare sfortuna o malaugurio. Di solito si corre questo rischio quando si manifestano pubblicamente delle espressioni di compiacimento per l’aspetto florido e vitale di qualcuno, soprattutto se viene fatto con un minimo di invidia personale. Se c’è il presupposto dell’invidia, infatti, l’ammirazione ostentata di qualcuno può portare male al soggetto interessato.

·        Statti bene! (Statte bbonu!) Forma di saluto ben augurante.

·        Sto buttando la concime così migliora la sapore della frutta (Sta menu la concime cusì la frutta tene n’addhra sapore) Sto concimando le piante in modo che la frutta possa sviluppare delle migliori caratteristiche organolettiche. Non è ben chiaro il perché l’articolo davanti ad alcune parole da maschile diventa femminile. Esempio: “la concime” “la salame” “la sapore” e così via. 

·        Tando era diverso (Tandu era n’addhra cosa) Espressione generica e un po’ qualunquista usata per parlare di tempi andati piuttosto lontani in cui tutto era ritenuto piuttosto semplicisticamente diverso da oggi.

·        Ti ho cresciuto con pane e senza pane (T’aggiu crisciutu cu pane e senza pane) È un modo per rimarcare il fatto che un genitore si sottopone ad ogni tipo di sacrificio per il bene della prole.

·        Ti sei mortalato! (T’ha mmurtalatu!) Si dice a qualcuno che ha fatto qualcosa in maniera ineccepibile.

·        Ti sei partito reputato per dirmi questo? (T’ha partutu riputatu cu mmi dici quistu?) Sei venuto apposta solo per dirmi questa banalità?

·        Tienimi la semente (Tienime la simente) Espressione analoga ad “Alzamene il brodo”, alla cui definizione si rimanda, ancor più carica di mero sarcasmo in quanto si può ritenere estendibile all’intera progenie familiare.

·        Tu che scuole hai? (Tu ce scole tieni?) Equivale a chiedere a qualcuno il suo titolo di studio.

·        Vado a cacciare il cane (Vo’ cacciu ‘nu picca lu cane) Frase che non manifesta l’intenzione di braccare un cane con l’intenzione di abbatterlo, ma semplicemente di portarlo fuori per la consueta passeggiatina quotidiana.

·        Vado al mercato perché le robbe sono più marcate (Vo’ allu mercatu ca li rrobbe so’ cchiù marcate) Vado a far compere al mercato perché il vestiario è più a buon mercato rispetto ai negozi.

·        Vai e sai … (Va’ sacci …) - Come dire “vai a sapere che sarebbe andata così”.

·        Vuoi niente? (Oi nienti?) Vale a dire “vuoi qualcosa?”. È un modo per invitare qualcuno a bere qualcosa o a servirsi da un tavolo imbandito. È un mistero il perché per parlare di “qualcosa” si debba usare il termine “niente”.

 


postato da: pasqualechirivi alle ore 09:05 | link | commenti (5)
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mercoledì, 25 febbraio 2009

Zoom-BW(400x300)E' disponibile ON LINE il magazine di gennaio:
per scaricarlo è sufficiente "cliccare" sul link
zoom-online

Vi ricordiamo che per aprire il file è necessario disoporre di un software che apre i file in formato .pdf e che il documento si compone di due parti in formato A3.
Scorrendo con il mouse sulle barre si può leggere l'intero documento.
Va segnalato che per la presenza di immagini, il file è di notevoli dimensioni e che richiede del tempo per poterlo scaricare.

Qualora si desidera avere le copie cartacee degli arretrati, basta farne richiesta alla seguente e-mail:
zoomgalatone@libero.it

E' in preparazione l'uscita di Febbraio!!!


postato da: vitobaglivo alle ore 21:12 | link | commenti
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http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8737

L'Abruzzo è andato. La Sardegna... andata! La rete farà presto la stessa fine.

Quante volte da queste stesse pagine abbiamo ripetuto «La Cina è vicina». Forse solo una maniera di esorcizzare le nostre paure, ma non ci credevamo veramente. Se passa l'emendamento D'Alia alla Camera, invece, questa volta l'Art. 21 della Costituzione diventerà un cimelio da collezionisti, e l'Italia sarà il primo paese occidentale ad allinearsi alla Cina e alla Birmania in quanto a libertà di espressione. Dopo la censura dei siti di scommesse, dopo il caso ThePirateBay - rientrato temporaneamente solo per un vizio di forma - il Governo potrà oscurare su indicazione del Ministro degli Interni i blogger che non si allineano a Mediaset, alla Rai e ai maggiori quotidiani nazionali.

Farlo sarà di una banalità sconcertante: basterà incaricare servizi segreti, lobby, logge massoniche o semplici attivisti di nascondere tra le pagine di un blog commenti realizzati ad arte che possano ricadere in qualche modo nei casi previsti dall'Apologia di Reato. Lo si fa di notte. La mattina seguente si fa una segnalazione formale al Ministero degli Interni, e Maroni dirama agli internet provider il dictat: filtrare l'indirizzo IP e il nome di dominio del blog incriminato. Non importa se avete i server alla Casa Bianca, nell'ufficio di Obama, o in Bielorussia. Il filtraggio avviene in Italia, sui DNS - i domain name servers - del vostro fornitore di connettività. A meno che non sappiate impostarvi un proxy anonimo, o sappiate come puntare a domain name server alternativi, dite addio alle voci indipendenti della rete. Data la cultura digitale degli italiani, gli esiti sarebbero certi.

In Italia la guerra dell'informazione ha due soli schieramenti: il duopolio RaiSet, governato dal PDL-PDmenoElle voluto da Gelli nel suo Piano di Rinascita Democratica , e la Rete. Davide contro Golia. Chi ha provato a fare l'Obama de noi artri, a fare campagna elettorale su internet, ha perso. Ha perso Carlo Costantini in Abruzzo. Ha perso Renato Soru in Sardegna.
Il motivo è semplice. Negli USA l'80% della popolazione è online. Quasi la metà degli americani tra 12 e i 40 anni legge un blog, e in rete si informa perfino un quarto dei settantenni. Sto dicendo che un quarto dei nonni americani legge un blog! Mio padre non sa usare neppure il mouse...

In Italia, i navigatori sono poco meno di 28 milioni, ovvero il 58,5% della popolazione (dati audiweb). Solo il 12% legge un blog (fonte eurostat): parliamo del 7% degli italiani, 3.360.000 persone. Negli states invece l'informazione indipendente in rete viene letta da un americano su tre. Ecco perché Obama ha vinto.
Da noi c'è ancora troppo squilibrio. Nel solo mese di gennaio, la media degli ascolti in prima serata di tutte le reti Rai è stata di 11.505.638 telespettatori. Mediaset ha fatto meglio: 11.087.401. Più di 22 milioni di persone divise tra Vespa e Mentana (fonte Auditel), il quale si è licenziato perchè non trovava giusto non poter fare la maratona Englaro. Io, diversamente, me ne sarei invece andato perchè non si può parlare del conflitto di interessi o del Discepolo 1816, ma sono opinioni.

Se stai leggendo, sei uno di quei fortunati 3.360.000 italiani che si informano anche sui blog. Sei la nostra speranza. Puoi ancora raccontarlo agli altri. Se l'emendamento del Senatore D'Alia dovesse passare anche alla Camera, digitando www.byoblu.com potresti ritrovarti a leggere un messaggio del tuo provider, che ti informa che il sito è stato oscurato perchè non rispetta la normativa italiana in materia di libertà di espressione.

La strada della libertà è lunga, ma possibile. Dove possa condurre non è ancora così ovvio, tuttavia è chiaro da dove deve partire: dallo stralcio dell'Art.50 bis. Se passa, un giorno racconterete ai vostri figli cosa poteva essere internet, che non è mai diventato.

Questa è l'ultima frase della Dichiarazione di Indipendenza del Cyberspazio, di John Perry Barlow, che Leonardo Facco cita molto opportunamente nel suo contributo video di apertura del post.

http://www.youtube.com/watch?v=S2voKiqevOA

postato da: giusepperesta alle ore 20:52 | link | commenti
categorie: articolo 21

UNA PERSONA DA RICORDARE

Don Mimino 

Una vita di fede e di azione, al servizio dell’uomo. Accanto ai giovani, tra di loro, a condividere problemi e speranze, a stimolare le più profonde risorse umane e spirituali, a ricercare le vie d’uscita anche dalle più gravi sciagure e difficoltà. Accanto agli ultimi, ai poveri, ai terremotati, agli schiavi della droga. Don Mimino Colazzo ha lasciato una indelebile traccia e ancora oggi è presente nel ricordo di tutti quanti lo conobbero ed ebbero occasione di ascoltarlo o di operare con lui...

 

 

   http://portavoce.splinder.com/


postato da: EnricoLongo alle ore 20:50 | link | commenti
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postato da: messapico85 alle ore 18:43 | link | commenti
categorie: per riflettere e ragionare

Come si diventa apolidi: corna a Galatown


CornaVorrei parlarvi oggi del come e del perché, nel mentre mi trovo a volte a discutere amabilmente con graziosissime ragazze appena conosciute in comitive di amici comuni, a un certo punto codeste figliole abbiano un sobbalzo da film dell’orrore, mutando di botto espressione ed atteggiamento nei miei riguardi, non appena si appalesa il fatto che io sia di Galatone.

 

La prima volta accadde a Roma nel maggio ‘93.

All’epoca condividevo la mia stanza con Andrea, un aitante ragazzo calabrese mio coetaneo. Tutti nella vita abbiamo condiviso qualcosa con un qualche ragazzo calabrese. Così come tutti abbiamo avuto almeno una volta una fidanzata napoletana.

Per il concertone del 1 maggio a San Giovanni, al quale ci saremmo dovuti recare assieme, restava il problema dei mezzi pubblici, che quel giorno erano tutti fermi. Ma Andrea mi disse che non c’era problema, perché sarebbe venuta con noi la ragazza che lui frequentava all’epoca, più grande di lui (e quindi di noi) di almeno 7-8 anni. Lei aveva la macchina. Benissimo.

Il giorno del concertone, lei arrivò da noi nel primissimo pomeriggio.

Facemmo conoscenza, nacque persino un bel feeling, di quelli “sani”, almeno da parte mia (la ragazza invece… mi pareva un tipo fin troppo ammiccante…) e comunque restammo assieme in camera tutti e tre, per un paio d’ore, a chiacchierare di tutto. Dopodiché lei mi chiese di dove fossi, così per dire. Risposi “di Lecce”, come si usa di solito. La vidi impallidire e poi bloccarsi in un rigor mortis inaspettato e inspiegabile. All’improvviso sembrò guardare un puntino alle mie spalle, stralunata. Non mi pareva d’aver detto nulla di male. Mi sembrava molto spaventata. Ero in imbarazzo, perché non sono abituato a ingenerare paura negli altri. Continuò nervosa: “Lecce… di dove?”. Si stropicciava le mani. Cercai di abbozzare una risatina patetica, per stemperare la tensione creatasi. Cercai di dimostrarmi forzatamente gioioso di apprendere che lei, con quella domanda, avesse fatto capire di conoscere il Salento. “Di Galatone”, risposi col sorriso più artificioso della storia del cinema. “Lo conosci?”, conclusi.

In quel momento mi odiò. Ma il suo terrore fu più forte dell’odio.

E la trafisse con un urlo: “Nooo, cazzo, nooooo!!!”. Ruggì rabbiosa, disperandosi e battendo i pugni sul letto, con Andrea che cercava di calmarla. Ma che succede? Si può sapere che diavolo succede?

Capisco, c’è di meglio, di molto meglio…. forse Gallipoli.... Castro… Otranto… ma che cazzo, un po’ di rispetto per il mio paese, no? Quando si è a casa lo si massacra, ma quando si è fuori… guai a chi me lo tocca! Sempre così…

Si calmò un po’ e, guardando il pavimento, dette l'annuncio con aria funebre: “Il mio ragazzo è di Galatone”.

Ma vaff… e chi se ne frega!”, stavo per sbottare... Poi però mi trattenni. Li guardai meglio, tutti e due. E naturalmente capii all’istante.

Io ti devo chiedere un favore enorme: tu non mi conosci e non mi hai MAI vista, ok?”. Mi guardò molto decisa e intensa, con lo sguardo di chi non vuole soccombere. Me lo diceva anche con odio represso. Mi odiava in quanto galatonese, proprio. Rappresentavo il pericolo, la pistola alla schiena, la spada di Damocle, il mondo che pesava sulla (sua) schiena d’Atlante. Ero la rappresentazione vivente dei suoi sensi di colpa.

Volle subito sapere se lo conoscessi. Mi fece nome e cognome, anche se le costò come un prelievo sanguigno, anzi peggio, come la donazione di un organo. Ma doveva sapere: potevo anche essere suo… amico, in fondo. Il che per lei sarebbe stata la fine. Io invece non lo conoscevo assolutamente, anche se il cognome che mi fece è in realtà uno dei più comuni di Galatone.

Aggrottai le sopracciglia in uno sforzo mnemonico, mentre lei pareva annaspare, in quei secondi d’attesa, sotto una pressa in fabbrica, sentii il suo corpo torturato da feroci aguzzini. Alla fine scossi la testa, lei diminuì il voltaggio dell’odio, anche se solo per un po’. Poi, per tutta la giornata al concertone, rimase incupita e nera, guardandomi di sottecchi e probabilmente maledicendomi.

Fu la prima volta in vita mia in cui mi capitò di avere tra le mani un enorme “potere”. Qualche anima, molto vile e cinica, avrebbe anche potuto usare quest’enorme “potere”, persino come ricatto. Capii in quell’istante, per l’esperienza che stavo vivendo, come nascono i ricatti. Ero un 19 enne single, all’epoca, e desideroso di esperienze, perciò la mia fervida immaginazione fantasticava improbabili ricatti non certo economici, ma… sessuali nei confronti dell’affascinante signorina di qualche anno più grande. Ovviamente erano pensieri di pura fantasia, piuttosto innocui e campati in aria, che mi facevano anche sorridere, credo perché favoriti da vari cenni di Andrea all’inusitata focosità della ragazza, che pareva essere una specie di ninfomane.

 

Anni dopo, mi ritrovai in un locale romano con un amico cantautore. Mi fece conoscere la ragazza con cui quella sera sembrava essere scoppiato un feeling irrefrenabile. Fu subito gentilissima con me, affabile e alla mano. Scoprii che era salentina.

Pure tu?”, mi fece. “Sì!”. “Di dove?”. “Galatone”.

Cambio d’abito. Occhi strabuzzati, atteggiamento ostile, aggressività repressa, voglia di cantarmene quattro. Ehi, ma io che c’entro?

Oddio no, anche il mio ex era di Galatone! Cheppalle!!”.

Va bene, ma che vuoi da me? Datti una calmata, porcaccia la miseria.

Niente: serata rovinata, isteria mal celata, battute cattive.

 

Passa qualche anno ancora.

Stessa identica scena. Mio caro amico, presentazione della sua fiamma, bella simpatia reciproca, si sta bene tutti e tre, si passa una bella serata. “Di dove sei?”. Ehi, un attimo. Fàmmici pensare un attimo, di dove sono. Credi che sia facile saperlo? Ho il diritto di pensarci o le origini sono sempre tutte scontate?

Di dove sono in che senso? Da parte di papà o di mamma?”, rispondo serio, prendendo tempo.
Lei ride divertita: “Sei simpatico. Fa' come ti pare”.

Beh", inizio…. (ora me la prendo comoda, stavolta non mi fregate) "da parte di mamma sono… della provincia di Lecce…. di Nardò”.

Nemesi. Occhi di fuori della ragazza. Urletto isterico. Tremore. “Noooo, cazz…! Il mio ragazzo… il mio ragazzo... è di Nardò!”.

Ma vaffan…. So’ tutti cornuti ‘sti cazzu ti salentini?????

 

Da allora sono definitivamente apolide.


LUIGI MARIANO


postato da: luimariano alle ore 07:24 | link | commenti (2)
categorie: esilarante, impertinenze
martedì, 24 febbraio 2009

 

 

 

Notiziario NIP News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 35 - Anno XVI, 20 Febbraio 2009, 15:35:00

                                                                                                                  

Italiani nel mondo

A.A.A. Cercasi guardiano per isola tropicale Australiana. Italiani in pole

20.02.2009 15:02:35

In tempo di crisi è molto difficile poter selezionare le offerte lavorative secondo fattori di "gradibilità", ma sicuramente la scelta di essere il  "guardiano di un isola tropicale" presso la Grande barriera coralllina in Australia, è appetibile da molti, anzi da troppi.  Scade lunedì prossimo  infatti il termine delle domande in video per il "più bel lavoro al mondo", e la corsa finale sta sovraccaricando il sistema di server di Tourism Queensland, che ha dovuto potenziarlo per evitare il blocco del suo sito web. Sono state ricevute più di 20 mila domande da oltre 180 paesi, fra cui una da un concorrente identificatosi come Osama bin Laden e una da un presunto prelato del Vaticano. Moltissimi  gli italiani che hanno inviato il video per candidarsi, seguiti a ruota da americani, tedeschi, e britannici. Gli australiani sono meno di uno ogni 20 domande. Il ministro del Turismo del Queensland, Desley Boyle, prevede un'ultima ondata di domande nel weekend, per quella che è diventata l'offerta di lavoro più nota al mondo. L'ente turismo ha lanciato la campagna il mese scorso, offrendo un contratto di sei mesi per un compenso pari a 75 mila euro per vivere a Hamilton Island e promuoverla curando un apposito blog. Ore di lavoro: 12 al mese, villa sul mare di tre stanze e trasporti aerei gratis. Altri compiti: dar da mangiare alle tartarughe e osservare le balene di passaggio.

 


postato da: sergiomartello alle ore 23:51 | link | commenti
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VOLONTA' DI "RIFORME"?

                                                                  

E’ opinione di molti costituzionalisti e uomini politici che vadano intraprese iniziative per rendere più coerente l’ordinamento dello Stato alla vita e all’azione delle persone nella comunità nazionale. ...........

              giuseppedoria.splinder.com


 

TI CARNIALE

 

Siti cànusciuti, puru a rretu a mmaschere ti mille culuri,

pi ll’occa ca purtati, pi llu  capiddhrì ca tiniti,

pi lla barba longa e janca.

Li maschere,

nu riparu pi llu jentu e lla jsta ti la ggente,

a rretu a ‘nanima ca campa.

Mascherati, cusì ttantu,

ca imu piersu puru lu rabbu,

cu bbissimu onesti,

ete nu piccatu murtale.

Maschere,

minate a rretu li pariti,

 prima cu ttràsimu a ccasa,

mentre spittamu pi nna sciacquata,

o cu sguagghiamu na ‘redità ‘mprovvisata.

Maschere,

rretu  llu nome tua,

rretu llu mia.

 

 

NEL CARNEVALE

 

Si è riconosciuti dietro a maschere colorate,

dal colore delle labbra,

dalla lunghezza dei capelli, dalla folta barba.

La maschera,

un piccolo riparo dal vento e dagli occhi altrui,

dietro ad un’anima che respira.

Maschere,

dove la vita, sembra aver perso il significato,

essere onesti,

un gran peccato.

Maschere,

tirate via sull’uscio di casa,

nell’attesa di una rinfrescata o,

 di spendere un’eredità inaspettata.

Maschere,

dietro al tuo nome,

dietro al mio.


postato da: localo alle ore 12:33 | link | commenti
categorie: avviso ai naviganti, cantastorie
lunedì, 23 febbraio 2009

UN'ESCA PER IL CENTROSINISTRA CHE VERRA'?

 

Probabilmente incalzato dalla contingenza di appuntamenti elettorali imminenti  (le elezioni europee e le provinciali di Giugno) o da scosse di assestamento che giungono dalle segreterie leccesi e romane, la sezione galatonese dell'Unione di centro ha deciso di giocare d'anticipo ed uscire da uno stato di "omertà politica" permanente diramando due comunicati stampa ( di cui uno maggiormente appare meritevole di ogni riflessione) intrisi di pragmatismo amministrativo e spirito risolutivo. Certo, proprio quello che servirebbe al governo della nostra amata cittadina....

U D C - GALATONE
I nostri obiettivi per GALATONE-

     Realizzazione di rondò nei punti d’ingresso della città

    Miglioramento della viabilità per una maggiore sicurezza del cittadino;

    Maggiore disponibilità di verde pubblico fruibile per le famiglie e i giovani;

   Necessità di incremento del servizio di trasporto pubblico (scolastico, anziani, collegamenti contrade);

    Realizzazione pubblica illuminazione delle contrade e della strada per mare, con relativa pista ciclabile;

    Cantieri di lavoro per la manutenzione della città e degli edifici pubblici con l’impiego temporaneo e straordinario di lavoratori disoccupati;

   Riqualificazione della zona costiera (stabilimenti balneari eco-compatibili, piste ciclabili, discese a mare); Attivazione del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta”;

   Ottimizzazione dei servizi cimiteriali (tumulazione, illuminazioni e lampade votive, concessione manufatti);- Ristrutturazione degli impianti sportivi per una maggiore fruibilità e qualità.

Ma, come facilmente sembra desumibile in questo frangente, la questione intrigante è altra e, come sempre, racchiude al proprio interno anche il lato squisitamente "politico" dell'analisi da sottoporre al vaglio della cittadinanza:alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal Consigliere comunale Lorenzo Fracasso nella puntata de "Il Portavoce" andata in onda il 30/1/2009 e contraddistintesi per la comunicazione metodologica circa le future mosse strategiche dell'Udc locale -  " Noi saremo disposti ad intavolare accordi sulla base di idee e programmi comuni"- risulta tassativo l'interrogativo da porre al neo-nato"tavolo di centrosinistra": si sposerà la mera convergenza programmatica con questa o altra forza politica o si pretenderà una doverosa selezione delle forze da mandare sul campo sulla base di un principio morale che certamente non appartiene all’UDC Galatonese?

I Promotori dell'assemblea aperta di Mercoledì 18 Febbraio 2009 hanno l'obbligo amministrativo (in chiave di amministrazione futura ovviamente ) nonchè morale di illuminare il sentiero a cittadini ed elettori!

 Alberto Resta               Valentino Moretto 

 


postato da: AlbertoResta alle ore 19:30 | link | commenti (4)
categorie: interrogativi senza risposta

·         Domani 24 febbraio 2009

·         SRL Rock Band

·         in concerto al

·         San Pedro Saloon di Galatina

·         nei pressi di Piazza S.Pietro

·         start 22,30 circa.

·         Trattandosi di un saloon

·         si prega di non sparare sul pianista

·         (possibilmente neanche sul bassista)



postato da: pasqualechirivi alle ore 14:29 | link | commenti
categorie:

QUESTIONE QUOTE ROSA

http://messapico85.splinder.com/


postato da: messapico85 alle ore 10:16 | link | commenti
categorie: opposizione
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