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sabato, 31 gennaio 2009

IL PORTAVOCE N.30

IL PORTAVOCE INCONTRA L’U.D.C.

 

Un incontro necessario e atteso per più di un motivo, il primo dei quali era la necessità di chiarire la collocazione del partito nello scacchiere politico cittadino: maggioranza, opposizione o qualcosa di mezzo?

Il chiarimento c’è stato e ne prendiamo atto con soddisfazione. Nessuna ambiguità, i due consiglieri comunali dell’U.D.C. occupano gli scranni dell’opposizione e si sentono impegnati nel compito di controllo degli atti e di tutela dei cittadini, non rifuggendo da contatti e intese con gli altri consiglieri dell’opposizione...

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postato da: EnricoLongo alle ore 18:33 | link | commenti
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La polemica scatenata dal concerto di Natale tenuto da Giovanni Allevi nell’aula del Senato, polemica che trae origine più dall’esistenza stessa del personaggio Allevi che dal concerto in sé, mi suscita un’ulteriore riflessione.

Sulla presunta discesa in terra del Mozart del 2000 avevo già espresso il mio modesto parere e non mi sembra il caso di ritornarci. Sintetizzando, per me Allevi è solo un bravo pianista di estrazione classica, come ce ne sono tanti, che usa il linguaggio della musica colta per perseguire l’obiettivo di una carriera discografica assimilabile, per ordine di grandezza dei numeri in gioco, a quella di una pop star. Il Maestro Libetta, tanto per intenderci, ne farebbe polpette in un ipotetico duello come quello de “La leggenda del pianista sull’oceano”. Niente di miracoloso nella sua comparsa, ma neanche di particolarmente scandaloso. L’importante è inquadrare le cose nel contesto giusto senza creare artificiosamente nuovi miti dei quali non abbiamo alcun bisogno.

Detto questo, devo però dire che i toni assunti dalla polemica mi sono sembrati, in qualche caso, francamente esagerati. L’indignazione palesata dal Maestro Uto Ughi, quel suo “sentirsi offeso” dallo spazio offerto ad un musicista controverso come Allevi, per quanto capibile dal punto di vista artistico, mi è sembrata animata da una veemenza degna di miglior causa. Io mi indignerei invece per certi biglietti a tre zeri per le prime alla Scala, ad esempio. Un concerto al Senato di pseudo musica classica, peraltro godibilissimo anche da chi non è uno specialista della musica colta, non mi è sembrato poi niente di così scandaloso. Se la presidenza del Senato ha ritenuto di premiare un personaggio tipo dei nostri giorni è in fondo un segno dei tempi, di quella lenta trasformazione di una Repubblica basata sempre meno sul lavoro e sempre più sul tubo catodico, circostanza alla quale non è certo estranea la leadership dell’attuale maggioranza di governo. Cosa che non ci deve certo inorgoglire, questa, ma neanche gettare nello sconforto. Magari ci deve spronare a fare di più per invertire una tendenza al ribasso del livello generale della cultura tout court in Italia.

Dal mio punto di vista di musicista dilettante autodidatta, poi, sentir dire che Allevi qualcuno non lo avrebbe neanche ammesso in Conservatorio mi ha annichilito. Infatti, se uno che si è diplomato col massimo dei voti in pianoforte e composizione viene trattato in questo modo, io che a malapena so che la croma non è solo il modello di punta della Fiat cosa dovrei fare? chiedere solennemente scusa per aver frequentato abusivamente uno strumento musicale e tirarmi una lapide addosso andando a scontare la pena nel girone infernale dei millantatori musicali o degli amanti adulterini della musica? Certe esagerazioni, aldilà del mio caso che ovviamente non fa testo, legittimano il dubbio che, a volte si voglia far pagare ad Allevi il suo successo. Il quale Allevi, se ha una colpa è quella di prendersi un po’ troppo sul serio manifestando l’intenzione di  “gettare le basi di una nuova musica colta contemporanea”. Lodevole intento, per carità, ma io mi chiedo se dopo i vertici raggiunti dalla musica colta negli ultimi tre secoli, quando l’ingegno umano applicato all’arte ha raggiunto le vette del sublime, sia possibile pensare di portare avanti una così straordinaria tradizione muovendosi nei canali della musica di consumo. Persino Brahms avvertì una forma di timoroso pudore nel comporre le sue sinfonie pensando all’eredità lasciata da Beethoven, ed era Brahms! Il nostro Allevi invece pensa di saltare a piè pari nel futuro con un simile fardello sulle spalle. Beh, la storia dà torto e dà ragione, come dice De Gregori; lasciamo che sia lei a decidere. E lasciamo che il bravo Allevi continui per la sua strada, che nessuno è obbligato a seguire, peraltro.

In fondo non fa del male a nessuno.   


postato da: pasqualechirivi alle ore 16:37 | link | commenti (4)
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venerdì, 30 gennaio 2009

Dalle Alpi alle Piramidi. Come ci vedono gli altri.

  

Sabato scorso mi ero fermato a parlare davanti al Palazzo Marchesale con l’Arch. Leopizzi.
Vedevo girare per la piazza un signore “sessantino”, alto, longilineo, brizzolato, con passo lungo da montanaro, munito di macchina digitale. Guardava i monumenti di piazza ss. Crocifisso col naso all’insù. Approfittando del portone spalancato è pure entrato nel cortile del palazzo. Ma, avendo capito che c’erano lavori, si è fermato educatamente solo un attimo.
Dopo un altro poco è ritornato verso di noi chiedendo a che ora aprisse il santuario.
-         Alle 16, immagino – ho risposto.
L’ho visto un po’ sorpreso. Mi ero fatto l’idea che dovesse essere molto nordico. Questa meraviglia agli orari spagnoli me lo ha confermato.
Ho terminato di parlare del lavoro con Giuseppe Leopizzi e ho preso la via di casa imboccando via Garibaldi. Il turista si è daccapo avvicinato chiedendomi dove dovesse andare per raggiungere Galatina visto che la macchina la teneva parcheggiata “lì” cioè in via Garibaldi in angolo con via Mazzarella.
Ho spiegato che da “lì” la cosa migliore era fare manovra ed imboccare a destra via Regina Elena. poi Piazza Umberto e lì la strada che l’avrebbe portato dritto a Galatina.
-         Ma vado dritto?-
-         No!! Se va dritto si perde! Le conviene fare manovra. Mi dia retta!-
-         No, perché, sa, qui avete un sacco di belle cose, monumenti stupendi, paesi ricchi d’arte, centri storici interessanti, e tanta tanta architettura fantastica e ricca…. Ma avete due o tre cose che lasciano proprio a desiderare… sa… non si spiaccia, eh?-
-         Ma guardi, con me sfonda una porta aperta. Anzi mi meraviglio che ne veda solo due o tre di cose che lascino desiderare. Lei ha la fortuna di non viverci!
-         E no!
-         E quale sarebbero, secondo lei, queste cose?
-         La prima è la segnaletica. Qui c’è una segnaletica assurda. Sembra fatta solo per chi ci abita. Non ti indicano mai quello che serve dove serve.
-         Scusi - faccio io - ma non ha notato che noi salentini siamo molto ospitali?
-         Questo sì. Assolutamente! Ho chiesto informazioni e tutti sono stati cortesi, come lei. Addirittura mi è successo che qualcuno lasciasse il suo da fare per accompagnarmi. Veramente gentili!
-         Oh! Ha visto? Siamo così ospitali che quando qualcuno si avventura in questo cul de sac dimenticato poi abbiamo dispiacere a lasciarlo andare via. Così troverà sempre segnali che lo faranno venire ma pochi che le indichino come ritornare!
-         Ah, capisco!- mi ha detto ironico.
-         Lo sa che noi abbiamo inventato il segnale “tutte le direzioni”? Non ci crede? Vada a vedere lì sull’angolo della piazza con quella via che le ho indicato e lo vedrà. Lei è stato fortunato a chiedere a me, se no le sarebbe toccato fidarsi di un segnale che la manda dappertutto, anche, probabilmente, da dove lei stesso sta appena venendo. E’ un segnale colmo di filosofia magnogreca. Assoluto. Metafisico. Mica è da tutti! Ma lei, mi scusi di dov’è?
-         Io, sa, sono dalle parti i Merano, molto a nord….- detto come se uno di Galatone dovesse ignorare Merano.
-         Ma non mi dica! Lo avevo intuito, sa? Io mi sento tirolese d’adozione. E sa perché? Sono più di vent’anni che frequento per vacanza quelle parti.
-         Va in Trentino?
-         No, proprio in Alto Adige. Il Trentino per me, pur se bello, è troppo “meridionale”. Troppo italiano. A me fa piacere respirare la vostra cultura, la vostra civiltà, la vostra aria! Vengo per otto o venti giorni e inspiro quella aria civile, ordinata e pulita e così riesco a sopravvivere altri undici mesi in questa terra… diciamo… “approssimativa” ecco!
-         Mi fa piacere. Dove va?
-         Un po’ dappertutto sono stato. Anche a Merano. In Val Passiria, in Val Venosta…. ma la più bella valle per me è la valle Aurina. Uno spettacolo! Non mi ci faccia pensare. Vette ghiacciate che spuntano dietro valli verdissime. E che ospitalità! Che pulizia, che ordine. E sono cinque anni che vado presso un maso a mezza costa sopra Vandoies, un posto da favola e baricentrico per le più belle escursioni. Ma mi dica le altre due cose che la disturbano di questi nostri posti. Mi sa, adesso che le posso intuire.
-         Una è la sporcizia. Inqualificabile
-         Lo prevedevo -
-         Peccato. Paesi, città e campagne ridotte un immondezzaio. Guardi questa strada, guardi quel cassonetto sporco e ricolmo di fronte ad uno spettacolo d’architettura ed arte come quello- indica il Santuario – E le campagne? Suggestive ma zeppe di sporco e discariche… e i bordi delle strade veramente ricolmi di ogni porcheria. Un delitto per certi paesaggi meravigliosi.
-         Se lo dice lei che viene da Merano…..-
-         E non c’è solo la sporcizia per strada, ma anche come si tengono i centri storici e i monumenti è spesso disastroso. E quella belle case antiche lasciate così……
-         Lo so. Mi sfiato a farlo notare!
-         E l’altra cosa assurda è lo stato delle strade. Guardi che è veramente penoso, sa’
-         Lo so. Mi risparmi!
-         Guardi che non c’è posto dove le strade urbane e extraurbane siano così ridotte. Ma che ci fate? Le bombardate?
-         No, si figuri, ci basta votare i nostri amministratori per ridurle così!
-         Capisco.
-         Lei si, io ancora no! Non capisco, per esempio, com’è che a Merano con il ghiaccio ci sono strade che sembrano un biliardo. Qui invece abbiamo solo le buche anche se non ghiaccia mai.
-         Ma lo sa che noi le asfaltiamo, le strade? – mi fa impertinente.
-         Certo che lo so: incontro sempre asfaltatrici dalle vostre parti! Qui sono più rare di una mietitrebbia a gennaio!
-         Mi scusi ma mi si fa tardi e mi aspettano a Galatina. E’ molto gentile simpatico e resterei con lei ancora, vorrei chiederle tanto altro… ma devo scappare.allora faccio manovra e giro per di là?
-         Si, buon viaggio. E attento alle buche.
-         Arrivederci.- mi risponde ridendo divertito. Non sa cosa gli aspetta per Galatina……
-         A Merano! - Rispondo, sornione.
 
N.B.: è tutto perfettamente vero, registrato senza nessuna aggiunta.
 

LA POSTILLA N.6

Piaccia o non piaccia

“Piaccia o non piaccia!”, gridò la Poli Bortone, appena divenuta sindaco di Lecce; piaccia o non piaccia – pensò – la città deve recuperare il suo più autentico splendore, divenire città d’arte com’era giusto e legittimo attendersi, mettere in mostra i suoi gioielli, le mura di Carlo V, da sempre offese dalla vicinanza opprimente di prosaiche strutture che le occultavano agli sguardi e all’ammirazione dei leccesi e dei non ignari turisti. Da tempo custodiva il progetto di dare alla sua città l’immagine e la funzione che più le competeva, pur consapevole che avrebbe trovato ostacoli di ogni genere dinanzi alle sue ambizioni...

http://portavoce.splinder.com/


postato da: EnricoLongo alle ore 18:38 | link | commenti
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SORDI

 

Sordi a manu mancina, sordi a manu tretta,

sordi a ll’apparecchi, sordi a lli mmachine,

sordi a lli banche, sordi a tutti l’amici oscì.

Sordi puru a lli puirieddhrì ea lli ‘nziani,

ma a cquisti, cu ll’anca ti retu.

Ma pircè, nu picca ti ddhrì sordi,

 no nni li tonu a nnui cu lli spindimu?

Ccattamme mmachine noe,

scìmme a ggiru pi llu mundu cu lli treni, li navi e ll’apparecchi,

frabbicamme case nòe pi lli fili nosci,

 ni istimme ti garbu, puru pi lla fatìa,

mangiamme carne e pesce, nu ggiurnu si e nnu ggiurnu no.

Ma ui ca “cumandati”,

no ssiti d’accordu, cc’è ssiti fessi?

Lu sacciù e bbi capescu.

Sulliati,

tutti cquiddhrì ca già li teninu li sordi,

cusì bbi ssulliati puru ui,

mentre a nnui,

ni bbàscìati ‘ncora di cchiùi.

Nui,

 ca tutti li ggiurnu ni rrampicanu,

cu lla spiranza ca rriamu a fine mese, pari, pari.

Pi ll’arma oscìa,

tatinila a nnui na cosa ti sordi,

tati l’esempio e spartimune  li oscì.

Ui,

ca hae tant’anni,

ca campati e nno muriti,

a spese noscè.

 

 

SOLDI

 

Denaro da una parte, denaro dall’altra,

denaro per gli aviatori,

denaro per i piloti,

denaro ai ricchi, denaro per gli amici.

Denari anche per gli indigenti e gli anziani,

ma  questi,

ancora sono da stampare.

Perché, più volte mi chiedo,

un po’ di quel denaro non lo mandano direttamente a casa,

 a tutte famiglie viventi in Italia?

Compreremmo subito l’auto nuova,

incominceremmo a girare per il mondo con il treno,

le navi da crociera e gli aerei.

Costruiremmo case per noi e per  i nostri figli,

vestiremmo in modo galante

pure sul posto da lavoro,

mangeremmo carne e pesce, tutti i giorni.

Ma voi che “governate”,

a questo scambio non siete d’accordo,

lo so e vi capisco,

 non siete mica fessi.

Aiutate tutti quelli che già posseggono,

in questo modo,

voi siete i primi ad rimpinzarvi,

mentre noi,

 mendichiamo sempre gli avanzi.

Noi,

 che ogni giorno combattiamo con gli eventi,

sperando di arrivare a fine mese con gli alimenti.

Per favore,

date a noi un po’ di quel denaro,

date l’esempio e dividiamo il vostro stipendio.

Voi,

che sono più di cinquant’anni,

che mangiate e bevete,

a nostre spese.


postato da: localo alle ore 12:57 | link | commenti
categorie: cantastorie

Il cuore non batte ed il cervello perde colpi?

  

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  • Otto mesi.
Otto mesi per produrre questo!
Ma non sarebbe stato opportuno assumere subito il famoso
 
 
?
o l’altrettanta famosa e più recente

?
 
Le fioriere sono un pugno nell’occhio, e nello stomaco.
Spero che intervenga d’autorità la Soprintendenza. Non perché le fioriere siano brutte in sé, anzi!
Ma perché non c’entrano assolutamente niente con questa bella piazza.
Sono il tipico CAVOLO A MERENDA.
E ancora più a cavolo è la piantumazione delle palmette.
Le palmette!!!!!!!
E via.......
Ma quello che è assolutamente censurabile è che in otto mesi nessun ufficio abbia capito che se la piazza dev’essere chiusa, com’è giusto che sia, il piano del traffico deve essere ripensato.
Lo dico da anni: per rivitalizzare il Centro  Storico bisogna interdirlo al traffico indiscriminato.
Si potrebbe iniziare con una chiusura pomeridiana. Si potrebbe suggerire che con l’ora solare si chiuda al traffico dalle 16 alle 20 e con la legale dalle 17 alle 23, per esempio.
Solo così si potrebbe passeggiare senza rischiare la vita e si potrebbero incentivare (o incredenziare, che dir si voglia) attività commerciali, locali e tavolini all'aperto. Ed è provato e riprovato che dove si passeggia si compra. Tutte le vie più commerciali del mondo sono chiuse al traffico. E’ regola!
Si potrebbe poi passare a consentire l’accesso solo ai residenti. Basterebbe istallare dei dissuasori telescopici telecomandati sulle "porte" d'accesso e fornire di telecomando ogni cittadino che ne faccia richiesta documentando la proprietà di una macchina e la residenza fornita di garage o posto auto.
Ma questo succederebbe in un paese civile.
Non presso i Vandali.
Intanto la scelta di prendere in giro l’automobilista che entra da S. Sebastiano e riesce in Piazza S. Antonio è assolutamente farneticante.
Tutti in fila per via Leuzzi ad aspettare il semaforo che non matura mai.
Tutti in fila costretti a ritornare da dove si è partiti come se Galatone fosse il cartellone del gioco dell’oca: ritorna al punto di partenza!
Con via Regina Elena e via Garibadi sempre più tagliate fuori.
Una presa in giro letterale.
In pratica, così facendo, il nostro Cuore che non Batte si sclerotizza del tutto. Così avremo tutti i difetti del traffico e tutti i disagi di una chiusura senza avere nessun pregio delle due situazioni.
Il massimo del disastro.
O forse si è cogitato tanto scempio per venirsene poi a dire che "allora, vedete? , non si può chiudere perchè la gente non vuole".
La gente non vuole decisionismi stolti e arraffazzonati!!!!!!!!!!!
Perché non aprire almeno via Rubichi invertendo il senso attuale? Basta istallare un semaforo in via Nizza, indispensabile visto che si è fatto quell’altro pastrocchio del passaggio pedonale protetto. (Ma avete visto quanta acqua si ferma quando piovicchia? E come il passaggio costringa ad attraversare una aiuola di terra prima di raggiungere il parcheggio?)
Tutti i residenti e titolari delle imprese del Centro Storico se lo chiedono.
In otto mesi si poteva pensare, no?
Altrimenti dovremo credere che il “cuore non batte” e il “cervello perde colpi”.

E allora non c’è dottor House che possa risolvere la patologia.

marzo 2008 034

Dicevo: bombardateci e cospargete di sale le rovine.

E non ci pensiamo più.


giovedì, 29 gennaio 2009

DSCF0003

Ecco finalmente svelato l'interno dell' "Oggetto Misterioso" nel cortile del frantoio del Palazzo Marchesale di Galatone.

E' stato completamente svuotato.

Era ripieno di detriti del novecento.

Di interessante solo alcune lucerne smaltate di epoca recente e, in fondo - e questo data l'epoca del riempimento!- un pitale di lamiera smaltata con bordino cobalto, di fabbricazione industriale post bellica. 

Per il resto l'idea di un dispositivo per cucinare è quella che si conferma la più probabile.

Si è ipotizzato che nel pozzo si gettase la sansa e la morchia della lavorazione dell'olio infiammandola.

In effetti le pareti dello scavo perfettamente cilindrico sono unte di sostanza grassa.

L'aria calda della combustione sarebbe andata a riscaldare le pignatte messe in circolo e che servivano a preparare i pasti per i lavoranti (anche 64 operai!).

Ma mi sorge anche il dubbio che tutto questo strano marchingegno potesse servire a produrre il gas con cui, dal 1845, si illuminava il frantoio. In pratica un gigantesco gasogeno a lignite e scarti di lavorazione dell'olio per l'approvvigionamento delle lampade!

L'accortezza costruttiva, la precisione realizzativa, l'uso del sistema metrico decimale nel dimensionamento delle parti riporta, infatti,  ad una struttura ingegneristica.

L'epoca di costruzione di questo "strano" manufatto dovrebbe essere comunque collocabile nella prima metà dell'ottocento.

Il Frantoio è dovuto essere stato edificato alla fine del settecento. In un secondo tempo è stato modificato triplicando la presenza di torchi a vite. Questo è facilmente riscontrabile dagli scavi effettuati.

In un terzo tempo, 1845 secondo quanto riporta lo Zacchino, è stato ulteriormente ampliato dall'Agronomo Luigi Semola, e fornito di illuminazione a gas e di presse idrauliche (che non sono certo quelle di cui si sono rinvenuti basamenti ed "angeli" di raccolta dell'olio).

Dopo il colmamento del fossato e la apertura di via Garibaldi, cioè dopo il 1870, è stata aperta la porta su via Garibaldi e cambiato l'accesso.

Fino a quell'epoca l'accesso era dal cortile del Palazzo, angolo sinistro entrando, dove non v'era costruito, e dal cortile posteriore per via Castello. Ossia dove si trova l'"Oggetto".

I muli entravano in quella che i Monaci dopo il 1930 avevano trasformato in chiesa. Tant'è che è stata ritrovata parte della rampa d'accesso in pietra con cordoni sporgenti per evitare lo slittamento degli zoccoli.

Ma anche questa parte del Palazzo è stata inizialmente usata come frantoio. Probabilmente dalla metà del 1500 fino alla costruzione del Frantoio alla fine del settecento. Infatti sono venute fuori le nicchie delle presse a vite e le mangiatoie delle bestie, nonchè due vecchie ruote molitorie in pietra calcare locale.

 

Insomma: l'abbiamo scovato, l'abbiamo scavato, ma i dubbi ancora rimangono!

Ce n'è da studiare......

 

Verso la fine del '700 si ha notizia anche di diversi altri personaggi che cominciarono a sperimentare sull'illuminazione a gas, ma solo il lavoro del francese Philippe Lebon, ingegnere del Service de Ponts e Chaussées[4], e dell'inglese William Murdock portarono a qualche risultato pratico.
Lebon tentò, senza successo, di interessare il governo francese (per il quale lavorava) alle sue scoperte e non trovando risposta cercò di attirare l'attenzione organizzando la prima dimostrazione pubblica di illuminazione a gas all’Hotel Seignelay di Parigi, nell'ottobre del 1801. In quell'occasione egli ottenne il gas da due "termolampade" nelle quali distillò a secco, non del carbon fossile, ma del legno, scaldandolo ad alta temperatura in un recipiente chiuso di lamiera di ferro. Neanche con questa dimostrazione Lebon ebbe successo; egli morì tragicamente tre anni dopo, nel 1804, troppo presto per vedere la traccia che le sue idee, e le sue profezie sull'uso del gas, lasciarono comunque nella storia.
La Francia di quegli anni (si era nel pieno dell’ascesa del dominio personale di Napoleone, che stava sconvolgendo l’Europa con i suoi eserciti e le sue idee nate dalla Rivoluzione), non si dimostrò abbastanza ricettiva verso una tecnologia che, almeno inizialmente, trovò molta più fortuna nella pragmatica Inghilterra, dove era forse meno consolidato il sostegno statale alla scienza[5] e alla tecnologia, ma dove il potente motore dell’innovazione, costituito dal processo di industrializzazione, era da tempo all’opera.
Prima storta (forno) per la distillazione del carbone realizzata da Murdock (1802)Murdock, era un progettista meccanico presso la fabbrica inglese di caldaie e motori a vapore Boulton-Watt. Agevolato dal potenziale tecnologico della ditta e col sostegno di Gregory Watt, figlio di James Watt (il grande inventore il cui nome è legato al motore a vapore), che aveva assistito a Parigi alla dimostrazione di Lebon, egli ebbe modo di compiere molti esperimenti di produzione e purificazione del gas con diverse qualità di carbone, dando una dimostrazione delle potenzialità del gas in occasione della celebrazione della pace di Amies (siglata fra Francia e Inghilterra nel 1802), quando la fonderia della Boulton-Watt, a Soho (Birmingham), fu illuminata da due potenti fiamme a gas.
In parallelo allo sviluppo della tecnologia del gas, in quegli anni si crearono in Inghilterra due condizioni favorevoli perché essa potesse affermarsi: la scarsità ed il grande rincaro di prezzo dell'olio di balena e di sego (largamente usati per le lampade ad olio) dovuto prima alla guerra americana e poi alle guerre napoleoniche, e le crescenti necessità di illuminazione degli stabilimenti tessili, dove i proprietari cercavano di prolungare il più possibile l’utilizzo dei telai meccanici facendoli funzionare ben oltre le ore di luce naturale. In quest'ultimi, inoltre, gli incendi dovuti ai rudimentali ed insicuri impianti di illuminazioni erano così frequenti che le compagnie assicuratrici avevano aumentato enormemente i loro premi, ma erano ben disposte a ridurli a fronte dell'installazione di impianti che dessero maggiori garanzie di sicurezza.
Murdock realizzò così nel 1806 il primo impianto di illuminazione a gas per il cotonificio Philips and Lee di Manchester, alimentandolo con sei storte di ghisa, nelle quali veniva introdotta una carica di circa 750 Kg di carbone; il gas proveniente dal rudimentale impianto alimentava alcune centinaia di lampade, sparse in tutto lo stabilimento, alcune delle quali nella casa del proprietario.

 

tav21.jpg (716215 byte)
Le figure 1 e 3 rappresentano due impianti per la produzione di gasogeno a partire da coke, oppure carbon fossile, torba, lignite. Il primo funzionava con materiale in pezzi grossi il secondo in pezzi piccoli. In essi, la combustione in difetto d’aria, produceva una miscela di gas ricca di ossido di carbonio che veniva usata come combustibile in altri impianti. Entrambi gli impianti erano caricati attraverso le porte b che durante la combustione erano chiuse ermeticamente. L’aria per la combustione entrava dalle griglie f e i gas prodotti uscivano dalle condutture g.
 


Sensazionale!!!!!!

  

Su di un sito internet nascosto sono stati trovati quelli ai quali dalla Giunta Miceli è stato conferito l'incarico di "esperti fioreristi" per "l'arredo inurbano" della Piazza Costadura:

 


Vandalismo!

 
 
Vandalismo: Il vandalismo è l'insieme delle azioni di interdizione, danno o distruzione verso beni altrui, materiali e non, per puro divertimento o incuria.
Il termine venne utilizzato per la prima volta dall'abate Henry Grégoire, vescovo costituzionale di Blois, nel 1794 durante la Rivoluzione francese. L'abate, pur repubblicano e progressista, lo utilizzò in senso dispregiativo nei suoi rapporti alla Convenzione per denunciare l'operato dell'esercito repubblicano a danno di chiese, monumenti e opere d'arte, paragonando agli effetti che ebbero le terribili invasioni del popolo dei Vandali, nel V secolo d.C.
Il termine è dunque moderno, né ha una coloritura razzista bensì culturale, dacché sta generalmente per comportamento barbarico, e da allora si è diffuso in tutte le lingue occidentali. L'accezione originaria si riferiva dunque all'azione distruttiva nei confronti di opere d'arte o beni culturali. Per traslato ora viene genericamente riferito agli atti rivolti contro beni di qualsiasi natura.
 
 
Allora possiamo chiamare proprio così quello che oggi gli amministratori di Galatone hanno compiuto, anzi perpetrato, CONTRO la piazza Costadura recingendo la zona pedonale con delle fioriere che definire “fuori luogo” è fare sforzo di ultra-eufemismo ?
E va male la piazza lastricata – ho sempre detto lapidata – senza un progetto che ne interpretasse la valenza architettonica sette-ottocentesca, e va male la qualità del basolato eseguito senza la necessaria perizia (che si veda il cortile del Palazzo Marchesale: è stato fatto con le stesse pietre di recupero, non mi pare che il risultato sia confrontabile!), e va male la sepoltura delle fosse granarie ricoperte, e va male il “tappetino” con lo stemma civico a mosaico messo sghembo rispetto all’asse architettonico della piazza, e vanno male i tombini messi senza allineamento e gli scoli dell’acqua in ghisa ma….MA….. L’ultima chicca, quella delle fioriere in pietra rustica locale- di due tipi, inoltre: una a spacco e una a chiancareddhra - fa orripilare anche un cieco!
Con tutte le soluzioni possibili per scegliere delle fioriere – se fioriere devono essere- attinenti al carattere della piazza e rispettose dei monumenti che la ornano, si è scelta la più beceramente inappropriata, come se quella piazza fosse il cortile di un agriturismo sperso tra le macchie salentine, una masseria ad uso B&B, lo spiazzo della solita villetta abusiva da sottocultura “famola rustica”, il piazzale di una stazione di rifornimento in mezzo ai trulli.
Come se non bastasse anche il verde che è stato inserito è eufemisticamnete fuori luogo: non un verde basso, fiorito o meglio tipicamente salentino, NO! Le palmette hanno messo! Belle alte per creare ancora più disturbo nella lettura omogenea della piazza.
Come se scientemente avessero voluto stuprare violentemente il “salotto buono di Galatone!
Senza alcuna sensibilità storica, estetica, paesistica, senza logica.
Quella piazza è – ma forse è conveniente dire ERA - l'unica vera piazza di Galatone. E' stata la piazza dei “cappelli”, la piazza del ceto agrario possidente o coltivatore diretto, degli artigiani che nella società operaia si trovavano, dei “signori” e dei “professionisti” che si riunivano - e facevano cultura - sull’antico Sedile cinquecentesco, il Circolo Cittadino “il Galateo”, una volta sede della municipalità. La piazza pensante di Galatone, dove, non per caso, per anni e anni c’era una delle prime edicole con vendita di giornali, c’era la Banca, c’erano tutti i circoli di Galatone e molti barbieri. La piazza del Comune!
Quella piazza che rifulge di luci e antichi fasti melodrammatici durante la festa del SS. Crocifisso e ci è invidiata da tutti.
Oggi è stata completamente deturpata, spendendo soldi pubblici (cioè nostri).
Lo sgomento che mi ha preso nel vedere fugacemente questo obbrobrio – questo sì che è veramente un obbrobrio! Altrochè - oggi è stato amplificato dal fatto che da dieci giorni dedico tempo e denaro mio per fare - dico FARE: perché il sottoscritto, come pochi altri, FA, non parla. FA! E se critica lo fa a ragion veduta e sempre proponendo alternative - GRATUITAMENTE la nuova Guida di Galatone per la Pro Loco (della quale non sono nemmanco socio!).
Ho, ancora una volta, fatto qualcosa per l’immagine positiva del mio paese. Mi sono speso senza tornaconto - sì. lo voglio rinfacciare a voce e testa alta! - per far un piacere al paese dove sono nato, vivo, lavoro e avrei piacere di veder crescere e rimanere i miei figli.
Ho completamente trascurato per dieci giorni lavoro, famiglia, tempo libero per dare una immagine positiva a Galatone.
Ho perso tempo a ritoccare foto per non far trasparire le brutture di una civicità latente, di una sensibilità al patrimonio storico lasciato dai nostri antichi padri assente, così da poter dare una immagine migliore e più attraente a questo paese.
Poi vedi un atto di insipienza vandalica di questo tenore e ti fai prendere dalla rabbia. Bestemmi e vorresti prendere quella guida, per la quale hai tanto lavorato, e stracciarla in faccia a chi danneggia il paese, a chi lo sporca, a chi lo violenta e pure a chi vede e tace per equilibrismi tattici interessati.
Il silenzio a volte è più colpevole di tante maleazioni.
Viene proprio la voglia di mandare tutto in malora.
Tanto, più di così………
Ma quale Turismo e Turismo!!!!!!!
Ci dovrebbero solo bombardare.
E cospargere di sale le macerie.
 
 

PARTECIPAPUG FARSA?

                                            

Nella rubrica di “immitis quia toleravi” di ieri, con la partecipazione dell’arch. Giuseppe Resta e dell’ing. Vito Baglivo, su come chi ci governa ha deciso di ascoltare i cittadini interessati per rendere loro co-pianificatori del nuovo P.U.G., .....

                   giuseppedoria.splinder.com


postato da: giusedoria alle ore 10:11 | link | commenti
categorie: ambiente, pug , produttività ed occupazione
mercoledì, 28 gennaio 2009

EUREKA!!!

L'amico Dino Salamanna ha scoperto delle "carte" che il nostri sito istituzionale del Comune non mette in rete.

Ottimo servizio per la trasparenza, Dino! Complimenti.

Voi le trovate al post:

Incarichi di consulenza I° Semestre 2008 - Comune di Galatone

al sito

http://dinosalamanna.splinder.com/

 

Buona lettura a tutti.


Diretta streaming da Piazza Farnese


In diretta da Piazza Farnese a Roma, la manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia per la giustizia e a sostegno di Luigi Apicella


Pubblico l'agenda ricevuta dall'organizzazione di oggi:

9.00-9.30: Video da You Tube

9:30-11:00: Interverranno:
- Serenetta Monti (introduce e spiega i motivi della manifestazione)
- Video dei Familiari delle Vittime di mafia
- Familiari di vittima di mafia
- Emiliano Morrone
- Salvatore Borsellino
- Sonia Alfano

11.00-13.00: Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Carlo Vulpio

13:00: Conclusioni.

su http://serspir.splinder.com/

postato da: serspir alle ore 10:44 | link | commenti
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martedì, 27 gennaio 2009

IL GIORNO DELLA MEMORIA

                                         

Se ne parla da molti anni del giorno della memoria che, può sembrare, accanto agli inviti del Governo diretti a insegnanti e studenti per mettere in risalto il valore della pace e della convivenza pacifica tra popoli, stia quasi diventando un modo di esibirsi anche per molti politici.......

             giuseppedoria.splinder.com


SHOAH

 Comu llione siccate, già pronte a llu focu,

cristiani ‘nnucenti, a ‘nfila stìanu.

Lampatine ca si stutavanu, fili spizzati,

ggente marvaggia ca cumandava……

…….mentre scìndia la nee, cu ‘mbboggica tuttu.

Finescè umbrate, facci rrubbate,

jesti a ‘nterra comu a ll’amore,

ma s’era mmurire.

Pinszieri scanusciuti, occhi mmuddhràti,

mazzi ti fiuri,

 intra lla cennere chiantati.

Ladri, ladri ti anime, cagniscìati ti tutti,

nu jernu ‘nfernale, ca cquasi n’imu scirratu.

Comu ognè annu, oscè ni lu ricurdamu,

“ma sempre chiù picca facìmu”,

comu ognè annu oscè ete Natale,

“nui, mangiamu e bbivimu.”

 

 

 

 

SHOAH

 Come legna da ardere nel dolce camino,

genti innocenti, silenti in fila.

Lampadine che si spegnevano, vite che si spezzavano,

da bestie malvagie vestite da uomini…..

……continuava a scendere la neve, voleva nascondere tutto.

Finestre annebbiate, volti rubati,

vesti per terra,

non per l’amore,

ma per morire.

Pensieri sconosciuti con occhi bagnati,

mazzi di fiori,

nella cenere piantati.

Ladri, ladri di anime, odiati da tutti,

padroni di quell’inverno infernale, quasi dimenticato.

Come ogni anno, oggi è il ricordo,

“ma sempre di meno facciamo, finchè esso viva”,

come ogni anno, oggi è Natale,

“noi ancora, mangiamo e beviamo”.


postato da: localo alle ore 11:49 | link | commenti
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ECCO IL CONTRO-QUESTIONARIO

http://www.messapico85.splinder.com/


postato da: messapico85 alle ore 11:03 | link | commenti
categorie: pug

Per non dimenticare

Lettura di alcuni diari. Piccola storia di Anna Frank. Immagini finali.


Per non dimenticare, nel Giorno della memoria.
Per capire dove la crudeltà umana possa arrivare.
Per capire, quando si ignora o ci si distrae, cosa può succedere.
Per capire come l'ignoranza conduca alla schiavitù fisica e ideologica. Per capire perchè, quando si dovrebbe testimoniare, gridare, urlare, non bisogna tacere.

Se ne consiglia la visione, per non dimenticare


 

lunedì, 26 gennaio 2009

Zoom-BW(400x300)
IL NUMERO DI GENNAIO
E' IN DISTRIBUZIONE
NELLE EDICOLE, NEI BAR, NELLE ASSOCIAZIONI


postato da: vitobaglivo alle ore 22:21 | link | commenti
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Geniale!!!!

  

A me il modulo partecipapug non è ancora arrivato. E pure a tanti altri.

Ma l'ho visto e mi ha incuriosito.

Vorrei proporre per il Nobel chi l'ha escogitato: è geniale!!!!

E' geniale che sia anonimo, per esempio. Così nessuno può controllare la veridicità del fatto che sia stato compilato da qualcuno e non contraffatto a bella posta.

E' fatto senza schema di conteggio automatico e quindi l'immagazinamento dei dati sarà complicatissimo (se lo si farà).

E' pieno di risposte libere, e questo impedice una catalogazione imparziale e sistematica.

E' pieno di trovate geniale per far costringere le persone a risposte "telefonate".

Non si consegnerà compilato sempre, ma solo in certe date ed in certi luoghi. Così molti questionari non si riceveranno mai.

Un verio colpo di genio.

Mi è piaciuta la sfida, e così ho cercato di farne un altro con gli stessi presupposti.

Ve lo propongo.

Datemi le risposte, così anche noi Galatownesi avremo un contropug!

IL MIO Questionario PARTECIPAPUG:
Mi raccomando!!!!Una sola risposta!!!!!!
 
1- A chi vuoi più bene?
  • A mamma
  • A papà
  • A nessuno dei due
 
2- Tu vorresti:
  • Essere ricco
  • Essere povero
  • Nessuno dei due
 
3-Tu vorresti:
  • La botte piena e la moglie ubriaca
  • La botte ubriaca e la moglie piena
  • Le prime due cose contemporaneamente
 
4-Ti piacerebbe
  • Una Galatone da bere
  • Una Galatone da mangiare
  • Entrambe
 
5- Vorresti che il Centro Storico fosse:
  • Una periferia
  • Un parcheggio
  • Un giardino
 
6-Vorresti che Galatone fosse:
  • Brutta
  • Orrenda
  • Altro. Specificare………………….
 
7- Vorresti parcheggiare la macchina:
  • Ovunque
  • Comunque
  • Quantunque
 
8- Tu le case le:
  • Vorresti per tutti
  • Vorresti per nessuno
  • Vorresti tutte per te
 
10- Vorresti un paese bello e ricco
  • Per te
  • Per il tuo vicino
  • Per tutti
 
 
9- Vorresti essere ricco come:
  • Berlusconi
  • Briatore
  • Miceli
 
11 -Chi ti attrae di più?
  • La Bellucci
  • La Ferilli
  • Miceli
 
12- Chi ti spaventa di più?
  • Dracula
  • Belfagor
  • Miceli
 
13- Chi ha la voce più squillante?
  • La Callas
  • La Ricciarelli
  • Miceli
 
14- Chi ha più classe?
  • Obama
  • Sarkosy
  • Miceli
 
15- Hai mai saputo di una costruzione abusiva?
  • Si, la mia
  • Si, la tua
  • Dillo alle Guardie firmando il cartello posto in piazza.
 
16- La tua spazzatura:
  • La vorresti mangiare
  • La vorresti dare da mangiare ai figli
  • Vorresti che la mangiasse il Sindaco?
17- Vorresti che si costruisse:
  • Dappertutto
  • Sempre
  • In ogni dove
 
18- Preferiresti un paese:
  • Pieno di alberghi e di turisti
  • Senza turisti e senza alberghi
  • Desolatamente deserto

E col contributo di Messapico......

19- Per costruire in campagna è giusto che si abbia un terreno di:
  • 100m
  • 200m
  • Meglio costruire in quello di Miceli
20- È importante che Galatone abbia buone zone artigianali/industriali perchè:
  • per mandare i bimbi a giocare
  • per comprare nuovi terreni a 80.000 €/ettaro
  • altro......(non scrivere cose difficili)
21- A Galatone cosa manca di più ai giovani:
  • I cartoni animati
  • I film porno
  • La gnocca...
22- Secondo te a Galatone dove ci sono condizioni di disagio sociale?
  • Nell'ufficio tecnico
  • Nella stanza del Sindaco
  • Non saprei dire, devo chiedere all'assessore
 
 
23- Dello scoglio in mare, prospiciente "La Reggia", chiamato "la scarpa" cosa ne faresti :
  • Un hotel a cinque stelle
  • L'ufficio del Sindaco
  • Un osteria con gestione della Giunta Comunale
Ricordo che il ritardo nel redigere e consegnare il questionario è dovuto essenzialmente alla difficoltà di pensare e scrivere domande pertinenti al tema in questione.
L'immagazzinamento avverrà secondo la famosa euristica "A MUZZU".
All'atto della consegna potrete tranquillamente intestare codesto questionario a vostra sorella e consegnarlo a chi vi pare tanto non cè ne frega una beata mazza di quello che avete scritto.
 

Naturalmente mi scuso se involontariamente ho offeso qualcuno.

 
Aspetto le vostre sorprendenti risposte !!!!!!!!!
Domani le pubblicherò.


27 gennaio, Giornata Europea della Memoria
 
…Una volta un imbianchino di nome Adolf Hitler, disse, in una birreria: "Se un giorno andrò al potere, la prima cosa che farò sarà distruggere il popolo ebraico"
 
 
Regione Puglia
CRSEC LE/41
Nardò
 
 
 
 
        Il 27 gennaio ricorre una delle celebrazioni più significative, inserita, dalla volontà degli uomini, tra le date da consegnare alla Storia.
 
Nella Biblioteca del Crsec il 27 – 28 – 29 gennaio 09  
dalle ore 15.30 alle ore 18.30 proiezione dei film:
 
v“Il Pianista” di  Roman Polanski;
v“L’isola in via degli uccelli” di S. Kragh-Jacobsen;
v“La vita è bella” di Roberto Benigni;
v“Shoah” di Claude Lanzmann.
 
vMostra di libri sulla Shoa.
 
Per le Scuole proiezioni, su prenotazione, in orario mattutino.


postato da: messapico85 alle ore 18:31 | link | commenti
categorie: politica, tace il labbro
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