MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
IL PORTAVOCE INCONTRA L’U.D.C.
Un incontro necessario e atteso per più di un motivo, il primo dei quali era la necessità di chiarire la collocazione del partito nello scacchiere politico cittadino: maggioranza, opposizione o qualcosa di mezzo?
Il chiarimento c’è stato e ne prendiamo atto con soddisfazione. Nessuna ambiguità, i due consiglieri comunali dell’U.D.C. occupano gli scranni dell’opposizione e si sentono impegnati nel compito di controllo degli atti e di tutela dei cittadini, non rifuggendo da contatti e intese con gli altri consiglieri dell’opposizione...
La polemica scatenata dal concerto di Natale tenuto da Giovanni Allevi nell’aula del Senato, polemica che trae origine più dall’esistenza stessa del personaggio Allevi che dal concerto in sé, mi suscita un’ulteriore riflessione.
Sulla presunta discesa in terra del Mozart del 2000 avevo già espresso il mio modesto parere e non mi sembra il caso di ritornarci. Sintetizzando, per me Allevi è solo un bravo pianista di estrazione classica, come ce ne sono tanti, che usa il linguaggio della musica colta per perseguire l’obiettivo di una carriera discografica assimilabile, per ordine di grandezza dei numeri in gioco, a quella di una pop star. Il Maestro Libetta, tanto per intenderci, ne farebbe polpette in un ipotetico duello come quello de “La leggenda del pianista sull’oceano”. Niente di miracoloso nella sua comparsa, ma neanche di particolarmente scandaloso. L’importante è inquadrare le cose nel contesto giusto senza creare artificiosamente nuovi miti dei quali non abbiamo alcun bisogno.
Detto questo, devo però dire che i toni assunti dalla polemica mi sono sembrati, in qualche caso, francamente esagerati. L’indignazione palesata dal Maestro Uto Ughi, quel suo “sentirsi offeso” dallo spazio offerto ad un musicista controverso come Allevi, per quanto capibile dal punto di vista artistico, mi è sembrata animata da una veemenza degna di miglior causa. Io mi indignerei invece per certi biglietti a tre zeri per le prime alla Scala, ad esempio. Un concerto al Senato di pseudo musica classica, peraltro godibilissimo anche da chi non è uno specialista della musica colta, non mi è sembrato poi niente di così scandaloso. Se la presidenza del Senato ha ritenuto di premiare un personaggio tipo dei nostri giorni è in fondo un segno dei tempi, di quella lenta trasformazione di una Repubblica basata sempre meno sul lavoro e sempre più sul tubo catodico, circostanza alla quale non è certo estranea la leadership dell’attuale maggioranza di governo. Cosa che non ci deve certo inorgoglire, questa, ma neanche gettare nello sconforto. Magari ci deve spronare a fare di più per invertire una tendenza al ribasso del livello generale della cultura tout court in Italia.
Dal mio punto di vista di musicista dilettante autodidatta, poi, sentir dire che Allevi qualcuno non lo avrebbe neanche ammesso in Conservatorio mi ha annichilito. Infatti, se uno che si è diplomato col massimo dei voti in pianoforte e composizione viene trattato in questo modo, io che a malapena so che la croma non è solo il modello di punta della Fiat cosa dovrei fare? chiedere solennemente scusa per aver frequentato abusivamente uno strumento musicale e tirarmi una lapide addosso andando a scontare la pena nel girone infernale dei millantatori musicali o degli amanti adulterini della musica? Certe esagerazioni, aldilà del mio caso che ovviamente non fa testo, legittimano il dubbio che, a volte si voglia far pagare ad Allevi il suo successo. Il quale Allevi, se ha una colpa è quella di prendersi un po’ troppo sul serio manifestando l’intenzione di “gettare le basi di una nuova musica colta contemporanea”. Lodevole intento, per carità, ma io mi chiedo se dopo i vertici raggiunti dalla musica colta negli ultimi tre secoli, quando l’ingegno umano applicato all’arte ha raggiunto le vette del sublime, sia possibile pensare di portare avanti una così straordinaria tradizione muovendosi nei canali della musica di consumo. Persino Brahms avvertì una forma di timoroso pudore nel comporre le sue sinfonie pensando all’eredità lasciata da Beethoven, ed era Brahms! Il nostro Allevi invece pensa di saltare a piè pari nel futuro con un simile fardello sulle spalle. Beh, la storia dà torto e dà ragione, come dice De Gregori; lasciamo che sia lei a decidere. E lasciamo che il bravo Allevi continui per la sua strada, che nessuno è obbligato a seguire, peraltro.
In fondo non fa del male a nessuno.

Piaccia o non piaccia
“Piaccia o non piaccia!”, gridò

SORDI
Sordi a manu mancina, sordi a manu tretta,
sordi a ll’apparecchi, sordi a lli mmachine,
sordi a lli banche, sordi a tutti l’amici oscì.
Sordi puru a lli puirieddhrì ea lli ‘nziani,
ma a cquisti, cu ll’anca ti retu.
Ma pircè, nu picca ti ddhrì sordi,
no nni li tonu a nnui cu lli spindimu?
Ccattamme mmachine noe,
scìmme a ggiru pi llu mundu cu lli treni, li navi e ll’apparecchi,
frabbicamme case nòe pi lli fili nosci,
ni istimme ti garbu, puru pi lla fatìa,
mangiamme carne e pesce, nu ggiurnu si e nnu ggiurnu no.
Ma ui ca “cumandati”,
no ssiti d’accordu, cc’è ssiti fessi?
Lu sacciù e bbi capescu.
Sulliati,
tutti cquiddhrì ca già li teninu li sordi,
cusì bbi ssulliati puru ui,
mentre a nnui,
ni bbàscìati ‘ncora di cchiùi.
Nui,
ca tutti li ggiurnu ni rrampicanu,
cu lla spiranza ca rriamu a fine mese, pari, pari.
Pi ll’arma oscìa,
tatinila a nnui na cosa ti sordi,
tati l’esempio e spartimune li oscì.
Ui,
ca hae tant’anni,
ca campati e nno muriti,
a spese noscè.
SOLDI
Denaro da una parte, denaro dall’altra,
denaro per gli aviatori,
denaro per i piloti,
denaro ai ricchi, denaro per gli amici.
Denari anche per gli indigenti e gli anziani,
ma questi,
ancora sono da stampare.
Perché, più volte mi chiedo,
un po’ di quel denaro non lo mandano direttamente a casa,
a tutte famiglie viventi in Italia?
Compreremmo subito l’auto nuova,
incominceremmo a girare per il mondo con il treno,
le navi da crociera e gli aerei.
Costruiremmo case per noi e per i nostri figli,
vestiremmo in modo galante
pure sul posto da lavoro,
mangeremmo carne e pesce, tutti i giorni.
Ma voi che “governate”,
a questo scambio non siete d’accordo,
lo so e vi capisco,
non siete mica fessi.
Aiutate tutti quelli che già posseggono,
in questo modo,
voi siete i primi ad rimpinzarvi,
mentre noi,
mendichiamo sempre gli avanzi.
Noi,
che ogni giorno combattiamo con gli eventi,
sperando di arrivare a fine mese con gli alimenti.
Per favore,
date a noi un po’ di quel denaro,
date l’esempio e dividiamo il vostro stipendio.
Voi,
che sono più di cinquant’anni,
che mangiate e bevete,
a nostre spese.



E allora non c’è dottor House che possa risolvere la patologia.
Dicevo: bombardateci e cospargete di sale le rovine.
E non ci pensiamo più.
Ecco finalmente svelato l'interno dell' "Oggetto Misterioso" nel cortile del frantoio del Palazzo Marchesale di Galatone.
E' stato completamente svuotato.
Era ripieno di detriti del novecento.
Di interessante solo alcune lucerne smaltate di epoca recente e, in fondo - e questo data l'epoca del riempimento!- un pitale di lamiera smaltata con bordino cobalto, di fabbricazione industriale post bellica.
Per il resto l'idea di un dispositivo per cucinare è quella che si conferma la più probabile.
Si è ipotizzato che nel pozzo si gettase la sansa e la morchia della lavorazione dell'olio infiammandola.
In effetti le pareti dello scavo perfettamente cilindrico sono unte di sostanza grassa.
L'aria calda della combustione sarebbe andata a riscaldare le pignatte messe in circolo e che servivano a preparare i pasti per i lavoranti (anche 64 operai!).
Ma mi sorge anche il dubbio che tutto questo strano marchingegno potesse servire a produrre il gas con cui, dal 1845, si illuminava il frantoio. In pratica un gigantesco gasogeno a lignite e scarti di lavorazione dell'olio per l'approvvigionamento delle lampade!
L'accortezza costruttiva, la precisione realizzativa, l'uso del sistema metrico decimale nel dimensionamento delle parti riporta, infatti, ad una struttura ingegneristica.
L'epoca di costruzione di questo "strano" manufatto dovrebbe essere comunque collocabile nella prima metà dell'ottocento.
Il Frantoio è dovuto essere stato edificato alla fine del settecento. In un secondo tempo è stato modificato triplicando la presenza di torchi a vite. Questo è facilmente riscontrabile dagli scavi effettuati.
In un terzo tempo, 1845 secondo quanto riporta lo Zacchino, è stato ulteriormente ampliato dall'Agronomo Luigi Semola, e fornito di illuminazione a gas e di presse idrauliche (che non sono certo quelle di cui si sono rinvenuti basamenti ed "angeli" di raccolta dell'olio).
Dopo il colmamento del fossato e la apertura di via Garibaldi, cioè dopo il 1870, è stata aperta la porta su via Garibaldi e cambiato l'accesso.
Fino a quell'epoca l'accesso era dal cortile del Palazzo, angolo sinistro entrando, dove non v'era costruito, e dal cortile posteriore per via Castello. Ossia dove si trova l'"Oggetto".
I muli entravano in quella che i Monaci dopo il 1930 avevano trasformato in chiesa. Tant'è che è stata ritrovata parte della rampa d'accesso in pietra con cordoni sporgenti per evitare lo slittamento degli zoccoli.
Ma anche questa parte del Palazzo è stata inizialmente usata come frantoio. Probabilmente dalla metà del 1500 fino alla costruzione del Frantoio alla fine del settecento. Infatti sono venute fuori le nicchie delle presse a vite e le mangiatoie delle bestie, nonchè due vecchie ruote molitorie in pietra calcare locale.
Insomma: l'abbiamo scovato, l'abbiamo scavato, ma i dubbi ancora rimangono!
Ce n'è da studiare......
Murdock, era un progettista meccanico presso la fabbrica inglese di caldaie e motori a vapore Boulton-Watt. Agevolato dal potenziale tecnologico della ditta e col sostegno di Gregory Watt, figlio di James Watt (il grande inventore il cui nome è legato al motore a vapore), che aveva assistito a Parigi alla dimostrazione di Lebon, egli ebbe modo di compiere molti esperimenti di produzione e purificazione del gas con diverse qualità di carbone, dando una dimostrazione delle potenzialità del gas in occasione della celebrazione della pace di Amies (siglata fra Francia e Inghilterra nel 1802), quando la fonderia della Boulton-Watt, a Soho (Birmingham), fu illuminata da due potenti fiamme a gas.
![]() |
| Le figure 1 e 3 rappresentano due impianti per la produzione di gasogeno a partire da coke, oppure carbon fossile, torba, lignite. Il primo funzionava con materiale in pezzi grossi il secondo in pezzi piccoli. In essi, la combustione in difetto d’aria, produceva una miscela di gas ricca di ossido di carbonio che veniva usata come combustibile in altri impianti. Entrambi gli impianti erano caricati attraverso le porte b che durante la combustione erano chiuse ermeticamente. L’aria per la combustione entrava dalle griglie f e i gas prodotti uscivano dalle condutture g. |
Su di un sito internet nascosto sono stati trovati quelli ai quali dalla Giunta Miceli è stato conferito l'incarico di "esperti fioreristi" per "l'arredo inurbano" della Piazza Costadura:

Nella rubrica di “immitis quia toleravi” di ieri, con la partecipazione dell’arch. Giuseppe Resta e dell’ing. Vito Baglivo, su come chi ci governa ha deciso di ascoltare i cittadini interessati per rendere loro co-pianificatori del nuovo P.U.G., .....
L'amico Dino Salamanna ha scoperto delle "carte" che il nostri sito istituzionale del Comune non mette in rete.
Ottimo servizio per la trasparenza, Dino! Complimenti.
Voi le trovate al post:
Incarichi di consulenza I° Semestre 2008 - Comune di Galatone
al sito
http://dinosalamanna.splinder.com/
Buona lettura a tutti.
In diretta da Piazza Farnese a Roma, la manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia per la giustizia e a sostegno di Luigi Apicella
Pubblico l'agenda ricevuta dall'organizzazione di oggi:
9.00-9.30: Video da You Tube
Se ne parla da molti anni del giorno della memoria che, può sembrare, accanto agli inviti del Governo diretti a insegnanti e studenti per mettere in risalto il valore della pace e della convivenza pacifica tra popoli, stia quasi diventando un modo di esibirsi anche per molti politici.......

SHOAH
cristiani ‘nnucenti, a ‘nfila stìanu.
Lampatine ca si stutavanu, fili spizzati,
ggente marvaggia ca cumandava……
…….mentre scìndia la nee, cu ‘mbboggica tuttu.
Finescè umbrate, facci rrubbate,
jesti a ‘nterra comu a ll’amore,
ma s’era mmurire.
Pinszieri scanusciuti, occhi mmuddhràti,
mazzi ti fiuri,
intra lla cennere chiantati.
Ladri, ladri ti anime, cagniscìati ti tutti,
nu jernu ‘nfernale, ca cquasi n’imu scirratu.
Comu ognè annu, oscè ni lu ricurdamu,
“ma sempre chiù picca facìmu”,
comu ognè annu oscè ete Natale,
“nui, mangiamu e bbivimu.”
SHOAH
genti innocenti, silenti in fila.
Lampadine che si spegnevano, vite che si spezzavano,
da bestie malvagie vestite da uomini…..
……continuava a scendere la neve, voleva nascondere tutto.
Finestre annebbiate, volti rubati,
vesti per terra,
non per l’amore,
ma per morire.
Pensieri sconosciuti con occhi bagnati,
mazzi di fiori,
nella cenere piantati.
Ladri, ladri di anime, odiati da tutti,
padroni di quell’inverno infernale, quasi dimenticato.
Come ogni anno, oggi è il ricordo,
“ma sempre di meno facciamo, finchè esso viva”,
come ogni anno, oggi è Natale,
“noi ancora, mangiamo e beviamo”.

A me il modulo partecipapug non è ancora arrivato. E pure a tanti altri.
Ma l'ho visto e mi ha incuriosito.
Vorrei proporre per il Nobel chi l'ha escogitato: è geniale!!!!
E' geniale che sia anonimo, per esempio. Così nessuno può controllare la veridicità del fatto che sia stato compilato da qualcuno e non contraffatto a bella posta.
E' fatto senza schema di conteggio automatico e quindi l'immagazinamento dei dati sarà complicatissimo (se lo si farà).
E' pieno di risposte libere, e questo impedice una catalogazione imparziale e sistematica.
E' pieno di trovate geniale per far costringere le persone a risposte "telefonate".
Non si consegnerà compilato sempre, ma solo in certe date ed in certi luoghi. Così molti questionari non si riceveranno mai.
Un verio colpo di genio.
Mi è piaciuta la sfida, e così ho cercato di farne un altro con gli stessi presupposti.
Ve lo propongo.
Datemi le risposte, così anche noi Galatownesi avremo un contropug!
E col contributo di Messapico......

