Parliamo di scuola?
Ma parliamone veramente fuori dagli stereotipi di questi giorni. Vediamo di leggere attraverso l’”onda montante” che sta travolgendo l’Italia.
Che la riforma della Gelmonti (Gelmini + Tremonti, sento, con piacere per la sottile ironia) non sia una riforma ma una stretta energica di cordoni della vuota scarsella delle finanze italiche è un dato inconfutabile.
Dietro i pannicelli di alcune controverse scelte disciplinari di sapore vetero deamicisiane - come il voto in numeri, il voto in condotta, il grembiulino (da un governo di piduisti il grembiulino era il minimo da aspettarsi, mancano cappuccio pendolo cazzuola e compasso, però! Si staranno attrezzando, suppongo.) - cioè tutte disposizioni che, senza scomodare il ministro, sarebbero potute, agevolmente e secondo le competenze di legge, essere prese da un Consiglio d’Istituto o da un Dirigente Scolastico, si cela una ridda di tagli a personale insegnante e non della scuola primaria, l’unico picco di eccellenza nelle scuole d’Italia.
Le contorsioni mentali atte a giustificare la scelta sono assolutamente esilaranti. Si fa passare oggi, nel massimo della civiltà della specializzazione, il ritorno al maestro unico da “non è mai troppo tardi” della prima alfabetizzazione post bellica come una novità. Ma il bello viene quando si dice di voler migliorare la qualità diminuendo l’orario e aumentando le materie. Come se fosse possibile apparecchiare un pranzo con tre portate, dolce e frutta disponendo solo di un tozzo di pane!
Che qualcuno si sentisse prossimo a fare i miracoli lo si sapeva, ma oggi ce lo dimostra (a parole…)!
E poi il maestro unico taglierebbe solo di una piccola parte i costi del personale insegnante visto che il sistema Modulo a tre insegnanti si esplica su due classi, e che l’esperto di lingue, quello di religione (ora pro Vaticano), così come quello di informatica dovrebbero restare. Altrimenti il bluff sarebbe ancora più fantasmagorico. Un fatto è però certo: il maestro unico lo hanno scelto i Gelmonti senza chiedere ad un pedagogo che sia uno il parere. Canevaro, che era consulente del ministero, se ne è andato via sbattendo la porta.
E non mi dilungo sugli effetti della mancanza del tempo pieno che graverà sulle famiglie italiane che lavorano. Un grave colpo alle finanze delle famiglie, un grave colpo alla emancipazione delle donne, un grave colpo di fortuna per il lavoro nero di tante baby sitter (forse le precarie buttate fuori dalla scuola?) che dovranno intervenire per tenere i bambini davanti a videogiochi, patatine, coke e televisioni. Non mi pare sia il massimo della socialità e della istruzione. A me, dico, non pare. A qualcun altro non sembrerebbe vero di rincoglionire il popolo futuro in siffatta maniera. Oppure anche in Italia dovremmo cominciare a vedere i “bambini dalla chiave al collo” così come nella Svizzera dei ’70, o in Germania, o in Israele, bambini soli che vanno a scuola con la chiave di casa attaccata al collo per non essere persa, così da poter rientrare a casa anche in assenza dei genitori operai troppo impegnati entrambe a lavorare.
Poi c’è un problema di occupazione: 140000 persone senza lavoro non sono un problema di poco conto. Anche per l’INPS. Perchè molti di questi saranno giovani. Si è fatto un baccano per 4000 esuberi Alitalici, pochi battono la cassa sul problema di queste persone, di questi nostri parenti, di questi figli, di questi amici. Perché ognuno ne conoscerà uno che perderà il posto. In special modo noi Galatonesi, popolo di precari e bidelli in giro per la penisola.
In più si sta proponendo la norma leghista del concorso riservato per territorialità di residenza in ambito provinciale. Così il nostro compaesano non potrà più andare ad insegnare a Pordenone, a Reggello, a Valsesia, ma nemmeno a S. Pietro Vernotico!
Ma di fronte a questo sfracello si incavolano oltre ai maestri, (quanti di questi hanno votato per Berlusconi?), i dirigenti, i bidelli, gli applicati di segreteria della scuola primaria, anche gli studenti medi e quelli universitari. Perché?
C’entra niente la Deforma della Gelmini in forma (perché una bella donna è una bella donna! Il nostro governo non sarà etico ma ha punte estetiche notevoli) con gli studenti Medi e con le Università?
Sui Medi cade l’accorpamento di molti istituti, la riduzione degli indirizzi e la riduzione dell’obbligo previsto non a sedici anni ma a quattordici. Non sono misure, secondo me, assolutamente e interamente contestabili.
Comunque, se una riforma occorresse, soprattutto per ridare forma e contenuto alle scuole medie come sono state ridotte oggi, non è questa riforma, ma una di ben più lungimirante portata sistematica e metodologica.
Mentre l’università, di cui oggi tanto parlano tutti solo per spostare l’attenzione dal disastro scuola primaria, non è proprio “ancora” stata vittima del Trattamento Gelmonti anche se l'idea di farla sostenere non dallo Stato ma da fantomatiche "fondazione" è allarmantissima!!!!!.
Ma in effetti l'Università è stata vittima del trattamento Tremonti nella manovra finanziaria di Agosto, dove si sono tagliati molti fondi per la ricerca e l’Università.
Che l’Università Italiana faccia pena è risaputo. Fa pena l’edilizia scolastica universitaria, fa pena lo spezzettamento atomico delle facoltà, fa pena l’invenzione di facoltà inutili, fa pena il sistema di assunzione dei professori e dei ricercatori (presi per non sfinimento e non per meriti!), fa pena il vassallaggio degli studenti adoperati a zero lire per la ricerca e la sperimentazione, fa pena l’esistenza di cattedre nate solo per meriti politici, fa pena l’esistenza di cattedre che hanno più professori che iscritti ala corso, fa pena la mancanza di ricerca e di premialità delle eccellenze che pure, come in tutte le cose italiche, riescono inspiegabilmente ad esserci!
Ma questa penìa non è odierna. C’era già nell’università di massa del dopo sessantotto. Solo che allora l’Università non costava quanto costa oggi. E’ aumentato il costo, la speculazione, il clientelismo ma non sono aumentati i servizi e l’efficienza. Così viaggiamo solo sotto le prime centocinquanta Università del mondo. E i tagli indiscriminati di Tremonti non migliorano certo la situazione che dovrebbe essere migliorata, almeno negli sprechi ( noi leccesi sappiamo bene come l’Università si possa strizzare bene come un Limone per trarne succo di champagne!), di bisturi, andando a estirpare le zone in perdita e gli sprechi, anziché con la mannaia. Intanto tremila nuovi posti all'università sono stati messi in concorso. E' una FARSA? Così non si fa nessuna opera di miglioramento. D’altronde se bisogna salvare gli strapagatissimi manager fallimentari delle Banche in caduta libera, o bisogna rimpinguare le cassse di Catania dove il Sindaco spendaccione, medico del Presidente del Consiglio, per premio è stato nominato Senatore o quelle della Milano della Moratti, svuotate dai rischiosi giochi in borsa, da qualche parte bisogna togliere i liquidi…………….
Ma anche questo è un altro discorso.
Torniamo al problema: allora perché veramente si INCAZZANO gli studenti medi e gli universitari?
Perché c’è L’ONDA MONTANTE in tutti gli atenei e coinvolge studenti di estrema destra e di Sinistra? (stamattina il Giornale ha toppato più del solito: ier sera Matrix fa l’elegia dei giovani fascisti contro la riforma, presente il direttore Giordano, e la copertina di oggi se ne esce con un titolo tendenziosissimo ma evidentemente altrettanto falsissimo!)
Perché i giovani hanno capito non solo che il loro FUTURO è nero ma che è compromesso definitivamente anche il loro PRESENTE.
Protestano perché hanno PAURA.
Hanno paura di vedere, la prima generazione dal dopoguerra, la recessione che li farà essere meno ricchi e benestanti e assistiti e sicuri dei propri genitori. E tutto questo perché chi ci governa e ci ha governato negli ultimi venti anni, sia che si sia detto di Destra o di Sinistra (tanto poi ognuno si è comportato quasi nella stessa maniera) non lo ha fatto bene, non lo ha fatto pensando al futuro, pensando a migliorare il mondo, ma solo, esclusivamente, precipuamente, sostanzialmente, assolutamente per FOTTERCI!
Ecco: in maniera incisiva, colorita e volgare (tanto quanto meritano i nostri cafonissimi politici) possiamo dire senza remora che oggi i giovani
SI INCAZZANO PERCHE SONO STATI FOTTUTI!
Attenzione: non se ne dovevano accorgere.
Ma ora che se ne sono accorti cominciano i guai!