MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
“Terzo Grado”, ovvero un confronto ricco e approfondito con personaggi di spicco della nostra comunità cittadina, con persone che rivestono ruoli di responsabilità nella politica o nella vita sociale e lavorativa. Fondamentalmente, un servizio ai cittadini, ai quali Il Portavoce vuole assicurare un canale informativo che oggi sembra imprescindibile per poter esercitare il diritto/dovere di partecipare. Al primo incontro con il sindaco Miceli ne seguiranno dunque degli altri...
È successo ancora. Per l’ennesima volta un momento di dolore privato è stato trasformato in un rito collettivo. Ancora una volta si è persa l’occasione per onorare la memoria di qualcuno nell’unico modo possibile, con il silenzio. Invece, ancora una volta, davanti a quattro ragazzi morti tragicamente, la folla non ha potuto fare a meno di prodursi in quella che sembra essere l’unica modalità di espressione di una moltitudine di persone partecipi di un evento tragico: l’applauso. È successo, ripetutamente, troppe volte, al funerale dei quattro ragazzi di Galatone periti nel terribile incidente di San Lorenzo, e presumo sia successo anche ai funerali delle altre giovani vittime.
C’ero anch’io in quella folla attonita, sinceramente addolorata e partecipe, ma non sono riuscito ad applaudire. Non mi ha neanche sfiorato l’idea, per dire il vero. Forse perché da mezzo uomo di spettacolo quale mi sento, non so se a giusta ragione o meno, ma questo non ha importanza, ho sempre pensato che l’applauso servisse ad esprimere un consenso verso qualcuno che si mette pubblicamente in gioco nell’antica eterna commedia dell’arte, qualunque essa sia. Non riesco quindi a capire quale possa essere il senso di un applauso rivolto alle bare di quattro sfortunati figli nostri che, di questo possiamo essere ben certi, non avrebbero mai voluto essere protagonisti di uno spettacolo simile. Sono anche disposto ad ammettere che l’applauso possa avere un senso alle esequie di un grande attore o di un musicista, come estrema dimostrazione di affetto per un personaggio la cui carriera ha dato tanto alla collettività, come ultimo estremo saluto collettivo. Ma nel caso di quei ragazzi no, non riesco a concepire l’applauso, scusatemi. So bene che si tratta di una manifestazione spontanea, sincera, che vorrebbe far sentire in maniera forte la partecipazione emotiva di tutti quanti alle famiglie coinvolte. Però io mi chiedo: siamo sicuri che applaudire ogni volta che una bara compare nella pubblica piazza sia la maniera più efficace per esprimere la propria partecipazione? Siamo certi che sia la maniera più rumorosa di farsi sentire? Io non lo credo. Io penso che in certi momenti il silenzio sia molto più rumoroso di qualsiasi battimano. Provate a pensare quale immenso rumore avrebbe prodotto l’assoluto silenzio di qualche migliaio di persone assorte e composte in un dolore reale, estremamente tangibile in certi momenti. Lo pensavo al funerale di Massimo Vitaliano, l’ho pensato anche questa volta. Purtroppo la gente rinuncia troppo facilmente ad esprimere le proprie emozioni senza gesti preconfezionati. Un altro dei tanti valori che sono andati persi è proprio questo: il valore del silenzio. È un altro regalo della società multimediale, ma in fondo tutto questo è secondario. Quello che conta sono quelle sette giovani vite spente che nessuno ci potrà restituire.
A loro va il mio silenzioso pensiero.
CULURI E RUCITI
Culuri e ruciti, palore e ‘nduri,
notti ti state ddiscìtatu,
cquantu ‘ndaggiu passate.
Comu nu ritornellu ca si rripete,
sempre a ‘ncerca ti cose nòe,
ti sàpuriti mumenti,
o schìanti tùlienti.
A ffiate, n’erame puru ccuntintare,
nò ttotte li pezze ti casu,
sò ddi sapore.
Cquantu ùlia cu mmi bbandonu a stù jentu,
ca sposta fugghiazze e hasa terra,
cu mmi ‘ndi porta nu picca luntanu e ccu nno ssentu.
Strate ti focu ddumate,
sirene stutate,
Angili stisi,
cquantu ‘ndimu ‘ntisi.
Passanu l’ore e lli minuti,
a ffiate chène a ffiate hacanti,
parinu suspiri ti cristiani,
rricgali mai scartati,
o palore,
ca no bbenchinu entre.
Pare spicciatu lu state,
ma ‘ncora carusu ete llu giurnu,
straccu, si tira ‘ncora.
Lu ‘ndore ti la negghia si zacca ssintire,
mentre iti li prime rappe ti ùa mmaturare.
Mini la manu ca la cugghire,
stai ‘ttentu, ‘ttentu,
n’apu ti putìa pizzicare.
Ti ponge,
apri l’occhi e tti ccorgi,
ca ‘ncora ‘nc’ete tantu ta fare.
COLORI E SUONI
Colori e suoni, parole e profumi,
notti d’estate insonni,
molte ne ho vissute.
Come in un noioso ritornello,
sempre in cerca di nuove emozioni,
di dolcissimi istanti,
o gravosi spaventi.
Abbiamo perso il senso della misura,
neghiamo anche l’evidenza.
Che voglia di abbandonarmi,
tra le ali di questo struggente vento,
mentre sposta foglie e solleva terra,
per farmi portare lontano,
dove regna la silenzio.
Strade dai pompieri illuminate,
da sirene riempite,
contornate da Angeli adagiati,
consigli mai ascoltati.
Passano le ore, accompagnate dai minuti,
a volte piene a volte vuote,
lente come il respiro,
o ferme,
come regali in attesa di essere gustati,
o inutili,
come servizievoli parole.
L’estate volge al termine,
non tanto giovane,
il giorno si trascina ancora.
L’odore della nebbia s’incomincia a sentire,
l’uva si appresta a maturare.
Hai voglia di raccoglierla,
bisogna stare attenti,
l’ape operoso, la difende.
La sua puntura ti sveglia,
ti guardi intorno,
c’è ancora tanto da fare.

Oltre che sulle risposte date dagli ospiti del Villaggio S.Rita al questionario, nonché sulla proposta di tavolo di concertazione, si parlerà, il giorno 02/09/ ’08 nella rubrica “Il Portavoce” su myboxtv, con intervista al sindaco di Galatone, di viabilità, di centro storico, di turismo, pulizia e raccolta dei rifiuti, rapporti con il mondo del lavoro e dell’impresa, di sviluppo economico e sociale, di cultura.....
“Terzo grado” al Sindaco Miceli
La puntata n.20 de “Il Portavoce” sarà ripresa martedi 2 settembre p.v. Ospite unico della trasmissione sarà il sindaco Miceli, il quale risponderà a domande su questioni di rilevante attualità. Oltre che sulle risultanze della puntata n. 19 e sulle risposte date dagli ospiti del Villaggio S.Rita al questionario, nonché sulla proposta di tavolo di concertazione avanzata da Giuseppe D’Oria, si parlerà di viabilità, di centro storico, di turismo, pulizia e raccolta dei rifiuti, rapporti con il mondo del lavoro e dell’impresa, di sviluppo economico e sociale, di cultura. Si chiederà, ancora, al Sindaco di parlare delle cose già fatte e di quelle previste e progettate per il breve e il medio termine. Si discuterà, infine, di tutto quanto potrà emergere nel corso del dialogo sembrando degno di interesse per il vasto pubblico della rubrica di myboxtv.com.
I cortesi lettori del blog possono proporre argomenti da presentare al Sindaco lasciando un commento.
La trasmissione andrà in onda sulla webtv la mattina del giorno dopo.
Enrico Longo
L’incontro avuto ieri presso il villaggio S. Rita in Galatone, con un dibattito aperto condotto egregiamente dal "Portavoce" Enrico Longo sulle problematiche del turismo (la registrazione è su www.myboxtv.com), si è concluso con l’impellenza di dover subito cambiare strada rispetto a quella sinora seguita. Assente totalmente la rappresentanza della maggioranza che governa il paese anche se era stato invitato il sindaco che non ha avuto l’accortezza di delegare chi poteva sostituirlo, preferendo rinviare la discussione dell'argomento, eludendo il problema, ad altra data da stabilirsi con il "Portavoce"........
Sant' Elena Madre di Costantino
Drepamim (Bitinia), III sec. – ? † 330 ca.
Di famiglia plebea, Elena venne ripudiata dal marito, il tribuno militare Costanzo Cloro, per ordine dell'imperatore Diocleziano. Quando il figlio Costantino, sconfiggendo il rivale Massenzio, divenne padrone assoluto dell'impero, Elena, il cui onore venne riabilitato, ebbe il titolo più alto cui una donna potesse aspirare, quello di «Augusta». Fu l'inizio di un'epoca nuova per il cristianesimo: l'imperatore Costantino, dopo la vittoria attribuita alla protezione di Cristo, concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale ebbe la madre Elena: forse è stata lei a contribuire alla conversione, poco prima di morire, del figlio. Elena testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi. Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo la croce del Signore e quelle dei due ladroni. Il ritrovamento della croce, avvenuta nel 326 sotto gli occhi della pia Elena, produsse grande emozione in tutta la cristianità. A queste scoperte seguì la costruzione di altrettante basiliche, una delle quali, sul monte degli Olivi, portò il suo nome. Morì probabilmente intorno al 330. (Avvenire)
Etimologia: Elena = la splendente, fiaccola, dal greco
Martirologio Romano: A Roma sulla via Labicana, santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, che si adoperò con singolare impegno nell’assistenza ai poveri; piamente entrava in chiesa mescolandosi alle folle e in un pellegrinaggio a Gerusalemme alla ricerca dei luoghi della Natività, della Passione e della Risurrezione di Cristo onorò il presepe e la croce del Signore costruendo venerande basiliche.
Anche noi di Galatone possiamo vantare la presenza iconografica e tradizionale di questa Santa.

Visto che è anche considerata la protettrice degli archeologi, auguri a questi "artisti", che si sentono o sono tali!!!
ANGELUS
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 17 agosto 2008
Cari fratelli e sorelle,
Nell’odierna XX Domenica del tempo ordinario, la liturgia propone alla nostra riflessione le parole del profeta Isaia: "Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo / … li condurrò sul mio monte santo / e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. / … perché il mio tempio si chiamerà / casa di preghiera per tutti i popoli" (Is 56,6-7). All’universalità della salvezza fa riferimento anche l’apostolo Paolo nella seconda lettura, come pure la pagina evangelica che narra l’episodio della donna Cananea, una straniera rispetto ai Giudei, esaudita da Gesù per la sua grande fede. La Parola di Dio ci offre così l’opportunità di riflettere sull’universalità della missione della Chiesa, costituita da popoli di ogni razza e cultura. Proprio da qui proviene la grande responsabilità della comunità ecclesiale, chiamata ad essere casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l’intera famiglia umana.
Quanto è importante, soprattutto nel nostro tempo, che ogni comunità cristiana approfondisca sempre più questa sua consapevolezza, al fine di aiutare anche la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione e ad organizzarsi con scelte rispettose della dignità di ogni essere umano! Una delle grandi conquiste dell’umanità è infatti proprio il superamento del razzismo. Purtroppo, però, di esso si registrano in diversi Paesi nuove manifestazioni preoccupanti, legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale. Preghiamo perché dovunque cresca il rispetto per ogni persona, insieme alla responsabile consapevolezza che solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera.
Vorrei oggi proporre un’altra intenzione per cui pregare, date le notizie che giungono, specialmente in questo periodo, di numerosi e gravi incidenti stradali. Non dobbiamo abituarci a questa triste realtà! Troppo prezioso infatti è il bene della vita umana e troppo indegno dell’uomo è morire o ritrovarsi invalido per cause che, nella maggior parte dei casi, si potrebbero evitare. Occorre certo maggiore senso di responsabilità. Anzitutto da parte degli automobilisti, perché gli incidenti sono dovuti spesso all’eccessiva velocità e a comportamenti imprudenti. Condurre un veicolo sulle pubbliche strade richiede senso morale e senso civico. A promozione di quest’ultimo è indispensabile la costante opera di prevenzione, vigilanza e repressione da parte delle autorità preposte. Come Chiesa, invece, ci sentiamo direttamente interpellati sul piano etico: i cristiani devono prima di tutto fare un esame di coscienza personale sulla propria condotta di automobilisti; le comunità inoltre educhino tutti a considerare anche la guida un campo in cui difendere la vita ed esercitare concretamente l’amore del prossimo.
Affidiamo le problematiche sociali che ho ricordato alla materna intercessione di Maria, che ora invochiamo insieme con la recita dell’Angelus.
DEDICATA A QUELLE SETTE GIOVANI VITE CHE CI HANNO MOMENTANEAMENTE LASCIATI E CHE CI FANNO L'OCCHIOLINO DALL'ALTO DEL CIELO.

LI TTRE
So già lli ttre,
no tutti sonu curcati,
moti figghi ti mamma,
stònu ‘ncora hasati.
Lu state, ti notte,
la strata ti mare ete na prucissione,
cquanta passione, cquantu sùtore, cquantu tùlore.
So mumenti,
comu nu lampu,
ma no llu iti.
Sienti lu tronu,
ma l’acqua no rria,
passa la face.
Già stònu a ‘ncielu,
circamu pirdunu.
Carusi, ca onu trùatu la pace,
intra stà nnuttata tisgrazziata,
ti stiddhrère ‘mpastata.
Ore cqueste, ca na fiata,
ni itìanu hasare,
sirvianu pi ccampare.
Canoscu picca palore,
a mumenti comu cquisti poi,
no sacciù comu l’aggiù ccunzare.
Mò, stà ffucìti,
comu cavaddhri janchi scapulati,
mmara a nnui,
ca suli ‘niti llassati.
Siti catuti comu ciddhrùzzi,
sotta lli pieti ti nu scànusciutu ballu,
ma cquandu spiccia, stà rota ‘nfernale?
No bbastanu mai,
muntagne ti fiuri e ddi palore,
cu ccoprinu lu ricordu,
ti scì sta bbi chiange ea ‘nnanzi bbi hole.
Speru e ttegnu fitducia,
lu senszu,
cu nno passa mai cu mmi tròa,
ma la furtuna,
cu nno nni llassa mai.
GALATONE (LECCE) - Sono tutte giovanissime le sette vittime dell'incidente stradale avvenuto nella notte sulla strada che collega Galatone con Santa Maria al Bagno località costiera nel territorio del comune di Nardò, dove si trovano alcuni dei locali e discoteche più frequentati della costa salentina. I giovani morti hanno tra i 18 e i 21 anni.
LA DINAMICA - Erano a bordo di una Mini minor e di una Fiat Marea che si sono scontrate frontalmente. Secondo la polizia stradale, la Mini avrebbe fatto un sorpasso azzardato. Solo ipotesi al momento per spiegare la dinamica del tragico incidente. Non ci sono stati infatti testimoni dell'impatto frontale avvenuto in un tratto di carreggiata rettilineo nel quale sono rimasti uccisi Matteo Maggiore, 22 anni, Enrico M., 17, Luigi Moschettini, 33, e la sorella Stefania, di 28, Mary Codiero, 19, Chiara F., 17, Elisa Giurgolo di 18. Ferita Federica Baldari, 19enne: si trova ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione all'ospedale «Vito Fazi» di Lecce. Per quanto riguarda l'altro ferito , Daniele Santoro di 23 anni, è ricoverato all'ospedale S. Caterina Novella di Galatina (Le) per la frattura ad un arto; la prognosi è di quaranta giorni. .
NESSUNA FRENATA - Per cercare di far luce sull'accaduto sono adesso al lavoro i carabinieri della locale compagnia che non hanno però trovato alcun segno di frenata sul luogo della tragedia. A provocare il disastro, avvenuto in corrispondenza di un passaggio a livello, potrebbero essere state dunque diverse cause, a cominciare da quella di un sorpasso azzardato da parte di uno dei due conducenti. Impossibile però escludere - ammettono i militari dell'Arma - anche altre ricostruzioni: forse una delle vetture si è trovata davanti a un ostacolo imprevisto (un cane?) che l'ha costretta a uno scarto fatale, oppure uno dei due conducenti non ha affrontato nel modo giusto l'attraversamento del passaggio a livello che taglia in due la provinciale. Concausa pressochè certa della strage quasi è stata comunque la velocità elevata di almeno uno dei veicoli, come dimostra la violenza dell'impatto.
IL SINDACO - «Provo un grande senso di sconforto, per il dolore delle famiglie ma soprattutto per la giovanissima età delle vittime», ha dichiarato il sindaco di Galatone, Franco Miceli che ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. «Ho appreso la notizia della tragedia alle 6,30 - aggiunge - quando mi hanno telefonato i vigili urbani, e sono andato sul posto. Una delle vittime, Maggiore, era stato anche mio alunno. Si raccomanda sempre ai giovani di moderare la velocità, ma poi spesso la gioventù prende il sopravvento».
«NOTTE DELLA TARANTA SOSPESA PER LUTTO» - Intanto, in segno di lutto, è stata decisa la sospensione temporanea del festival «Notte della Taranta», rinviato al 22 agosto. «La macchina della Notte della Taranta si ferma come si sono fermate quelle auto che hanno spezzato la vita di sette ragazzi», ha detto il sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, esprimendo cordoglio a nome dei sindaci dei comuni della grecia salentina. «Si ferma - prosegue Blasi - per segnalare con forza la necessità per tutto il Salento di una riflessione forte sulla strage di queste settimane dove ormai quasi ogni notte, quasi sempre giovanissime vite si bruciano sull'asfalto per la velocità, la scarsa sicurezza delle strade e la guida non sempre in condizioni di garanzia dovute all'uso di alcol e altre sostanze».

Basta!
RITORNA "IL PORTAVOCE" CON UN ARGOMENTO DI GRANDE ATTUALITA’
“Il Villaggio S. Rita: problemi di oggi e prospettive future.”
Ospiti:
³ architetto Pasquale CARRATTA
³ dott. Antonio GABRIELI
³ avv. Giuseppe D’ORIA
³ il sindaco di Galatone, prof. Franco Miceli
Sono, inoltre, invitati a partecipare i rappresentanti di tutti i partiti politici cittadini, ai quali si chiede di inserire la problematica del S.Rita tra i propri programmi e di fornire un utile contributo secondo la strategia della promozione del territorio come base per il turismo.
La puntata si terrà nella piazza del Villaggio S.Rita il 19 agosto p.v. alle ore 20:30 e andrà in onda su myboxtv.com la mattina del giorno dopo.
Ci siamo ragazzi: stasera intorno alle 21 e preceduto da un doppio intervento di un'associazione teatrale e di una soprano, debutta a Grottaglie (TA) il mio personale teatro-canzone, nello spettacolo "C'E' SEMPRE UN'ISOLA NEL MARE", nell'atrio dell'affascinante Castello Episcopio.
Attendevo da tempo questo gratificante momento e l'opportunità e l'occasione sono arrivate grazie a Carmine Fanigliulo, un caro amico musicista e cantautore, che ama anche organizzare eventi culturali e musicali di ampio respiro, grazie alla sua volontà ferrea, al suo entusiasmo e alla sua passione.
Carmine è riuscito, grazie all'aiuto del Comune di Grottaglie, della provincia di Taranto e di alcuni sponsor, a ideare e a mettere su "Per fortuna c'è la musica", una bellissima rassegna musicale estiva di 5 serate, che spaziano dalla musica classica a quella leggera, sempre all'insegna della qualità, e il tutto tra il 28 luglio e il 13 agosto.
A me è toccata la terza serata, l'8 agosto.
La costruzione di questo mio spettacolo (comunque ancora parecchio da perfezionare man mano) non ha previsto, nelle mie intenzioni, la presenza di "canzoni nuove" scritte ad hoc: ho solo attinto dal mio repertorio degli ultimi 11 anni, scegliendo quasi una ventina di brani (non tutti però cantati per intero), legati assieme da un filo conduttore cronologico (che però non ha nulla a che fare con la cronologia di scrittura delle canzoni, ma solo coi temi dello spettacolo, che sono il tempo e la ricerca), il tutto raccordato da pensieri e monologhi, che per ora reciterò leggendo, ma che nelle mie intenzioni, quando ogni passaggio dello spettacolo in futuro mi sarà entrato a dovere dentro, dovrà fare ovviamente del tutto a meno del leggìo. E' la storia di un uomo, dai 12 fino agli 80 anni, in un lento percorso di rinascita che lo porterà finalmente ad approdare nella sua isola di felicità.
Purtroppo, per questa "prima", sarò ahimè da solo, chitarra e voce, perché né Luigi Nico, né Donnigio né Pasquale Chirivì, per varie ragioni, potranno esserci a supportarmi con il loro decisivo contributo umano e artistico. Io cercherò lo stesso di non annoiare.
So che a Grottaglie verranno comunque alcuni amici cari a vedere lo spettacolo. Vi invito a esserci, anche se siete lontani, perché finalmente stavolta riuscirò a portare in scena ciò che vorrei negli anni futuri realizzare in modo più continuo. Quindi è qualcosa che mi appartiene davvero nel profondo e che mi mette a nudo totalmente. E' solo un primo passo, che nel tempo son convinto perfezionerò e limerò parecchio, ma comunque già ora è molto vicino a ciò che amo fare, ne dà un'idea veritiera.
Vi aspetto, non mancate!!
LUIGI MARIANO

Uffa, gli ultimi giorni prima delle ferie sono molto convulsi.
Bisogna fare quello che si sarebbe dovuto fare in due settimane solo in poche ore.
Poi, vabbe', chi non è stipendiato non dovrebbe nemmeno usare il nome ferie inquanto le sue vacanze non le paga nessuno.
Però si lavora un anno per questa possibilità di rigenerarsi con qualche giorno lontano dalle beghe e dai crucci quotidiani.
E si taglia con tutto.
Fra qualche ora me ne andrò lontano.
Lontano, lontano.
Da questa aria calda e afosa, da questa situazione stantia, da queste strade sporche e da questo traffico insulso e caotico.
Aria pulita, panorami intatti e civiltà mi servono per ricaricarmi; per poter sopravvivere un altro anno pensando che c'è un modo per vivere bene e in armonia senza prevaricare i diritti di nessuno a danno di altri.
L'Italia che vorrei c'è. Non me la invento io.
C'è.
Siamo noi che non riusciamo ad avvicinarci ad un modello positivo.
E allora mi faccio consolare da

Coccolare da
servire da

e conversare e scherzare con




Al triste ritorno nella cruda realtà.
Intanto domani sera tutti in piazza Crocifisso per il Jazz in Rosa
col gruppo di Claudio Tuma.
E per chi rimarrà qui, anche venerdì si ripeterà un'altra serata musicale di alto livello.
Ciao, amici!