Galatown

MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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giovedì, 31 luglio 2008

IL NOSTRO COMUNE DOPO UN ANNO DI NUOVA AMMINISTRAZIONE

               

La vita pubblica italiana, sino ad oggi, non ha seguito iter di serenità ed efficienza. Anzi presenta ancora confusione, disservizi, precarietà. .......

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postato da: giusedoria alle ore 19:28 | link | commenti
categorie: politica, mezzogiorno, salviamo galatone

IL LINGUAGGIO UNIVERSALE DELLA MUSICA

                                          

Forse il campo dove più si può apprezzare una reale vocazione, per più parti, è quello delle scelte musicali. La musica come linguaggio universale, svincolato dalle limitazioni dell’alfabeto e della parlata. .....

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postato da: giusedoria alle ore 18:17 | link | commenti (3)
categorie: cantastorie

Ricevo & Pubblico: Antonio Zuccalà

MEGLIO STENDERE UN’IMBOTTITA PIETOSA.

 

Penso che Galatone abbia bisogno di essere bonificata, in ogni senso. Sento il dovere di scriverlo perché non sono un politico, e non cerco il consenso. Non voglio credere che abbiamo raggiunto il punto di non ritorno, ma registro che l’attuale amministrazione non ha alcuna intenzione di invertire tendenza, ed anzi si adopera per assecondare ed accentuare la disurbanità che ci avvolge.

Non serve l’analisi storico-filologica delle responsabilità, perché siamo di fronte ad una costante (l’Amministrazione Vaglio è stata affossata da pressioni edilizie private), per cui mi chiedo che senso abbia accapigliarsi sul merito delle soluzioni se la questione è una sola: Galatone non ha mai perdonato all’urbanistica di esistere, di essere disciplina, sistema di regole.

Nel massimo rispetto per i colleghi tecnici che oggi condividono le responsabilità comunali, ed anzi proprio in ragione di questo rispetto, intendo assumere, come cittadino e tecnico, le nette distanze dalla rotta che si profila.

 

Non occorrevano doti paranormali per indovinare la meta urbanistica dell’Amm.ne Miceli. L’averci azzeccato è magra consolazione. Il 17 Luglio l’Assessore competente ha convocato i tecnici locali per una lettura coral-didattica del protocollo formativo e procedurale del P.U.G., inaugurando la nuova stagione pianificatoria con un messaggio perentorio: poiché lo strumento approvato dalla Regione fa schifo, noi faremo il nostro, senza quelle regole e quei vincoli che abbiamo già dimostrato di saper ignorare. Evviva il Piano Delle Libertà..

Come nella geometria dei frattali, l’impronta del governo nazionale si replica nelle pieghe delle amministrazioni locali. Se per il Brunetta gli scandali modello Parmalat sono dovuti all’assenteismo del ragioniere, se per la Gelmini il problema Scuola risiede nei grembiulini e nel voto di condotta, se per il Maroni le impronte digitali risolveranno il nomadismo , se insomma l’Italia troverà salvezza nelle trovate maniacali dei suoi ministri, anche noi altri, nel nostro piccolo, troveremo riscatto liberandoci  dei famigerati standards edilizi ed urbanistici, risvoltando regolamento edilizio e norme tecniche, derogando al calcolo di distanze, superfici, volumi, parcheggi e quant’altro di intralcio alla creatività del tecnico e al libero arbitrio del committente. La formula è lineare: sommando le soddisfazioni individuali si otterrà, come per magia, il nuovo modello di sviluppo: decollo residenziale, turistico-ricettivo, agricolo-produttivo, artigianale, industriale, culturale, ennesimo recupero del centro storico (non ci siamo fatti mancare nulla, come ha sottolineato l’Assessore al ramo), nuove direttrici di sviluppo e flessibilità (anche retroattiva), il tutto, segnatamente, per favorire il “rilancio dell’edilizia”, madre di tutte le battaglie politiche e di tutte le frattaglie amministrative .

A proposito: quale scuola Vi ha insegnato che l’urbanistica è subordinata al rilancio dell’edilizia? L’edilizia costituisce fondamentale settore nel governo del territorio, ma non il solo, se è vero che “pianificare”, come il termine stesso suggerisce, significa disciplinare, normare, indirizzare, arginare gli interventi, allo scopo di renderli sostenibili nel multiforme contesto dell’habitat.

Al di là delle pulsioni professionali e politico-clientelari, l’urbanistica non rilancia, ma bilancia l’edilizia rispetto ad altri interessi (non ultimo quello di frenare il consumo di territorio), e semmai ne incanala le risorse, come auspicabile nel nostro comune, in opere di riqualificazione, rifunzionalizzazione, bonifica del patrimonio esistente.

Lo “sviluppo”, ricorrente nei Vostri proclami, non riveste alcuna valenza, né in positivo né in negativo (anche la malattia si sviluppa), ragionate piuttosto di “crescita civile”, e fateci capire quale civiltà sia quella che apparecchia il territorio come fosse un grande buffet, cui liberamente attingere facendosi spazio a gomitate.

Una pseudourbanistica che in nome di ragioni socio-economiche non ancora circostanziate, ma soprattutto in ragione di facili ed immediati consensi, si riduce ad un dettato di enunciati tesi a deregimentare, destandardizzare, ridimensionare quelle regole del costruire stratificate e codificate, guarda caso, da esperti universitari, del rango di quelli che Vi accingete a consultare, regole abitualmente violate in un clima di tolleranza, silenzio, favore.

Sul piano del tornaconto politico, è facile intuire che rifare il piano, anzicchè modificarlo, Vi consentirebbe di riazzerare le aspettative dei cittadini, aprendo il banco delle promesse e delle ipoteche; le varianti puntuali al piano approvato richiederebbero invece motivazioni altrettanto puntuali che, evidentemente, il grado di trasparenza dei Vostri obiettivi non Vi consentirebbe di addurre.

A fronte delle Vostra ragion di stato, buttate le mani avanti giurando sul carattere esclusivamente tecnico del P.U.G., ma è noto che la delibera di indirizzo è un atto politico, in quanto detta le priorità dei contenuti progettuali, e che la stessa sostituzione integrale dello strumento urbanistico rappresenta non altro che strategia politica.

Il Vostro deregolante e populistico modus operandi mina tra l’altro le professionalità e le responsabilità personali dei giovani tecnici di nuovo ruolo comunale, i quali, pur preparati e motivati, corrono il rischio di appiattirsi sui Vostri capricci e farne le spese, invece di vigilare sulla sostenibilità tecnico-giuridica delle fatidiche volontà politiche. 

Dall’incontro del 17 luglio sono emerse due notizie, una cattiva, l’altra buona.

Quella cattiva consiste nella minaccia rappresentata da sanatorie mascherate atte a “normalizzare” gli strappi alla legalità nel calderone del nuovo P.U.G., e da maldestre “crociate” alla conquista ed al saccheggio di nuove fette di territorio.

La notizia buona risiede nella circostanza che, per fare tutto questo, avrete l’obbligo, non ancora derogabile, di cimentarVi con le attuali formule per il dimensionamento del piano, di documentare ed asseverare lo “status quo” urbano-territoriale nelle sue effettive connotazioni fisico-giuridiche, di formalizzare, finalmente, il quadro completo ed aggiornato degli usi e degli abusi.

Ci spiegherete, per fare un solo esempio, l’origine e la regolarità, nelle nostre campagne, di templi residenziali, muri di Berlino, spianamenti, scavi e quant’altro simpaticamente “sviluppato”.

Solo dopo siffatta ricognizione potrete assumerVi le Vostre legittime responsabilità pianificatorie, stendendo sugli “spontaneismi” l’“imbottita” pietosa (il velo sarebbe trasparente) del P.U.G., oppure, in alternativa, valorizzando gli stessi in un circuito turistico di visite guidate, visti i precedenti.

In bocca al lupo.

Antonio Zuccalà

 


P_D_100x81-web
Il file contenente la proiezione dei contenuti della manifestazione organizzata dal PD di Galatone sulla situazione dei parcheggi liberi ed a pagamnto venutasi a creare dopo la delibera della Giunta comunale è disponibile su un file ".pdf" scaricabile su:

www.bachecadigalatone.splinder.com

postato da: vitobaglivo alle ore 10:37 | link | commenti
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martedì, 29 luglio 2008

LAVORATORI PRECARI

                           

La disoccupazione, oggi, è forse meno esplosiva del passato ma più corrosiva, meno rivoluzionaria ma più deleteria. ..........

            giuseppedoria.splinder.com


Parlano di noi!

  
Più che un sistema di comunicazione, rivela spazi collettivi in una società che li ha ridotti
Un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' piazza, un po' sezione di partito

Villaggio blog, vista sul mondo
le nuove forme di dialogo

di MARINO NIOLA


Villaggio blog, vista sul mondo le nuove forme di dialogo
"Dovessi spiegarti che cos'è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L'insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso". Parola di blogger.
È evidente che il blog è molto più di un sistema di comunicazione. È un angolo di mondo, avrebbe detto Herder. O una forma di vita, per dirla con Wittgenstein. In entrambi i casi uno spazio di condivisione simbolica caratterizzato dai suoi usi, costumi, sensibilità, abitudini, codici sedimentati - ma prima ancora creati - e da un linguaggio comune. I blog sono a tutti gli effetti le nuove forme di vita prodotte dalla rete, degli autentici angoli di mondo virtuale.

Certo che il blog è un luogo di confronto e di scambio di idee, informazioni, pareri, servizi, ma è anche di più, molto di più. Questa forma di diario in rete - il termine è la contrazione di web e di log che significa appunto diario ma anche traccia - sta dando vita a una nuova cartografia sociale. Fatta di punti di aggregazione fondati sulla circolazione delle opinioni.

Qualcuno li considera un po' come la versione immateriale dello Speaker's Corner, letteralmente angolo dell'oratore, di Hyde Park a Londra, dove chiunque può montare su una cassetta di legno a mo' di palco e predicare sul mondo in assoluta libertà. Occupando un angolo di spazio pubblico per dire la sua. Quella minuscola cassetta garantisce una sorta di extraterritorialità che consente a ciascuno di dire fino in fondo tutto ciò che pensa. A ben vedere il blog è proprio una occupazione di immaginario pubblico, una sorta di tribuna virtuale. E contribuisce a rivelare la forma dei nuovi spazi collettivi di una società che ha profondamente mutato le sue categorie spaziali e sta passando dalle divisioni alle condivisioni, dai luoghi tradizionali - territori fisici delimitati, confinati, sul modello delle nazioni - agli iperluoghi immateriali che ridisegnano le mappe del presente.
Nuovo luogo della condivisione pubblica in un tempo caratterizzato dalla scomparsa progressiva dello spazio pubblico tradizionale: un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' salotto, un po' sezione di partito, un po' piazza, un po' caffè. I diari in rete rappresentano modi diversi di sentirsi comunità. Non più comunità locali, e localistiche, basate sulla prossimità geografica, residenziale, cittadina, ma su forme inedite di appartenenza.

Ecco perché il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro. A farne un mito d'oggi è proprio la sua capacità di dirci qualcosa di profondo su noi stessi, di mostrarci con estrema lungimiranza ciò che stiamo per diventare anche se ancora non lo sappiamo con precisione. Nei grandi cambiamenti epocali il mito, la metafora, il simbolo si assumono proprio il compito di lanciare dei ponti verso quelle sponde del reale che ancora non vediamo ma, appunto, intravediamo. Anche se abbiamo già cominciato a viverci dentro istintivamente. In questo senso i comportamenti del popolo dei blog ci aiutano a cogliere quanto stiano di fatto mutando le stesse categorie di identità e di appartenenza: sempre meno materiali, sostanziali, fisse e sempre più fluttuanti, mobili, convenzionali.

E come sia cambiata la stessa nozione di luogo di cui viene oggi revocato in questione il fondamento primo, ovvero l'idea di confine naturale, in favore di quella di confine digitale. Il blog anticipa una realtà che non è più quella del paese, della città, del quartiere, della classe d'età, della famiglia, della parrocchia, del circolo. I bloggers si rappresentano come una comunità di persone che si scelgono liberamente e su scala planetaria. E in questa dimensione extraterritoriale intessono un nuovo legame sociale.
Comunità senza luogo? Niente affatto. È la vecchia nozione di luogo ad essere inadeguata. E assieme a lei quella apparentemente nuova di non-luogo che della prima non è che la figlia degenere. Perché è fondata su una idea pesante, solida, ottocentesca del luogo e della persona.

Un'idea che ha l'immobile solidità del ferro e non la mutevole fluidità dei cristalli liquidi. In realtà a costituire il tessuto spaziale, ieri come oggi, sono sempre le relazioni, mai semplicemente le persone fisiche. E oggi le relazioni sono sempre meno incarnate, sempre meno materializzate, ma non per questo scompaiono.

La liquidità della rete è la vera materia sottile della trama sociale contemporanea, e perfino di quella spaziale se è vero che oggi l'iperconnessione è il principio vitale che circola come sangue nel corpo del villaggio globale. I cosiddetti non-luoghi sono in realtà più-che-luoghi, super-luoghi, sono luoghi all'ennesima potenza, acceleratori di contatti, incroci ad alta densità, moltiplicatori di collegamenti tra bande larghe di umanità. È questa la cartografia wi-fi della nuova territorialità, la cosmografia del presente di cui Internet è il dio e Google è il primo motore immobile. Una rivoluzione recente ma che sta già cambiando il vocabolario dell'essere: dal to be al to google e, sopratutto, al to blog.

Non a caso bloggare è diventato un verbo. Il terzo ausiliare per chi è in cerca di casa, di lavoro, di visibilità, di posizione insomma. È la terra promessa degli homeless digitali, la nuova frontiera dei migranti interinali in cerca di hot spots, di porte wireless, di ambienti interconnessi. Un nuovo paesaggio fatto di camere con vista sul web. Proprio così una blogger definisce il suo miniappartamento virtuale. O un villaggio di villette monofamiliari dove si lascia sempre aperta la porta di casa perché chi ne ha voglia possa entrare a prendere un caffè. Altro che fine del legame sociale. La blogosfera è la traduzione della mitologia comunitaria nella lingua del web, la declinazione immateriale della società faccia a faccia: la nostalgia del paese a misura d'uomo in un download.

Frequentare i blog serve, fra l'altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull'apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell'italiano, declino dello spirito collettivo. In realtà questo sguardo luttuoso sul cambiamento lamenta sempre la scomparsa delle vecchie forme e proprio per questo fa fatica a riconoscere l'intelligenza del presente.

A parte quelli specializzati, espressamente attrezzati a luoghi di cultura, palestre di discussione critica, gabinetti di lettura, atelier di scrittura, i blog sono in generale delle officine stilistiche e retoriche in continua attività, dove la capacità di persuasione e l'estetizzazione della comunicazione hanno spesso un ruolo fondamentale. "Qui sul blog è tutta un'altra cosa. Scrivo in modo molto diverso da come scriverei su un diario. Le persone che mi conoscono commentano e dicono la loro, e i pensieri pubblicati sono molto più profondi".

Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d'interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell'eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa.

(29 luglio 2008)

Sondaggio: quanto contano nella vostra vita

I diari online hanno creato una nuova forma di comunicazione. Un luogo condiviso dove si esprimono e si scambiano opinioni. "Una comunità di persone che si scelgono liberamente" di MARINO NIOLA
NETMONITOR di VITTORIO ZAMBARDINO

RICEVO E PUBBLICO

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A TUTTI GLI ORGANI D’INFORMAZIONE    -    SEDE



COMUNICATO STAMPA DEL 28/07/2008


“CANCELLIAMO LE STRISCE BLU”

Con questo slogan apparso sui manifesti fatti affiggere dal Circolo di Galatone del Partito Democratico in tutto il paese, è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione per i cittadini che avrà come momento più significativo la manifestazione indetta par la serata di Martedì 29 Luglio 2008 alle ore 20,30 in Piazza SS. Crocifisso di Galatone.


La manifestazione prevede l’esposizione, mediante proiezione su schermo di numerose slides con commento in simultanea, delle motivazioni che hanno indotto il PD di Galatone a protestare vivacemente contro le determinazione della delibera n° 107 del 26.05.2008 adottata dalla Giunta Comunale di destra. Alla fine delle comunicazioni, sarà lanciata una petizione, con raccolta di firme, da presentare al Sindaco per chiedere l’abolizione delle “odiose ed inutili” strisce blu.


Con la delibera n° 107 del 26.05.2008, dichiarata immediatamente eseguibile, la Giunta Comunale, senza basarsi su uno studio appropriato e senza tenere in debito conto tutta la documentazione agli atti del Comune che può essere indicata in:

  • PIANO URBANO DEL TRAFFICO adottato con delibera del C.C. n° 41 del 20/07/2001
  • Relazione di aggiornamento del piano del traffico commesso con D.G.M. n° 41 del 20/07/2001 e datato Giugno 2006;
ma adducendo soltanto la seguente motivazione:


«“RAVVISATA”  l’opportunità di dover razionalizzare il servizio per la gestione dei parcheggi a pagamento mediante la ridefinizione delle aree interessate ed il reperimento di nuove aree da destinare alla sosta regolamentata con dispositivi di controllo ed, inoltre, con la previsione degli stalli di sosta riservati, destinati alle donne in gravidanza e liberi.»

delibera di portare i posti da assegnare al parcheggio delle auto nel modo seguente:

 
  PAGAMENTO LIBERI RISERVATI GESTANTI TOTALE
PRECEDENTI 135 268 ----- ----- 303
DELIBERATI 522 602 31 5 1160
TOTALI +387 +334 +31 +5 +857

 
Con ciò applicando in modo errato sia la disposizione normativa vigente, cioè il CODICE DELLA STRADA (D.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni – Art. 7) e sia l’autorevole orientamento giurisprudenziale che in questi ultimi tempi è venuto alla ribalta con Sentenze emesse dalla CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE A SEZIONI UNITE E CIVILI (Sentenza n° 116/2007) e dal TAR LAZIO, sez. II (sentenza n° 5218 del 28/05/2008).

Le motivazioni apportate dal PD di Galatone sono corrispondenti a quelle riportate nella sentenza del TAR Lazio che hanno fatto annullare l’ampliamento del numero dei parcheggi a pagamento del Comune di Roma, avendone strettissima analogia.

Alla manifestazione sono state invitate le forze politiche di opposizione comunale, le associazioni di categoria, le rappresentanze sindacali ed i cittadini.


Ai partecipanti sarà dato rendiconto dell’appalto che è stato bandito per la ricerca di una nuova ditta appaltatrice e che ha portato alla stipula di un nuovo contratto fortemente penalizzante per i cittadini di Galatone e che ha spinto l’amministrazione ad aumentare a dismisura il numero dei parcheggi a pagamento, per “favorire” la Ditta aggiudicatrice.


Inoltre, sarà spiegato ai presenti il contenuto del piano traffico esistente per Galatone ed adottato nel 2001 e sia il contenuto della relazione di aggiornamento, proponendo delle indicazioni procedurali per il miglioramento della viabilità cittadina e per la messa in sicurezza di alcune strade.


In definitiva, sarà richiesto agli amministratori di Galatone di predisporre, con un atto di autotutela, l’annullamento della “discutibile” delibera o, quantomeno, la sua modifica.    

parcheggi-Web

postato da: vitobaglivo alle ore 09:03 | link | commenti (1)
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lunedì, 28 luglio 2008

Beh, dopo i fasti dell'ultimo Rock From The Stars, che merita una successiva apposita riflessione, dal momento che ancora una volta si è tradotta nella pratica musicale quella vicinanza culturale e sentimentale, oserei dire, tra Galatone e Nardò, con l'esibizione di tanti amici neretini, forse è il caso che io dia ancora un piccolo contributo pubblicando il mio ultimo articolo uscito sul periodico L'Ora di Nardò, che guarda caso ha a che fare con l'argomento. Quindi beccatevi questa.

 Nemo propheta in patria: verità lapalissiana, questa. A cercare fortuna altrove, però, ci si accorge che uno la patria se la porta cucita addosso come una sorta di marchio di fabbrica indelebile e si finisce per trovarsi nella condizione scomoda di non appartenere più al paese d’origine pur non appartenendo mai “veramente” a quello d’adozione.
Tuttavia non si intende qui parlare di tristi storie d’emigrazione e di fallite integrazioni, quanto piuttosto di quei malcapitati di sesso maschile, e sono in tanti, che ad un certo punto della propria vita spostano il baricentro della propria esistenza nel paese vicino, quasi sempre pochissimi chilometri, e quasi sempre causa matrimonio contratto in evidente inosservanza di arcaiche prescrizioni che imponevano forzati paralleli tra bovini cornuti e gentili consorti, rigorosamente conterranei.
In epoca di globalizzazione spinta le “mogli e i buoi dei paesi tuoi” hanno fatto ormai il loro tempo, ma la diversità di origine continua ad essere il terreno di coltura di un clima di campanilismo vissuto ormai più con spirito goliardico che con reale antagonismo.
Elevare il campanile della propria città più in alto degli altri era un modo per codificare una presunta superiorità, quasi fosse il simbolo di una virilità da esibire, e proprio sui campanili si svolge una parte significativa della simpatica aneddotica fatta di vecchie storielle tendenti a dimostrare la presunta dabbenaggine dei vicini a fronte della propria pretesa scaltrezza. Storielle fondate probabilmente su qualche storico episodio con protagonista il classico scemo del villaggio, ma inevitabilmente elevate a icona rappresentativa della vicina municipalità rivale.
Ecco prosperare quindi storie come quella del somaro utilizzato per ripulire il campanile dal classico “zzangone” ivi cresciuto in posizione inaccessibile, con l’implicita considerazione che l’appellativo di somaro spettasse non tanto al malcapitato equino quanto piuttosto a quei geni che lo portavano in posizione tirandolo su legato per il collo. Storiella attribuita dai neretini ai vicini galatonesi, ma che mi risulta faccia parte anche dell’aneddotica di due grossi centri come Copertino e Leverano.
Tanta simpatica considerazione viene solitamente ricambiata dai galatonesi evocando la storiella di un maldestro tentativo neretino di consolidare una statua del Cristo ottenuta dalla neve sottoponendola a cottura, con successivo plateale moto di meraviglia nel verificarne l’inevitabile esito.
Storielle evidentemente ai limiti dell’inverosimile che affondano la loro origine nella notte dei tempi, del tutto degne della moderna tradizione di barzellette sui carabinieri.
Quella delle rispettive tradizioni religiose è una delle corde più sensibili dell’orgoglio cittadino ed è naturale che venga messa in vibrazione quando si vuole toccare nel vivo la sensibilità del confinante. Pochi eventi si prestano così bene a questo gioco come la festa del SS. Crocifisso di Galatone, “lu panieri” per antonomasia.
Evento profondamente sentito dai galatonesi sul piano religioso, ma anche occasione imperdibile, a detta dei neretini, per sfoggiare una volta l’anno il “costume nuovo da panieri” con relativa “cravatta a molla”, espediente molto usato in altri tempi per risparmiare qualcosa sulle spese di vestiario. Neanche la tradizionale lunghissima processione della vigilia viene risparmiata nel momento in cui si racconta del parroco che, preoccupato per l’incipiente pioggerella, sguardo accigliato verso il cielo, si rivolge alla provvidenza con un velato ma rispettoso rimprovero: “Sta chiôi? Fìgghiuta sta mmôddhri!”. Espressione dialettale, quest’ultima, dove le “o” si devono intendere molto chiuse, quasi gutturali: alla galatonese quindi, secondo l’accezione neretina.
In realtà non c’è corso di dizione che tenga: per un neretino il galatonese, per quanto si sforzi, sarà sempre portatore sano della “o” chiusa. Così come per il galatonese sarà sempre in bella evidenza quella “e” estremamente aperta e strascicata, al limite del musicale, del neretino, tipo “cummarèee…”, espressione quasi onomatopeica di una presunta propensione alla facilità della chiacchiera “pittaciara”. Queste peculiarità linguistiche fanno quindi da sfondo ad una serie di luoghi comuni secondo i quali il galatonese sarebbe persona dal braccino corto e dalla spiccata propensione per il commercio, mentre il neretino avrebbe nella sua capacità di millantare crediti a destra e a manca l’espressione del suo essere un po’ sbruffone.
Quale che sia la percezione che gli uni hanno degli altri, resta il dato incontestabile che neretini e galatonesi si vogliono in fondo un gran bene, un po’ come due cugini che vedono l’uno nell’altro la dimostrazione della propria presunta superiorità, ma in fondo si rispettano.
Che il legame tra le due città sia molto forte è dimostrato anche dalla tipica espressione “masculi ti Galatune, femmine ti Nardò”, facilmente ribaltabile senza che se ne alteri la sostanza e riscontrabile in numerosissimi esempi pratici.
In fondo questi simpatici tentativi di dimostrare quanto si sia diversi finiscono invece per confermare una sostanziale identità culturale che, pur tra mille sfumature linguistiche e di costume, ci accomuna nell’identica appartenenza al nostro grande Salento.












postato da: pasqualechirivi alle ore 16:09 | link | commenti (1)
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Di Cinema, Castelli e Pellicole.......

Non è per snobismo ma per necessità intrinseca che quest’estate bisogna andare spesso fuori per trovare serate interessanti.
Ieri sera mi sono sobbarcato un tour de force tra Specchia e Soleto.
A Soleto vi erano i formidabili “Avion Travel”, o, meglio, “la piccola orchestra Avion Travel”. Spettacolo musicale e di musica-teatro (perché Beppe Servillo è teatrale anche quando dorme) di eccezionale livello contenutistico, musicale ed estetico. Veramente alti livelli, con la chitarra che affascinava con dilatate atmosfere morriconiane che avrebbero fatto sciogliere in sollucchero il miglior Robert Rodriguez “messicano”. Piazza pienissima in ogni ordine di posti e con una densa corona di attenti ascoltatori esterni in piedi, palco professionalmente illuminato ed amplificato e contorno paesano di bancarelle di prodotti artigianali e dolciumi vari che rendevano il contorno vivo e animatissimo. Bravi ancora a Soleto. (noi certi eventi ce li sognamo).
 
A Specchia, invece, nello splendido scenario della piazza, interamente BEN basolata, e nella atmosfera rarefatta, dilatata nello spazio e nel tempo,  fuori dalla congestione dei tempi, di Specchia (non per niente immessa trai “100 più belli borghi d’Italia” da una attenta e lungimirante opera amministrativa), all’interno dell’atrio del pregevole Castello Risolo (solo in parte ancora restaurato) vi era la serata del III Festival del Cortometraggio Scolastico, organizzato dalla associazione “Gabriele Inguscio” a cura speciale della professoressa Teresa Gatto.
 
Mi ha fatto piacere rivedere Specchia e ancora più piacere incontrare a cinquanta chilometri da casa, nel cuore del più alto comune della provincia di Lecce, tanti amici cari e stimati.
Ma ho veramente sofferto per altri versi.
Fare cinquanta chilometri nel profondo Capo di Leuca per rivedere volti e atmosfere che fino a due anni fa erano a Galatone è veramente deprimente. Le tende rosse, l’occhio stilizzato del Cinema del Reale, i volti degli organizzatori, quell’atmosfera di viva cultura e di impegno, quel coinvolgente  clima “cinematografaro” erano NOSTRI.
E ancora più nostro era il Festival del Cortometraggio Scolastico che nasce anche con l’impegno del Liceo Scientifico Tecnologico e ITIS Enrico Medi di Galatone.
Che rabbia!!!!
Sconvolgente.
Un groppo allo stomaco, quell’OVOSODO - per dirla alla livornese con Piero Mansani, il protagonista dell’omonimo film di Virzì -che ti fa star male e non scende giù e non sale su dallo stomaco.
Lo ripeto finchè non si inverte la rotta: ci siamo lasciati scappare un evento internazionale che dava lustro e notorietà a tuaa Galatone, sicuramente al di sopra si ogni proprio merito. E, in effetti, con grande demerito per tutti, ci è sfuggito.
 
Tanne pane a ci no tene tienti!
 
Ora, a guardare il pur bello Castello di Specchia è ben poca cosa rispetto al nostro. Atrio più piccolo, situazione geografica meno raggiungibile, stato del restauro molto più limitato rispetto al nostro che è ormai quasi terminato in toto, situazione ricettiva meno accogliente e sviluppata che a Galatone.
 

Lo so bene che Paolo Stifanelli, il regista anima della manifestazione, vuole avere nel posto dove si fa il Festival del Cinema del Reale un archivio. Noi abbiamo il Castello che ha centinaia di mq disponibili e perfettamente adatti, addirittura con sale che consentirebbero anche la proiezione.
PERCHE’ NON RIPORTARE DEFINITIVAMENTE A GALATONE IL CINEMA DEL REALE?
Dovrebbe essere cura speciale di ogni amministratore che possa definirsi tale, sarebbe preoccupazione indifferibile di ogni uomo di cultura che si possa considerare tale.
RIPORTIAMO IL CINEMA DEL REALE A GALATONE!!!!!!!!
Che si conceda uno spazio degno all’archivio, finalmente. Che si faccia un piano di gestione serio e con i piedi per terra del nostro Palazzo Marchesale così come ristrutturato e restaurato.
Si lasci perdere false promesse e stupide bugie, quisquilie e pinzillacchere,  per una cosa che possa portare a Galatone benefici, attenzione internazionale e Cultura.  
Nel Palazzo Marchesale di Galatone lo spazio c’è.
E’ Pronto.
Si potranno fare mostre e convegni, attirare pubblico, muovere cultura, spostare danaro.
E non è possibile che, con le casse di Galatone,  si possa gestire tutto quel ben di Dio.
Siamo realisti e concreti.
Diamo quegli spazi ad Enti provinciali, nazionali, internazionali, a fondazioni che possano gestire adeguatamente la struttura senza riportarla al degrado in pochi anni.
Se Motore Culturale deve essere – come da vincolo di finanziamento- che lo sia alla grande.
Lasciamo perdere le paesanità.
 
Per una volta: SI FACCIA QUALCOSA DI SERIO!

sabato, 26 luglio 2008

Il Giorno Dopo (in onore di Giuseppe D’Oria)

Nella presentazione che ho fatto in apertura della esibizione al piano di Giuseppe D’Oria al “Rock From The Stars” di ieri sera, scherzando, dicevo che uno dei musicisti bonificati dalla meritevole Società Bonifica Artisti e Musicisti si può considerare proprio l’avvocato riportato dall’agone politico paesano alla più alta arte della Musica.
 
Confesso: Non lo avevo ancora ascoltato.
E’ stata una sorpresa anche per me. Ma dopo l’esibizione, il gradevolissimo medley di sempreverdi temi di musica da film e canzoni romantiche di tradizione suonate con trasporto, irruenza e buona tecnica, non posso che confermare seriamente, ora, quello che anticipavo come amabile sfottò.
 
Che un personaggio dei suoi trascorsi pubblici, giunto a livelli politici di alto rilievo provinciale, battutosi anche in tornate elettorali nazionali, si conceda e si metta in discussione esponendosi, seppur per amore della causa umanitaria alla quale ci ha chiamato la triste storia di Francesco, alla platea di un festival musicale, assieme a giovincelli e metallari - ma anche fior di professionisti, va detto-, denota grande spirito, umanità e, certamente, una grande passione per l’ineffabile arte musicale.
 
Come non si può certo tacere che la sua vis polemica parossisticamente innalzata ed estremizzata durante il suo “periodo politico” l’aveva fatto supporre ai molti come personaggio prepotente ed arrogante.
 
Devo dire che personalmente avevo avuto modo di conoscerlo bene nella sua veste naturalmente spontanea e privata nella lontana estate dell’1983, ben 25 anni fa. Per un caso fortuito, ma fortunato, mi trovai a condividere con lui e con altri amici una settimana di campeggio in Val D’Aosta, a Epinel.
 
Ora, si sa, che certe convivenze nello “stretto” formano grandi socialità o distruggono grandi amicizie. A supporto di ciò basterebbe avere presente l’arguto incipit del “Tre uomini in barca” di J. K. Jerom. Con Giuseppe furono otto giorni simpatici, vivi, polemici anche, se si vuole, ma sicuramente non noiosi e assolutamente stimolanti. Ci lasciò solinghi e muti alla sua anticipata partenza. Come non ricordarlo?
 
All’epoca Giuseppe rivestiva la carica di sindaco di Galatone, e proprio per lavarsi dallo stress decise di associarsi a noi.
Di quel breve periodo mi è rimasta impressa la sua spiccata personalità, il suo egocentrismo naturale condito da velature narcisistiche, ma anche la sua insaziabile voracità (all’epoca era molto più rotondo di oggi), l'insana astemìa (punita con destrezza, tra l'altro!), la sua spiccata simpatia e franchezza, l’ironia, la comunicativa e la curiosità del personaggio.
D’altronde, come tutti i personaggi non banali, mai scialbi e sciapi, presentava un carattere variegato.
 
Dopo quel periodo la sua attività politica prese il sopravvento sulla libertà di pensiero, sul tempo libero, probabilmente anche sulle sue frequentazioni amicali.
 
Da allora non ho avuto modo di conoscere più da vicino Giuseppe, ma ne ho seguito (e ho anche subito da cittadino) la sua brillante attività politica.
 
Dopo gli anni di polemiche interne alle correnti democristiane, lo smembramento della Balena Bianca e poi l’inabissamento della stessa ad opera del tristissimo periodo tangentopolaro, mi hanno dato l’immagine di Giuseppe come di un uomo vittima della sua stessa polemica, della sua stessa dialettica spinta al paradosso nello sforzo non di proporre idee e soluzioni ma esclusivamente di prevalere sul competitore con artifici verbali e astuzie dialettiche e tattiche di bassa sezione.
Uno dei tanti tristi casi di dipendenza dalla politica che allontana dalla realtà e dal ragionamento chi, all’interno del calderone, si fa conquistare da un gioco perverso e perde il senso della realtà circostante.
 
La politica per la politica e non più la Politica per risolvere i problemi concreti della Cosa Pubblica.
Politica come esercizio del mantenimento del potere per sè e per la propria parte e non come servizio.
La Politica risolta al disdicevole Risiko di alleanze e tradimenti, di sotterfugi e compromessi che, al di fuori del calderone, sempre più crea convulsioni e voltastomaco a chi la osserva da non contaminato.
 
Come fare a non ricordare alcuni passi salienti della sua fine oratoria da palco? (perché l’arte oratoria, sarebbe disonesto negarglielo, è stata sempre nelle sue corde, specie confrontato con il tristo panorama della concorrenza,  e, oggi, scoprendo la sua sensibilità musicale, si possono scoprire anche i perché di così attenti tempi e variazioni di tono)
 
Si cominciò, retto nel bordone dall’avv. Maglio (altro recuperato dalla dipendenza politica), con la diatriba sull’adeguamento al PRG se dovesse essere “puro ed impuro”. E in sotto questa oziosa divisione manichea e pelosa il paese arretrava.
 
Si continuò con la dichiarazione di fratellanza agli “amici di An”, diversi dal “nido di vipere” del partito di provenienza (in effetti, “quella “DC….), si dovette subito ricredere smentito da un atteggiamento ostile da parte degli alleantini più rozzi e nostalgicamente ed intrinsecamente veterofascisti.
 
O come non ricordarlo nella ostinata e surreale difesa di un inceneritore a Galatone?
“Preferisco bere un bicchiere di vino sapendolo dichiaratamente inquinato che non un bicchiere di vino che penso genuino e invece è adulterato”
Assurdo! Specie detto da uno che è astemio dichiarato! Nemmeno Sgarbi si sarebbe avventurato in così disdicevole (e controproducente) salto mortale dialettico.
 
E come non si può non ricordare il comizio di chiusura della campagna elettorale del 2007 quando, inopportunamente provocato da altro minoritario contendente a sindaco, si lasciava andare in attacchi ripetitivi ed incontrollati contro di questo? Fino a prendersela con tutti i giovani per una presunta mancanza di rispetto verso chi avrebbe beneficato le loro famiglie, espandendo l’anatema contro uno solo a tutta la progenie, la razza, la strazza, giovanile e non, di tutta Galatone. L’unico caso al mondo, immagino, in cui l’oratore in caccia di consensi maledica la piazza come un hard punk che sputa e vomita sulla folla che si accalca sotto al palco. Spettacolare parossimo elettorale.
I segni della dipendenza esasperata c’erano tutti.
 
Eppure ricordo anche il Giuseppe D’Oria rispettoso e tenace difensore della Costituzione, impegnato fortemente per il referendum abrogativo delle carognate berluscon-bossiste, fuori da ogni logica di schieramento, ma feroce difensore dei valori fondanti del diritto che dalla costituzione repubblicana, nata contro la barbarie nazifascista, ci proviene.
In quel momento, già, si intravedeva un cenno di ravvedimento, una luce che lo tirava fuori dal tunnel della dipendenza dalla politica politicata per librarsi verso pensieri più alti e liberi.
 
Ed in effetti, appena democraticamente presa coscienza che il suo messaggio politico veniva schiacciato dalle perverse logiche di una politica rozza e populisticamente fuorviante, Giuseppe si divezzava dalla polemica estrema, apriva finalmente gli occhi sui grezzi alleati degli ultimi tempi,  per divenire presto abile disquisitore sui blog di problemi planetari; puntuale ed elegante critico delle scempiaggini amministrative locali; arguto propositore di visioni futuribili ecocompatibili sui grandi problemi dell’energia e dei rifiuti; divertente dialogatore, spiritoso intrattenitore, solare disquisitore, appassionato di informatica pratica, ed, oggi, persino fine musicista e musicofilo.
 
La Politica fa male.
Questa politica fa male, a chi la fa e a chi la subisce.
E’ un tunnel perverso.
Chi ne vede all’uscita si può salvare.
Oggi con i blog e la musica, campi di espressione libera e scevri da mascheramenti, abbiamo riconquistato alla dignitosa elevazione spirituale ed alla libertà mentale e culturale che gli competono un uomo.
Musica e blog hanno compiuto un esorcismo.
Sono stati il metadone dalla Politica.
 
P.S. : Ecco, caro Giuseppe, se ieri non mi avessi istigato prevedendo chissà quali stroncature forse questo scritto non sarebbe mai stato. Ma hai tirato le famose pietre al pazzo, e ….te lo sei voluto.
A te, con immutata simpatia e ritrovata stima.
Giuse’, ieri sera sei stato “UN GRANDE”.
 
 
 

 


venerdì, 25 luglio 2008

VERO O FALSO

    

Il "Lodo Alfano" tutela la libertà oppure nuoce alla democrazia? Doveva essere rafforzato da una legge costituzionale o è sufficiente una legge ordinaria?  Il Consiglio Superiore della Magistratura fa bene o male quando firma appelli contro alcune leggi sulla giustizia? .....

         giuseppedoria.splinder.com


Ricevo & Pubblico

                                                                                             Alla Polizia Ambientale della Provincia
                                                  di    Lecce     
                                                                                         Alla c.a. del Comandante Dr. Perrone              
                         Via Salomi, Lecce
                                                        
                                                                                          All’ Ufficiale Sanitario del Comune
                                                                 di Galatina (Lecce)
                                      
                                                                                            All’ Ufficiale Sanitario del Comune
                                                                 di Nardo’ (Lecce
 
                                                                         Al Sindaco del Comune
                                                               di Galatina (Lecce)
 
                 Ai Vigili Urbani di Galatina,
Via Vittorio Emanuele 10, Galatina
 
                                                                         Al Sindaco del Comune
                                                              di Nardo’(Lecce)
 
                                                                         Al Sindaco del Comune di Galatone(Lecce)
 
                                                                         Al Sindaco del Comune
                                                                di Aradeo(Lecce)
 
                                                                                          Al Consorzio di Bonifica di Arneo
                                                              Nardò (Lecce)
 
                                                                  All’ARPA di Lecce
                                                                        Via Maglietta 2, Lece
 
                                                                                                 All’Acquedotto Pugliese S.p.a di Lecce
                                     Via Monteroni, Lecce
 
 
Oggetto: Problematiche igenico-sanitarie
               riguardante il canale dell’Asso
 
La situazione igienico sanitaria riguardante il canale dell’Asso è stata già segnalata il 04/06/2003 la cui copia è inserita in neretto alla presente.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                                                 All’ Onorevole Fitto Raffaele
                                                                                        Governatore della Regione Puglia
                                   
 
                                                                                            All’ Ufficiale Sanitario del Comune  di Galatina 
                                                                    Al Sindaco del Comune
                                                             di Galatina
                 
                                                                         Al Sindaco del Comune
                                                            di Nardo’
 
                                                                                           Al consorzio di Bonifica di Arneo
                                                     di Nardò
 
I firmatari del presente esposto, proprietari dei fondi, denunciano la seguente situazione.
 
Il canale dell’Asso, nel tratto che va dalla Strada Provinciale Galatone- Galatina, attraversa i fondi dei firmatari, sui quali persistono le abitazioni, dove alcuni proprietari, per un lungo periodo dell’anno vi risiedono (da Aprile –Maggio sino al tardo Autunno), altri vi risiedono per tutto l’anno.
Nel canale dell’Asso persiste un flusso di “acqua” maleodorante,presumibilmente proveniente dal bacino di depurazione del comprensorio di Maglie, che sino a 200 metri c.a. dalle nostre “abitazioni” defluisce in condotte interrate.
La costante presenza dell’acqua nel canale, delle cui caratteristiche chimiche-fisiche e battereologiche nulla si sa, ha dato origine ad un ambiente malsano rendendo la vita invivibile per la presenza di zanzare (nuvole), ratti, bisce, e un odore nauseante che sicuramente non giova alla salute dei residenti.
E come se questo non bastasse gli argini del canale, infestati dai ratti, sono diventati territorio di caccia di branchi di cani randagi, quindi si vive con la paura di essere attaccati.
Il canale dell’Asso, assolvendo a questa “nuova “funzione necessita sicuramente di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che il Consorzio di Arneo, Ente gestore,  dovrebbe effettuare per limitare in qualche modo i danni all’ambiente e alle persone che vi risiedono e lavorano nei campi nell’attesa di soluzioni che risanino definitivamente il canale dell’Asso.
Infatti i braccianti agricoli che vengono ingaggiati per espletare lavori nei campi rifiutano il lavoro   adducendo come motivo che “non intendono lasciarsi mangiare dalle zanzare e dai topi”.
Inoltre, il canale dell’Asso divide in due le proprietà, impedendo di fatto di effettuare le coltivazioni e la raccolta dei frutti che il terreno produce. Per tanto esposto, i firmatari chiedono, facendo appello alla professionalità, alle competenze, alla responsabilità e al senso civico di ognuno dei soggetti e degli Enti investiti dal presente documento, che venga sanata la situazione igenico-sanitaria del canale dell’Assoal più presto e comunque entro e non oltre 60 gg. dalla ricezione della presente con l'avviso che, persistendo tale situazione di danno nei nostri confronti, saremo costretti a rivolgerci all'Autorità Giudiziaria competente per la tutela di tutti i nostri diritti.
Galatone 04/06/2003
 
 
 
 
 
 
La situazione igienico-sanitaria da allora non è variata, anzi al momento è drasticamente peggiorata.
Ultimamente, da circa due anni, ogni volta che piove o che le previsioni meteo prevedono pioggia, “scaricano” nel corso d’acqua “ ingenti prodotti della disidratazione del depuratore”, che si depositano sul letto, sugli argini e nei campi adiacenti, creando un ambiente malsano.
Persiste un odore maleodorante e nauseante che rende la vita in vivibile e sicuramente non giova alla salute dei residenti.
Il 17/5/08 puntualmente “hanno”scaricato prodotti della depurazione ed il sottoscritto ha fatto intervenire la Polizia di Stato di Galatina, cha ha redatto un verbale, allagato alla presente insieme con alcune foto che mostrano lo scempio ed il degrado che si creato.
Dopo qualche giorno il colore dell’acqua è diventato biancastro sino a contenere particelle bianche in sospensione.
Tutte queste sostanze ed altre, nulla hanno a che vedere con le acque scaricate secondo i dettami di legge.
Il degrado è man mano aumentato perché nessuno dei Signori cui è stata segnalata
la situazione igienico-sanitaria nel 2003, ha mosso un dito, pertanto chi scarica sostanze, forse inquinanti, non avendo avuto segnalazioni o reclami da chicchessia, continua tranquillamente a scaricare nel canale del’Asso.
Per tanto esposto, i firmatari chiedono, facendo appello alla professionalità, alle competenze, alla responsabilità e al senso civico di ognuno dei soggetti e degli Enti investiti dal presente documento, che venga sanata la situazione igenico-sanitaria del canale dell’Assoal più presto. e comunque entro e non oltre 60 gg. dalla ricezione della presente con l'avviso che, persistendo tale situazione di danno nei nostri confronti, sarà fatta denunzia alla Procura della Repubblica per la tutela di tutti i nostri diritti.
Galatone 24/05/2008
 
 

postato da: giusepperesta alle ore 13:13 | link | commenti
categorie: ambiente, ricevo e pubblico, salviamo galatone


Yuhuu!

QUESTA SERA

ORE 20/30

Piazza Crocifisso

GALATONE

ROCK FROM THE STARS

FESTIVAL

(stelle garantite)

 

Tutta la musica che nessuno vi ha mai fatto sentire a Galatone e dintorni

Musicisti, giovani, emergenti, affermati e

grandi novità

e

prime assolute

sul palco

da non mancare

chi c'è c'è chi non c'è rosica

Si presenterà l'ultimo numero fresco di stampa del magazine "A LEVANTE"

"Rock from the stars" & SBAM & A Levante

tutti per Francesco.

 

 


giovedì, 24 luglio 2008


postato da: giusepperesta alle ore 18:32 | link | commenti
categorie: avviso ai naviganti, locandine, lancio

ECCO CHE COSA SIAMO RIUSCITI A PERDERE

  La Festa del Cinema del Reale

24/25/26 luglio 2008
Fughe, viaggi e avventure nel reale


La Festa di Cinema del reale, giunta alla quinta edizione, si svolgerà anche quest’anno nell’ambito di Salento Negroamaro, festival delle culture migranti realizzato dalla Provincia di Lecce, che con il titolo Territorios ha come protagonista l’America Latina.
La Festa di Cinema del reale è un evento dedicato agli autori e alle opere, cinematografiche e video, che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà del mondo, passate e presenti. Generi documentari differenti, confluiscono in questa “festa” in cui si proiettano film sperimentali, film-saggio, diari personali, film di famiglia, grandi reportage, inchieste storiche, documentari “di creazione”... L’evento, ideato e organizzato da Big Sur, laboratorio di immagini e visioni, si avvarrà della direzione artistica del filmaker Paolo Pisanelli.
Le proiezioni, come in una sala cinematografica all’aperto, avranno luogo all’interno del cinquecentesco Castello Risolo nella bellissima Specchia, cittadina di impianto medioevale situata in uno dei punti più alti del Salento ed annoverata tra i borghi più belli d’Italia. In occasione dell’evento Specchia ospiterà gli autori dei film in programma, registi, produttori, studenti di scuole di cinema e appassionati, trasformandosi in una vera e propria Cittadella del Cinema del reale. Quest’anno nei giorni precedenti la festa si svolgerà il seminario-laboratorio Sguardi nomadi, filmare il territorio finalizzato alla esplorazione filmica del comune di Specchia.

Questa quinta edizione, realizzata con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Specchia, Istituto di Culture mediterranee, con il patrocinio di Apulia film commission e del Consiglio Internazionale del Cinema, della Tv e della Comunicazione dell’Unesco, ha come tema Fughe, viaggi e avventure nel reale e prevede un omaggio al cineasta argentino Fernando Birri, “grande padre del Nuovo Cinema latino-americano”, come lo ha definito lo scrittore Gabriel García Márquez. Verranno presentati i primi due straordinari film di Birri, Tire dié e Los Inundados, e un ritratto di Che Guevara raccontato dal padre Mi hijo el Che.

Musica dal vivo e aperitivi salentini apriranno le serate, che saranno dedicate a film documentari italiani che hanno recentemente riscosso grande successo di pubblico e critica: saranno proiettati Biùtiful cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero, Il lato grottesco della vita di Federica Di Giacomo, Il passaggio della linea di Pietro Marcello, Il teatro e il professore di Paolo Pisanelli, Vjesh/Canto di Rossella Schillaci e Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi.

Da quest’anno l’Archivio Cinema del Reale avvia una collaborazione con la Cineteca Lucana che prevede la digitalizzazione di alcuni documentari brevi, materiali provenienti dall’Archivio della Cineteca Lucana stessa, che conta diverse migliaia di titoli di documentari e film di finzione in pellicola. Tra i filmati proposti dalla Cineteca Lucana ci sarà un omaggio al regista Adriano Barbano, uno dei primi autori pugliesi di cinema, molto attivo negli anni Sessanta e Settanta, e fondatore della prima emittente televisiva privata salentina. Continua il sodalizio con l’Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico di Roma e con HomeMovies, archivio nazionale dei film di famiglia di Bologna.

Nel corso della manifestazione avranno luogo seminari e incontri con gli autori invitati, ai quali verrà conferito il Premio Cinema del reale. La sezione Dentro e fuori la Festa ospiterà, all’interno del Castello Risolo e per le vie di Specchia, mostre e video-installazioni curate da BigSurArtShowcase e accompagnate da aperitivi/incontri musicali a cura del gruppo femminile di musica popolare Triace.
Anche questa edizione della Festa di Cinema del reale, come la precedente, aderisce al Docuday 2008 per la Giornata per la promozione del cinema documentario nelle piazze italiane promossa dall'associazione Documè, Circuito indipendente del documentario etico e sociale.

Nell'ambito della Festa di Cinema del reale si terrà a Specchia il primo Apulia Mediterranean CoProduction Forum, organizzato dalla fondazione Apulia film commission, dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e dalla Copeam (Conferenza permanente dell’audiovisivo del Mediterraneo), con la collaborazione di Big Sur. Tale evento ha l'obiettivo di creare uno spazio permanente dedicato allo scambio di progetti e idee, favorendo sinergie tra produttori e radiodiffusori della regione Euro-Med, al fine di sviluppare coproduzioni a vocazione mediterranea


Big Sur

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Via G. A. Coppola, 3 73100 Lecce (Italia)

segreteria@cinemadelreale.it

 

Il Cinema del Reale è nato nel "nostro castello".

Ma promesse mai mantenute, bugie e approssimazioni,  e snobismi di bassa lega, lo hanno fatto dirottare a Specchia.

E così abbiamo perso l'unica manifestazione a costo zero che ci portava turismo e movimento culturale facendoci finire sulle pagine dei magazine e dei giornali di tutto il mondo. Una volta tanto non per sesso, droga e nequizie politiche.

Abbiamo perso una settimana di cultura a basso costo ma di alto livello per gli egoismi di qualcuno, le miopie di qualche altro, l'invidia e l'ignoranza di tanti.

Adesso la notte di luglio Galatone tace, senza frotte di giovani a riempire la piazza, forestieri a mangiare panini e rustici, ospiti a riempire i B&B.

Abbiamo sbattuto la porta in faccia ad una organizzazione propositiva e perfetta.

Il colmo è che il "nostro" Festival del Cortometraggio Scolastico promosso dalla associazione "Gabriele Inguscio" è andato a finire anche lui a Specchia.

Così perdiamo un'altra attività culturale. Nata a Galatone ed emigrata, anche lei, con la classica valigia di cartone, ma stavolta verso sud.

Galatone espelle le sue forme culturali migliori.

L'Estate Galatea è sempre meno estate e più autunno, rischiarato a sprazzi solo dal volontariato locale, senza un programma, un progetto, un evento di risonanza territoriale.

Ieri sera ero a Galatina a gustarmi la musica del Buena Vista Social Club, un'icona della buona musica Latino Americana, un gruppo storico di richiamo mondiale che ha attirato a Galatina centinaia di appassionati ripagati da un'alta esibizione con orchestra d'archi. I Concerti del Chiostro di Galatina hanno di queste serate magiche.

Sabato scorso ero a Soleto ad ascoltare le sapienti magie di Libetta e Baldassarre. Piazza anche lì piena e attenta e ampiamente ripagata  da due mostri della tecnica. E Domenica lì ci sono i raffinati Avion Travel. A Soleto.

E pensare che Francesco Libetta, "il musicista più dotato della sua generazione", è nato a Galatone.

Sì: A GALATONE

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Libetta

http://www.libetta.it/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=3

Mai che Galatone, pur pronta a dare premiucci a gettone a chiunque graviti nell'orbita interessata del culturame dei venali pippibaudi locali, ha pensato di tributare un minimo onore al grandissimo giovane musicista che in questa terra venne alla luce nel non poi così lontano 1968, quando suo padre gestiva la farmacia "ti sotta all'orologiu".

Un amico musicista, scrittore (ormai) e blogger mi chiedeva di perorare la causa di Libetta a Galatone.

Eccomenò!!!?

Ma......Per chi? Con chi? Galatone lo merita?

Galatone non merita nè il Galateo, nè D'Andrea nè Libetta.

Perchè, che si sappia, Francesco Libetta è più famoso al mondo del Galateo e di D'Andrea.

Tanto per chiarirci.

(Provate a battere solo "Libetta" su un motore di ricerca e vedete che il nome di Francesco salta per primo)

E Enrico Baldassarre chi è? Il figlio del professore di Educazione Artistica delle Medie di Galatone, affermato pittore.

E sulla prima pagina di Salento Express trovato oggi al bar chi vi è? Livio Romano, caro amico scrittore affermato che insegna Inglese al II Circolo di Galatone.

E Luigi Mariano? Se non lo avessimo messo (e sacrificato) noi della SBAM nella serata "Rock From The Stars" quando mai Galatone avrebbe tributato i giusti meriti a questo suo cantautore che si afferma nei festival d'Italia dalle Alpi alle piramidi!

E Claudio Tuma? Se non lo smuove ogni tanto la Sbam rimane relegato agli onori della nostra provincia, ma mai di Galatone con una serata degna che lo celebri come merita.

E poi, e poi...... quanti nomi bistrattati da questo paesello che si dà nome di città.

Nemo propheta in patria.

Ma qui scarseggia anche la Patria, latita la famiglia e Dio è, evidentemente, distratto.

 

E oggi un maturo artigiano muratore di Galatone mi parlava del bellissimo cartellone estivo della vicina Tuglie.

-Solo a Galatone non si fa niente?-

Mi chiedeva l'amico (molto ben vicino all'attuale amministrazione, tra l'altro)

Facciamo pena?

Penso di sì.

Molta.

Ma qualcuno non se ne accorge nemmeno.

E dice no, vi piaccia o non vi piaccia, la minestrina e questa qua.

Intanto sprofondiamo sempre più indietro degli altri paesi del circondario.

Lo squallore e il basso clientelismo, quello sì, lo possiamo solo esportare in quantità, come i materassi.

Ha da passa' 'a nuttata?

Ma com'è lunga!

 


MANCANO I FATTI

                      

 

Ormai da mesi si nota un deficit di decoro, qualità dei servizi amministrativi, di igiene, con un dissenso crescente verso chi ci ha spiegato la sua buona volontà nel fare, ma che, purtroppo, non ha ottenuto i risultati sperati. Valga per tutti l’esempio della raccolta differenziata, ........

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mercoledì, 23 luglio 2008

PINOCCHIO MICELI

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5961

PD

  

Gruppo Consiliare
COMUNE di GALATONE
 
 
                               Al Sig. Sindaco
                                               COMUNE DI GALATONE
                                                          
                                   Polizia Municipale
                       GALATONE
 
 
Signor Sindaco,
benché il vostro ambizioso programma prevede un grande rilancio della nostra zona costiera riteniamo ad oggi questo impegno assunto con gli elettori del tutto mancato.
E sinora nulla in questa direzione la vostra maggioranza ha fatto.
I danni per la nostra comunità non sono solo nella inerzia e nella incapacità di progettare e realizzare lo sviluppo economico e turistico della nostra città ma si aggiungono anche i danni di una incapacità gestionale dell’ordinaria Amministrazione.
Con le foto che vi allego, scattate in data odierna e che per quanto di competenza invio anche alla Polizia Municipale, comprovano come discariche abusive di rifiuti tossici e nocivi invadono in generale il nostro territorio e sfregino anche il nostro tratto di costa.
Chiedo pertanto che vengano adottati con la massima urgenza i provvedimenti per la bonifica di tali siti inquinati che, per ciò che riguarda la stagione estiva offendono il nostro ambiente e la nostra città.
Resto in attesa di conoscere da parte della S.V. e da parte della Polizia Municipale i provvedimenti che saranno adottati in esito a quanto sopra esposto.
Con Osservanza.
 
Galatone, 23/07/2008
Il Consigliere Comunale
       FLAVIO FILONI   
 

postato da: messapico85 alle ore 13:32 | link | commenti
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ROCK FROM THE STARS 4

- DURANTE IL CONCERTO INSTALLAZIONI VIDEO A CURA DI GIORGIO COLOPI

- STAND DELLA RIVISTA "A LEVANTE"


LE STRISCE BLU E GLI STRISCIANTI

                             

 

Senza credenze comuni, da cui derivano comuni doveri, non vi può essere alcuna società stabile perché può esserci vera società soltanto tra esseri intelligenti; e se gli interessi possono momentaneamente avvicinare gli uomini, il nodo che li unisce, senza rapporto con la loro natura più intima e nobile, alla fine, si dissolverà nel nulla. .......

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postato da: giusedoria alle ore 09:51 | link | commenti
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