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lunedì, 30 giugno 2008

RELIGIONE E DEMOCRAZIA

Ricercando le cause della vittoria della destra, Massimo D’Alema,  in un corso organizzato dalla fondazione “Italianieuropei” nell’analisi dell’Italia post voto, pone in risalto come la sinistra non abbia saputo dare risposte adeguate ai nuovi problemi, lasciando alla Chiesa cattolica un ruolo di supplenza, in una società smarrita “per gli effetti boomerang della globalizzazione”, che ha offerto risposta costruita “sull’alleanza tra potere e religione” e dettando il programma di governo alla maggioranza di destra che di più ha saputo interpretare bisogni e dare certezze sui relativi interventi risolutivi.  ........

                  giuseppedoria.splinder.com


 

STU CAU’TU

 

Passa lu tiempu,

la strata ‘ncurtescè,

cangianu li staggiuni,

cangia lu mundu,

cangiamu, puru nui.

Cuntente lu stessu, tiru  a ccampare,

pinszandu a tiempi nu picca cchiù chiari.

Ggiru la chìai, trasu a ccasa,

tuttu stàe comu l’imu llassatu, tuttu ete ordinatu.

Cquadri ‘mpisi a llu parete,

na cartulina rriata tiempu a rretu,

cu  nna farfalla ddisignata sobbra.

Holà la farfalla, holànu li palore,

comu lu jentu ca stasera, sentu ddhrà ffore.

Mi sentu bbabbatu,

ete lu caùtu,

o stù jentu ti sciroccu,

 ca si ‘ncoddhrà sobbra, comu nu custume ti sposu,

o forse, ete l’età.

Cquardu intra llu tiraturu ti la scrivania mia,

tutto stàe mmuntunatu a llu postu sua,

puru cu ll’occhi chiusi, tròu c’è bbogghiu.

A mumenti, mi fischia na recchia,

mentre stà ggiru intra ll’armadiu, a ‘ncerca ti na camisa,

ca no ttròu cchiùi.

Apru nu picca la finescìa,

lu caùtu ete sempre cquiddhrù,

li pinszieri, puru.

Comu stà ccampamu,

stì tiempi,

li recgule,

totte stì palore ca holanu comu fugghiazze,

scì frabbica e cc’ì sfrabbica.

Sta sutu friddu,

mi ccorgu però,

ca sò sempre li stessi caùti,

cent’anni a stà parte.

 

 

 

 

CALDO

 

Continua lo scorrere del nostro tempo,

la strada, si fa sempre più corta,

le stagioni fanno le bizze,

la natura pare ribellarsi,

stiamo in metamorfosi anche noi.

Contento come sempre,

con il fardello sempre più pesante,

vado avanti,

immaginando periodi migliori.

Rientro a casa,

dopo una lunga giornata d’assenza,

tutto è in perfetto ordine.

I soliti quadri appesi alle pareti,

una insolita cartolina, arrivata una stagione fa,

una farfalla che fa da  immagine.

Vola nell’immaginario la farfalla,

come volano le parole nella realtà,

come sta volando questo vento, in quest’umida sera.

Mi sento intontito,

sarà quest’afa,

 o questo vento africano che ti si veste addosso,

da perfetta uniforme,

o magari è l’età?

Rovisto  in un cassetto della mia scrivania,

tutto è disordinato al posto giusto,

anche al buio,

riesco a trovare quello di cui sento il bisogno.

In momenti diversi, un orecchio  fischia,

mentre cerco una camicia, colorata di nuovo.

Apro un po’ la finestra,

sento che  il caldo è sempre lo stesso,

anche i pensieri non cambiano rotta.

Questa società,

il nostro quotidiano,

l’assenza di regole certe per tutti,

tante parole che volano, come foglie spinte dal vento,

tutto per tutti.

Mentre il sudore scende, mi accorgo,

che il caldo è sempre uguale a quello,

del secolo passato.


postato da: localo alle ore 12:52 | link | commenti
categorie: come eravamo, cantastorie

Venerdì sera, nella storica biblioteca Vergari di Nardò parlavo con un amico prima della presentazione del libro Fanculopensiero, Feltrinelli, di Maksim Cristan (presentazione godibilissima! Più cabaret, che tedioso parlarsi addosso del libro) delle situazioni politiche parallele di Galatone e Nardò dominate dalla instabilità congenità e dai personaggi oggiquadomanilà.
Situazione che sotto simboli differenti si ritrova a Galatina, Gallipoli e oggi a Copertino, disastrosamente. Sempre precoci cadute o litigi senza fine dovuti a lotte intestine per personalismi e fette di potere.
La legge elettorale del maggioritario, col sindaco eletto direttamente dal popolo, ha controbilanciato il potere dato dal plebiscito popolare con una possibilità – vasta e ben sfruttata - di avere il sindaco continuamente sotto schiaffo dai consiglieri ballerini.
E siccome - prendevamo atto dati alla mano- i consiglieri oggi sono in politica non per interessi pubblici diffusi e condivisi ma per interessi principalmente privati e personali questo fatto comporta un continuo ricatto basato sulla stabilità minacciata da salti, saltelli e sfiduciamenti incrociati.
Inoltre l’elettorato, perduto dalla politica miope, chiusa ed arretrata dei Partiti Politici o di quel che oggi ne resta, premia col voto unico più il Magnifico Promettitore, il Risolutore Magico,  il Millantatore di “agganci”, la “Bocca di Rosa” dell’captatio benevolentiae, il Procacciatore di Favori, che non la persona disposta a lavorare per il bene comune. E costoro, oltre queste attitudini, hanno anche una forte spinta verso il Salto Mortale da Una Parte all’Altra in cambio di potere e soluzione di propri interessi. Praticamente i Partiti o quel che ne resta sono anch’essi ricattati dai millantatori o detentori dei “Pacchetti di Voti”. Ciò comporta una instabilità tellurica che blocca l’amministrazione delle nostre piccole Città o le spinge verso particolarismi sfacciati e arroganti.
Si è praticamente ritornati alla situazione di una oligarchia comunale post medievale, con corporazioni e signorie che si affrontano senza esclusioni di colpi e senza paura di dimostrarsi pessimi umanamente e in dignità.
E la cosa peggiore è che questa aberrazione stia diventando generalmente e comunemente apprezzata come “La Politica”, offendendo tutti quanti hanno dato financo la vita, da Platone in poi, per questa grande e civile attività umana. In pratica il “politico” oggi è per la maggior parte dei casi un bucaniere, un corsaro che depreda la Cosa Comune in favore proprio e di una ristretta schiera che garantisce l’appoggio di voti necessario a poter predicare il brigantaggio sociale nei mari della burocrazia, del clientelismo svergognato e del sottogoverno insolente.
Così il necessario lancio delle nostre piccole Città, convinciamocene, non verrà mai.
Le nostre realtà sono schiacciate dalla malapolitica più che dalle stesse organizzazioni malavitose, ormai sconfitte e sorpassate da questo stesso stato di cose: perché agire nella illegalità per “conquistare” o “spartirsi” un territorio? Lo si può fare con la parvenza della legalità senza essere nemmeno essere additati come delinquenti, anzi riveriti pure come “potenti” ed agendo non col favore delle tenebre ma arrogantemente e sfacciatamente sotto i riflettori .
 
Ieri, dialogando con gli amici durante la passeggiata in bicicletta della Pro Loco fra cumuli di immondizia e territorio devastato, c’era chi faceva ancora del tifo partigiano tra “questi” e “quelli”. Ho dovuto ricordargli che tra Questi, Quelli di Prima e Quelli di Prima di Prima, praticamente nella politica degli ultimi venti anni (commissariamenti esclusi), c’è stata una tale osmosi tra le parti di personaggi in continua scorribanda politica in cerca di aree di pascolo personale ed esclusivo che è veramente troppo “romantico” fare di queste distinzioni. Quando l’assessore di “Quelli” è oggi assessore di “Questi” e antico sfiduciatore di Quellaltri, quando il Candidato Sindaco di Quelli, spina nel fianco di Quellidiprima,  è la stampella salvasindaco di Questi di oggi assieme ad un assessore che ha cambiato idea tre volte in trenta giorni e un mister ennecento preferenze convertito ad altro leader e bandiera la sera stessa dello spoglio, quando il Presidente del Consiglio di Quelli è stato ieri la stampella del sindaco di Questi, fare distinzioni puramente ideologiche e di simbolo vuoto è assurdo. Questi o quelli sono per la maggiorparte nani trapezisti bravissimi a fra il salto mortale e a cadere sempre e solamente sul Carro del Vincitore. Franza o Spagna purchè se magna! Dignità e coerenza sono luoghi dispersi e sconosciuti. E se intuiti perfino derisi.
Bisogna prendere atto che non c’è più né ideologia né idee ma solo faccia di bronzo e gestione di interessi personali. E un popolo votante ormai bovinamente feudalizzato. Pertanto il territorio è sporco e devastato non per colpa di questa compagine partitica o di quell’altra ma da determinate persone che non sanno fare il loro lavoro pubblico per il quale hanno ricevuto o strappato una delega e che sono da sempre le stesse. Ma sono brave, in compenso, a gestire i propri interessi specifici.
E le “brave persone”? Ci sono, per fortuna, ma vengono subito espulse dal gioco se non sono prestamente da queste corrotte. Da Questi e da Quelli. Fate caso quante brave persone avvicinatesi alla politica con passione ed abnegazione sono state sputate via dal “sistema”. Sal limite vengono strumentalizzate per operazioni di facciata.
Il risultato? E’ sotto i nostri occhi.
E, poi, dicevo all’amico “partigiano di Destra” che la “congenita litigiosità della Sinistra  (esiste ancora una Sinistra?)” esiste ma non è meno della capacità di disgregazione della Destra. Perché? Basta vedere Galatone: Il Centro Destra si presenta diviso in quattro alle elezioni (il Centro Sinistra in tre), due candidati sindaci si confrontano aspramente al ballottaggio arrivando al “chi sei tu chi sono io”. Chi governa con una forte maggioranza dopo appena un anno è abbandonato da due consiglieri (uno già esercitatosi nella dissociazione una consiliatura fa ma dall’altra parte della barricata) ed è mantenuto in piedi solo dai soccorsi saltafossi passati dal centrosinistra, al centro (centro che aveva appoggiato l’altro candidato nel ballottagio) e poi definitivamente a destra. Di questo nessuno pare accorgersene.
Questo non è una novità. Era successo già nel passato governo cittadino di Centrodestra, salvato dai ribaltonisti e dalle Forze Armate preoccupate di perdere l’avvicinamento.
Memoria corta, eh?
Il Sindaco Miceli, quello di prima e quello di oggi, ha sempre avuto bisognoo di una stampella esterna acquisita con una dispendiosa  (per Galatone che è l'unica a pagare) campagna acquisti verso le altre squadre. Ma non è mai arrivato con chi era partito.
Insomma:
Il migliore c’ha la rogna!
E noi ce la grattiamo.
 

 

P.S.: Sapete oggi con chi è e cosa fa il prode Daniele Capezzone, l'ex Radicale che si batteva per le staminali e la laicità?

Fa il Porta Voce di Forza Italia.

Il partito contro la laicità dello Stato in tema di  diritti civili e contro la ricerca per le staminali.

La pernacchia alla Totò sarebbe d'obbligo, per lui e per chi se lo è preso!!!!!!

Tutta Italia è Galatone!!!!!

 


venerdì, 27 giugno 2008

OTTO LUGLIO- RICORDIAMO ROLDANO

Roldano

OTTO LUGLIO: Ricordiamo Roldano

 

Il ricordo di Roldano, pubblicato su questo blog, ha colpito profondamente tante persone: docenti e amministrativi della scuola, soci dello Juve club, amici.

 Roldano era una persona stimata e amata da tutti per la sua cordialità, per la facilità con cui sapeva rapportarsi, per la generosità che dimostrava in ogni occasione. Nessuna meraviglia, dunque, se in tanti hanno lasciato commenti sui vari blog o mi hanno chiamato al telefono o fermato per strada, per…ringraziarmi di aver ricordato Roldano.

L’idea è, quindi, venuta spontanea: ricordarlo tutti insieme, nella giornata anniversario della sua scomparsa, in luogo degno, in una manifestazione di solenne semplicità. Ho lanciato l'idea a scuola, ho chiamato il presidente dello Juve club: tutti hanno manifestato disponibilità ed entusiasmo.

La manifestazione si terrà, dunque, l’otto luglio nella basilica della “Madonna della Grazia”, con questo programma:

-         ore 19:30: santa messa, officiata da don Giuseppe Orlando;

-         a seguire, nella sala convegni della stessa basilica: ricordo di Roldano Ruberto con interventi della Scuola, dello Juve club e di tutti gli amici che vorranno intervenire.

 

Sono sicuro che saremo in tanti e che sapremo, con le nostre parole, ricostruire i tratti significativi di una persona che ha lasciato pesante traccia di sé nella nostra città.

Chi vuole riportare un ricordo di Roldano può farlo inserendo un commento. Saranno tutti, unitamente agli interventi della cerimonia, messi insieme e consegnati ai familiari, come testimonianza dell’affetto di quanti ebbero modo di conoscerlo.

 

Enrico Longo


postato da: EnricoLongo alle ore 18:46 | link | commenti (2)
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Architettura? What's this?

 

Pochi sanno che domenica apre a Torino la 23esima edizione del Congresso Mondiale di Architettura, promosso dall’UIA, Unione Internazionale degli Architetti.

Un evento che si dichiara democratico, poiché vuole trasmettere l’architettura non -o non solo- agli “addetti del settore”, ma ai cittadini di tutto il mondo (ben 120 i Paesi coinvolti).

Democratico, inoltre, perché ad essere protagonista non è l’architettura in sé, ma in relazione alla società.

Gli architetti sono chiamati ad osservare i bisogni dei popoli, quali l’emergenza abitativa, la convivenza di gente diversa e i problemi ambientali, e a reinterpretarli con progetti su misura.


«Un’architettura meno autoreferenziale e più con valore etico- come dichiara Leopoldo Freyrie, relatore generale del Congresso- che si assuma la responsabilità di migliorale la qualità della vita dei cittadini, con interventi urbani che rispettino la cultura e la storia di un popolo.»

«Non vogliamo risolvere i problemi del mondo - continua Freyrie - ma mettere un paletto importante e fotografare la composita realtà attuale, per orientare l’architettura.»

Ma l'Artchitettura è sempre più tabù per i mass media.

Qualche sparuto programma di architettura si trasmette nelle reti Rai in orari da film pornografico. L'architettura ormai è PORNOGRAFIA: tutti la guardano ma nessuno ammette di farlo. E tantomeno se ne parla in pubblico anche se la si usa tutti i giorni.Ormai l'architettura è fatta solo dai politici.

E si vede con quali risultati!!!!

 

Il Paese della Roma antica, il Paese del Rinascimento dei grandi architetti è sempre meno attento all'architettura. Sia quella con la A maiusola che quella quotidiana. Si parla, più o meno, solo dei prodotti di design, solo perchè fanno mercato. Ma il dibattito dell'architettura langue. Anzi: non c'è.

Per questo sarà bene leggere:

Intervista a Pier Giorgio Turi

L'architetto e urbanista spiega il significato del progetto "Trasmettere la Città Sostenibile", tema di una delle main session del Congresso di cui è relatore generale e referente
Cosa significa Trasmettere la città sostenibile?

«Una città verde, basata sulle fonti di energia rinnovabile e sulla bio-architettura, per creare nuovi modi di abitare e di vivere la città. Il progetto nasce un anno e mezzo fa con il contributo della Fondazione OAT, con la collaborazione del comune di Torino, la Provincia, la Regione, il Politecnico di Torino, numerosi architetti, ingegneri, costruttori e, in una seconda fase, 92 esperti provenienti da 10 Paesi. La domanda che ci siamo fatti è stata: “che cos’è una città sostenibile?”. Abbiamo adottato un’area al nord di Torino, Basse di Stura di 54 ettari, molto complessa e abbiamo provato concretamente a realizzare un modello eco-sensibile. Gli strumenti sono le energie rinnovabili, l’acqua e il verde, la bioarchitettura e lo slow food per creare la “slow city”, ovvero una città che riesca a recuperare tempi naturali per migliorare la qualità della vita dei cittadini.»

Cosa accadrà al congresso?

«Una main session che si divide in tre sessioni: nella prima verranno esposti degli esempi di politiche sostenibili, attuate nelle città di Tokyo, New York e Milano. Parlerà anche il commissario delle Politiche europee Fabrizio Barbaso, sul “Patto dei sindaci” per la riduzione della CO2 nelle città europee. Infine Mario Viano e Daniel Chain in quanto rappresentanti di due megalopoli complesse, il primo Torino e il secondo Buenos Aires.
La seconda sessione prevede l’intervento di architetti che hanno fatto della sostenibilità il punto di forza dei loro progetti, come Carlos Leite, Jaime Lerner, Michael Hopkins e, nel contesto italiano, Mario Cucinella. Infine, nella terza sessione, verrà esposto il “Patto dei sindaci” che verrà firmato nel gennaio 2009 a Bruxelles, per la riduzione del 20 per cento l’emissione di CO2. E a completare la main session, un percorso espositivo al Lingotto padiglione 5.»

La città sostenibile è realizzabile anche in paesi del Sud Italia, o dei Paesi in via di sviluppo?

«Il nostro obiettivo è quello di realizzare un modello su misura, a seconda delle esigenze urbane. A tale scopo abbiamo coinvolto anche costruttori. Il “costruire sostenibile” infatti attira imprenditori e aziende, non è più utopia, sia perché i consumatori sono più attenti all’ambiente, sia per le direttive europee.»

Nella foto in alto, la discarica nelle Basse di Stura a nord di Torino (foto di Maurizio Pisani) 
Il patto dei Sindaci? Ebbene sì. Di quali sindaci non c'è dato di sapere perchè.... c'è chi dice sì, c'è chi dice no!

postato da: giusepperesta alle ore 17:45 | link | commenti (2)
categorie:

FUORI DAL MERCATO

Scienza e tecnologia non sono considerate in Italia investimenti da tenere in grande considerazione, come avviene, al contrario in America, e tanto meno una nuova cultura, come avviene in Germania o in Francia, ma veri e propri “optional ”  cui si devono interessare solo gli esperti. .......

               giuseppedoria.splinder.com


postato da: giusedoria alle ore 16:11 | link | commenti (2)
categorie: politica, trattato lisbona

un UOMO val più di un campionato europeo

 

Signori si nasce.
E Donadoni, modestamente, lo nacque.
Oggi come oggi è difficile trovare un signore che si comporti da signore come si è comportato Donadoni. Scaricato subito dopo una partita persa ai rigori ( e se l’avesse vinta? OSANNATO!) contro una squadra che è arrivata in finale dispensando sberle su sberle a tutte le altre squadre incontrate meno che all’Italia.
Sì, lo ribadisco, a me la nazionale di Donadoni non è piaciuta. Vuoi per qualche assenza pesante (Cannavaro non si può sostituire) vuoi per un attacco spuntato con un Toni stralunato e sfortunato, vuoi per un gioco ripetitivo e confusamente monotono, ma non mi è piaciuta giusto quanto non mi piacque quella di Lippi che vinse il Mondiale, Dio solo sa come, dopo un avvio poco convincente e un prosieguo arrancante.
Anche la squadra di Donadoni ha battuto la Francia, ma non ai rigori. La ha battuta con un rigore, un tiro di punizione fortunosamente deviato da un difensore, ridotta in dieci per una espulsione e senza Ribery, il clone di Ignazio La Russa, infortunato dopo dieci minuti di scorribande e incroci ansiogeni.
Quindi non sarò certo io a difendere il Donadoni CT. Né, tantomeno, a gioire per il ritorno di Lippi (né mai minesce scarfate e serve riturnate!).
Ma la pacatezza di Donadoni nella conferenza stampa dopo il repentino benservito dalla federazione (si dessero anche in politica i benserviti così rapidi!) è cosa d’altri tempi in epoca di crisi isteriche e manie di persecuzione indotte da microfoni e palcoscenici mediatici.
Ma la cosa che più mi è piaciuta del Donadoni-uomo è stata la sua battuta ai giornalisti che chiedevano se avesse telefonato a Van Basten prima della partita dell’Olanda contro la Romania che avrebbe potuto compromettere l’accesso ai quarti dell’Italia se solo l’Olanda avesse poco sportivamente tirato troppo i remi in barca.
“L’avrei offeso” è stata la risposta da gran signore.
E dicendo così ha dato implicitamente del maneggione a quei giornalisti che su questa ipotesi riempivano pagine di giornale e minuti di trasmissione.
In un’epoca in cui tutti telefonano a tutti per farsi raccomandare, che si tratti di attricette, di mogli con la voglia di spettacolo, di amanti e ninfette, che si tratti di avvocati ai giudici o di cittadini agli assessori, di politicucci a politiconi,  di politici ai banchieri e di banchieri ai politici, di genitori ai professori ed ai presidi, di geometri agli uffici tecnici, di utenti all’amico funzionario o di parrocchiani ai parroci o di leader in crisi d’astinenza di ostia ai vescovi c’è sempre qualcuno che si raccomanda.
Sempre qualcuno.
Tranne Donadoni.
Nel mondo del presidente Matarrese, nel mondo del calcio di moggiopoli, calciopoli, velinopoli e scommessopoli l’unico che non ha pensato di telefonare a Van Basten è stato lui: Donadoni.
Hanno fatto bene a mandarlo subito via: non è degno di quell’ambiente.
Grazie Roberto, ci hai dato un esempio di vecchia etica e di umanità positiva.
Tutto il resto non conta.

 


 

Tùmenica ti state

 

Ti tùmenica mmatina,

tuttu tace,

la gente, ‘ncora si hàsa a ‘mpace.

L’urtime mmachine, si riccogghinu,

cu lli soni stutati e lli ‘ntrame chène.

Li carose, essinu  pi la messa, a llu solitu orariu,

cu lli jesti liggere, li capiddhrì lluscìati e  lla carne ti fore.

Tuttu pare, ca vae a llu bbonu,

e llu tdestinu oe scasùlità?

Ne jo, ne bbui, lu putimu sapire,

tra cquarchè annu,

sè campamu, ‘ndi putimu cuntare.

Stù paese ‘mpacciutu,

cu mmote corde  ca tiranu,

sapendo cc’è facìnu.

Stù paese scirratu,

ma tantu amatu,

cquasi tuttu scarratu.

Tuttu cquistu,

l’imu crisciutu nui,

a ddhrò scìa spiccimu,

sempre mi lu ddummandu.

Puru, ca picca ni ‘nteressa,

cusì ppare,

ca imu stare.


postato da: localo alle ore 11:25 | link | commenti
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giovedì, 26 giugno 2008

Risponde a verità?

  

E' dall'ultimo Consiglio Comunale che aspetto qualcuno che commenti l'andamento dell'approvazione del bilancio.

Il dato è che il bilancio è stato certamente approvato prima che scadessero i termini della diffida del Prefetto. E questo vorrà significare che la Giunta Miceli governerà (si fa per dire) ancora.

Ma dalle notizia fin'ora raccolte fugacemente (il lavoro non mi lascia molto spazio per le p.r. da marciapiede) ho saputo che due consiglieri di maggiornaza effettiva non hanno votato allontanandosi aventiniamente con l'opposizione o quella che più o meno così si può chiamare, mentre i due consiglieri UDC sì.

Praticamente la Giunta Miceli è stata supportata e regge per i soccorsi ex "rossi"(si fa per dire)?

Della serie "arrivano i mostri!"

E, in questo caso, ci sarebbe ancora chi si chiede se l'attuale l'UDC è o non è ufficialmente nella maggioranza? Cosa altro deve fare? Sposarsi il Sindaco?

Fatemelo sapere bene. Per favore.

Mi servono informazioni più dettagliate.

Mi pare strano che i blog tacciano. Meno che lo faccia la stampa.

Devo pensare che dalle parti PD e UDC ci sia una certa nausea a commentare questi avvenimenti?

Ne avrebbero ben donde.

Intanto come ogni buon mezzo di diffusione anche questo blog ha i suoi piccoli "Consigli per i acquisti":

null

N. B:  le slides precedenti sono disponibili liberamente in rete.

 


LE MANI SULLA CULTURA

Franco Ricordi ha scritto di recente  il libro “Le mani sulla cultura”, ove vengono presi in considerazione i miti tradizionali della sinistra la cui cultura diffusa è stata senza dubbio intensa; ma anche forte è stato il contributo che la DC ha dato ai fini di una crescita del potere culturale della sinistra. ...........

                  giuseppedoria.splinder.com


VERSO IL PORTAVOCE N. 17

avvisoportavoce17

CONDIZIONI E LOGICHE DELLO SVILUPPO

 

E’ possibile oggi, pur tra le oggettive difficoltà dell’economia nazionale, sperare nello sviluppo della nostra economia? Su quali risorse contare? Cosa chiedono imprenditori, artigiani e commercianti, il mondo del lavoro, all’amministrazione cittadina e a quelle provinciale e regionale? E’ possibile dare una speranza ai giovani in attesa di prima occupazione?

Tante sono le domande che vengono spontanee nell’auspicare il perseguimento di quella strategia che nell’ultima puntata de “Il Portavoce” abbiamo battezzato “Progetto Città” e che immaginiamo come la delineazione di un disegno di azione strategica tra Privato e Pubblico, singoli e amministratori, dove al coraggio e al genio dell’imprenditore si accompagni un’azione di sostegno e di facilitazione da parte dell’amministrazione cittadina.

Di queste ed altre problematiche parleremo con questi ospiti che hanno aderito prontamente e con entusiasmo all’invito rivolto:

- Cosimo Casilli, ex sindaco e parlamentare, direttore generale della Provincia di Lecce e docente di Economia nell’Ateneo Salentino;

- Livio Nisi, consigliere comunale, leader politico del P.D.L. e imprenditore;

- Michele Ciccarese, titolare della Tecknodiver, azienda che ha saputo conquistare i mercati nazionali ed internazionali;

- Carlo Bentivenga, titolare di una importante azienda artigiana e vice presidente provinciale della Confartigianato.

La puntata n. 17 de “Il Portavoce” sarà registrata nella serata del 30 giugno e andrà in onda nella tarda mattinata del giorno dopo.

Sono certo che anche questa puntata sarà di vostro gradimento. A presto,

 

Enrico Longo


postato da: EnricoLongo alle ore 10:30 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 25 giugno 2008

PRIMARIE VERE,PRIMARIE SEMPRE

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postato da: messapico85 alle ore 19:55 | link | commenti
categorie:

SOVVERSIVO!

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha mimato il gesto delle manette durante il suo intervento all'assemblea della Confesercenti. Attaccando ancora una volta i giudici ha detto: «Mi vogliono in galera» (Ansa)
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha mimato il gesto delle manette durante il suo intervento all'assemblea della Confesercenti. Attaccando ancora una volta i giudici ha detto: «Mi vogliono in galera» (Ansa)

http://www.youtube.com/watch?v=uZOc1gFLHfQ

http://www.youtube.com/watch?v=CExAebqYctc

 

Quello che la televisione non ha mostrato

E quello che mi è tornato alla mente.......

http://www.romacivica.net/anpiroma/FASCISMO/fascismo10g.htm


L'ECONOMICO E L'ETICO-POLITICO

La nota favola delle api, (B. de Mandeville, La favola delle api) centrata sull’identificazione di vizi privati e benefici pubblici, era meno eccentrica e stravagante di quanto sembrasse. .........

                  giuseppedoria.splinder.com


postato da: giusedoria alle ore 16:01 | link | commenti (5)
categorie: economico ed etico-politico

 

 

COMU….

 

…..Comu n’urtimu suspiru,

ca no rria,

spittati.

Comu animali carcirati,

ti na parte all’addhrà,

contru  lu fierru,

scìati.

Comu patroni,

circati cu ffaciti e ccu ccumpariti,

ma sempre ti menu,

hàliti.

Comu cràuni,

ca si scarfanu a llu sole,

rricilati,

ui ssimigghiati.

Comu tanti fessi,

li spierti ti lu paese,

bbonu votati.

Mò, mmara a nnui,

 ea cci, sotta li tienti,

 cchiappati.


martedì, 24 giugno 2008

Ricevo & Pubblico

Italia Nostra
Sezione Salento Ovest
Gruppo di Nardò
 
 
Dagli scavi archeologici in località “Frascone” la conferma della giustezza delle nostre battaglie!
Italia Nostra per la difesa degli uliveti e contro la speculazione alla Sarparea.
No all’eolico selvaggio che devasta il paesaggio !
 
 
 
         Italia Nostra Salento Ovest, gruppo di Nardò, prende atto con soddisfazione dell’avvio di una campagna di scavi archeologici in località Frascone, nel territorio del parco di Portoselvaggio - Palude del Capitano.
            I ritrovamenti e le prospettive della campagna di scavi sono prova e testimonianza della ricchezza e delle potenzialità di un’area che la passione e l’amore per la propria terra dei gruppi ambientalisti hanno sottratto alla speculazione e al degrado.
         E’ stata confermata la giusta intuizione della battaglia condotta all’inizio degli anni ’90 allorquando una politica senza criteri e senza prospettive intendeva stravolgere il territorio e far realizzare al Frascone un porto turistico, nella tipologia del porto canale.
            Italia Nostra Sezione Salento Ovest di Nardò torna ad esprimere viva preoccupazione per la politica ambientale del Comune di Nardò.
            Un ennesimo, gravissimo quanto irreparabile danno ambientale, è quello che si è compiuto nei giorni scorsi intorno alla masseria Sarparea De Pandi, sulla litoranea Sant’Isidoro - Porto Cesareo, dove un’ampia area di un uliveto monumentale, in una zone di forte rilevanza ambientale e paesaggistica, è stata devastata e distrutta da un incendio di sospetta origine dolosa.
            Già nel recente passato Italia Nostra aveva espresso la sua contrarietà ai progetti di edificazione nell’area in questione, che oggi richiede interventi di urgente salvaguardia per sottrarla a ogni forma di speculazione, approvati dall’Amministrazione comunale con procedure poco trasparenti e negando ogni partecipazione democratica al governo del territorio.
            Oggi Italia Nostra chiede al Comune di Nardò e alla Regione Puglia di adottare immediate  misure di salvaguardia previste dalla normativa in difesa degli uliveti secolari.
            Invita il Corpo Forestale dello stato a vigilare sulla conservazione del patrimonio affidato alla sua competenza esercitando ogni prerogativa in suo potere per l’individuazione di atti tanto scellerati quanto premeditati.
         Italia Nostra ribadisce con forza e convinzione il suo impegno in difesa del territorio neritino e dell’arco jonico talentino e conferma la sua opposizione ai progetti di insediamento di parchi eolici in aree contermini al Parco di Portoselvaggio.
            Colpevole è l’inerzia e il silenzio dell’Amministrazione comunale a fronte dall’ampia mobilitazione e partecipazione di cittadini di ogni parte d’Italia alla campagna antieolico selvaggio in corso.
            L'eolico non è un'alternativa né al nucleare né alle fonti fossili, perlomeno finché non riusciremo a convincere cittadini e industrie a usare l'elettricità solo nelle giornate di vento. Le esperienze straniere, in paesi ben più adatti dell'Italia alla produzione di elettricità da fonte eolica, non sono, a differenza di quantosostengono Realacci e il Kyoto Club, particolarmente incoraggianti.             La Spagna ha visto aumentare le sue emissioni di CO2 del 50% negli ultimi anni e la Germania, nonostante le 20.000 turbine eoliche che ne stravolgono il territorio, fornendo a malapena il 6% dell'elettricità, sta costruendo decine di centrali a carbone. Entrambi i paesi non hanno chiuso nemmeno una centrale nucleare, come sottolinea l'articolo apparso su Le Monde il 15 -2-2008 dal titolo 'l'aumento dell'eolico non significa meno CO2'.
            Chi continua a sostenere così l'eolico come fonte in grado di sostituire oggi quella fossile o nucleare non è un ambientalista responsabile e di tale irresponsabilità dovrà essere chiamato a rispondere prima o poi.
            L'eolico in Italia riceve i sussidi più alti del mondo, secondo i dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, incentivi del doppio e addirittura del triplo degli altri paesi europei, come ha denunciato anche l'Espresso e si è trasformato non in uno strumento per produrre energia (che ne produce a malapena con un'efficienza ridotta al 20%) ma in una macchina per fare soldi, di cui la maggior parte va alle multinazionali dell'energia e una piccola parte finisce ai Comuni: il che spiega l'insana passione dei Sindaci, per questa fonte rinnovabile che permette di far quadrare i loro magri bilanci a spese dell'ambiente, del Paesaggio.
 In più c'è la beffa dell'aumento sulla bolletta elettrica degli italiani per la quota d'investimento in fonti alternative.
            Il futuro è certamente delle rinnovabili ma non con questa corsa sfrenata all'eolico che non tiene conto dell'efficacia degl'investimenti e della vocazione dei singoli paesi ma solo agli affari dei grandi poteri finanziari.
 
 
Italia Nostra Salento Ovest
 
Nardò, 24 giugno 2008
 
 
 
 
 

Nel passato per mantenere bassi i livelli della disoccupazione apparve necessario immettere dosi sempre crescenti di inflazione facendo aumentare in misura allarmante il fenomeno della stagflazione (stagnazione + inflazione). .........

                    giuseppedoria.splinder.com


postato da: giusedoria alle ore 16:22 | link | commenti
categorie: produttività ed occupazione

CARPE DIEM!

Esiste un vero e proprio termometro che misura il grado di sensibilità, capacità, creatività e voglia di fare nei confronti dei settori “cultura – spettacolo - turismo” di ogni città. Il grado di efficacia di tali elementi non viene stabilito tanto dalla quantità di iniziative ma piuttosto, anzi indiscutibilmente dalla qualità delle stesse. Capisco perfettamente che in settori come quello di cui parlo, dove le scelte politiche incidono al 90%, diventa piuttosto complicato creare un giusto equilibrio tra quantità, intesa come soddisfazione dei piaceri amatoriali della maggioranza, e qualità, intesa come scelta critica sulla base della valutazione delle capacità artistico professionali, anche perché tali scelte devono poi esser effettuate da gente competente o quanto meno con un minimo di esperienza nel settore.

Questo equilibrio perciò viene spesso scavalcato a favore della prima ipotesi, ossia il cercare di accontentare quanta più gente possibile per non rischiare di risultare antipatico a dei potenziali futuri elettori diviene il parametro principale di valutazione usato dai politici riguardo a progetti e iniziative. Questo spesso è il motore che anima il settore suddetto.

A cosa ci porta tutto ciò? Semplicemente ad un auto compiacimento, ad una chiusura nei confronti del “mondo”, ad una mancata crescita e peggio ancora ad un immagine pessima gettata in faccia a chi per caso ci osserva. Chi ci osserva spesso è un turista che fuggirà, un turista che mai verrà perché poco attratto dall’approssimazione  degli eventi che spesso diventano veri e propri biglietti da visita della comunità, un turista che non tornerà da noi e peggio ancora parlerà male del posto in cui è stato, un “vicino di casa” che sceglierà comuni più accesi, attivi e aperti più tosto che un comune che non offre nulla di nuovo o di artisticamente elevato, un imprenditore che sceglierà altri lidi in cui “imprendere” e non meno importante i ragazzi del luogo che giustamente sono costretti a scappare. Cosa ne scaturisce poi a livello economico da tale situazione basta chiederlo ai gestori di bar, ristoranti, pizzerie e B and B locali.

Il “compiacimento” di un istante, la pacca sulle spalle tra amici e la “100 euro” arraffata contribuirà allo sfacelo più totale di uno dei settori che se seguito con serietà, costanza e lungimiranza può diventare facilmente uno dei maggiori sbocchi economici e lavorativi della nostra comunità per i giovani e meno giovani, di sicuro anni luce più produttivo e utile dei capannoni nelle campagne.

Di contro c’è da dire che se la creatività “provinciale” non viene stimolata in qualche modo, quel gusto sano se pur amatoriale dello stare insieme e divertirsi con leggerezza senza troppe complicazioni verrà a mancare e anche questa sarebbe una grave perdita ma, da qui, a rendere tali attività con le sue relative manifestazioni attori protagonisti e unici della comunità in un epoca in cui basta dare uno sguardo nel web con un minimo di spirito critico e intelligente per rendersi conto dell’immagine di una città ne passa, cavolo un minimo di orgoglio bisogna pur averlo, oppure il campanilismo spietato viene manifestato solo quando si toccano argomenti o interessi che sfiorano le tasche di qualcuno?

Quindi torno a dire che il giusto equilibrio tra i due mondi sarebbe la via più incisiva da seguire.

Serve essere geniali? Ma che, quello che dico è sotto gli occhi di tutti e chissà quanti prima di me o contemporaneamente con me lo avranno detto e pensato, quindi si discute su una consapevolezza ben radicata e allora il problema diventa la domanda sul “perché nulla si muova a riguardo?”. E’ il caso di aggiungere che chiacchiere in campagna elettorale sul tema se ne sono dette a quantità industriali? Non credo…ma il fatto che tali “chiacchiere” siano state dette a destra e a sinistra fa notare comunque che l’argomento stimola una certa appetibilità se non altro di interesse da parte del pubblico. E anche questo fa riflettere non poco generando ulteriori “perché” che si accumulano su gli altri “perché”.

Le cause possono essere varie, tipo: problemi più seri sul quale focalizzare le energie, mancanza di professionalità sul territorio, mancanza di proposte, scarse risorse economiche, spazi mancanti o inadeguati, poca massa umana sul quale far leva per un potenziale cospicuo di elettorato, disorganizzazione, semplicissima insensibilità alla questione... stabilire la causa è complicato, evitare di cadere nell’opposizione politica (seppur di opinione) toccando certi argomenti è ancora più complicato.

Comunque  per ogni motivazione su elencata esiste una possibile soluzione, per esempio: esistono spettacoli messi a disposizione dalla provincia e dalla regione, basta stare attenti nel beccarli per tempo; esistono finanziamenti dedicati alle  attività culturali e artistiche basta seguirli e beccarli per tempo; esistono svariate opportunità di ingaggiare artisti di alto livello scavalcando le spese di agenzia se si fa attenzione a prenderli per tempo quando magari sono in tour nelle nostre zone (soprattutto in estate), basta stare con gli occhi aperti; ci sono mille modi per creare cultura e spettacolo con quattro soldi, ospitare scrittori a titolo promozionale, al massimo ci saranno le spese di viaggio vitto e alloggio, in collaborazioni con B and B e pizzerie della zona si possono dimezzare anche quei costi; unire a concerti musicali o manifestazioni teatrali dei seminari di perfezionamento per artisti locali e non, molti artisti della zona approfitterebbero dell’occasione anche pagando piccole quote di iscrizione, mai corrispondenti alle spese che bisogna affrontare per spostarsi nei centri di Roma o Milano per esempio, si incrementerebbero le casse per affrontare le spese dello show offrendo allo stesso tempo un servizio non indifferente.

Sicuramente nella stesura del post avrò tralasciato chissà quanti suggerimenti, dettagli ed eventuali opzioni, resta il fatto che nulla di quanto detto è impossibile da realizzare, nulla di “spaziale”, queste cose accadono nei comuni accanto al nostro quindi..

Cosa serve perciò? Basta semplicemente, per cominciare, che gli assessori preposti al settore facciano il loro lavoro, seguano, ricerchino, si informino, chiedano…se non sanno, perché spesso nei comuni salentini di rado un assessore è radicato nella materia o ha esperienza su determinate questioni (paradossi senza risposte della vita), possono sempre avvalersi di “commissioni speciali”, SENZA PAGARE UN SOLDO S’INTENDE!!!! È chiaro che il lavoro “sporco” devono farlo i nostri assessori che sono pagati, ovvio, per tale lavoro intendo la cura dei contatti, la ricerca di eventuali sponsor, la firma dei contratti e le responsabilità annesse come la compilazione dei noiosissimi atti burocratici ecc.. in cambio si beccano anche il merito però, l’eventuale “commissione” dovrebbe svolgere solo un ruolo consiliare, non meno importante, basato ovviamente su competenze e esperienza nel settore che mettendole a disposizione non tanto del politico quanto della comunità forse, e ripeto forse potrebbe finalmente farci sperare in un eventuale miglioramento nonché crescita economica della nostra città.

Ovvio, che se post simili a questo verranno interpretati solo ed esclusivamente come critiche aberranti mirate a ferire l’orgoglio degli amministratori (quest’orgoglio che emerge solo quando si mette in risalto una lacuna ma quando si tratta di tirare fuori le “sfere” prodigandosi per riempire l’eventuale lacuna e di conseguenza mettere a tacere critiche e lamentele l’orgoglio chissà com’è, evapora nel nulla) e mai come stimolo o suggerimento saremo sempre punto e a capo.. ma questo spetta alla volontà di chi ci amministra, nessuno può fare altro se non parte da loro. Gli strumenti gli hanno, se vogliono, lavoro e materiale sul quale lavorare ce n’è in abbondanza..


lunedì, 23 giugno 2008

Ricevo & Pubblico

Ricevo oggi, in forma anonima, la presente lettera:

Al Segretario Comunale di Galatone - Lecce

Alla corte dei Conti -Puglia

Via Matteotti , 56

70121 -BARI-

Ai consiglieri comunali Loro sedi del Comune di Galatone

Galatone 06 giugno, 2008

Egregio Segretario, siamo un gruppo di professionisti (ingegneri, architetti, Geometri, Agronomi ) che operano nel territorio comunale, che al momento giusto per precauzione non sottoscrivono la presente, ma saranno in grado di farlo nel momento in cui la presente non viene debitamente valutata.

Ci permettiamo di scrivere, per esprimere dissenso, come la gestione della cosa pubblica viene interpretata a Galatone in maniera privata e personale.

Il riferimento è all'atto di delibera in cui viene nominato il (omissis).

La norma in questi casi prevede l'evidenza pubblica perchè trattasi di lavoro subordinato, mentre il comune di Galatone ha disatteso puntualmente l'evidenza pubblica scavalcando qualsiasi atto di trasparenza.

Pertanto con la presente chiediamo di revocare l'atto amministrativo ed imputare le somme erogate al tecnico alla Giunta comunale. Chiediamo altresì ai consiglieri comunali di verificare in sede istituzionale, quanto denunciato.

I Tecnici di Galatone.

Firma illegibile.

Mi permetto di entrare nel merito della questione:

Su questo blog ho sempre lottato contro l'anonimato in ogni sua forma. Non avrei dovuto, quindi, a rigore pubblicare la lettera redatta in forma anonima.

Ma lo ho fatto per ribadire che la firma "iTecnici di Galatone" non è veritiera, perchè io, per esempio, della lettera ne sono venuto a conoscenza solo oggi.

Inoltre la firma "cumulativa" contraddice palesemente il "siamo un gruppo di professionisti" in apertura della stessa denuncia informale. Sarebbe stato corretto almeno firmarsi almeno "alcuni tecnici di Galatone" per non estendere presuntivamente la delazione anonima ad altri.

Comunque, per quanto mi riguarda, giusta o non giusta la rimostranza, la scelta anonima della denuncia non fa certo onore a chi l'ha inoltrata. E ci tengo a stabilire e ribadire, per questo, le mie distanze. Non ritengo che si possa pensare di ristabilire eventuali diritti violati rimanendo nascosti come cecchini.

Noto, inoltre che ingegneri e architetti meritano la minuscola, non così Geometri ed Agronomi. Noi architetti e ingegneri siamo ridotti così male?

Non meno male è ridotta, mi consolo, la consecutio temporum, la sintassi e la punteggiatura.


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