MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

«Opa Cupa» (leggi: «opa tzupa»), grido di esortazione alla danza degli zingari del Sud-Est Europa, è un progetto musicale nato nel Salento. Il progetto nasce, in origine, con la ricerca del repertorio musicale dei Balcani, ma sempre più i testi e le musiche originali scritti da Cesare Dell’Anna, si incrociano con le sonorità jazz e bandistiche tipiche della tradizione musicale del Sud Italia, diventando qualcosa di nuovo e originale. Non chiamate questo progetto balcanico, perché è molto di più. Intorno al trombettista Cesare Dell’Anna si riuniscono musicisti di diverse culture (Bosnia-Erzegovina, Albania, Algeria, Bulgaria, Italia meridionale, Marocco, Romania) formando una vera e propria fanfara festosa. I ritmi irregolari sono fortemente influenzati da più stili, creando caleidoscopiche sonorità e affascinanti momenti di pura tecnica interpretativa e musicale. Opa Cupa spazia e fa tesoro di poliedriche esperienze svolte in ambito etnico e jazz, che fondono ed elaborano i velocissimi «estam» e «horo», dai tempi dispari ed irregolari. Nelle strutture popolari sono introdotti spazi di improvvisazione dove prevale un atteggiamento jazz nella articolazione della frase, cluster improvvisi, situazioni «accordali» dissonanti affidati agli ottoni.
Se nuovi strati sociali con eterogeneità della popolazione scolastica sono entrati nelle scuole, se ogni generazione di adolescenti porta con sé abitudini e costumi nuovi, esprimendosi con un proprio gergo, e se lo sviluppo del nuovo sembra formare una società a se stante tale da essere considerata dagli adulti con preoccupazione, mi chiedo quale possa essere il ruolo del docente e la sua corrispondente funzione educativa. D’altro canto è impossibile affermare che si può distinguere una stabile linea negli orientamenti assiologici dei giovani, non potendo disconoscere che sia cambiato qualcosa nei modi di pensare e ragionare sui valori, sui comportamenti e sulla concezione della vita.
Inoltre nel giovane vi è una presenza sempre maggiore di elementi di formazione di una identità individualistica e una presenza sempre minore di elementi di una identità collettiva. La socializzazione dal dispiegarsi nel lavoro, nella famiglia, nella fabbrica, si svolge ora nella scuola o in altre forme istituzionalizzate di formazione facendo sì che i giovani restino più a lungo relegati in un tipo di attività recettiva e in un processo di apprendimento separato dalla prassi. Oggi la fase dell’adolescenza e della gioventù è caratterizzata da un continuo allungamento della scolarità e quindi al di fuori della famiglia, l’adolescente passa la maggior parte del tempo. Quindi bisogna ripensare il sistema scolastico, la formazione professionale, l’interazione scuola-lavoro e di conseguenza il ruolo del docente che corre il rischio di restare isolato con il suo patrimonio costituito dal sapere del passato che trasmette alle nuove generazioni la “summa” di tale sapere, con noia da parte di chi ascolta. Non si può nemmeno svolgere il ruolo docente, slabbrando la singolarità dell’intervento specialistico per disciplina, con il concedere “giovanilisticamente”, anche in forma poco esemplare, incoerenza, cattivo esempio, e socializzazioni fittizie proprie di chi è poco sicuro di sé. Perdendo di autorevolezza il docente corre il rischio di essere incapace a svolgere il suo delicato ruolo, di essere strumentalizzato e, come spesso avviene, messo alla gogna con i moderni sistemi di diffusione telematica. Al contrario il professore capace è colui che svolge un ruolo ragguardevole anche fuori dalle aule scolastiche, partecipando allo sviluppo di quelle attività che mirano a migliorare la comunità nella quale esercitano la loro professione. Diventare, cioè, parte integrante del processo che trasforma la loro società ed insegnare non soltanto nell’aiutare ad imparare ma pianificare, organizzare, usare metodi accettabili con informazioni collegate ed un atteggiamento idoneo a far sì che lo studente pervenga al successo nella area operativa della sua scelta. Un docente non solo artigiano ma professionista specializzato ed addestrato anche nel riconsiderare i suoi metodi e i termini della sua professione.
PONZIU PILATU
Parìmu, cristiani maturati ti lu tiempu,
stù tiempu ca ‘nda bbiste tante e,
cci sape ‘ncora, cquantu ‘nda bbitire.
Forse, propriu maturi, tutti no ssimu
Pilatu,
bbi lu ricurdati?,
‘nturniciatu ti li prieti e ddi la ggente,
tiempu di balli e ddi feste,
tàule ccunzate e mmorti ti fame,
Cruci e Giuda.
Pilatu, si llavo li manu,
no ebbe lu curaggiu,
cu pigghia na decisione,
cu ttegna lu pugnu fermo.
Storia, ca pare si rripete,
jò, oscè, sta mi estu ti Pilatu,
ma Pilatu no ssontu.
Oscè, no ‘nci so cchiui li Templi,
‘nc’è li cambare ti li partiti,
ma ‘nc’è ssempre la fila ti li cristiani,
ca cercanu la limosina.
Scì cumanda intra stì cambare,
si còtula comu nu Fariseu,
o comu nu Sacerdote,
sicundu lu mumentu o lu bbisognu ca teninu.
Tomila anni rretu, si sintìa lu ‘ndore ti la morte,
stà mmintianu a ‘ncroce Gesù Cristu,
Pilatu si llavo li manu.
Oscè,
tàule ‘ncora ccunzate, e morti ‘ncora ti fame,
fistini cchiui ti tandu, Giuda a quantità e,
lu ‘ndore ti li sordi,
stà nni mentinu a ‘ncroce a nnui,
jò, comu Pilatu mi llau li manu e nno vvotu ciucheddhrì.

La memoria dell'uomo si arruginisce presto, e subito dimentica il passato. Voglio porre all'attenzione dei gentili visitatori alcuni eventi passati e definitivamente conclusi, e casi che ancora sono attuali.
2001

Evento: Era l'anno in cui scoppiò lo scandalo della mucca pazza. Furono fatte alcune leggi, in ambito nazionale e internazionale, che impedicano ai cittadini di mangiare la carne di bovino.
Epilogo della vicenda: (Ottobre 2005) il Comitato veterinario della UE pone fine al bando che, dal marzo 2001, vietava il consumo della bistecca con l'osso. La "fiorentina" torna sul tavolo degli Italiani.
2005

Evento: L'epidemia da virus H5N1 iniziata alla fine del 2003 nel sud-est asiatico (ancora in atto) ha coinvolto, più di 150 milioni di volatili. Oltre il Vietnam, Thailandia, Cambogia, Laos, Indonesia, la malattia è stata individuata in Corea, Giappone, Cina, Russia, Kazakistan, Mongolia. Dall'ottobre 2005 il virus è entrato in Europa, in Turchia, e da qui nel resto del continente, variamente segnalato, soprattutto nei volatili selvatici, nonché in Italia.
Epilogo della vicenda: ?????????
2008

Evento: scoppia il caso sulla mozzarella di bufala. Si riscontra una percentuale di diossina. Molti paesi europei e mondiali hanno proibito il consumo nel prodotto campano.
Epilogo della vicenda: evento in corso (ma finirà come nel 2005, ?????; ndr).
E' proprio vero:
la memoria dell'uomo ha vita breve!!!

Comportamento riprovevole sul piano morale, dal punto di vista strettamente economico l’evasione fiscale può essere considerata come un preciso calcolo di convenienza. L’evasore tiene conto da un lato dei benefici dell’evasione, della sua utilità, dall’altro dei suoi costi e decide di commettere l’illecito quando questi ultimi sono inferiori ai primi. I benefici saranno rappresentati soprattutto dall’ammontare di imposta non pagata. Provocatoriamente, se non si creasse male ad altri contribuenti che dovranno pagare, se non vi fosse lo sconvolgimento del piano di distribuzione del carico tributario, predisposto da colui che governa secondo determinati principi, (ma quali e quanti principi?) potremmo sostenere, specialmente nei nostri tempi, che l’evasione non sarebbe dannosa dal punto di vista economico. Essa diminuirebbe la parte che dovrebbe essere incassata dallo Stato (Stato pieno di sperperi) ma a vantaggio, sicuramente, dell’evasore che potrebbe spendere meglio la propria ricchezza. E ciò potrebbe essere un bene dal punto di vista economico. Del resto, si dice, che il primo effetto economico dell’imposta è proprio l’evasione. In altri termini non vi sarebbe evasione se non ci fosse imposta e sarebbe interessante indagare sul fatto che uomini incapaci di atti di disonestà nei confronti dei loro simili, quando si trovano di fronte agli accertamenti dell’imposta, non si vergognano di cessare di essere integerrimi, anzi, potendo evadere, ne fanno vanto con gli amici più fidati. Ma l’evasione costituisce un danno immediato per le finanze del paese e produce conseguenze negative sul piano economico e sociale. Chi si è rifugiato, allora, nei paradisi fiscali del Liechtenstein , con conti correnti da

TORMU COMU MORTU
Tormu, comu mortu,
sotta la suppenna a llu friscu.
Nu friscu, tantu circatu,
ca no ll’aggiù ‘ncora truatu,
ma lla fine, straccu,
lo stessu maggiù minàtu.
Intra stì scìurnate, chène ti ecchi ricordi,
ccumpagnate ti na fisarmonica ca sona e mmi ddifresca lu cirieddhrù,
ognè ttantu mi torna ammente stù ritornellu:
“lu bbinchiatu, no crete a llu ddiciunu”.
Tormu comu mortu, ma sò bbìu,
tormu, comu mortu,
ogghiù mi perdu puru, st’addhrù ‘ppuntamentu.
To longhi ggiurni ti mortu,
cu llu core ca mi chiange,
pi cquiddhrù ca s’era pututu fare e nno sssa ffattu,
pi cquiddhrù ca ticìti e mmai faciti.
Tutti sònu misi a rritare,
a rripitire, ca ete piccatu cu nno scìamu a vvotare,
jò, stù piccatu l’aggiu cunszumare.
Ni consiglianu, cu vvotamu,
cu vvotamu a ddhrò ùlimu,
sulu, cu vvotamu iddhrì,
ca l’addhrì, so ffiacchi.
Imu vvotare, cusì nu ggiurnu, no nni putimu pintire,
ni la mandanu a ddire, cu cci ete, ete, ma ni la mandanu a ddire.
Jò, stà mmi zzaccu ppentire,
ti totte ddhrì fiate, ca b’aggiu già vvotatu.
To giurni ti mortu,
cù lli mustazzuni chiusi e ccu llu rusariu a mmanu,
ma tò ggiurni a ‘ngrazzie ti Diu,
a lla facce, ti scì mi òle male.
Forse, ‘nc’è scì chiange pi llu mortu,
no ssontu lacrime, ete acqua, acqua pi lli fiuri, pi lli fiuri ti stù mese.
Ddisiteriu ti sole, ma puru t’acqua,
l’acqua ca ferma nu picca, li ruciti ti la ggente e,
‘nfoca stì to ggiurni ti piccatu.
Jò no cchiangu, jò so mmortu,
sia,
ca perdu stù ggiru, st’urtima occasione,
cu fazzu n’addhrà fiata,
la figura ti lu pampascione,
sia.
Tice, ca li morti òlanu, salinu a ‘mparatisu,
jò ogghiù bbolu,
ogghiù bbolu versu a mmare,
ogghiù bbolu,
comu na merula a ‘ncerca ti l’amore.

Sentita oggi in ufficio da un cliente:
"Ho guardato le facce sui cartelloni. Ho guardato Berlusconi e Veltroni, Casini e Santanché. Alla fine penso di votare per quella di Intimissimi"
Momoblog

Basta leggere o ascoltare il linguaggio della politica di questi ultimi tempi per vedere il vantaggio della vaghezza e dell’oscurità nella lotta per la conquista della popolarità, mentre il segreto del successo consiste nel far mostra di stare dalla parte di tutti, e di sbarazzarsi di ogni impegno che diventa compromettente o di rinviarlo a quando i tempi permetteranno di far decidere chi oggi si propone per il comando. Se ideologie ancora vi fossero dovrebbero fare appello contemporaneamente alle tendenze vili e a quelle nobili dell’animo umano, in quanto fornirebbe una via d’uscita a dire tutto e il contrario di tutto. In un simile contesto i diversi partiti in gioco – in modo pari a qualsiasi altra organizzazione – si distinguono per lo specifico ambiente in cui essi svolgono una specifica attività, come un politico contemporaneo, dopo avere scartato altre tesi, ebbe a dire sulla definizione dei partiti. Questa definizione ha il pregio di mettere bene in evidenza quello che in fondo differenzia, e continuerà a differenziare, partiti e sindacati, partiti e circoli d’opinione, partiti e associazioni sia pure politiche. E ciò in riferimento ai voti, al confronto elettorale. In effetti, queste organizzazioni non esauriscono l’attività politica dei cittadini, che possono partecipare e concorrere in varie forme, anche spontanee e informali – cortei, dibattiti, discussioni e riunioni – a formare l’opinione pubblica sui principali temi della politica nazionale e internazionale. Ma solo i partiti – la cui funzione è riconosciuta dalla Costituzione all’art. 49 – esercitano in via permanente questa attività. Tutto questo, però, sta comportando il sorgere di apparati sempre più distanti dall’uomo, che per realizzare in modo efficiente le proprie finalità di potere tendono prima gradualmente, ora senza pudore, a ridurre le relazioni umane in rapporti tra oggetti, e a ridurre, fino a farli scomparire del tutto, gli spazi riservati alle comunità dialoganti. L’aspetto più pietoso di questo fatale processo è che ciò che è umano si sta traducendo in atti di ufficio le cui vittime diventano proprio i cittadini. Quali iniziative, in questo ingranaggio infatti, per discutere sui programmi politici e sugli uomini che ci rappresenteranno in Parlamento, sono state e vengono prese? Qui da noi sinora, solo qualche sporadico esempio di riunione o dibattito politico, assorbito, peraltro, da incontri non ufficiali e aperti o da qualche cena al ristorante o in pizzeria. Le conseguenze di questa forma di dominio sono, a loro volta, la causa dell’incapacità del popolo di riprendere nelle proprie mani il destino del paese, attraverso la personale e consapevole partecipazione e l’impegno che dovrebbe caratterizzare la vita democratica di un paese civile, in cui lo spirito non sia imbrigliato in una serie di istituzioni che costringono i cittadini a servire invece che porsi al servizio di costoro. Ne usciremo? Può darsi. Ma solo se dimostreremo di essere autonomi, se non ci aggrapperemo a un “posticino” di comodo e, smascherando tutte le forme di falsa democrazia o di democrazia formale, saremo capaci di conquistare il nostro spazio di autodeterminazione.

A venti giorni dalle elezioni politiche mi pare che in giro ci sia un'aria stanca e sfiduciata.
Le plance delle pubblicità elettorale sono desolatammente quasi vergini di faccioni e slogan.
Ancora nessun comizio, nessun convegno, nessuna riunione pubblica.
Tutti si comportano come se non vedessero l'ora che la nottata passi.
Ma dai sondaggi (attendibili? vedremo....) le proiezioni vedrebbero ancora un paese ingovernabile.
Penso che sia proprio così. A prescindere.
La legge porcata di Calderoli & Soci, quella che la Destra non ha voluto modificare prima di altre elezioni, si sta preparando a dare un'altra manifestazione di assurdità.
Avremo la camera in mano al PDL e il Senato in tre casi su quattro no! E nel caso più favorevole la differenza di senatori, esclusi quelli a vita, sarà di soli cinque al massimo !!!!
Di fronte a questo disastro annunciato i partiti in lizza sparano continuamente balle spaziali. Pensioni a 1000 euro quando ancora c'è chi non ne prende 500; salari di ingresso a 1100 euro, come se il mercato non esistesse. E tasse sempre più giù, anzi forse andrà a finire che sarà il Governo che ci pagherà a noi!
E tutti oggi si accorgono dei costi della politica, ma intanto basterà avere un 1% per rompere il ricco salvadanaio dei rimborsi. Chi prima ha governato o è stato all'opposizione si aggiustato a modo il malloppo e ora fa finta di sputarci pure sopra.
Fa un po' schifo tutto? E' vero?
A me fa in particolare schifo la polemica del voto utile: si cerca di convincere gli "altri" nel concentrare i voti su i soli due partiti maggiori. Come se fosse la politica della minestra o la finestra.
Se era così perchè, allora, non continuare con la politica dell'accordo programmatico? Solo per buttare fuori dalla mangiatoia i vicini fastidiosi? Disonesto!
Perchè non convincere i cittadini elettori con i fatti e le proposte serie anzicchè con questi giochi d'artificio?
Che squallore!

Qui si dice tutto ed il contrario di tutto. Come si può essere seri e credibili?
Mi si dice continuamente che dovrei votare col naso turato un programma che non condivido per non far vincere un altro che condivido ancor meno.
Praticamente la morte della democrazia!
E senza nemmeno il pannicello della preferenza!!!!!
Mi sa che questo giro di giostra sarà ancora un fallimento. E l'Italia si rifermerà ancora.
E' vero quello che leggevo sul blog di My Box: forse dovremmo commissiararci!
(sempre che non decidessimo di defenestrare presto presto un migliaio di politici buffoni ed in malafede)

CANZUNI
Na bbanda sona a llu scuru,
pare ‘ncurdata, nui ca la sintimu,
ti musica picca capimu,
ma,la musica ete stùnata.
Si sente ca stònanu,
scì canta e cci sona, stòna.
Lu fumu, e lli luci colorate,
ca ‘ncumpagnanu li sunaturi,
scondinu, li note stùnate,
li fesserie ca cantanu.
Stà musica, ca ni rria,
ti fronte e ddi retu,
ti manu mancina e ddi manu tretta.
Pare e ssi sente, cchiù lliggera,
canta ti lu cchiùi e ddi lu menu,
ma mai, cu ccanta a llu giustu.
Cantilene, ca ni rrianu a ‘mpacce,
ma no ccapimu li palore.
Palore ca si ‘ndi scappanu zoppe,
senza nu picca ti senszu, ti sentimentu,
sulu, sò cchiène ‘ncora ti turmientu.
Canzuni stùnate,
‘nc’è ccu carichi na nave,
cu lli mmuntuni, erte, erte,
cquantu ete jertu lu campanaru,
ma ci sape, se nu ggiurnu, jò mi li ‘mparu.
Musica,
ca ggira comu na giostra eccchia e schiùata,
ggente ca sale, ggente ca scende,
puru stà fiata,
no n’ete, l’urtima firmata.
Il problema della tossicodipendenza, insieme con altri comportamenti devianti, diventa sempre più complesso con una proliferazione non solo qualitativa ma anche quantitativa dei vari tipi di atteggiamenti che si accompagnano ad una sempre maggiore difficoltà nel definire cosa è lecito e cosa è illecito, anche in campi di posizione dove le certezze sembravano ormai consolidate. Una trasformazione sociale così rapida e spesso contraddittoria cambia alle radici i meccanismi e i comportamenti della società. Di conseguenza i riferimenti normativi, predisposti per situazioni più regolari e lente, si rivelano inadatte ad affrontare l’attuale complessità sociale. In altri termini, le condizioni della certezza non esistono più e ogni azione viene compiuta con una discrezionalità di criteri ispiratori che non favoriscono certamente quel processo di accumulazione culturale, inteso come insieme di valori, norme, definizioni e modelli di comportamento prodotti attraverso il lavoro e l’interazione sociale e trasmesso ed ereditato dalle generazioni passate. Le istituzioni, le strutture deputate al consolidamento delle culture, quali l’università, la pubblica amministrazione o gli stessi partiti politici, sono più agenzie di innovazione che di accumulazione ed elaborano culture forse raffinate ma sempre temporanee, provvisorie, precarie di cui non resta traccia se non nelle memorie personali o, al massimo, in quelle di piccolo gruppo. In un simile contesto, la totalità a sua volta viene meno perché si oscura “ il donde e il verso dove”. E’ inevitabile perciò che ad una sempre maggiore complessità della fenomenologia sociale corrisponda un’analoga complessità delle coscienze individuali e della vita associativa a cui fa riscontro una sempre maggiore difficoltà delle scelte di interventi adeguati da parte della famiglia,della scuola e dei servizi sociali e territoriali. Pertanto è indispensabile che le agenzie più importanti di socializzazione non si ripieghino nel piccolo privato dell’abitudine, ma sappiano scandagliare il loro interno per cogliere quelle potenzialità che le metteranno in grado di instaurare un proficuo rapporto con le istituzioni e la società civile; una capacità di innovazione che passa sempre e necessariamente attraverso un’attitudine critica e creativa di fronte all’esistente. Questo atteggiamento potrà considerarsi realizzato se la nostra società saprà riflettere su come cogliere la crescente diversificazione dei comportamenti giovanili, nella convinzione che sui problemi ad essi legati si concentrano una serie di tensioni, di nodi problematici, di interazioni complesse che vanno ben al di là dei giovani fino a comprendere il percorso di sviluppo di un intero sistema sociale.

Pasquale scriveva dell'IMPRINTING.
Penso che questo fenomeno copra ampie fascie dei nostri comportamenti.
I più insospettabili.
C'è qualcuno, per esempio, che nol nostro paese sogna di tavolini dove bere birre e bibite conversando amenamente all'aperto nel pieno del Centro Storico.
Ce lo auguriamo tutti.
Ma se costui non chiude il centro al traffico, cosa che costa pochissimo ed è immediatamente eseguibile, mi sa che voglia riproporre la scena del Carosello della CINAR

Evidentemente Ernesto Calindri che beve tranquillamente il suo Cinar in mezzo il traffico senza essere logorato minimamente dalla vita moderna ha IMPRINTATO costui!

Il Partito Democratico di GALATONE, organizza per il 30 MARZO 2008 a partire dalle 9.30 in Via Pacifico Nico un CONCORSO di MURALES sul tema "LA TUA CITTA' DI QUALITA': SI PUO' FARE !"
I Murales saranno realizzati sul muro di Via Pacifico Nico, le dimensioni saranno concordate con i partecipanti. Saranno premiati i primi tre classificati: il 1° premio è in denaro. entro venerdì 28 marzo è necessario dare la propria adesione, presso il Circolo del Partito Democratico in Via S. Sebastiano 19 o presso l'Agenzia Viaggi FIFLA allegando la bozza del Murales.
ISCRIZIONE GRATUITA !
Vi aspettiamo !!!

La scuola ha messo in luce direttamente le carenze formative sotto il profilo della preparazione dei giovani e del merito di ciascuno che emergono, con sempre maggiore insistenza, in molte ricerche condotte nel nostro Paese. E’ opinione diffusa che sia chi studia ancora, sia chi ormai lavora, dalla scuola si attende una preparazione professionale, nonché un insegnamento diretto agli studenti, idoneo per inserirsi bene nel mondo del lavoro oltre all’aiuto a comprendere e sviluppare la propria personalità. Pertanto pressante è la richiesta di poter disporre di maggiori e migliori opportunità di raccordo tra mondo della scuola e mondo del lavoro, e la domanda di un sostanziale apporto dell’istruzione scolastica e universitaria, nei confronti dell’acquisizione della professionalità iniziale, costituiscono dunque due orientamenti espliciti ormai molto diffusi. Inoltre, connesso ad essi, ancora non tanto rilevante, ma che tende ad esserlo, un altro problema che riguarda la ricerca di percorsi formativi sempre più personalizzati che sono un sintomo di quella cultura della soggettività che sta consolidandosi tra i giovani e che cerca di affermarsi anche nell’esperienza formativa. Dopo il perfezionamento dell’educazione e dell’istruzione, la persona che possiede abilità e competenze, in gradi e modi diversi, influirà sullo svolgimento e sul risultato del lavoro. A sua volta ogni lavoro influenza l’istruzione di una persona, tramite caratteristiche organizzative, tecniche e culturali; certamente determina la sua capacità di guadagnare. Per questi diversi e molteplici fattori il lavoro può provocare cambiamenti sia nel modo concreto di vivere e nella percezione dei valori del singolo, sia nelle consuetudini che il costante comportamento fa valere nei gruppi, sia nella disponibilità delle risorse utili al benessere della società. Ogni individuo cerca continuamente di trovare l’impiego più vantaggioso per quel capitale di cui dispone e, lo studio del vantaggio proprio lo porta naturalmente, a preferire l’impiego che è il più vantaggioso per la società. Ma dov’è il merito o le terapie idonee per smontare l’appiattimento delle retribuzioni e incrementare il massimo valore del capitale umano? Anche nelle industrie delle economie più progredite si sono andate e si vanno diffondendo forme di mercato diverse dalla concorrenza e si creano e si affermano concentrazioni industriali e grandi formazioni produttive, quasi monopolistiche ed artificiali, con interventi politici protezionistici tali da mostrare una serie di trasformazioni frutto di un processo studiato e non certo accidentale. La concentrazione ha pure originato una gran varietà di piccole imprese, ma, molto spesso, queste sono diventate satelliti delle prime. Nei precedenti governi ha fatto capolino solo qualche liberalizzazione di servizi pubblici senza alcun utile risultato, anzi con conseguenze opprimenti. Addio,allora, merito e concorrenza e, addio pure ad uno Stato la cui interferenza sia ad un tempo “generalmente utile” e “generalmente dannosa”?
Pasqua perviene precisamente portando per piccoli pacchi parecchio pinti Perugina, Pernigotti.
Parecchi pervengono paese per province prealpine perse per Penisola, per Pianeta.
Puntualmente parecchie persone pensandosi pie
partecipano pregando pompamagna
pontificale pasquale
pentendosi provvisoriamente peccati.
Poi, precisamente passata porta parrocchia,
peccano più prima
puntando poco pudico posteriore perizomato,
prosperose poppe
prorompenti panneggi,
pulzelle preparate pomposamente per Pasqua, paludate primaverilmente pure piovendo,
passeggianti per paese profumate,
poco pudicamente pettinate,
paludate provocanti pantaloni panno popeline pressanti potta
preannunciante pelviche pulsioni peccaminose.
Però pure pulzelle puntano patte
pacchi pudende palestrati pueri prestanti
peccando pensiero petting possibile,
preconizzando possibili perdute passioni.
Pochi per Pasqua partono per Patagonia,
probabilmente parecchi per Parigi, Portogallo, Praga.
Pochissimi partono per Pon Peng, per Pechino.
Parecchi più partono per Pasquetta.
Padri, progenitori, parenti, piccoli pupi piagnucolosi
Partono presto per provincia perdendosi perduti pianori pugliesi.
Portano palloni per prenderli pedate per prati, paludati pedule Puma piangendo per pestoni.
Praticamente prendono possesso pervicacemente più perduti prati paese,
proprietà private per periodi postlavorativi,
portandosi presso pantagrueliche paste pasticciate,
pitte piene peperoni, pizze patate,
penne puttanesca, parmigiane,
pignate polpo, polpette, polpettoni,
petti pollo panati,
pecorelle pepate pervase patate,
pecorino punto, provolone, provola piccante, pasole,
pecorini pastareale, puddhriche, puddhricasci, pitteddhre, pastiere.
Potano pasteggiando plurime pinte pesante primitivo pugliese.
Poi Petrus per peptina pomeridiana.
Più piccoli pasteggiano Plasmon pisellini-pesce.
Più prossimi pubertà pasteggiano pagnottine piene prelibatezze,
panini piuma pieni prosciutto,
pane pomodoro, patatine, popcorn, pere, Pepsi.
Poi, post prandium, più prestanti, prendono Punto, Prisma, Peugeout (poche Porsche),
per Portocesareo, Portoselvaggio, per passeggiare posando
percorrendo pedonalmente piazze piene popolo pasquale
parlando pluralità persone, pettegolando.
Poi pomeridianamente procedersi per paese perenne patimento
per provinciale piena
prendendosela pessimamente Padri Patriarchi,
Padreterno poco precedentemente piamente pregato.
Passata Pasqua più peccati prima, più panze prominenti,
più piccioli persi pure perché Prodi prese pensioni pentendosi passate proposte
promesse prima presidenza Parlamento.
Per poi parlare petrolio presto passato prezzo pazzesco pagando pieno paurosamente.
Piacevole Prossima Pasqua!
postò Pinuccio per piacere pubblico