MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Con delibera n.125 del 04/12/2007 la G.M. ha inteso indire gara per la gestione dei servizi per i parcheggi a pagamento e per la fornitura,installazione e manutenzione della segnaletica stradale,verticale e semaforica luminosa,per accorpare anche, nelle mani di una sola ditta o società,l'intera gestione. Da domani,quindi,verranno oscurati i segnali indicatori i parcheggi a pagamento, gestiti sinora dalla ditta SIS segnaletica S.R.L., sino a quando finirà l'iter della licitazione.
Ma a quando un PUT (Piano Urbano del Traffico) che consideri le esigenze del traffico diventato anche a Galatone drammatico? Gli aspetti del problema sono tanti ma, vorrei soffermarmi, ora ,su quello che potrebbe riguardare, a breve, l'approdo alle piste ciclabili e zone pedonali che potrebbero fungere da elemento di unione di servizi collettivi e mete significative a vantaggio di tutti. Non deve sembrare irrisorio il discorso bici,oggi che esistono problemi ben più gravi e difficili, in quanto ,un buon funzionamento delle piste ciclabili potrebbe influenzare altri sistemi: dall'energetico,all'acustico,dall'inquinamento, alla salute e ai rapporti umani.Spostandosi in bici è più facile incontrarsi,fermarsi a scambiare due chiacchiere,osservare,toccare fisicamente la città. Le piste potrebbero essere usate pure da coloro che,a causa di limitate capacità motorie,sono costretti ad utilizzare veicoli, con ingombro ridotto, a bassa velocità.Inoltre è possibile affiancare un corridoio destinato ai pedoni. Mi rendo conto che non sono cose attuabili immediatamente ma, bisogna pur cominciare per migliorare le condizioni di circolazione e di sicurezza delle strade,la riduzione dei rumori,dell'energia e dell'inquinamento. Evitare pure tante prepotenze di automobilisti e motociclisti che circolano e guidano pericolosamente ,che del garage ne hanno fatto tavernetta, vogliono il parcheggio sotto casa,a volte, con la scusa di una invalidità inesistente,o, che sostano a due passi dal bar ove vanno a prendere il caffè.Le piste ciclabili- che non vogliono rappresentare qualcosa riguardante il traffico povero o i fanatici della bicicletta- potrebbero rappresentare,di concerto con i CONTRATTI DI QUARTIERE ,(a che punto sono?) un costruttivo pretesto per un riordino ed una riqualificazione urbana,in particolare di quartieri degradati.Infine il discorso piste ciclabili e zone pedonali non è a vantaggio di un solo settore ma è collegabile anche a quello scientifico,culturale,etico,politico ed economico verso cui si potrebbe aprire un dibattito serio e costruttivo con l'apporto di tante esperienze che pure,a Galatone,ci sono.Con l'augurio che, di fronte ad una mobilità crescente,irrefrenabile, sia il Nuovo Anno portatore di consapevolezze,sia di abitanti che di gestori e fruitori di traffico,per un approdo verso una migliore qualità della vita.
Chi volesse chiudere il 2007 all'insegna del rock è invitato domani 30 dicembre al Rojo di Alezio, nei pressi della stazione, per l'ultima data della tournèe estate - inverno 2007 della Nuova Dimensione.
Inizio ore 22,00 circa (molto circa). Essendo l'ultima esibizione dell'anno sicuramente rottameremo qualche vecchio brano, a meno che qualcuno lo voglia raccattare dalla strada.
Non mancate, mi raccomando.
Buon anno a tutti da parte della Nuova Dimensione.
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Danieli, Francesco. La freccia e la palma. San Sebastiano tra storia e pittura con 100 capolavori dell'arte., Edizioni Universali Romane |
Ho letto avidamente il libro del simpaticissimo concittadino e amico (don)Francesco Danieli.
Vi devo proprio dire che mi ha interessato e divertito. Interessato perchè la ricerca storica e agiografica è valida, impostata in maniera scientifica e con metodo da vero e autentico ricercatore, secondo i crismi che un serio e responsabile studioso deve avere.
L'approccio alla storiografia è inserito nei contingenti paramentri della contestualizzazione storica, dogmatica, filologica e critica. Ma mi ha anche divertito perchè tutto il lavoro, serissimo nei contenuti, è finalmente scritto in maniera brillante e, addirittura, a tratti persino ironica e burlesca.
Don Francesco, d'altronde, chi lo conosce lo apprezza anche per questa inguaribile tendenza all'ironia ed all'autoironia, alla lettura disincantata e poco ipocrita delle faccende di cielo e terra.
Tutto questo non solo traspare dal contesto del libro, ma addirittura lo guarnisce e lo connota con sapiente garbo.
Finalmente, dicevo, la ricerca svolta con metodo e competenza si coniuga con un bell'italiano scorrevole e corrente, mai infarcito di desueti ghirigori lessicali; fossili di retaggi azzeccagarbuglieschi scopiazzati da dolci stil vecchi ormai pomposi e polverosissimi adusi a chi vuol apparire per quello che non è e non fu e, difficilmente, potrà essere.
Inoltre il metodo di chi è avvezzo all'approccio alla ricerca effettuato con prassi e rigore viene fuori, affossando, inconsapevolmente, tante operette di improvvisati cercatori e copiatori locali che ormai hanno più volte rivoltato il calzino abusando della pazienza di chi dovrebbe (e guai a chi non lo faccia!) avere il dispiacere di leggerli.
Tutta altra musica, invece, il lavoro di Francesco: brillante, prima di tutto, ma rigoroso e documentato.
Inoltre è pregevole il lavoro di raccolta iconografica che correda il libro. Oltre cento raffigurazioni del Santo Martire a colori (chi ha mai stampato sa di cosa parlo) consentono comunque un prezzo del libro onestissimo, a prescindere dai contenuti.
Devo proprio dire che Francesco mi ha riconcialiato con certe opere storiche e pseudostoriche che ormai in provincia si sfornano senza soluzioni di continuità badando più al particulare che al valore intrinseco ed alla ricerca, seminando incongruenze e fallaci preconcetti che diventano, poi, duri a morire, solo perchè stampati.
E poi, vivaddio, un'opera che varca i confini del localismo e delle claustrofobiche mura paesane.
Tanto che, forse l'unico "difetto" riscontrato, è la mancanza nella iconografia proprio del S. Sebastiano custodito nel trasetto della Chiesa Madre di Galatone di scuola (se non proprio di mano) del Mattia Preti, il Cavaliere Calabrese. Sarebbe stato, a mio modo di vedere, assai interessante ed istruttivo poter comparare le quattro tele simili: Capodimonte, Capri, Bovino e Galatone.
Ma evidentemente, don Francesco Danieli, ha voluto significativamente rinunciare proprio a questo eccesso di campanilismo per viaggiare, come sta viaggiando, nell'editoria internazionale.
Non per niente la presentazione del libro è avvenuta non alla bocciofila sotto casa, ma addirittura alla Camera dei Deputati. E scusa se è poco........
Auguri ed ad maiora!
A CAPODANNO CAMBIA MUSICA..
LIVELLO 11/8
Chi vuol intendere.inTenda
II° edizione
15 dicembre 2007 - 06 gennaio 2008
s.s. Lecce/Brindisi - area P.I.P. Surbo (Lecce)
parcheggio Ipermercato
LIVELLO 11/8 "chi vuole intendere. inTenda" prod
LIVELLO 11/8 "chi vuole intendere. inTenda" è il primo contenitore che si sia realizzato in
L'idea è stimolare l'informazione e il dialogo, accentuando l'impatto ed il valore della creatività rispetto al territorio ed alla Comunità locale.
E' proprio il territorio marginale il nostro luogo. Dopo aver riqualificato, nella prima edizione, il quartiere popolare della periferia leccese, quest'anno andiamo a incontrare culturalmente il luogo della produzione globale. L'obiettivo è drenare il pubblico delle multisale e dei luoghi preconfezionati abituato a delegare le proprie emozioni, per fargli vivere, attivamente e criticamente, l'idea di spettacolo dal vivo.
Direzione artistica a cura di CESARE DELL'ANNA
31/12/2007 Fino all'alba del 2008:
Session OPA CUPA with MUFFX


Le vicende del bilancio dello Stato, con la tormentata procedura della legge finanziaria, hanno portato ad un programma di politica economica che si può qualificare un "oggetto misterioso", soprattutto dal punto di vista degli effetti che potrà produrre.I contrasti, tra partiti della stessa coalizione di maggioranza, perdurano, con conseguenze che,attualmente,non sono prevedibili. La situazione mi sembra grave per il Paese che sta vivendo sotto un incubo economico debilitante. Spostiamo,però, il ragionamento sul nostro bilancio annuale di previsione, non ancora deliberato,quindi, sulla nostra città.
Gli atti di programmazione finanziaria costituiti dal bilancio annuale di previsione,dal bilancio pluriennale e dalla relazione previsionale e programmatica,insieme con il piano esecutivo di gestione,sono ancora in alto mare.Si risponderà che ancora è troppo presto e che sicuramente ,durante la fase dell'esercizio provvisorio, a cui necessariamente si dovrà arrivare, ogni cosa sarà messa in ordine;ma la perplessità su quello che avverrà o come avverrà , è forte, in quanto ,ora, ti accorgi che gli atti predisposti e non, presentano disfunzioni.Lo spunto lo prendo dall'atto di delibera di giunta n.114 del 04/12/2007 (variazioni al P.E.G. del bilancio di previsione 2007) ove, già dalla premessa, vedi che il "monitoraggio" consiste nello storno di alcune somme necessarie, con un prospetto di capitoli ed articoli interessati, alla liquidazione di fatture per beni e servizi, e non ,invece, nell'analisi delle sopravvenute esigenze, successive alla adozione degli atti di programmazione ,che dovrebbero riguardare diverse altre componenti, così come fu per la sua formazione. Cioè, la verifica sull'andamento della gestione annuale,lo stato di avanzamento del vecchio programma con la individuazione di eventuali correzioni .Questo per porre serie premesse,senza scaricare in modo generico sul passato, e per informare la collettività di cosa sta facendo l'Amministrazione,di come si sta muovendo e di quali scelte ha fatto o sta facendo o ha in mente di fare. Il punto d'incontro tra Ente e Cittadinanza è L'Ufficio relazioni con il Pubblico che - finalizzato a dare attuazione al principio di trasparenza dell'attività amministrativa,alla rilevazione sistematica dei bisogni ,al livello di soddisfazione del cittadino per i servizi erogati, alla collaborazione per adeguare i fattori che ne determinano la qualità, a proporre correttivi per l'ammodernamento dei mezzi di informazione e delle strutture in genere - viene,invece, "usato" per pubblicare numeri e delibere, senza altra analisi. Come si farà a captare bisogni,effettuare correzioni ,rivedere programmazioni future se già ,da ora, non si comincia a fare questo lavoro doveroso ed utile per il cittadino, ma anche per la pubblica amministrazione? ("Conoscere per deliberare").Si dirà che, per questo, esiste la Giunta,composta da persone che spendono tanto tempo sul Comune,il Sindaco, che capta molto bene le esigenze della collettività,il Direttore Generale che conosce molto bene le cifre; ma si potrà rispondere che tutto questo non è programmazione , non è capacità di elaborare programmi di natura strategica da parte della giunta, nè capacità operativa da parte della dirigenza dell'ente locale.Spesso queste incapacità, che non coinvolgono nemmeno altri settori, interessati alla procedura di un atto, comportano, poi, programmi più o meno fantasiosi.Voglio ricordare,ma solo come esempio, l'esperienza di alcuni progetti obiettivo presentati da dirigenti; orbene una costante di tali progetti obiettivo è che questi non specificano obiettivi chiari,ben definiti,verificabili e misurabili ! Vorrei quindi auspicare per il nuovo Anno 2008 un'inversione di tendenza per assicurare la trasparenza della "casa di vetro",con una verifica non solamente contabile, ma di informazione e partecipazione democratica della collettività che non vive di atti ,i quali poi,senza corrispondenza ai bisogni sociali,rappresentano solo necessità amministrative, formalmente validi. Ciò che è peggio,commentati,ad arte, in modo perfetto.
La nostra Costituzione,oggi 27 dicembre 2007,compie sessanta anni dalla promulgazione.De Nicola,capo provvisorio dello Stato,con la controfirma di De Gasperi e del guardasigilli Grassi,la promulgò il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948,cento anni dopo lo Statuto Albertino.Il giorno dopo moriva l'ex re Vittorio Emanuele III di Savoia.Eppure,ancora oggi,la domanda è se la Costituzione,nel suo spirito e nella sua lettera,possa essere ancora giovane e rappresentare un'eredità ancora da scoprire .Può essere quindi rivendicata e rivisitata? Oppure c'è il rischio che si possa conservare solo traccia mnemonica superficiale,offuscata pure,dalla necessità e urgenza di altre riforme istituzionali? Spero di no specie se si considera quanta fatica e quante lotte sono occorse, nel passato, per costruire e difendere,pure con molte cadute, un patrimonio normativo e denso di valori di democrazia e socialità comuni agli italiani.Può fornire,nella sua ispirazione e nei suoi contenuti deontologici,un legame di continuità necessario tra le generazioni sempre più distanti fra loro,un nesso tra le maggiori lezioni del tempo storico vissuto dagli anziani di oggi e da adulti e il presente aperto al futuro dei giovani.
Il trascurare o lasciar cadere tanta eredità è un rischio,soprattutto, per i giovani. Non avere memoria intima e convinta sulla tardiva vicenda dell'unità nazionale e la sorte delle istituzioni pubbliche può incidere sul modo di vivere e pensare.Per molti giovani c'è la previsione e la esperienza di una tardiva uscita dalla casa paterna per una propria vita autonoma ed indipendente ma,nello stesso tempo, una disponibilità ad adattarsi convenientemente nel privato.Un difficile rapporto di fiducia con gli adulti,nel pubblico,ed un'attenuazione del contrasto tra genitori e figli,nel privato.Comunque i giovani d'oggi rivelano non di rado una domanda largamente insoddisfatta di modelli adulti autorevoli e, richiesti di esprimere su chi riversare la fiducia,molti mettono ai primi posti la polizia,i magistrati,uomini di chiesa e solo alla fine i politici.I giovani si esprimono con favore per le libertà personali,per i diritti giuridici di cittadinanza,manifestano una non comune capacità di adattamento pure ad occupazioni precarie (salva una minoranza dalle brillantissime carriere) nel privato,senza forti capacità di ricerca di discontinuità e di relazione con il pubblico.Penso,allora,ad un cambiamento che,attuando principi costituzionali ancora validi,autodiretto,dal solo privato o dai problemi esistenziali, solo personali del giovane, possa cogliere una dimensione di pubblico,di presenza nel politico,non necessariamente partitico. Avere coscienza,quindi,dei contenuti salienti della nostra Carta di fondazione della Repubblica non può essere solo un problema di cognizione o formazione.Il patto costituzionale va riletto e rivisitato a difesa dell'essenza della vita democratica e libera di una società, avendo bisogno dei giovani che in essa possono trovare ciò di cui servirsene, non strumentalmente, per migliorare la loro capacità progettuale e una propria strategia tra privato e pubblico.

In questo lieto giorno,almeno così dovrebbe essere per tutti,dopo aver dato e ricevuto auguri,di tanto in tanto anche in modo affettuoso da diversi concittadini,mi viene in mente,senza pessimismo ma con velata tristezza,una poesia del compianto amico Professore Ispettore DONATO MORO dal titolo "SUDORE E MISERIA". Ve la propongo,nella dinamica delle cose di questo mondo,per una riflessione:
"SUDORE E MISERIA"
S'alza ogni giorno il sole
ad arare il Salento
risecco come foglia screpolata.
Le pecore che cercano bruciate
hanno stanchezza d'uomini che attendono
un'onda di frescura.
Per ora ognuno beve il suo sudore
e stringe nelle carni la miseria.
1960
Il Natale è sicuramente la festa dei buoni sentimenti per antonomasia, e questo non guasta, se non fosse che sarebbe meglio non aspettare Natale per ricordarsi della loro esistenza. Ma questo sarebbe un discorso troppo lungo.
A me piace pensare che anche a Natale si possa scherzare e ridere di noi stessi mentre siamo alle prese con le tante incombenze che la festività comporta, tra regali, cene e tombolate di rito. Ecco perché vi propongo questo simpatico testo in dialetto romano, di autore ignoto, che ho ricevuto in questi giorni. E’ abbastanza caustico in alcuni passaggi, ma credo che non tolga niente all’essenza vera del Natale, proprio perché mette in risalto l’aspetto profano della festa, facendoci anche riflettere un po’ su noi stessi e le nostre manie. Comunque, nonostante quello che segue, buon Natale a tutti!
Er Natale
Ebbene sì, stanno pe arrivà le feste de Natale…
So’ tutti contenti, so’ tutti felici… so’ tutti più boni…
Invece a me me rode er culo e divento ancora più stronzo, si è possibile.
A Natale te se riempie casa de parenti, zii, zie, cugini, cugine, nipoti, nonni, pro-zii, pro-zie, de tutto: tutta gente che vedi solo pe du’ motivi, le feste o i funerali.
Tocca mèttese i cartellini sul petto pe ricordasse i nomi.
Insomma, se comincia er 24. Dalla mattina appena me arzo, mi’ madre parte co la tiritera… scenno, manco me siedo pe fa’ colazione che parte la lagna…
“Ricordate che er 24 è Vigilia, quindi er 24, PESCE…”, me la guardo ancora nel sonno e je dico “A mà, stò a fa’ colazione, posso magnà li biscotti o nel latte ce devo inzuppa’ la spigola?”
Insomma, a casa ce stà n’armata de affamati, gente che pare che nun magna da ‘na vita, aspetteno er Natale cor veleno, da metà novembre stanno a insalatine pe non rovinasse l’appetito. Insomma, oramai a casa mia non fanno più la spesa ar dettaglio.
L’anno scorso hanno preso 123 mq de Mediterraneo e 83 mq de Mar Baltico… te dico solo che mi nonna stava pe infarinà e frìgge’ er Capitan Findus: ‘sto cojone stava a passa’ nello spazio de mare che s’eravamo comprati, lui, co’ quel cazzo de peschereccio azzurro.
C’è gente che pe magna’ conosce li peggio trucchi… de solito a cena dopo un par de portate se slacceno la cinta… mi zio l’anno scorso pe frega’ i parenti s’è presentato in tuta: così non comprime e po’ magna’ de più!
Insomma, la cena scorre, se finisce de magna’ ed è l’ora dei regali…
In tutte le famiglie ce sta quella che vole fa’ l’istruita, pure che ha fatto pe puzza la seconda elementare… e allora senti mi zia che dà er regalo al marito della sorella e je dice… “tieni, un bel CARDIGAN”, che mi zio c’aveva paura fosse un cane da riporto del Caucaso, ha aperto col terrore… poi co’ un sospiro je fa’: “ah! Un majone coi bottoni… m’ero preso ‘na paura”.
Fiuuuu! Pericolo scampato! Sempre lei è quella che fa i regali impegnati ai nipoti, viene e te fa’…: “tieni un bel libro, che la cultura è importante!”
“A zì, sarà pure importante, ma si me regali “I 3 Moschettieri” che c’ho 45 anni, che cazzo de cultura voi che me faccio…”
Ma la cosa più bella, che contro tutto quello che viene detto in televisione, so’ i regali della nonna. So’ anni che sentimo di che co’ l’euro tutto è aumentato: quelle che erano 5 mila lire, mo’ nella nostra mente, so’ 5 euro… sì, er cazzo che te se frega…
Mi nonna me regalava 50 mila lire prima, mò uno se aspetta 50 euro… e invece no!! Te se presenta co un pezzo da 20, un pezzo da 5 e 50, 20 e 10 centesimi… te verrebbe da daje ‘na sediata.
Mi nonna è la vera risposta italiana al problema euro!
Poi la gente se ne va a casa, ma er peggio deve ancora da veni’. Er peggio è il 25!
La notte io non ce dormo… so’ teso… nervoso… I preparativi per il 25 partono dall’Immacolata. Se riuniscono le donne e se mettono a decide’… che famo, che non famo… agende co’ le ricette, puntate registrate della prova del cuoco… poi alla fine se finisce sempre pe magna’ le stesse cose.
Te alzi la mattina, entri in cucina, e le vedi lì, manco stessero a sperimenta’ a fusione a freddo. Appena provi a entra’ te fanno “CHE VOI?”… “Niente, che vojo, un bicchiere d’acqua”… “NO, mò aspetti…” … manco i Vietcong ereno così.
Poi pare sempre che è successo qualcosa, so’ tutte co’ la faccia disperata…
Te spaventi, ce stai male e domandi: “che è successo?”…
“Lascia sta’…” “…come lascia sta’? Vojo sape’! Ahò, se so’ cose della famija, c’ho il diritto de sapèllo!” Te guardano co’ la faccia distrutta… e te dicono: “la besciamella ha fatto i grumi…” …MA ANNATEVENE A FAN CULO VOI E LI GRUMI!
Da 30 anni, er 25 c’ha er menù fisso… e non solo quello. La cosa peggio che po’ succède è il doppio tavolo: uno pei grandi e uno pei piccoli.
Me dava ar cazzo da regazzino… ma adesso me fa proprio smadonna’…
L’anno scorso se semo ritrovati al tavolo che er più piccolo c’aveva 25 anni… Gente che è annata in guera, gente co’ due divorzi…, però sempre relegata al TAVOLO DEI PICCOLI.
L’unica cosa è che da due anni a ‘sta parte ce danno pure li coltelli.
Poi, nel mentre che se magna, noti che er fratello de zio, che er 24 c’aveva la tuta, oggi si è presentato co’ la tunica che ha fregato a un lavavetri al semaforo.
Sotto è rigorosamente nudo, che le mutande segano! E c’ha la faccia contenta. Hai capito sì che stratega, er Bonaparte der colesterolo!
Er pranzo finisce, se contano i superstiti, se sparecchia, se lavano i piatti e poi… poi… se gira a tovaja che da bianca diventa verde… se comincia a gioca’ a carte!
E a che se gioca? A sette e mezzo? NO! Se gioca a BESTIA! Er gioco dell’infamità, tutti contro tutti.
Er tipico momento arriva co un piatto de ‘na quarantina de euri. Comanda coppe.
Tu c’hai er 3 secco… bussi… sei de mano, te senti un leone… bussa solo tu nonna.
Te dici… “nonna me vo’ bene, m’ha cresciuto, sto tranquillo…”, cambi due carte.
Non t’entrano altre briscole ma t’entra un carico. Un po’ de paura ce l’hai, ma ostenti sicurezza. La vecchia non deve intravedere il minimo turbamento in te, so’ come i cani… sentono si c’hai paura.
Allora parti: lanci er carico a denara. Tu nonna te lo magna col 2 de coppe. Cominci a suda’ freddo e te dici “no, non ce lo po’ ave’, no, non me po’ di’ così sfiga…”
E invece che fa? Cala er COPPONE… . Poi co’ lo sguardo finto dispiaciuto te dice:
“Bello de nonna tua, è er gioco…”
Butti er 3 smadonnante e lei, non contenta, butta er 5 a spade, che te c’avevi er 4.
Insomma, tu nonna t’ha mannato in bestia… ‘cci suaaa!
A me m’ha fermato mi’ padre appena in tempo, je stavo pe da’ na lamata…
Già me fai i regali pidocchiosi, poi te li ripii pure… Poi dice li metti all’ospizio!
Comunque, giocando giocando, se fa ora de cena e parte la domanda retorica:
“Qualcuno cena?” E c’è gente che ancora c’ha er coraggio de di’ de sì… Poi, che vor di’ sta divisione cena-pranzo-cena… Io so’ sicuro che l’anno scorso mi zio s’è messo a sede’ er 24 e s’è rialzato er 2…
Ma alla fine arriva l’ora de salutasse… e la solita manfrina: “Se vedemo troppo poco. Tocca organizza’ più spesso…”
Vedi tu nonno che se fa du’ conti e dice… “Ahò, contando che er Natale vie’ na vorta l’anno, la prossima occasione deve da esse…”
Ed è allora che parte un sonoro “ANNATEVENE UN PO’ AFF… TUTTI QUANTI!”
Che bello er Natale in famiglia…
Che bella serata, ieri, al Vertigo di Lecce!! Diciamo che forse, a dirla tutta, il pubblico poteva essere pure un po’ più caloroso, specie all’inizio dello spettacolo (alla fine era invece entusiasta), però credo che nel complesso sia filato tutto abbastanza liscio e sia stato molto divertente e ben riuscito lo spettacolo.
Star assoluta dell’evento, in cui hanno suonato 7 cantautori + 1 (poi vi dico chi è quest’uno…!) è però risultato essere l’unico e inimitabile poeta Carmine!! Amico d’infanzia di Nicco Verrienti, faccia pulitissima acqua e sapone, occhiali spessi a nascondere due occhiettini piccoli piccoli e buoni buoni, molto intelligenti, cappello nero a larghe tese, il Poeta si è assiso sul palco come un regnante, a gambe accavallate, su una poltrona posta piuttosto in alto, come si conviene ai grandi! Ad ogni artista (compreso me!) ha dedicato una sua composizione estemporanea, in stile surreale postmoderno!!! Ah ah ah… grandioso direi. La trovata migliore della serata!!
Ha iniziato il mitico Lucianone Revi col suo affascinante e ipnotico folk-blues, poi Francesca Romana (grande classe), Nicco sempre perfetto, Giulietta Led-rock (bravissima!), Enrico Calabrese al piano (emozionante), P40 e infine… io! Sì, insomma, me medesimo!! Naturalmente sono stato introdotto alla grande dal Poetaaaaaa! Ecco a voi i dieci minuti della mia esibizione. Il volume della mia chitarra era purtroppo bassino, me ne sono accorto dopo! Brutta gaffffffffe…..!!!!!
BAAAAAAAAAAAAAAAAAACCCC:
Dopo un paio di bis di Francesca Romana e di P40, ho captato un rimestìo, un sussurrar di voci e un bisbigliare di bocca in bocca e di orecchio in orecchio… che succede?????? Beh, semplice: il gestore del locale ha riconosciuto seduto accanto a me il grande Bac (beh, è una star affermatissima, si sa!!!!!) e ha suggerito immantinente agli organizzatori di fargli chiudere la serata! Bac non è certo tipo che se lo fa ripetere due volte! E infatti.... eccovelo qua sotto, in grande spolvero, in questo fantasmagorico fuoriprogramma!!! E vai Baaaaaaaaaaaaac!
A.A.: stonature feroci del Mariano ai cori di "Lu semiasse non bale". Chiedo venia.
BUON NATALE A TUTTI
da
LUIGI MARIANO
e ANDREA BACCASSINO!!