Galatown

MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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giovedì, 31 maggio 2007

BLOB ELETTORALE GALATEO

DI LUCIANO CONCORDIA

(bravissimo!!!!)

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=1844

ecco tutta la nostra "liderscippi"


Ricevo, dal caro e stimato amico Enzo Ligori, & pubblico:

Lettera aperta di Libertà e Giustizia di Lecce

al Segretario provinciale della Margherita, Gigi Nestola,
ed al Segretario provinciale dei DS, Sergio Blasi.
 
Caro Gigi,
Caro Sergio,
 
Libertà e Giustizia, come sapete, è un movimento democratico presieduto da Sandra Bonsanti, il cui impegno per l'unità dei riformisti e, oggi, per il Partito Democratico, è scritto nel suo stesso atto di fondazione.
Naturalmente rappresenta alcune aspettative particolari che sono espressione delle idee dei suoi fondatori e dei suoi soci, e si è impegnata prevalentemente sui temi del rispetto della Costituzione Italiana, della laicità dello Stato, del compimento della democrazia, della piena partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Aspettative e desideri sono stati rappresentati più volte a Prodi e, da ultimo, a D'Alema, che è stato nostro ospite a Milano il 10 maggio scorso (in passato sono stati ospiti anche Rutelli e Fassino).
Il contributo di Libertà e Giustizia è stato sintetizzato in un “decalogo” consegnato a D'Alema (che in parte vi ha contribuito) e che di seguito vi propongo:
1. Il Pd è un partito laico, antifascista, progressista ed europeista, che riconosce il valore fondante e l’attualità della Costituzione della Repubblica italiana e difende l’autonoma espressione del voto parlamentare da qualsiasi ingerenza
2. Il Pd nasce dall’esigenza di rinnovare alle radici l’anima e l’organizzazione della politica italiana
3. Per questo il Pd si impegna con norme che regolino la democrazia interna dei partiti ad attuare un forte ricambio della classe dirigente, puntando sui giovani e sulla partecipazione attiva e paritaria delle donne
4. Il programma del Pd deve ispirarsi ai valori e alle idee di un’Italia moderna, forte delle sue radici di Libertà e Giustizia e rivolgersi coraggiosamente al futuro: formazione dei giovani, riconoscimento del merito, delle capacità intellettuali e d’iniziativa, investimenti nella ricerca scientifica e sfida all’emergenza climatica e ambientale. Pace, partecipazione e fantasia, tre parole chiave e tre valori per pensare il futuro.
5. Il Pd sostiene una moderna economia sociale di mercato, libera dai conflitti di interesse. Promuove pari accesso alle opportunità, autonomia di impresa, equità e solidarietà tra i cittadini. Il Pd fa di un lavoro dignitoso per tutti il grande compito della Repubblica, come previsto dalla lungimiranza dei padri costituenti.
6. Il Pd è un partito che s’impegna da subito a limitare i costi della politica, gli sprechi e i privilegi delle amministrazioni a tutti i livelli.
7. Il Pd si impegna, a ogni livello politico e amministrativo, nella tutela del paesaggio, del patrimonio artistico e culturale e delle risorse naturali ed energetiche comuni.
8. Il Pd sostiene la famiglia e tutela le coppie di fatto, prevedendo norme che garantiscano i diritti di ciascuno.
9. Il Pd considera l’efficienza della giustizia e la lotta a ogni forma di illegalità – in primo luogo quella che vede colluse la politica e la criminalità organizzata – come priorità da perseguire con tutti i mezzi necessari, nell’interesse della sicurezza dei cittadini. Il Pd tutela il pluralismo dell’informazione e l’indipendenza dei mezzi di comunicazione dalla politica.
10. Il Pd sollecita il dialogo e la ricerca di possibili mediazioni al proprio interno e nei rapporti con le altre forze politiche, ma non è disponibile a trattative ad ogni costo che minaccino i principi enunciati nel decalogo qui esposto.  “
Capisco che siamo in epoca di inflazione di decaloghi e dodecaloghi, ma l’esigenza che intendo porvi, anche a nome di quelle poche decine di iscritti leccesi a Libertà e Giustizia, è di farci uscire dalla imbalsamazione in cui siamo costretti, non avendo ancora il nuovo partito e non avendo più i vecchi. Quello che il popolo dell’Ulivo vuole non è l’immobilismo in attesa delle regole certe e del leader futuro, ma uno strumento più forte e in grado di portare e riportare molta gente nella piazza politica, una piazza in cui ognuno possa contare per sé e non per le tessere che rappresenta.
L’esperimento leccese di una lista targata Ulivo è stato un passo verso il Partito Democratico. Non vorrei che l’insuccesso, previsto ma non per questo meritato, scatenasse infantili ricerche di responsabili all’interno di una lista e di un movimento che ha fatto il possibile per portare l’instancabile candidato Rotundo al Comune.
Insomma vi sto chiedendo di accelerare il processo di nascita del nuovo partito, ma soprattutto di non andare in vacanza e di non mandare in vacanza le “vecchie” strutture.
Inoltre vi chiedo di impegnarvi per la laicità del nuovo soggetto e per la elezione diretta e senza reti di protezione dell’Assemblea Costituente. La partecipazione della società civile ci sarà, e sarà numerosa, se l’elezione avverrà in maniera libera, senza riserve e senza quote, altrimenti sarà una mera ripetizione dei due Congressi che avete svolto, con scarso interesse per chi chiede di partecipare e di contare, non solo di essere rappresentanza aggiuntiva.
La contestuale o contemporanea elezione del leader è oggetto di discussione e di valutazione che dev’essere prudente e coraggiosa nello stesso tempo. Ma non deve accadere che il tempo che trascorrerà da qui alla convocazione dell'Assemblea Costituente sia tempo di silenzi e di attese, di assenze e di riposo (come purtroppo è stato in occasione del family day), ma sia tempo di azione politica, di mobilitazione, di dibattito e di battaglia delle idee da cui possa scaturire una netta collocazione e un radicamento del nuovo partito nell'alveo del riformismo storico, dalla parte dei lavoratori (qualunque sia la loro posizione nel processo produttivo), per le pari opportunità di ogni genere, età, colore della pelle, orientamento sessuale.
Vi auguro, e auguro al Partito Democratico, un grande successo.
Lecce, 15.05.2007
Enzo Ligori
Libertà e Giustizia, Lecce

postato da: giusepperesta alle ore 16:26 | link | commenti (1)
categorie: ricevo e pubblico, cosedaelezioni

con il patrocinio del Centro Servizi Volontariato del Salento (CSVS)

 

 

2 giugno 2007

LA REPUBBLICA DI TUTTI

 

In occasione della Festa della Repubblica

 l'Associazione “Partecipazione” di Cutrofiano

 

invita tutti i cittadini a sentirsi titolari pieni dei diritti garantiti dalla Costituzione Italiana

e li invita a partecipare alla manifestazione che si svolgerà

sabato 2 giugno 2007 alle ore 19

presso le Scuderie del Palazzo Ducale

 

Programma:

 

Marcello Risi  (Italiani – Europei) “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale

   e sono eguali davanti alla legge…” (art.3 Costituzione Italiana)

Interventi:

Diomede Stabile, (Osservatorio Privilegiato Disabili Informazione Lavoro – L'ATV):

                        “…senza distinzione di condizioni personali e sociali…”

(art.3 Costituzione Italiana)       

 

Proiezione di un documento sulla inaccessibilità dei marciapiedi di Cutrofiano

 

Michela Di Ciommo (Presidente Commissione Provinciale Pari Opportunità)

                        “… senza distinzione di sesso, di razza…”

(art.3 Costituzione Italiana)

 

Vincenzo Ligori (Libertà e Giustizia - Lecce)

“… Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati…” (art.118 Costituzione Italiana)

 

in collaborazione con

Osservatorio Privilegiato “Disabili Informazione Lavoro” - L'ATV

Libertà e Giustizia - Lecce


postato da: giusepperesta alle ore 13:07 | link | commenti
categorie: ricevo e pubblico

Stringono i tempi
per gli apparentamenti


www.bachecadigalatone.splinder.com

postato da: vitobaglivo alle ore 12:51 | link | commenti
categorie: nontuttisannoche, cosedaelezioni

Caru figghiu,

cquandu è ccrai, tègnu già, sittantasette anni e nno n’era istù mai nà purcaria ti cqueste.

Te sai cquantu amu Galatune eppuru sta sera ùlia cu mm’indi scappu, a ddhrò mancu jò sacciù, ma ùlia cu mmi n’di vò.

Mi giru intra lu liettu, ca no pigghiu sonnu, no pigghiu sonnu ca pensu a ccomu sò scìute li votazzioni a Galatune.

Li sinistre onu piersu, anche se,  putimu tire, ca sò state purtate e onu, puru ùlutu cu perdinu.

Lu postu a prima fila stà ssi lu schìocanu li sindaci ti manu tretta, unu cu lli sordi, ca

 e rriatu secondu e l’addhrù puirieddrù ca e rriatu prima.

Totte sti ddivisioni facinu tannu, sette sindaci sò mmoti,  lu proverbiu ca tice:

“l’unione face la forza”, sì l’onu scirratu, tutti ni lu scirramu, pircè la n’vidia, la gelusia, l’ingordizzia, ete mota e cresce sempre ti cchiùi.

No nni pigghianu a considerazzione, ma sé cquardamu a galatune ea totta l’italia, nà bbona parte ti cristiani e rrumasta a ccasa, cu vvota no n’cc’è scìuta.

Chianu, chianu, stà cresce lu partitu ti cquiddhrì ca rrumaninu a ccasa, ma ciucheddhrì ole cu ssi n’di ccorge, nò cconviene.

A mme stà mmi pare ca sé ppiersu lu spiritu ti libbertà, ti giustizzia e ddi onestà.

La chiesa ca nu ggiurnu si e l’addhrù puru rompe li pampaciuni, no fface lu mestieri ti la chiesa cu penza a lli poveri,  a lla giustizzia su stà terra, no, a ppinzare a cose cà no nn’imparteninu, puru la chiesa ha ppiersu lu sensu ti chiesa.

Cquandu contu cu cqueddhrè ti l’età mmia, mi ggira lu stomacu, li iti e lli sienti tranquille, comu vae e ccomu ene, nienti li còtula.

Li sienti morte prima ti lu tiempu, penzionate ca sònu, si scerranu puru ti li fili, si proccupanu sulu cu ssi mangianu la penzione.

Si precìanu ca onu scire vvotanu n’torna, pi deddhrè e nnu ddivertimentu.

Jò e sirita, paru cu ffraita stà fiata, rrumanimu n’torna a ccasa, cu bbenca cì ole.

Caru figghiu, mo tocca tti salutu, ca sé ffatta cquasi menzatia e aggiu cucinare la pasta sciutta, ca sirita mò rria ti fore.

Salutame muggherita e bbaciame li agnuni, salutame puru socrata e ssocruta,

ciau ti mammata e sirita.


postato da: localo alle ore 12:19 | link | commenti
categorie: sfoghi, cantastorie, cosedaelezioni, scherzi e ironie

C'è chi scrive, chi legge e chi fa.

Io leggo, scrivo e faccio e comunico.

Può piacere e non può piacere ma i fatti mi "cosano".  Rompo le uova? Pazienza, non sono le mie.

Tenersi la propria cultura fra le scartoffie senza comunicare è atto onanista da cultura pre illuminista. I sospiri non servono. Le prediche solistiche nemmeno. Serve il "fare".

Si devono saper usare i media se si vogliono ottenere risultati in un mondo globalizzato e che ha abbattuto le mura medievali della paesanità già da diversi secoli. Perchè, lo dico sempre, da soli si fa poco. In tutti i campi. Bisogna comunicare, coinvolgere e partecipare. Sinceramente.

La Battaglia per Fulcignano sta portando diversi frutti. Il tam tam che sto facendo per amici ed intellettuali di tutta Europa (ma anche una cara amica Argentina ha preso a cuore Fulcignano di là dall'oceano) sta portando tanti risultati e adesioni di altissimo livello, fior fiore di intellettuali e cattedratici. Telerama mi sta dando un supporto encomiabile e una credenziale veramente valida.

Hanno preso a cuore l'Iniziativa il prof. Cristante, il prof Sansò, il prof. Licinio, lo scrittore Livio Romano e tanti altri. Anche i dirigenti delle soprintendenze di Bari e Lecce mi hanno corroborato di consigli e incoraggiamenti.

Oggi ho ricevuto questa mail che porto subito alla conoscenza dei lettori di questo blog così come ho già provveduto a inoltrare a Telerama.

 

gentile architetto,
sono un appassionato di storia medioevale (segnalo il mio romanzo "Da oriente ad occidente; la leggenda del Sacro Graal" - ed. Bastogi Foggia 2006)  e ho in animo un progetto culturale-turistico-ricettivo del quale è a conoscenza l'amico  Stefano Latorre, che mi ha segnalato la Vs. lodevole iniziativa del recupero del superbo castello di Fulcignano. Ebbene, pur non conoscendo la cifra richiesta per la vendita, ma prevedendo un importante primo intervento di restauro  penso  che si potrebbe costituire una società con capitale sociale di 2 mln di euro, apportato  da  soci  con  quote di  200.000,00 euro (io potrei giusto acquistare una quota):attingendo poi da finanziamenti agevolati a fondo perduto (P.O.R. o legge 488 o contributi di fondazioni ) si potrebbe attuare un progetto turistico-ricettivo denominato "corte medioevale" del quale ho già disponibile un business-plan, sostenuto con entusiasmo proprio da Stefano Latorre.
Questa - grosso modo - la mia proposta, della quale si potrebbe discutere concretamente, magari  con imprenditori del settore turistico-ricettivo anche stranieri, purchè concretamente interessati....
In attesa di gradita risposta saluto cordialmente
Pino Picciariello

Si aprano le discussioni.

I due sindaci in ballo(ttaggio) sono avvertiti.

Cosa risponderanno?

Vedremo.

Io la mia parte l'ho fatta.

 



Ricevo & Pubblico:

Premetto che i ragionamenti del Sig.  (e non per apposizione di prassi ma per sostanza e impronta d'animo) Enzo De Mitri danno peso e lustro a questo piccolo Blog paesano.

Oltre a ringraziare il grande Enzo De Mitri per la lettura di cui ci onora e per l'apporto di idee e discusione alta e logica di QUALITA', lo ringrazio per la disponibilità a scrivere anche su questa pagina che è infima rispetto alle sue consuete tribune.

Il professionista vero fa il suo lavoro ovunque e comunque. Questo dovrebbe far riflettere in tanti.

Il comunicatore autentico non ha bisogno di poltrone vellutate e palchi illuminati per esprimersi e confrontarsi, ma accetta anche la polvere dei blog. 

Galatown è veramente onorata di avere di questi "cittadini".

Caro Giuseppe Resta, architetto,
ringrazio i signori Baglivo, Localo, Capusquagghiata e Lei per aver aggiunto riflessioni acute e originali alle mie considerazioni sui costumi elettorali della casta dei lorsignori d’Italia con i risultati elettorali di Galatone non come bersaglio, ma come spunto.
Qualsiasi considerazione si voglia dare alle mie parole per me è esaltante che da quelle note siano sbocciati nel signor Localo i bellissimi versi sugli Apoti e sono certo che anche Prezzolini sarebbe rimasto incantato dal profumo di questi versi e di molti altri versi del signor Localo stesso che è per me una fresca sorgente di pensieri capaci di sensazioni antiche scavate nelle archeologie dell’anima.
Ai pensieri, caro Giuseppe Resta, non frega niente trovare cloni di se stessi: i pensieri nascono per avere figli diversi da sé, con i dna di molti padri e di molte madri o di nessuno; o anche senza dna ma con qualcosa d’altro o anche niente al suo posto. I pensieri sono come i miracoli, vanno oltre la Natura.
In Natura uno pianta un seme di anguria, e può venir fuori anche una minunceddrha, ma sempre lì siamo. Nel mondo dei pensieri uno può pensare di piantare il seme di una violetta ed aspettarsi una violetta: ma ecco da quel seme di violetta, spuntare un baobab.
È per questo che Nietzsche ha osservato che non si può dire “io penso” perché “è il pensiero che pensa”: naturalmente come può, e con ciò che ha.
I pensieri non sono figli di maggioranze, di accordi: e neppure di minoranze o disaccordi: ogni pensiero è unico, figliato da una coppia di sregolati, lui è il “senso del giusto”, lei la “libertà”; due così sregolati che adottano anche una gran parte di creature non proprie, che non si sa da dove vengano, che spuntano all’improvviso, ci sono e basta.
Una volta un pensiero appena sbocciato disse al Senso del Giusto e alla Libertà “io non sono figlio a voi: non vi importa sapere da dove vengo?”. E loro risposero come Gesù al viandante che gli chiedeva come mai non Gli importasse chi fosse e da dove venisse “Per me è importante che tu ora sia qui e la strada che faremo insieme”. Così il mio pensiero pensa, il pensiero del signor Baglivo ripensa, il pensiero del signor Localo dà un lampo “non saranno il 24% i non votanti, gli apoti, saranno il 12%: ma è quel 12% di apoti, di ‘popolo della suppenna’ (incantevole espressione!) che può fare la differenza”.
E il signor Capusquagghiata  su quella parte di “aventi diritto al voto” lontana da casa perché costretta ad emigrare osserva “forse qualcuno è emigrato per non vedere questo schifo..”. E Lei, caro Giuseppe Resta, nota appassionato che lorsignori della casta, i pesi e le misure se li scelgono a seconda dei propri comodi: un conto sono le percentuali adottate per elezioni comunali o nazionali dove non si tiene conto del “non voto”: altro conto le percentuali applicate se si tratta di referendum.
 Ora siccome siamo in cinque e me la sento che ciascuno di noi è uno che “sta sotto nessuno”, c’è un galateo che possa rinfrescare, per esperienza diretta, come funziona il referendum nella patria che è mamma del referendum, cioè in Svizzera? E c’è qualche galateo in Germania o Francia che possa testimoniare, per esperienza diretta, quali apporti dia in quei Paesi il Padre Stato alle famiglie, alle mamme che lavorano ed hanno figli piccoli, a chi non ha lavoro, a chi non ce la fa con l’affitto?
Per non essere in debito con chi facesse queste cortesie che cosa si potrebbe fare? Forse spiegare che in Italia anche la percentuale è un opinione: se si tratta di elezioni comunali o nazionali gli aventi diritto al voto che non votano vengono cancellati e vengono considerati soltanto coloro che vanno a votare; se si tratta di stabilire quante persone guardano un programma alla tv, le percentuali vengono riferite soltanto a coloro che hanno il televisore acceso: e coloro che hanno il televisore, ma lo lasciano spento, vengono cancellati.
E quando si tratta di stabilire i contributi elettorali che i partiti incassano per ogni elettore loro attribuito come funziona? Nel  100, in quel tutto che stabilisce la dimensione della torta, gli Apoti, quelli che per non berla non vanno a votare, entrano nel conteggio per determinare quanti soldini prende il partito Francesco, quanti il partito Giovanna e quanti la partita Iva? Entrano, entrano. Se un film ha l’interesse di 100 persone, il gestore della sala stacca cento biglietti; se un film ha l’interesse di 1000 persone il gestore della sala la riempie e incassa per mille biglietti.
Il film dei rimborsi elettorali prelevati dai partiti incassa sempre il massimo: che vadano ai seggi il 10 % degli aventi diritto al voto, o il 70% degli aventi diritto al voto, lorsignori incassano fette di una torta che considera sempre il 100 % degli aventi diritto al voto. La percentuale è sempre percentuale: ma è l’ammontare di quel “cento”, ammontare quasi sempre taciuto se non incontra un Apote, che fa la differenza. Per che cosa poi? Mentre gli Apoti fioriscono di pensieri, lorsignori di buon appetito.
Ringrazio Lei e i Suoi amici.
enzo de mitri


postato da: giusepperesta alle ore 10:51 | link | commenti (4)
categorie: ricevo e pubblico, cosedaelezioni

Anche Michelone lo dice......

Spallato 

 

SCOLLAMENTO

L'AMACA di Michele Serra
(da Repubblica del 30.05.2007)

L'analisi del voto, questa volta, non è così difficile: il centrodestra conta i suoi voti e li trova tutti, anzi qualcuno di più. Il centro sinistra conta i suoi voti e ne trova parecchi di meno, perchè in tanti non sono andati a votare. Questo darà modo alle varie componenti della maggioranza - secondo tradizione - di rinfacciarsi a vicenda la colpa della sconfitta. Ma temo che la verità sia più radicale e perfino più severa: lo scollamento tra l'elettorato di sinistra e i suoi rappresentanti è pauroso. Dopo anni che in molti borbottano "se continuate così non vi votiamo più", questa volta lo hanno fatto. Perchè, per quanto il rapporto con la politica sia meno ideologico, più pragmatico, quando si va a votare si cerca o si spera di potersi specchiare, almeno a tratti, nel proprio eletto. Si cerca o si spera di vedere rappresentate le proprie idee, di sentire difendere la propria identità culturale o quello che ne rimane.

La gente di sinistra chiede ai suoi capi di difendere i valori repubblicani (laicità dello stato, uguaglianza di diritti e doveri, dignità del lavoro) e di battersi per alcune opzioni politiche che segnano, eccome, la differenza con la destra (welfare, legalità, primato della scuola pubblica, primato degli interessi sociali). Ma l'establishment di sinistra, da qualche annetto, pare occupato soprattutto a discutere il proprio organigramma e a scannarsi sulle regole interne. Parla di se stesso, ossessivamente. E non gli rimane il tempo per parlare alla sua gente e per ascoltarla.


DICA TRENTATRE

La nuova rubrica medica di Galatown

 

Consigli post elettorali:


La Pasta di Fissan Alta Protezione è un prodotto inimitabile e di straordinaria efficacia. È una pasta all'ossido di zinco ad attività lenitiva ed emolliente. Grazie anche alla presenza di lanolina, lascia sulla pelle una barriera protettiva che difende da qualsiasi aggressione esterna.
Ideale per pelli molto delicate e nelle situazioni "difficili" previene irritazioni e arrossamenti e protegge da possibili screpolature e macerazioni le zone più sensibili

postato da: giusepperesta alle ore 10:18 | link | commenti (7)
categorie: cosedaelezioni, scherzi e ironie, kattivick
mercoledì, 30 maggio 2007

“APOTI”

 

“Apoti”, pare na mmale palora,

ma, scopri, scopri e ddoce comu nà scalora.

“Apoti”, pare ca ete ggente,

cà no ttantu m’prima la m’prosi,

no ssi la m’bbaccanu, tantu facilmente.

St’ “apoti”, n’zomma, pare ca vonu a n’cerca,

ti cristiani ti rabbu*.

Cristiani ti rabbu, ca sonu piersi e,

cquiddhrì ca n’cì sontu, no ffacinu li pulitici.

Sé nui, trùamu prima cì ni spieca,

cc’è gghè lu rabbu, ggià imu intu,

pircè stà palora a llu paese noscìu, se ppersa.

“Apoti”, ggente nata libbera, ca campa libbera,

senza m’brogghè e senza n’ganni.

Li partiti noscì, stì cose, no lli teninu,

li partiti e ccì li cumanda, si sentinu “Patreterni”,

cquante fiate l’aggiù scrittu e,

cci sape n’cora, cquante fiate l’imu scrivire.

“Apoti”, simu e pare, ca n’cora rimanimu.

 

 

 

*ti cristiani ti rabbu: gente onesta, seria e di parola.



Scusate, ma ci sono leggende metropolitane che continuano a uscire dopo anni.

Una di queste, riportata sui giornali di oggi per voce dallo stesso Franco Miceli, è quella relativa allo scarto dei voti suoi contro quelli di Vaglio.

Allora, se i dati riportati sull'archivio dell'Ulivo per Galatone sono corretti, come penso che siano, i fatti erano così:

Voti a Vaglio 5498

Voti a Miceli  5348

per una differenza tonda di 150 voti in più per Vaglio

Per i voti dei raggruppamenti invece

Centrosinistra 5359

Centrodestra 5231

con uno scarto a favore del centrosinistra di 128 voti.

Allora la finiamo di dire inesattezze?

Miceli nel 2003 ha perso per 150 (centocinquanta) voti visto che la classifica la fanno i voti al candidato.

Altrimenti dovremmo dire che Miceli è arrivato terzo a questa tornata visto che i voti delle sue liste sono al terzo posto.

Un peso e una misura, grazie.

Per amore di verità e di precisione.

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 20:54 | link | commenti
categorie: nontuttisannoche, cosedaelezioni, grilloparlante

I Frati Minori - Galatone (Le)

Vi invitano al Concerto Musicale

DEDICATO A MARIA

 

Violinista Daniela Aloisi

Flautista Marinella Prontera

Chitarrista Carmen Caiffa

 

Soprano Simona Gabello

Schola Cantorum “S. Francesco d’Assisi”

Organista e direttore - Giuseppe Pappaianni

Convento Santuario “La Grazia” - Galatone (Le)

Domenica 3 Giugno 2007 - Ore 21,00

 

 

 

In programma brani di Beethoven - Caccini - Donella - Frisina - Gounod - Gustafson

Molino - Mozart - Mulè - Vitali


postato da: giusepperesta alle ore 17:37 | link | commenti
categorie: locandine

Le prime dichiarazioni
dei candidati al ballottaggio

www.bachecadigalatone.splinder.com

postato da: vitobaglivo alle ore 16:34 | link | commenti (2)
categorie: nontuttisannoche, cosedaelezioni

SONO GLI APOTI DI PREZZOLINI IL PARTITO PIU VOTATO


Caro Giuseppe Resta, architetto,
Lei è un elettore, un “avente diritto al voto” che non è andato a votare: Lei non è andato a votare perché non ha trovato un candidato, una formazione politica, un programma meritevole di ottenere la Sua adesione: ed ha quindi votato “non votando”, standosene a casa come altri cittadini che hanno deciso comportamenti simili al Suo.
Ora se gli elettori sono gli “aventi diritto al voto” ci sono fra costoro quelli che decidono di raggiungere i seggi e di esprimere la propria scelta per una formazione, una persona, con una frase o consegnando una scheda bianca; e coloro che esercitano questo diritto rifiutandosi di raggiungere i seggi per varie ragioni e fra queste quella che non ritengono affidabile nessuna formazione, nessuna persona fra i partecipanti alla competizione elettorale.
Anche il “non voto” espresso attraverso il rifiuto di raggiungere il seggio, è una scelta, una indicazione politica e coinvolge parti consistenti degli “aventi diritto al voto”.
 Cittadini questi del “non voto” però che vengono da decenni ignorati, cancellati, o ricattati e dileggiati da molti dei lorsignori di quella che è ormai indicata con il termine “casta”. Da decenni ma non da sempre.
Dal 1961 al 1965, quando non avevo ancora 30 anni, e dal 1968 al 1992 sono stato nelle redazioni prima del “Corriere Lombardo, diretto da Egidio Sterpa, e poi della Notte di Nino Nutrizio, dell’Editore Carlo Pesenti, ingegnere e soprattutto Signore. Sede di questi giornali Milano, al primo piano di piazza Cavour 2, famoso Palazzo dei giornali sede negli anni trenta del Popolo d’Italia fondato da Benito Mussolini e diretto dal fratello Arnaldo.
In quei primi anni ’60 ad ogni consultazione elettorale proprio sul balcone centrale che dava su piazza Cavour e che corrispondeva all’ufficio che era stato di Benito Mussolini, si esponeva, a un folla così folta da bloccare il traffico del tempo, un cartellone con aggiornati di ora in ora i risultati elettorali ricavati dalle telefonate che alcuni redattori, raggiunti seggi elettorali considerati sensibili e rivelatori, inviavano osservando e registrando lo spoglio delle schede.
I primi dati registravano gli orientamenti di poche centinaia di persone: e per evitare il ridicolo di comunicare alla folla di piazza Cavour dati minimi, si ricorreva al trucco di moltiplicare ogni dato per dieci rendendolo così all’apparenza più consistente.
Le assicuro che quei primi dati così trattati o anticipati o così truccati, non si discostavano di molto dai dati finali e ufficiali considerati certi.
Fra i dati come vengono comunicati e presentati oggi e quelli di allora c’è una consistente differenza: quelli erano provvisoriamente  truccati e poi senza trucco: in questi d’oggi il trucco non si vede ma c’è. Quale trucco? Quello delle percentuali.
Le percentuali di allora erano riferite, almeno i primi tempi,  fatti cento non i votanti, ma gli elettori. Se allora si indicava che il tal partito aveva ottenuto il 10 % e Filippo il 3%, non ci si riferiva al totale di quanti avevano raggiunto i seggi e ritirato le schede, ma a tutti gli elettori, a tutti coloro che avevano il diritto di voto, anche quelli che non votavano e decidevano di restare a casa. La differenza? Semplice.
Gli elettori, cioè gli “aventi diritto al voto”, iscritti in un seggio sono 1000 e coloro che raggiungono il seggio per votare sono 500 e il partito Michele ottiene 50 voti? A quei tempi, nel rispetto di tutti gli aventi diritto al voto, compresi coloro che non erano andati a votare, la percentuale indicata per il partito Michele sarebbe stata del 5%: con i sistemi di oggi, che cancellano la parte di elettori che decidono di non votare e considerano solo gli elettori che vanno al seggio e ritirano la scheda di voto, i 50 voti del partito Michele diventano il 10 % e fanno ben altra figura.
Per essere più concreti consideriamo i dati elettorali espressi a Galatone. Gli elettori, i cittadini aventi diritto al voto, indicati nel sito del Comune, sono 14.631: l’1% di 14.631 corrisponde a 146,31 elettori.
Hanno raggiunto le urne 11.099 elettori, cioè il 75,25 % degli aventi diritto al voto: hanno rifiutato il voto, disertando le urne, 3.532 elettori, cioè il 24,14% del totale degli aventi diritto al voto.
 I voti validi sono stati 10.447, il 71,40% degli elettori; i voti considerati non validi 245, cioè l’1,67%: 38 di queste schede, cioè 0,25%, sono state schede bianche, e 207 schede, cioè l’1,41 %, schede nulle.
I simboli più votati: Alleanza Nazionale 1545 voti, pari al 10,55 % degli aventi diritto al voto; Galatone Viva 969 voti pari al 6,62 %, Forza Italia 935 voti pari al 6,39 % e Margherita 935 voti, pari al 6,39% sempre degli aventi diritto al voto.
Esaminati secondo questo antico e poi occultato principio, nel caso dedicato ai risultati di Galatone ma valido per qualsiasi Comune o situazione, e considerando che anche chi non va a votare esprime una volontà e rifiuta o snobba o considera insoddisfacenti tutti i candidati e tutti i Partiti, ecco che il partito del non voto diventa, con il 24,14 % degli aderenti, il primo fra tutti.
Altra sorpresa: scorrendo sempre sul sito del Comune di Galatone i “voti espressi soltanto ai candidati alla carica di sindaco” si ricava che il più esplicitamente votato fra loro, il nome e cognome esplicitamente più scritto sulle schede elettorali, è stato scritto da  118 elettori sui 14.631 aventi diritto al voto: quei 118 voti del più espressamente nominato, indicato fra tutti coloro che hanno scritto sulla propria scheda elettorale un nome e cognome con una scelta esplicita, corrispondono a meno dell’1% dei voti possibili, allo 0,80% degli elettori, a 8 elettori ogni mille.
Nel sito del Comune di Galatone  dalla stessa voce “voti espressi soltanto ai candidati alla carica di Sindaco” si ricava che sono 382 gli elettori che si sono avvalsi, scrivendo espressamente il nome e cognome di uno o l’altro dei candidati, di questa opportunità: 382 elettori corrispondono al 2,61% degli aventi diritto al voto: un 2,61% ottenuto dall’opera di mobilitazione personale di ben sette candidati sindaci!
Sono certo che fra i 14.631 cittadini di Galatone aventi diritto al voto, ce ne siano vari apprezzati al punto da spingere a indicare il nome e cognome non solo un numero ben superiore al 2,61% fra coloro che sono andati a votare, ma anche di attirare le attenzioni di una gran parte di quel 24% degli “aventi diritto al voto” che non è andato a votare, cioè degli “apoti”, come Prezzolini chiamava “quelli che non la bevono”.
Immagini ora che al primo turno sia permesso ad ogni elettore non solo di votare i nomi delle liste presentate, ma anche di aggiungere sulla propria scheda il nome e cognome di uno o due persone non presenti nelle liste, persone fra gli “aventi diritto al voto” che l’elettore stima.
Sarebbe, penso, un modo per esaltare la democrazia, nel senso di un insieme di individui che giungono separatamente a sostenere valori comuni nel senso del giusto.
Al secondo turno, e senza badare alle liste dalle quali sono stati presentati, si fa un’unica lista dei cento più votati, e la si propone agli “aventi diritto al voto”: i nomi e cognomi più votati dagli elettori che vanno ai seggi al secondo turno, saranno il Sindaco, gli assessori  e il consiglio comunale. Ma un’azione del genere la Casta dei lorsignori non la permetterà mai. Così apoti siamo, e apoti resteremo.
Con affetto.
Enzo De Mitri

postato da: giusepperesta alle ore 13:23 | link | commenti (4)
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martedì, 29 maggio 2007

VIA LIBERA DAL CONSIGLIO REGIONALE DOPO LA PETIZIONE DI quiSalento
Ok alla legge sugli ulivi secolari
Stop al saccheggio del territorio: vietato il commercio dei patriarchi verdi


Sì definitivo per la legge regionale che tutelerà gli ulivi secolari del Salento e della Puglia. Il Consiglio regionale nella seduta di oggi ha approvato all’unanimità il disegno di legge regionale ‘Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia’ (n. 39 del 03/10/2006).
 
Il provvedimento sottopone a particolare tutela i cinque milioni di ulivi secolari monumentali, esemplari di pregio tra gli oltre 60 milioni di piante che segnano il paesaggio caratteristico della Puglia, ulivi che soprattutto negli ultimi tempi sono diventati oggetto di un odioso commercio.
 
Proprio per fermare il traffico di ulivi secolari del Salento la rivista quiSalento nel numero di maggio, denunciando il florido commercio anche attraverso il web, aveva promosso una petizione con l’obiettivo di sbloccare l’iter della legge regionale. Grazie anche ai lettori di quiSalento, che hanno risposto all’appello inviando centinaia di mail alla Regione, è stato accelerato l’iter di approvazione della legge.
 
“Al di là degli effetti immediati”, dichiara Roberto Guido, direttore di quiSalento, “questa legge è una vera svolta perché costituisce una vero salto di qualità nella tutela dell’ambiente e indica la strada giusta per assicurare ai salentini e ai pugliesi l’opportunità di salvaguardare il paesaggio, quello straordinario concentrato di mare, sole e natura che la storia ha consegnato ai salentini e ai pugliesi”.
 
Dal momento della pubblicazione della legge scatterà il regime transitorio che recita:
È vietato su tutto il territorio regionale il danneggiamento,  l’abbattimento, l’espianto ed il commercio degli ulivi plurisecolari”.

Sul sito www.quisalento.it è disponibile il testo della nuova legge.

Lecce 29 maggio 2007



COMMENTI A CALDO
Era già tutto previsto?
Più o meno.
A guardare la classifica per liste va tutto come tutti gli osservatori più attenti avevano scommesso.
Primo il gruppo di Nisi,
poi il gruppo di Fracasso,
poi Miceli,
poi Maglio,
Pinca,
Giuri,
D’Oria.
Non fa una piega che una.
Anche le stime sul potenziale dei voti è rispettato.
Almeno per me.
D’altronde i voti sono quelli e chi vaneggia su voti che si moltiplicano dovrebbe essere curato.
E l’assenteismo ha influito in maniera veramente irrilevante. E così le pochissime schede bianche.
Mentre è stato veramente rivoluzionario il voto disgiunto.
E, a causa del voto disgiunto, la classifica si rivoluziona e sorprende.
E viene fuori:
Miceli
Nisi
Fracasso
Maglio
Pinca
Giuri
D’Oria
Miceli rimonta due posizioni.
Se guardate il potenziale personale dei vari sindaci scoprirete che in quattro casi (Miceli,  Pinca,  Giuri e Fracasso di pochissimo) hanno più delle liste collegate, negli altri casi ( D'Oria, Maglio e Nisi soprattutto) gli altri candidati hanno molto meno o poco meno delle liste a loro collegate.
E questa l’anomalia delle legge che prevede questi pastrocchi osceni.
Ma è pure l’ “effetto personale” di sindaci che non sono graditi all’elettorato più della somma delle pulsioni che fanno scattare il voto per amicizia o per parentela.
Pensate che, se non ci fosse il premio di maggioranza, il paese, così, sarebbe ingovernabile o quasi.
Questi risultati dovrebbero far riflettere chi si è o è stato proposto a sindaco e non ha riportato la simpatia popolare pari al valore delle liste collegate.
Onore, quindi, al Camerata Miceli che si è portato una dote personale di 618 voti.
Praticamente una lista!!!!
E’ solo la sua credibilità personale che ha sballato la classifica portandolo da terzo a primo.
Tributati sportivamente gli onori a chi vince passiamo al secondo vincitore.
Nisi?
No!!!!
LA MARGHERITA.
La Margherita vede premiato perfettamente ogni suo sforzo disgregatore.
In una campagna elettorale iniziata all’indomani delle elezioni di Orazio Luigi Vaglio, ha perseguito una sua tattica orchestrata alla perfezione per abbattere e frantumare il Centrosinistra.
Ha trovato validi aiuti, in questo lungo percorso, bisogna ammetterlo. Anche le “vittime” spesso, sono stati i carnefici di sé stessi.
Ma l’orchestrazione dei tempi, dei modi, dei metodi e delle tattiche è stata cosciente e pignola. Non ha sbagliato niente per ottenere questo risultato. Non ha tralasciato particolari, nemmeno insignificanti. Una meticolosità da serial killer. Impressionante.
Da quattro anni quello che scrivo su questi blog me ne è testimone. Una orchestrazione scrupolosa degna del migliore Von Karajan. Non una nota fuori partitura. Un rispetto dei tempi da metronomo atomico. Eccezionale!
Ha fatto filotto come un campione mondiale di Goriziana e pure le tre sponde per abbattere tutto il castello di birilli. E ci è riuscita facendo, al fin, anche i punti del pallino e la buca.
Peccato che era tutto in perdenza.
Bravi!!
Che dicevo poco tempo fa?
Se cazzata dev’essere che sia SUBLIME.
Lo FU!
Così il centrosinistra oggi è sconfitto, distrutto, diviso, annientato, disgregato, atomizzato.
L’opera è stata compiuta perfettamente.
Chi seminò vento ha raccolto bufera, uragano, tzunami.
Le Cassandre hanno avuto ancora una volta ragione.
Io avevo parlato di suicidio prima che le urne fossero aperte.
Datemene atto.
Sarò antipatico a “prendere” i risultati, ma non sbaglio.
“Date cause e pretesti” le variabili si restringono e le incognite si riducono.
La Nemesi, certamente ha dato una mano.
 
Chi pensava di porre fine ad una amministrazione di centrosinistra per farsene un’altra a sua immagine e somiglianza è stato punito.
La Nemesi è la Nemesi.
Con la Figlia della Notte non si scherza.
Allo stato è l’unica “cosa” trascendentale in cui credere senza preoccupazione di sbagliare.
Vi ricordate che era stata invocata?
Accenderò un cero alla Nemesi!
Ma la mano l’hanno data un po’ tutti quelli che non hanno ascoltato il grido di dolore che veniva dall’elettorato disinteressato a strapuntini, sedioline, poltrone e poltroncine.
Se non ascolti gli allarmi prima o poi ti succede un incidente. E’ successo.
La Morte era stata annunciata.
Così oggi vediamo la Margherita più che dimezzata, il DS, il provvido valletto di questa disfatta, dimezzato ed al minimo storico assoluto.
(Ricordatevi i quadri, compagni, ho fatto posto! E i Funerali di Togliatti, oggi come oggi, hanno una carica simbolica straripante)
Non ride il gruppo di Maglio e meno ancora il gruppo di Pinca.
Insomma, si è perso tutto.
E qualcuno ha perso anche l’onore senza vincere nemmeno la classica bambolina da tiro a bersaglio. Ma nemmeno il bovolone o la marsala Tombolini.
E poi, ma avete visto tutti questi soloni da segreteria che si pensano di essere infallibili e onnipotenti che risultati che hanno conseguito? Penosi.
Surclassati nelle preferenze dal primo venuto.
E poi ci sono i politici sottovuoto: stanno chiusi nella loro autorefenzialità, distanti dalla gente, dagli umori, dalla vita fatta di sangue, sputi, bestemmie e merda, ma anche di amore, passione e condivisione e poi si presentano, immacolati e dispensatori di saggezza, ad ogni elezione. Come i Pupi dell’orologio di Praga che ogni mezzogiorno fanno la loro danza meccanica.
Si metteranno da parte? Sarebbe ora.
Ragazzi, abbiamo finalmente raschiato il fondo.
Non sarebbe l’ora di ricominciare a risalire finalmente con coscienza e autocoscienza?
Fatemelo sapere.
Intanto, ora che dopo il ballottaggio Destra-Destra sarà compiuto e i premi e gli assessorati avranno distribuito cariche e poltrone, state a vedere chi dei perdenti lascerà il posto.
Costoro sono tra quelli indegni di fare politica.
Lo dico ora, a prescindere, così da non urtare la sensibilità personale dei singoli.
Critico l’atto non chi lo compie.
Fare politica per il potere e non mantenere il posto di opposizione nella sconfitta non è fare né da politico né da galantuomo.
L’ho detto.
Prendete nota.
Buon Ballottaggio a tutti.
 
P. S. : Le tanto decantate e infallibili Segreterie Provinciali, psicopompe di questa strage, o grandi saggi che tutto impongono, verranno a sottoporsi al linciaggio ed al pubblico ludibrio?
Si perenderanno qualche responsabilità?
No?
Lo avrei scommesso!
Loro rivoltano il trogolo e a noi rimane sporco e puzza.
 

postato da: giusepperesta alle ore 19:18 | link | commenti (1)
categorie: cosedaelezioni

Tutto quello che avreste voluto sapere sui risultati e che non avete mai osato chiedere

Elezioni 2007

clikkami!

Speciale Elezioni 2007

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 17:33 | link | commenti
categorie: cosedaelezioni

RIPOSABBE

 

 

 Riposabbe, riposabbe cà scìati stracchi,

sti ggiurni iti fatiatu, tuttu Galatune bbiti ggiratu,

eccu lu risurtatu.

Tò glatiatori sò rrumasti, intra ll’arena,

comu l’Imperaturi Romani, tocca a ccì vae, n’torna cu vvota, cu scocchìa.

Scocchìa ci ha cumandare e cci ha cquardare,

anchè sè, ci scocchìa, scocchìa, sempre cquiddhrù ete lu finale,

nònu, mminare a mmare.

Forse, picca si spittavanu stù risurtatu,

ma galatune cusì ha scùchiatu.

Ùi, ca siti rrimasti, n’cora cu cumbattiti,

totte li mmosse ca iti fattu,

la spiranza ca iti tatu,

nò bbi li scìrrati.

Nò faciti comu sempre,

nui spittamu, e ùi turmiti.

No nà tutti, ma a cci bbà votati,

intra llu core loru, cc’è lla spiranza,

ti nu ggiurnu ti sole, circati nni lu tati.

Ah!, sé bbi ricurdati,

cquantu cchiù picca tannu ca potessere, fàciti.


postato da: localo alle ore 12:34 | link | commenti
categorie: poesia, cantastorie, cosedaelezioni, scherzi e ironie

 

DEFINITIVI PRIMO TURNO

 

Comune di GALATONE
Scrutinio candidati: 15 sezioni su 15
Scrutinio liste: 15 sezioni su 15
Percentuale votanti: 75.859%
(alla chiusura)

CANDIDATO NON ELETTO 1 TURNO

 
  SCRUTINI 2007 25 MAGGIO 2003
LISTA voti % seg. voti % seg.

FRANCO MICELI 28,14%  
ALLEANZA NAZIONALE
1.545 14,79 - 1.412 13,31 2
LISTA CIVICA AZZURRO POPOLARE
890 8,52 - - - -

LIVIO NISI 25,75%  
FORZA ITALIA
935 8,95 - 1.704 16,06 2
LISTA CIVICA MOVIMENTO - W GALATONE VIVA
843 8,07 - - - -
CENTRO DEMOCRATICI DI CENTRO
769 7,36 - - - -
LISTA CIVICA AZZURRO GIOVANI
570 5,46 - - - -

AGOSTINO LORENZO FRACASSO 23,5%  
LISTA CIVICA CITTÀ NUOVA
969 9,28 - - - -
DL.LA MARGHERITA
935 8,95 - 2.066 19,47 5
DEMOCRATICI SINISTRA
605 5,79 - 1.019 9,6 2

LUIGI MAGLIO 8,62%  
LISTA CIVICA LIBERTÀ
878 8,4 - - - -
LISTA CIVICA LUIGI MAGLIO SINDACO
250 2,39 - - - -

MAURIZIO PINCA 5,96%  
SINISTRA ALTERNATIVA
515 4,93 - - - -

GAETANO GIURI 4,53%  
LISTA CIVICA LIBERI DI SCEGLIERE PROMETEO
358 3,43 - - - -

GIUSEPPE D'ORIA 3,49%  
UDC
385 3,68 - 785 7,4 1

SCHEDE BIANCHE 38  

SCHEDE NULLE 211  

dati aggiornati alle: 04:21:27 del 29/05/2007
percentuale votanti aggiornata alle: 15:18:17 del 28/05/2007

 


postato da: giusepperesta alle ore 08:09 | link | commenti
categorie: cosedaelezioni

Comune di GALATONE
Scrutinio candidati: 7 sezioni su 15
Scrutinio liste: 7 sezioni su 15
Percentuale votanti: 75.859%
(alla chiusura)

Aggiorna 
 
  SCRUTINI 2007 25 MAGGIO 2003
LISTA voti % seg. voti % seg.

FRANCO MICELI 27,8%  
 
ALLEANZA NAZIONALE
721 15,86 - 1.412 13,31 2
LISTA CIVICA AZZURRO POPOLARE
377 8,29 - - - -

LIVIO NISI 25,3%  
 
LISTA CIVICA MOVIMENTO - W GALATONE VIVA
376 8,27 - - - -
FORZA ITALIA
358 7,87 - 1.704 16,06 2
CENTRO DEMOCRATICI DI CENTRO
338 7,43 - - - -
LISTA CIVICA AZZURRO GIOVANI
266 5,85 - - - -

AGOSTINO LORENZO FRACASSO 22,82%  
 
LISTA CIVICA CITTÀ NUOVA
418 9,19 - - - -
DL.LA MARGHERITA
410 9,02 - 2.066 19,47 5
DEMOCRATICI SINISTRA
214 4,71 - 1.019 9,6 2

LUIGI MAGLIO 9,49%  
 
LISTA CIVICA LIBERTÀ
369 8,12 - - - -
LISTA CIVICA LUIGI MAGLIO SINDACO
136 2,99 - - - -

MAURIZIO PINCA 5,8%  
 
SINISTRA ALTERNATIVA
208 4,57 - - - -

GAETANO GIURI 5%  
 
LISTA CIVICA LIBERI DI SCEGLIERE PROMETEO
173 3,8 - - - -

GIUSEPPE D'ORIA 3,79%  
 
UDC
183 4,02 - 785 7,4 1

   
dati aggiornati alle: 00:07:19 del 29/05/2007
percentuale votanti aggiornata alle: 15:18:17 del 28/05/2007
 

postato da: giusepperesta alle ore 00:15 | link | commenti (5)
categorie: cosedaelezioni
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