
MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

Ggalatune
Fazzu finta cà mi scèrru*,
cà no mmi pare veru,
ma continuu,
cu speru e ccu crèu* a Ggalatune e alla ggente sua.
Ggalatune, lu paese, ddhrò sò nnatu,
ddhrò sò nnati mammama, sirima e lli nonni mia.
Ddhrò sò ccrisciutu, anche sé, ti rande poi,
mi n’daggiu scìutu*.
Ti portu sempre intra lu core,
anche sé lu core e friddu comù marmu.
La sera, a ccasa straccu*?,
mi ssettu , penzu e scrìu,
scrìu li ùci* cà sentu e lli facci cà ecìu*.
A ffiate, mi ddummandu sé ticu lu giustu,
o comu tutti li nnamurati,
l’occhi portu m’pannati*.
Penzu, scrìu e ccantu, Ggalatunre mia,
ma ete l’amore pì tte, cà mi comanda.
Penzu e mmi scèrru* ti la sera a lla matina.
Scrìu* e scrìu sbagliatu, ma cù llu core.
Cantu, ma cantu canzoni stùnate e senza sensu.
Sìmu vì*,
scrivimu, cantamu, a ffiate citti, citti* ritamu*,
cì sàpe,
pi cquantu tiempu n’cora mmantinimu.
scèrru: dimentico;
n’daggiu scìutu: andato via;
straccu: stanco;
ùci: voci;
facci cà ecìu: le persone che vedo;
m’pannati: chiusi;
Sìmu vì: siamo vivi;
citti: in silenzio;
ritamu: gridiamo;
A TUTTI I COMMERCIANTI DI GALATONE
La S. V. è invitata a partecipare all’assemblea ordinaria dell’Unione Commercianti, ai sensi degli artt. 9, 10 e 11 dello Statuto, che si terrà, domenica 4 marzo p.v. alle ore 10.30 in prima convocazione presso la sala forum del palazzo Belmonte-Pignatelli (ex vigili) ; seconda convocazione ore 11.30 dello stesso giorno.
I punti all’ordine del giorno sono i seguenti:
1. approvazione bilancio 2006; relazione del presidente dei revisori dei conti (dott. Roberto Rizzo) e del segretario (dott. Carlo Colopi);
2. Chiusura adesioni “Invito a Cena”;
3. varie ed eventuali.
Nel corso dell’assemblea si potrà procedere al versamento della quota di adesione all’UCG per il 2007.
Si rammenta infine che l’assemblea ordinaria sarà l’ultima occasione per aderire a “Invito a Cena” per quanti non l’abbiano ancora fatto
Premetto che sono d'accordo con il volantino dal titolo "Il Governo Prodi deve continuare", che Rifondazione Comunista ha distribuito sabato e domenica scorsa nelle piazze italiane.
Aggiungo però subito dopo, che l'accordo con il volantino è dato dalla convinzione che, fino a prima della crisi, quelli raggiunti erano gli accordi più avanzati (a sinistra) che il risultato elettorale potesse permettere; e non perchè sono d'accordo in valore assoluto con l'operato del Governo. Gli accordi attuali (i dodici punti) sono sostanzialmente un pò più moderati, ma l'alternativa sarebbe il baratro.
Sono anche d'accordo con le critiche specifiche fatte da Giuseppe Resta all'operato del Governo.
Quello però che fin ora non emerge dal dibattito è perchè il Governo ha agito male, quali sono le cause.
Sembrerebbero riassunte nell'elenco dato dei limiti di: credibilità, unitarietà, serietà, sensibilità, carisma.
Scusa Pinuccio, non è da te, mi sembra un pò semplicistico, ma siccome anche questo non è da te, è come se tu avessi voluto rinviare l'analisi.
Vedi forse la soluzione in un Partito Democratico guidato da uomini più seri? Mha!!!?
Io dico invece che questo Governo è rovinato proprio dalla voglia di PD, che poi per me altro non è che il piegarsi innaturale alla corsa al centro da parte dei DS, fatta peraltro senza sforzarsi troppo di salvare la faccia (uscire dall'internazionale socialista!?).
Io vedo il PD: per i DS, la voglia freudiana di farsi amare dal centro; e per i DL, la speranza di spegnere la sinistra.
Scusate poi (ai vari intervenuti al dibattito) se mi permetto di ricordarvi che in Italia esiste una sorta di bipolarismo e che all'interno dei rispettivi schieramenti esistono varie posizioni. Più facile, anche se non troppo, l'equilibrio fra i signorsì della destra. Più complesso invece l'equilibrio fra i tafazziani del centrosinistra dove (ho lanciato una tematica importante con il post del 23/2/07 al quale solo Pinuccio ha risposto con la parabola delle formiche, ma che è stato sottovalutato) è proprio l'area del futuro PD che cerca, e purtroppo spesso ci riesce, di farla da padrone.
No carissimo Terrone, il problema è anche (non solo) l'uomo più o meno onesto libero e forte (ovviamente è giusto che lo sia); il problema centrale è quello di dare forza sempre e comunque alle idee buone ed agli interessi reali della gente.
Sarò (sono) di parte, ma vorrei, anche punto per punto, secondo l'analisi di Giuseppe Resta, ricordare cosa ha fatto il Governo e quali erano e sono le spinte vettoriali di Rifondazione Comunista.
Legge sul conflitto di interessi: vi farò avere in allegato le proposte emerse dalla commissione Affari Costituzionali del Partito.
Sull'indulto si rischiò la rottura interna al Partito relativamente all'estenzione imposta da Forza Italia ma non si volle fare una crisi.
Sul miglioramento delle leggi sul lavoro e contro la precarizzazione, c'è stata con l'organizzazione e la partecipazione fondamentale di Rif. Com. una grossa manifestazione a Roma, che la destra battezzò, erroneamente perchè era solo uno stimolo, la prima manifestazione contro il Governo.
Circa il ritiro delle truppe dall'estero non dico niente perchè è di questi giorni il conflitto fra la "disciplina di Governo e l'esistenza (purtroppo, o per fortuna?) di un ultras delle idee del Partito. (Poi però Pinuccio ti lamenti se le truppe non tornano).
Rispetto alla rigidità nell'affrontare il deficit, e quindi rispetto all'azione sul fronte fiscale, Rif. Com. aveva proposto di spalmare il rientro e quindi i sacrifici (bolli, ticket ecc.) in due anni visti gli incrementi nelle entrate e l'inizio della ripresa economica; ma i tecnocrati centristi hanno detto no.
Penso poi non si abbiano dubbi sull'orientamento di Rif. Com. sugli altri punti citati e dove invece il Governo ha deluso:infrastutture produttive ecocompatibili, incentivi alle energie rinnovabili, fare una legge sull'ambiente,riassettare la scuola pubblica, dare impulso alla ricerca.
Rifondazione Comunista, nell'ultimo congresso di Venezia, ha optato, relativamente al rapporto con un eventuale Governo, per una contrattualità a 360° e non su quattro o cinque punti magari visibilissimi però sicuramente parziali. Certo i problemi ed i limiti di comunicazione che ha la sinistra sono notori, ma sappiate che ogni decisione presa dal Governo, se non ci fosse stata Rifondazione, sarebbe stata (al contrario di come chiedeva Moretti, ai DS) ancora meno di sinistra.
E ancora non siamo arrivati ai punti dove maggiormente Rif. Com. sta lavorando: legge sul conflitto di interessi, pensioni, riscrittura della Bossi-Fini, riordino delle aziende erogatrici di servizi pubblici con aggiunta della campagna-proposta di legge popolare sull'acqua "bene comune" ecc. ecc.
Allora, se è vero, come affermo sostanzialmente nel post precedente, che la politica, ci piaccia o no, è l'arte della mediazione oggi non più solo fra i partiti- infatti si parla anche e sempre di più di "governance" e cioè di rapporto/sintesi/mediazione fra istituzioni e realtà/istanze sociali- STIAMO NEI MOVIMENTI E DIAMO VOCE ALLE FORZE PROGRESSISTE.
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FURCIGNANU
Lu castieddhrù,
a sciroccu ti Galatune,
tène tanti anni,
e mmoti cuzzetti mangiati,
ti lu sole, ti l’accqua e ddi lu jentu.
Cquandu lu iti, ti chìange lu core.
N’tornu, n’tornu, mundizza cquanta n’dìoi,
puru ddhrì tò cambare cà tène,
sò cchiène ti ringatele e ppròule mmuntunata.
Cambare cà onu istu tantu,
stà spitterranu ti ricordi
ca sulu pi l’anni ca teninu,
nò n’eranu stare cusì bbandunate.
Stònu chìene ti chìanti e ddi amore,
ti llìone ddùmatu, ti tiempu passatu.
Scusu, intra ddhrì straticeddhrè ti campagna,
cquandu ti m’bìcini, sienti la macìa e lla paura,
ti lu tiempu, ca si perde chianu, chianu,
comu nu cirieddhrù spasulatu.
Mò, ete sulu nù ricordu,
nù ricordu ca stà ssi perde,
comu stà ssi perde la terra tuttun’ttornu.
Jò, ca n’cora vò, cu ttròu lu tiàulu,
li notti ti luna chèna.

“La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie.”
John Maynard Keynes


Domandare è lecito, rispondere è cortesia (dice il saggio)

Essere o non essere;
questo é il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell' iniqua fortuna, o prender l' armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.
Morire; dormire; nulla di più; e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, é soluzione da accogliere a mani giunte.
Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l' ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.

Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo,
le angherie del tiranno,
il disprezzo dell' uomo borioso,
le angosce del respinto amore,
gli indugi della legge,
l'oltracotanza dei grandi,
i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri,
quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?
Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d' altri che non conosciamo?
Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l' incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero.
E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell' azione perdono anche il nome.
(Shakespeare, "Amleto")


Le vicende nazionali di questi giorni, coniugate con le problematiche della politica locale, ci dovrebbero indurre a riflettere.
Dovrebbero riflettere coloro che forti dei propri presunti numeri, pensano di potere sempre e comunque dettare le condizioni, pretendendo dagli altri solo un cieco e muto appoggio;
e dovrebbero riflettere anche alcuni miei compagni ed amici che pensano, pur nell'importanza del loro contributo di poter dettare le loro e/o le nostre.

CRISTIANI
Sìmu cristiani, cà facimu paracguni
e cquandu ulimu,
puru li recgule canuscimu.
Cristiani, cà mangiamu,
sulu cquandu tìnimu fame,
l’ingorddizzia mancu la canuscìmu,
sé stamu bbinchiati*,
a nn’anzi lla bbanca,
nò nnì m’bbicinamu.
Tìcimu sempre lu giustu,
nò ddàmu fastidiu ea m’pace ùlimu stàmu,
ma sé, n’sìstiti,
sìmu costretti cù bbi m’prùsamu*.
Ivìmu* e ffumamu,
a ssere, stràcchi,
a mpàcce a lla televisione m’ppannamu*.
La notte tùrminu,
nò stàmu ddiscitati cù ppinzamu,
sé nò, cu ddulore ti capu nì asàmu.
A ffiàte, stamu fermi e cguardamu,
ma no mmalangamu* e mmancu cumandamu,
cguardamu, cu lla spiranza cà m’paramu.
Spittamu,
scapiddhrìciati*, ddisordinati, cu lli càsi strazzati*,
ma n’ggarbati*, n’ggarbati spittamu.
Spittamu, cu lla spiranza,
cà stà vita ti stienti e ddi turmienti,
ttùppa* e ssì spezza li tienti.
Simu cristiani ca scìucamu, scommettimu, a ffiate rischiamu,
ma mai, sobbra a pariti ecchi* scrivimu.
N’cora, n’cora, facchè amicu tinimu,
speriamu, cà sàpimu cu nni comportamu
e ccù ni lu mmantinimu.
Li figghi,
li figghi nosci, sulu nui li cànuscimu.???
Cchiùi ti nà fiàta,
a ddiddhri circamu cù ppinzamu,
sé nò, fiacchi spicciamu.
Bbinchiati, sazi;
m’prùsamu, prendere in giro;
Ivìmu, beviamo;
m’ppannamu, addormentarsi;
mmalangamu, sparlare;
scapiddhrìciati, spettinati;
càsi strazzati, vestiti strappati;
n’ggarbati, educatamente;
ttùppa, inciampare;
pariti ecchi, muri secolari
CRETINI NERETINI
?

-Guarda che spettacolo!
Cosa c'è di più bello?-
- Voi, se vi fottete giù dalla Dannata!-

http://www.portadimare.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1094&Itemid=28

LU TRA’INU
Lu tràinu* càminava,
ggente sittata a nn’anzi,
ggente ssittata a mmienzu,
ggente ssittata a rretu,
ributti* tanti, ma càminava.
Cquiddhrì cu lla èntre chìena,
stìanu ssittati a nn’anzi,
cì nò ttìnia pacìenzia e mmorti ti fame,
s’èranu spartuti, a mmienzu ea rretu.
A mumenti, lu jentu,
cùtulava* lu tràinu,
lu trattinìa e llu springia a rretu,
ma lu bbisognu,
lu facìa scìre a nn’anzi.
Lu m’bìle*, a tali ributti, ssumbuttava*,
e ll’acqua ti fore spittirrava*,
ddr’acqua,
ca tantu erame ddesiteratu,
mò a n’terra a spicciatu*.
A nnu certu puntu, n’cora lùciscìa*,
sùtati e tutti scùstulicìati*,
n’erame straccati e nn’imu firmati.
A n’terra sìmu scìsi,
li cavaddhrì ti sotta, n’dimu llìatu,
li rrùagne* imu rriccotu e llu tràinu imu m’ppìcatu.
Crianza* nò n’ddabbimu,
li fùmisìe* sò mmote e ll’imu llassare stare,
armenu cquarchè fìata,
pinzamu,
comu n’imu ccumpurtare.
·
·
· tràinu,carro; ributti,scossoni; cùtulava, muoveva; m’bile,recipiente per l’acqua;
· ssumbuttava, saltava; spittirava,cadeva; sppicciatu, finita;
· lùciscìa, albeggiava; scùstuliciati, con le membra stanche per il troppo lavoro;
· rruagne, redini; Crianza, buon senso; fùmisìe, arroganza;