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MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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venerdì, 31 marzo 2006

GIORNATA MONDIALE
DELLE PACE
concerto di beneficenza
Galatone Sabato 1° Aprile 2006 ore 21
Piazza  Ss. Crocifisso
(il ricavato della manifestazione verrà devoluto ad Emergency per la costruzione di un ospedale in Africa)
Si esibiranno
  • ZIMBARIA con Pino Zimba
  • Salento United
  • Terra pi Ciciri
  • Hip Hop Radio Abuso Contest
  • High Voltage
  • Mostra fotografica a cura di Emergency
-a cura di:
Emergency
ANPI Galatone
Arci Aradeo
 
-aderenti:
ARCI GALATINA
Road House Galatone
S.B.A.M. Galatone
ARCI LEVERANO

postato da: giusepperesta alle ore 18:34 | link | commenti
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LA FITUCIA

Nò ttègnu fitucia,

né di unu, né ddi l’addhrù,

ca sò pupi ti cartone.

Mai comu st’annu.

Mò, votamu lu stemma,

tante fiate ca l’aggiù fattu ,

maggiu truatu pintutu.

Nò mmi fitu ti ciucheddhri ,

ma nu stemma aggiù scucchiare.

Cu bessa figghiu ti lu sole,

cu bessa figghiu ti la luna,

cu bessa sprintu ti lu jentu.

Basta ca mmi lliberu ti stù …….

……turmientu…….


postato da: localo alle ore 09:42 | link | commenti
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giovedì, 30 marzo 2006

 La cassa sbagliata - Vedi versione grafica con cast 
 
Devo prontamente rimediare ad una gigantesca gaffe che ho commesso attribuendo solo al centrosinistra di Galatone la presenza di tre candidati (due alla camera ed uno al senato) e del Rapanà che corre per il Nordamerica tra gli Italiani all'estero.
Non sapevo che anche l'amico e stimato Benito De Mitri facesse la sua parte al Senato per la lista autonoma di Rauti.
Mi dispiace dell'errore e spero di rimediare. Proprio l'amico Benito non meritava questa dimenticanza. Persona veramente fedele ai suoi ideali, mai attratta dal compromesso e dall'interesse personale, fedele ai suoi principi e scevra da condizionamenti ed abbindolamenti.
Non condivido una sua idea politica ma rispetto e ammiro la sua onestà intellettuale. L'amicizia e la stima contemplano queste schizofrenie. Peccato che oggi pochi capiscono.
Chi vuole votare a Destra potrebbe premiarlo.
Se non è di destra Benito chi lo è? Le ballerine del berlusconismo da pranzo o i mendicanti del potere che blandiscono il segretario in Congedo sperando in un incarico? O i traditori annunciati del Casinismo? Infatti nessuno del variegato panorama della Casa della Libertà galatea è stato ritenuto degno per rappresentare, nemmeno come quarantesimo,  questo paese che appena tre anni fa era un baluardo della politica di Destra e che oggi si ritrova a secco copo tre elezioni perse di fila.

 La grande abbuffata - Vedi versione grafica con cast


 

Intanto è cominciata la caccia ai voti. Ognuno dei candidati ha una sua strategia.
Nessuno ha una strategia comune (al limite..... per il Comune).
Essendo tutti in posizioni di estremo rincalzo, pur sapendo che per entrare uno dei nostri candidati locali dovrebbe succedere un finimondo, fedeli alla responsabilità di una nomina-passerella si danno da fare per ben figurare nel computo delle preferenze locali.
D'altronde solo a vecchi e bambini possono dire che la preferenza serve per loro.

 Fiore di cactus - Vedi versione grafica con cast

 

 

 
I Fracassisti chiedono preferenze che certamente faranno comodo a Ria, ed è bene che lo facciano perchè Ria è l'unico candidato salentino della Margherita in posizione veramente elegibile.
Certamente anche i  margheriti-ulivisti convinti voteranno per Ria, ulivista convinto. Il bello avverrà ai primi tentativi di spartirsi il merito e l'indirizzo di quei voti. La Margherita di Galatone sappiamo essere trdizionalmente velenosissima e bipartita. Non mi meraviglierei se si dovessero riscontrare emorragie tattiche tra preferenze per la Camera e per il Senato. Non sarebbe la prima volta.

 Il Nome della Rosa - Vedi versione grafica con cast

 

Maglio corre in un partito che localmente si mostra un po' scettico per la doppia ruota sulla quale localmente scommette il maestro socialista-cattolicodemocratico. Ha certamente un compito difficile. Proveniente dai Cattolici & Riformisti sarà difficile offrirsi nel partito che sul laicismo sta scommettendo tutto. Ieri con Fracasso, oggi con Pannella & Bonino, il salto è di quelli con doppio avvitamento e molto carpiato. Ma Lugi conta certamente sullo zoccolo duro dei suoi affezionati.

 Il coraggio e la sfida - Vedi versione grafica con cast

 

Fernandone Ferrocino (ormai per i siti galatei il Fernandone è un must) corre per creare consensi intorno al più giovane dei partiti paesani. L'Italia dei Valori ha bisogno di una conferma della politica sin'ora fatta e del ruolo che le è stato assegnato con l'assessorato. Specialmente dopo che i vecchi compagni di avventura della Federazione (Comunisti Italiani e Verdi) oggi si dichiarano nuovamente non rappresentati dall'amministrazione proseguendo nel tira e molla di questi anni. Ma ciò si poteva prevedere.

 Il federale - Vedi versione grafica con cast

Benito si dimostra sempre e ancora una volta pronto al dovere che impone il suo partito d'affezione. Riuscirà ad intercettare i voti che altrimenti gonfierebbero le tasce del Berlusconismo?
Staremo a vedere i risultati.
Certo è che ogni candidato riterrà che i voti per la sua lista espressi nel suo paese siano tutti merito proprio.
C'è qualcosa che mi dice che non sarà del tutto così, specie per i partiti maggiori.

Porcate di una legge elettorale porcata.

 Porky

 


postato da: giusepperesta alle ore 21:53 | link | commenti
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 Il Bounty - Vedi versione grafica con cast

 

 

Eh si, se i cittadini europei votassero per il parlamento italiano, la compagnia teatrale di Berlusconi riceverebbe molto pochi consensi.

Una ragazza che vive a Bruxelles mi riferisce come dipingono il nostro presidente del consiglio, l'ultima è "che ha abbandonato il consiglio europeo quatto quatto come un ladro nella notte". ( il "comunista" Le soir )

In Spagna una amica mi racconta come ormai l'Italia è oggetto solo di risatine ed ironie.

Gli amici Svizzeri mi sfottono su Berlusconi e si mettono a sghignazzare, quelli Italo-svizzeri scuotono la testa velandosi un po' dispiaciuti per la loro patria ricaduta in basso.

In Inghilterra, di solito sempre distaccati nei giudizi, basta leggere i giornali anche finanziari per vedere come dipingono mister Berlusconi.

E qui da noi ci sono ancora persone che lo votano e peggio che lo sostengono . Anche oltre la realtà dei fatti.

Si c'è da essere sconsolati, come è penosa la politica di questo centro-destra da operetta ! ( vedi l'infigardo Storace si indigna perchè è inquisito per la sua vocazione al dossier , chissà come è indignata la Mussolini e come è indignato Marrazzo!!!!!).

No cari amici, non va, per niente.

Vi è una cipria neofascista che alimenta ancora la nostra vita politica e molti concittadini che, ahimè, ne fanno uso. ( è nel dna di questo popolo di destra, nemmeno l'acqua di Fiuggi li ha depurati del tutto ).

Non sono uno di quelli che si esalta se vincerà il centro-sinistra ( cenare a base di cinesini bolliti, come sostiene qualcuno, non credo che sia una buona dieta anche se si usasse l'olio di ricino come digestivo ), perchè non credo che il mio potere d'acquisto eroso dalla politica economica di Berlusconi e del mio modesto reddito migliorerà più di tanto, ( e che qualcuno non mi venga a raccontare la colpa dell'euro, in Belgio il pane e il latte- ma non solo questi articoli, vedi l'aspirina- costano la metà e parlo di Bruxelles, e in Spagna ancora meno e parlo di Barcellona, come a Insbruck  che ormai è piena di bolzanini che comperano. Un mio amico che lavora in Lussemburgo mi ha detto che fino a tre anni fa comprava i regali di Natale in Italia, da tre anni li compra a Lussemburgo, e li compra di marche Italiane! E poi ho l'esperienza fatta con il catalogo delli Ibis Hotel, catena mondiale che offre dappertutto gli stessi standard: in Alexander Plaz a Berlino una camera matrimoniale costa 54 euro, in altre zone della Germania arriva fino a 48, in Francia va dai 46 euro ai 56 della zona centrale di Parigi, in Spagna costano dai 44 euro ai 48..... ecc. ecc. In Italia? A Milano una doppia per due persone uguale a queste altre costa quasi 130 euro!)

Non credo nemmeno che tutto quello a cui c'è da rimediare si possa rimediare in tempi brevi.

Spero solo di liberarmi di una politica fatta di idiozie e di leggi a favore del più forte. ( falso in bilancio, cirami, detassazione dei grandi ricavi finanziari, deregulation, secessione regionale, giustizia, condoni, etc.....,  ). e di politici impresentabili con trascorsi penali che farebbero arrossire persino Vallanzasca, Rina e Badalamenti


Ma come si fa a dare il consenso a certe combriccole? Si diventa complici, quantomeno "pali".

Ma esiste ancora una razionalità, un sentimento di carità cristiana? 

Speriamo che il buon senso prevalga, perchè una cosa è certa : ormai siamo alla deriva democratica con un parlamento cooptato dalle segreterie dei partiti, con un conflitto sociale che  ogni giorno diviene  più ampio, con la precarietà divenuta condizione di vita generalizzata per la maggior parte della popolazione.

Spero che anche le persone SANE di destra e di centro destra capiscano che liberarsi del tumore (altro che metastasi di Follini) è l'unica via d'uscita per la loro stessa sopravvivenza politica e per la salvaguardia della loro dignità.

Casini l'ha capito, Fini l'ha capito, perfino la Lega lo ha capito, solo che ora stanno sulla barca che affonda e non possono lasciarla.Intanto prendono le distanze e sparano la clamorosa cazzata istituzionale delle tre punte (il candidato premier che si deposita al tribunale con le liste è SOLO Silvio Berlusconi. Se Fini prendesse un voto in più di Berlusconi le cose non cambierebbero, si dovrebbe, al limite, riandare a votare. E poi parlano di Sinistra divisa!!!!!!!!!!!!!)

Ma i biglietti sono già pronti per nuovi imbarchi, su navi più solide e con ammiragli meno folli e megalomani.

Ci vuole poco a passare dall'affondamento del Titanic al l'ammutinamento del Bonty!



p.s.( se la destra euroscettica europea butta fuori dal gruppo sinanche i leghisti, vuol dire proprio che ci vedono già oltre la soglia democratica ).



postato da: giusepperesta alle ore 13:35 | link | commenti (28)
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QUANDO C'ERA SILVIO

Se vi volete vedere un film interessante, direttamente on-line, cliccate sul titolo qua in basso:

QUANDO C'ERA SILVIO

(Gli altri documenti video che si trovano nella stessa pagina non sono di meno, per esempio l'intervento di Travaglio è grande)


postato da: sergiospirito alle ore 09:51 | link | commenti
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mercoledì, 29 marzo 2006

Allora, puntualizziamo:
Mi pare il momento.
Leggo "vostra" "voi" e generalizzazzioni del genere.
In epoca di femminismo rampante si diceva "io sono mia".
IO SONO MIO, e non c'è facile Voi e Vostra che mi leghi ad alcuno.
Non ho tessere di partito e non ne ho avute.
Penso di essere una spina nel fianco dei partiti locali proprio per questa indipendenza dalle parrocchiette.
Anche di quelli di sinistra che, teoricamente, sono quelli che più rispecchiano le mie idee sulle cose della vita ( certe idee dei partiti di sinistra sono simili alle mie e non viceversa ).
Chi legge questo blog e, meglio ancora, il mio personale lo sa benissimo.
Chi vuole marchiarmi perchè do fastidio col pretendere che le cose si chiamino col loro vero nome è solo un disonesto.
Non permetto al primo venuto, oltretutto a chi "non ha mai mangiato insieme" (citazione dotta) di affibbiarmi un "voi".
"Voi" chi?
A questo punto mi pare che sia doveroso richiamare ad un minimo di serietà.
Lo scazzo può essere divertente fino ad un certo punto.
Giocare è forma alta di cultura, ma su certi valori non si gioca.
Passo sopra a quelle nullità che sanno solo offendere ed insultare, che usano il turpiloquio come unica forma di certezza del loro essere, che giudicano il pensiero delle persone secondo il colore della pelle, la lingua, la religione o il sesso ma non posso sopportare che certi valori siano calpestati.
Avere delle idee (se se ne hanno), avere delle opinioni (se se ne hanno), esprimere dei giusizi motivati e maturati (se se ne hanno) non vuol dire iscriversi a nessun "Voi".
Purtoppo i figli della contrapposizione urlata, della politica litigata, della politica da pollaio che passa la televisione commerciale e commerciante fanno presto a mettere etichette.
Quelle, per me, sono solo sui prodotti in vendita.
Fino a prova contraria in mezzo secolo di vita (anno più anno meno) non mi sono mai venduto a nessuno.
Rivendico il diritto di avere delle opinioni e delle idee, rivendico il diritto di pensare con la mia testa, se ancora non è reato.
Il vedere lo scadimento dei principi fondanti, lo sputtanamento delle istituzioni, vedere delle persone pregiudicate, dei golpisti a capo della Nazione mi indigna, mi fa vergognare.
Faccio, quindi, di tutto per parlare e per comunicare questo stato di indignazione che spesso in altri è coperto da assuefazione.
Assuefazione al RIDICOLO.
Molti, come diceva il fondo della Gazzetta di oggi, sono "eroicamente sprezzanti del ridicolo".
Non stiamo vivendo in un'epoca "normale" e il nostro governo non è "normale".
E' tutta una anomalia.
Bisogna uscirne.
Non importa come e con chi.
Ma bisogna uscirne.
E' questo che penso.
Da questo ce ne vuole a iscrivermi arbitrariamente ed abusivamente (visto che in più non abbiamo mangiato assieme come garbatamente qualcuno mi ha fatto notare con suprema classe) in nessuna confraternita.
Se poi rintuzzo le oscenità che sento dire, le frasi mandate giù dai vari Bondi e Schifani (omen nomen) senza nessun riscontro reale e mi OSTINO a ribattere su straordinarie dimenticanze (l'esenzione della leva, per esempio, è tutta del precedente governo, invece viene inserita due volte nel mazzo di carte che pubblicizza il "prodotto" Berlusconi) lo faccio solo per rispetto dei fatti.
Per tutto il resto, per tutta la restante "politica", mi trovo profondamente distaccato e profondamente agnostico.
Diciamo che mi trovo a scegliere il meno peggio.
E' facile, visto che il peggio è stato anche superato.
Dopo la seconda guerra Mondiale ci si chiedeva se ci fosse stato IL SONNO DELLA RAGIONE, che cosa avesse permesso che certe atrocità molto più che bestiali (l'animale non fa certe atrocità), direi diaboliche, si fossero permesse senza che i molti avessero gridato il pericolo del baratro nel quale si stava per sprofondare.
Vorrei che quello non succedesse più.
E l'unica possibilità è quella del ragionamento e del dialogo con la comunicazione.
Perciò esistono il mio sito e questo.
Per il resto non ci guadagno niente, occupo solo un po' del tempo che altrimenti occuperei per leggere e per scrivere.
Ritengo che OGGI questo impegno sia veramente indispensabile, specie quando si è padri e si è responsabili del futuro degli innocenti che abbiamo messo al mondo.
Non sono così ingenuo da pensare che Prodi possa far risalire d'incanto l'Italia dal baratro culturale e sociale (quindi Politico in senso etimologico) nella quale è caduta.
Non ci credo.
E penso pure che la sua parte politica ha contribuito, fosse pure con l'indifferenza e la sottovalutazione, a quello in cui ci siamo ridotti.
Però credo che da qualche parte si deva iniziare la risalita.
Continuare a scavare il fondo del baratro non è più possibile.
Rispetto chi voglia continuare a farlo, ma lasciatemi fare tutto il possibile per impedirlo.
 

 

 
Pubblicato da Cipocips

postato da: giusepperesta alle ore 20:48 | link | commenti
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 Proposta Indecente - Vedi versione grafica con cast

 

Proposte e non supposte:

E' stata allargata (finalmente) la strada che costeggia il Polispostivo da via S. Luca alla Provinciale per Seclì.

Se chi proviene da Seclì  e imbocca questa strada e poi sale per via Scolatura si trova ad andare o a Sannicola o può girare, per viale 8 Marzo, verso Gallipoli S. Maria.

Si eviterebbe così l'attraversamento del centro (piazza Umberto, via Garibaldi, Largo S. Sebastiano, Via XX Settembre o viale XXIV Maggio, via Tenete Sabato) con grande beneficio per il traffico e per l'inquinamento.

(non misurarlo non vuol dire che non c'è).

D'altro cantto anche chi deve andare dal centro verso Seclì può continuare per tutta Via Tunisi e Via S. Luca trovandosi rapidamente sulla Provinciale senza impantanarsi tra le traverse del quartiere S. Luca e intorno alle scuole.

Penso che una segnaletica visibile e inequivocabile potrebbe e DOVREBBE essere installata per suggerire la deviazione.

Il MASSIMO sarebbe una rotatoria sull'incrocio e una segnaletica a ponte.

Un Paese Civile l'avrebbe già predisposta.

Anche perchè quell'incrocio, già prima, ha fatto vittime.

Vogliamo aspettare che risucceda?

L' ultima profezia

L' ultima profezia


postato da: giusepperesta alle ore 11:18 | link | commenti (2)
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DUBBI

 

Li pinzieri,

mi passanu pi llà capu e

vvonu fucendu,

passanu ti notte, cu ll’aria cita,

tornanu ti ggiurnu a mmienzu li ruciti.

Li stozzi ti lu mosaicu ti la ita,

catinu, si cconzanu,

si mentinu a ppostu suli,

comu tuzzi ti campana,

la matina prestu.

Li dubbi ti eninu,

si n’di vonu,

tornanu e ssi perdinu.

Ma unu rumane ti cchiùi a mmente……..

…..imu scìre cu vvotamu………..

.....e ppi ccì utamu?………..


postato da: localo alle ore 09:54 | link | commenti
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martedì, 28 marzo 2006

Lo scrutatore non votante

è indifferente alla politica

Ci tiene assai a dire “ohissa!”

Ma poi non scende dalla macchina

È come un ateo praticante

Seduto in chiesa alla domenica

Si mette apposta un po in disparte

Per dissentire dalla predica

 

Lo scrutatore non votante

È solo un titolo o un immagine

Per cui sarebbe interessante

Verificarlo in un indagine

Intervistate quel cantante

Che non ascolta mai la musica

Oltre alla sua in ogni istante

Sentiamo come si giustifica

 

Lo scrutatore non votante

È come un sasso che non rotola

Tiene le mani nelle tasche

E i pugni stretti quando nevica

Prepara un viaggio ma non parte

Pulisce casa ma non ospita

Conosce i nomi delle piante

Che taglia con la sega elettrica

 

Lo scrutatore non votante

Conserva intatta la sua etica

E dalle droghe si rinfresca

Con una bibita analcolica

Ha collegato la stampante

Ma non spedisce mai una lettera

Si è comperato un mangia-carte

Per sbarazzarsi della verità

 

Lo scrutatore non votante

È sempre stato un uomo fragile

Poteva essere farfalla

Ed è rimasto una crisalide

Telefonate al cartomante

Che non contatta neanche l’aldiquà

Siccome è calvo usa il turbante

E quando è freddo anche la coppola

 

Lo scrutatore non votante

Con un sapone che non scivola

Si fa la doccia 10 volte

E ha le formiche sulla tavola

Prepara un viaggio ma non parte

Pulisce casa ma non ospita

Conosce i nomi delle piante

Che taglia con la sega elettrica

 

Lo Fa svenire un po’ di sangue

Ma poi è per la sedia elettrica

Samuele Bersani.

......................E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.

LA STORIA SIAMO NOI

Francesco De Gregori


postato da: giusepperesta alle ore 16:32 | link | commenti (28)
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Anche a Galatone lo scrutinio elettronico

La Puglia è una delle quattro regioni nelle quali sarà sperimentato il nuovo sistema

Ma, in che cosa consiste lo scrutinio elettronico?

Un operatore informatico, nominato dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, tra i cittadini italiani che godono dei diritti politici, effettua, ....   CONTINUA....

postato da: vitobaglivo alle ore 16:23 | link | commenti
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MUMENTI

Nà chiazza,

cquasi a ccentru ti lu paese,

ca cquattru ecchi,

sempre troi rriccoti,

ca contanu ti tuttu e ddi nienti.

A ffiate, ricordanu li sacrifici ti lu passatu,

e lli paragonanu cu lli sacrifici ti ocè.

Sempre sacrifici sò,

onu cangiatu li Cguerni,

onu cangiatu li Papi,

onu cangiatu li culuri,

ma li sacrifici.

sò rimasti sempre cquiddhri.

Mmàra a ccì tene bbisognu……..


postato da: localo alle ore 10:45 | link | commenti
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Rifiuti, in arrivo la stangata

Aumenti fino al 18%

Ma scattano i controlli dei comuni: "evadere è troppo facile"


Cosa farà l'Amministrazione di Galatone?


Se vuoi saperne di più ...  leggi

LA BACHECA DI GALATONE

postato da: vitobaglivo alle ore 08:36 | link | commenti
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lunedì, 27 marzo 2006

Perchè non parliamo di salario garantito?

In questa campagna elettorale loffia, vaga nei simboli, banale negli slogan e volgare nei contenuti, si parla sempre delle solite cose.

 

 

 Che palleeeeee!!!

 E basta con quella befana della Bonino che ogni giorno imperversa parlando solo di aborto e di coppie di fatto!!!

 

E basta, Capezzone, lasciami stare in pace il povero Piero che già di casini ne ha tanti: ci vuole stomaco a farsela con quelli della Margherita!!!

Va bene, d’accordo, solo voi della Rosa nel pugno siete i depositari della laicità dello Stato!!!

 

 

 

E Chi ce lo dà il lavoro???

La legge Biagi con 40 diversi tipi di contratto???

Ma stai scherzando???

Va be’, lasciamo stare… E’ stato un piacere!!!

Piuttosto perché nessuna forza politica, - a parte, qualche volta, timidamente, Rifondazione ma con discrezione per non urtare la suscettibilità di Confindustria - non affronta mai seriamente una questione ben più urgente ed importante???

Mi riferisco al salario minimo garantito!!!

E’ forse uno dei punti forti del programma dell’Unione???

Ragazzi, dite qualcosa di sinistra CAZZO!!!

Fausto, come ti sei moderato, non ti riconosco più!!!

Ti stai facendo scavalcare a sinistra da Oliviero…

 Allora, Ferrando ha ragione nel dire che siete diventati anche voi dei luridi socialdemocratici!!!

Insomma vogliamo parlare di qualcosa di serio?

Pinuccio, sto parlando anche a te!!!

Lascia perdere… E’ difficile adottare dei fascisti deficienti al soldo di quel cazzone nazista di Tundo!!!

 

Allora, dunque, lo sapevate che nell’Europa a 25 solo l’Italia, la Grecia e l’Ungheria non hanno una forma di reddito garantito?

Siamo una anomalia!!!

In Gran Bretagna, a partire dai 18 anni, se non si hanno risparmi che superino i 12.775 euro si ha diritto a circa 300-350 euro mensili di incombe-based Jobseeker’s Allowance.

In Germania, a partire dai 16 anni, si ha diritto a 345 euro; più severa la Francia , dove per accedere ai 425,40 euro del Revenu minimum d’insertion bisogna avere 25 anni, a meno che non si abbiano figli.

Queste somme costituiscono la base di partenza. In Gran Bretagna l’assegno diventa di 669 euro per un cittadino di 25 anni, per coppie senza figli è di 881 euro.

Per una coppia con un figlio di 10 anni è di 1.265 euro.

Un disoccupato francese che vive in coppia arriva a circa 640 euro; se ha un figlio 770 euro; con due figli a 893,34; per ogni altro figlio si aggiungono 170 euro.

Una coppia con tre figli può percepire più di 1.150 euro al mese.

In Germania una famiglia composta da due figli, padre disoccupato e madre con un lavoretto part-time di 750 euro lordi, arriva a disporre di 1.665 euro netti al mese grazie ad una serie di integrazioni.

In Austria una persona singola può disporre di 380 o 490 euro. Olanda: coppie sposate/conviventi senza figli 1.099 euro, famiglia monoparentale 769 euro, individui: 549 euro. L’assegno per le vacanze aggiunge l’8 % a queste somme.

Non parliamo poi del Lussemburgo, dove si parte con 1.044 euro per individuo, ma anche in Irlanda non si sta male: 647 euro per il singolo, 1.073 per una coppia.

La condizione per avere il reddito garantito è, in generale, quella di ricercare attivamente un lavoro, ma non uno qualsiasi, bensì un lavoro conforme alle proprie competenze.

Non conviene a nessuno indurre un idraulico a fare il cuoco. Non è una società organizzata in modo economicamente sensato quella che investe per formare dei grecisti o degli ingegneri e li impiega poi in altro modo.

In generale gli uffici di collocamento sono comunque molto efficienti.

Si può rifiutare un’offerta di lavoro senza perdere il salario garantito se il luogo di lavoro è troppo lontano da casa. In alcuni paesi si cerca di indurre ad accettare anche lavori lontani non del tutto adeguati attraverso varie forme di incentivi.

Al reddito garantito si aggiunge, se necessario, anche un sussidio per l’affitto dell’alloggio.

Per l’alloggio esistono due sussidi che coprono tutto o parte dell’affitto di un appartamento o di una stanza, a seconda delle necessità.

Per non parlare della selva dei diritti associati.

In Gran Bretagna, ad esempio, latte gratis per le donne incinte, aiuti economici per gli occhiali, per il trasporto in ospedale, e l’assistenza sanitaria gratuita per ogni prestazione.

Nonostante il fatto che già nel lontano 1992 la raccomandazione 92/441 Cee sulla “Garanzia minima di risorse” impegnasse l’Italia, come tutti gli altri Stati membri, ad ottenere delle misure di garanzie di reddito in quanto elemento qualificante del modello di Europa sociale, da noi manca una legge nazionale.

L’anomalia italiana è notissima agli specialisti, ma ignota alla gran parte dei cittadini.

Allora, che cosa impedisce di realizzare anche da noi quello già esiste in tutta Europa, se non la volontà politica?

La spesa per estendere il reddito minimo d’inserimento al territorio nazionale è stimata per eccesso in 3 mila milioni di euro all’anno, meno dello 0,23 % del pil nel 2004.

Nello stesso 2004, la spesa per le pensioni di invalidità – spesso fasulle – è stata di oltre 10.600 milioni di euro, pari ad oltre lo 0,75 del pil. Il reddito garantito in Europa non solo crea più sicurezza sociale, ma anche maggiore crescita economica.

Stupisce che proprio in Italia, dove prolifica la precarietà, manchi una misura di riequilibrio che potrebbe essere un antidoto contro il clientelismo delle oligarchie politiche.

Che cosa ne è stato della sperimentazione italiana del reddito minimo?

Di questo, per esempio, vorrei che si discutesse in questa allucinante campagne elettorale.

Salario Garantito


Scinn’ ambress’ mamma mia ce stà a manifestazione
o burdell’ a polizia o votta votta ò curdone
a fà o burdell’ mmiez’ à via é lott’ l’occupazione
te fai nà marenna e via l’università à riunione
se fa sera i manifest’ ò sicchìo à colla e vai a azzeccà
se fà mezzanott’ cull’amic’ vai a svarià
tuorn’ é quatt’ a’ matina e te vai a cuccà
tre, quatt’ore é suonn te vene a scetà mammà
ì me facc’ ò mazz’ tant’ tutt’i juorn’ a faticà

nù pensier’ n’ossessione ma coccos’ sadda fà
te dic’ basta basta basta nun poss’ cchiù stà
ncopp’ ò 740 ì mammà e papà
ricattat’ ossessionat’ mantenut’ parassit’
ma ’sta storia adda fernì vogl’ò salario garantit’

cù na scusa bona a vocia ross’ e doje promess’
gir’ e vot sott’en’copp’ mammà t’agg’fatt’ fess’
ma ò problema over’ stà rint’ a stà coscienza cà
tagg’fatt’ fess’ mà tu scinn’ e po’ vai a faticà
ò lavor’ salariat’ sotto ò padron’
à fatica umiliazion’ pé m’arregner’ ò panzon’
e me sent’ nà latrina comm’ cazz’ se po’ ffà
avessa fà ambress’ mavess’ laureà
ma l’università già è bella nun se po’ supportà

nù pensier’ n’ossessione ma coccos’ sadda fà
te dic’ basta basta basta nun poss’ cchiù stà
ncopp’ ò 740 ì mammà e papà
ricattat’ ossessionat’ mantenut’ parassit’
ma ’sta storia adda fernì vogl’ò salario garantit’

Nun me piace stà società me fà schif’ é faticà
no nun voglio faticà sul’ pe me fà sfruttà
e nun voglio sturià sulament’ pé sfunnà
me fà schif’ l’arriv sprezz’ ò rampantism’ song’ doje aspett’ te ric’ rò capitalism’
a me me piac’ é sturià pe capì é cose comm’ stann’
sent’ ò bisogn’é luttà contr’à stù stat’ che è tirann’
nun me ne passa po’ cazz’ si me laureo int’ a 10 ann’
ma mentre stong’ cà cantann’ e abballann’
a casa mia mammà pe mmé sta faticann’
nù pensier’ n’ossessione ma coccos’ sadda fà

nù pensier’ n’ossessione ma coccos’ sadda fà
te dic’ basta basta basta nun poss’ cchiù stà
ncopp’ ò 740 ì mammà e papà
ricattat’ ossessionat’ mantenut’ parassit’
ma ’sta storia adda fernì vogl’ò salario garantit’

rà giamaica rà giamaica macka B. ce l’ha già ritt’
pe tutt’ e’ mamm’ massimo rispett’
massimo rispetto pe chi te mantene
sopratutt’ si ò ffà pecché te vò bene
però massimo rispetto pur’ pe chi lotta
pe ’ chi all’arrivissi te ric’over’ se ne fott’
pé chi nun tene fretta sta tranquill’ e vò sturià
senza ì se ne fottere rà produttività
e allora mamma e figl’ e nà maniera anna campà
senza incomprensioni turciglium’ e mal’ ’e cap’
ò salario garantito e ò burdell’ è eliminat’
mammà po’ lassà ò lavor’ salariat’
può sturià cchiù tranquill’ e nun sì cchiù ricattat’
foss’ bell’ però ancora nun è stato realizzat’
pecché stù guern’ chin’ e mmerda e inchiavecat’
serv’ rò capital’ servo della nato
nun se ne passa po’ cazz’ rò proletariat’
e chi nun produce i chi è sfruttat’
e allora organizzammic’ e avviamm’ a lottà

nù pensier’ n’ossessione ma coccos’ sadda fà
te dic’ basta basta basta nun poss’ cchiù stà
ncopp’ ò 740 ì mammà e papà
ricattat’ ossessionat’ mantenut’ parassit’
ma ’sta storia adda fernì vogl’ò salario garantit’

 

 

 

 

 

(99 Posse)

 

 

 

 


postato da: mafaldalaribelle alle ore 22:45 | link | commenti (18)
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 La lingua del santo - Vedi versione grafica con cast

 

La sera era di maestrale, umido e ventoso.

La primavera era sul calendario ma non nell'aria.

La prossima ora legale arrivava inaspettata, a sorpresa; nulla l'aveva fatta desiderare in un cielo ancora invernale appena strappato dai lampi di colore dei peschi e dei mandorli fioriti contro le nuvole grigie.

Eppure la Galatina spocchiosa de' "simu li meju", la Galatina che rinnega il passato di patria del tarantismo (salvo rivendicarlo quando il flusso di turismo & denaro è ormai andato altrove) la Galatina altezzosa che insieme a Maglie e a Nardò si pone come comune nobile (ascendenti ancora Orsiniani?) rispetto agli altri comuni e città della Terra D'Otranto, questa Galatina distaccata e annoiata, la Galatina dei "la" e "lu" davanti ai nomi con solenne distacco aristocratico da tutti e tutto, questa Galatina in una sera di sabato di marzo converge verso piazza S. Pietro.

Eppure il sabato sera tutti sono affaccendati per i riti consumistici dell'Italietta dei  primi anni del millennio. Supermercati per la spesa, centricommerciali per la spesona (ma a fine mesa c'è poco da promozionare se non si ricorre al rateale colla speranza che le cose non peggiorino), negozi per i primi acquisti di primavera, non certo per esigenza climatica ma per le cresime e le comunioni che ormai vengono solennizzate esteriormente con grave danno per le finanze familiari.

In questi sabato distratti, in questi sabato da parcheggio e spesa (stando attenti a cartellini dei prezzi impazziti), in questi sabato da parrucchiere, Galatina riesce a riempire la grande piazza del Santo Pietro in maniera massiccia e costante.

La folla inizia dalla "Pupa" del Martinez e si assiepa per tutta la piazza. Nessuno spazio è lasciato libero, dai bar laterali sino al sagrato.

L'attesa si sente e si pesa. Tutti aspettano.

Aspettano giovani, anziani, signori di mezza età (anche se è un'età che sta scomparendo). Visi diversi, abbigliamenti diversi. Popolo disomogeneo nel quale spicca l'assenza degli abiti grigi e antracite e cravatta celeste con cravatta impallinata d'ordinanza di certi supporters in divisa da manager eppure in attesa di un posto che non arriva. (Se perde il centrodestra chiuderanno le fabbriche dei mediocri abiti grigi? Potrebbe essere un'altra paura da vendere all'elettorato!)

Bambini irrequieti giocano sugli scalini del Tempio iluminato artificialmente di giallo.

Suonano canzoni sudamericane. "Comandante Che Guevara" riempie di echi insoliti una piazza dominata solitamente dal sacro della Chiesa e dall'effimera "posa" dei frequentatori  dei bar che alla piazza fanno cornice.

Suona anche "bandiera rossa", anche se la folla mi pare poco "vetero comunista" ma molto del genere "ceto medio incazzato e deluso".

Il palco è rosso, violentemete rosso contro la quinta gialla della facciata intarsiata di fiori e putti barocchi.

Niente cotillons, niente palloncini, niente claques, niente schiamazzi mediatici: solo musica e attesa da tagliarsi con una lama.

Lo sguardo si volge finalmente contemporaneo al balenare di lampi azzurri. Le luci rompono il clima d'attesa provocando un sordo brusio.

E' Arrivato.

E' arrivato il messia che tutta quella folla aspetta da un'ora.

E' arrivato San Niki Vendola.

Non voglio essere basfemo. Ma un'attesa così è da riservare solo per chi incarna speranze e conserva la fiducia della gente; solo per chi suscita forti sentimenti di fede , laica ma sempre fede.

Eppure è "solo" un comizio di Compagni Comunisti di Rifondazione. Non c'è Unione e non c'è candidato Sindaco. Solo la promozione della Forte alla Camera. Nient'altro che rifondaroli Comunisti.

Di quei Comunisti che "bollisco i bambini" ( si è passati, secondo il Nostro Premier, ad una foma più civile di consumo degli infanti, prima si mangiavano a crudo, come le cozze e gli allievi, oggi si incominciano a gustare più inteneriti da una cottura, spero aromatizzata di verdure, vorrei condita da salsine stuzzicanti... Il massimo sarebbe con la mostarda cremonese! Ma con i cuochi comunisti che ci sono in giro è da contarci. La Clerici ha cambiato anche i gusti si assunzione dell'infante.).

Eppure, nonostante le riseve mentali per questi Comunisti, la conservatrice e paramafiosa (ma anche mafiosa... e diciamolo: la Fiera è stata commissariata per questo!) Galatina, la Galatina che fu di De Maria e poi divenne la Galatina dell'affarismo forzaitaliota, questa Galatina riempie colma una piazza.

Già questo è il primo miracolo di Santo Niki.

Santo Niki, come S. Paolo che toglie la magaria del morso della tarantola, viene a "calmare" le folle agitate dalla indecenza di diecianni di centrodestra.

Niki (non è certo uno che chiede che gli sia dato del LEI, pure se ora è Governatore di Puglia rimane Niki, per tutti) ha parole per tutti, conforta, dà speranza, sfodera carisma a profusione, spiega, illustra, quantifica.

Anche lui dà i numeri, ma non fornisce vuote percentuali che fanno pensare a quelle dei prodotti contro la caduta dei capelli (-il venti per cento in meno!-Di che? Di chi' Di quanto?) .

Niki da i numeri di uno sfascio trovato in una Puglia che si spacciava per risanata.

E da diligentmente i numeri delle cose FATTE in un anno di elezione e in meno di sei mesi di piena operatività amministrativa.

Niki ci parla di "un errore tecnico" di 150 milioni di euro mancanti sul bilancio della Sanità di Palese, di 120 milioni di euro di deficit delle AUSL di Puglia, Niki ci racconta di 400 dirigenti mandati in pensione premio anticipata da Raffaeluccio coi soldini nostri e che hanno sguarnito gli uffici.

Ci racconta di piani urbanistici dormienti da decenni che lui ha varato in sei mesi, di 35 piani urbanistici già approvati per le città di Puglia, cifra maggiore di quanto mai il CUR avesse fatto in cinque anni. Ci parla dell'abbassamento dei biglietti per i trasporti di studenti e pendolari, ci racconta di SERT allo sfascio e di metadone dato il venerdì perchè la somministrazione non poteva avvenire per mancanza di personale, di cedimento verticale degli aiuti sociali. Ci parla della introduzione delle esenzioni che riguardano il settantacinque per cento dei pugliesi (si sentono dei grazie tra la gente).

Ci parla anche dell'aborto in Puglia e ci rivela quello che mai la stampa filofittiana ci ha mai detto: gli aborti in Puglia sono in netta crescita negli ultimi anni, in controtendenza rispetto a tutt'Italia. In teoria e  a parole si difende la vita e l'aborto speculando sulla fede religiosa e sulla claque vaticana, in pratica si lascia la famiglia a se stessa consentendo più aborti nella fittiana Puglia più che nelle regioni rosse dei mangiatori di bimbi bolliti.

Ci racconta anche delle paure preventive sulle discariche di qui a sei mesi che Fitto esterna sulle pagine della sua stampa, e ci chiede, allora, cosa abbia fatto in cinque più cinque anni il centrodestra regionale nel controllare il territorio che oggi scopriamo ridotto in una gigantesca pattumiera e nel Mar Grande di Taranto colmato di milioni di litri di veleni.

Ed altro, ed altro ed altro. Parla con pacatezza, parla di programmi e di fatti concreti. Parla del protocollo d'impresa per la metropolitana di superficie del Salento. Parla di "diritto alla mobilità" 

Parla così calmo e pacato che si fa addirittura abassare il volume dell'amplificazione (in piazza, d'altronde, non vola una mosca).

Parla di verità taciute, di cose mai dette, parla di un'ipocrisia politica che faceva diventare prima delle elzioni la Puglia il paese di Bengodi ma che sotto mascherava interessi, inefficienza, spregiudicatezza.

PArla di quell'interesse nella Sanità privata che faceva sì che le TAC pubbliche lavorassero solo un'ora al giorno contro le dodice che lavoravano quelle private.

La gente lo ascolta religiosamente, come se fosse il momento solenne dell'elevazione (della politica).

Niki affabula, conforta ma non vende sogni: stimola speranze.

E' una differenza fondamentale.

Niki è credibile, Niki riempie le piazze.

Niki è la nuova politica che non ha paura delle piazze svuotate dalle promesse disattese e dalla poca credibilità di oratori avventurieri e voltabandiera.

Chi dice che la politica non si fa più in piazza è un bugiardo e un fallito.

Chi didegna la piazza ha qualcosa da nascontere, non fosse altro la poca credibilità di cui si è rivestito.

La dimostrazione era in Piazza S. Pietro sabato sera.

Ci dovevate essere.

Io c'ero.

(scusate l'Elogio Vendoliano, ma ormai ho la "sindrome di Franti" (quello del libro Cuore): tutti mi dite che sono cattivo ed io mi sono convinto.)


postato da: giusepperesta alle ore 12:22 | link | commenti (18)
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IL FLOP DELLE GRANDI OPERE

Stipendi d'oro, cantieri fermi

ROMA - Piccole opere e grandi sprechi. Altro che spot trionfalistici e inaugurazioni festose: quello della "Legge Obiettivo" è il bilancio di un fallimento. Stipendi d'oro, cantieri fermi, finanziamenti col contagocce. Grandi Opere, chi le ha viste? Nessuno. I progetti rimangono scritti sulla sabbia.


Se vuoi saperne di più , visita il nuovo blog:

LA BACHECA DI GALATONE


postato da: vitobaglivo alle ore 10:59 | link | commenti
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LU SUDDU

Ete veru, nui ti lu suddu,

tinimu mote cose,

ca si ssimegghianu,

lu mare limpitu e puliti,

li macchie, cu lli tumi profumati,

li campagne, chìene ti ulie e igna,

chiese e cumenti, ca sò rimasti senza frati.

Palazzi randi e bbandunati,

massarie senza cristiani e senza animali,

scèrze e totte scarrate.

Poi e rriatu lu progressu,

ville e asili onu zaccatu frabbicare,

a palla li pulitici, onu zaccatu scìucare.

Li prime case ca onu fattu irgire,

senza scale ti marmu nò n’eranu stare.

Poi so rriate li panchine,

a lli ripate ti li chiazze,

li funtane, totte ll’uminate,

cu facchè statua ti cissu a mmienzu, a mmienzu.

Picca cose sò rimaste cu facimu,

nò n’c’è nienti cchiùi cu mmangiamu.

Li cose torte sò rrumaste e a nn’anzi vonu,

comu femmine beddhre cu jesti care,

ca cu ballanu stà bbonu,

a lla festa ti li morti……………


postato da: localo alle ore 09:22 | link | commenti (2)
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domenica, 26 marzo 2006

Da un po’ di tempo ho notato, visitando i commenti ai vari post, un certo incremento del tasso di litigiosità tra gli utenti della piazza telematica.
Probabilmente il fatto è fisiologico, dal momento che ci avviciniamo alla scadenza elettorale, e di conseguenza l’aumento del tasso di adrenalina nel sangue e una sempre più marcata produzione di testosterone hanno l’effetto di rendere più “sensibili” gli animi.
Sono stato più volte sul punto di intervenire, quando mi sembrava che la conversazione andasse oltre i limiti di una naturale contrapposizione di idee, scadendo a livello di battibecco infarcito di roboanti “lei non sa chi sono io” o “lei non sa quello che dice” e quant’altro (per la verità ho letto decisamente di peggio).
Se non l’ho fatto è solo per non venir meno al principio che mi ha sempre ispirato ogni volta che ho affidato alle pagine virtuali del blog i miei modestissimi pensieri: quello di non cadere mai nella trappola dell’offesa personale e dell’ostentazione di una smisurata fiducia nelle proprie certezze.
Quando leggo certi battibecchi puntigliosi nei quali nessuno è disposto ad accettare le ragioni dell’altro – cosa sicuramente legittima – ma soprattutto a riconoscergli dignità di onesto interlocutore – cosa sicuramente meno legittima – il minimo che posso fare è pensare che si sia solo perso del tempo che poteva essere impiegato molto meglio.
E questo è un peccato, soprattutto laddove si intuisce che dietro il “tratto di penna” nervoso e risentito c’è una personalità di una certa caratura, in grado di esprimere idee con maturità di pensiero, ma che in quel momento ha il torto di esprimersi senza un sufficiente controllo delle proprie emozioni. Questo almeno è quello che io penso, e non è detto che sia nel giusto.
Personalmente dalla frequentazione di questo blog credo di aver avuto solo vantaggi e anche qualche piccola soddisfazione.
Da quando lo frequento ho avuto la possibilità di aprire un canale di comunicazione prima impensabile; di conoscere sia pure virtualmente – e in qualche caso anche personalmente – persone che non conoscevo, magari di sensibilità diversa dalla mia, ma nelle quali ho riconosciuto l’onestà delle intenzioni.
Ho anche constatato l’esistenza di frequentatori del web che preferiscono non manifestarsi anagraficamente, ma che si identificano in uno pseudonimo che poi riempiono di contenuti, dandogli dignità di rappresentazione delle proprie idee, e in fondo sono queste che contano, alla fine.
Poi ci sono anche quelli che non hanno alcuna intenzione di farsi identificare, o per precisa volontà di anonimato o per congenita incapacità di esprimersi in maniera civile, ma in fondo c’è posto anche per loro, finché non esagerano.
Se avessi pensato che Galatown fosse solo uno squallido simulacro che nasconde una precisa volontà di condurre con mezzi sleali una battaglia politica contro una coalizione piuttosto che contro un’altra; se avessi pensato che l’amministratore del blog fosse un prezzolato al soldo di un partito o di una corporazione che approfitta del mezzo mediatico per diffondere veleni e orientare l’elettorato; in altre parole se avessi minimamente dubitato della sua onestà intellettuale – che è ben altra cosa rispetto ad una immotivata pretesa di equidistanza dagli schieramenti, dal momento che tutti siamo schierati – allora non sarei mai diventato un frequentatore del blog, o quanto meno mi sarei ritirato in buon ordine e avrei smesso di leggere quanto viene pubblicato.
Se invece continuo a farlo è perché ho fiducia nella capacità dell’amministratore e di gran parte degli altri bloggeristi di valutare i fatti per quello che sono, ognuno con la propria sensibilità ma senza preconcetti granitici, o quanto meno conservando la capacità di rimetterli in discussione quando si rivelasse necessario.
D’altro canto i preconcetti aiutano a semplificare la vita, essendo un po’ come i preset sullo stereo. Sta all’intelligenza di ognuno verificare ogni tanto la sintonia ed eventualmente spostarsi su una frequenza migliore.
Contrariamente a quanto ho letto in alcuni di questi commenti “ormonali” non mi risulta che sia mai stata negata la libertà di espressione e di contraddittorio a chicchessia, se mai qualche volta i soliti ignoti hanno approfittato di questa libertà per lanciare attacchi personali ingiustificati a Tizio o a Caio (ma quasi sempre a Tizio).
Certo capisco che l’argomento principe delle dissertazioni politiche, rappresentato dall’ingombrante figura di Berlusconi, sia fatto apposta per generare passioni laceranti, in virtù della natura stessa del personaggio, della sua congenita anomalia nel panorama politico italiano e per la sua stessa dichiarata volontà di differenziarsi da quei “politici di professione” ai quali non vuole assomigliare ma ai quali è costretto comunque ad appoggiarsi.
Personalmente trovo che ormai sul personaggio Berlusconi si sia detto tutto e il contrario di tutto. Continuare a cavalcare l’onda dell’antiberlusconismo, motivato o immotivato che sia – ognuno la pensa come vuole – è diventato oltre che stucchevole anche controproducente, a mio parere.
Se è vero, come si dice, che il personaggio deve la sua fortuna al possesso di televisioni, allora probabilmente la sovraesposizione mediatica alla quale viene sottoposto dagli avversari si va a sommare a quella da lui stesso voluta, e contrariamente a quello che si potrebbe pensare non si tratta di una somma algebrica, ma di una vera e propria somma aritmetica che, tradotto per chi non ha confidenza con l’alta Matematica, vuol dire che è tutta acqua al suo mulino quella che scorre.
Poi c’è un altro aspetto tutt’altro che secondario da tenere presente e che riguarda il nostro rapporto con le istituzioni. Se crediamo ancora nella democrazia, pur con tutti i limiti e i difetti sotto gli occhi di tutti, allora non possiamo non ammettere che una parte consistente dell’elettorato si sente evidentemente rappresentata da questa compagine governativa e da chi ne è alla guida. E se l’azione di governo degli ultimi cinque anni non ha prodotto quanto concordato nel patto con gli italiani – anche qui non sembra facile trovare una valutazione condivisa da tutti – è a questi italiani in primis che il governo dovrà dare conto, prima ancora che a tutti gli altri.
L’apparente mancato riconoscimento di questa dignità istituzionale, che sembra trasparire da tanti post sull’argomento, è quello che dà molto fastidio a qualcuno, se ho ben capito; ma su questo buona parte della responsabilità ce l’ha proprio chi di queste istituzioni dovrebbe farsi garante, piuttosto che metterle ripetutamente in discussione.
In ogni caso qualunque mezzo Berlusconi abbia usato per conquistare il consenso degli italiani, alla fine nella cabina elettorale ognuno di noi c’è andato in compagnia della propria coscienza e nessuno ci ha obbligato a votare in un modo piuttosto che in un altro.
In virtù di questa libertà d’espressione democratica di cui per fortuna godiamo dobbiamo quindi continuare a pensare che il consenso dato a Forza Italia sia stato il frutto di un imbarbarimento del costume promosso dalle televisioni commerciali, oppure dobbiamo ipotizzare che sia addebitabile anche ad una mancanza di progettualità e di comunicazione di una sinistra che non ha saputo all’epoca farsi interprete dei bisogni della maggioranza dell’elettorato e conquistarne la fiducia? Pensando al seguito che hanno trasmissioni come il Grande Fratello e altre porcherie – di cui anche la RAI è sufficientemente fornita – verrebbe naturale propendere per la prima ipotesi, ma credo che sarebbe un’analisi troppo semplicistica.
Io penso che solo la storia potrà dire una parola definitiva sull’epoca che stiamo vivendo. Personalmente ho le mie idee ma non è detto che sia nel giusto.
Nel frattempo mi piacerebbe che si smettesse, sia a livello nazionale che su questo stesso blog, di litigare come due bambini che si rimpallano la responsabilità di aver messo le dita nella marmellata davanti al rimprovero della mamma. In quel caso di solito una mamma accorta finisce per punire entrambi i figlioletti, ben sapendo che nessuno dei due è un angioletto, e la stessa cosa finirà per succedere a livello politico se non ci sarà un’inversione di tendenza nel modo di intendere la contrapposizione politica.
La prima e più naturale punizione arriverà dallo stesso elettorato con un aumento dell’astensionismo, già così sostanzioso da avere consistenza degna di un partito di maggioranza relativa. L’altra punizione è molto più insidiosa e a lunga scadenza e si rivela in una sempre maggiore disaffezione verso la pratica della democrazia con conseguente deriva verso nostalgie autoritarie di cui non abbiamo alcun bisogno.
Non dimentichiamo che le nuove generazioni hanno sempre vissuto in democrazia e quindi danno per scontato che sia un loro diritto. Serve a poco ricordare loro che quel diritto è stato conquistato con il sacrificio di tante vite umane se poi noi stessi lo svuotiamo quotidianamente di significati.
Cerchiamo quindi di dare sostanza alla pratica democratica per quanto si possa fare in un blog – e non è certo poco – evitando di trasformare la piazza telematica in un talk show in cui ci si parla addosso senza alcuna intenzione di dire alcunché, o in un fac-simile
del leggendario confronto tra i candidati premier nel quale tutti gli italiani hanno visto cosa significhi contrapporre due muri, due individualità così piene di sé da considerare l’altro poco più che un garzone di bottega, due visioni del mondo così diverse (ma sono poi veramente tanto diverse? Personalmente ho dei dubbi che cercherò di esporre in un successivo post).
Sicuramente loro non possono fare a meno di esibire la presunta superiorità della propria visione e del proprio operato, ma noi abbiamo il diritto di giudicarli senza remore per quello che hanno fatto e per quello che dicono di voler fare, nella speranza che chiunque vinca non sia alla fine il cittadino a perdere.



postato da: pasqualechirivi alle ore 20:19 | link | commenti (3)
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sabato, 25 marzo 2006

MEGLIO IL CHIRURGO

Quanto segue è di Nando Dalla Chiesa:

"Ho visto approvare in Parlamento la legge sul falso in bilancio il giorno dopo l'11 settembre. Di corsa, per onorare con il nostro lavoro - così ci venne detto - i morti di New York.

Ho visto la commissione giustizia del Senato prolungare i suoi lavori dopo la mezzanotte per tre leggi in cinque anni: per il falso in bilancio, per la Cirami , per l'immunità delle più alte cariche dello Stato.

Ho visto aprire l'ultima legislatura con una legge ad personam, quella che abolisce l'imposta di successione sui patrimoni più grandi. E l'ho vista chiudere con una legge ad personam, quella che abolisce l'appellabilità delle sentenze di assoluzione.

Ho visto il Parlamento decidere quali magistrati possono o non possono restare in servizio, alzando e abbassando l'età pensionabile secondo le convenienze: fuori Borrelli dentro Carnevale.

Ho visto il Parlamento decidere quali magistrati possono dirigere gli uffici giudiziari più delicati. Insomma, ho visto il Parlamento scegliere i giudici.

Ho visto più di mezzo Senato applaudire in piedi l'appoggio alla guerra preventiva in Iraq. Ho visto la standing ovation della maggioranza e i sorrisi di festa, in attesa dei bombardamenti dei giorni dopo.

Ho visto sbeffeggiare le senatrici che si battevano per le quote rosa. Le ho viste sommerse dagli sberleffi della maggioranza. Le ho sentite chiamare "vacca" e "gallina".

Ho visto togliere ai giudici di pace la competenza sugli incidenti stradali più gravi. Lavoravano troppo velocemente creando problemi alle assicurazioni. Anche alla Mediolanum.

Ho visto portare nel Parlamento repubblicano una legge per equiparare le brigate nere di Salò ai combattenti delle forze armate e ai partigiani.

Ho visto violare il regolamento del Senato anche sei volte in due giorni. Ho visto violare la Costituzione in presenza della seconda autorità dello Stato. A volte invocando precedenti inesistenti. Altre volte senza precedenti.

Ho visto un parlamentare svenire a un passo dall'infarto per l'indignazione, di fronte al numero legale ottenuto più volte senza pudore. L'ho visto steso a terra, insultato e fischiato dagli avversari che lo accusavano di perdere tempo.

Ho visto censurare o bloccare negli uffici interrogazioni critiche verso il governo o verso esponenti della maggioranza; ho visto funzionari solerti mutilare i diritti costituzionali dei parlamentari.

Ho visto rifare mezza Costituzione come niente, da personaggi senza storia. Per liberare da ogni controllo di garanzia e da ogni contrappeso il potere di chi vince le elezioni. Per mettere lo Stato ai piedi dell'uomo più ricco e potente del paese.

Ho visto barattare pubblicamente in aula l'unità del Paese con gli interessi televisivi del Capo del Governo.

Ho visto un senatore votare per cinque, per dare alla sua maggioranza il numero legale. Ho visto tollerare anche quindici voti di assenti per volta.

Ho visto stabilire il tempo massimo di un giorno per discutere in seconda votazione la riforma di mezza Costituzione.

Ho visto fischiare in un'aula parlamentare il Capo dello Stato mentre il presidente del Senato leggeva il testo del rinvio alle Camere della legge di riforma dell'ordinamento giudiziario.

Ho visto scritto nella relazione ufficiale della commissione antimafia che la mafia non porta voti, che il controllo del voto da parte di Cosa Nostra è "uno dei miti più a lungo e pervicacemente sostenuti".

Ho visto Giovanni Falcone commemorato sull'autostrada per Punta Raisi, località Cinisi, da un ministro che aveva sostenuto che dobbiamo convivere con la mafia.

Ho visto un ministro definire il carcere di Cagliari un albergo a cinque stelle pochi giorni prima che vi si uccidessero due detenuti.

Ho visto leggi importanti e sulle quali era stata annunciata una dura opposizione votate in Senato alla presenza di poche decine di esponenti della minoranza.

Ho visto decine di senatori dell'opposizione lavorare seriamente ed essere trattati come incapaci o complici del governo. Ho visto sospetti ingiusti. Ho visto fiducie ingiuste.

Ho visto uomini dello Stato oggetto di insolenze e di accuse sanguinose, grazie a un uso prepotente della immunità parlamentare.

Ho visto chiamare tutti i manifestanti di Genova violenti e terroristi e assicurare ufficialmente che nel carcere di Bolzaneto non ci furono violenze. Ho visto negare una commissione d'inchiesta su Genova per non interferire con il lavoro della magistratura. Ho visto dimenticare questo principio per istituire la commissione Telekom Serbia.

Ho visto ridere in faccia alla richiesta di maternità o paternità assistite di persone non felici.

Ho visto esibire i fazzoletti padani a un metro dal tricolore sulle bare nei funerali di Stato.

Ho visto prolungare la durata del Parlamento per uso personale. Per ottenere l'impunità in un processo, per monopolizzare le televisioni. Così ho visto sfregiare, nel mio Paese, il più grande simbolo della democrazia."

 

 

Nando Dalla Chiesa (avete notato che somiglia un pò all'architetto del mio cuore???) è uno dei pochi deputati che in questi anni ha fatto muro in parlamento contro le leggi vergogna sulla giustizia, denunciando gli inciuci nascenti e stroncandoli nella culla, ha capitanato l’ostruzionismo in parlamento, ha combattuto giorno per giorno in commissione Antimafia, ha difeso l’indipendenza della magistratura, ha portato queste battaglie nelle piazze, sui giornali, nella società civile.

 

Nando Dalla Chiesa è il coordinatore della Margherita in Lombardia, ma nelle liste della Margherita in Lombardia non c’è, e neppure in quelle del resto d’Italia.

 

Perchè? Semplice: non è stato ricandidato!

 

Si è sacrificato per un altro prodiano milanese, l’avv. Pierluigi Mantini, altrimenti escluso; in cambio della sua rinuncia gli hanno promesso un posto di sottosegretario.

 

Pinuccio, ma non è una promessa del cazzo???

 

Non sono i partiti a nominare i sottosegretari, bensì il Presidente del Consiglio!!!

 

Un partito che promette sottosegretariati prima del voto è un po’  come Totò che vende la Fontana di Trevi al turista americano imbecille.

 

E se perdessimo le elezioni???

 

Nando Dalla Chiesa rimarrebbe fuori dalle istituzioni per i prossimi cruciali cinque anni!!!

 

Ma cosa cazzo manca a Nando Dalla Chiesa rispetto, per dire, a un Enzo Fracasso???

 

Forse i debiti…

 

Fernandone, per fortuna che ci sei tu!!!


postato da: mafaldalaribelle alle ore 15:02 | link | commenti
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venerdì, 24 marzo 2006

   WEEK END SBAM  

 

VENERDI' :

STONCUTTER

IN CONCERT

(ROCK)

 

SABATO

TOBIA

(DJSET)

 

DOMENICA

!!!!!!!!!!BANDABRASIL!!!!!!!!!!

MAX INGROSSO 

&

FRIENDS

SHOW

 

START ORE 21.30

PIAZZETTA GOLDONI 8

 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 18:37 | link | commenti
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Quattro nostri concittadini sono candidati al Parlamento Italiano:
 
 
 
 
Rigorosamente in ordine alfabetico:
Ferrocino Fernando
Fracasso Agostino Lorenzo
Maglio Luigi
Rapanà Giovanni (per gli Italiani all'estero: America settentrionale e centrale).
 
 
 
Tutti per lo schieramento di Centrosinistra.
Nessuno a Centrodestra
Così come già successo per la Regione.
.
.
La nuova legge elettorale "porcata" berlusconiana  ha, però, di fatto messo il bavaglio a tutti
 
  Parliamone noi 
 
 
Prospettive, speranze, possibilità, credibilità, impegno, critiche.
 
Il Blog è aperto
 

postato da: giusepperesta alle ore 17:59 | link | commenti (4)
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