MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Vecchio 2005, stai per morire e lo sai. Sai anche che non puoi farci niente, e di solito a quelli come te la cosa dà molto fastidio.
Il tuo amico 2004, infatti, era talmente arrabbiato da regalarci un ultimo colpo di coda, uno tsunami devastante, giusto per ristabilire un certo equilibrio qualora qualcuno si fosse illuso di aver trascorso un anno discreto e senza grandi scossoni.
Tu per ora ci hai risparmiato plateali colpi di teatro dell’ultima ora, e di questo ti siamo grati, ma se ci guardiamo indietro, da un anno a questa parte, quale bilancio possiamo fare?
E’ ovvio che ognuno di noi, a livello personale, può trovarsi in attivo o in passivo, può vantare crediti o scontare debiti con la fortuna, avendo quindi aspettative molto diverse nei confronti dell’anno che sta per nascere. Ma se passiamo dal livello personale a quello collettivo ancora una volta dobbiamo rilevare come neanche tu, al pari dei tuoi predecessori, sei riuscito a darci la sensazione di un anno finalmente positivo, da ricordare con nostalgia.
Ci hai regalato un bel po’ di terrorismo internazionale, da Sharm el Sheikh a Londra. Un Iraq sempre più nel caos, con una preoccupante assuefazione da parte nostra alle stragi quotidiane, come se non fossero più esseri umani a morire dilaniati ma soldatini di piombo.
Un medio oriente sempre più in bilico tra segnali e speranze di pace e ritorni brutali all’intifada più estrema.
La morte di un papa amato forse non da tutti, ma sicuramente da tutti rispettato, per quella dedizione assoluta alla sua causa, dedizione pagata in prima persona con un’accettazione eroica della sofferenza.
Un esempio per tutti, anche per chi non condivide le linee guida della morale cattolica e difende la laicità dello stato.
Ci hai regalato anche una stagione politica ancora una volta rovente e all’insegna del muro contro muro degli opposti schieramenti. L’ultimo anno di una legislatura che ha portato un certo numero di leggi sulla cui valutazione sembra sia molto difficile trovare un’opinione comune.
Efficace azione di governo volta alla modernizzazione del paese, all’efficienza della giustizia e al risanamento di un debito pubblico pressoché insanabile, pienamente riuscita nel perseguire gli obiettivi dichiarati nel contratto con gli italiani, oppure occupazione del parlamento per la promulgazione di leggi ad personam i cui beneficiari sono i soliti noti e il cui scopo finale è quello di plasmare un’Italia a immagine e somiglianza di chi ha dimostrato scarso senso dello stato e delle istituzioni, al punto da volerne cambiare le basi fondanti scritte nella Costituzione?
Per questa domanda ognuno ha la sua risposta, ovviamente.
Intanto hai continuato a propinarci la solita sequela di colossali scandali finanziari, perpetrati da personaggi in giacca e cravatta che probabilmente non avremo mai il piacere di vedere con vestito a righe e palla al piede spaccare pietre sotto il sole per guadagnarsi il pane col sudore della fronte.
Personaggi che hanno allungato le loro mani persino sulle istituzioni, con buona pace di chi si sente ripetere in continuazione di essere un problema per l’Italia solo perché beneficiario di una pensione o della sanità pubblica.
Per questi e per altri motivi che sarebbe lungo elencare, assistiamo quindi alla tua dipartita senza nessun rimpianto, e anche se non ci illudiamo che il 2006 possa essere totalmente diverso da quello che tu sei stato, lo aspettiamo tuttavia con grande speranza.
In fondo la speranza è veramente l’unica cosa che non costa niente.
Auguri a tutti.

Mi capita spesso di avere il vuoto dentro,
di non sapere distinguere che cosa è quella sensazione di malessere che mi staziona nel petto, dentro l’anima.
La prima esigenza che avverto è quella di camminare, di perdermi tra la gente e nei vicoli bui di Galatown, osservo gli altri che si affannano per restare al passo con la vita , un ritmo infernale, macchine da per tutto, rumori da per tutto, depliant da per tutto che ritraggono Dell'Anna col Crocifisso alle spalle che gli fa fare miracoli da 5 milioni di euro, poi quando sono veramente stanca, ritorno a casa e vado a letto perché so che mi capiterà una cosa meravigliosa, quando mi addormento SOGNO DI VOLARE.
E’ una sensazione stupenda, sono su una piazza, una piccola rincorsa, un’agitare veloce delle braccia e il mio corpo spicca il volo, la mia anima spicca il volo.
Il sogno dura tutta la notte e al mattino seguente mi sento ricca, perché ho questa possibilità che altri non hanno, il mattino seguente quando cammino tra la gente e come se fossi sola, la mia mente è sempre rivolta a quella sensazione bellissima del volo.
Forse per molti questa è una cosa stupida, ma vi assicuro che è bellissimo.
Adesso mi immergo nel mio piumino danese, chiudo gli occhi e inizio a volare tra gli astri, magari raggiungo il futuro…
BUON 2006!!!

La notte janca
Lu friddù nì springia cu caminamu,
la musica ni apria la strata,
ti stiddhrere lluminata.
Cì sunava, cì cantava,
cì guardava e cì chianu ,chianu si cutulava.
Cì liggìa, cì cùlurava, cì lu tartufu n’durava,
cì pettule e sardizza ssaggiava.
Galatune ecchiu, era tuttu scazzicatu,
era la prima fiata,
ca lu rucitu, ti li giovani, lu m'brazzava.
Mai cusì, ti stì tiempi,
s’èra istu tantu ffollatu.
Nu rande grazzie,
a lli giovani,
ca tuttu stu frastornu,
onu cumbinatu.

Ci sono persone anziane e sole a Natale.
Persone che cercano disperatamente di trovare qualcuno con cui parlare. A cui raccontare una barzelletta, i bei tempi della loro gioventù.
Vivono perseguitate dalle ombre del loro passato (chi non ne ha?), dalle toghe rosse, dalla nostra ingratitudine.
La solitudine li spinge ad atti estremi, come occupare le reti televisive per ore o cercare negli archivi una vecchia prima pagina dell’Unità sulla morte di Stalin.
Vivono nel passato.
Entro fine anno ci informeranno della caduta di Costantinopoli e della Rivoluzione francese utilizzando rari scritti dell’epoca.
E forse, in un attimo di lucidità, scopriranno anche che vecchi amici come Putin sono in realtà ex agenti del KGB.
Ecco, io faccio un augurio a questi anziani imbellettati: che si ritirino e vivano una serena vecchiaia con i soldi che hanno onestamente guadagnato, insieme a figli, nipoti, vecchi amici piduisti.
I pochi anni che gli rimangono, secondo le statistiche una dozzina, li vivano senza decoder, senza ansie, senza la preoccupazione di nuove leggi ad personam, di comunisti e di Grandi Opere.
Senza corna, diti medi, incomprensioni con l’Economist, il Financial Times, il Wall Street Journal e con tutti gli altri giornali di sinistra.
Che passino anni azzurri con Vespa, Dell’Utri, Previti, Calderoli, Giovanardi, Lunardi, Mentana, Casini e perché no, anche con Raimondo Vianello e Mike Bongiorno, che gli hanno sempre voluto bene.
Insomma con tutti i veri amici, quelli che ogni italiano gli invidia.
Gli italiani capirebbero.
Del resto perché esporsi a una sconfitta, perché ridursi come Fazio (“uomo probo”), e dimettersi il giorno prima per evitare di essere cacciato il giorno dopo?
Ritirarsi adesso sarebbe anche il miglior regalo di Natale per tutti gli italiani.
Una mossa da vero statista.
Buon Natale a tutti. Beppe Grillo.
IL NATALE SECONDO MAFALDA

Ehi Pinuccio, amorino mio, dicono che le promesse di Natale valgono doppio e che, se non le mantieni, ti crescono le orecchie d’asino come il re di Tristano e Isotta: ma a me piace un casino il rischio…
Lo sai, mi eccita tanto tanto tanto!
Allora la prima promessa voglio dedicarla a chi non sa come tirare avanti, a chi, come si suol dire, “non ha neanche la strada per camminare”, ma si indebita per i regali di Natale e per il cenone da “Prova del cuoco”.
Se non la smettono con queste usanze indotte dal neopaganesimo liberista che alimentano lo strozzinaggio, chiederò a Babbo Natale di non passare più dal caminetto ma direttamente dai vari Carrefour, Ipercoop, Famila, a sostituire tutte le varie cibarie - dai prezzi pazzeschi, fra l’altro, in questo periodo - con riso bianco e the al limone.
Sì, perché non solo debiti, ma anche intossicazioni e malesseri dovuti alla qualità, spesso scadente, del cibo; per cui dal 27 dicembre e dal 2 gennaio è d’obbligo una dieta seria.
Ma tutto questo a Fernandone non interessa…
La seconda promessa la dedico a chi crede di lavarsi la coscienza sporca di viscido opportunismo, di colmare il vuoto di umanità e di sensibilità del proprio cuore drogato dall’individualismo cinico e dall’egoismo narciso, di farlo pulsare col sentimento dell’amicizia almeno una volta durante l’anno, a Natale, recapitando un regalo ad una persona prima usata, in seguito offesa e poi dimenticata…
Bisognerebbe lasciarsi ubriacare dalle luci e rimanere lucidi per riconoscere se stessi e lo stretto legame tra il nostro modus vivendi, il nostro modello di sviluppo - che molti comunisti criticano a parole ma ci sguazzano coi fatti e con gli incarichi - e la negazione dei diritti di molti popoli del mondo; per vedere che è il petrolio che alimenta le nostre centrali elettriche, sovraccariche il 25 dicembre, ad aver prodotto l’assurda guerra irachena; per vedere che sono i nostri diamanti - quelli che
La terza promessa la dedico ai partiti, a tutti, di opposizione e di governo: gli italiani hanno provato di tutto, dalla DC, ai Dalemoni, a Berlusconi. Ora ne hanno le palle piene, basta con i giochi di potere, con le banche da scalare e occupare sia a destra che a sinistra, è tempo di pensare a governare con un vero “buon governo”. Chiederò a Babbo Natale di prestarmi le sue renne dell’alta Manciuria per organizzare una spedizione, in un altro pianeta, di tutti i politicanti, vecchi e giovani, esistenti in Italia.
E al loro posto nomineremo Re il vecchio e caro Pinocchio.
Almeno a lui si vede quando il naso si allunga per le bugie!
La quarta promessa la dedico a chi sa ancora sognare, perché è quello che aiuta a vivere in questo mondo fatto di corse sfrenate al raggiungimento di non si sa che cosa…
Chiederò a Babbo Natale di far diventare tutti più buoni, affinché il ricco possa donare al povero e non ci siano disparità nel mondo.
Gli chiederò di eliminare la parola GUERRA dal vocabolario dell’umanità, specie quella di lingua angloamericana, di salvare sempre i bambini in pericolo per colpa di gente affetta da malattie mentali che turbano i normali desideri sessuali; inoltre, che
Sono tante, forse troppe le cose da chiedere: ma so che non sono desideri impossibili da realizzarsi.
Qualcuno non aveva riportato il famoso: “Pace in terra agli uomini di buona volontà?”. AUGURI A TUTTI DALLA VOSTRA MAFALDA!!!
Diamoci da fare. Ne vale la pena.

A te regalo la versione hard, architetto del mio cuore...


Non necessariamente bisogna essere più buoni a Natale, forse sarebbe utile essere meno cattivi tutto l'anno.
Tanti tanti auguri a tutti da parte del Circolo della Margherita "Cosimo Settimo".
Ad iscritti, simpatizzanti, politici, apolitici, amici e avversari.
In particolare ai bloggeristi Pinuccio Resta, Luigi Bruno, Fernando Ferrocino, Juan, Mafalda, Vito Baglivo, Pasquale Chirivì, Maurizio Scrascia, Gaetano Giuri, il Terrone, Sergio Martello, Giorgio Ferrocino, Stefano Zuccalà e a tutti i vari commentatori.
Grazie a loro è stato possibile pensare, discutere, arrabbiarsi, ridere e sorridere.
