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MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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mercoledì, 30 novembre 2005

Al testo pubblicato da Mafalda, preferisco questo.

Lo dedico a tutti i Bloggers di Galatone

 

Sfumature
by 99 Posse


album:
Sfumature

I giorni scorrono veloci
più di quanto potessi desiderare
le notti sono assai più brevi
di quanto potessi temere
mi mancano già questi luoghi
mi mancano già i vostri nomi
l’essenziale è invisibile agli occhi
il cuore invece no non può ingannarti

no no no no, no no!
I pensieri scorrono più veloci della luce
i miei occhi parlano con un’altra voce
i pensieri scorrono più veloci della luce
e i miei occhi........

Impercettibili sfumature
così difficili da dimenticare
così decise da trasformare
sorrisi in lacrime
Impercettibili sfumature
così decise da trasformare
cieli grigi in giornate di sole
il coraggio in mille paure

C’è il bianco, il nero e mille sfumature
di colori in mezzo e lì in mezzo siamo noi
coi nostri mondi in testa tutti ostili
e pericolosamente confinanti siamo noi
un po’ paladini della giustizia
un po’ pure briganti, siamo noi
spaccati e disuguali, siamo noi
frammenti di colore, sfumature
dentro a un quadro da finire
Siamo noi, che non ci vogliono lasciar stare
siamo noi, che non vogliamo lasciarli stare
siamo noi, appena visibili sfumature
in grado di cambiare il mondo
in grado di far incontrare
il cielo e il mare in un tramonto
Siamo noi, frammenti di un insieme
ancora tutto da stabilire
e che dipende da noi
capire l’importanza di ogni singolo colore
dipende da noi saperlo collocare bene
ancora da noi, capire il senso nuovo
che può dare all’insieme
che dobbiamo immaginare
Solo noi, solo noi, solo noi...

RIT

Attimi irripetibili
tutto finisce lo so
ma non voglio partire, no
ancora no, ancora no
ancora no, ancora no...


postato da: giusepperesta alle ore 20:32 | link | commenti
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VENERDI' 2 DICEMBRE ALLE ORE 21,30
IL BUON JAZZ TORNA A FARE DA COLONNA SONORA TRA LE MURA DELLO SBAM...
QUESTA VOLTA AD ESIBIRSI UN QUARTETTO LECCESE .
 METROPOLITAN JAZZ QUARTET
in esclusiva per lo SBAM
L.go Goldoni n°8

postato da: giusepperesta alle ore 13:12 | link | commenti
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 Vicini di casa - Vedi versione grafica con cast 
 
 
Mi sono "affacciato" negli ultimi due Consigli Comunali.
Bisogna dare pur un occhio ai nostri Dipendenti Delegati.
L'impressione, purtroppo confermata, è stata quella che la MAGGIOR FORMA DI RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA CITTADINA è molto decaduta.
A dirla tutta mi è sembrata, tutte e due le volte, una becera riunione di condominio.
Sentire parlare di "acqua calda", di "Pinguino De Longhi", di "contatori che scattano" mi ha proprio dato l'idea delle famigerate riunioni di condominio.
E' politica questa?
Sì?
Allora, scusate, non ho proprio capito niente.
Capisco che c'è una questione di organizzazione e di servizi, ma è una questione generale, va vista in termini di efficienza degli uffici e di collegamenti tra amministrazione e funzionari.
L'acqua calda si discute nelle commissioni, coi funzionari, con gli uffici.
Questa è il Consiglio dell'acqua calda?
 La classe non è acqua - Vedi versione grafica con cast 
La faccenda è pure seria ma, secondo me, non è riconducibile solo ai "capelli bagnati", alle "docce fredde".
Interessa ben altri livelli di efficienza organizzativa e di competenza.
Sono altre le interrogazioni da fare, le puntualizzazioni da richiedere, le inefficienze da denunciare.
L'altra volta entrava in ballo il Cimitero, con il prode D'Oria che chiedeva, ironico, chi fosse "L'assessore al Cimitero".
Il Sindaco non cadeva nel tranello. Fortunatamente.
Ma si può fare della maggiore forma di democrazia cittadina il Bar dello Sport?
Capisco che chi prende più suffragi è fatto assessore - e non è detto che i più suffragati siano i più competenti-, capisco che per i balletti del "salta Gigino torna Gigetto" (parole di D'Oria: è vero!) molti assessori siano sostituiti e che quindi i più votati prendano la via dell'esilio e siano sostituiti da rincalzi e vecchi merletti, ma un tenore onorevole e dignitoso è possibile mantenerlo?
  Codice D

Che delusione!
Ci sono problemi grossissimi mai ancora toccati.
C'è un PRG che è ancora in coda negli ingorghi della via per Bari, un Centro storico da ripensare in attesa dei milioni ottenuti,
un Fulcignano eterno dimenticato, scuole con gravi problemi, verde pubblico da inventare, spazi per lo sport e l'aggregazione che nessuno pensa, livelli dell'attuazione del programma ancora bassissimi.
L'Oleificio che fine ha fatto?
Una igiene pubblica latitante; un decoro pubblico che si potrebbe risollevare solo applicando il regolamento edilizio -solo se lo si volesse-.
Una situazione di degrado della legalità e della socialità da livelli di terzo mondo.
Una 167 esistente dimenticata, e quelle da fare nel senno di poi e di mai.
E si parla di Pinguini.
Il Cosigliere Pinca- il più vispo dell'opposizione, gli altri erano statue di sale, e pure insipidi- sembrava Fiorello!
E D'Oria? Il narciso della dialettica, l'Onan della parola, fa cabaret solo per svegliarsi e per fare il Gianni e Pinotto con Presidente che abbocca come un bambino alle provocazione del più navigato.
 
  Le nuove comiche - Vedi versione grafica con cast
Che spettacolo.
l'Altro ieri Vendola (dico VENDOLA IL COMUNISTA GAY) alla Libreria Laterza rimpiangeva la politica della prima repubblica, quando c'era il senso del pubblico e dello stato, quando la vita era messa da Moro prima della politica.
Quando lo dico io vengo infamato da chi si considera un rosso doc (a parole) di essere un pericoloso democristiano.
Ma se lo dice anche Vendola è pure lui democristiano?
No!
E' che il livello dei partiti e dei loro rappresentanti di oggi è proprio basso.
Prevale l'interesse privato sull'agone politico.
E' pure chiaro che loro non sono d'accordo con me.
CI MANCHEREBBE.
Mi mancano le dispute di Giorgio Contese, di Fernando Maglio, di Diego Campeggio, di Uccio Funtò, di Oreste Stapane, le pungenti ironie del Ragioniere Marra, e pure la polemica di Franco Miceli dei tempi andati.
Quello di ieri sembrava in catalessi.
 Per favore non toccate le vecchiette - Vedi versione grafica con cast 
E' tutta nostalgia o c'è qualcosa di vero?
La tensione politica era diversa, la preparazione pure, la coscienza del ruolo inimmaginabile oggi.
Oggi il Consiglio non ha contegno e ritegno, tutto un po' sullo stravacco.
Gente che si alza, che sbuffa, che se ne frega, che si assenta, che telefona.
E poi vogliono rispetto.
 Gli Sgangheroni - Vedi versione grafica con cast 
Per la cronaca: è stata eletta vicepresidente la Consigliera Trianni.
D'Oria e Pinca sono stati pronti a ironizzare sulle varie e alterne posizioni politiche della neo Vicepresidente.
D'Oria e Pinca: figuratevi!
Uno che si è spazzolato tutto lo schieramento di Centro- Centrodestra da AN alla DC, e l'altro che è entrato e uscito più volte da AN in quattro anni più che se stesse in mezzo ad una porta girevole di un hotel. Ma si salva in un rigurgito di onestà ammettendo che la sua parentesi alla maggioranza di governo è stata infelice.
Lu boe ca tice curnutu allu ciucciu.
E' questo il livello.
I cittadini ringraziano.
La locandina di Grazie, zia




postato da: giusepperesta alle ore 10:45 | link | commenti (6)
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LLEONI

 

Sta bbì cunzùmati comu nà candela sull’artare,

servi, cquandu servi nò n’dae cchiùi.

Siti cacciuturi ti scuru,

an’ cerca ti nu core ca nò ttìniti.

An’ cerca ti cquiddru ca mancu ui, sapiti.

Scìati contro a lli nemici,

scarrati pariti già scarrati,

senza nu picca ti cuscienzia,

siti feroci comu li lleoni a mmienzu a lla foresta,

ma a ccasa oscìa,

comu bbi cumpurtati?

Siti amici, ti li mal’amici,

tutti bbi scustecianu,

carmative,

cà comu li nuegghe,

ca passanu ea ffiate facinu tannu,

e llu ricordu ete fiaccu,

cusì siti ddintati ui.


postato da: localo alle ore 10:26 | link | commenti (1)
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martedì, 29 novembre 2005

Rigurgito antifascista
Fichettini inamidati tutti turgidi e induriti
vanno per la strada tutti fieri ed impettiti
si sentono virili atletici e puristi
sono merda secca al sole luridi fascisti
Domenica allo stadio tutti a sfogare
frustrazioni accumulate in settimane ad obbedire
obbedire ad un potere strumentale al capitale
sissignore mi dispiace ho fatto molto male
Cala la notte e messe a posto le cartelle
reggono i calzoni con due comode bretelle
rasano la testa l'anfibio bene in mostra
coltello nella tasca ed incomincia la giostra
Drogato negro, frocio comunista pervertito
terrone punk' a bestia sadomaso travestito
è inutile nasconderti sarai individuato
e nel cuore della notte sarai sprangato
20 a 1 è la tua forza fascio infame
ti nascondi ed alle spalle mi colpisci con le lame
non ti fai vedere in faccia non serve a niente
con la tua puzza di merda ti distinguo tra la gente

C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista...
se vedo un punto nero ci sparo a vista...

Sta a sentire verme schifoso
tu non mi campi a lungo ti mando a riposo
c'è una sola violenza che posso accettare
lotta di classe contropotere
Violenza dettata da necessità
necessità oggettiva quella di poter campàre
Campare liberato dal lavoro salariato
ma la tua violenza l'ho già spiegato
è l'azione più eclatante miserabile e impotente
di chi non può far niente disprezzato dalla gente

C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista...
se vedo un punto nero ci sparo a vista...

Sei il braccio armato del padronato
che ti succhia fino all'osso e poi sei sei licenziato
miserabile servo dei servi di potere
tu questo lo sai bene e ti fa incazzare
vuoto come un cesso non ti sai organizzare
vigliacco depresso ed incominci a picchiare
dite rivoluzione fottutissimi vermi
ma siete solo servi dei servi dei servi
”Servi dei servi dei servi
nulla può smentire lanatura dei bastardi
generati come automi o peggio bene di consumo
sistematicamente MERDA
per chi vende immagini ricicla stereotipi
a reti unificate per la brava gente
l'informazione di regime non vede e non sente niente
non si parla di chi è picchiato bruciato
mentre il fascista oggi è guardia dello stato
in nome di un valore finto uccide per istinto
come bestie feroci accecate dalla tua idiozia
99 POSSE e ZOU antifascismo militante
senza tregua la sola costante
in culo alla gente che pensa incoerentemente
per questo chi mi ascolta non mi darà ascolto
l'unico fascista buono è il fascista morto”

C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista...
se vedo un punto nero ci sparo a vista...

Dico non mi provocare dico non mi disturbare
dico stammi lontano dico vattene a cacare
dico se mi incontri per la strada incomincia a scappare
tieni bene a mente dico non dimenticare
Per chi tocca i compagni sò' cazzi da cacare
mi puoi fare l'agguato mi puoi sprangare
ma i compagni sono tanti ti verranno a cercare
in massa di giorno per fartela pagare
E allora non si scappa non c'è niente da fare
la rabbia dei compagni no non la si può fermare
come non si può fermare il proprio stesso respirare
lottare e respirare perché è quello che siamo
respiri per non morire
lotti per continuare a campare
La lotta continua va avanti si evolve
e dopo tanti anni di infamie e di vergogne
sarete ricacciati per sempre nelle fogne

C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista
se vedo un punto nero ci sparo a vista
C'ho un rigurgito antifascista...
se vedo un punto nero ci sparo a vista...
C'ho un rigurgito antifascista...
se vedo un punto nero ci sparo a vista...
C'ho un rigurgito antifascista...
C'ho un rigurgito antifascista...
C'ho un rigurgito antifascista...
C'ho un rigurgito antifascista...

PINUCCIO NON SI TOCCA!!!


postato da: mafaldalaribelle alle ore 22:29 | link | commenti (7)
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UN DONO
Mahatma Gandhi
 
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fai bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.
(Dedicata a tutti i galatonesi onesti)

postato da: giusepperesta alle ore 20:59 | link | commenti
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  Grazie di tutto - Vedi versione grafica con cast
Vi ringrazio tutti.
.
Vi ringrazio tutti per la solidarietà.
Purtroppo è una solidarietà transitiva: oggi colpiscono a me, domani a te, ieri è già successo a voi.
Pare che dall’imbecillità non c’è riparo.
.
Di certo c’è che chi esprime la propria idea, chi non allineato e coperto, è il bersaglio della ghenga degli invisibili, silenziosi e striscianti animaletti notturni che agiscono e si “esprimono” solo anonimamente ed al calar delle tenebre. Come sorci, pipistrelli e scarafaggi.
 Le mani della notte - Vedi versione grafica con cast 
.
E’ chiaro che, essendo il primo ad aprire i cancelli della libera espressione, il primo ad essere editore di me stesso, porto la croce.
Ma porto anche più orgogliosamente la bandiera.
Dall’altra parte la discussione non esiste, il confronto meno che mai.
Solo il tentativo della diffamazione e la violenza sulle persone e sulle cose. Mi sembrano realtà oggettivamente infime.
.
Mai io, cari amici,
Scusatemi……
NON VOGLIO SOLIDARIETA’
Nessuno di voi, penso,
VUOLE SOLIDARIETA’
IO VOGLIO UN PAESE CIVILE
!
 Uomini contro - Vedi versione grafica con cast
 
Io voglio un paese civile, dove l’altro è rispettato, le cose dell’altro sono rispettate.
Voglio che le opinioni siano espresse in libertà ma con rispetto, voglio che ci sia possibilità di confronto e di critica negli ambiti della civiltà e della considerazione.
Voglio che le opinioni ed i pareri siano valutati nella loro sostanza e non in chi lo dice, voglio che le idee di uno siano contestate se devono essere ma nel rispetto dell’individuo che le ha espresse.
.
Voglio confronti sulla consistenza degli argomenti e non sulla persona. Voglio che le persone siano valutate per quello che fanno, dicono e sono, per la loro storia vera e non per i preconcetti di invidia e di ideologia.
Voglio un paese in cui ognuno si prende le sue responsabilità, tutti si firmano e tutti abbiano non il coraggio ma il DOVERE di esprimere la propria opinione.
 .
Voglio un paese di gente libera, di pensieri indipendenti ed autonomi da gruppi, partiti e congreche, voglio confrontarmi ogni gente con gente aperta e sincera, persone che usano il proprio cervello senza prendere in prestito quello di altri.
Voglio un paese senza burattini e senza Mangiafuoco, senza Gatti & Volpi, un paese serio e civile, non voglio il paese dei Balocchi.
Voglio un paese senza greggi e senza pecore e pecorelle, senza capri espiatori e senza pecoroni.
Voglio un paese dove il furbo non trova campo libero e l’onestà e la legalità è stimata e premiata.
Voglio un paese dove nessuno fa all’altro quello che non vorrebbe si facesse a lui.
Dove il MOSTRO non è NOSTRO
Dove il potente ha rispetto e paura del piccolo.
Voglio un paese dove gli umili David possono sconfiggere i tracotanti Golia.
.
PERCIO’ NON VOGLIO SOLIDARIETA’
.
VOGLIO COLLABORAZIONE!
VOGLIO CIVILTA’
Finchè non sarà così,
ATTENTI,
non tacerò
di fronte alla barbarie
.
 
 Sta
 
MAI
!
IO NON MI DEVO VERGOGNARE DI QUELLO CHE SCRIVO
 A Testa Alta - Vedi versione grafica con cast 
CHI SCRIVE SUI MURI SI
 
 

postato da: giusepperesta alle ore 13:02 | link | commenti (1)
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RATTUS NORVEGICUS
RATTUS RATTUS
MUS MUSCULUS

 

 

SURICI

 

Ùi, ca comu tanti surici,

issiti ti casa sulu la notte,

cgurdabbe a ddhrò caminati,

pi lli cuccuace, ca pì lli surici,

n’di vonu pacce.

Lassati a ddhrò passati,

pariti tutti rruinati,

ca sulu li padruni sapinu

cquantu nonu custati.

Uliti bbi ribellati,

ti cose, cà mancu canusciti,

ca sé nu picca ti curaggiu ùi tiniti,

a m’pacce a lli cristiani nì li tìciti.

Apriti l’occhi, ca comu li surici,

bbi cumpurtati e comu tali initi trattati.


postato da: localo alle ore 09:44 | link | commenti
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lunedì, 28 novembre 2005

Sulla stampa scritta e orale tutti parlavano dell'articolo dell'Economist sull'economia Italiana.

Ma questo benedetto articolo non era stato tradotto da nessuno.

Così l'ho fatto io , per tutti voi.

Eccolo Là!

 

INDAGINE: L'ITALIA

Addio, Dolce Vita

 

dall'edizione stampata dell’Economist del 24 novembre 2005

 

 

 

Per tutte le relative circostanze, Italia è finita in un declino lungo e lento. Invertirlo pretenderà più coraggio di quello che i capi politici attuali sembrano in grado di esprimere, secondo John Peet (intervistato qui)

 

INIZIALMENTE arrossisce, la vita in Italia ancora sembra abbastanza dolce. La campagna è sbalorditiva, le città storiche belle, i tesori culturali che stupiscono  il cibo ed il vino più meravigliosi che mai. Dalla maggior parte dei campioni, gli italiani risultano ricchi, vivono a lungo e le loro famiglie sono unite. Il degrado che rende i centri edificati in molti altri paesi sgradevoli è molto  raro in Italia. Il traffico può essere difettoso ed i posti quali Venezia e Firenze sono assaltati dai turisti, ma se andate fuori-stagione-o soltanto fuori del periodo più battuto potete divertirvi in Italia praticamente più che in qualsiasi altro luogo. Tuttavia sotto questa superficie dolce, molte cose sembrano girare male. Il miracolo economico dopo la seconda guerra mondiale, culminante nel sorpasso famoso 1987 (quando l'Italia ha annunciato ufficialmente che il relativo P.I.L. aveva sorpassato la Gran-Bretagna), è buono ed si allinea in alto. Lo sviluppo economico medio dell'Italia in questi ultimi 15 anni è stato il più lento in Unione Europea, lento dietro la Francia e la Germania uniformi (veda la tabella 1). La sua  economia ora è soltanto circa 80% quella della Gran-Bretagna. Rapidamente, però,  in quest’ anno in Italia si è andati verso la recessione; nell'insieme del 2005, la sua economia è probabile essere nell'UE quella unica  che è diminuita. Lo sviluppo l'anno prossimo nel migliore dei casi si pensa che sia anemico. Le aziende italiane, particolarmente quelle piccole, quelle familiari che sono state la base dell'economia, sono sotto pressione sempre crescente. I costi sono aumentati, ma il rendimento è rimasto piano o addirittura ha declinato. L'euro, singola valuta dell'Europa, ora elimina la svalutazione, che per molti anni ha funto da sicurezza-valvola per il commercio italiano. La competitività dell'Italia sta deteriorandosi velocemente e le relative parti delle esportazioni del mondo e dell'investimento diretto straniero sono molto basse. La tribuna economica del mondo nella tabella annuale della lega di competitività recentemente ha allineato il paese ad una quarantasettesima posizione, appena sopra il Botswana. L'economia inoltre si è dimostrata altamente vulnerabile alla concorrenza asiatica, perché tante piccole ditte italiane che si sono specializzate nel tessile, nei cuscinetti, nella mobilia e nella biancheria, sono prese d’assalto dell'esportazione della Cina.

Giù al tallone

Gli effetti del declino si stanno cominciando mostrare. Molti italiani stanno trovando i loro titoli che stagnano o persino che cadono. Il costo della vita aumenta acutamente per l’effetto dell’euro sostituito nel mese di gennaio del 2002. I prezzi della proprietà sono schizzati in alto per molti compratori a Roma, Milano e perfino Napoli. Molti italiani stanno riducendo sulle loro ferie, o persino ne stanno facendo a meno. Altri stanno rinviando l'acquisto gli automobili nuove o persino di nuovi vestiti, una privazione reale per tali persone. I supermercati segnalano diminuzioni nelle spese nella quarta settimana di ogni mese prima che arrivi il seguente stipendio, un segno sicuro che le famiglie stanno lottando per finire il mese con il reddito. Un'economia del sommerso  sta causando i più vasti problemi. L'infrastrutture dell'Italia esplodono: le strade, le ferrovie e gli aeroporti stanno cadendo sotto i terghet del resto d’ Europa e le costruzioni pubbliche sono minime. I parametri educativi hanno slittato: il paese esce male nei confronti transnazionali dell’ OECD di PISA e nessun'università italiana ora è fra le prime 90 del mondo. La spesa sulla ricerca e sullo sviluppo è più bassa dai parametri internazionali. L'Italia inoltre ha sofferto più della relativa parte equa degli scandali corporativi, in particolare per il crollo di  Cirio e di Parmalat. E le finanze pubbliche sono un macello. Le valutazioni hanno messo il disavanzo del bilancio di fondo per l'anno successivo, ignorate le misure prodotte su commissione, a 5% del P.I.L., sopra il limite del3% regolato dal patto di stabilità e di sviluppo della zona i euro. Il debito pubblico si leva oltre a 120% del P.I.L. e più non sta cadendo. Anche il tessuto sociale dell'Italia sta in sforzo. Ii tassi di divorzio sono relativamente bassi. Ma il fatto che 40% degli italiani di  30-34 anni secondo come riferito stanno vivendo con i loro genitori non è un segno felice di armonia o del collegamento della famiglia alla mamma. Molti italiani giovani rimangono nel paese perché non possono trovare il lavoro o perché non guadagnano abbastanza per permettersi un posto. La fiducia sociale, un concetto che è evidentemente duro da misurare, sembra insolitamente bassa. Ed il rispetto per le regole e perfino la legge, mai alto, sembra cadere ancora di più negli ultimi anni. Sia l'evasione fiscale che la costruzione illegale, consigliata a dalle amnistie ripetute, sembrano essere in aumento. Il crimine e la corruzione organizzati rimangono intoccati, particolarmente nel sud. Per dirla tutta, sembra un’Italia terribile. Il paese ha uno dei tassi di natalità più bassi in Europa occidentale, ad una media di 1.3 bambino per donna e la popolazione ora sta ristringendo; tuttavia gli italiani stanno vivendo più lungamente, in modo che la popolazione sta invecchiando velocemente. Le conseguenze economiche  sono molti pensionati e non abbastanza operai stanno preoccupandosi abbastanza da sé del loro futuro. La cosa più difettosa è il tasso basso di partecipazione al lavoro degli italiani. Soltanto 57% di quelli nella gamma di età 15-64 sono nell'occupazione, la più piccola proporzione in Europa occidentale. La Germania, in confronto, ha un tasso di occupazione di 66% e Gran-Bretagna una di 73%. Anche se la disoccupazione generale in Italia non è troppo distante dagli standard dell'Europa occidentale, è molto alta fra i giovani e nel sud.

 

 

 

Eredità del Berlusconi

Che cosa è andato male con l'economia italiana e come può essere superato? Queste sono le domande alle quali questa indagine cercherà di rispondere. Il governo centro-di destra di Silvio Berlusconi, scelto nel mese di maggio 2001, sembra probabilmente avere l'abilità rara di rimanere nell'ufficio per un termine completo, mai successo ad un governo del dopoguerra in Italia. Il sig. Berlusconi è immensamente fiero di questo. Ma ha molto di meno da essere fiero per quanto quando viene dall'economia. Nella sua campagna elettorale 2001, ha promesso di applicare l’acume negli affari che lo aveva aiutato a essere l'uomo più ricco dell'Italia per rendere tutti gli italiani più ricchi. Ciò che cospicuamente non è riuscito a fare. Il punto di vista dell'Economist sul sig. Berlusconi è ben noto. Abbiamo dichiarato nel mese di aprile del 2001 che era inadatto condurre l'Italia, a causa degli problemi legali portati contro di lui nelle varie fasi della sua carriera di affari ed a causa dei conflitti di interesse inerenti alla sua proprietà di tre canali principali della televisione dell'Italia. Quasi cinque dopo, ancora affronta i problemi legali (dei quali pure altri successivi) ed ha fatto poco per risolvere i suoi conflitti di interesse: effettivamente, perché il governo ora possiede RAI, sotto i comandi del sig. Berlusconi che influenze circa il 90% della televisione terrestre italiana (che non lo ferma quando protesta circa i suoi critici sulla TV). Il nostro verdetto si basa sull’ aprile 2001. Tuttavia, poichè abbiamo riconosciuto allora, nel 2001 c’era tuttavia un motivo a portare a scegliere la coalizione centro- destra del sig. Berlusconi. L'Italia ha avuto bisogno di una dose delle riforme del pro-mercato, della liberalizzazione, della privatizzazione, del deregulation e di un'agitazione della pubblica amministrazione, che il sig. Berlusconi aveva promesso. Persino si era impegnato per tagliare le tasse. Una maggioranza degli elettori italiani, sostenuta dal ceto commerciale commercio italiano, era disposta a trascurare sia i suoi intrighi legali che i suoi conflitti di interesse ed a dargli una probabilità riformare il paese. Ma poichè l'elezione seguente si avvicina, pochissimo di che cosa ha promesso è stato effettuato, tanti dei suoi sostenitori sono disillusi. Anche la stabilità politica dell’apparenza che il sig. Berlusconi ha promosso è ingannevole. La sua coalizione di centro-destra del sei-partito è stata più di una volta vicino al crollo grazie a baruffe fra la lega nord di Umberto Bossi ed alleanza nazionale di Gianfranco Fini. Nell’Aprile scorso una discussione con un piccolo alleato, l'unione cristiana di centro, ha forzato il sig. Berlusconi a dimettersi e a formare un nuovo governo. Attualmente l'opposizione di centro-di sinistra sotto Romano Prodi rappresenta il vincitore più probabile nell'elezione programmata per il 9 aprile 2006. Ma anche se riesce a vincere, il sig. Prodi troverà duro introdurre qualche riforma  perché la sua coalizione abbraccia non meno di nove partiti, vari di cui ostruiranno il cambiamento. E’ un alleato del sig. Prodi, Fausto Bertinotti che già che lo hanno  fatto cadere nel 1998. Nella verità, nessuno dei due raggruppamenti principali nelle politiche italiane offre molta speranza a coloro che credono che il paese abbia bisogno della riforma radicale (e dolorosa). Tuttavia l'Italia sta avvicinandosi ad un punto di rottura. Come Venezia nel diciottesimo secolo, ha continuato per troppo lungo tempo  sul successo del passato. Ancora come Venezia, ha perso molti dei vantaggi economici che hanno sostenuto quel successo. Per Venezia, era un monopolio sul commercio con l'est che ha pagato la creazione dei suoi bei palazzi e chiese; l'odierna Italia ha tratto giovamento enorme da una combinazione del lavoro a basso costo e dall’immigrazione degli operai portati via dall'agricoltura di basso-rendimento (e dal sud) nelle fabbriche (principalmente nel nord). Ma tali buone cose invariabilmente terminano. Si sa cosa  è accaduto a La Serenissima alla conclusione del diciottesimo secolo. Venezia è stata scopata via da Napoleone e l'ultimo doge si è buttato dall'ufficio. La Repubblica della Serenissima ora è poco più di un'attrazione turistica, per quanto ingannevole. Questo può transformarsi nel destino di tutta l’Italia?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 21:32 | link | commenti
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Ebbene sì.
La “cooperativa degli imbratta muri” mi ha degnato della sua benevola attenzione.
L’ho saputo solo stasera.
Non ho fatto a tempo nemmeno a fotografare la "lapide" prima che fosse sbianchettata.
Stamattina un amico mi parlava di Blogs e di scritte sui muri ma non ho capito.
Mi diceva ammiccante: – tu hai un blog, chi non ce l’ha scrive sui muri -
- Non è la stessa cosa - rispondevo alla provocazione – il blog è mio o di un gruppo, il muro è di un privato o di un bene pubblico e si danneggia. Io sul blog mi assumo le mie responsabilità, mi firmo e non sporco. Chi vuole legge chi non vuole no. Il blog è gratuito, sporcare il paese costa. Scrivessero quello che pensano sul muro di casa tua non saresti così accondiscendente-
Pensavo che si riferisse, però, alle dure condanne che i Bloggers di Galatone hanno riservato a chi imbratta il paese.
Invece era che la scritta mi riguardava.
Troppo onore.
Dire che chi rovina il paese e non rispetta la proprietà altrui e nemmeno quella comune e nemmeno le opere d’arte è un povero represso asociale da curare prima di mandare via a calci nel culo pare che per certi eccelse menti sia peccato da scontare con la scritta. Non se ne cava di più.
Poveretti. Loro e chi li culla.
 Quattro bravi ragazzi - Vedi versione grafica con cast
Non hanno, evidentemente, altra maniera  o capacità di poter farsi ascoltare.
Quello che da fastidio è che questa masnada goda della benevola immunità dei nostri dipendenti poliziotti.
Un paese vittima di quattro scemi non fa una bella figura.
 Scemo & + Scemo - Vedi versione grafica con cast 
Le sue “forze dell’ordine” nemmeno.
 Il Brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia - Vedi versione grafica con cast 
Io intanto, se permettete, mi godo la notorietà.
 
Finire sui muri non è da tutti.
Mi farebbe più piacere, però, avere nemici con un briciolo d’onore.
Ma i nemici - come i parenti e i vicini di casa - non si scelgono.
Mi rimane un dubbio: per loro io sarei un lecchino della amministrazione.
per buona parte della amministrazione no.
Escludendo che "molti nemici molto onore"
vorrei suggerire che le "parti" si mettessero d'accordo.
Con chi sto? 
Mi create dei problemi d'identità.
Io penso di dire solo liberamente ciò che penso.
E basta.
Capisco che questo non sia capito dalle pecore nere, da quelle bianche e pure da quelle rosse.
La disgrazia di essere cani sciolti.
Il lusso si paga.
 Il prezzo della libertà - Vedi versione grafica con cast 
 
 
 
 Anti Nazi League animation

postato da: giusepperesta alle ore 19:43 | link | commenti (3)
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L’OCCHI PIERTI

 

Imu stare cu l'occhi pierti,

ca lu jernu sta ssì mangia li cristiani e lli staggiuni.

Imu stare a’ttenti a ccì scrive,

a ccì legge e a ccì canta sti canzuni.

Imu cguardare a llu luntanu e…..

…….. ccù circamu cu ccapimu.

Li campagne e llu bisognu ,

onu n’segnatu tantu a lli nonni nosci,

ca onu cumbattutu pi llu bbonu.

Ciucamu cu lla musica e lli parole,

tantu ca la ggente nò ccapesce,

ni contanu cittu, cittu, intra la recchia,

cusì nò ssintimu cì stà rrita a llu luntanu.

Scuresce la serata,

lu paese e lli cristiani, m’pannanu,

cu lla spiranza ca li cose,

nu ggiurnu onu cangiare.


postato da: localo alle ore 13:42 | link | commenti
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A Messina il giocatore dei siciliani Zoro ne ha abbastanza dei cori razzisti e decide di andarsene con il pallone. Adriano cerca di farlo tornare sulla sua decisione (Newpress)
 
 
Mi pare che tutti dovremmo imparare da Zoro.
Di fronte alle cose insopportabili bisogna reagire.
Continuare a fare finta di niente non serve.
La DIGNITA' esiste ancora?

postato da: giusepperesta alle ore 09:59 | link | commenti
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venerdì, 25 novembre 2005

Via Caldarelle

 

CQUANTU

 

Cquantu ulìa cu bbèciu……

……..lu paese mia cchiù cristianu,

a ddhrrò si pitìa campare, nu picca megghiu.

Cquantu ulìa cu bbèciu,

li mmachine mese a postu e nnò lassate ti strapizzu,

li cristiani nu picca cchiù cqueti

e nnò cu bbonu sempre fucendu.

Mi stonu su llu stomacu, tutti li spierti

e cquiddhrri ca campanu ti ladrunizziu,

tutti cquiddhrri ca si endinu la terra, l’acqua e puru l’arria.

Cquantu ulia cu bbèciu……


postato da: localo alle ore 12:25 | link | commenti (2)
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giovedì, 24 novembre 2005

Don Ciotti e Vendola raccontano la mafia in un diario a due voci
Un dialogo dai toni appassionati sul tema della lotta alla criminalità organizzata, un appello alle coscienze degli individui sul bisogno di legalità. Questi i tratti fondamentali del diario a due voci tra Don Luigi Ciotti e Nichi Vendola, in anteprima su Bookmark, il settimanale di cultura e libri del "Riformista", in edicola mercoledì 23 con il quotidiano.

Nichi Vendola si sofferma sull'assuefazione alla "banalità del male" e cita don Tonino Bello, per il quale il male non era l'esercizio del "mostro" ma del "nostro",
abita dentro i nostri recinti
e si nutre delle nostre assuefazioni,
codardie e rinunce.
 
"La mafia è innanzitutto un trucco delle parole, un gioco, un'insidia, un inganno, è una mafia da vocabolario. Prima questione: combattere la mafia sul piano culturale, sul piano simbolico, sul piano dei valori di fondo".
postato da michele_rampino

postato da: giusepperesta alle ore 19:39 | link | commenti
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Sabato l'edizione 2005 in quasi cento città italiane. Lo scorso anno
ci furono 18mila partecipanti. Tra seminari e guide pratiche
Open source tutto da scoprire
E' il Linux Day, festa del pinguino

In ognuna delle sedi si potrà arrivare col proprio computer
e tornare a casa col sistema operativo già installato
di FRANCESCO CACCAVELLA (da repubblica.it)

Foto articolo
 

ROMA - Installazioni guidate, seminari tecnici, dimostrazioni pratiche di utilizzo: il Italia il prossimo 26 novembre è la festa del 'Pinguino', che è poi il simbolo di Linux, il sistema operativo open source che da tempo rappresenta un'alternativa reale a Windows della Microsoft. I tanti gruppi che, in tutta Italia, supportano la diffusione di questo sistema (i Lug, Linux user group) sono pronti da settimane per la quinta edizione della "giornata nazionale di Linux e del software libero", il più importante appuntamento per appassionati o semplici curiosi di open source. Il Linux Day 2005 si celebrerà attraverso 97 eventi in 94 città, da Agrigento ad Aosta, con un solo grande obiettivo: promuovere la conoscenza del sistema Linux e di tutte le applicazioni distribuite con una licenza "libera". Ovvero software che possono essere copiati, modificati e ridistribuiti in tutta libertà.

Del resto libera è l'organizzazione dell'evento, libero l'ingresso e la partecipazione. Ogni Lug può proporre il proprio programma, mentre lo spirito unitario è garantito dalla Italian Linux Society (ILS), l'associazione non profit che da sempre ha il compito di coordinare i vari gruppi di utenti Linux italiani e che organizza la giornata. In molte città la manifestazione è patrocinata da enti, associazioni e comuni. A Roma, il Linux Day ha ottenuto il supporto del Comune e della Provincia di Roma mentre sparsi un po' per tutto il territorio nazionale sono gli spazi messi a disposizione dalle Università. La speranza degli organizzatori è di ripetere almeno il successo dell'edizione 2004, quando i 102 Lug partecipanti accolsero oltre 18 mila visitatori.

Il tam tam degli eventi in programma circola da settimane sulla rete. Immancabile appuntamento di ogni anno saranno le install fest: chiunque vorrà installare sul proprio personal computer, portatile o fisso che sia, un sistema operativo Linux dovrà semplicemente affidare la macchina agli esperti del Linux Day ed attendere i pochi minuti dell'installazione e della configurazione, mantenendo - se necessario - anche il sistema Windows.

In quasi tutti i luoghi degli eventi sono previste esercitazioni guidate all'uso del sistema operativo. I Lug più attivi metteranno anche a disposizione apposite sale con computer equipaggiati con le diverse versioni di Linux per far toccare con mano ai visitatori la maturità e affidabilità del sistema nei compiti più comuni: scrittura di testi, navigazione in rete, fotoritocco, giochi e così via. Ad Aosta sono previste delle "Demo Room" in cui utenti esperti guideranno i visitatori nell'elaborazione professionale di grafica e video con Linux.

Il cuore della giornata nazionale di Linux e del software libero saranno - come ad ogni edizione - i seminari, dedicati sia ad aspetti tecnici sia alle problematiche sociali della società dell'informazione digitale, in cui il modello del software libero può essere considerato una delle spine dorsali. A Foggia, nell'Aula Magna della Facoltà di giurisprudenza, è stato organizzato un seminario dal titolo "Dalla dittatura alla democrazia, una rilettura dell'informatica attraverso la chiave delle libertà digitali"; a Roma, nella Facoltà di Scienze Matematiche dell'Università di Tor Vergata, si discuterà di Copyleft, modo alternativo e opposto al copyright per distribuire le conoscenze. A Milano, la sessione dei lavori sarà aperta da Stefano Maffulli, Presidente della Sezione Italiana della Free Software Foundation europea, l'associazione che più di tutte si batte per conservare la libertà nel processo di produzione di software.

Tanti i temi comuni a molti seminari sparsi un po' in tutta Italia. Molta attenzione sarà data all'uso dei sistemi liberi nella Pubblica Amministrazione, nella Scuola e nelle Università. A Firenze verrà presentata l'esperienza del progetto FUSS (Free Upgrade Southtyrol's Schools) che ha consentito a tutte le scuole della Provincia Autonoma di Bolzano di passare, in poco meno di nove mesi, a soluzioni informatiche gratuite basate sul software libero. A Lecce verranno analizzati, tra gli altri argomenti, i vantaggi del progetto
OpenOffice, la suite di applicazioni per l'ufficio alternativa a Microsoft Office, per le pubbliche amministrazioni. A Bari, oltre alla presentazione di Open Office2 e di software per la multimedialità avanzata, verranno illustrate interessanti soluzioni per la scuola: tra queste Eduknoppix e Didatux, una distribuzione derivata da Mandrake e destinata alle elementari.

In molte dei dibattiti si parlerà il problema del
Trusted Platform Module, il componente che molte software house vogliono installare su ogni PC e che sarà in grado di selezionare quali programmi possano essere installati e quali no senza l'accordo dell'utente.

Un buon punto di partenza per districarsi in tutti questi appuntamenti è rappresentato dal sito della
Italian Linux Society, dove è possibile seguire i collegamenti verso ogni singolo Linux User Group che organizza l'evento. Chi non potrà recarsi di persona nelle singole sedi del Linux Day, avrà comunque la possibilità di seguire, a partire da sabato mattina, i seminari sul web, grazie alla diffusione dell'evento in diretta audio e video da diversi Lug italiani. L'elenco è disponibile sempre sulle pagine del comitato organizzatore.
PS.
Per informazioni su Linux applicabile nella didattica e nella scuola, visitare il sito
http://www.itd.cnr.it/SoDiLinux/menuprincipale.htm.
In http://opensource.itd.ge.cnr.it/ è possibile scaricare (linea ADSL) tre CD che permettono di provare Linux senza necessità di alcuna installazione (parte da CD e non tocca neanche un bit sul disco fisso). Una volta scaricato uno dei tre file, masterizzare su CD, inserirlo nel lettore subito dopo l'accensione del computer.
Eventualmente cambiare, nel setup del bios, l'ordine di lettura dei drive in partenza.

postato da: sergiospirito alle ore 12:53 | link | commenti
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 Il Ventre dell
 
Ieri sera si è tenuta la riunione plenaria dei “tecnici” di Galatone per dialogare con l’Amministrazione.
C'eravamo quasi tutti. Solo perchè pochi non c'erano non c'era da augurarsi una esplosione: bastavano quelli che mancavano per assicurare la prosecuzione dello scempio urbano e territoriale. Allora salvi tutti!
 
La riunione (era ora che si facessero gli incontri “INSIEME” con le categorie) era stata voluta a gran voce da tutti i tecnici esasperati per un periodo di lungaggini burocratiche e di assurde pretese si integrazione di documenti causate dalla vacazio di tecnici convenzionati nell’ufficio tecnico.
La storia dei ritardi e dell’ufficio tecnico “vacante” (nel senso di vuoto) andava avanti da luglio.
E’ chiaro che tra concorsi, tra rinunce, tra rimpiazzi, si sia perso molto tempo e si sia fatto perder molto altro tempo ancora. Ma quello che non torna ai più è che, come al solito, cambiati i tecnici istruttori cambiano le esigenze di documentazione. Ai non addetti ai lavori può sembrare strano, ma è così. Ognuno ha i suoi gusti. In presenza di una legislazione urbanistica sempre più ingarbugliata (ma mai efficace negli intenti), sempre più burocratizzata, sempre più “di carta” e non di sostanza, ogni comune è un feudo a parte. Molto prima delle deregulation da devolution (ma come cazzo ci tocca parlare?) già era ed è stato così: paese che vai ufficio tecnico che trovi.
A Galatone era peggio. Lo dico con malcelato orgoglio. Oggi si applicava una regola, domani un’altra, stasera un’altra ancora. Se oggi una regola contrastava la “volontà politica “ (eufemismo per dire raccomandazione) si cambiava. Abbiamo un regolamento edilizio che è stato sempre lacunoso. Invece di chiarire con modifiche di Consiglio i casi dubbi si è lasciato tutto all’interpretazione.
-Così la legge si applica con i nemici e si interpreta con gli amici.- Così mi rispose un ex sindaco predidente della defunta commissione edilizia alla quale partecipai: evviva la sincerità.
In questo tipo di andazzo è logico che c’è chi fa il furbo, chi aiuta chi fa il furbo, chi si convince che il tecnico è bravo quando fa il furbo. Vhi fa il furbo per non rimanere dietro. L’eversione dei regolamenti è vista come virtù, e non come danno sociale.
Quando dico di cultura paramafiosa…….
 Er più: storia d
 
Si arriva a privilegiare ogni assurda pretesa privatistica di questo benedetto “cittadino” (che si tira da ogni parte come una gingomma sotto al sole di luglio) per compiere le peggiori nefandezze urbanistiche.
Il principio che la libertà si ottiene con le regole univoche, chiare e applicate indistintamente non esiste più. E non parlo dei “colleghi” tecnici non laureati (e qualcuno pure non diplomato) o con lauree non specialistiche (questa è una anomalia tutta italiana, inesistente all’estero, forse la causa peggiore del dissesto territoriale italiano: ingegneri meccanici o elettronici o nucleari o chissà cos’altro che fanno case e piani regolatori!) che non hanno avuto il piacere di approfondire gli studi urbanistici e di composizione, ma anche fior di architetti che hanno sudato (?) sui testi di urbanistica e di legislazione ed ora sono dalla parte delle esigenze singole e non della visione globale e dell’interesse territoriale comune e diffuso.
 I padroni della città - Vedi versione grafica con cast
 
In questo clima così tragico da essere addirittura comico il nostro ufficio tecnico è stato sempre pieno di sorprese. Ogni tanto se ne inventa una nuova. Io opero sul territorio da ventidue anni e ogni tanto mi sorprendo. Anzi, oggi posso già dire che non mi sorprendo più. Quando mi si chiede di attestare che in un garage di cinquanta metri non possono entrare più di nove automobili (prova!), quando mi si chiede lo schema dello scolo delle acque di copertura in una ristrutturazione a piano terreno di una palazzina pluripiano, quando mi si chiede di dimostrare che le distanze legali dai confini sono conformi a quanto stabilito da un piano particolareggiato comunale, quando mi si chiede di allegare documenti base ad una variante in corso d’opera, quando mi si nega un progetto con tre appartamenti in zona b3 e poi mi si consente un progetto congiunto di due case bifamiliari, quando mi si chiede la concessione edilizia di una antica casa nel centro storico, quando una via laterale viene considerata come frontista di una via provinciale ma la via precedente no, io non mi meraviglio più.
So che la sorpresa è sempre dietro l’angolo. La genialata varia con la genialità del tecnico istruttore che crocetta le più assurde richieste. Presento progetti in tutta la provincia di Lecce senza aver mai avuto richieste di integrazione di documenti ma allegando solo quelli richiesti dal regolamento edilizio e dalle leggi nazionali; a Galatone, nel mio paese, rischio sempre la crocetta beffarda.
 
Così tutti si adirano che ieri le centrali termiche ed idriche erano assentite a gratis di volume ed oggi, improvvisamente no. Sono cambiati i tecnici…..
Ma chi non era andato a elemosinare questi volumi, quando erano concessi, non ne sapeva niente. Anche questo bisogna dire. I tecnici elemonisatori di metri cubi ottengono sempre qualche concessione orale. Chi applica le leggi scritte no. Così chi chiede per riuscire a fare più del lecito è accontentato, chi lavora con i regolamenti alla mano è uno che fa di meno degli altri.
Mica va bene così!
 
Le istanze sono state ben espresse al Sindaco (che prima di questa avventura era dalla parte dei tecnici e immagino che ci stava meglio) e all’Ufficio tutto. Si spera che la cosa si risolva al più presto. Anche se scommetto che fra qualche tempo saremo ancora punto e daccapo (ho ormai una certa esperienza: in una ventina d’anni di queste riunioni ne ho viste perlomeno quattro). Anche i tempi lunghissimi del Protocollo csono stati lamentati con la dovuta forza. Pare che oggi non sia più così. Speriamo!
In somma: la riunione, nella prima parte è servita a mettere in evidenza che le direttive devono essere chiare ed univoche ed i tempi accettabili. D’altronde l’edilizia direttamente con i contributi e indirettamente con l’indotto rimane pur sempre una delle risorse industriali ed economiche maggiori di questo paese.
 A ruota libera - Vedi versione grafica con cast
 
Quello che invece il sindaco ha fatto artatamente e provocatoriamente emergere è che quando si chiede una reciprocità di legalità (cioè l’Ufficio unifica le regole ma voi applicatele tutte) c’è stata un’alzata di scudi. C’è chi si è sentito perfino minacciato! C’è chi ha detto: - ma che cazzu ti sindacu si?- Quello che prima faceva dell’efficienza dell’ufficio un fatto politico si è subito (politicamente ?) dissociato dalla richiesta di applicare le regole.
Ancora una volta la situazione è drammatica ma non è seria.
Non siamo tecnici, siamo BUTTANE: e’ meglio dirselo chiaramente, senza infingimenti.
 Squillo - Vedi versione grafica con cast
 
Che l’iscrizione agli ordini o ai collegi ci rende responsabili degli atti in maniera legale, così che siamo dipendenti dal ministero della Giustizia, sfugge a tutti.
Si pretende, in sostanza, che l’ufficio conceda l’inconcedibile ma che i tecnici e i cittadini facciano l’infacibile. Si è parlato di abusivismo come “ammortizzatore sociale”. Così come chi vende droga a Scampia potrebbe iscriversi alla confcommercio. Si pretende, in pratica, il lasciapassare per l’illegalità. Come se un rapinatore volesse il lasciapassare per le porte blindate delle banche. Si pretende si fare l’abusivismo assentito! Da sbellicarsi.
Perché chi fa l’abusivismo lo deve fare con la parvenza della legalità? O è abusivo e difforme da quanto presentato o è legale e conforme. Una cosa a metà non esiste. Torna sempre la questione di quello che aveva messo incinta la ragazza, ma solo un po’.
 
Mi consola che questa posizione è solo dei tecnici del mio paese, altrove non è così. Chi fa l’abuso lo fa a sue cure e responsabilità e spese, non cerca e pretende avalli istituzionali.
A Galatone fu messa questa abitudine anni fa, chi non ha superato il maestro non si è sentito un buon tecnico. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
 
Perché, è bene dirlo, se l’uomo è quello che mangia, il paese è fatto dai tecnici che vi operano e dai politici che governano e dai funzionari che sovrintendono. Se la Galatone nuova è disordinata e brutta (DICIAMOLO) non è così per mandato divino, ma lo è perché negli ultimi quarant’anni si è lasciato troppo mal fare, i tecnici si sono tutti (me per primo) livellati in basso, i politici hanno privilegiato il singolo “cittadino” e mai la civile pluralità sociale e civica. La speculazione e lo sfruttamento intensivo sono state le regole.
Diceva Cosimo Casilli che la inefficacia culturale e l’impreparazione professionale crea danni a tutto il territorio: appunto!
La colpa è di tutti noi, di chi chiede cose impossibili, di chi le progetta e di chi le acconsente, e di chi non vigila. Prendiamoci tutti la colpa. E’ più onesto.
Occorrerebbe una amministrazione di malati terminali per mettere in riga tutti, gente che non ha niente da perdere e non ha paura del giudizio di nessuno né interessi personali. Occorrerebbe che di fronte alla richiesta di seguire tutte le procedure dovute nessuno si sentisse “minacciato” ma “assicurato” che le leggi valgono per tutti e non solo per chi le distorce a suo uso e consumo.
Ma non è possibile, pare….. e allora continuiamo così, a fare i progettisti di improbabili centrali termiche con molto disonorevole squallore: Galatone lo vuole.
Ma nessuno si lamenti se il paese fa schifo. Siamo tutti noi che lo vogliamo così.
 Il grande paese - Vedi versione grafica con cast
 

postato da: giusepperesta alle ore 11:16 | link | commenti (6)
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mercoledì, 23 novembre 2005

 

LA MATINA

 

Cc’è bbeddru cquandu ti asi la matina

e tti sienti tuttu friscu e ripusatu…..

……forse ta ccùrcatu m’briacu ieri ssera?

Potessere puru, ca cì straccu ti li ulie,

topu tanti ggiurni a mmienzu a ffore,

a ccumpagnia ti l’accqua, ti lu jentu e ddi l’amore,

tè ca nò ssi bbituatu, m’prima, m’prima a straccatu.

Ma potessere ca tà bbasatu friscu e ripusatu,

ca, cu lla cuscienza a postu tè ta ccùrcatu.

Tè, ca nienzi a scundire,

cu lla fronte erta poti issire.

Sè zacchi cuntare,

pi tutti oi spartire,

ca sulu cu mmangi, nò n’à rristare.

Cuntamu motu e nnò ddicimu fesserie,

e mmota "ggente", nnì mmale òle,

ma nui nò lli pinzamu è ccaminamu.


postato da: localo alle ore 10:27 | link | commenti
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martedì, 22 novembre 2005

COME ALTRE VOLTE VI HO DETTO,
galatown è una delle poche cose che mi rende sopportabile questo paese da cui ho dato le dimissioni assumendo la personalità e, pertanto, la nazionalità del mio grande insegnante Juan de Maizena.
Perciò voglio dedicare una canzone a Mafalda e una a …from hell (per il suo bellissimo post che meriterebbe di essere commentato in molti punti, a me è piaciuto il passaggio su come si cercano di boicottare le novità tra cui lo SBAM e i blog contro cui parla l’avvocato rosso)

E' arrivata....
a lei piace ballare
ama farsi guardare
non sopporta la gente
che annoia e che rompe
alza sempre la voce
sa sempre tutto lei
e anche quando c'ha torto
non lo ammette mai
lei è molto sicura di essere sempre la prima
ed è molto nervosa proprio
come una diva
C'è chi dice è una strega
tanto lei se ne frega
ai giudizi degli altri
non fa neanche una piega
fa l'amore per gioco,
e le piace anche poco
non s'impegna abbastanza
la testa non la perde mai.

Entra il sabato sera
nella sua discoteca
con le amiche fidate
tutte molto affamate
poi da vera regina
dà le dritta ad ognuna
quello è il maschio più bello
non toccatemi quello. /SI TRATTA FORSE DI PINUCCIO?)
Fuma marijuana
di nascosto però
non dalla polizia
ma da Edwige e la zia, eh! (SONO FORSE I CAPUTO E I FITTO BOYS?)

A HELL E LO SBAM

Comunque non è questo il modo
di fare, disse il commerciante all'uomo del pane
domani sarà festa in questo
stupido paese, non per noi
che stiamo a lavorare.
L'uomo del pane fece finta di niente,
se ne andò tranquillamente, 'ente, 'ente,
Aveva, tante, tante, tante cose da fare,
poi lui non ci poteva fare niente, niente
La primavera insiste la mattina
dalla mia cucina vedo il mondo tondo,
sempre diverso, sempre ogni mattina,
sin dal giorno prima,
dal giorno prima
con in bocca un gusto amaro che fa
schifo chissà cosa è stato, quello che ho bevuto,
m'alzo dal letto e penso al mio povero,
fegato, fegato spappolato,
fegato, fegato, spappolato
Dice mia madre devi andare dal dottore
a farti guardare, a farti visitare,
hai una faccia che fa schifo
guarda come sei ridotto,
mi sa tanto che finisci male.
La guardo negli occhi, con un sorriso strano,
eppure la vedo, forse ha ragione davvero

Ma fuori c'è la festa del paese
vado a fare un giro,
non l'ho neanche detto,
che già mia madre mi corre dietro con il vestito nuovo,
la fuga è veloce mi metto le scarpe che sono già in strada,
che bella giornata, non bado alla gente che guarda sconvolta,
ormai ci sono abituato, sono vaccinato,
sono controllato,
si pensa ormai addirittura in giro,
è chiaro che sono drogato.

La festa ha sempre il solito sapore,
il gusto di campane, non è neanche male,
c'è chi va a messa e c'è chi pensa di fumare
come aperitivo prima di mangiare.
Fini s'è alzato da poco, e non è ancora sveglio,
non è ancora sveglio, ed è talmente scazzato
che non riesce a parlare nemmeno.

La sera che arriva
non è mai diversa dalla sera prima
la gente che affoga nell'unica sala LA DISCOTECA
ci vuol qualcosa per tenersi a galla sopra questa merda
sopra questa merda
e non m'importa se domani
mi dovrò svegliare con quel gusto in bocca, gusto in bocca,
gusto in bocca,..........


postato da: juandemairena alle ore 18:59 | link | commenti (6)
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lunedì, 21 novembre 2005

Sciopero 25-11-2005 (2^)

Solo Chiacchiere e Distintivo

La finanziaria, la legge con cui il governo programma le entrate e le uscite della vita civile e sociale di un anno e più, non è un dettaglio, è il momento e il luogo in cui la politica passa dalle parole ai fatti, dai proclami agli impegni concreti.

Insomma è un test di realtà e di verità con cui misurare la credibilità e la serietà di un governo. Sulla finanziaria 2006 il giudizio dei sindacati confederali è chiaro e tagliente: si tratta di una manovra priva di coperture certe, dannosa per lavoratori e pensionati, inutile per lo sviluppo.

Per esempio di scuola e di formazione non si parla e così diventano solo chiacchiere e distintivo tutti gli impegni di investimento e i piani di intervento che il governo aveva giurato di attuare.

Niente investimenti straordinari, ma neanche risorse per l’ordinario.

Basta notare che nessuno stanziamento è previsto neanche per garantire i rinnovi del biennio contrattuale 2006-2007 del pubblico impiego.

Drastici, certi, effettivi sono invece i tagli delle risorse da trasferire agli enti locali. Tre miliardi di euro in meno, una riduzione del 6,7%; questo avrà conseguenze anche sui servizi alla scuola che sono nelle competenze di Province e Comuni.

Insomma si continua a tagliare lo stato sociale, si continua a ridurre tutto ciò che è servizio pubblico; così quello che ci si vanta di non togliere con le tasse, non mettendo le mani nelle tasche degli italiani, lo si toglie facendo pagare direttamente e salatamente dei servizi essenziali, con mani che incidono pesantemente su diritti e condizioni di cittadinanza.

Meno Stato e più Mercato: una politica perequativa alla rovescia, si toglie a chi ha di meno per dare vantaggi a chi ha di più.

Come poi si possano conciliare questi duri tagli alle Regioni e agli Enti Locali con la tanto declamata scelta di devoluzione, è un bel mistero. E con la devoluzione siamo ad un altro capitolo, ad un’altra scelta che ci preoccupa.

E' legittimo porsi qualche domanda almeno in ordine ai temi della formazione e della scuola: a quali logiche risponde e dove porta il disegno di devoluzione approvato?

E' veramente il principio di sussidiarietà che lo muove? È per portare il servizio più vicino ai cittadini o è solo per portarlo più vicino ad altri poteri ed interessi?

Siamo in molti ad avere il legittimo e fondato sospetto che sia in atto una cinica ripartizione delle competenze che non si cura affatto della vitalità interna delle istituzioni e della sostenibilità sociale dei cambiamenti proposti.

Molto di quello che si sta costruendo sembra una perversa architettura di potere fatta da pochi per pochi, più che un disegno sociale utile a promuovere più efficienza e più sviluppo.

 

 


postato da: feliceci alle ore 22:30 | link | commenti
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Se Ruini mette il naso nelle cose del mio Stato, perchè io non devo mettere il naso nelle cose della Chiesa?
A me questo fatto che i Francescani di Assisi non siano più liberi non mi piace. Mi sa di Medioevo.
Francesco non fu accusato di eresia perchè un vescovo che poi sarebbe diventato Papa si chiese se fosse eretico vivere secondo quel Vangelo che era alla base della dottrina della Chiesa.
Oggi, dopo quasi mille anni forse lo è.
Ad ogni buon conto riposto le parole di Beppe Grillo.
Fa che questo Papa...
San Francesco.jpg
Dedico anche oggi il Post della domenica a un prete, uno di quelli veri, che sta in mezzo alla gente.
Proprio come i Francescani, a cui
il Vaticano ha tolto un’autonomia che durava dal 1969.
Ecco la lettera di Alessandro Santoro, prete delle Piagge in Firenze.

Fa che questo Papa
Caro Spirito Santo, mi rivolgo a te che sei datore di vita e soffio di speranza per l’umanità intera perché tu possa penetrare nelle stanze del potere ecclesiastico per restituire quell’”alito di vita” e di profonda compassione nel cuore di questo nuovo Papa e del suo entourage perché imparino ad ascoltare la tua voce e non continuino, una volta per tutte, a farsi trascinare nei tatticismi e negli intrighi di palazzo e di potere.
Fa che questo Papa sia a piedi scalzi, semplice e umile, che diventi compagno di strada e di vita di chi fa fatica e si sente escluso e oppresso, come del resto ha fatto Gesù che ha scelto la Galilea delle genti, luogo dell’esclusione e della emarginazione per ridare vita al mondo.
Fa che questo Papa abbia il coraggio di incarnarsi nella storia degli altri, che abdichi alla Verità assoluta che schiaccia e uccide e senta il bisogno di incontrare e nutrirsi delle Verità dell’altro. Dio non ha un nome, prende ed assume il nome dei volti e delle storie degli emarginati di questo mondo e nessuno detiene la verità di Dio e può pretendere di possederla.
Fa che questo Papa scenda nei bassifondi della storia, che abbandoni i palazzi del potere, che non viva più in Vaticano, luogo del potere curiale e torni ad essere il pastore di tutti, uomo tra gli uomini senza più nessuna enfasi trionfalistica. Non abbiamo bisogno di un Papa con strutture forti e apparati pesanti, proprie dei sovrani e dei potenti, ma di un Papa che si spogli di tutto quello che lo separa e lo divide dalle persone, che sappia lasciare tutto ciò che lo rende ricco e possa concedersi l’unica ricchezza possibile per chi si fa servo, quella in umanità.
Siamo stanchi dei troppi orpelli, troppi luccichii, troppi ori che appesantiscono la sua casa, ed è arrivata l’ora che il Papa possa prendere le distanze da questo sfarzo senza senso e che impari a vivere nella povertà senza ostentazioni.
Fa che questo Papa sia capace di Vangelo, testimone e profeta di un Vangelo possibile per tutti, che sappia piangere con chi piange, ridere con chi ride, soffrire con chi soffre.
Fa che sia intransigente solo nell’amore e continui a gridare forte contro tutte le guerre del mondo e possa aiutarci, e aiutare i grandi della terra, a considerare la guerra, le guerre e la corsa agli armamenti una assurda follia.
Fa che possa far diventare la guerra un tabù inaccettabile e cancelli l’ipocrisia assurda di chi, anche nella nostra Chiesa ritiene ancora plausibile una guerra giusta.
Fa che questo Papa sia capace di perdono, che non abbia paura a riconoscere la violenza e le violenze della nostra religione, che sappia soffiare nella nostre vite e nelle nostre comunità umane uno spirito di tenerezza, perché per tutti, chiunque sia, ci possa essere un pezzo di pane, una carezza, un abbraccio e una vera liberazione.
Fa che questo Papa non ci riempia di encicliche e di documenti, troppe parole hanno inchiostrato la nostra fede, fa che cresca nell’ascolto di quella parola di Dio che è la vita degli uomini e delle donne. L’unica parola possibile da rendere viva e vera nella nostra storia è quella del Vangelo.
Rendi questo Papa carico di utopia, capace di vedere oltre e di darci il coraggio di fare un passo più in là, un Papa meno maestro e più fratello, meno grande e più debole, meno forte e più dolce, meno sicuro e più compagno. Gesù sognava e praticava il sogno di Dio, fatto di una politica di giustizia, di una economia di uguaglianza e di un Dio pienamente libero; fà che negli occhi, nelle mani, nel cuore, nella pancia, nei piedi di questo Papa ci possa essere questo stesso sogno necessario perché questo nostro affaticato mondo riabbia la vita e “l’abbia in abbondanza”.
Fa che questo Papa abbia il coraggio di abbandonare i segni del potere e possa ritrovare e concedersi il potere dei segni, perché la nostra Chiesa possa spogliarsi della porpora e rivestirsi del grembiule, possa abbandonare i conservatorismi comodi al potere e recuperare la libertà piena e viva dei figli di Dio.
Fa che questo Papa ridia spazio e attualità alla rivoluzione del Concilio che voleva che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e dei poveri diventassero pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del Vicario di Cristo e delle comunità cristiane. Le grandi aperture e novità del Concilio sono state tradite e burocratizzate, la tensione verso il nuovo si è persa nei meandri delle chiusure, delle prudenze e meschinità curiali.
Fa che questo Papa possa finalmente ridare spazio ad una collegialità vera, ad una chiesa Popolo di Dio, ad una comunione incarnata, ad una conversione senza mezze misure e compromessi. Dagli la forza ed il coraggio di proporre un nuovo concilio dove la Chiesa ripensi se stessa con il contributo vero e profondo di tutti, proprio di tutti.
Fa che questo Papa si apra all’idea di libertà e di responsabilità, che rinneghi una Chiesa moralista e sessuofoba, che possa dare spazio con pari dignità a tutte le relazioni affettive, a quell’amore plurale fatto anche di omossessuali, transessuali, divorziati, separati; è anche attraverso di loro che l’amore di Dio, così grande e universale ritroverà spazio nelle nostre comunità, troppo spesso abituate soltanto a giudicare e a condannare e non ad accogliere e a celebrare la vita.
Fa che questo Papa sappia riconoscere il valore imprescindibile delle donne, perché senza la loro sensibilità, la loro capacità di “precederci” e di amare con tenerezza, la Chiesa rimarrà sempre sterile ed incapace di futuro.
A Te Spirito Santo l’impegno di portare il respiro di tutti i piccoli e i poveri del mondo e soffiare questa brezza leggera dei perdenti e dei vinti nel cuore del Principe della Chiesa perché possa rinunciare ai titoli e alle lusinghe del Potere e possa farsi degno del Vangelo di libertà e di pace del nostro fratello Gesù di Nazaret.
Così lo sentiremo compagno e amico in questa avventura che è la vita.
Buon viaggio….”
Alessandro Santoro.
Postato da Beppe Grillo

postato da: giusepperesta alle ore 16:55 | link | commenti (2)
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