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lunedì, 31 ottobre 2005

Bacetto

o Scherzetto?

AUGURI MARIO!!!

Mi manchi da morire...


postato da: mafaldalaribelle alle ore 23:15 | link | commenti
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sabato, 29 ottobre 2005

LAZIO REGIONE GENETICAMENTE LIBERA!

''La Giunta regionale del Lazio ha dato il via libera alla Legge sugli Ogm: su tutto il territorio regionale saranno vietati la coltivazione, l'allevamento e l'uso di mangimi che contengano organismi geneticamente modificati''. Lo annuncia l'assessore all'Agricoltura Daniela Valentini nel sottolineare ''l'ulteriore passo avanti compiuto dall'assessorato regionale, puntando questa volta alla tutela della qualita' della produzione agricola e della sicurezza dei consumatori''.
Arriva un freno alle biotecnologie nel settore agroalimentare anche nella distribuzione commerciale.''Chiunque volesse vendere prodotti con organismi geneticamente modificati - precisa la Valentini - deve esporli e conservarli in appositi scomparti ed informare il consumatore. E lo stesso vale per i ristoranti, che sul proprio menu devono indicare i cibi preparati con gli Ogm. Invece prosegue l'assessore all'Agricoltura - non sara' piu' possibile somministrare questi prodotti in tutti i servizi di ristorazione collettiva, come le scuole, gli ospedali e gli uffici di Regione, comuni e province''.
''Si tratta - osserva la Valentini - di uno strumento volto a prevenire i possibili danni per il sistema agricolo derivanti dalla coltivazione e dall'allevamento di tali organismi. Tuttavia, la nuova legge non contiene solo divieti, ma anche incentivi. Innanzitutto per tutte le filiere produttive totalmente esenti da Ogm, per le quali e' istituito il marchio regionale 'Prodotto libero da Ogm', poi per le ricerche scientifiche finalizzate all'uso e alla produzione di sementi non geneticamente modificati''.
''La normativa sugli Ogm conclude l'Assessore costituisce un vero e proprio cambio di mentalita' a vantaggio del bisogno di un consumo di prodotti sicuri, sani e tracciabili, con la genuinita' della produzione tipica laziale. Ed e' proprio su questa che vogliamo puntare, valorizzandola e commercializzandola, perche', oltre ad essere di qualita', essa rappresenta anche le nostre radici culturali e la nostra storia; una storia legata al territorio e alla sua originalita'''.

Fonte: Ansa (16/10/2005)


postato da: mafaldalaribelle alle ore 21:51 | link | commenti
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IL RETROSCENA.

Il ministro dell'Economia accusa Siniscalco dopo i dubbi Ue: "Ha nascosto la voce vendite immobiliari nel Dpef"

"Erano conti da libri in tribunale io come Bondi alla Parmalat"
Il premier non voleva seguirlo sulla manovra ter. E agli enti
locali confessa: "Mi frena sempre, non è facile sostituirlo"


di CLAUDIO TITO  -  da  Repubblica.it



Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti


ROMA - "Ho trovato una situazione da portare i libri in tribunale...". La manovra ter è l'ultimo punto all'ordine del consiglio dei ministri. E quando Giulio Tremonti deve spiegare ai suoi "colleghi" perché il governo è costretto a correggere i conti pubblici per una seconda volta in pochi giorni, non fa altro che appellarsi alla pesante eredità che a suo giudizio gli ha lasciato Domenico Siniscalco. Un bilancio dello Stato quasi da bancarotta, insomma, che ha richiesto "un'operazione alla Bondi, una cosa miracolosa in tre mosse: la Finanziaria, la manovra correttiva 2005 e quest'altra".

E già, perché il vero convitato di pietra a Palazzo Chigi è stato l'ex ministro dell'Economia. Citato ripetutamente dal successore-predecessore, ma anche da Berlusconi. Su di lui è caduta la responsabilità di queste due "correzioni": la prima di quasi due miliardi di euro e la seconda di 5. E il dito accusatorio di Tremonti ha indicato soprattutto una partita, quella della dismissione degli immobili. Che fino a un mese fa era valutata in 6 miliardi di euro nel 2006. "Era una cosa incomprensibile, una copertura a dir poco leggera - spiega a più riprese l'attuale inquilino di Via XX Settembre -. Anche perché quei soldi erano stati nascosti nel tendenziale. Addirittura Grilli (l'attuale direttore generale del Tesoro ed ex ragioniere generale ndr.) a marzo li aveva tolti, ma Siniscalco li ha rimessi. All'inizio abbiamo avuto difficoltà a trovarli. Per non parlare della cifra assegnata all'emersione del sommerso, una voce incredibile". Ora quindi, "lasceremo solo un miliardo di quella partita degli immobili. Un miliardo di dismissioni si possono fare, anche Ricucci ci riuscirebbe".

Per Tremonti si tratta di una "inevitabile" operazione di "pulizia dei conti pubblici". Ha lasciato poco spazio ai dubbi e alle perplessità che solo venerdì sera erano stati sollevati dai leader della maggioranza. L'altro ieri, infatti, il ministro del Tesoro aveva preannunciato a tutti quel che avrebbe fatto l'indomani. Ha sentito Gianfranco Fini, i leghisti Maroni e Calderoli. E naturalmente il premier, impegnato a Londra al consiglio europeo.

Ma al Cavaliere, l'idea di dover mettere mano alla "forbice" per tagliare le spese, proprio non piaceva. Anche in consiglio dei ministri, infatti, ha ripetuto: "Facciamo quello che dici tu ma senza aggravi per i cittadini e per le imprese. Non vorrei che ci ritroviamo un'Irap maggiorata o una pressione maggiore sul lavoro e sulla produzione". "Non tocchiamo i sistemi produttivi e non deprimiamo la crescita", lo ha rassicurato il ministro aggiungendo: "Le coperture devono essere certe, altrimenti meglio fare una tantum. In questo modo, invece, tutto quello che ci resta può essere utilizzato per gli investimenti". Un modo per lasciare la porta aperta a qualche spesa nei prossimi mesi.

Nel pomeriggio, però, davanti ai rappresentanti degli enti pubblici, il premier si è lasciato andare ad un vero e proprio sfogo. "Non vi posso negare - ha allargato le braccia - che Tremonti mi mette in difficoltà. Devo fare i conti con un ministro che frena, frena sempre su tutto. Io posso soltanto fare della moral suasion, ma non posso imporgli nulla". E mercoledì scorso per placare il furibondo governatore della Sardegna, Renato Soru, si è lasciato scappare: "Non è facile ora fare un altro ministro del Tesoro...".

Il braccio di ferro con Tremonti, allora, ha fatto perno su quel che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Il titolare di Via XX Settembre ha avvertito che il pericolo di una "ammonizione" dell'Unione europea è alle porte. "Gli ispettori europei hanno già fatto sapere di avere molti dubbi. E il primo capitolo che pagherà è quello degli accordi di Lisbona. Se poi ci arriva un richiamo in piena campagna elettorale, magari a febbraio...". Non solo. Tra le sue giustificazioni c'è anche la possibilità che le società internazionali possano tagliare il rating del nostro debito pubblico.

L'ex Ministro Siniscalco
L'ex Ministro Siniscalco

Timori ben presenti anche al Quirinale che non a caso da tempo sta esercitando un certo pressing sull'esecutivo per rimettere ordine nei conti dello Stato. Tutte paure che rischiano di riversarsi in maniera determinante sulla prossima campagna elettorale. Per questo, alla fine, è arrivato anche il via libera di Palazzo Chigi. "Se però avete soluzioni migliori - è stata la sfida di Tremonti in consiglio dei ministri - ditemelo". "Io però, in 860 ore, da quando sono cioè ministro, sono riuscito a rimettere in sesto i nostri conti". La situazione, secondo il titolare del Tesoro, era tale da richiedere più interventi, "tutto insieme non si poteva fare, nemmeno Ciampi ci sarebbe riuscito". Ora però, la "Finanziaria esce rafforzata. E in Parlamento sarà blindata". Dunque, nessun emendamento. "In pieno ciclo elettorale - ha fatto notare con soddisfazione ai suoi - ho fatto una manovra non elettorale. E invece ricordate cosa fece Amato nel 2000?". La verità, ha chiuso Tremonti in consiglio dei ministri, è che "la politica è fatta solo di ideali realizzabili".


postato da: vitobaglivo alle ore 15:25 | link | commenti
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venerdì, 28 ottobre 2005

La coppia più bella del mondo

di Massimo Gramellini

A qualcuno sembrerà una bestemmia, ma il Benigni celentanato di ieri sera assomiglia tantissimo a Berlusconi. L’approccio compiacente nei confronti del pubblico, per cominciare. L’ingenuo Valentino Rossi aveva appena detto che chi va sul podio è rock, mentre chi sta in platea è lento. Critica sacrosanta del guardonismo televisivo, ma gli spettatori in sala lo avevano fischiato. Il furbo Benigni ha «rockizzato» seduta stante anche i guardoni, fra gli applausi riconoscenti dei medesimi. Non è forse la stessa tecnica seduttiva del premier, operaio fra gli operai, casalinga fra le casalinghe, russo fra i russi e marziano fra i marziani? Poi il comune ricorso alla forma di comunicazione più amata dagli italiani: la commedia dell’arte. Il Benigni che detta una lettera a Celentano, come Totò a Peppino nella «Malafemmena», rimanda ai duetti televisivi dell’era berlusconiana, con Fede e altre spalle compiacenti a reggere il gioco.

Ma la similitudine risplende soprattutto nell’idea centrale del monologo di Benigni, intento a descrivere il premier come se fosse già stato sconfitto alle prossime elezioni. E’, da sempre, la dialettica di Berlusconi: raccontare una realtà virtuale con tanta insistenza e passione da renderla non solo credibile, ma addirittura esistente. Infine, Benigni che fa battute neanche troppo allusive alla bella di turno, invitandola a togliersi i vestiti. Berlusconi non si è mai spinto tanto in là, neppure con Vespa: ma il tono da galletto italico sempre in bilico fra galanteria e «cascamortismo» che usa nel rivolgersi alle donne è identico. B & B sono le due facce della stessa eterna, profonda Italia: simpatica, intelligente, imprevedibile e inaffidabile.

Ma bisogna, giudici, che anche voi speriate bene davanti alla morte e teniate in mente questa verità, che non può esserci male per un uomo buono, né da vivo né da morto, e niente di quanto lo riguarda è trascurato dagli dei; anche le mie vicende d'ora non sono avvenute da sé, ma mi è chiaro che ormai per me morire ed esser liberato dal peso dell'azione era la cosa migliore. Per questo anche il segno non è mai intervenuto a distogliermi ed io personalmente non provo nessun rancore verso chi mi ha votato contro e chi mi ha accusato. A dire il vero, non mi hanno votato contro ed accusato con questa intenzione, ma pensando di danneggiarmi, e perciò meritano di essere biasimati. Tuttavia, a loro faccio questa preghiera: i miei figli, una volta cresciuti, puniteli, cittadini, tormentandoli come io tormentavo voi, se vi sembra che si preoccupino dei soldi e d'altro prima che delle virtù; e se fanno finta di essere qualcosa ma non sono nulla, svergognateli come io facevo con voi, perché non si prendono cura di ciò di cui occorre curarsi e pensano di essere qualcosa senza valer nulla. E se farete così, io sarò trattato giustamente da voi, ed anche i miei figli.
Ma è già l'ora di andarsene, io a morire, voi a vivere;
chi dei due però vada verso il meglio, è cosa oscura a tutti, meno che al dio.


postato da: giusepperesta alle ore 19:33 | link | commenti
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Bologna e Cofferati, nonostante i sondaggi 



"Bologna è una ricca signora che fu contadina:
benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina,
che sa che l'odor di miseria da mandare giù è cosa seria
e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perchè sa la paura."
(Francesco Guccini: Bologna)

Postato da: broiolo

postato da: giusepperesta alle ore 19:27 | link | commenti
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QUESTA SERA

HIGH VOLTAGE + VAN CLIFF

IN CONCERTO

START H21,30

NEI SOTTERRANEI SBAM


postato da: giusepperesta alle ore 17:33 | link | commenti
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CELENTANO é LENTO

BENIGHI é HARD ROCK

BENIGNI é HARD ROCK


LA RANIERI é HARD CORE

 

Luisa Ranieri  7

Luisa Ranieri  14

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 17:31 | link | commenti
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NU PARENTE

 

Trase ti la porta ti retu,

nò ttène lu curaggiu cù trase ti nanzi,

scusu, scusu, passa prima ti intra la cucina,

poi ti intra lu salottu,

vae puru, intra lli cambare ti li agnuni, li saluta,

prima cu rria intra la cambara ti liettu mia.

Ete unu ca è bbinutu, cu cerca nu favore,

ole lu votu, pi nnù signore.

Cquantu tiempu a passatu a ccasa mia,

maggiu scirratu, sulu mi ricordu ca era scurutu.

Cquandu maggiu discitato,

ma tittu ca era straccatu,

ni tissi, cù nnò ssì proccupa,

ca cquiddru ca era fare, la ffattu,

ca cquiddru ca era ddire, la ddittu.

Mi salutu ringranziandume dicendu :

bbona sera a ssignuria e nà santa notte.

Cquasi, cquasi, no n’ci creu, mancu iò stessu,

ti comu sì ccuntentanu, ti cusì picca,

li cristiani ti lu paese mia.


postato da: localo alle ore 09:55 | link | commenti
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giovedì, 27 ottobre 2005

È stato pubblicato il 5° volume della collana dei

"Quaderni degli Archivi

Diocesani di Nardò-Gallipoli":

Francesco Danieli

Il rito greco a Galatone.

S. Francesco d'Assisi in un codice bizantino del sec. XV,

Mario Congedo Editore, Galatina 2005.

L'opera è disponibile in tutte le librerie.

Per usufruire dello sconto del 20% può essere richiesta 

 presso la libreria "Il Sicomoro" del Seminario Diocesano.

Il volume sarà presentato

sabato 29 ottobre, alle ore 20.00,

presso il

convento S. Maria della Grazia in Galatone.

Interverranno

S.E. Mons. Domenico Caliandro,  Vescovo di Nardò e Gallipoli

il Prof. Daniele Arnesano (Università degli studi di Lecce),

Padre Luigi De Santis ofm (storico francescano)

 e l'autore.

Modererà l'incontro Don Santino Bove Balestra,

 direttore della collana.



--
Vedi tutte le news su
www.diocesinardogallipoli.it/index.htm


postato da: sergiomartello alle ore 22:10 | link | commenti
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SOCIETA' MALATA
 "Una società che spende centinaia di miliardi in armamenti e consente che ogni anno muoiano di fame cinque milioni di bambini è una società malata di egoismo e di indifferenza"
 "La costruzione di un ordine mondiale più giusto, è in primo luogo un imperativo morale...
Ma non è solo questo, un mondo nel quale i benefici del progresso scientifico e della crescita economica siano ripartiti in modo più equo è anche un mondo più sicuro per tutti".
(Carlo Azeglio Ciampi - 17 ottobre 2005 al Vertice della FAO)

postato da: giusepperesta alle ore 09:23 | link | commenti
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Albero Secolare terra del Salento 2004

 

RRIGALI

 

 

Li ulie onu cquasi maturatu,

sobbra drr’arbuli ca lu nonnu nà llassatu.

Li cime sta rrianu finu a n’terra,

pì ccòmu vonu cariche puru st’annu.

Finu a cquarche annu a rretu,

iò nò capia lu valore ti ddr’arbuli,

ti comu sti ulie ogne annu,

fiuravunu, sempre n’cumpagnate………

……….Cquasi stà scuresce e stà mmì n’ditornu a ccasa,

oce, aggiu canusciutu n’amicu,

ca abbia tantu tiempu ca ulìa ccànoscu.

La facce era totta rosa,rosa,

comu a llu core, ca minava amore,

e ll’onesta ,ca si sintia fino ddrà ffore.


postato da: localo alle ore 09:22 | link | commenti
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mercoledì, 26 ottobre 2005

JENTU

 

Jentu,

ca cquarche fiata mi n’di uli,

scapiddriciandume totta.

Jentu,

ca faci cu rrìu, li sonni mia,

e mentre olu, mi sentu comu,

 sè stà nascu n'addrà fiata.

 Jentu,

ca mi llùsci a m’pacce, chianu, chianu,

a mmumenti noi e n’duri noi.

Jentu,

ca mi cunti, cittu, cittu,

intra la recchia, ti lu nant'iinire,

ulia sulu na fiata,

cu nnù corpu ti jentu forte,

cu mmi ffrundulici a ll’arria,

 facendume ulare.

 

Autrici: Nicoletta Colitta –Alessia Presicce VA

Poesia tradotta liberamente, dal sito di Mastrogiò. (http://scritturando.splinder.com/)


postato da: localo alle ore 09:49 | link | commenti (1)
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martedì, 25 ottobre 2005

SALVIAMO LA LEGGE SUI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE!!!

La legge Rognoni - La Torre, che consente da oltre vent’anni di aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, è in pericolo. Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che tra i molti aspetti discutibili prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un “interesse giuridicamente riconosciuto”, dei provvedimenti definitivi di confisca. In nome di un malinteso garantismo, insomma, si compromettono definitivamente il lavoro e l’impegno di quanti, dalle forze dell’ordine alla magistratura, dalle associazioni alle cooperative sociali, sono oggi impegnati nella difficilissima opera di individuazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo. Nessuna assegnazione di beni confiscati avrà un futuro certo. Altri avrebbero potuto essere gli strumenti con cui risarcire, anche dal punto di vista economico, eventuali vittime di errori giudiziari, sempre possibili, nell’iter che va dal sequestro preventivo dei beni alla loro definitiva confisca. Se dovesse essere approvato, invece, quanto previsto dal comma 1 lettera “m” dell’art. 3 del disegno di legge AC 5362 recante “Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali”, tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell’ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza. Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati. Una situazione che richiede normative efficaci e scelte concrete in grado di far crescere la fiducia di chi è impegnato ogni giorno nella lotta alle mafie. E’ per queste ragioni che l’associazione Libera (che raccoglie più di 1200 associazioni nazionali e locali, scuole, cooperative) e i sottoscritti familiari delle vittime delle mafie, attraverso questo appello, chiedono un serio e approfondito ripensamento, in sede di dibattito parlamentare, del disegno di legge delega AC 5362, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca, affinchè deputati e senatori di tutte le forze politiche sappiano trovare la giusta misura, il corretto equilibrio tra la tutela dei diritti di chi subisce i provvedimenti di confisca dei beni e la necessità di sottrarre alle organizzazioni mafiose gli immensi patrimoni che accumulano ogni anno, nell’illegalità e nel sangue. Trasformando questi beni, come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia.

Per aderire all’appello:

email: libera@libera.it

postato da: mafaldalaribelle alle ore 21:44 | link | commenti
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Da Repubblica.it del  25 ottobre 2005

Ponte sullo Stretto, fondi a rischio
La Ue apre procedura infrazione

La Commissione europea accoglie un reclamo del Wwf: "Inadeguato
lo studio per la valutazione dell'impatto ambientale"

Ora l'Italia ha 60 giorni di tempo per esporre le sue ragioni


BRUXELLES - La Commissione europea ha "messo in mora" il governo italiano sul Ponte sullo Stretto di Messina. L'Ue ha confermato oggi l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, e non ha escluso la possibilità di bloccare i finanziamenti comunitari all'opera, nel caso in cui l'Italia non rispetti le richieste della Commissione.

Come ha scritto oggi Repubblica, il responsabile infrazioni della Direzione Generale Ambiente dell'Ue, Julio Garcia Burgués, nei giorni scorsi ha scritto al presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi, dichiarando di aver accolto i rilievi presentati dallo stesso Wwf e annunciando di aver inviato una comunicazione di "messa in mora" all'Italia.

"Confermo l'invio di una lettera di 'messa in mora' al governo italiano" ha affermato la portavoce all'Ambiente, Barbara Helferich, spiegando che l'esecutivo ha mandato nei giorni scorsi una lettera a Roma in cui si fa notare che lo studio di impatto ambientale, presentato dal Paese e richiesto dall'Ue per ogni infrastruttura in zona protetta, "non è stato realizzato nella maniera adeguata e quindi per questo motivo la Commissione ha chiesto maggiori informazioni".

La portavoce ha preferito non sbilanciarsi sull'eventualità che la Commissione possa arrivare a bloccare i finanziamenti comunitari per il Ponte di Messina. "Il governo adesso ha due mesi per rispondere e fornire le informazioni richieste, poi vedremo", ha dichiarato rispondendo alla domanda sul possibile blocco dei fondi.

"Nel frattempo le procedure di finanziamento proseguono", ha aggiunto la portavoce, rimarcando tuttavia che "i finanziamenti non ci saranno se le procedure non verranno rispettate. Il blocco dei sussidi per adesso è una possibilità teorica, ma è comunque una possibilità".


postato da: vitobaglivo alle ore 19:38 | link | commenti
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Non sono di quelli che se ne sta con le mani in mano, né di quelli che si accontentano del sentito dire o che si limitano ad intingere il biscottino nel pettegolezzo. Non mi limito a scuotere la testa di fronte ai mugugni: mi informo.
Così, sabato scorso, di fronte al montare delle critiche sulla distribuzione sperequata dei contributi finanziari alle imprese più o meno alluvionate il 12 novembre 2004 ho chiesto lumi direttamente al Presidente della Provincia , avv. Giovanni Pellegrino.
Per fare questo ho usato il canale di forum democratico presente sul sito della Provincia.
Ricevo oggi con sollecitudine la risposta.
 
 
……..Il bando per le imprese danneggiate dal nubifragio del 12 e 14 novembre 2004 è noto da tempo; tra l'altro, faceva parte di quell'ampia campagna di comunicazione denominata "Vi sosteniamo a fondo", che prospettava aiuti anche a sostegno dei centri antichi e delle attività di produzione cinematografica e audiovisiva. Sono stati interessati tutti i Comuni della provincia e sono stati affissi appositi manifesti. I messaggi pubblicitari informativi sono apparsi per tempo sui quotidiani e sui periodici, ne hanno parlato anche gli organi radiotelevisivi locali. Sia il bando che il modulo di domanda era disponibile sul sito internet dell'Ente www.provincia.le.it . Per il bando interessato, potevano presentare istanza le imprese che avevano subito danni a seguito del nubifragio. Va pure chiarito che il bando prevedeva un finanziamento tramite istituto bancario convenzionato di un importo pari! ad una quota fino al 70% del danno economico subito, entro un massimale erogabile di euro 100.000,00 , che le imprese restituiranno a partire dal 1.1.2006. La Provincia di Lecce assume direttamente l'onere degli interessi passivi, garantendo l'indebitamento nei confronti dell'istituto bancario.
La ringrazio, comunque, per le parole di stima nei miei confronti. Ricambio i saluti.
Giovanni Pellegrino - Presidente Provincia di Lecce.
 
Colpito e lusingato da tanta attenzione ho così ringraziato il Presidente.
 
 
Ringrazio per la cortese, esaustiva e celere risposta.
 
Rimango comunque fortemente preoccupato della distrazione mia e di tutto il resto del paese (quello, cioè, che non ha goduto dei benefici), Comune compreso, che mai si è accorto di questa campagna di comunicazione e di questa preziosa opportunità.
 
Mi consolo solo pensando che alcune imprese del mio paese, allora, sono state più attente di quelle di tanti altri.
 
Con rinnovata stima, Giuseppe Resta
 
Pubblico questo sul blog per chiarezza e per cercare, ove sia possibile, di dissipare le pesanti nubi che si sono andate a addensare sulla nebbiosa vicenda che tanto scandalo sta portando il città.
 
Il BLOG serve anche a questo.
 
Il Blog è un servizio democratico, serve a criticare e a smascherare, a suggerire ed ad incoraggiare, ma serve anche ad informare e a fare chiarezza.
 I BLOG SERVONO A CRESCERE.
Anche se sento sempre più spesso salire una tignosa ostilità da parte di alcuni politici verso i bloggers di Galatone e, in special modo, verso di me che ne fui il mentore.
 
Vengo a sapere che vengo definito Democristiano dai Comunisti e Comunista dai Democristiani. Per fortuna nessuno mi ha dato ancora del Fascista. Vengo definito PERICOLOSO perché scrivo (alla faccia della libertà di espressione)
Ma tutto questo mi soddisfa.
Vuol dire che sono LIBERO e non ETICHETTABILE nelle varie congreche.
L’etichettatura lasciamola ai polli, a quelli più influenzabili.
Vuol dire che sono e rimango solo un CITTADINO libero, che sfrutta parte del suo poco tempo libero per controllare le attività dei politici che ha direttamente o indirettamente delegato.
 
E’ l’attività che ogni buon cittadino dovrebbe esercitare per rendere piena la democrazia partecipata e per evitare che si trasformi in partitocrazia imposta.
Grillo continua a ripetere che i politici sono nostri DIPENDENTI. Io lo dico e lo scrivo da molto tempo prima.
Tutti gli imprenditori che vogliono far andare avanti la propria azienda controllano i propri dipendenti, chi non lo fa fallisce, anche se i dipendenti sono degni della massima stima.
E nonostante quello che qualche represso pensa, non sono invidioso di nessuno nè voglio prender il posto di qualcuno, non voglio visibiltà e non voglio riconoscimenti, ho un solo interesse confessabilissimo: quello del bene di tutta la mia città perchè penso che da questo ne derivi anche il mio. E' impossibile, secondo me, che possa succedere il contrario.
 
Pertanto i Bloggers galatonesi non devono essere sopportati ma supportati in questa opera di democrazia partecipata.
Chi non è abituato, chi vuol continuare a far le cose nell’ombra, a curarsi i propri orticelli nella complicità del silenzio e della distrazione, si rassegni.
 
Tutti gli altri, tutti i bloggeristi attivi e passivi, invece, continuino a supportare e a partecipare per l’affermarsi della vera democrazia.
 
CHI L'HA VISTO?

 

 

La Provincia di Lecce ha deciso di sostenervi con tre nuovi fondi in favore di imprese, enti pubblici e cittadini.

Desideriamo, in questo modo, accompagnare e stimolare la vita economica delle nostre comunità dal punto di vista architettonico, imprenditoriale e culturale.

 

     
 

postato da: giusepperesta alle ore 13:26 | link | commenti (10)
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Ho letto recentemente il reportage di quel coraggioso giornalista italiano che si è spacciato per un immigrato clandestino curdo, rimanendo per una settimana rinchiuso nel centro di accoglienza di Lampedusa.
Consiglio vivamente la lettura a tutti coloro che coltivano l’illusione di una presunta naturale bonarietà dell’italiano medio, intesa come qualità insita nei nostri cromosomi. Il quadro che ne viene fuori non è purtroppo così rassicurante, e impone secondo me delle riflessioni affinché non si rimanga ancorati a degli stereotipi che danno una visione distorta della realtà.
Non c’è dubbio che il fenomeno dell’immigrazione clandestina sulle nostre coste sia un problema drammatico che impegna le forze dell’ordine ben oltre le normali capacità di controllo o di prevenzione del fenomeno. E’ per questo che nessuno pensa che un centro di accoglienza possa essere un albergo a cinque stelle, come un autorevole esponente leghista del governo ha definito quello di Lampedusa, ma che certe emergenze debbano essere affrontate con un grande senso di umanità e di rispetto della dignità umana nei confronti di gente che sta soffrendo è il minimo che ci si debba aspettare da un paese civile come il nostro.
Purtroppo a leggere l’articolo si capisce che il rispetto della dignità delle persone è l’ultima preoccupazione che anima l’operato di una parte consistente delle forze dell’ordine e degli organismi di volontariato presenti in quel centro.
Costringere l’immigrato a sedersi per terra su un rivolo di liquami fuoriuscente da un bagno ridotto a fogna a cielo aperto non mi sembra un comportamento rispettoso della dignità umana, così come non lo è costringere l’immigrato di fede musulmana a vedere un filmino pornografico, o procedere alla conta dei presenti facendoli passare uno per uno sotto le forche caudine di uno schiaffo assestato sul collo, o ancora tutta una serie di piccole vessazioni che sanno tanto di lager, con tutte le dovute differenze, ovviamente, circa l’esito finale dell’esperienza di queste persone, le quali per la maggior parte finiscono per raggiungere in qualche modo il loro scopo finale, che è quello di ricongiungersi a parenti già presenti in Italia e di inserirsi in un circuito lavorativo più o meno legale.
La domanda è: possibile che non si possa svolgere un compito pur così gravoso e ingrato senza far pesare a questa gente la loro condizione di inferiorità, cercando di dare un’immagine di noi stessi la migliore possibile? Non siamo forse noi italiani, in particolare noi pugliesi, ad essere stati indicati come possibili destinatari del premio Nobel per la pace grazie all’accoglienza riservata a queste popolazioni in fuga dalle guerre e dalla miseria?
Perché dobbiamo permettere a una minoranza di lestofanti di infangare la nostra immagine con il colpevole silenzio di chi opera correttamente ma non denuncia le malefatte di pochi prepotenti? Quand’è che finalmente gli onesti si decideranno ad alzare la voce?
I protagonisti di queste bravate erano solo una parte delle forze presenti, ma l’altra parte che si comportava correttamente e con umanità non ha mai cercato di cambiare le cose denunciando i fatti, e la cosa è grave.
Così come è grave che il ministro della giustizia si sia preoccupato di evidenziare l’illegalità commessa dal giornalista nel dare false generalità piuttosto che di rassicurare l’opinione pubblica circa un’immediata inchiesta sui fatti.
C’è da interrogarsi sul perché l’uomo in certe occasioni riesca a dare il peggio di sé stesso.
Personalmente una risposta ce l’avrei: è l’esercizio del potere che corrompe le coscienze di quelli che non hanno solide basi morali, sia che indossino una divisa, sia che rivestano cariche pubbliche.
Il fatto che si tratti di abusi di non grande rilevanza penale non significa niente, non rende meno gravi i fatti. Chi decide, ad esempio, di non dare da mangiare ad un immigrato in maniera del tutto arbitraria, per un capriccio personale, in situazioni più drammatiche, ove dovessero venire meno i presupposti di pace e di convivenza civile, potrebbe fare anche di peggio.
E’ dunque il potere che corrompe o c’è dell’altro? Siamo un popolo tollerante con chi è portatore di altre culture ed ha una pelle di colore diverso o piuttosto siamo attraversati anche noi da un sottile razzismo che agisce sotto pelle e di cui non ci rendiamo pienamente conto?
Personalmente credo e spero di no, voi che ne dite?




postato da: pasqualechirivi alle ore 12:18 | link | commenti (2)
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Più adrenalina?

Oh Yea!



(Oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi)

See me ride out of the sunset
On your colour TV screen
Out for all that I can get
If you know what I mean
Women to the left of me
And women to the right
Ain't got no gun
Ain't got no knife
Don't you start no fight

'Cause I'm T.N.T., I'm dynamite
(T.N.T.) and I'll win the fight
(T.N.T.) I'm a power load
(T.N.T.) watch me explode

I'm dirty, mean and mighty unclean
I'm a wanted man
Public enemy number one
Understand
So lock up your daughter
Lock up your wife
Lock up your back door
And run for your life
The man is back in town
So don't you mess me 'round

'Cause I'm T.N.T. I'm dynamite
(T.N.T.) and I'll win the fight
(T.N.T.) I'm a power load
(T.N.T.) watch me explode

T.N.T., (oi, oi, oi)
T.N.T., (oi, oi, oi)
T.N.T., (oi, oi, oi)
T.N.T., (oi, oi, oi)
T.N.T., (oi, oi, oi) , I'm dynamite
(T.N.T., oi, oi, oi), and I'll win the fight,
(T.N.T., oi, oi, oi), I'm a power load
(T.N.T.), watch me explode!


postato da: Rubicantepazzo alle ore 10:10 | link | commenti (1)
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LA REALTA’

 

Cquandu ni asamu la matina,

la realtà stae fore lla porta,

eddra nò ccangia mai,

comu la lassata cusì la troi.

Guerre ,stragi, bombe,

ggente ca s’impica e ccà era ccampare,

ggente ca ene ccisa e cca nò n’era murire.

Ci sape a ddrò imu scire spicciare,

puru la chiesa nò sape cc’è pisci a pigghiare.

Li ecchi ti prima, eranu puirieddri,

ma lu core lu tinianu rande,

cquantu nà muntagna.

Moi ca simu ricchi e pruituti,

simu fiacchi e n’ffitisciuti.

Issimu, cquandu tinimu tiempu,

issimu, e ssciamu cù ccaminamu,

a mmienzu a lli campagne cu giramu,

ca sulu cù ssintimu e ccù bbitimu,

lu core a ppostu nì mintimu.


postato da: localo alle ore 09:48 | link | commenti
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lunedì, 24 ottobre 2005

Simpson Family

 

Oggi pomeriggio vedevo i Simpson su Italia1 (avere figli giovani mantiene giovani).
Continuo a credere che qualcuno della redazione di Italia 1 non mette molta attenzione al contenuto di quei cartoni.
Molto spesso sono veramente pieni di messaggi dirompenti e anarchici e i ragazzi ai quelli sono rivolti potrebbero imparare modi di ragionare fuori dalla linea editoriale della rete sulla quale sono mandati in onda e delle reti Mediaset. Non è un caso che negli USA sono considerati cartoni per adulti democratici mentre in Italia vengono usati per vendere magliette e merendine.
Lungi da me pensare che sia solo libertà di espressione, nel caso di oggi sarebbe masochismo e contrasterebbe, poi,  completamente con tutto il resto della macchina rimbambitrice fatta di filmetti scemi e di reality più scemi.
 
Mi spiego:
Burns, il capitalista cattivo (trovatemene uno buono incastrato in qualche cruna di ago) e inquinatore vuole contrastare il giornalino di Lisa Simpson che denuncia le sue malefatte.
Compra tutte le radio e le tv (succede solo nei fumetti, questa cosa) e si fa dipingere dal giornalista con la schiena a 90 gradi come bello simpatico buono e intelligente (succede solo nei fumetti, questa cosa).
 

L’unica voce dissonante è il giornalino della piccoletta. Burns tenta di corromperla donandole dei pony bellissimi,(succede solo nei fumetti, questa cosa) ma lei rifiuta e gli tiene testa.
Allora l'infido riccone acquista tutti i suoi amici redattori (succede solo nei fumetti, questa cosa), li dissuade, fa in modo che rimanga sola accompagnata solo dal fratello Bart teppista e rock ma non inquadrato e inquadrabile (come tutti i veri rock).
Arriva a togliere la corrente alla sua redazione.
Lisa non si arrende, rispolvera un ciclostile e continua a manifestare le sue denuncie.
Allora il vecchio Burn arriva alle diffamazioni personali, la investe di una campagna di stampa denigratoria (succede solo nei fumetti, questa cosa) .
Per colpirla più a fondo si fa confessare le sue debolezze da Homer, il padre. Così arriva a toccarle i sentimenti e a diffamarla con ogni mezzo (succede solo nei fumetti, questa cosa.... il caso Telecom Serbia era un fumetto, mi pare), anche le scritte col laser sulla luna che parlano di suoi inventati legami sentimentali col secchione Milaus..
A questo punto Lisa sta per cedere.
Homer si sente in colpa e anche lui scrive un giornalino ciclostilato per difenderla, tutti i suoi amici scrivono un giornalino ciclostilato, tutto Springfield scrive un giornalino in difesa di Lisa che ha dato la parola a tutti e ha permesso che tutti potessero esprimersi in qualche modo affondando, così,  l’impero mediatico del riccone Burns, al quale non rimane che consolarsi col suo segretario lecchino (succede solo nei fumetti, questa cosa) e i suoi soldi spesi in futilità (succede solo nei fumetti, questa cosa).
 
Mi pare che oggi il messaggio metaforico e non (più chiaro di così si muore) è fortissimo e si lega alla campagna sulla libertà di stampa e sulle pagelle e le liste di proscrizione fatte dal Capo. E da qualsiasi altro Capo.
 
Mi sembra anche che il fumetto dia ragione (non succede solo nei fumetti, questa cosa) a questo blog a più voci, alla indipendenza dagli editori e alla bontà del confronto libero delle idee (no succede solo nei fumetti, questa cosa).
Neanche la diffamazione e i complotti di nessun tipo possono scalfire la forza della libertà di espressione.
Chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere.
Chi usa i mezzi di stampa per propri fini personali e ambizioni (non succede solo nei fumetti, questa cosa) ha la vita breve: l'opinione pubblica oggi ha tutti i mezzi per contrastare l'assolutismo mediatico.
La Rete e i Blog sono potentissimi e indistruttibili.
LA LORO FORZA é NELLA FORZA LORO

postato da: giusepperesta alle ore 17:11 | link | commenti (1)
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 Waterworld - Vedi versione grafica con cast
 
Si riprende un’altra settimana.
Ci lasciamo dietro la grande alluvione di Bari e Brindisi.
Abbiamo rischiato anche noi.
Fortunatamente la bomba d’acqua si è esaurita prima.
Ma la protezione civile e i Vigili del Fuoco di Lecce e Brindisi erano in allarme anche per ieri pomeriggio.
Certo è che quelle che erano le CASSANDRE dell’ambientalismo,
quelli che continuamente protestavano sulla crescita senza sviluppo,
quelli che dicevano che certi scempi e certa speculazione si sarebbero ritorti contro come un bomerang,
quelli del buco dell’ozono,
quelli del risparmio energetico,
quelli sfottuti per l’uccellino che non sapeva dove fare la pipì hanno avuto ragione.
Purtroppo abbiamo avuto ragione.
Come tutti i FESSI abbiamo avuto ragione dopo e i DRITTI che non ci hanno ascoltato prima.
Le immagini di Bari sono impressionanti.
I risultati delle pioggie sono stati rovinosi.
Il treno in bilico sui binari non sarebbe venuto in mente nemmeno ad uno sceneggiatore di un film catastrofico.
 
Eppure è vero.
 
E non è finita.
 Red Water - Vedi versione grafica con cast
 
Il clima è modificato profondamente.
Il Protocollo di Kioto è ignorato da quegli Stati Uniti che sono i maggiori inquinatori e consumatori di energia.
La Nemesi si scatena soprattutto contro di loro.
Il dissesto ambientale e il dissennato uso del suolo fanno il resto:
strade, ferrovie, case, città costruite sui letti di fiumi, su antichi impluvi, sulle lame, argini cementificati e costretti, fiumi e torrenti ormai “pensili”, aree golenali urbanizzate.
L’architetto Cederna dalle pagine del vecchio Panorama aveva previsto tutto.
 
Galatone non è da meno.
Abbiamo quartieri costruiti su lame e impluvi torrentizi come la zona Inferno e Fulcignano, strade prive di qualsiasi forma di canalizzazione sia interrata (fogna bianca) che esterna (scoline) e con pendenze che vanno sempre verso il paese, canali e fossi ostruiti e cancellati, grossi insediamenti, come la Cantina Sociale, cresciuti su avvallamenti di ricezione idrica. Il Piano regolatore ignora la relazione geologica che lo correda.
Già l’espansione cinquecentesca fu eseguita senza alcun criterio idrogeologico. Il nucleo trecentesco di Galatone era chiuso dal circuito che oggi corrisponde a via S. Sebastiano, via S. Anna, Via Colonna, Via S. Leonardo, Via Milano. Questo antico nucleo era più alto dei terreni circostanti e aveva un fossato che periodicamente si allagava e si ripuliva dalle deiezioni che il borgo vi scaricava dentro. Via Torrente non si chiama così per caso, o perché c’è stato un signor Torrente meritevole di battezzare una via. Lì c’era è c’è ancora un impluvio torrentizio.
Quando nella metà del cinquecento il borgo fu quintuplicato nella superficie, con la stesura delle nuove mura si inclusero all’interno gli antichi fossati, via S Sebastiano e via De Ferrariis, per esempio, o via Convento e via G. Leuzzi.
E’ facile vedere come oggi queste sono le uniche via del centro storico ad essere soggette ad alluvioni.
Da allora tutto si è continuato a fare senza criterio.
Ancora oggi si rilasciano progetti e permessi per muri in zone di impluvio.
L’ufficio tecnico è sordo a qualsiasi allarme. Anzi, in un caso che mi passa per le mani, rilascia permessi per muri che contraddicono precedenti ordinanze di vincolo idrogeologico.
E non si ravvede nemmeno di fronte alle proteste di qualche cittadino.
Si continuano a pagare danni a case abusive che hanno ottenuto  il condono anche con il dubbio della ileggittimità, si continuano a registrare disagi ogni minimo temporale.
Ma si continua come se nulla fosse.
Tanto i FESSI parlano e prevedono le possibili conseguenze senza essere ascoltati ma i FURBI distribuiscono aummaumma prestiti per alluvionati veri e falsi, ma sicuramente amici degli amici.
Tanto farsi belli col denaro pubblico non costa niente ma porta tanto ritorno di consenso.
Ma non il consenso di tutti. Solo di pochi.
Attenti.
Attenti ai cani di paglia, sopportano tutto e non fanno paura, ma basta una piccola scintilla per fargli prendere fuoco e bruciare tutto in un attimo.
 

postato da: giusepperesta alle ore 12:59 | link | commenti (6)
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