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MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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venerdì, 30 settembre 2005

A PASCALINU

Girandu ti n’dì vai pi lu paese ,

so ddintate tua totte li strate,

nà cascìetta stracinandu te ti tiri,

tutti lu sonni tua ,

li spiranze, a ddrà intra tieni.

Ta fattu ecchiù,

ma ciucheddri sì ndì ccorge,

pircè sempre caminandu iddri ti etinu ,

cu nnù bastone, ca ti ccumpagna.

Ti ddrò passi tutti ti salutanu e tti canoscinu,

tutti teninu pi ttè la porta perta,

tantu sapinu ca male nò nda fattu e nò ndi faci.

Speriamu cu campi ecchiu, ecchiu,

ca cquandu nò ncì sinti ,

puru nui nì ndimu scìuti.


postato da: localo alle ore 11:48 | link | commenti
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Poco tempo fa sono stata a vedere il film 

"I giorni dell'abbandono", oltre ad essere un bel film italiano, con uno Zingaretti stronzo ma sempre più bono, fa riflettere la vita vera che si rispecchia nel film, ma una frase della protagonista è veramente grande:

<<Una donna senz'amore, muore da viva...>>

Pensaci, Mario...

Il demiurgo della mia falsa coscienza borghese 

saprebbe come rincuorarmi...


Vero, Amore Mio???


postato da: mafaldalaribelle alle ore 00:06 | link | commenti (1)
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giovedì, 29 settembre 2005

Trasparenza e comunicazione al tempo di Orazio (Luigi) - parte II

Nel bene o nel male è iniziata la scuola, ma della mensa nessuna notizia.
Nè i genitori (e nemmeno le Amministrazioni Scolastiche) sanno se e quando inizierà.
Eppure nell'estate del 2004 i genitori (90 firme) chiesero che la mensa seguisse il calendario scolastico, richiesta ad oggi senza risposta alcuna.
Corre voce che dagli Uffici Comunali qualcuno avrebbe asserito "Finchè non finiscono i lavori nelle scuole, niente mensa".
Ma i lavori non dovevano finire entro il 19/9 ? Il calendario è stato stravolto all'ultim'ora proprio per consentire la fine dei lavori.
C'è una Commissiome Mensa che si è riunita 2 volte e mai più dallo scorso maggio, malgrado vi siano innumerevoli richieste di discussione (modalità di apertura, chiusura e sospensione del servizio, chiarezza sulle difformità riscontrate durante i controlli, la questione della vendita del Centro Cottura, chi controlla la conformità dei pasti al capitolato, modifica del regolamento, eccetera eccetera).
Appare sempre più chiaro, io lo dissi dal principio, che una commissione di 12 membri, di cui solo 5 genitori, aveva come obiettivo solo l'insabbiamento delle questioni più spinose, lasciando ai soliti noti le redini del comando ed il potere di fare e disfare come hanno sempre fatto.
Infatti nelle due riunioni, a fronte delle numerose violazioni del capitolato denunciate e documentate dai genitori, ci si è trastullati sulla liceità o meno delle foto, sul diritto o meno che avremmo avuto di entrare nelle scuole, sui commenti agli articoli di giornale e simili amenità. Nel frattempo la scuola è finita ed è ricominciata, nessuno si è degnato di avvisare i genitori dei provvedimenti presi (ne avranno presi ?), tutto come prima e poi si vedrà.
Quel che è peggio è che a presiedere (e vice-presiedere) la citata commissione sono proprio due genitori, che ormai hanno sposato in pieno la logica dell'insabbiamento, tant'è che dopo aver convocato l'ultima riunione hanno deciso di farla saltare assentandosi in coppia e sparendo poi nel nulla, spero almeno in un colpo di fulmine, o che li fulmini :-).
Notare lo smile, stavo scherzando, chiaro ???
Nel frattempo alle richieste di documentazione il Sindaco continua a non rispondere (come componente la Commissione, per avere semplicemente il verbale di una precedente riunione ho dovuto fare 2 richieste ed una diffida, totale 3 mesi). Il gestore del servizio avrà continuato a firmarsi da solo le bolle di consegna certificando per conto del Comune la conformità dei pasti al capitolato ? Boh.
Le assistenti pagate da noi avranno continuato ad assentarsi nell'indifferenza generale lasciando i bambini da soli ? Boh.
Qualcuno avrà sostituito gli stracci sdruciti e sporchi utilizzati per coprire i piatti ? Boh.
Qualcuno si sarà deciso a pesare e controllare la frutta, che spesso arrivava in formato mignon per non dire altro ? Boh.
Sono stati messi gli scaldavivande, la cui assenza costringeva i bambini a mangiare il secondo freddo ? Boh.
Ma tant'è.
Niente di nuovo sotto il sole, sappiamo tutti che Commissione Mensa, assemblee, petizioni, etc sono solo argomenti che servono ad occupare i genitori che non hanno di meglio da fare, della serie: cumbà na nu ntartieni, scioca e lassame cu fatiu an pace.
Nessun problema, fate pure quello che avete sempre fatto, sporco o pulito che sia, ma volete avere la cortesia di dirci ora quando ca**o inizia la mensa ?
p.s. Il Consiglio del II Circolo, 3 settimane fa, aveva chiesto al Sindaco di conoscere tempi e modalità dei lavori in corso e da programmare nelle scuole, tramite un incontro da tenersi entro il 30 settembre. Ovviamente nessuna risposta, tanto basta aspettare e la scuola (con tutti i suoi problemi e rompiscatole) prima o poi finisce.

postato da: camp alle ore 21:56 | link | commenti (2)
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http://giuseppe-resta.splinder.com/
ha superato
i
CENTOMILA

CONTATTI
 
!
3125 contatti al mese di media
104 contatti al giorno di media
(ferie incluse)
che Media!
(e ho anche dieci figli amatissimi, che sono la cosa che più mi riempie  di gioia e dei quali sono orgogliosissmo)
Grazie a tutti
di cuore
anche a quelli che mi spiano e che non mi vogliono bene.
Anzi, di più a questi qua...
Non se ne dolgano gli amici.
 
 

postato da: giusepperesta alle ore 20:32 | link | commenti (4)
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 L

 

Apertura dei lavori particolarmente turbolenta quest'oggi per il Consiglio
Comunale movimentata dal consigliere Cosimo Pinca che non trovando
accoglimento nell'ordine del giorno odierno per le proprie interrogazioni
ha deciso di occupare l'aula consigliare.  Nonostante la disponibilità
del presidente del consiglio Mario Filoni,  del sindaco Vaglio  e dei
consiglieri Doria e Caputo  di dirimere la questione in modo composto, il
consigliere Pinca  ha chiesto che fossero chiamati i carabinieri per
uscire dall'aula. Lasciate le proprie dichiarazioni ai militari il
consigliere Pinca ha raggiunto il resto del consiglio per la ripresa dei
lavori sospesi per qualche minuto. Dopo le comunicazioni del sindaco, che
ha notificato la revoca dell'incarico assessorile  di Lorenzo Fracasso, si
è passati alla verifica degli equilibri di bilancio  e alle  variazioni al
bilancio di previsione. Alla relazione  dell'assessore al bilancio Vito
Baglivo ha fatto seguito l'acuta e approfondita analisi critica,  ma al
contempo propositiva, del consigliere Caputo.   Dopo l'intervento del
Consigliere Alemanno , ha preso la parola il consigliere D'Oria che  ha
richiamato l'amministrazione a una maggiore partecipazione  e
coinvolgimento della compagine consigliare per la stesura di un piano
dettagliato degli obbiettivi, per il controllo del rendimento degli uffici
 e dei collaboratori, e, infine per la rilevazione, a serrata periodicità,
 degli obbiettivi raggiunti.  Compatta la maggioranza nell'espressione di
voto con 12 voti favorevoli alla variazione di bilancio. Contrari i
consiglieri D'Agati e Pinca. Astenuti  Alemanno, Bove, D'Oria e  Simone.
Il Portavoce

 Ultimo tango a Zagarol - Vedi versione grafica con cast

 

 

 

postato da: giusepperesta alle ore 20:15 | link | commenti
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ATTENTATO ALLA CASA COMUNE

Mimino Pinca ha scambiato la sala consiliare per piazza Tien'an Men


postato da: juandemairena alle ore 18:43 | link | commenti
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Posto

Ergo

Sum...


postato da: mafaldalaribelle alle ore 10:35 | link | commenti (3)
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L’URTIMA CANZONE

 

No ssò ddi galatune nè manco italianu

no ssòntu scìucheddri e ssulu mi chiamu,

no tegnu l’Immana e mancu lu Tata,

né Frati né Ssoru o nà Nonna befana.

Sé tegnu bbisognu aggiu sulu priare ,

cu passa lu male, e turnare a campare.

Ma sé aggiù ppagare, nò bbìti cè mmare,

accì cchiùi ti tira è tti zacca sicutare.

Sé poi stà mmi rubbanu nò n’aggiu cuntare ,

li manu a m’pocia maggiù fare calare.

Mò, a llu commerciu maggiù mminare,

ca sé oi quadagnare, robba truccata a bbindire.

Ma forse rumane, nù mestieri campione,

e cquiddru cu ffaci lu lazzarone,

o lu puliticu sotta lu cupulone,

sulu cusì campi ti gran signore.

Menu male, cà nò tutti sò signori,

e ccà nc’è puru li malecarni,

ca sé no, stimme bboni cumbinati..

Lu bunanima ti nonnuma sempre ticia;

offuli ,offuli, lu sangu eranu buttare ,

tutti cquiddri ,ca olinu cù cumandanu

e nò lu sapinu fare.


postato da: localo alle ore 09:05 | link | commenti
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In ricordo di Luca Legno

Una delle sue canzoni preferite

Fragole buone buone
di Luca Carboni

Le ha dato fragole buone, buone
le ha dato fragole col limone, Simone
lui adesso senza problemi
mi ha rubato la fidanzata, ubriacata
col rossetto lì sulle labbra
con le labbra che san di vino, divino
il sapore di queste sere
che finiscono
Che le fragole sono buone
non ho il coraggio di gridarlo, in ritardo
vado a prenderla sotto casa
suono il clacson ma non arriva, la diva
allora prendo la decisione
faccio le scale fino alla porta, che è aperta
busso forte poi entro piano e lei...

... e lei, e lei è lì che muore oddio
oddio non so che fare
io chiamo l’ascensore
ma non risponde mai
e le fragole lo sa, col limone lei lo sa,
fanno male, male, male senza amore
ma lei stupida com’è, lei testarda più di me
più di me...

Vuole fragole buone, buone
vuole fragole più mature, mature
io capisco che sta morendo
sta morendo o è moribonda, la bionda
allora giuro che è per amore
e quando giuro io son sincero, davvero
allora ecco la mia vendetta
vendo fragole a chi
a chi le aspetta

... e lei, e lei è lì che muore oddio
oddio non so che fare
io chiamo l’ascensore
ma non risponde mai
e le fragole lo sa, col limone lei lo sa,
fanno male, male, male senza amore
ma lei stupida com’è, lei testarda più di me
più di me...

E poi le passioni della sua vita



postato da: Rubicantepazzo alle ore 00:36 | link | commenti
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mercoledì, 28 settembre 2005

Grido di Libertà


È stato violato, sia da Yahoo sia dal governo cinese, l'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che afferma:


"Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere".

(comunicato diramato da Peacelink, a proposito della tristissima vicenda che ha coinvolto il giornalista cinese Shi Tao, di recente condannato a 10 anni di carcere dal regime di Pechino, e la multinazionale americana Yahoo!)


postato da: giusepperesta alle ore 19:40 | link | commenti (1)
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UNA PICCOLA PARENTESI A PROPOSITO DI ASSOLUZIONI...........................................................

SABATO SERA ,COSA DICO? SABATO NOTTE ,TORNAVO CON LA MIA CLIO DAL MATRIMONIO DI DUE AMICI (AMICO E AMICA ,MI RACCOMANDO) ,ERA TARDI E DOVEVO RECARMI IN UNA CASA DI CAMPAGNA NELLA ZONA  "PINNELLA" PERCHE' CON L'IMPIANTO AUDIO DELLO SBAM SI AMPLIFICAVA UN COCNCERTO PUNK E AFFINI ,OVVIAMENTE TUTTO ABUSIVO ,E CIO' AMPLIFICAVA IL FASCINO DI QUEL LUOGO TANTO ABBANDONATO QUANTO SUGGESTIVO.......................................................IL MIO SOCIO ERA GIA' IN QUEL POSTO DAL POMERIGGIO ED AVEVA EFFETTUTATO UN LAVORO PERFETTO ,MA L'ANSIA MI ASSILIVA ,INSOMMA ,DOVEVO ESSERCI PER FORZA.....COSI' MI CAMBIO IN AUTO E AL VOLO ARRIVO ALLA PINNELLA....IL CONCERTO ERA COMINCIATO DA NON MOLTO , MA LA BAND PROTAGONISTA "NONTOCCATEMIRANDA" ANCORA NON AVEVA SUONATO ,IO TENGO PARTICOLARMENTE A LORO ,PRIMO PERCHE' SONO AMICI E,POI PERCHè IL LORO SOUND LO CONOSCO MOLTO BENE DATO CHE DA TEMPO VENGONO A PROVARE ALLA SALA PROVE SBAM................AMBIENTE UNDERGROUND ,RAGAZZI E RAGAZZE A QUINTALI ,BANCARELLE CON CD INDIPENDENTI E RIVISTE SALENTINE AUTOPRODOTTE.....SI ,UN BORDELLO DI GIORNALI SALENTINI ALTERNATIVI TRA CUI QUELLO CHE MI E' STATO REGALATO "PEGGIO". "PEGGIO" E' APUNTO UN GIORNALE PRODOTTO CON FOTOCOPIE CHE NASCE A LECCE ED E' GIUNTO ALLA SUA QUINTA EDIZIONE ,QUELLO CHE POSSIEDO IO ,QUINDI ARRIVO FINALMENTE AL PUNTO ,CIO' CHE IL POST DI GIUSEPPE MI HA FATTO TORNARE IN MENTE ,LO SCRITTO IN COPERTINA DI QUESTO GIORNALE SELEZIONATO DAI RAGAZZI DEL GRUPPO GUERRA SOCIALE: "LA TIRANNIA PIU' TEMIBILE NON E' QUELLA CHE APPARE COME ARBITRARIA, E' QUELLA CHE VIENE COPERTA DALLA MASCHERA DELLA LEGALITA' . NON E' QUELLA CHE PRENDE SEVERI PROVVEDIMENTI CONTRO LA RIVOLTA ,E' QUELLA CHE FA SI CHE LA RIVOLTA NON POSSA NEMMENO ESISTERE..." A. LIBERTAD . CHE SIA GIUSTA O SBAGLIATA QUEST'AFFERMAZIONE CREDO FACCIA RIFLETTERE NON POCO...........................................HELL  (...............)


postato da: SANITARIUM alle ore 12:29 | link | commenti
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A proposito di ...
Convengo con Pinuccio quando afferma che la divisione di un gruppo politico è, soprattutto per chi crede nell’Ulivo, nell’Unione e nell’unità del Centrosinistra, una sconfitta.
Parlo della politica come capacità nel mediare, nel fare sintesi, conciliare, rappresentare.
Parlo della politica che ha espresso veri uomini di stato e servitori della patria e della propria città.
Parlo della politica dei galantuomini, dei leali, dei giusti.
Per intenderci, politici del calibro di Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Luigi Einaudi, Tina Anselmi, Giuseppe Dossetti, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer.
Politici locali dello spessore di Cosimo Settimo.
Ciononostante vorrei porre l’attenzione sul fatto che, in realtà, stiamo parlando comunque di un nuovo circolo della Margherita.
Non della nascita dell’ennesimo partito o movimento di protesta.
Un circolo della Margherita che avrà come obiettivo la ricerca della sintesi migliore.
Nella chiarezza e nella distinzione delle posizioni.
In una mia passata dichiarazione citai Aldo Moro.
L’autorevole politico, in realtà, si rifaceva al metodo dialettico di Hegel, secondo cui la realtà è il risultato del conflitto tra opposti secondo le categorie di tesi, antitesi e sintesi.
Sintesi che supera e risolve il conflitto a un livello superiore conciliando in una verità più comprensiva quella dei due poli opposti (tesi e antitesi).
Sintesi che è nuova tesi che origina nuovo movimento dialettico, dando vita a un processo di crescita e sviluppo storico e intellettuale continuo
Vorrei citare ancora Hegel, quando considerava la partecipazione alla gestione dello Stato, manifestazione della volontà generale, uno dei doveri civili supremi.
Messa in questi termini, pur essendo presente la delusione di coloro che hanno visto azzerare una fiducia riposta, la questione veste un abito che, almeno in potenza, può portare a un miglioramento della situazione politica.
Il potere.
La politica come capacità di partire dagli ideali e arrivare al potere per realizzarli. E' così, deve essere così.
Spesso, purtroppo, il cammino avviene all'inverso: si parte da quello che dovrebbe essere il punto di arrivo, il potere. Poi parlo di ideali.
Quali? Bhe, quelli che al momento mi permettono di conservare il potere.
PS: solo per desiderio di corretta informazione.
Nella riunione con il coordinatore provinciale Gigi Nestola, che secondo un quotidiano locale si svolgerà con la presenza del sindaco e di Carmine Caputo, sarà presente, in quanto convocato, anche il sottoscritto, perché portavoce del nuovo circolo “Cosimo Settimo”.

postato da: sergiospirito alle ore 11:47 | link | commenti (2)
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CQUANDU…..

Cquandu era agnone,

cu tanti addri amici,

puru iò mi ggirava,

tutti li stratuni ti Galatune.

Ti ddrò passai, passai, itii li mesci fatiare,

sintii la genta cantare e fischiare.

Moi, se ggiri,ca nò ssai cc’è ha ffare

itu puteche chiuse,

sienti li cristiani ritare e chiastimare,

mancu li picurari sienti cchiùi fischiare.

Ete lu progressu, è cc’è imu ffare.


postato da: localo alle ore 10:10 | link | commenti
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Le dimissioni della democrazia
carta di identita.jpg

Oggi voglio chiedere le dimissioni della democrazia, di questa parola di cui ancora ci riempiamo la bocca e che non significa più nulla.
Indignarsi per l’assoluzione di Berlusconi? Non ne vale la pena.
Dobbiamo indignarci una volta al giorno?
Per la legge sulla giustizia, per la legge sulle elezioni politiche, per quella sulle intercettazioni?
Per la salva Previti, per la depenalizzazione del falso in bilancio?
Siamo seri, abbiamo cose più importanti da fare che indignarci per il comportamento dei nostri dipendenti.
Li abbiamo votati noi, sapevamo chi erano, cosa avrebbero fatto.
La colpa è nostra, non loro. Di noi che non muoviamo un dito.
Le opposizioni, i sindacati, la cosiddetta società civile subiscono di tutto senza fiatare, o emettendo deboli lamenti.
Basta parlare di democrazia, dichiariamoci sudditi e ritiriamoci nel nostro prezioso privato, dove già per la maggior parte stiamo.
Non facciamo finta di protestare, è più dignitosa la rassegnazione.
Abbiamo ciò che meritiamo, siamo diventati dei guardoni del potere:
del potere, non della democrazia.
Non nominiamo più questa parola, non prendiamoci per i fondelli.
Non esistono più i contropoteri, esiste solo il potere della collusione.
E la controinformazione al massimo trapela.
Io non mi sento più cittadino italiano. Non mi sento rappresentato dalle istituzioni. Non mi sento rappresentato dal governo. Dall’opposizione. Da nessuno.
E sto pensando seriamente di restituire la mia carta di identità che serve, ormai, solo per dormire negli alberghi.
 
http://www.beppegrillo.it/index.html

postato da: giusepperesta alle ore 08:53 | link | commenti (1)
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martedì, 27 settembre 2005

76) A Benigno Zaccagnini
(non recapitata)
Caro Zaccagnini,
ecco, sono qui per comunicarti la decisione cui sono pervenuto nel corso di questa lunga e drammatica esperienza ed è di lasciare in modo irrevocabile la Democrazia Cristiana. Sono conseguentemente dimissionario dalle cariche di membro e presidente del Consiglio Nazionale e di componente la Direzione Centrale del Partito. Escludo ovviamente candidature di qualsiasi genere nel futuro. Sono deciso a chiedere al Presidente della Camera, appena potrò, di trasferirmi dal Gruppo Parlamentare della D.C. al Gruppo Misto. E’ naturale che aggiunga qualche parola di spiegazione. Anzi le parole dovrebbero essere molte, data la complessità della materia, ma io mi sforzerò di ridurle al minimo, cominciando, com’è ovvio, dalle più semplici. Non avendo mai pensato, anche per la feroce avversione di tutti i miei familiari, alla Presidenza della Repubblica, avevo immaginato all’inizio di legislatura di completare quella in corso come un vecchio al quale qualche volta si chiedono dei consigli e con il quale si ama fare un commento sulle cose, che l’età ed il personale disinteresse rendono, forse, obiettivo. Come più volte ti ho detto, fosti tu a deviare questo corso delle cose, mentre furono ancora tuoi amici che fecero riserve, sempre nell’illusione che io dovessi dare ancora qualche cosa al Partito, non appena si accennò ad una presidenza di Assemblea, per concludere in tal modo la mia attività politica. Così mi sono trovato in un posto difficile e ambiguo, che dava all’esterno la sensazione di un predominio (inesistente) della D.C. ed all’interno creava imbarazzi, gelosie, equivoci, timori. Essendoci lasciati in ottima intesa la sera del martedì, già pochi giorni dopo, qui dove sono, avevo la sensazione di avervi in qualche modo liberato e che io costituissi un peso per voi non per il fatto di non esserci, ma piuttosto per il fatto di esserci. E questo per ragioni obiettive, perché non c’è posto, accanto al Segretario Politico eletto dal Congresso, per un Presidente del Partito che abbia rispetto di sé e delle cose. E se il vostro profondo pensiero coincideva con quello che io avevo fatto valere, perché non accontentarci tutti in una volta? Aggiungerò poi (e questo va al di là della Presidenza del Consiglio Nazionale di cui abbiamo parlato sin qui) che io non ho compreso e non ho approvato la vostra dura decisione, di non dar luogo a nessuna trattativa umanitaria, anche limitata, nella situazione che si era venuta a creare. L’ho detto cento volte e lo dirò ancora, perché non scrivo sotto dettatura delle Brigate Rosse, che, anche se la lotta è estremamente dura, non vengono meno mai, specie per un cristiano, quelle ragioni di rispetto delle vittime innocenti ed anche, in alcuni casi, di antiche sofferenze, le quali, opportunamente bilanciate e con il presidio di garanzie appropriate, possono condurre appunto a soluzioni umane. Voi invece siete stati non umani, ma ferrei, non attenti e prudenti, ma ciechi. Con l’idea di far valere una durissima legge, dalla quale vi illudete di ottenere il miracoloso riassetto del Paese, ne avete decisa fulmineamente l’applicazione, non ne avete pesato i pro e i contro, l’avete tenuta ferma contro ogni ragionevole obiezione, vi siete differenziati, voi cristiani, dalla maggior parte dei paesi del mondo, vi siete probabilmente illusi che l’impresa sia più facile, meno politica, di quanto voi immaginate, con il vostro irridente silenzio avete offeso la mia persona, e la mia famiglia, con l’assoluta mancanza di decisioni legali degli organi di Partito avete menomato la democrazia che è la nostra legge, irreggimentando in modo osceno la D.C., per farla incapace di dissenso, avete rotto con la tradizione più alta della quale potessimo andar fieri. In una parola, l’ordine brutale partito chissà da chi, ma eseguito con stupefacente uniformità dai Gruppi della D.C., ha rotto la solidarietà tra noi. In questa (cosa grossa, ricca di implicazioni) io non posso assolutamente riconoscermi, rifiuto questo costume, questa disciplina, ne pavento le conseguenze e concludo, semplicemente, che non sono più democratico cristiano. Essendo scontata in ogni caso dal momento del mio rapimento (e della vostra mistica inerzia) il mio abbandono della Direzione e del Consiglio Nazionale, restava, se il vostro comportamento fosse stato diverso e più costruttivo, la possibilità della mia permanenza senza alcun incarico nella famiglia democratica cristiana e che è stata mia per trentatré anni. Oggi questo è impossibile, perché mi avete messo in una condizione impossibile. E perciò il mio ritiro da semplice socio della D.C. è altrettanto serio, rigido ed irrevocabile quanto lo è il mio abbandono dalle cariche nelle quali avevamo creduto di poter lavorare insieme. Tutto questo è finito, è assolutamente finito. Ed ora che posso parlare, senza che nessuno pensi ad una pretesa di successione, a parte il mio durissimo giudizio sul Presidente del Consiglio e su tutti coloro che hanno gestito in modo assolutamente irresponsabile questa crisi, c’è, per dovere di sincerità ed antica appannata amicizia, la valutazione su di te, come, per così dire, il più fragile Segretario che abbia avuto la D.C., incapace di guidare con senso di responsabilità il partito e di farsi indietro quando si diventa consapevoli, al di là della propaganda, di questa incapacità. Guidare e non essere guidato è il compito del Segretario del più grande partito italiano. Giunti a questo punto, i motivi di dissenso, che non ci faranno incontrare più, sono evidentemente molti. Tu non penserai che possa trattarsi solo del modo chiuso e retrivo che ha caratterizzato il vostro comportamento in questa vicenda, nella quale vi sembrerà di avere conseguito chissà quale straordinario successo. Questa è una spia, la punta dell’iceberg, ma il resto è sotto. Ho riflettuto molto in queste settimane. Si riflette guardando forme nuove. La verità è che parliamo di rinnovamento e non rinnoviamo niente. La verità è che ci illudiamo di essere originali e creativi e non lo siamo. La verità è che pensiamo di fare evolvere la situazione con nuove alleanze, ma siamo sempre là con il nostro vecchio modo di essere e di fare, nell’illusione che, cambiati gli altri, l’insieme cambi e cambi anche il Paese, come esso certamente chiede di cambiare. Ebbene, caro Segretario, non è così. Perché qualche cosa cambi, dobbiamo cambiare anche noi. E, a parte il fatto che davvero altri (socialisti ieri, comunisti oggi) siano in grado di realizzare una svolta in accordo con noi - il che possiamo augurarci e sperare - la D.C. è ancora una così gran parte del Paese, che nulla può cambiare, se anch’essa non cambia. E per cambiare non intendo la moralizzazione, l’apertura del Partito, nuovi e più aperti indirizzi politici. Si tratta di capire ciò che agita nel profondo la nostra società, la rende inquieta, indocile, irrazionale, apparentemente indominabile. Una società che non accetti di adattarsi a strategie altrui, ma ne voglia una propria in un limpido disegno di giustizia, di eguaglianza, di indipendenza, di autentico servizio dell’uomo. Ecco tutto. Benché sia pessimista, io mi auguro che facciate più di quanto osi sperare. Non era questa la conclusione cui avevo pensato né l’addio immaginato per te ed i colleghi. Ma le cose sono così poco nelle nostre mani, specie se esse sono troppo deboli o troppo forti. Che Iddio ti aiuti ed aiuti il Paese. Cordialmente.
Aldo Moro

Ecco l'attualità di Moro.


 
 


postato da: giusepperesta alle ore 21:33 | link | commenti
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- Proontooo?...

Ahhh è tornato a postare From Hell....Ahhhh

Cliccatemelo subito! Ahhh.... Fate presto... non resisto-

http://in-hell.splinder.com/

Alla maniera di Mafalda

 

 

 

 

 
 

postato da: giusepperesta alle ore 19:36 | link | commenti
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Lu schiantu

Cquandi ti discìti la notte, tuttu sutatu,

pi lli ruciti ca porti a ncapu,

pi llu jentu ca sienti fischiare,

pi lli tiauli,

ca sù lla lammia sienti caminare ,

te ti "schianti".

Poi, ti ccorgi,

ca la cuccuacia stae mpuggiata sobbra la finescia,

ti ddrò stà ddormi,

ti eninu li culuri,

e ppi llu "schiantu" ti manca lu suspiru.

Ma, nò n’è tandu ca te, tà "schiantare".

La cuccuacia stae mpuggiata ca ha mangiare,

lu jentu, nò tti proccupare ca sa mullare,

su lla lammia, c’è sulu, na bbùatta a rutulare,

li pinzieri so màlote ca sì ndonu scìre.

Ta "schiantare",

cquandu tieni cqurche mortu intra ll’armadiu,

cquandu l’amici ti zaccanu tradire,

e cquandu li figghi nò sapinu drrò onu scìre,

te ta "schiantare".


postato da: localo alle ore 11:39 | link | commenti
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lunedì, 26 settembre 2005

commento al post di domenica 25 di Sergio Spirito

 

“Questioni squisitamente politiche, di rappresentanza, dibattimentali.

 

In una parola, questioni di democrazia”. Dice Sergio.

 

 

Le discussioni all’interno di un gruppo politico sono sempre fonte di chiarimento, di espressione di pareri e di idee e, quindi, di confronto e, quindi, di crescita.

 

 

Rientrano tra le “normali” discussioni anche quelle volte non solo alla impegnativa stesura e verifica di un programma ma anche quelle che si preoccupano della stesura di un organigramma, delle attribuzione e distribuzione delle cariche, della spartizione delle responsabilità e, quindi, dei poteri (N.B.: il potere senza responsabilità è dittatura)

 

 

Niente di anormale quando tutto questo è saldamente costretto negli argini dello incessante scorrere della dialettica democratica e nella sua terrena, e quindi imperfetta, traduzione pragmatica.

 

 

Che la Politica, poi, sia portatrice di interessi è un fatto risaputo.

 

 

Non esisterebbero i partiti politici se non fosse così. Si tratta solo di stabilire se gli interessi sono prima di tutto legittimi e, in secondo luogo, se sono di un gruppo largo o di un gruppo ristretto o, addirittura, di un solo cittadino. E’ chiaro che queste due ultime ipotesi non farebbero parte della politica ma sarebbero molto più attinenti al codice penale.

 

 

Le leggi ad personam le abbiamo sempre vituperate da Destra, e, quindi, anche da Sinistra. O no?

 

 

Questa premessa per chiarire che ad una certa età non si può pensare che la politica sia solo ideale, ma che è basata anche su interessi, leciti purché siano diffusi e confessabili.

 

 

Quando, però, chi è delegato alla rappresentanza democratica decide per se e a dispregio di una parte, sia pure minima, come se fosse investito di una carica assoluta e non gravato di una responsabilità democratica; quando il gruppo che a questi fa corte si trincera di fronte a queste uniche parziali verità costringendo un gruppo maggioritario per peso politico ed espressione elettorale ma, forse, minoritario solo per ruolo all’interno della piramide gestionale a doversi distaccare e a doversi allontanare dal gruppo di appartenenza; le questioni, caro Sergio, non sono di “democrazia”, ma esattamente sono all’opposto. E non cambia assolutamente nulla se la situazione la prospettassimo perfettamente rovesciata.

 

 

E’ questo quello che allarma e dovrebbe allarmare tutti gli amici della coalizione di Centrosinistra.

 

 

Questo allarme non ci deve fare sentire tranquilli.

 

 

Quando il personalismo, il settarismo, il gruppettarismo prevale sulla dialettica democratica deve mettere tutti in allarme.

 

 

Quando manca la condivisione e la partecipazione tutti dobbiamo gridare il nostro dissenso.

 

 

La Democrazia non si fa polverizzando le fazioni di partito, scomponendo le forze ai minimi termini, ma cercando di allargare i consensi su piattaforme programmatiche e operative comuni.

 

 

L’eccesso della divisione politica non giova alla democrazia partecipata.

 

 

E la personalizzazione dei ruoli e dei compiti non fa che imbastardire ancora di più l’ambiente politico: tutti sono necessari, nessuno è indispensabile.

 

 

La democrazia è ascolto e rispetto delle minoranze, ma è anche rispetto del prevalente volere comune e delle leggi e dei regolamenti. Sono equilibri sottili, ma è proprio in questa difficile alchimia la bellezza  della democrazia, imperfetta, complessa e difficile ma comunque più alta forma di governo e di relazione fra individui e gruppi (che poi sia impossibile accontentare tutti e pure indiscutibile, ma solo chi non ha ben presente questo gioco di sfumature ed equilibri e propugna la maledetta visibilità e l’interesse prevalente avrà da ridire).

 

 

Se viene meno questo equilibrio ci sentiamo tutti meno garantiti.

 

 

Perciò non penso che nessuno possa gioire fino in fondo della diaspora all’interno della Margherita cittadina (né di altre spaccature interne meno pubblicizzate). Sicuramente è umanamente lecito e comprensibile parteggiare per l’una o l’altra parte, condividere le ragioni dell’uno o dell’altro (se mai ce ne fossero e se fossero solo da una parte e non dall’altra), ma in fondo, e nemmeno troppo in fondo, rimane il retrogusto nauseante e pesante di una sconfitta, del fallimento di un ideale di UNIONE e di POLITICA.

 

 

Mi si potrà anche dire che la scomposizione può rafforzare e può servire a ritrovare intese più forti. Può, appunto: può ma intanto non lo fa.

 

 

Al momento la divisione su questi presupposti è indebolimento.

 

 

E di questo non penso possa gioire nessuno a cui stanno a cuore le sorti del Centrosinistra.

 

 

Quello che oggi appare invece reale e sostanziale è che i rappresentanti delegati col voto dai cittadini si sono persi dietro a personalismi (comunque poco condivisibili); non hanno saputo far valere le ragioni  e l’etica sull’interesse (più o meno legittimo), comunque non hanno saputo essere capaci di sintesi e di diplomazia. Purtroppo, caro Sergio, non è la prima volta che in questo gruppo succede, quindi, non è l’errore di una volta, ma è metodo, è modo di intendere la politica, é vituperabile ed esecrabile vizio.

 

 

E questo procedere, permettimi, è proprio il contrario della Democrazia.

 

 

Comunque finisca la storia questo, Sergio, è stato un insuccesso ed è stato un grave nocumento per la credibilità politica di chi riveste  o ambisce al ruolo di leader. Perché il vero leader unisce e non divide, media e non esacerba.

 

 

Il commissariamento dei due Circoli è stato certamente auspicato e sarà, ci contiamo, risolutivo. E’ stato anche importante riuscire a portare all’esterno un malessere profondo e perdurante che minava alle basi il procedere dell’amministrazione sulla strada del Buon Governo. A chi ha avuto il coraggio di manifestare rumorosamente il dissenso e la contestazione devono essere anche ascritti la risolutezza e il merito dell’aver fatto in modo che le cose riprendessero nei giusti toni sotto altri arbitri più imparziali.

Può essere il segnale che, alla fine e oltre tutto, prevale la ragione, prevale il buon senso. Ci fa sperare che ALTROVE, certe cose non siano ben viste. Ci può tranquillizzare l’idea che a livelli provinciali certi modi irruenti, muscolari autoreferenziali e poco accorti di gestire la sostanza e l’immagine dei partiti è sentita finalmente come pericolosa.

 

 

Ma, comunque sia, ci lascia l’amaro in bocca.

 

 

Almeno, a me lo lascia.

 

 

Spero, però, che anche quest’altra brutta storia serva a ravvedersi e a migliorarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 19:48 | link | commenti
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A PASSEGGIU

 

A scurutu puru stasera

simu passati girandu

ti n’anzi a lli chiese,

a llu campanaru,

a lli case, a lli negozi,

a ll’insegne stutate,

a mmienzu a lla campagna poi simu scìuti.

Strate strette e pitruddrose,

arbuli randi, fiuri picca e case acanti.

Lu prèciu ti li agnuni era tantu,

ca petalavanu senza pinzieri,

li randi ti luntanu li guardavanu

e sempre sotto controllu li tinianu

a scrutu a casa stracchi tocca turnamu,

l’ansia sta nni mangia ,

ma n’addra simana tocca spittamu.


postato da: localo alle ore 09:28 | link | commenti
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Satira preventiva di Michele Serra

Fumata bianca per Samantha I

Nuova fase nei rapporti tra Stato e Chiesa. Infatti, poiché la Chiesa partecipa alla vita politica e legislativa del Paese, lo Stato italiano intende rimediare al suo colpevole disinteresse riguardo agli assetti interni della Chiesa

I rapporti tra Stato e Chiesa stanno per entrare in una fase nuova. Infatti, poiché la Chiesa partecipa attivamente alla vita politica e legislativa del Paese (vedi il titolo sul 'Corriere della Sera' del 19 settembre: 'Coppie di fatto, le condizioni di Ruini'), lo Stato italiano intende rimediare al suo colpevole disinteresse riguardo agli assetti interni della Chiesa. Nel nome della reciprocità, e per non essere da meno, lo Stato ha dunque deciso di intervenire nella vita della Chiesa, ponendo le seguenti condizioni preliminari.

Vita privata dei preti La Repubblica, a tutela dei suoi orientamenti liberali, dichiara nullo il voto di castità e suggerisce caldamente a preti e suore di trombare allegramente, sposarsi e contrarre relazioni etero e omosessuali senza vincolo alcuno. Le accuse di intromissione indebita, subito sollevate dalla Cei, sono state accolte con vivo stupore nel mondo parlamentare: "Loro ci dicono sempre come dobbiamo comportarci in casa nostra, perché mai non possiamo fare altrettanto con loro?".

Vita privata delle suore Come sopra.

Elezione del papa Il papa dovrà essere nominato attraverso regolari elezioni a suffragio universale, con obbligo di campagna elettorale. Il Conclave sarà considerato lobby coperta e sciolto dai bersaglieri, la fumata bianca sarà consentita ma non quella nera, ottenuta con carbonella da barbecue e contraria alle leggi anti-inquinamento in vigore.

I cardinali candidati dovranno tenere almeno un comizio volante con megafono e volantinare nei mercati rionali, stringendo la mano alle massaie e promettendo la prima cazzata che gli viene in mente, come usa in democrazia. La compravendita di indulgenze e la promessa del Paradiso sarà equiparata al voto di scambio e punita con l'arresto immediato. Secondo i dettami della Costituzione, potranno concorrere al soglio anche le donne e chi abbia superato il diciottesimo anno di età. Secondo i primi sondaggi, è favorita una studentessa diciannovenne di Schio, che intende prendere il nome di Papa Samantha I.

Insegnamento della religione Poiché è la Chiesa a scegliere gli insegnanti di religione nella scuola pubblica, sarà lo Stato a scegliere gli insegnanti delle scuole cattoliche. Verranno selezionati immigrati musulmani, stagiste di lap-dance, anziani libertini, testimoni di Geova, rabbini, maestri di sci, giovani hackers ripetenti, tennisti, fidanzate di sottosegretari, per assicurare una ricca rappresentanza della società civile, avvicinando sensibilmente mondo laico e mondo ecclesiale.

Celebrazione della Messa La Santa Messa dovrà essere introdotta dall'Inno di Mameli, cantato dai fedeli, e celebrata dal parroco con la fascia tricolore sopra la tonaca. L'omelia a commento dei Vangeli, per garantire il pluralismo, dovrà essere officiata da almeno due oratori, uno di area governativa e uno di opposizione, che daranno vita a un dibattito moderato dal prete. La distribuzione delle ostie sarà soggetta a severi controlli della Asl. Il vino eucaristico sarà servito da un sommelier autorizzato dalla Regione, e recensito dal sacerdote (che dovrà illustrarne il perlate, il retrogusto e le caratteristiche organolettiche).

Guardie svizzere L'uniforme delle Guardie Svizzere, unanimemente considerata ridicola e gravemente lesiva del decoro dell'Urbe, sarà ridisegnata, dopo regolare appalto statale, dallo stilista più meritevole. Favoriti Armani, che propone una giacca morbida con pantaloni morbidi e alabarda morbida, e Valentino, che punta su un elegantissimo tailleur. Bocciata la soluzione di Dolce & Gabbana, che riproponevano la stessa uniforme attualmente in dotazione, ma con l'elmo sormontato da una sirena bitonale per renderla più sobria.

Esistenza di Dio Sarà ammesso sostenerla, ma solo presentando agli sportelli competenti, presso le sedi comunali di tutta Italia, apposita documentazione. In segno di amicizia e collaborazione, lo Stato sta valutando se ammettere anche l'autocertificazione. _____________________________________________________________________________

postato da: giusepperesta alle ore 08:23 | link | commenti
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