MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

A PASCALINU
Girandu ti n’dì vai pi lu paese ,
so ddintate tua totte li strate,
nà cascìetta stracinandu te ti tiri,
tutti lu sonni tua ,
li spiranze, a ddrà intra tieni.
Ta fattu ecchiù,
ma ciucheddri sì ndì ccorge,
pircè sempre caminandu iddri ti etinu ,
cu nnù bastone, ca ti ccumpagna.
Ti ddrò passi tutti ti salutanu e tti canoscinu,
tutti teninu pi ttè la porta perta,
tantu sapinu ca male nò nda fattu e nò ndi faci.
Speriamu cu campi ecchiu, ecchiu,
ca cquandu nò ncì sinti ,
puru nui nì ndimu scìuti.
Poco tempo fa sono stata a vedere il film
"I giorni dell'abbandono", oltre ad essere un bel film italiano, con uno Zingaretti stronzo ma sempre più bono, fa riflettere la vita vera che si rispecchia nel film, ma una frase della protagonista è veramente grande:
<<Una donna senz'amore, muore da viva...>>
Pensaci, Mario...
Il demiurgo della mia falsa coscienza borghese
saprebbe come rincuorarmi...

Vero, Amore Mio???




L’URTIMA CANZONE
No ssò ddi galatune nè manco italianu
no ssòntu scìucheddri e ssulu mi chiamu,
no tegnu l’Immana e mancu lu Tata,
né Frati né Ssoru o nà Nonna befana.
Sé tegnu bbisognu aggiu sulu priare ,
cu passa lu male, e turnare a campare.
Ma sé aggiù ppagare, nò bbìti cè mmare,
accì cchiùi ti tira è tti zacca sicutare.
Sé poi stà mmi rubbanu nò n’aggiu cuntare ,
li manu a m’pocia maggiù fare calare.
Mò, a llu commerciu maggiù mminare,
ca sé oi quadagnare, robba truccata a bbindire.
Ma forse rumane, nù mestieri campione,
e cquiddru cu ffaci lu lazzarone,
o lu puliticu sotta lu cupulone,
sulu cusì campi ti gran signore.
Menu male, cà nò tutti sò signori,
e ccà nc’è puru li malecarni,
ca sé no, stimme bboni cumbinati..
Lu bunanima ti nonnuma sempre ticia;
offuli ,offuli, lu sangu eranu buttare ,
tutti cquiddri ,ca olinu cù cumandanu
e nò lu sapinu fare.
In ricordo di Luca Legno
Una delle sue canzoni preferite
Fragole buone buone
di Luca Carboni
Le ha dato fragole buone, buone
le ha dato fragole col limone, Simone
lui adesso senza problemi
mi ha rubato la fidanzata, ubriacata
col rossetto lì sulle labbra
con le labbra che san di vino, divino
il sapore di queste sere
che finiscono
Che le fragole sono buone
non ho il coraggio di gridarlo, in ritardo
vado a prenderla sotto casa
suono il clacson ma non arriva, la diva
allora prendo la decisione
faccio le scale fino alla porta, che è aperta
busso forte poi entro piano e lei...
... e lei, e lei è lì che muore oddio
oddio non so che fare
io chiamo l’ascensore
ma non risponde mai
e le fragole lo sa, col limone lei lo sa,
fanno male, male, male senza amore
ma lei stupida com’è, lei testarda più di me
più di me...
Vuole fragole buone, buone
vuole fragole più mature, mature
io capisco che sta morendo
sta morendo o è moribonda, la bionda
allora giuro che è per amore
e quando giuro io son sincero, davvero
allora ecco la mia vendetta
vendo fragole a chi
a chi le aspetta
... e lei, e lei è lì che muore oddio
oddio non so che fare
io chiamo l’ascensore
ma non risponde mai
e le fragole lo sa, col limone lei lo sa,
fanno male, male, male senza amore
ma lei stupida com’è, lei testarda più di me
più di me...
E poi le passioni della sua vita




"Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere".
UNA PICCOLA PARENTESI A PROPOSITO DI ASSOLUZIONI...........................................................
SABATO SERA ,COSA DICO? SABATO NOTTE ,TORNAVO CON LA MIA CLIO DAL MATRIMONIO DI DUE AMICI (AMICO E AMICA ,MI RACCOMANDO) ,ERA TARDI E DOVEVO RECARMI IN UNA CASA DI CAMPAGNA NELLA ZONA "PINNELLA" PERCHE' CON L'IMPIANTO AUDIO DELLO SBAM SI AMPLIFICAVA UN COCNCERTO PUNK E AFFINI ,OVVIAMENTE TUTTO ABUSIVO ,E CIO' AMPLIFICAVA IL FASCINO DI QUEL LUOGO TANTO ABBANDONATO QUANTO SUGGESTIVO.......................................................IL MIO SOCIO ERA GIA' IN QUEL POSTO DAL POMERIGGIO ED AVEVA EFFETTUTATO UN LAVORO PERFETTO ,MA L'ANSIA MI ASSILIVA ,INSOMMA ,DOVEVO ESSERCI PER FORZA.....COSI' MI CAMBIO IN AUTO E AL VOLO ARRIVO ALLA PINNELLA....IL CONCERTO ERA COMINCIATO DA NON MOLTO , MA LA BAND PROTAGONISTA "NONTOCCATEMIRANDA" ANCORA NON AVEVA SUONATO ,IO TENGO PARTICOLARMENTE A LORO ,PRIMO PERCHE' SONO AMICI E,POI PERCHè IL LORO SOUND LO CONOSCO MOLTO BENE DATO CHE DA TEMPO VENGONO A PROVARE ALLA SALA PROVE SBAM................AMBIENTE UNDERGROUND ,RAGAZZI E RAGAZZE A QUINTALI ,BANCARELLE CON CD INDIPENDENTI E RIVISTE SALENTINE AUTOPRODOTTE.....SI ,UN BORDELLO DI GIORNALI SALENTINI ALTERNATIVI TRA CUI QUELLO CHE MI E' STATO REGALATO "PEGGIO". "PEGGIO" E' APUNTO UN GIORNALE PRODOTTO CON FOTOCOPIE CHE NASCE A LECCE ED E' GIUNTO ALLA SUA QUINTA EDIZIONE ,QUELLO CHE POSSIEDO IO ,QUINDI ARRIVO FINALMENTE AL PUNTO ,CIO' CHE IL POST DI GIUSEPPE MI HA FATTO TORNARE IN MENTE ,LO SCRITTO IN COPERTINA DI QUESTO GIORNALE SELEZIONATO DAI RAGAZZI DEL GRUPPO GUERRA SOCIALE: "LA TIRANNIA PIU' TEMIBILE NON E' QUELLA CHE APPARE COME ARBITRARIA, E' QUELLA CHE VIENE COPERTA DALLA MASCHERA DELLA LEGALITA' . NON E' QUELLA CHE PRENDE SEVERI PROVVEDIMENTI CONTRO LA RIVOLTA ,E' QUELLA CHE FA SI CHE LA RIVOLTA NON POSSA NEMMENO ESISTERE..." A. LIBERTAD . CHE SIA GIUSTA O SBAGLIATA QUEST'AFFERMAZIONE CREDO FACCIA RIFLETTERE NON POCO...........................................HELL (...............)

CQUANDU…..
Cquandu era agnone,
cu tanti addri amici,
puru iò mi ggirava,
tutti li stratuni ti Galatune.
Ti ddrò passai, passai, itii li mesci fatiare,
sintii la genta cantare e fischiare.
Moi, se ggiri,ca nò ssai cc’è ha ffare
itu puteche chiuse,
sienti li cristiani ritare e chiastimare,
mancu li picurari sienti cchiùi fischiare.
Ete lu progressu, è cc’è imu ffare.

Ecco l'attualità di Moro.
![]() |
- Proontooo?...
Ahhh è tornato a postare From Hell....Ahhhh
Cliccatemelo subito! Ahhh.... Fate presto... non resisto-
Alla maniera di Mafalda

Lu schiantu
Cquandi ti discìti la notte, tuttu sutatu,
pi lli ruciti ca porti a ncapu,
pi llu jentu ca sienti fischiare,
pi lli tiauli,
ca sù lla lammia sienti caminare ,
te ti "schianti".
Poi, ti ccorgi,
ca la cuccuacia stae mpuggiata sobbra la finescia,
ti ddrò stà ddormi,
ti eninu li culuri,
e ppi llu "schiantu" ti manca lu suspiru.
Ma, nò n’è tandu ca te, tà "schiantare".
La cuccuacia stae mpuggiata ca ha mangiare,
lu jentu, nò tti proccupare ca sa mullare,
su lla lammia, c’è sulu, na bbùatta a rutulare,
li pinzieri so màlote ca sì ndonu scìre.
Ta "schiantare",
cquandu tieni cqurche mortu intra ll’armadiu,
cquandu l’amici ti zaccanu tradire,
e cquandu li figghi nò sapinu drrò onu scìre,
te ta "schiantare".
commento al post di domenica 25 di Sergio Spirito
“Questioni squisitamente politiche, di rappresentanza, dibattimentali.
In una parola, questioni di democrazia”. Dice Sergio.
Le discussioni all’interno di un gruppo politico sono sempre fonte di chiarimento, di espressione di pareri e di idee e, quindi, di confronto e, quindi, di crescita.
Rientrano tra le “normali” discussioni anche quelle volte non solo alla impegnativa stesura e verifica di un programma ma anche quelle che si preoccupano della stesura di un organigramma, delle attribuzione e distribuzione delle cariche, della spartizione delle responsabilità e, quindi, dei poteri (N.B.: il potere senza responsabilità è dittatura)
Niente di anormale quando tutto questo è saldamente costretto negli argini dello incessante scorrere della dialettica democratica e nella sua terrena, e quindi imperfetta, traduzione pragmatica.
Che la Politica, poi, sia portatrice di interessi è un fatto risaputo.
Non esisterebbero i partiti politici se non fosse così. Si tratta solo di stabilire se gli interessi sono prima di tutto legittimi e, in secondo luogo, se sono di un gruppo largo o di un gruppo ristretto o, addirittura, di un solo cittadino. E’ chiaro che queste due ultime ipotesi non farebbero parte della politica ma sarebbero molto più attinenti al codice penale.
Le leggi ad personam le abbiamo sempre vituperate da Destra, e, quindi, anche da Sinistra. O no?
Questa premessa per chiarire che ad una certa età non si può pensare che la politica sia solo ideale, ma che è basata anche su interessi, leciti purché siano diffusi e confessabili.
Quando, però, chi è delegato alla rappresentanza democratica decide per se e a dispregio di una parte, sia pure minima, come se fosse investito di una carica assoluta e non gravato di una responsabilità democratica; quando il gruppo che a questi fa corte si trincera di fronte a queste uniche parziali verità costringendo un gruppo maggioritario per peso politico ed espressione elettorale ma, forse, minoritario solo per ruolo all’interno della piramide gestionale a doversi distaccare e a doversi allontanare dal gruppo di appartenenza; le questioni, caro Sergio, non sono di “democrazia”, ma esattamente sono all’opposto. E non cambia assolutamente nulla se la situazione la prospettassimo perfettamente rovesciata.
E’ questo quello che allarma e dovrebbe allarmare tutti gli amici della coalizione di Centrosinistra.
Questo allarme non ci deve fare sentire tranquilli.
Quando il personalismo, il settarismo, il gruppettarismo prevale sulla dialettica democratica deve mettere tutti in allarme.
Quando manca la condivisione e la partecipazione tutti dobbiamo gridare il nostro dissenso.
La Democrazia non si fa polverizzando le fazioni di partito, scomponendo le forze ai minimi termini, ma cercando di allargare i consensi su piattaforme programmatiche e operative comuni.
L’eccesso della divisione politica non giova alla democrazia partecipata.
E la personalizzazione dei ruoli e dei compiti non fa che imbastardire ancora di più l’ambiente politico: tutti sono necessari, nessuno è indispensabile.
La democrazia è ascolto e rispetto delle minoranze, ma è anche rispetto del prevalente volere comune e delle leggi e dei regolamenti. Sono equilibri sottili, ma è proprio in questa difficile alchimia la bellezza della democrazia, imperfetta, complessa e difficile ma comunque più alta forma di governo e di relazione fra individui e gruppi (che poi sia impossibile accontentare tutti e pure indiscutibile, ma solo chi non ha ben presente questo gioco di sfumature ed equilibri e propugna la maledetta visibilità e l’interesse prevalente avrà da ridire).
Se viene meno questo equilibrio ci sentiamo tutti meno garantiti.
Perciò non penso che nessuno possa gioire fino in fondo della diaspora all’interno della Margherita cittadina (né di altre spaccature interne meno pubblicizzate). Sicuramente è umanamente lecito e comprensibile parteggiare per l’una o l’altra parte, condividere le ragioni dell’uno o dell’altro (se mai ce ne fossero e se fossero solo da una parte e non dall’altra), ma in fondo, e nemmeno troppo in fondo, rimane il retrogusto nauseante e pesante di una sconfitta, del fallimento di un ideale di UNIONE e di POLITICA.
Mi si potrà anche dire che la scomposizione può rafforzare e può servire a ritrovare intese più forti. Può, appunto: può ma intanto non lo fa.
Al momento la divisione su questi presupposti è indebolimento.
E di questo non penso possa gioire nessuno a cui stanno a cuore le sorti del Centrosinistra.
Quello che oggi appare invece reale e sostanziale è che i rappresentanti delegati col voto dai cittadini si sono persi dietro a personalismi (comunque poco condivisibili); non hanno saputo far valere le ragioni e l’etica sull’interesse (più o meno legittimo), comunque non hanno saputo essere capaci di sintesi e di diplomazia. Purtroppo, caro Sergio, non è la prima volta che in questo gruppo succede, quindi, non è l’errore di una volta, ma è metodo, è modo di intendere la politica, é vituperabile ed esecrabile vizio.
E questo procedere, permettimi, è proprio il contrario della Democrazia.
Comunque finisca la storia questo, Sergio, è stato un insuccesso ed è stato un grave nocumento per la credibilità politica di chi riveste o ambisce al ruolo di leader. Perché il vero leader unisce e non divide, media e non esacerba.
Il commissariamento dei due Circoli è stato certamente auspicato e sarà, ci contiamo, risolutivo. E’ stato anche importante riuscire a portare all’esterno un malessere profondo e perdurante che minava alle basi il procedere dell’amministrazione sulla strada del Buon Governo. A chi ha avuto il coraggio di manifestare rumorosamente il dissenso e la contestazione devono essere anche ascritti la risolutezza e il merito dell’aver fatto in modo che le cose riprendessero nei giusti toni sotto altri arbitri più imparziali.
Può essere il segnale che, alla fine e oltre tutto, prevale la ragione, prevale il buon senso. Ci fa sperare che ALTROVE, certe cose non siano ben viste. Ci può tranquillizzare l’idea che a livelli provinciali certi modi irruenti, muscolari autoreferenziali e poco accorti di gestire la sostanza e l’immagine dei partiti è sentita finalmente come pericolosa.
Ma, comunque sia, ci lascia l’amaro in bocca.
Almeno, a me lo lascia.
Spero, però, che anche quest’altra brutta storia serva a ravvedersi e a migliorarsi.

A PASSEGGIU
A scurutu puru stasera
simu passati girandu
ti n’anzi a lli chiese,
a llu campanaru,
a lli case, a lli negozi,
a ll’insegne stutate,
a mmienzu a lla campagna poi simu scìuti.
Strate strette e pitruddrose,
arbuli randi, fiuri picca e case acanti.
Lu prèciu ti li agnuni era tantu,
ca petalavanu senza pinzieri,
li randi ti luntanu li guardavanu
e sempre sotto controllu li tinianu
a scrutu a casa stracchi tocca turnamu,
l’ansia sta nni mangia ,
ma n’addra simana tocca spittamu.