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mercoledì, 31 agosto 2005

Bandiera bianca


Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh.
C'è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
uh com'è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano.
Quante squallide figure che attraversano il paese
com'è misera la vita negli abusi di potere.

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca.

A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata
a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie
uh! com'è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore
in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali.

Sul ponte sventola bandiera bianca...

Minima immoralia
The end, my only friend this is the end

Sul ponte sventola bandiera bianca...



postato da: giusepperesta alle ore 11:08 | link | commenti
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Punti di vista
ILLUSION.jpg (224811 bytes)
Scelli viene "scaricato" dal Governo.
Fazio viene "scaricato" dal Governo.
I più alti satrapi vengono coinvolti nei giochi sporchi e poi vengono mollati appena le cacca viene a galla.
E' così che funziona il Potere.
Ma Previti mai è stato scaricato dal Premier. Eppure di cacca ne ha smossa più di Angiolino nostro.
Anzi: si è paralizzata l'attività parlamentare per anni pur di salvare l'indisponente vecchietto calabro-romano con la faccia del cattivo ciambellano Jafar del cartone disnejano di Aladdin.
Ci sarà pure il motivo per non scaricare il senatore corruttore (sentenza passata in giudicato).
Che si debba ricercare in quell' "insieme sulgli altari, insieme nella polvere" così argutamente mandato a dire da Previti a Silvio?
Il Premier però dichiara che per lui fare il leader è "grande SACRFICIO".
Chi ci crede?
Follini & Casini no.
E non lo mandano a dire: lo dicono proprio forte e chiaro.
Bondi lascia dichiarazioni perfettamente uguali alla macchietta di Cornacchione: "che maniere di trattare Silvio che è così buono, poveretto ! Lui che si sacrifica per tutti noi!"
La vetrina politica nazionale di fine estate sarebbe esilarante se non fosse che la barca naviga male, è in acque "stagnanti", così dicono le statistiche.
Ed il barile viaggia sui settantuno dollari.
Ecco che il fallimento dell'esportazione della democrazia lo stiamo pagando noi.
 
E a Galatone?
La tregua dalle gaffes dei politici locali, ormai tutti negli gli ultimi giorni in pantaloncini corti per altri lidi e terre,  ci ha salvato dagli sghignazzi .
Ma la "Razia" si avvicina e si avvicina pure la resa dei conti.
Allora?

Riusciranno i petali velenosi della Margherita a trovare questa fantomatica undicesima firma e buttare all'aria la loro stessa amministrazione?

Riusciranno nell'intento ugoliniano di mangiare i loro stessi figli e , alla fine, morire ugualmente di fame all'interno della loro torre cieca?

 

 

 

 

 

Riusciranno i petali capotosti della Margherita a trovare la fantomatica undicesima firma per rimane a quel comando ai quali li ha demandati un risicato voto popolare?
Riusciranno gli altri partiti della maggioranza (passata e presente) a mediare e a proporre una soluzione politica onorevole ed onorabile?
Chissà!
Antipatico per antipatico vi devo pur ricordare che da tempo parlavo di lupo e agnello, e  di conti Ugolini, e della politica delle Bocchedirosa alle quali non si nega la preferenza. Anzi di questo fatto delle Bocchedirosa ne parlavo già il giorno dopo le elezioni. Andate a leggere i post di quei giorni. Datemene almeno atto. Poi sia che vi do fastidio che l'azzecco. Lo faccio apposta!
Non mi voglio prendere alcun merito. Certe cose si prevedono facilmente. Sono farse viste e riviste. Solo chi non ha memoria storica non può accorgersene.
Solo che l'agnello ingrassato per destinarlo al sacrificio, l'agnello con cui si doveva per forza attaccar briga è stato più lesto ed ora ha invertito la posizione di superiorità.
Da incudine è diventato martello.
E questo non ci voleva.
Fa saltare i piani.
Ora c'è cho lo accusa di aver orchestrato tutto per togliere concorrenti scomodi. Ma questo era proprio il probabile disegno originale degli odierni accusatori: - mandiamolo avanti, demoliamolo, e fra qualche anno avremo campo libero - Fantapolitica? "Buttanate" ? Chissà! Ne abbiamo viste tante.......
Però chi cerca di sminuire quanto di buono fin'ora fatto da Sindaco e giunta non si rende conto di mandare alle ortiche anche il bravo collettore di preferenze che vuole salvare: anche lui era parte della compagnia. O sono veri i manifesti trionfalistici o sono falsi i discrediti
.

La gente non è stupidona come certi untori di partito. E già sui famigerati siti galatei qualcuno ha colto subito la palese contraddizione.
CA NISCIUNO E' FESSA
Alla fine si scaricherà la pietra dello scandalo (che sia innocente o colpevole si vedrà, intanto scandalo è) nel torrente, così come Scelli o Fazio,  o si farà l'impossibile come Berlusconi con Prevituccio suo?
Si preferirà fare un ennesimo harakiri politico per salvare il Previti della situazione legato strettamente ai disegni ed agli interessi politici e non di una parte o lo si scaricherà di brutto promettendo ricompense sottogovernative?
Il cerchio si deve quadrare.
E se si fosse evitato tutto quel baccano sui giornali e tutta quella difesa esagerata "a prescindere" si sarebbe fatta più bella figura e si sarebbe meno danneggiato l'oggetto che a parole si voleva difendere.
Intanto si continuano a fare enormi favori ad una destra diafana in cui qualcuno è pronto a fare "il SACRIFICIO" di candidarsi come Sindaco (o è questo il subdolo disegno?).
Ma non mi pare che tutti, da quelle parti, siano concordi per accollarglielo, il sacrificio.
Allo stato delle cose penso che invece da dimettersi da galatonese c'è più gente propensa a far dimettere da politico, a destra e a sinistra, qualche galatonese portatore di disgrazie, per sè e per gli altri. Sin'ora i generali che perdono non sono mai stati cambiati. E' questa la rovina di Galatone.
Così ci ritroviamo con un Consiglio Comunale imbottito di ex sindaci che hanno perso ma che vogliono insegnare agli altri.
Intanto la barca va avanti, ma i motori a tutta forza, di questo passo, non li potremmo mai avere. E il paese, o la città, se preferite, soffre.
Manca la stabilità necessaria ad una programmazione a lungo respiro.
Galatone meriterebbe di più.
Guardate com'è viva nel volontariato.
L'Estate Galatea ne è la più fulgida dimostrazione.
Vuol dire che il galatonese si impegna ed è vivo.
Negli altri Comuni limitrofi non v'è niente di simile.
Perchè allora non partecipa alla SUA politica?
Vuol dire pure che ha ribrezzo di una politica fatta da gruppetti chiusi e sempre dai soliti personaggi e che cade sempre nelle solite meschinità.
Allora è vero quello che dico io: facciamo, facciamo , facciamo.... sino a che il fare sia più forte del mal-governare.
 

postato da: giusepperesta alle ore 10:54 | link | commenti
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martedì, 30 agosto 2005

Per il tenero Cassandrino...

"L'arte di essere felici e vivere a lungo." - Seneca.

"I. Gallione, fratello mio, tutti aspiriamo alla felicità, ma, quanto a conoscerne la via, brancoliamo come nelle tenebre. È infatti così difficile raggiungerla che più ci affanniamo a cercarla, più ce ne allontaniamo, se prendiamo una strada sbagliata; e se questa, poi, conduce addirittura in una direzione contraria, la velocità con cui procediamo rende sempre più distante la nostra meta. Perciò dobbiamo avere innanzitutto ben chiaro quel che vogliamo, dopodiché cercheremo la via per arrivarci, e lungo il viaggio stesso, se sarà quello giusto, dovremo misurare giorno per giorno la strada che ci lasciamo indietro e quanto si fa più vicino quel traguardo a cui il nostro impulso naturale ci porta. È certo che, sino a quando vagheremo a caso, non seguendo una guida ma ascoltando lo strepito delle voci discordi che ci spingono in direzioni diverse, la nostra vita, già breve di per se, si consumerà in questo andare errabondo, anche se c'impegniamo giorno e notte, animati dalle migliori intenzioni. Fissiamo dunque bene la meta e scrutiamo attentamente il modo per poterla raggiungere, con l' aiuto di un esperto che abbia già intrapreso ed esplorato il cammino che stiamo per affrontare, perche questo non ha nulla a che vedere con tutti gli altri, in cui sentieri precisi e le indicazioni forniteci dagli abitanti dei luoghi che attraversiamo c'impediscono di sbagliare: qui sono proprio le strade più battute e più frequentate a trarci in errore. Non c' è dunque nulla di peggio che seguire, come fanno le pecore, il gregge di coloro che ci precedono, perche essi ci portano non dove dobbiamo arrivare, ma dove vanno tutti. Questa è la prima cosa da evitare. Niente c'invischia di più in mali peggiori che l'adeguarci al costume del volgo, ritenendo ottimo ciò che approva la maggioranza, e il copiare l'esempio dei molti, vivendo non secondo ragione ma secondo la corrente. Da qui questo enorme affollarsi di persone che rovinano le une sulle altre. Come in una grande massa di uomini, in cui ciascuno, spingendo, cade e fa cadere (nessuno infatti cade senza tirarsi addosso almeno un altro, e i primi nuocciono a quelli che gli vanno dietro), così avviene in tutti i campi della vita: nessuno sbaglia a suo esclusivo uso e consumo, ma ciascuno di noi è artefice e responsabile anche degli errori degli altri. È pericoloso appoggiarsi a quelli che ci camminano davanti, ma noi, come preferiamo affidarci alle opinioni altrui piuttosto che giudicare con la nostra testa, così anche intorno alla vita non formuliamo mai dei giudizi personali, sicche l'errore, passando di mano in mano, c'incalza, ci travolge e ci butta giù, con nostra grande rovina. Sono gli esempi degli altri che ci guastano: solo se sapremo tenerci lontani dalla moltitudine potremo salvarci. Il volgo, invece, a dispetto della ragione, s'irrigidisce in una ostinata difesa dei propri errori, per cui accade come nei comizi, nei quali, appena il favore popolare, volubile com'è, ha mutato direzione, quelle stesse persone che li hanno votati si meravigliano che siano stati eletti «quei» pretori: così noi indifferentemente, approviamo o rigettiamo le medesime cose; questo è il risultato di ogni giudizio, quando ci regoliamo sull'opinione degli altri."


postato da: mafaldalaribelle alle ore 01:37 | link | commenti
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lunedì, 29 agosto 2005

Discorsi da bar


Ieri mattina, passeggiando per via XX Settembre, vicino ad un bar, un conoscente mi ha salutato e mi ha invitato a prendere un caffé. Era la classica scusa per creare quel minimo di confidenza e poi cominciare a fare delle domande.


Ed ha iniziato col chiedermi: “Secondo te, questa amministrazione ed il Sindaco, a settembre, cade o andrà avanti?”
Che bella domanda mi fai!, gli ho risposto a bruciapelo.
Volevo prendere tempo, e riflettere qualche secondo prima di dare una qualsiasi risposta. Io credo – ho continuato – che non vi sono e non vi dovrebbero essere motivi così seri per dover abbandonare il campo e lasciare tutto, proprio adesso che si dovranno gestire tutta una serie di progetti che hanno ottenuto il finanziamento e che dovranno essere realizzati.



“Quali progetti? – interviene subito il mio interlocutore – se le voci che mettono in giro quelli della maggioranza, – e poi aggiunge abbassando la voce ed assumendo un atteggiamento di quasi imbarazzo – per di più quelli dell’ambiente della margherita sono: questa amministrazione è la peggiore che Galatone ha mai avuto; fino ad ora non hanno saputo fare niente; non hanno realizzato neanche una piccola parte del programma che si era presentato agli elettori; si doveva cambiare Galatone insieme ed invece di insieme non c’è proprio nulla, le cose si decidono in camera caritatis e poi si pretende che gli altri le approvino.”


E dopo una brevissima pausa, ha ripreso, sempre a bassa voce, come se intendesse parlarmi in un orecchio: “E la sai l’ultima? Qualcuno, ma non mi ricordo come si chiama, un giovane!, ha detto che forse, andando avanti di questo passo, è meglio andare alle elezioni anticipate!! … ma che sta succedendo a Galatone?”

Caro amico, gli ho risposto, se le voci sono tante, così insistenti e partono sempre dalle stesse persone, vuol dire che questi hanno dei sassolini nelle scarpe, ma sarebbe meglio dire sassoloni, visto che il dolore è tanto ed hanno bisogno di gridare! Devono farsi sentire! e forse vorrebbero dimostrare di essere, loro, i migliori.


Ma prima di prendere seriamente queste esternazioni, - ho continuato - bisogna capire se esse rappresentano solo uno sfogo, un momento d’invidia, una paura di essere messi nell’ombra da qualcuno che sta facendo qualcosa che li infastidisce e che non permette loro di assumere posizioni dominanti. I motivi possono essere tanti. Non ultimo, ma qui lo dico e qui lo nego, il fatto di voler spingere fino ad arrivare a condizionare la gestione degli affari comunali ed ottenerne un tornaconto maggiore o di carattere personale o per qualche lobby affaristica che ha sostenuto le campagne elettorali.  Ma non in prima persona, per non assumere troppi rischi, piuttosto con le firme e la responsabilità di altri. Perché, vedi, la politica è anche questo, specie in un piccolo paese come Galatone.

“E’ vero – mi ha detto l’interlocutore prendendomi per un braccio nell’intento di allontanarmi da altri avventori che potevano ascoltare la conversazione – promesse elettorali ne sono state fatte tante, ma tante che adesso non si sa come pagare il conto!”

Amico caro – l’ho interrotto immediatamente – questo discorso non mi piace più!. E non mi va di fare pettegolezzi e di parlare male degli assenti e degli amministratori in generale!. Se vuoi continuare, parliamo di politica amministrativa di Galatone, magari di quella con la P maiuscola. Oggi non è il momento di pensare al passato: il futuro è molto più importante. Galatone ha bisogno di essere amministrata, per il bene dei cittadini, di tutti noi e dei nostri figli.

“E’ giusto, ma la mia meraviglia – ha ripreso a dire il mio interlocutore – sta nel fatto che qualche cosa di buono, a Galatone si è  fatto ed è stato pure notato! Pensa che una coppia di amici che vivono fuori, mi hanno fatto questa considerazione: quando siamo arrivati a Galatone, sembrava tutto uguale, poi abbiamo scoperto che le strade del paese non avevano le buche di prima, le strade di campagna asfaltate, diversi lavori in corso, per non parlare degli eventi dell’estate Galatea che quest’anno hanno superato quelli dell’anno passato; tanto per fare qualche esempio tra quelli che mi ricordo.


Hai visto, cumpà, che qualche cosa si sta muovendo? Ho ribadito alla coppia di amici. Non è molto, ma quel poco che si vede dimostra che il Sindaco si sta dando da fare. E poi, non ci dimentichiamo la crisi … che investe anche Galatone … e se queste cose balzano subito agli occhi, ci sarà pure quello che non si vede!...”

Vedi, caro amico, gli ho risposto, che questa amministrazione, checché se ne dica, di cose ne ha fatte tantissime: basta solamente pensare a quanti progetti di opere pubbliche sono pronti e potrebbero andare in esecuzione: basterebbe che la Legislazione nazionale ed il così detto Patto di Stabilità che devono essere rispettati, permettessero di aumentare i capitoli di spesa.
Tra poco partiranno una serie di opere pubbliche ed i così detti Contratti di Quartiere, tanto per citarne qualcuna, con i quali sarà data un’impronta diversa a tutto il centro storico e a gran parte del paese. Dovranno essere spesi oltre dieci miliardi di vecchie lire e non penso che questa gestione sarà demandata ad un Commissario Prefettizio.
Perché questa figura prenderà in mano il Comune se cade l’amministrazione, fino alle nuove elezioni che potrebbero tenersi a maggio, insieme a quelle politiche.
Ma veramente pensiamo che il maggiore partito di Galatone voglia arrivare fino a tanto? E che diranno a livello Provinciale e Regionale? E’ pur vero che qualche partito, in vista delle prossime elezioni, sta cominciando ad agitarsi, per cercare di avere maggiori consensi, ma parliamo di ambito nazionale. A Galatone le prospettive sono diverse. Qualche giovinastro che si lascia andare in esternazioni di tale importanza, forse, lo fa per mandato ricevuto, per amplificare discorsi sentiti, a bella posta, senza avere una precisa cognizione delle conseguenze alle quali si potrebbe arrivare se si dovesse realizzare la prospettiva delle elezioni anticipate.



Oggi, questi giovani militanti di partito, con un po’ di presunzione ed in atteggiamento di ostentato servilismo, pensano soltanto ai recenti successi elettorali conseguiti, da altri, nella recente tornata elettorale e presumono di poterli replicare, senza tenere in giusta considerazione il pensiero degli elettori che, a Galatone, si sono dimostrati intelligenti e molto più autonomi, politicamente e dai partiti, di quanto non si pensi.

Per accertarsene, basta fare qualche domanda in giro, così come tu le stati facendo a me, non c'è bisogno di grandi sondaggi per capire e rendersi conto del sentimento dei cittadini.



Oggi, basta un po’ di buon senso ed un minimo di riflessione per rendersi conto che non ci sono altre condizioni ed altre alleanze possibili con partiti diversi da quelli dell’attuale maggioranza. E questo si avverte anche nel centro destra, dove i vari leader, sia nazionali che regionali e provinciali, temendo una sconfitta alle prossime elezioni politiche, richiamano all’ordine di scuderia ed alla compattezza della loro coalizione.
Ma a Galatone, le cose potrebbero andare diversamente, mi potresti dire.
E subito ti risponderei che esperienze del genere, con schieramenti non ortodossi, sono già state fatte ed abbiamo visto come sono andate a finire. Chi si prenderà una simile responsabilità senza una qualche certezza dei risultati che si otterranno?

“Allora possiamo stare sicuri che, a settembre, il sindaco non cade?” mi ha interrotto l’interlocutore.


In politica, la sicurezza non esiste. Gli ho risposto. Tutto è possibile. Anche le trame sottobanco e sottosuolo, la raccolta di firme e le alleanze vere o ipocrite con in diavolo.



Ma io penso che tutte queste manovre servano ad avere ed aumentare potere: potere di condizionamento, potere per il sottogoverno, potere per le scelte che si andranno a compiere, potere in prospettiva, potere, potere…


Ti ripeto che, secondo me, non vi sono ancora le condizioni storiche, partitiche e politiche per certe soluzioni così drastiche. Ma potrei sbagliarmi!
Troppi occhi esterni guardano a questa amministrazione.
Il centrosinistra non può permettersi di perdere un paese di sedicimila e passa abitanti nel cuore del Salento. Un’amministrazione potrà anche non essere la migliore possibile, ma è operativa e conviene a tutti che continui ad amministrare. Se si devono cambiare i metodi e se si deve fare qualche aggiustamento, lo si faccia, ma si proceda. Galatone ed i suoi cittadini hanno bisogno di un’amministrazione valida che continui il suo mandato.

Il discorso potrebbe continuare a lungo e meriterebbe altri approfondimenti. Purtroppo non ho molto tempo, ma possiamo riprenderlo quando ci rincontreremo per un prossimo caffè.
Cerchiamo di diffondere, piuttosto, voci di stabilità e di serenità: gioveranno a tutti e permetteranno a Galatone di andare avanti.
“Grazie per le delucidazioni” mi ha detto l’amico. E questa volta con un volto ed un’animo molto più sereno.

Grazie per il caffè ed arrivederci a presto.


 

 

 

 

 

 

 

postato da: Cassandrino alle ore 17:16 | link | commenti
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domenica, 28 agosto 2005

Al palazzo marchesale: dame, cavalieri e... passioni

A Galatone, il fine settimana è all’insegna dei sentimenti, del teatro e delle atmosfere suggestive del Rinascimento. A cominciare da domattina un carretto degli artisti di strada , con personaggi in costume del ‘500 , accompagnato da rulli di tamburo, passerà per le vie cittadine mentre un banditore declamerà poesie e pensieri sull’amore invitando i cittadini alla rappresentazione
teatrale di domenica sera. “Anime anonimamente Amanti” è il titolo di detta tragedia, messa in scena dall’Allegra Compagnia, ambientata nella seconda metà del XVI sec., dove personaggi reali si incontrano con la personificazione dei sentimenti, ovvero Amore, Passione, Ragione e Cuore. Protagonista della storia, scritta da Marcella Cucci, è Elena, una giovane donna, orfana, costretta, per debiti, ad un matrimonio concordato con il barone Leonardo. Il destino di Elena sembra essere tracciato quando l’incontro con Amore, Passione e Cuore cambierà il suo modo di intendere la vita. Momento teatrale particolarmente suggestivo e rivelatore sarà il sogno che Elena fa dopo aver conosciuto Patrizio, il fido servitore del barone. Nella finzione onirica la giovane ha un dialogo con la sua anima che le risulterà sconvolgente e la storia si avvierà al suo tumultuoso epilogo dove l’amore si rivelerà forza capace di andare oltre le più tragiche azioni umane. Perfetta ambientazione dello spettacolo è l’atrio del Palazzo Marchesale dove si inseriscono la scenografie di Massimo Trianni e i giochi di luce progettati dall’arch. Giuseppe Resta. Musiche di Enrico Rapinese. “ Uno spettacolo per tutti coloro- spiega Anna Maria Maglio, curatrice dell’evento- che non si nascondono dietro logiche e comportamenti “preconfezionati” ma accettano la sfida di mettersi in discussione.” Prima dell’inizio della rappresentazione, fissato per le ore 20.00, un gruppo di artisti di strada in abiti cinquecenteschi andrà per le vie del centro storico e inviterà i passanti a seguirli a questa festa tra dame, giullari e cavalieri per giungere tutti insieme a palazzo all’aprirsi del sipario

26/08/2005                                       PORTAVOCE

 


postato da: sergiomartello alle ore 11:56 | link | commenti
categorie:
venerdì, 26 agosto 2005

Un abbraccio a Nino, Gianni e Claudio

Tuma

per la perdita della

mamma.

Condoglianze anche ai nipoti  e ai parenti tutti


postato da: giusepperesta alle ore 13:36 | link | commenti (2)
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giovedì, 25 agosto 2005

 

 Armiamoci e partite! - Vedi versione grafica con cast

 

 

Si riparte.
E’ finito il tempo del relax, dell’otium,  e dell’allontanamento dalle consuetudini.
Si riprende con quotidiano fare.
Come al tempo della scuola: dopo le vacanze la rinnovata responsabilità.
Il lavoro, l’amato lavoro mi aspetta.
Riprendo con ancora la prospettiva di qualche scampolo d’estate, di notti diverse, di impegni culturali, di richiami sociali.
Ma bisogna rodare il cervello per avere la piena concentrazione sul lavoro.
Bisogna arrivare a “topu la Razia” già prontissimi.
Alle spalle venti giorni buoni, veramente positivi sotto ogni aspetto.
Visto tanto, imparato tanto, incontrata tanta gente giusta.
Tutta riserva d’energia per un altro anno d’impegno.
 
Trovo Galatown che ha sballato i trentamila contatti, l’ho lasciato a 28000.
Per un periodo così avaro di attenzione è tantissimo.
Ormai è una realtà che cammina da sola. Realtà che crea consensi e profondi fastidi. Ma questo è bene: si rompe con l’omertà e con la logica del branco ristretto.
Ciò è sempre buono.
Chi non lascia il segno è inutile.
E l’espressione libera, da queste parti, genera allergia.
Sarà bene aumentare la dose dei blog liberi per creare l’abitudine alle opinioni poco allineate.
 
E pure il mio sito fermo si ritrova con un migliaio di contatti in più.
Si cerca sempre un nuovo post. Anche quando non ci sono.
Grazie!
 
Ma si ritrova anche una Galatone ancora attanagliata da un’altra crisi politica.
L’ennesima replica di una sciocca commedia che dura da troppi anni.
Dai tempi della Torre e della DC.
Due modi di intendere la politica sul territorio: Chi vuole rendere un servizio e chi vuole fare il servizio!
Chi intende lavorare per il Nostro Paese e per chi intende il Paese Suo.
Chi gli uni e chi gli altri? I Galatonesi lo sanno benissimo.
Ed una parte segue chi vuole fare il servizio a Galatone sperando di averne beneficio. Come gli sciacalli e le iene che seguono i leoni per approfittare delle carogne abbandonate.
Perciò non è sola colpa dei politici (sempre quelli da anni, anche dopo le batoste) ma dell’elettorato che continua a dare loro consenso in cambio di favoritismi. Siamo causa del nostro male.
Anche se quando qualcuno viene preso con le mani nella marmellata il Galatonese è pronto a condannare aspramente.
E certi peccati il galatonese non li perdona a breve tempo. Servono vent’anni almeno perché il politico ostracizzato possa ringalluzzirsi ancora. E trenta perché sia ri-onorato.
L’abbiamo visto.
Però, mica è tutta etica, diciamolo!
E’ che il politico si pretende furbo a tutto tondo.
Il politico che viene pizzicato nel malaffare fa brutta figura. Non è più affidabile e “dritto”.
Etica paramafiosa. Lo continuo a sostenere.
L’educazione alla legalità, da queste parti, manca.
La furbizia, l’impunità e l’arroganza valgono ancora.
Quando non varranno più, quando saranno negative, allora Galatone potrà cambiare.
Quando le preferenze non saranno più il passaporto per l’onnipotenza fuori dalle regole saremo nuovi.
E’ il problema di Galatone, è il problema dell’Italia.
Poi c’è un limite enorme nello stare ad aspettare che i soliti burattinai facciano il loro gioco. La parte destra e la parte sinistra dello schieramento si pongono da spettatori e non da antagonisti.
C’è una sorta di sudditanza psicologica. Come gli arbitri con la Juventus?
Nessuno a prendere le redini, nessuno a creare un’alternativa.
Bisogna riconoscere che il Sindaco Vaglio è stato l’unico, sin’ora, a prendere una decisione draconiana. Per ben due volte.Vada come vada.
Ma almeno ha preso una decisione chiara e alternativa. Almeno nelle procelle di una maggioranza frantumata sulla questione morale si sa chiaramente dove si è collocato. Anche se qualche errore lo ha fatto - ma chi fa sbaglia e chi non fa insegna - non lo si può certo accusare di connivenza e di mantenimento dello status quo.
Chi lo credeva malleabile e addomesticabile si è dovuto ricredere.
 
Per il resto?
C’è chi festeggia per prepararsi la candidatura nel deserto di uomini e di idee di una destra ancora sotto il triplo choc di Comune, Provincia, Regione.
Altro che idee nuove: solo il riproporre da destra l’antico centrismo feudale che ammorba il centrosinistra locale. E’ questo che la maggioranza del centrodestra, evidentemente vuole.E già lo ha ampiamente dimostrato in pensieri, parole, opere ed omissioni.
Chi vomita verso la sinistra e sputa a destra rischia di isolarsi non capendo che questa è l’insipida minestra nella quale, in ogni caso, bisogna sbrodolarsi per cercare di migliorare. Bisogna scegliere il meno peggio. Sulla base dei fatti e non dei preconcetti. Se non piace tutta la compagnia è meglio star zitti o si rischia di fare la figura della principessa sul pisello.
 
Nonostante questo la Città sta dimostrando grandi doti di impegno e di inventiva: la maggior parte degli spettacoli dell’Estate Galatea sono in mano ai giovani.  Mi duole veramente il cuore pensare che tante valide energie dovranno lasciare Galatone per trovare realizzazione fuori. Perché la fuga dei cervelli è un guaio serissimo per Galatone. Pensate a quanti trentenni validi sono ormai fuori da queste mura.
Il Politico dovrebbe non dormire per risolvere questo fatto.
Ma Galatone è piena di politici che premiano gli infimi e i mediocri che si accontentano di un posticello da qualche parte che li legherà a vita a quel Tata che gli ha dato da mangiare.
O di politici che cercano di scambiare il consenso ed il silenzio con l’elargizione delle briciole di sottogoverno. Il voto di scambio non è reato?
I migliori giovani, quelli che hanno una dignità ed un orgoglio, sono costretti a trovare fortuna fuori le patrie mura.
E questo impoverisce Galatone e consente ai soliti valvassori locali di rimanere i soli spennati galli nel pollaio (c’era chi ripeteva sempre: in Giappone sono alto).
Inoltre si abbassa, di conseguenza, il livello di dignità nei cittadini di questo sciagurato paese.
 
C’è speranza di cambiamento?
Io penso che si sia.
Basterebbe che tutti quelli dotati di senso creativo e critico buttassero dalla torre chi vuole soffocare le pulsioni di rinnovamento.
Come fare?
Fregandosene del potente ottuso e della sua corte di nani invidiosi e di ballerine di piccole virtù e proponendo, proponendo, proponendo e facendo, facendo, facendo….
Senza mai pensare “ci mi lu face fare….”.
Scavalchiamo le logiche di questa gestione soffocante del potere: non ne abbiamo bisogno.
Il rinnovamento parte dal basso.
Il feudalesimo, ricordate, è finito nel 1806.
 
Buon rientro a tutti
(ed in particolare alla mia  Mafaldissima)

postato da: giusepperesta alle ore 11:14 | link | commenti (1)
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NOTTURNO PENSIERO SOSPESO

Mi consegno a morsi
tra le braccia
fronde
di questa notte velata

assenti i sussulti

chi ha detto che la piatta
calma
sia segno di resa?

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postato da: mafaldalaribelle alle ore 01:39 | link | commenti
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mercoledì, 24 agosto 2005

Io sono tornata...

E tu,

mio Girardengo

Baudo???

Mi siete mancati!!!


postato da: mafaldalaribelle alle ore 22:26 | link | commenti
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A poposito di ... CENTRO

Sul quotidiano "La Repubblica" del 23.08.2005 è stata pubblicata la lettera che il Presidente de "La Margherita D.L.", On. Francesco Rutelli, ha inviato al Direttore del Giornale per chiarire la posizione del suo partito e sottolineare altre importanti argomentazioni.
E' evidente che il contenuto della lettera investe la politica nazionale, ma le posizioni del partito possono essere ben intese anche per dar seguito a ragionamenti di carattere locale.


Per questo, con l'intento di stimolare riflessioni che possono interessare la vita politico-amministrativa di Galatone, riporto solo la prima parte dello scritto che, a mio giudizio, può meglio adattarsi alla nostra realtà.  


LA LETTERA :
"Monti porti le sue idee, insieme cambieremo il paese"

di FRANCESCO RUTELLI



Caro direttore, conviene sbarazzarsi di un argomento che non esiste - e di cui si parla moltissimo - per affrontare un tema molto serio del quale ci occupiamo ancora poco.

Un'intervista alla "Stampa" di Mario Monti ha riaperto un dibattito che poggia sul nulla, ovvero sull'ipotesi che sorga in Italia un "centro" autonomo rispetto ai poli di centrosinistra e centrodestra. Ipotesi che non esiste, e non solo perché la legge elettorale rende velleitario un "terzo polo". Non esiste anche perché chi dovrebbe esserne interpellato, in primo luogo quello che è attualmente il terzo partito italiano per consensi, la Margherita DL, è nato per rafforzare e migliorare il bipolarismo, non per azzerarlo, e ha deliberato più volte (democraticamente e all'unanimità) motivando la propria collocazione nel campo democratico e riformista del centrosinistra.
Punto e fine.



postato da: Cassandrino alle ore 11:37 | link | commenti
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martedì, 23 agosto 2005

Dal Blog mpuliticare:
21/8/2005 Domenica... indimenticabile

 

Cronaca per... immagini
 
 
 
 
 
 

postato da: giusepperesta alle ore 13:55 | link | commenti
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Stasera

Atrio del Palazzo Marchesale

Galatone

Manfredini e  Gary Angelo

Chitarristi rock in concerto

ore 21

a cura dello SBAM


postato da: giusepperesta alle ore 13:50 | link | commenti (1)
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Estate galatea, patrocinio del Comune di Galatone.
CONCERTO DEL CANTAUTORE FRANCESCO RIZZO


ATTRAVERSANDO L'AMEN
Giovedì 24 agosto, alle ore 21 presso il Chiostro dei Domenicani in
Galatone si terrà l'originale e inedito concerto del cantautore Francesco
Rizzo "Attraversando l'Amen"
E' questo un interessante e profondo viaggio musicale, tra l'umano e il
divino, alla ricerca del sacro, nella propria interiorità e nella vita di
tutti i giorni.
Le musiche e i testi del cantautore saranno intrecciati con letture, tra cui
un poema indiano.
Accompagneranno Francesco Rizzo:
pianoforte Pasquale Zuccalà;
violoncello Cesare Rolli;
voce narrante  Adele Trocino.


postato da: giusepperesta alle ore 13:47 | link | commenti
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domenica, 21 agosto 2005

IL SOGNO DEL ... CENTRO


In attesa che si riaprano le consultazioni politico-amministrative a Galatone, mi piace proporre la prima parte dell'articolo di fondo apparso sul quotidiano "La Repubblica" di oggi 21 agosto 2005 a firma di EUGENIO SCALFARI.

Il titolo dell'articolo è  emblematico: "Quel circo equestre chiamato centro" e la parte che riporto, anche se indirizzata alla politica di carattere generale e nazionale, può stimolare riflessioni da riferire al nostro ambito locale, dove di tanto in tanto si sente riecheggiare il richiamo del grande centro.


La discussione sul "centro" diventò uno dei temi favoriti del chiacchiericcio italico fin dal 2001, quando Berlusconi batté il centrosinistra guidato da Francesco Rutelli. Nel 2003, con le prime sonore sconfitte amministrative subite dalla Casa delle libertà la chiacchiera salottiera si trasformò in polemica politica. Ma dopo la schiacciante vittoria dell'Ulivo nelle regionali del 2004 il tema del centro e della sua possibile resurrezione ha ispirato la condotta di una parte non trascurabile della classe politica e di quella economica, ha suscitato l'attenzione quasi maniacale di alcuni giornali e di quasi tutti i dibattiti televisivi e ha ottenuto il convinto appoggio dell'Udc di Casini e Follini che ne ha fatto motivo di scontro all'interno del centrodestra. Scontro arrivato a un tale livello di intensità da compromettere l'esistenza stessa della coalizione.

Negli ultimi giorni l'intensità si è indebolita, come del resto è sempre avvenuto tra alleati litigiosi ma legati da convenienze elettorali imprescindibili. Ma sotto quella cenere il fuoco non è affatto spento e le sue propaggini lambiscono anche il sottobosco dell'Ulivo, materia infiammabile per eccellenza come ben sanno i piromani delle nostre estati. Insomma la rinascita del centrismo tiene banco all'interno del gracile establishment italiano, suscita entusiasmi di vecchi arnesi e di giovani leve e contrapposti anatemi.

Vedere gli uni e gli altri all'opera può essere un test valido sulla vanità, l'ipocrisia e la pigrizia mentale che affliggono la nostra classe dirigente, compresa in essa gran parte dei "petits maîtres" che affollano le tribune giornalistiche e televisive producendo mirabili confusionismi lessicali, scambiando i moderati con i liberali, i liberali con i riformisti o, a scelta, con i conservatori, questi ultimi con i nazionalisti, giocando a palla con queste parole diventate intercambiabili e raccolte tutte nel taumaturgico contenitore del centrismo. Insomma, un chiassoso circo equestre di scadente qualità.

"A mio parere vanno tenuti distinti gli elettori di centro dai partiti di centro: i primi sono preziosi, i secondi dannosi. Gli elettori di centro sono preziosi perché meno ideologici e più orientati ai risultati di quanto non lo siano i loro concittadini di destra e di sinistra; hanno una mobilità di voto che vivacizza la competizione tra i due schieramenti e rafforza il controllo dell'opposizione sulla maggioranza. I partiti di centro invece sono dannosi perché quando assumono consistenza diventano inamovibili e depotenziano la competizione politica a sfavore del buongoverno".

Questa lucida diagnosi l'ha scritta venerdì scorso Franco Bruni sulla Stampa. Descrive perfettamente quanto è accaduto per quarant'anni con la Democrazia cristiana e con le sue alleanze a geometria variabile ma sempre attorcigliate attorno al centro. Naturalmente la Dc operò in un comodo stato di necessità determinato dalla guerra fredda e dalla indisponibilità democratica del Pci.

Oggi le condizioni sono molto diverse ma la tentazione di dar vita a partiti di centro permane. La tentazione si fa sentire con molta forza nell'Udc, in settori di Forza Italia, nell'Udeur di Mastella, nella Margherita di Rutelli. Ma si fa sentire soprattutto nella "business community". Gli affari sono affari e viaggiano sulla lunghezza d'onda dell'etica degli affari: produrre ricchezza, trattenerne la parte maggiore per finanziare l'impresa e remunerare il capitale, pagare le imposte nella misura minima possibile, indurre lo Stato e la classe politica a impregnarsi della cultura imprenditoriale, la sola che possa promuovere lo sviluppo del paese e il benessere di tutti gli strati sociali.

Questa, grosso modo, è l'etica degli affari, anzi del capitalismo nelle sue forme migliori. Prevede regole e sanzioni per chi non le rispetta, purché appunto le regole riflettano la cultura dell'impresa. Naturalmente ci sono anche imprenditori che se ne infischiano delle eventuali regole e fanno di tutto per eluderle. Sono parecchi, ma per convenzione sono considerati "mele marce" che non dovrebbero inquinare le mele buone.
Quanto sia valido questo assioma in un paese dove il capo del governo e della maggioranza è una mela col verme in corpo, è un'anomalia che ha creato e continua a creare non pochi problemi.

Così stando le cose, risulta evidente che il luogo preferito dai capitalisti "buoni" (ma anche da quelli "cattivi") è il centro poiché dal centro ci si può più agevolmente muovere verso i due schieramenti maggiori "secondo i risultati", come ha scritto il professor Franco Bruni sopra citato. Ma il professor Bruni converrà che non tutti i ceti sociali ragionano sulla base della cultura d'impresa. Non esiste infatti soltanto quella in un paese maturo e complesso.
Esiste per esempio la cultura della solidarietà sociale, la cultura ecologica, la cultura dell'eguaglianza delle posizioni di partenza, la cultura della felicità. E non è affatto detto che i risultati in base ai quali queste varie culture giudicano le azioni di un governo siano gli stessi. Anzi non lo sono affatto.

Sicché può accadere (accade sempre più spesso) che mentre quei famosi risultati sono soddisfacenti per i moderati di centro dediti alla cultura d'impresa, siano invece considerati insufficienti o addirittura pessimi da chi è sensibile alla cultura ecologica o a quella solidaristica o all'occupazione eccetera eccetera. Come si forma in tali condizioni una maggioranza in grado di governare? Tutto ciò per dire che in una società complessa non è solo il centro a decidere, ma una quantità di altri ceti, valori, risultati che vanno tenuti insieme da finalità e anche idealità che trovino tra di loro un comune denominatore. La democrazia è appunto questo e spetta alla politica, alla buona politica riuscire a tenere insieme queste diversità non con i teoremi delle scuole studiati a tavolino bensì con sentimenti, passioni, esperienza del vissuto e speranze per l'avvenire.

Credo che i centristi "full time" dell'Udc siano perfettamente consapevoli delle riflessioni fin qui svolte e credo lo siano anche i centristi di sinistra. Se perseverano nel loro programma di reviviscenza del centro le motivazioni sono dunque altre.
Quali?




postato da: Cassandrino alle ore 19:05 | link | commenti
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Ricordatevi !!!!!!
Questa sera,
ore 22,
Atrio del Palazzo Marchesale
Concerto
Rock from the stars
Memorial Claudio Rizzo
organizzato dallo SBAM
Band galatonesi vecchie e nuove
High Voltage
Lupus
So what
Child from Hell
Nuova dimensione
Infinita vanità del tutto
Grossa cilindrata
The Stars
session estreme

contaminazioni e miscugli

Reperti fotografici e artisti riesumati dopo anni di inattività

 
 
 
CON LA MUSICA
PER L'AMICIZIA
&
CONTRO LA VIOLENZA
Si replica l'evento del 3 agosto spostato a causa del temporale.
Ci saranno di nuovo tutti.
Più carichi di prima.
Alle 18 precederà la notte di musica e ricordi lo
stage di batteria
di Maurizio dei Lazzaretti
nel chiostro dei Domenicani
Alle 17 e 30 biciclettata sul percorso "le viti".
Ce n'è per tutti i gusti.

postato da: giusepperesta alle ore 12:10 | link | commenti
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Gli EVENTI di Festival Dèco 2005-08-03
Le radici nel mare
Rassegna cinematografica fra neorealismo e docufilm

Dal 19 al 23 agosto, Atrio di Palazzo Leuzzi a Galatone, ore 20.45

Con il contributo di Cristina Galante e dell'Associazione Sguardi altrove
che organizza da più di dieci anni a Milano l'omonimo festival di cinema a
regia femminile, grazie alla sensibilità e al contributo
dell'Amministrazione Comunale di Galatone e della Provincia di Lecce,
Palazzo Leuzzi Centro Culturale organizza la prima rassegna
cinematografica dedicata al sottile confine fra neorealismo e docufilm.
"Le radici nel mare: visioni del Sud fra realismo e documentarismo", sarà
il tema dell'incontro dibattito moderato da Paolo Pisanelli, a cui
interverranno alcuni degli autori delle opere proposte, assieme alle
curatrici della rassegna Cristina Galante, Stefania Pizzi e Mariateresa
Funtò. L'incontro si terrà presso l'Atrio di Palazzo Leuzzi a Galatone il
20 agosto alle ore 19.30, prima delle proiezioni.
Il programma della rassegna propone capolavori del neorealismo italiano
come Stromboli e La terra trema, accanto a opere recentemente premiate da
pubblico e critica come Respiro e L'isola, ma anche film che non hanno
ancora avuto diffusione nelle sale come L'iguana di Catherine McGilvray
tratto liberamente dall'omonima opera di Anna Maria Ortese, o che hanno
avuto pochissima diffusione come gli interessanti Due amici di Scimone e
Sframeli e La destinazione di Sanna. Accanto a questi, la rassegna propone
alcuni documentari "creativi": Where we go di Paolo Pisanelli, regista e
curatore del festival del Cinema del Reale, nonché alcuni lavori dei Fluid
Video Crew e di Mattia Soranzo. La linea che unisce tutti i titoli della
rassegna è intrecciata di fili sottili: il mutare e il permanere di
paradigmi sociali che propongono modelli di classe e di genere, il
conflitto fra passato e futuro, fra povertà e ricchezza, Nord e Sud,
l'amaro affondare delle radici in acqua salsa e tormentata, come affondano
nei fondali del Mediterraneo le isole in cui sono girati tutti i film
proposti. Curatrici della rassegna: Stefania Pizzi, responsabile delle
sale di qualità del multisala Skyline Multiplex di Sesto S. Giovanni
(Milano) e Mariateresa Funtò.
Programma
> Venerdì 19
Presentazione della rassegna, ore 20.30. Atrio di Palazzo Leuzzi
1. Stromboli di R. Rossellini con I. Bergman, b/n, (versione originale
con sottotitoli), durata min. 102 ore 20.45
2. Respiro di E. Crialese con V. Golino, colore, durata min. 92     ore
22.45
Negli approfondimenti: contenuti speciali,
intervista a Crialese, replica in visione contemporanea ore 22.45 di
Stromboli.
> Sabato 20
Tavola rotonda "Le radici nel mare: visioni del Sud fra realismo
 e documentarismo", ore 20.30. Atrio di Palazzo
Leuzzi
> 4. Cinema del reale: Where we go di P.Pisanelli, documentario su Regina
Pacis, colore, durata min. 34 ore 22.00
> 5. L'isola di C. Quatriglio con Erri De Luca, colore, durata min. 98 min.
ore 23.00
Negli approfondimenti: Cinema del reale, replica in visione contemporanea
ore 23.00 "Tornando a casa" di V. Marra.
> Domenica 21
> 5.  L'iguana di C. McGilvrey, colore, durata min. 92 ore 21.00
> 6.  Due amici di S. Scimone e F. Sframeli, colore, durata min. 82 ore
22.45
Negli approfondimenti: contenuti speciali,
intervista a Scimone e Sframeli , in visione
contemporanea ore 21.30 Il Gattopardo.
> Lunedì 22
> 7. Cinema del reale, Linea d'ombra di Fluid Video Crew, colore, durata
min. 6 e Jetoj - Vivo di E. Eshia e M. Soranzo, colore, durata min. 20 ore
21.00
> 8. La destinazione di P.Sanna, colore, durata min. 117 ore 21.45

Negli approfondimenti: contenuti speciali,
intervista a Piero Sanna, replica in visione contemporanea ore 22.00 L'isola.
> Martedì 23
Chiusura della rassegna, ore 20.30
> 9. La terra trema di L. Visconti, b/n, versione originale sottotitolata,
durata min. 158 ore 21.00
Negli approfondimenti: contenuti speciali, replica in visione
contemporanea ore 22.00 Respiro.
Per maggiori dettagli sulle serate di agosto e per il programma di
settembre a Palazzo Leuzzi Centro Culturale, 349 5271980 oppure 0833
865137.





postato da: giusepperesta alle ore 12:00 | link | commenti
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giovedì, 18 agosto 2005

Ho apprezzato i post degli amici virtuali che bazzicano Galatown a cui esprimo sincera riconoscenza.
Avrei voluto rispondere alle loro domande da subito ma, non so se si è capito, attraverso un periodo incasinato e poco tecnologico.
Le domande le riassumerei in questa: “quale politica a Galatone?”
E’ da anni che replico sino alla noia la storia di una maggiore partecipazione ai fatti politici cittadini.
Partecipazione come informazione dei fatti, discussioni tra amici, colleghi, in famiglia, non limitato al periodo elettorale in cui, giocoforza, a causa del conoscente di turno che si candida, si è posti davanti al solito interrogativo.
Partecipazione intesa come interessamento di quello che fa giorno dopo giorno il sindaco, la giunta, il singolo assessore, il singolo consigliere, il singolo partito.
Partecipazione anche come frequentazione di associazioni politiche, partiti, movimenti.
Sono in tanti a candidarsi in un partito, ebbene perché non prolungare l’impegno pure dopo le elezioni? Indipendentemente dal loro esito.
Basterebbe questo per elevare di qualche tacca il grado di qualità dei politici. Aumenterebbe la base da cui attingere la futura classe dirigente, di conseguenza maggiore probabilità di avere a che fare con buona gente, teste pensanti, più entusiasmo.
Che controllano, conoscono, capiscono, afferrano, comprendono e fanno capire, spiegano, e non si limitano ad acquisire le notizie dai soliti informati.
Minore probabilità di trovarsi davanti a servi sciocchi e professionisti del “cambiar bandiera” a ogni cambio di folata di vento.
E questo, caro Fernando, indipendentemente da questo o quel partito, di sinistra, di centro o di destra.
Quindi una maggiore partecipazione darebbe modo, sia al centrosinistra che al centrodestra, di arricchire il proprio modo di fare politica.
Ovviamente, più un partito è grande, più iscritti ci sono, più elettori riesce a intercettare, più vitalità è presente, maggiore litigiosità c’è.
In realtà il viceversa non sempre è vero, visto che esistono partiti con un alto grado di irascibilità ma non con altrettanto consenso.
Juan mi chiede se Luigi Vaglio possa rappresentare una svolta.
Potrebbe.
Sono suo amico da molti anni e sono il meno adatto a scriverlo.
Personalmente ho sempre scorto in lui una novità, una bella novità, sin da quando lo caldeggiai a candidato a consigliere provinciale dei Democratici.
Mi sono sempre ritrovato nelle sue idee, e lui nelle mie.
Ho ritenuto spendermi in prima linea presentandomi come candidato consigliere alle ultime comunali, perché sicuro che ne valesse la pena.
Certo, gli ideali sono una cosa, la realtà è un’altra.
Purtuttavia quelli non bisogna mai perderli o svenderli.
 
Galatone.
 
Non è facile amministrare una città come la nostra.
Altissima disoccupazione, pochissimo ricambio politico, sensibilità alla legalità ai minimi, senso del dovere anche di meno.
L’importante è iniziare e non fermarsi.
Con Roberto Maglio si iniziò ma mancò il seguito.
Si fece un passo avanti e, dopo poco tempo, dieci indietro.
Ed è questo che rimprovero sempre agli amici della sinistra.
Aver lasciato solo l’allora sindaco, non supportarlo, non impedire di disperdere le cose buone che venivano fatte.
Oggi c’è Luigi Vaglio.
Quello che si deve impedire è di rifare lo stesso errore di allora, di lasciarlo in solitaria battaglia.
Dice … ma lui non coinvolge.
I tentativi ci sono stati, certo è mancato un disegno ad ampio spettro che facesse nascere quella casa del centrosinistra, che personalmente ho sempre auspicato.
Ma per questo doveva essere necessario il pieno e convinto apporto di tutti i partiti e, spiace ricordarlo, questo è sostanzialmente mancato.
Sin dall’inizio dell’attività amministrativa una parte della Margherita, i Verdi e qualcun altro in ordine sparso, per ragioni diverse e non sempre ortodosse, sono stati preventivamente critici.
Per carità, non è la prima volta che lo scrivo, i punti deboli non sono mancati.
Ma, quando si fa parte di una coalizione, si critica l’atto amministrativo, la delibera, il progetto.
Se ne parla con il sindaco, con l’assessore, con il segretario del partito, si discute, si esercita pressione, si coinvolge.
Ebbene si, anche nella critica si deve coinvolgere, esponendo il problema, mostrando come si sta cercando di risolverlo e come si ritiene, invece, debba essere risolto.
Critica costruttiva, dunque, si accresce in credibilità e in visibilità.   
Chi, in questi anni (e grazie a Dio ci sono stati), ha agito in questo modo, ha dato lezioni di alta politica, comportandosi lealmente, di fronte ai propri interlocutori, elettori e, non per ultimo, alla coalizione.
Senza, per questo, venir meno ai propri principi.
Diverso è il giudizio su chi ha sparato a zero per mesi e mesi.
O con l’intento di papparsi qualche poltroncina, un incarico, una delibera favorevole o, peggio, di buttare all’aria quanto sin qui costruito, mettendo le vesti di sfasciacarrozze.
Ognuno ha occhi per vedere, orecchie per ascoltare e, soprattutto, coscienza, a cui dare retta.
Anche in politica la guerra genera guerra.
Lo ripeterò sino alla noia a chi scorda di frequente periodi interi della storia degli ultimi anni di Galatone.
La divisione del centrosinistra ha portato solo sconfitte, sconfitte e sconfitte.
Nella seconda repubblica il grande centro ha già perso: nel 1998.
Nella seconda repubblica la sinistra da sola ha già perso: nel 1998.
Il centrosinistra unito ha, invece, sempre vinto.
Poi, se per alcuni le esperienze passate non contano, liberi di farlo.
Si abbia, però, l’onestà intellettuale e la responsabilità di riferirlo ai propri elettori.
A chiare lettere, senza trucchi, travestimenti o mascherine.
Carnevale è lontano.
Per alcuni, pare, duri un intero anno.

postato da: sergiospirito alle ore 01:15 | link | commenti (3)
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mercoledì, 17 agosto 2005

Cinema, arte e musica in Festival...Deco'

Venerdì 19 agosto nella splendida cornice di Palazzo Lezzi a Galatone , entra nel vivo il programma di eventi culturali dal Festival Déco 2005 - Luoghi d'Arte fra Nardò, Galatone e Sannicola-, proposti all’interno dell’Estate Galatea. Accanto al programma, già inaugurato di visite guidate a dimore, ville e palazzi si affiancano appuntamenti, in queste prestigiose location, con il cinema, i dibattiti, le mostre, i concerti. "Le radici nel mare: visioni del Sud fra realismo e documentarismo", il tema della rassegna cinematografica che propone cinquant'anni di cinema d'autore da Rossellini e Visconti a Crialese e Quatriglio. Il 20 agosto incontro dibattito con autori e registi, tutti presenti a Galatone alle 20.00 a Palazzo Leuzzi. La rassegna terminerà il 23 agosto: tutte le sere due proiezioni a ingresso libero, nell'atrio e in pineta.

17/08/2005

portavoce
 

postato da: sergiomartello alle ore 23:41 | link | commenti
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lunedì, 15 agosto 2005

 
 
Data la momentanea assenza di Pinuccio Resta, mi permetto in via autonoma di segnalare a tutti gli amici della piazza telematica il concerto che si terrà nell’atrio del Palazzo Marchesale il giorno 18 agosto, con inizio presumibilmente attorno alle 21,30 – 22,00. Protagonisti del concerto saranno Dr Blues & Soul Brothers, così come lo scorso anno, ma in più quest’anno ci sarà un ospite d’eccezione col quale da qualche anno collaboriamo. Si tratta di uno dei migliori trombettisti Jazz italiani, protagonista di una straordinaria stagione televisiva a capo della band di Renzo Arbore nella mitica trasmissione musicale D.O.C.: Guido Pistocchi. Qualcuno ricorda la sigla finale di quella trasmissione, “Vatte a cuccà”, cantata imitando straordinariamente la voce di Louis Armstrong? Quello era lui.
 Chi si è perso il concerto dell’anno scorso, che mi dicono sia molto piaciuto, ha la possibilità di rifarsi.
Il concerto non è stato inserito nel cartellone dell’Estate Galatea per un problema di tempi, per cui vi prego di diffondere la voce a tutti gli amanti della buona musica.
Ci divertiremo insieme.
 

postato da: pasqualechirivi alle ore 13:20 | link | commenti
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sabato, 13 agosto 2005

La piazza telematica di Galatone si unisce nell'estremo abbraccio ad      

ANGELO COLOPI


postato da: sergiomartello alle ore 19:36 | link | commenti
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