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giovedì, 30 giugno 2005

Giustizia è sfatta

 


postato da: giusepperesta alle ore 21:06 | link | commenti
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Il lusso è un sogno ... in affitto

Di lusso sì, ma in affitto. I tempi sono cambiati e, anche i miliardari, non sono più quelli di una volta. La casa dev'essere ancora più bella, l'auto da far girare la testa, la barca strepitosa e il viaggio in elicottero.
Ma possedere non è più un valore.
È molto più semplice usare, consumare e restituire. In una parola: affittare.

Vuoi mettere quante grane risparmiate, tasse che non si pagheranno mai e, dato non trascurabile, la possibilità di cambiare l'oggetto dei desideri da un giorno all'altro?.
In un quadro economico caratterizzato dal calo dei consumi e del costo della vita, va di moda un nuovo concetto, più ampio e sofisticato: il "lusso flexible".
 

Tra i promotori, in Italia, del nuovo stile usa e getta ma con classe c'è CircleClub, il primo club in Italia che consente ai soci di utilizzare beni di lusso. Nato da un'idea di Riccardo Schmid già inventore di Pony Express e Travelonlin (un tipo che ha un certo fiuto nelle iniziative), il circolo mette a disposizione dei soci auto sportive (Ferrari, Bentley, Porche e Mercedes) ma non solo. Diventando partners si ha diritto ad una serie di servizi legati al concetto di lusso ed esclusività: chartering di barche, private jet, servizio di limousine e con l'autista.

Cosa bisogna fare per entrare nella Community dei ricchi? semplicemente domandare. A quel punto gli aspiranti, dopo essere stati selezionati, diventano membri del club pagando una quota annuale di € 20.000 e ricevendo in cambio una "membership card" da 1000 punti che è una tessera scalabile.
Volete una casa esagerata?
Sempre il concetto di club, ma mirato all'affitto di case di gran lusso, è alla base di www.indigolodges.it con circa 300 proprietà tra chalet (la specialità) e ville da far girare la testa. Chef personale, accompagnamento con elicottero, autista e maggiordomo sono a disposizione di chi si vuole concedere una vacanza da nababbo nelle più esclusive località di mare e nei resort alpini più famosi. Diventando soci si ha diritto a una serie di sconti sulle rate d'affitto e si è informati delle offerte più accattivanti.
 


"La nostra regola è tutto si può avere - dice Camillo Colombo, responsabile per l'Italia - dai vini pregiati alla Porsche Cayenne".
Ma c'è dell'altro. Un comodo viaggio in elicottero per esempio. Ma in base alla nuova filosofia "rent", il velivolo non si compra. L'idea è venuta ad un pilota vicentino, Lorenzo Vielmo, che vive in uno dei posti più scomodi da raggiungere in Italia: le isole Eolie.
L'elicottero della società Air Panarea, spiega Vielmo, preleva chi lo richiede dai principali aeroporti siciliani e da quelli di Roma e Napoli. Pochi minuti di volo e si atterra a Panarea. Finiscono così estenuanti nottate in nave o traversate sugli instabili aliscafi. Lo stesso elicottero può essere affittato per una gita sullo Stromboli o un tour della Sicilia. E, con una cifra relativamente abbordabile (intorno ai € 200 a persona), si fa un figurone. Per prenotazioni, in questo caso, non esistono quote associative: basta cliccare su www.airpanarea.com.

 

Tra i ricconi in odore di risparmio, ultimamente, dilaga anche la tendenza, mutuata dagli Staties, del affitto di opere d'arte. In questo modo si può tenere in casa o in ufficio uno splendido quadro o una scultura e permettersi il capriccio di cambiarlo dopo qualche tempo. Un quadro di un'artista giovane è valutato dai 4.000 agli 8.000 euro, mentre di uno più affermato dai 30.000 a 100.000 euro. L'affitto si aggira tra il 10 e il 15 percento del valore reale dell'opera.
 


Infine il lusso che accompagna il lusso. Se volete comprare nei negozi più esclusivi ma non sapete come muovervi, affittare un personal shopper per qualche ora: la tariffa si aggira sui € 50 l'ora. Non c'è che l'imbarazzo della scelta: www.yourpersonalshopping.com, www.leviedellamoda.it e www.personalshopper.it

postato da: Cassandrino alle ore 08:35 | link | commenti
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martedì, 28 giugno 2005

 

Li parole

 

Li parole, vonu, eninu,

olanu, catinu, a ffiate rrimaninu,

a ffiate nò.

Catinu comu fugghiazze,

o stozzi ti fiuru,

enchinu la vita noscia.

Lu ndore ti li parole,

sè oi ti lu scìerri,

io lù riccogghiu,

cu llu mentu ti parte,

pi cquandu mi bbisogna…..


postato da: localo alle ore 13:13 | link | commenti
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L'eccesso di democrazia fa male.

Questa mattina, facendo la solita carrellata sui siti Internet di di mio interesse sono passato anche sul blog di Mpuliticare. Con grande sorpresa ho scoperto che sono stati cancellati tutti i commenti ai post pubblicati.

In verità, in coda agli ultimi post che davano ampio spazio a commenti di varia natura su dei temi di largo respiro politico, anche se alcune volte appositamente scritti in forma sibillina, si sono potuti leggere dei commenti che, scritti da anonimi, contenevano insinuazioni e diffamazioni al limite del lecito con il rischio di scivolare in eccessi segnalabili alle autorità giudiziarie.

Se da un lato è vero che le potenzialità offerte da Internet allo sviluppo della democrazia ed alla libertà di pensiero e di espressione non hanno un limite superiore, è pur vero che un controllo ed una moderazione alla possibile conseguente trasgressione si rende necessario. Non è accettabile che in un luogo, anche virtuale, su cui si accende una sana ed intelligente disquisizione su argomenti di carattere politico, questa possa essere trasformata in un luogo di sfogo in cui, sotto il consenso e la tacita approvazione di altri (il gestore del blog, in questo caso), ognuno possa dire quello che pensa senza assumersi la benché minima responsabilità di quello che scrive. Ritengo che un minimo di controllo vada effettuato e che questo si possa ottenere con i semplici strumenti che lo stesso blog consente.
È pur vero che ognuno è libero di fare ciò che crede, ma deve necessariamente accettarne le conseguenze che ne derivano.

Mi permetto di consigliare al gestore del blog Mpuliticare di utilizzare o il sistema di consentire gli accessi ai commenti agli iscritti, che lui stesso può invitare e che sono registrati e quindi conosciuti anche con pseudonimi, oppure, seguendo le indicazioni contenute nel banner di testa della sua home page farsi mandare le e-mail all'indirizzo di posta elettronica indicato e quindi pubblicare ciò che da lui è ritenuto consono ed opportuno, oppure, ancora, qualsiasi altro modo ritenuto idoneo, non con l'intento di censurare, ma di evitare "derive" e degenerazioni.

Tralascio volutamente altre considerazioni tra cui quella della sostituzione di alcune frasi del post "ALBUM DI FIGURINE E ... FIGURANTI"  ed invece pubblico il commento che io stesso ho fatto a questo post poco dopo la mezzanotte ed in base al quale è sortito l'effetto di che trattasi.
Non era mia intenzione fare il censore ma ho sentito la necessità di intervenire per evitare che si potesse trascendere arrivando a spiacevoli conseguenze che non portano da nessuna parte e che fanno perdere il gusto e di piacere di disquisire di importanti argomenti ad un livello che sia accettabile e condivisibile.


Non mi sorprende affatto la replica di Mpuliticare alla esplicita risposta che la Portavoce Comunale ha dato al gestore del sito.
Mentre la Portavoce assicura il sollecito ad una maggiore scrupolosità nella pubblicazione delle delibere e mette in evidenza l'obbligo dell'Amministrazione a far visionare tutte le delibere di giunta a chi si rechi presso gli uffici e ne faccia richiesta, per tutta risposta giunge la segnalazione che quelle esposte all'albo (anche questo obbligo di legge) sarebbero sempre opportunamente "casualmente camuffate".
Non capisco che cosa si intende per “camuffare” una delibera esposta all'albo, mentre capisco molto bene la comodità con la quale, da casa, si può accedere alla documentazione.
Il "sapere" e la “conoscenza specifica”, purtroppo, alle volte, possono comportare qualche disagio che può essere agevolmente superato se vi è un vero interesse all’argomento.
Ma vi è un’altra grave “insinuazione” nella premessa: il riferimento a delibere “ad personam” anche per il solo sentito dire.
Questa espressione va chiarita!
Ho l’impressione che, ultimamente, cedendo alla lusinga del contatore di visite, il gestore si sia dimenticato della responsabilità diretta che a lui e solo a lui compete sulla pubblicazione di qualsivoglia documento, firmato direttamente o sottoscritto con pseudonimo autorizzato od anche anonimo che non abbia origine in atri siti.
Non è sfuggito che, nei commenti ai post precedenti, sono state lasciate “correre” alcune “pesanti” insinuazioni,  calunnie, denigrazioni e diffamazioni che possono essere interpretate come reato all’altrui reputazione (anche dell'Amministrazione Comunale) con tutte le conseguenza che il codice penale prevede in questi casi.
Spero che non si confonda la libertà di espressione con la possibilità di offendere ed il permesso di esprimersi, anche in forma anonima, con la tacita licenza a dire tutto quello che passa per la mente senza assumersi la responsabilità di ciò che si dice.
Spero che il dibattito su questo blog rimanga ad un livello accettabile da tutti e che il Gestore sappia discriminare e moderare gli eccessi, senza bisogno di trascendere e scivolare il situazioni che, sfuggendo al controllo, possono avere spiacevoli conseguenze anche giudiziarie.


postato da: Cassandrino alle ore 09:51 | link | commenti (9)
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lunedì, 27 giugno 2005

UNA VITA DA CO.CO.CO

Caro Juan,

sei abbastanza colto da conoscere il ruolo che i sindacati storicamente hanno avuto  per assicurare emancipazione a milioni di persone e allo stesso tempo per migliorare le condizioni materiali di lavoro e di vita e imporre nel contempo il rispetto dei diritti fondamentali di quelle persone, nella loro funzione di lavoratori.                                    Come dovresti essere a conoscenza che nei paesi del terzo e quarto mondo i lavoratori vengono sfruttati dalle grandi multinazionali proprio perché non esistono sindacati organizzati che li tutelino e li difendano, quindi non accetto la tua ironia cinese…               

Ci sono lavoratori accidiosi?

E’ vero, hai ragione!!! Come ci sono tanti commercianti ladri che con l’euro si sono arricchiti…

Nessuno propone lavoro a tempo indeterminato per tutti anche se l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e tutti i giovani hanno il diritto di trovarlo!!! 
Sai come vive un lavoratore Co.Co.Co???

Non vive... sopravvive buttando i soldi per l'affitto, perché non può accedere a un mutuo per la casa; sopravvive in motorino, perché non può acquistare un'automobile; sopravvive inviando curricula a destra e a manca, sapendo che nel migliore dei casi c'è un altro co.co.co per lui; sopravvive cercando di spiegare ai genitori che si da fare e che spera in qualcosa di diverso; sopravvive lavorando in maniera subordinata, realizzando progetti per l'azienda ma non potendo fare progetti per il suo futuro; sopravvive cancellando i figli dall'agenda; sopravvive solo se a trent'anni non si ferma a riflettere sul che ne sarà di lui!!!

Non tutti hanno la fortuna di avere alle spalle famiglie influenti e facoltose che ti garantiscono un’attività…                                                                                                 La mia era solo una provocazione e comunque a destra spesso il lavoro viene promesso così… Fidati...                                                                                                            Certo, anche nel centrosinistra le cose, spesso, vanno allo stesso modo, purtroppo, ma credo che almeno tu non ti possa lamentare...

Nonostante tu non sia mai stato dei nostri e scrivi che Aznar è meglio di Zapatero…

Ce l'avessimo noi un leader così, invece ci tocca Rutelli...

Con affetto

la tua amica

a tempo indeterminato

Mafalda


postato da: mafaldalaribelle alle ore 23:32 | link | commenti (2)
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in libreria dal 15 giugno
Elio Veltri
IL TOPINO INTRAPPOLATO:
Legalità, Questione morale e CENTROSINISTRA
Editori Riuniti, € 16,00

Il titolo di questo libro è ripreso da una intervista a Mino Martinazzoli che, facendo riferimento ai comportamenti dell’opposizione e a «una inconsapevole resa alle logiche del berlusconismo», ha detto che gli veniva in mente «quel topino che, intrappolato, agli amici intenti a liberarlo spiegava che lui non si lamentava della trappola ma solo della cattiva qualità del formaggio».

Luciano Violante alla Camera, rivolto alla maggioranza ha detto:

 «Onorevole Anedda, la invito a consultare l’onorevole Berlusconi perché lui sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di governo - che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta… A parte questo, la questione è un’altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi, nonostante le concessioni… Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte». Le affermazioni di Violante dimostrano che la trappola è scattata sulle regole, la legalità, la giustizia e l’etica, che misurano la qualità della democrazia. Deriva delle regole, illegalità diffusa e corruzione, paralisi della giustizia, assenza di etica, hanno favorito il partito azienda che si è fatto Stato. Senza legalità l’Italia si allontana dall’Europa e si avvicina all’Argentina. Questo è il terreno sul quale il centrosinistra avrebbe dovuto combattere e sconfiggere Berlusconi. Finora non è avvenuto. Può realizzarsi se cambia la cultura politica, e si rinnova la rappresentanza nelle istituzioni. Il libro parla di questo. Fornisce dati che le televisioni nascondono. Dimostra che un paese illegale e senza etica della responsabilità non ha futuro. Propone come uscirne. ( tratto dalla quarta di copertina )

«quel topino che, intrappolato, agli amici intenti a liberarlo spiegava che lui non si lamentava della trappola ma solo della cattiva qualità del formaggio»

questa storiella mi riporta alla mente certi topini, direi, però, più propriamente topone, nostrani che si lamentano di visibilità e sedioline, di spartizioni e coinvolgimenti anzichè premere il pedale sullo stato delle cose e sul metodo con cui sono affrontate o non affrontate.

A volte la qualità del formaggio è più importante della gabbia e anche di cosa è fuori la gabbia.

Questa amministrazione che fa e che sbaglia facendo (quella precedente non faceva e sbagliava lo stesso in modo assolutamente straordinario: inceneritore esempio su tutti) ha bisogno di essere rintuzzata sui tempi e sui metodi, non sulle poltrone che derivano dalle regole e dai numeri di una democrazia a democraticità limitata.

Che non si siano coinvolti i cittadini di viale XXIV maggio prima delle scelte progettuali è un male ed un errore di metodo, Così come la mancata partecipazione degli organi competenti alla fase decisionale nella modifica alle scuole. ( vengo dalla scuola di De Carlo e soprattutto di Mariani che riunivano tutti i cittadini ad uno ad uno prima di tirare una linea e dopo averla tirata).

 Che il Piano regolatore "disincagliato" sia comunque in mare ancora aperto è un male vero, non certamente come la mancata visibilità di un partito retto da tre persone. 

Che ogni volta che si mette mani su di un fabbricato comunali si voglia risolvere contemporaneamente tutti i problemi in un colpo solo senza un minimo di programmazione a orizzonti larghi è una carenza endemica che è più criticabile degli incarichi ai geometri (quando li fece Miceli andavano bene a tutti?)

Che si brancoli facendo senza sapere bene (mi pare) che cosa e senza avere chiaro a cosa serve quello che si sta facendo se non c'è una direzione decisa rispetto dove volere arrivare mi pare molto più interessante, aperto alla discussione ed alla critica di qualsiasi bega di bottega e di bottegai della politica ai quali il solo interesse che preme è quello della qualità di formaggio somministrata alla propria sezioncina.

Scusate tutti se parlo chiaro.
 


postato da: giusepperesta alle ore 20:49 | link | commenti
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VI RICORDO CHE LO "S.B.A.M." VENERDI' 8 LUGLIO HA IL PIACERE DI PRESENTARE "TELE ,DISEGNI E VISIONI DI MANUELA FRASCERRA" ,LA MOSTRA AVVERRA' NELLA SEDE S.B.A.M. ,PIAZZETTA GOLDONI N.8 GALAT-ONE...L'INGRESSO OVVIAMENTE LIBERO ,START H20 IN POI...IN POI SIGNIFICA SENZA LIMITI DI ORARIO. COME SOTTOFONDO LETTURE DI SPARTITI CLASSICI PER CHITARRA ,SINTH ANALOGICI STRAPPA BUDELLA E JAM SESSION BY SBAM , SIMPATIZZANTI ECC......INSOMMA ,NON POTETE MANCARE ,L'INVITO E' ESTESO A TUTTI I BLOGGERISTAZZI DELLA NOSTRA TOWN ,PORTATE CHI VOLETE.....................................VOSTRO HELL--------------------------INFO : frantic82@libero.it

postato da: SANITARIUM alle ore 11:34 | link | commenti
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Nà tumenica ssèra

 

Cri cri a mmanu tretta,

cri cri a mmanu mancina,

ti luntanu nu mmotore si’mbicina,

nà mmachina sta passa chianu, chianu.

Intra llu fondu ti coste,

sta scìocanu a scundi li agnuni,

lu sìre loro, stà nd'accqua li curmuni.

Li fochi ti lu Sacru Core ,

si sentinu luntani……..

li caniceddru, sì mangia lu pesce ti li musci,

figghiuma ca intra lla machina sona,

n’imu mmàniciare, ete l’ora,

sà bissire, no nc’è nienti t’afare.


postato da: localo alle ore 10:51 | link | commenti
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sabato, 25 giugno 2005

IL LAVORO CHE PROMETTONO I FITTO BOYS

SCON-Fitto...

- Buongiorno, il suo nominativo mi è stato segnalato da Raffaele Baldassarre, abbiamo una proposta di lavoro per lei.
- Oh, bene. A tempo indeterminato?
- Tempo indeterminato? Che roba è?
- Intendo dire: il contratto.
- Ma quale contratto e contratto, scusi! Io parlavo di un lavoro.


- Buongiorno, Livio Nisi ci ha suggerito il suo nominativo, vorremmo proporle un nuovo lavoro.
- Finalmente! Mi licenzio subito e vengo da voi.
- Calma, calma. Lei adesso è impegnata in un'altra società, giusto?
- Sì, ma non c'è problema, possiamo trattare il passaggio.
- Aspetti, aspetti. Noi mica la assumiamo.
- Ah no?
- No. Lei dovrebbe far cosi. Chieda al suo attuale datore di lavoro di metterla in mobilità. Oppure domandi un periodo di aspettativa, ecco.
- Uhm.
- O ancora meglio: si metta in malattia.
- E poi?
- Nel frattempo, viene da noi, a lavorare. Senza paga, beninteso: una specie di prova.
- E...
- ...e se poi noi vediamo che lei è volenterosa, motivata e adatta alle esigenze della nostra società, magari alla fine la assumiamo pure, fra un paio d'anni. O poco più. Intanto però si deve iscrivere a Forza Italia.


- Buongiorno, Rocco Palese ci ha segnalato il suo curriculum, la chiamo per un lavoro. Le interessa?
- Certo. Mi dica.
- Noi stiamo cercando una max 27enne, esperienza lavorativa di almeno 10 anni nel settore, laurea con lode in economia e/o ingegneria gestionale, megamaster in business administration, inglese tedesco e francese madrelingua, capacità di leadership e mentalità orientata al problem solving. Lei ha tutti questi requisiti?
- No. Anzi, non ne ho nessuno. Ma temo che la persona da lei descritta non possa esistere.
- Lo so. Però mi diverto un mondo, a scrivere questi annunci.


- Buongiorno, il sen. Chirilli ci ha parlato di lei, la chiamo per proporle un lavoro.
- Ottimo. Che tipo di lavoro è?
- E' un lavoro stupendo, molto creativo e blablabla.
- Che bello, quando cominciamo?
- Anche oggi.
- Corro dal mio capo a dare le dimissioni.
- Aspetti, aspetti. Il nostro non è un lavoro fisso.
- Ah no?
- No, è... è una collaborazione, ecco. Però potremmo far così: lei continui a lavorare lì dove si trova ora, nei giorni feriali. Poi, la sera, viene a lavorare da noi.
- Mmm. La sera?
- Eh sì, noi abbiamo degli orari un po' anomali. Sa com'è, siam creativi. Lavoriamo di notte.
- Di notte?
- Sì. E anche il sabato. E la domenica. E nei giorni festivi.
- Ma.. lo stipendio?
- Ennò, lei lavorerebbe, diciamo, gratis.
- Ah.
- Ma guardi che è un lavoro bellissimo! Mi creda, ci divertiremo come matti. Vedrà che risate.

-SAPETE CHE VI DICO???

-FOTTETTEVI IMPOTENTI ONANISTI ESTETI!!!

Piuttosto che farmi sfruttare da voi come una servetta

faccio la TROIA di Regime

A GRATIS!!!


postato da: mafaldalaribelle alle ore 00:01 | link | commenti (7)
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venerdì, 24 giugno 2005

 

Foto di Galatone

 

Ogghiu rrumagnu aggnone.

Beddru firmi ieri sèra,

li agnuni ti na cquinta, eranu l’attori.

C’è pacienzia li mescie onu bbutu,

finu a furcignanu l’onu purtati.

Intra lu cumentu ti li monaci, si caminava,

nù lascìtu si circava.

A lla fine lu tesoru l’onu truatu,

a furcignanu stia pricatu.

Mò ca so ddintati ricchi,

lu castieddru onu cattatu,

ea tutti l’addri agnuni ti lu paese,

cuntienti, l’onu ricalatu.


postato da: localo alle ore 09:57 | link | commenti
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giovedì, 23 giugno 2005

fronte casa

Cara Mafaldissima, mi dispiace per la tua arrapatura inespressa e per l'esperimento fallito.

Quello sulla lavatrice in centrifuga è già cosa scontata (non nella bolletta).

Prova  con un elettrospazzolino.

Mi dicono che sia meglio delle vibrazione del Motorola.

Inoltre non finisce dopo trenta secondi.

Io invece sono soddisfatto.

La riapertura della Chiesa di S. Pietro è stata carina, giusta e simpatica, nè lunga nè corta, niente barbe.

La proiezione dei film dei laboratori anche simpatici: carino il corto, ottimo il documentario sui giochi antichi dei bimbi.

Bellissimo l'intervento di Cristante, semplice ma importante. Simpatico quello di Winspeare, impacciato e timido come sempre nella parte, che non è sua, di regista internazionale.

Livio diretto e accattivante.

Mi ha telefonato Tuma per i dettagli del concertone del 15 agosto: tutto bene. Verrà un paio di giorni prima per provare.

Così me ne torno a casa, scarico la macchinetta digitale delle foto di lavoro per predisporla al viaggio-

Parto domani, infatti,  per un week end in un vero casale sulle colline senesi.

Mi ha invitato una coppia di amici che fa una festa. Sono alti funzionari dei computer (già vent'anni fa lo erano) che hanno realizzato il sogno di tanti: con il loro assurdo e stressantissimo lavoro, invece di pavoneggiarsi su macchinone a struscio sulla litoranea di S. Maria si sono fatti un vero Casale.

Da persone di "sinistra" hanno sfruttato il capitale per farsene uno loro.

Si mettano in pace i tuoi amici fittiani che vorrebbero ma non possono perchè spendono tutto a perizomi leopardati e a Mercedes di seconda mano e in telefonate a onorevoli che li raccomandino.

Invidia crepa!

Così ti saluto e ci risentiamo lunedì.


postato da: giusepperesta alle ore 23:36 | link | commenti (1)
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NOTTE INFERNALE

Ragazzi, avevo sentito la storia che gli elettrodomestici di notte consumano energia meno costosa. Arrapata e presa da frenesia empirica, alle due di notte faccio partire in contemporanea lavatrice e lavastoviglie, e a turno, con addosso solo un microperizoma (non di quelli leopardati che indossano le signore perbene che sappiamo noi, vero amore mio???), mi ci siedo sopra, le vibrazioni mi trasmettono strane eccitanti sensazioni, specie quando parte la centrifuga…
E accendo un paio di ventilatori, uno in camera e uno in salotto: quest'ultimo a vuoto, in salotto, purtroppo, non c'è nessuno...

E tutte le luci, ma sì!!!
Già che ci sono, anche lo stereo: The Doors…"Light My Fire"

E il microonde…
Vado a letto anche se c'è molto rumore, anzi: frastuono - sembra di essere in una fucina infernale ed io una lasciva concubina di Satana- ma dopo sei secondi netti salta la corrente in casa mia, in quella del vicino e si fulmina il lampione di fronte.                                                               Arriva il vicino, in pigiama e pantofole, mostruoso, urla: “Prima che io chiami i Carabinieri e ti denunci, si può sapere cosa diavolo sta succedendo?
Niente, dico io, era solo un esperimento. Scusi tanto per il casino...
Mi spiega che non è vero: l'elettricità notturna costa come quella diurna, per pagar meno bisogna aprire un contratto Enel ad hoc.
Capisco, ho esagerato.
Ringrazio, però lo avviso, oramai lavastoviglie e lavatrice sono partite e finiranno di suonare solo verso le 4 e sono arrapatissima...

Lui se ne va via senza salutare.

Light My Fire

You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn't get much higher

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire

The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire, yeah

The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire

You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn't get much higher

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire

Try to set the night on fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire

 


postato da: mafaldalaribelle alle ore 23:19 | link | commenti
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IL CALO DEI CONSUMI
E' UN DATO ACCERTATO

E' presente su quasi tutti i siti web dei giornali on line ed è riportato anche dai quotidiani stampati:
CROLLANO LE VENDITE ED E' IL PEGGIOR DATO DI SEMPRE.

Il dato di aprile diffuso dall'Istat mostra un calo del 3,9% rispetto allo stesso mese 2004. Soffrono di più i piccoli negozi.

Un crollo senza precedenti, nelle vendite al dettaglio. Le transazioni di questo tipo infatti sono scese di un pesante 3,9% rispetto ad aprile scorso, e dello 0,8% rispetto al mese precedente. E' quanto comunica l'Istat, precisando che la diminuzione tendenziale - quella del 3,9 - è la più forte mai registrata.
Dunque un altro record negativo che fotografa la difficile situazione economica del nostro Paese, che a sua volta si riflette nella crisi dei consumi.

E che si tratti di un fenomeno generalizzato, lo dimostra il fatto che le flessioni si registrano sia nelle vendite di prodotti alimentari (meno 3,6%) sia quelle di prodotti non alimentari (meno 4%).

Il dato di meno 3,9%, inoltre, è il risultato - spiega ancora l'Istat - di un calo che si è verificato sia nella grande distribuzione (meno 2,7%), sia nelle imprese operanti su piccole superfici (meno 4,8%). Le prime, cioè quelle più grosse, hanno registrato diminuzioni tendenziali meno marcate rispetto alle piccole, sia per i prodotti alimentari (meno 3,1% rispetto a meno 5,8%) sia per i non alimentari (meno 1,1% rispetto a meno 4,6%).

All'interno della categoria della grande distribuzione, la diminuzione tendenziale maggiore è stata riscontrata per gli ipermercati, con un calo generale del 4,2% e una flessione del solo settore alimentare del 6,7. I supermercati hanno chiuso il mese di aprile con una diminuzione delle vendite del 2,8, gli hard discount dell'1,5 e i grandi magazzini con uno 0,5%.

All’interno della categoria della piccola distribuzione tuttavia sono le piccolissime imprese - quelle con un massimo di due addetti - che hanno subito un tracollo delle vendite, con un -6,5%, rispetto al 3,8% registrato dalle medie imprese (da 3 a 5 addetti) e il 2,6% delle grandi imprese.

Impressionate inoltre la distribuzione geografica della crisi degli acquisti, con il Mezzogiorno e le isole a patire più drammaticamente un drastico ridimensionamento del proprio tenore di vita: il calo tendenziale complessivo delle vendite al dettaglio è stato addirittura dell'8,2%, mentre se si guarda nello specifico ai prodotti alimentari la flessione sale all'11,4%. Più contenuta seppur grave anche la stretta dei cordoni della spesa nel Nord-est, con un calo del 4,3% mentre nelle regioni del Nord-ovest e del Centro la diminuzione e dell’1,7% e dell’1,4%.

Tutte le categorie dei prodotti sono state boicottate dai consumatori, con cali più significativi nel settore dei supporti magnetici e degli strumenti musicali (-6,3%), degli elettrodomestici, radio e tv (-5,7%), dei giochi, giocattoli, sport e campeggio (-5,5%), dei generi casalinghi (-4,4%) e dell'abbigliamento (-4,3%).

Le maggiori associazioni dei consumatori lanciano l'allarme: l'Italia è in una spiarale, fatta di crisi dei consumi e di economia stagnante. «Oltre alla quantità cala anche la qualità dei consumi. È un momento di grave crisi, serve l'intervento del Governo», ha affermato Paolo Landi di Adiconsum, aggiungendo che «il dato diffuso dall'Istat è lo specchio della realtà. La crisi del sistema Italia è grave e ben visibile». Dello stesso tenore la nota diffusa da Adusbef e Federconsumatori, che sottolinea come gli Italiani stiano sopportando gravi rinunce soprattutto sui prodotti alimentari: «Il crollo delle vendite dimostra la difficoltà e i disagi delle famiglie italiane a reddito fisso, anche del ceto medio, costrette a tirare la cinghia e a rinunciare beni primari, per sopravvivere». Dall'altro lato palpabile è lo scontento dei commercianti, che vedono crollare le vendite: per la Confesercenti il fatto che i consumi abbiano «toccato il fondo» dimostra la necessità per il governo di uscire dall'immobilismo, avvertendo però che «bisogna smettere di promettere interventi miracolistici». A questo proposito il Dpef appare «l'ultima occasione di questa legislatura per mettere a punto interventi concreti, realizzabili e credibili».

postato da: Cassandrino alle ore 16:14 | link | commenti (2)
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mercoledì, 22 giugno 2005

Patente a punti, nuova super multa.

Titola così la Repubblica di oggi 22 giugno 2005 nella sezione cronaca. E, come sottotitolo, riporta: € 2500 al proprietario che non dice chi ha commesso l'inflazione.
Super multa a chi nasconde il trasgressore. Arriva il provvedimento annunciato quando la Consulta bocciò la patente a punti sancendo che si dovesse penalizzare soltanto il conducente identificato e non è il proprietario della vettura ad esempio immortalata dallo scatto di autovelox.
Ci sarà la sanatoria per i punti tolti illegittimamente in passato ma porterà con sé un inasprimento delle sanzioni, con una contravvenzione fino a € 2500 per chi non fornirà i dati del responsabile della violazione.
Sono le novità anticipate dal vice ministro dei trasporti Mario Tassone, in un decreto il cui varo è programmato ad agosto. E, come previsto, dal 1 luglio scatteranno i bonus per i virtuosi: due punti omaggio a chi non ha mai commesso infrazioni e recupero del totale di 20 per chi resta incensurato due anni di seguito.


Le provvedimento d'urgenza sulla patente a punti, esaminato ieri in pre Consiglio dei Ministri; c'è anche l'inasprimento delle pene pecuniarie per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe. "Multe più salate ma somme da stabilire - dice Tassone - pure quella dei € 2500 è una cifra indicativa e, per la definizione, occorre attendere l'esame del Governo".
La super multa che colpirà chi non vorrà fare la spia, spiega il vice ministro, dovrebbe entrare in vigore a fine agosto. Occorreranno i 60 giorni successivi alla conversione in legge. "Avrei preferito che si optasse per una sanzione ancora più incisiva, tale da bloccare l'utilizzabilità del veicolo per le violazioni più gravi - afferma Tassone - avevamo pensato al fermo amministrativo temporaneo o una altrettanto temporanea sospensione del libretto di circolazione. Ma non è stato possibile per ragioni tecnico giuridiche. Ritengo però che il forte aggravio delle contravvenzioni confermi l'effetto preventivo della patente a punti".

Il Dipartimento Trasporti Terrestri del Ministero fa sapere che negli ultimi 11 mesi gli incidenti sono diminuiti del 7%. I morti sulle strade sono stati 2,8% in meno e la quota dei feriti è scesa del 4,8%.
Nessuno discute il cuore della legge ma la super multa provoca polemiche. Associazione di consumatori, avvocati e costituzionalisti criticano il provvedimento. E mentre i Verdi chiedono il fermo amministrativo del veicolo l'ADUSBEF annuncia ricorsi alla Consulta.

Aumentano la sanzione senza risolvere il problema, che è quello di identificare il conducente - dice Alessandro Pace, ordinario di Diritto Costituzionale a La Sapienza di Roma - nessuno di noi è tenuto ad avere il controllo dell'auto che usa tutta la famiglia. O si arriva all'istituzione per legge del "giornale di bordo" o non resta che la foto al guidatore. Pace spiega: giuridicamente la questione non è la multa ma a chi togliere i punti. Ci sono gli articoli della Costituzione: 27 sulla presunzione di innocenza e 23 che impone una base legislativa a tutte le infrazioni. Dunque o si istituisce per legge un registro di bordo su chi ogni giorno usa l'auto o le cose non cambieranno.

Sarà invece approvata venerdì prossimo dal governo la proroga al 1 ottobre per l'obbligo di patentino per i maggiorenni sprovvisti di patente B che guidano i motorini.

Si tratta tuttavia - ha detto Lunardi - di un numero residuale di casi. Tra questi rientrano tutti quei soggetti di età avanzata con un basso livello di scolarizzazione per i quali il ciclomotore costituisce spesso l'unico mezzo di trasporto disponibile.
Le novità - ha spiegato Tassone - saranno inserite in un decreto legge ad hoc, la cui emanazione è prevista per il prossimo agosto, a causa di un ingorgo di provvedimenti legislativi urgenti in Parlamento. "Venerdì - ha invece annunciato il Vice-Ministro - dal testo verrà estrapolata, per anticiparla, la disposizione che proroga all' 1 ottobre 2005 l' obbligo di patentino per i guidatori maggiorenni di ciclomotori non provvisti di patente di guida".


postato da: Cassandrino alle ore 21:11 | link | commenti
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Informazione pubblicitaria

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L’informazione giornalistica è diventata un intervallo tra una pubblicità e un’altra. Propongo di abolirla e di fare giornali di sola pubblicità. E’ più etico.
In questi giorni in Italia c’è un’accesa discussione sulle sorti del Corriere della Sera, uno sciopero dei giornalisti, un confronto tra giornalismo “dell’editore” o “degli azionisti”.
Tutte balle.
L’informazione è un business, chi paga decide le notizie, e chi paga è la pubblicità.
I giornali e le riviste dipendono per circa il 50% dagli introiti pubblicitari, il 20/25% dei ricavi può provenire dagli inserti (dvd, libri, ecc.) e i lettori finanziano il resto.
I lettori non servono più.
In una situazione del genere i lettori diminuiscono e la dipendenza pubblicitaria aumenta.
Nel 2004 poche testate hanno mantenuto le quote di diffusione, molte hanno perduto terreno (Il Sole24 Ore –5,1%, La Stampa –5,4%, Il Messaggero –4,2%, Panorama –3,9%, l’Espresso –3,4%), fonte:Ads.
I giornali non sono più pagati da chi li legge, come la televisione non è più pagata da chi la guarda. La televisione la paghi quando sei in bagno, in macchina, mentre fai la spesa.


Postato da Beppe Grillo

postato da: giusepperesta alle ore 20:07 | link | commenti
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postato da: giusepperesta alle ore 12:17 | link | commenti (2)
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LU PARITIEDDRU

N’imu ssittati su llu pariteddru,

a mpacce mmare,

a ddrò ni facimme,

lu bagnu ti agnuni.

Fumamu e cuntamu,

ti ieri, ti craie ddi lu inire,

moti so morti,

addri so partuti,

c’è puru sci è tturnatu.

Li mmachine passanu,

li cani nì bbaianu,

ma mancu si cotulanu.

Cchiù ddrai addra gente,

c’è rrandi e bbagnuni,

cì chiange, cì canta,

cì apre miluni.

Ma mancu nà facce,

ca te cchiùi canosci,

so passati ddri tiempi,

nò tornanu cchiùi.


postato da: localo alle ore 12:11 | link | commenti
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martedì, 21 giugno 2005

IL PAESE IMMOBILE

Propongo ai lettori del blog alcuni brani dell'articolo apparso in prima pagina del quotidiano "la Repubblica" di domenica 19 giugno 2005 nella rubrica " MAPPE", dal titolo “Il paese immobile rinchiuso nella sua casa”, scritto dal professor Ivo Diamanti.

È evidente che un articolo va riportato nella sua interezza per comprenderne bene il significato e ciò che l'autore intende pubblicare; ma, in questo caso, coscientemente, propongo solo gli ultimi tre capoversi che ho ritenuto molto significativi e che possono agganciarsi, in qualche modo, ai testi dei precedenti post scritti su questo blog e su quello di Mpuliticare.

In verità, pur condividendo pienamente l'intero articolo del professor Diamanti e che ha un preciso riferimento alle tendenze "immobiliari" degli Italiani,  ritengo che le parti dell'articolo che ho riportato e che prendo come considerazione a se stante, possano applicarsi, per analogia e per "affinità", alle questioni inerenti le probabili candidature nella prossima competizione elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale. L'ultima parte può pensarsi come un commento alla precedente analisi.

<< .....
Siamo un paese "tribale" per professione.
Nel senso che ogni professione recinta gli spazi in cui si svolgono le sue attività, in modo da controllarne l'accesso, rendendolo inagibile ai più. Un paese di notai, farmacisti, giornalisti, avvocati, magistrati, ingegneri, commercialisti, consulente del lavoro, medici, musicisti. Tutelati, tutti quanti, da " ordini professionali" che gestiscono prestazioni e operazioni, intrecciate, indissolubilmente, con la nostra vita quotidiana. Per comprare, progettare a modificare, una casa, vendere un'auto a un privato, pagare le tasse (il meno possibile), acquistare un'aspirina, contestare una multa, formare o sciogliere una società, occorre sempre e comunque rivolgersi a una figura professionale "legittimata". Ogni atto e ogni relazione di pubblico, ma anche di privato interesse, ci impone di ricorrere a professionisti che appartengono ad un Ordine. Non siamo lontani dalla “ancien règim”.  Dalla società dei ceti. Dove il posto di ciascuno, nella gerarchia dei poteri, era ascrittivo. Dunque ereditario. Difficile, praticamente impossibile modificare i confini di questo sistema tribale. Di questa Repubblica micro corporativa. Liberalizzare, come si suol dire oggi, è un'impresa quasi impossibile. I tentativi di rivedere la legislazione sugli ordini professionali, dopo un lunghissimo e/o tortuoso percorso, si sono arenati. D'altronde, sospetto, poco meno della metà dei membri del Parlamento sono " Professionisti" iscritti a qualche Ordine. Come immaginare che possono legiferare contro se stessi e i propri privilegi? che possono favorire la concorrenza (come ripete, in modo martellante, Confindustria, per bocca di Montezemolo e Cipolletta)? liberalizzare l'economia? al più possono contribuire a " privatizzarla". Ma in Italia il privato è, spesso, più protetto e protezionista del pubblico. E le imprese, gli imprenditori, rivendicano la concorrenza, ma, nei fatti, dimostrano di temerla.

Siamo un paese di "giovani invecchiati". O di adulti che non si rassegnano a invecchiare. Dove si è giovani - flessibili e precari: la precarietà rende giovani - fino a quarant'anni. Dove tutti, o quasi, i luoghi di potere - in politica, in economia, nel mercato - sono controllati da " giovani anziani". Dove presidenti, papi e vescovi hanno circa ottant'anni; il premier (e i candidati premier) settanta; i banchieri, i leader di partito (quasi tutti ex), di sindacato e delle associazioni di categoria, i direttori di giornali e i professori universitari, attorno a cinquanta (e alcuni di più). Dietro a loro c'è la penombra. Dove si muovono generazioni invisibili. Che per conquistarsi la visibilità e l'autonomia, si immaginano veline, "costantini", hacker, disc-jockey. Oppure consulenti finanziari, immobiliari, operatori internazionali, volontari di professione. Mestieri nuovi. A volte fatui, a volte nobili. Dallo statuto, comunque, incerto. Generazioni costrette ad attendere, per avere spazi e potere, quando avranno, al loro volta, cinquanta o sessanta anni. Un paese immobile. Dove la mobilità sociale e frenata da barriere professionali, generazionali, familiari, territoriali. E l'economia, insieme al lavoro, per sfuggire a questi vincoli, a questa rete di reti e di resistenze, si inabissa. Sceglie l'informale, naviga nel sommerso. Come rivendica, quasi con orgoglio, Berlusconi, per spiegare che non ci dobbiamo lamentare della economia, del mercato. Vanno bene, marciano, con passo rapido e sicuro. Solo che non si vedono.


Siamo un paese conservatore.  E lo siamo diventati tanto più, sempre più nell'ultimo scorcio della nostra storia. Perché è difficile "riformare" l'economia e il mercato, promuovere l'apertura, la liberalizzazione, se ad ogni angolo, in ogni contrada, in ogni casa prevale la paura del cambiamento. Perché ogni cambiamento, ogni apertura mette a rischio i 1000 piccoli privilegi, le 1000 protezioni, i 1000 interessi, le 1000 rendite di posizione, che trapuntano la nostra società. Ed è difficile riformare il welfare, intervenire sulle pensioni, se il corpo del mercato del lavoro è costituito di adulti e anziani, se i giovani e giovanissimi traggono dalle pensioni, dalle rendite dalle case in proprietà dei genitori (anziani) possibilità di vita, oggi, ed eredità patrimoniali domani. Se coloro che governano e controllano i centri di potere, del mercato, del lavoro e delle professioni sono anziani-giovani, che intendono difendere tutelare la loro posizione a lungo. Siamo come un lago attraversato da mille correnti, che corrono sotto il pelo dell'acqua. Ma lasciano la superficie immobile. Per questo, però, rischiamo di diventare e, forse, stiamo diventando, un paese fermo. Irriformabile.>>


postato da: Cassandrino alle ore 15:07 | link | commenti
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quelli che votano ai referendum
quelli che vedono films impegnati e ascoltano trasmissioni intelligenti alla radio
quelli che leggono i giornali, di carta e su internet
quelli che ascoltano solo musica buona e vanno ai concerti
oh, yes

quelli che fanno le manifestazioni
quelli che odiano la guerra e hanno la bandiera della pace alla finestra
quelli che s'indignano e firmano le petizioni
quelli che rompono il cazzo a vicini e conoscenti per informarli di quanto non sanno
quelli che si svegliano la mattina demoralizzati si sbattono tutto il giorno e la notte vanno a dormire depressi
oh , yes

quelli che riempiono le e-mail  e i blog di cose intelligenti
e sensibili
e spiritose
e quando le mandano e le leggono si emozionano
oh, yes

quelli che vabbe' non raggiungere un quorum ma non cosi' non cosi' ...
quelli che perdono tutte le battaglie
quelli li'.
siamo noi
come sempre,
ancora una volta
fottuti

oh, yes


postato da: mafaldalaribelle alle ore 14:18 | link | commenti (1)
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Direzione Didattica II Circolo Galatone (Le)
Patrocinio del Comune di Galatone
Progetto DI.SCO
Anno scolastico 2004/2005
 

I bambini dei Laboratori opzionali presentano

 

NON ANCORA BAMBINO

 
Cortometraggio realizzato dagli alunni del Laboratorio Cinema e Giochi e giocattoli della tradizione
Immagini e sensazioni di un anno di lavoro
 
Intervengono:
  • Edoardo Winspeare, regista
  • Davide Barletti. Regista
  • Stefano Cristante, ordinario di Sociologia delle Comunicazioni , Università “la Sapienza”  di Roma
  • Luigi Orazio Vaglio, Sindaco di Galatone
 
 
 
Giovedì 23 giugno, ore 20.30
Cortile del Palazzo Marchesale
Piazza SS. Crocifisso Galatone
 

postato da: giusepperesta alle ore 12:36 | link | commenti
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