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martedì, 31 maggio 2005

LE "RAGIONI" DI UN MOVIMENTO POLITICO LOCALE:
"GALATONE VIVA"
(viste dall'esterno)

E' di questi giorni, a Galatone, la dichiarazione di "dissociazione" del Movimento "GALATONE VIVA"  dal raggruppamento di destra con la proposizione di essere "super partes" e, di conseguenza, la possibile adesione alla maggioranza amministrativa di centrosinistra.
Non bisogna meravigliarsi, anzi è possibile, con ragionevolezza, capirne sia il significato della scelta e sia le motivazioni che la hanno supportata.

La storia del Movimento comincia sei o sette mesi prima delle ultime elezioni amministrative di Galatone, quindi in un periodo pre elettorale, quando gli schieramenti per la candidatura del primo cittadino non erano pronti, la destra di governo cittadino aveva esaurito il mandato amministrativo e si era logorata al suo interno rimarcando le incomprensioni tra i vari leader di partito.
Dall'altra parte, il centrosinistra, che proveniva da una amara sconfitta elettorale, non aveva cominciato le "prove di dialogo" neppure spinto dalla necessità di dimostrare di essere un'opposizione pronta a riprendere il governo locale.
Su queste considerazioni e sul fatto che il centrosinistra ancora non aveva trovato la strada dell'unità, in più consessi, tra i "notabili" di vari partiti, dell'area così detta moderata, si parlava della opportunità di formare un fantomatico "grande centro" nel quale dovevano confluire ed unirsi tutti i dissociati degli schieramenti partitici tradizionali.
Successivamente si sarebbe trovato il modo per trascinare i partiti di appartenenza rimasti "privi" dei leader del momento.

In questo contesto storico nasce "Galatone Viva" e si propone come un movimento aggregatore di persone che non si riconoscevano nei partiti tradizionali, come il soggetto di una politica che veniva dal basso, nè di destra e neppure di sinistra, nella consapevolezza di potersi aggregare con uno qualsiasi dei due schieramenti del sistema bipolare.

Lanciato in grande stile con una buona operazione di "marketing politico" riesce ad avere un discreto seguito, sotto la guida del leader Livio Nisi in forma quasi distaccata (all'epoca preferiva rimanere nell'ombra, salvo a concludere tutte le manifestazioni pubbliche ed infine a candidarsi come capolista), "ritagliandosi" una valvola di sfogo nel momento in cui l'ipotesi del "grande centro" sarebbe naufragata.
E così fu, e non poteva essere diversamente in quanto non vi erano le condizioni storiche e neppure quelle politiche per una simile "operazione" di aggregazione in netta controtendenza rispetto ad una evoluzione nazionale e regionale che risentiva enormemente del bipolarismo crescente.
Arrivato il momento elettorale, la destra si organizza tra tanti dissapori ed incomprensioni e si presenta, anche, con il movimento "Galatone Viva" come forza di coalizione.
Il centrosinistra rimargina le ferite, riprende a dialogare, predispone la sua formazione e vince le elezioni.   
Galatone Viva esce "vittoriosa nella sconfitta" racimola 1330 voti (12,54%) e prende due consiglieri di minoranza: Livio Nisi e Giorgio Alemanno.

La legge elettorale ed il sistema amministrativo correnti non consentono ampi margini di "manovra" ai consiglieri comunali ed ancor meno a quelli di opposizione, per cui si assiste ad una decorosa presenza in consiglio comunale dei due consiglieri, fino a quando comincia il fermento politico per le successive tornate elettorali.

Nel frattempo il movimento comincia il suo inarrestabile "affievolimento" fino alla pressocchè totale scomparsa, non sentendosi più parlare di manifestazioni, assemblee, comitati e neppure di riunioni: rimane "visibile" solo un consigliere comunale (Alemanno) fedele ai suoi principi ispiratori ed ai suoi elettori, corretto e presente nella carica di consigliere, mentre colui che doveva essere il leader comincia il suo "sfarfallamento" inseguendo (e seguendo) i richiami dei suoi vecchi "amici" politici di Forza Italia.  
Alla campagna elettorale provinciale il movimento non partecipa attivamente, ma sostiene il centrodestra. D'altra parte, il quella tornata, il centrodestra non aveva grandi speranze, ma il leader del movimento (Nisi) fa politica attiva sostenendo Forza Italia ed i suoli rappresentanti con i quali non è mai venuto meno il filing storico.
Diversamente vanno le cose per la tornata elettorale regionale.
Fitto Presidente e candidato presidente con la "vittoria in tasca", Livio Nisi, da sempre, suo "fedele scudiero", non può più tergiversare e neppure "scantonare" dall'ordine di "scuderia" tanto più pressante quanto più si sentiva nell'aria il probabile passaggio del governatorato dal centrodestra al centrosinistra. Nisi è costretto a lasciare definitivamente il movimento Galatone Viva ed a passare nelle file di Forza Italia in forma ufficiale: entra ufficialmente nel gruppo consiliare di Galatone di F.I. e rimarca la scelta, la sua posizione e l'attivismo partitico in un appassionato comizio alla fine della campagna elettorale regionale.

Il voto elettorale regionale distrugge completamente il centrodestra, non solo in ambito locale ma anche in quello nazionale.

I "giochi" ormai sono fatti.
Il movimento Galatone Viva rimane "senza arte e nè parte" e neppure patria politica. La disfatta del centrodestra comporta la caduta di tutti quei "papaveri" regionali di riferimento e, quindi, la mancanza di qualche possibilità di "aggancio" a partiti e personaggi importanti attraverso i quali avrebbe potuto avere qualche "visibilità" di luce riflessa.
Mentre l'ex leader (sempre nell'ombra) è ormai inchiodato sulle posizioni assunte, il consigliere Alemanno, ancora fedele ai suoi principi, resta isolato e senza seguito, ma può contare, in ambito localissimo, sull'ipotetico e virtuale 12,54 % dell'elettorato che gli dette la rappresentatività.

Che fare allora? Quale strategia espedire per dimostrare che ancora è "viva" Galatone Viva?

In tutto questo periodo, Giorgio Alemanno prosegue nella sua attività di consigliere di opposizione in modo serio e dignitoso e, nella sua qualità di dirigente dell'Unione Sportiva Galatone, in maniera distaccata dal partito, instaura un rapporto con l'Amministrazione che porta alla convenzione per l'utilizzo del campo sportivo di via Lecce.
In questi giorni, però, si genera un'occasione da non perdere: l'approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005 del Comune di Galatone.

Apriamo una parentesi.
Il Bilancio, per un'amministrazione comunale, rappresenta il momento della programmazione e della previsione per la gestione sia dell'anno in corso e sia per l'anno futuro.
E dalla relazione programmatica dell'assessore al bilancio, prubblicata su questo blog ne riporto alcune frasi significative:
<Quest'anno, pur in un contesto nazionale di grande difficoltà economica, l'Amministrazione di Galatone è riuscita a formulare un bilancio che, tutto sommato, è soddisfacente.
Tenendo presente la legge finanziaria che detta nuove norme per i bilanci e soprattutto le nuove norme sugli obblighi di rispetto del patto di stabilità, la scelta che è stata fatta, in sede di elaborazione, è stata quella di mantenere inalterate le entrate tributarie comunali, proprio per non appesantire l’onere della tassazione sia per le famiglie e sia per le imprese, senza ridurre eccessivamente i servizi erogati dal Comune che, anzi, in alcuni casi sono stati incrementati.
La predisposizione del bilancio, pur attraverso i vincoli della finanziaria ed alcune scelte obbligate, ha portato, comunque, un documento contabile che permetterà alla nostra Città di avere garantiti servizi ed infrastrutture soddisfacenti.>
Chiusa la parentesi.

Quindi non è necessario neanche ingoiare pillole amare per aderire a questo progetto di bilancio, dimostrando di volersi avvicinare alla maggioranza e riservandosi la possibilità di "curare" il proprio piccolo "orticello" elettorale.
Non solo, se per caso il cordone ombellicale con l'ex leader del movimento non si è ancora staccato,  anche per lui (ma in forma indiretta) vi sarà la possibilità di avere qualche "piccola voce in capitolo".
Il passo, quindi, è quello di un buon "politico" che (su questo blog) è stato definito "innocuo" ma avveduto per l'intenzione di abbandonare "la fallimentare fattoria dello zio Livio e dei suoi Fitto Boys"  e sulle cui mosse si sta facendo tanto clamore.

Personalmente ritengo molto più positivo un simile comportamento rispetto a quello di coloro che non disponendo di acuna rappresentanza consiliare pretendono, con la tattica dell'opposizione a tutti i costi e contro tutti, di essere azzittiti con lo "zuccherino" di una bella "poltroncina in prima fila".
E concludo sottoponendo qualche altro elemento di riflessione.
Perchè un bilancio non può essere approvato da un numero di consiglieri superiore a quelli appartenenti ai parftiti della stretta maggioranza?
Non è forse compito di un Sindaco cercare di allargare quanto più possibile la maggioranza di sostegno all'amministrazione?
Il comportamento (auto)lesisonista adottato da alcune forze di sinistra con la continua e pubblicizzata denigrazione dell'operato dell'amministrazione è la strada giusta per dimostrare di essere forze di maggioranza e ottenerne il giusto coinvolgimento?

Ma la politica non è razionale.

postato da: Cassandrino alle ore 22:57 | link | commenti (7)
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Direzione Didattica 1° Circolo Galatone

Il Coro "PICCOLE RISONANZE"

vi invita al

Musicartoons

Mercoledì 1 giugno 2005

ore 20,30

Sala Teatro Scuola Elementare

"Giuseppe Susanna"

Coordinatrice: Mariella Greco

Direttore: Giuseppe Pappaianni

Alla tastiera: Giuseppe Pappaianni

Coro Piccole Risonanze:

Katia Albano   Francesca Bellafronte   Michela Bonetti   Alessio Cascione  Paola Colazzo   Sara Danieli   Giulia De Giorgi   Valentina Giglio   Antonella Gira   Chiara Giuri   Ilenia Greco   Francesca Greco   Martina Leonardo   Genny Lombardi   Andrea Madaro   Francesca Malerba  Federico Martello   Sara Mechregui   Giulia Menotti   Federica Mercuri  Mara Misciali   Maria Chiara Monacizzo   Evelina Nico   Rachele Papa  Eleonora Pappaianni   Sara Pellegrino   Giulia Pisanò   Noemi Potenza  Elena Prete   Silvia Ramundo   Giuseppe Schirinzi   Elisabeth Sciarrotta  Sophie Sciarrotta   Daniele Spagnolo   Lorenzo Stapane   Sara Tarantino  Gabriele Vaglio   Serena Villani   Giorgio Zenobini   Marta Zizzari

Le canzoni:

Anna dai capelli rossi    Mila e Shiro    Magica Emy    Kiss me Licia    L'Ape Maia    Dolce Remì    Ufo Robot    Heidi    Candy    Lady Oscar    L'Uomo Tigre 


postato da: sergiomartello alle ore 16:52 | link | commenti
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se possibile, si prega di dare notizia. grazie

domani alle 16, presso la sala consiliare, è indetta una riunione aperta
per  l'oroganizzazione dell'Estate galatea.Tutte le associazioni, iscritte
all'albo e non. sono invitate a partecipare per concordare insieme
all'Amministrazione il programma delle manifestazioni.
Il Portavoce
 
 
NDR: E vai!!!!!!!!!

postato da: giusepperesta alle ore 16:48 | link | commenti
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PROGETTO ORCHESTRA

Saggio dell'orchestra polifonica di flauti

della Scuola Media Statale di via San Luca

Giovedì 2 giugno 2005 alle ore 19.30

Sala Congressi, via Cairoli - Galatone

Musiche di Verdi, Bach, Albinoni, ma anche di Lennon, Dattoli e ... Mameli

Dirige il prof. Cosimo Resta, presenta la prof.ssa Norma Caputo.


postato da: sergiospirito alle ore 12:39 | link | commenti
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 Point Break - Punto di rottura - Vedi versione grafica con cast

 

 

 

Punto per punto

 

 

 

 

 

 

 

 

Punto primo:

Perché si iniziano polemiche che non hanno a che fare niente con quello che si è detto?

Sporcaestate (un nik name che mi sembra indicato all’argomento) e FromHell si scannano su cose diverse da quello che ho detto nel mio post iniziale.

Io ho solo detto che succede “qualcosa di strano”, che chiedevo lumi a chi sapesse di più.

Detto altro? Non mi pare. Aggiunto solo che non mi voglio fasciare la testa prima di rompermela ma voglio solo sapere se andrò in contro a rotture.

 

 

 

 

Per questo, dopo il “lancio” sul blog, ho disperso in rete un po’ di e-mail a persone informate, tanto per evitare la mia indagine personale. Una risposta mi è già arrivata. Ne aspetto altre per fare il punto.

 

 

 

 

Fin’ora sappiamo che la Concessionaria è una signora albanese, che gli operai sono albanesi, che la stessa concessionaria ha un po’ di concessioni anche a S. Isidoro. Sappiamo pure che c’è in progetto un megapontile, non si sa se autorizzato o in via di progetto. Perciò è bene vigilare, no?

 

 

 

 

Punto secondo:

Se le piattaforme coprissero poche percentuali di scogli e spiagge nessuno, immagino, avrebbe ragione di allarmarsi. Se si installassero dove l’accesso al mare è impedito favorirebbero solo la migliore diffusione dei bagnanti sulla costa. Installazioni come quella della Vela o quella del Riviera non mi sono mai sembrate deturpanti. Mi chiedo solo, al limite, perché chi vuole avere i comfort da spiaggia deve fare il bagno agli scogli. Gli scogli sono per i tipi tosti, con i calli ai piedi e con la distensione a fachiro su pietre pizzute. La democratizzazione degli scogli non mi pare cosa necessaria. E’, secondo me, come se per evitare la sabbia nei sandali si plastificasse la spiaggia. (ca…o! Fammi stare zitto se no qualcuno prende l’idea!).

E’ come se per far vedere a tutti  il Cervino dalla vetta si realizzasse un’autostrada in tunnel pressurizzato per consentire il transito anche agli ipertesi.

Mi chiedo che ragione c’è di concedere queste istallazioni dove già esistono accessi al mare costruiti in pietra e spianate già  molto frequentate.Mi chiedo dove posteggeranno le auto dei prossimi bagnanti dal culo morbido se già la strada è normalmente intasata in doppia fila.

Mi chiedo perché concedere certe concessioni nel posto più pittoresco e bello di tutta la costa di S. Caterina. Mi chiedo, per esempio, perché non farlo al curvane dove l’accesso al mare è veramente da fachiri.

 

 

 

 

Punto terzo:

Mi chiedo, poi, se è tutto regolare. Perché di cartelli non ve n’è traccia. Sapete, no?, che se un privato cittadino non mette il cartello firmato dall’ufficio tecnico viene frustato a sangue e coperto di sale? Perché ‘sta cosa nasce anonima e senza cartello? Già da questo fatto la cosa mi puzza.

Anni fa ho pure io istruito una pratica per una concessione sugli scogli della Montagna spaccata, una cosa da centocinquanta metriquadri con accesso al mare per i portatori di handicap. Non se ne fece niente per le enormi difficoltà burocratiche e perché nello stesso posto altri più ben ammanigliati  e garantiti (c’era gente che stazionava da mani a sera davanti alla porta di Miceli) avevano presentato altre richieste. Capì che senza “volontà superiori” non si muoveva foglia. E capì che la Capitaneria è uno “scoglio” duro, Ma , pare, non sempre.

Come si fa a rilasciare la concessione in quel posto? La capirei giù, verso la rotonda, dove non c’è uno scoglio praticabile, ma là è solo sfruttamento e distruzione paesaggistica.

 

 

 

 

Punto quarto.

Che lo sfruttamento sia cosa buona è inaudito. Proprio il vocabolo ha insito il male.

 

 

 

 

Sfruttare: coltivare, far fruttare un terreno o altro bene naturale: sfruttare razionalmente un fondo agricolo; sfruttare una miniera, un giacimento petrolifero | forzare le capacità produttive di un terreno, così da pregiudicarne il rendimento futuro
2
(fig.) trarre profitto dal lavoro altrui senza offrire un'adeguata remunerazione: sfruttare i propri dipendenti | approfittare senza scrupoli di qualcosa o di qualcuno: sfruttare l'ingenuità altrui; sfruttare una donna, farsi mantenere da lei, spec. inducendola a prostituirsi
3 (estens.) saper utilizzare, mettere a profitto: sfruttare lo spazio di una stanza; sfruttare un'occasione propizia; sfruttare il vantaggio iniziale, la superiorità numerica.

 

 

 

 

 

 

 

 

“così da pregiudicarne il rendimento futuro”

 

 

 

“trarre profitto dal lavoro altrui senza offrire un'adeguata remunerazione”

 

 

 

 

 

 

 

E’ questo il busillis: lo sfruttamento della costa non è sviluppo o utilizzazione, lo sfruttamento è irreversibile, pregiudica il futuro. Se si trae profitto senza remunerazione vuol dire che c’è uno che si arricchisce e mille che si impoveriscono. Perciò, caro Diavoletto, non concorda il vocabolario con la tua idea dello sfruttamento buono! Sarebbe un ossimoro fetente!

 

 

 

Lo sviluppo è un’altra cosa.Lo sviluppo rimane, lo sviluppo interessa tutta la società e non solo una parte. Chi prende i soldi e scappa non penso che ingrassi il Salento, lo impoverisce come qualsiasi predone e tagliagole di passo. Qui ci vuole invece programmazione del territorio, sapere cosa mettere, dove mettere, a chi rivolgersi, qual è il turista tipo e che cosa cerca nel Salento.

 

 

 

Una bellissima e simpaticissima ragazza ventitreennee di Tivoli, conosciuta pochi giorni fa e subito fatto amicizia, mi diceva che da tre anni faceva otto giorni in Salento: -A Leuca è bellissimo ma molto isolato, a Otranto è romantico da coppiette sole mare e seratine a lume di candela, a Gallipoli c’è molta più vita per i giovani. Tornerò a Gallipoli- La ragazza era sveglia, intelligeva, nonostante l’avvenenza velinica che le avrebbe anche permesso di non sviluppare circonvoluzioni.

 

 

 

Questo tipo di approccio bisogna avere verso il problema: una questione di bersaglio, di target. Se tutto si trasforma in divertimentificio si perderà una gran parte di turisti che vengono qui per la naturalezza, per la selvaticità, per l’istintività, per la sensualità.

 

 

 

Mi spiegate perché a casa nostra si deve cementificare tutto in nome dello sfruttamento e poi si parte per le isole dei Mari del Sud, per Puerto Escondito , per PiPi o per Cuba anche se si disprezza la dittatura castrista?

 

 

 

Com’è che lo sfruttamento è bello a casa nostra e l’incontaminazione sugli atolli?

 

 

 

Damoce ‘na regolata………….

 

 

 

 

 

 

 

Punto Quinto:

 

 

 

 

 

 

 

Ieri pomeriggio sono stato ad un convegno di aggiornamento sui materiali edili compositi. Altra storia di moda…. Ma a voi non vi interessa.

 

 

 

Il convegno era  costa Merlata, Ostuni, Grand Hotel Masseria Santa Lucia. Una cosa enorme, teatro da cinquecento posti, sale e saloni. Piena landa sconfinata tra prati di messi bionde, macchia mediterranea, ginepri e rovi. Posto ristrutturato ai primi anni ottanta. Da fuori non sembrava niente. Il Teatro era stato ricavato tutto sotto ad una cava di pietra. Da fuori niente di niente, solo un terrazzone a pergolato dove è stato offerto l’aperitivo pantagruelico (io non ho mangiato, dopo). Masseria lontana da case e casette, su di un vallone carsico pieno di grotticelle, vista mare e vista su tramonto spettacolarmente africano. Buon esempio di VALORIZZAZIONE, non di sfruttamento.

 

 

 

 

 

 

 

Valorizzare:: v. tr. far acquistare valore, far aumentare di valore: valorizzare un terreno; le nuove costruzioni hanno valorizzato l'intera zona | mettere in risalto, far figurare meglio: il nero valorizza la sua figura; valorizzare una persona, fornirle delle occasioni che le permettano di esprimere le sue capacità ||| valorizzarsi v. intr. pron. accrescere di valore, di importanza: un paese che per valorizzarsi ha bisogno di strutture alberghiere.

Ben venga la valorizzazione, peste allo sfruttamento.

 

 

 

Se si pedanano gli scogli aguzzi e pieni di conche maleodoranti nessuno parla. Si valorizza.

 

 

 

Se si intasano i posti belli e già frequentati c’è qualcosa da ridire: si sfrutta.

 

 

 

 

 

 

 

Punto sesto:

 

 

 

Nulla da dire sulle strafighe. Ad avercene a dozzine……..

 

 

 

Quello sarebbe valorizzare. C’è però che le sfrutta. E’ contro la legge, e mi pare il meno. Vedi la differenza tra valorizzazione e sfruttamento?

 

 

 

Ma il discorso che facevo io era sulle strafighe incremate, sulle veline false, sulle ragazze che se la tirano, poco naturali, molta posa e niente cervello. Razza in via d’espansione per condizionamenti consumistico-berlusconici.  (ci sarebbe da fare considerazioni sulla mamma- velina – assassina di Lecco. Mi sentirei Vespa o Bevilacqua e glisso). ‘Ste fate a me non hanno mai tirato. Non sono stato mai per le bambole gonfiabili. Bone, apprezzabili, bassi istinti pelvici di un momento…. Ma poi? Era quello il tipo che stigmatizzavo. Sia maschietto che femminuccia. Quello che mi pare il tipo scoglio fatto a spiaggia, dove ti puoi stendere ad X, sentire la canzoncina spagnoleggiante tormentone estivo, ungerti come ‘na triglia, sfogliare Chi e Novella Tremila e informarti sulle avventure di Costantino. O leggere il Corriere (dello sport, se no quale altro) mentre si sorseggia la cola. Capisci l’articolo?

 

 

 

Questo, a cose normali, non è articolo di scoglio. Io vado agli scogli per evitarlo.

 

 

 

Se si confondono gli areali è un guaio: io do fastidio a loro e loro danno fastidio a me.

 

 

 

E’ giusto che si rispettino le nicchie etologiche. Altrimenti si arriva al conflitto.

 

 

 

 

 

 

 

Punto settimo: Da ragazzi abbiamo fatto la lotta contro il cretino con barca a motore o gommoncino che sgassava puzza sotto gli scogli. – C’hai la barca? E vattene dove non s’arriva a piedi. Che cazzo spuzzoni solo per farti vedere posare!-

 

 

 

Da ragazzi gridavamo – scemo scemo - a tutti quelli che arrivavano sottocosta. Siamo arrivati anche alla sassaiola. 

 

 

 

Una volta, un cretino di affermato commercialista neretino, poco accortosi della quantità di ribelli che lo apostrofava dopo un’evoluzione col motoscafetto a cinque metri dalla costa, fece anche il macho per mettersi in luce con le sue ospite carampanate. Lasciò la barca e si tuffò che nemmeno Tarzan. Arrivò sullo scoglio con il torace mussolinico sfoderando i pugni. Dal suo metro e cinquanta si accorse che non erano solo i due ragazzi  e le tre ragazze sullo scoglio basso, no! C’erano trenta energumeni sullo scoglio alto. Più altrettante ragazze toste. I gruppi sinistri di Galatone e Nardò che si erano trovati a Portoselvaggio per caso. Palleggiavamo sassi sulla mano, con piede battente, del tipo. - Mbè? Che ciai da dì, SCEMO?- Fece finta di nulla e se ne andò proferendo un solo : -Scostumati- (infatti eravamo in costume!) solo dopo essersi messo fuori tiro. Guadagnò un’altra salve di scemoscemo con applauso.

 

 

 

Poi venne il Giudice Sodo e le cose furono dalla nostra parte. (A meno del Giudice stesso che per mandare via le barche era in barca.) La legge è spesso dalla parte dei rivoluzionari. Solo che chi la dovrebbe applicare non se lo ricorda. Un po' come la Chiesa.......

 

 

 

Ora la vigilanza ci evita certe forme di autodifesa.

 

 

 

Sono pronto a riprenderle se si fa un pontile dalla costa all’isolotto. Tutti avvertiti.

 

 

 

La vecchia Tribù degli scogli è ancora tutta con me! Ho già raccolto le adesioni. Ci siamo imborghesiti, ma solo di fuori. Dentro siamo ancora indiani, e nemmeno tanto metropolitani.

 

 

 

Tremate tremate, l’indiani son tornati!

 

 

 

foto di tano d'amico '77

Più “scostumati” che mai.

P.S. ringrazio Stefano per avermi riconosciuto una "competenza professionale". Nel mio mestiere non capita quasi mai. Glia ltri sanno sempre tutto di più di te che certe cose le studi da una vita. Perciò l'Italia va a rotoli: troppa retta ad avvocati e commercialisti, poca agli architetti. Il primo che passa sa tutti di urbanistica e territorio, spesso fa anche il politico.

 

 

 

 

EPPURE SOFFIA

(1977 - Pierangelo Bertoli)

ascolta download

E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è viva
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 11:29 | link | commenti (8)
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A mmare
 
 
 
 
Si partia la matina prestu,
cì cu llu scialabba,
cì cu llu trainu.
Tutti eramu chiù cuntienti ti ddri tiempi,
nò n’cera mancu la televisione,
li agnuni a malapena,
tinianu nu tamburrieddru,
la musica ca sintianu era cqueddra.
Rriati a mare, ni scatinamme,
ti pressa intra l’acqua,
trasimme e bbissimme,
tuttu muddramme.
Li mamme , li nonne,
totte ritavanu, totte ritianu.
Prestu rriamme,
ma chiù prestu ni nderame turnare,
ca lu sole a lla strata nò n’era pigghiare.
Cuntienti riamme, chiangendu,
cquasi sempre , turnamme.

postato da: localo alle ore 09:24 | link | commenti
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I MIEI ANARCHICI PENSIERI NOTTURNI

 

 

Il silenzio a volte può essere pieno di rumori inascoltati, voci che si rincorrono attraverso pc lontani, vicini, oggetti moderni per unire e separare. Per farci incontrare e leggere nei nostri sguardi la delusione; oppure infiammare di passioni travolgenti, brevi, lunghe, dispersive, logoranti, tattili, emotive, evanescenti, platoniche: passioni, comunque e ovunque.
Nonostante la tua età, resisti alle stagioni e ti immagino, lo sguardo profondamente vissuto ma con un ombra da "fanciullino pascoliano" sul viso, un segno che ti caratterizza e ti avvicina alla tua Mafalda.
Cosa mi aspetto da te? E perchè dovrei aspettarmi qualcosa da te?
Sì, forse un incontro…

 

Lo so lo so, non rinfacciarmelo, non è stata colpa tua…                                                                                                           Mi piacerebbe magari in un prato di margherite gialle, o davanti al mare in una spiaggia silenziosa: qualcuno potrebbe accendere il fuoco e arrostire del pesce, e poi il vino bianco ghiacciato potrebbe spingere a parlare…

Tu sei diventato subito un amico speciale, anzi molto ma molto di più…

 

Non è un caso che molti di noi sono ancora su questo meraviglioso blog, che esiste grazie a te, architetto del mio eros ribelle…                 

 

Dimostrando che non si segue qualcuno solo sull'onda della moda o per ipocrita e tendenzioso calcolo dettato da vile spirito partigiano.

 

Per cui, come un amico che non vedi da tempo perchè è stato mandato al confino o per esilio volontario desideri rivederlo e chiedergli "come stai" guardandolo e ascoltandolo facendoti ascoltare, vorrei poterti stringere forte forte a me questa notte…

So con certezza che ci sarà un luogo e un momento in cui questo forse potrà accadere, perchè di speranza si nutrono i sogni ed io ho molti sogni che ho tolto dal cassetto e a cui ho potuto dar vita…

 

La migliore delle vite che si può desiderare.Proprio perchè è fatta di sogni…

Grazie per avermelo ricordato, Lorenzo, mio tenero e malinconico poeta di Lequile.


postato da: mafaldalaribelle alle ore 00:01 | link | commenti (1)
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lunedì, 30 maggio 2005

Referendum, questo sconosciuto
Martedì 31 maggio alle 19 a Sannicola presso la sala congressi avrà luogo, credo ultimo di una serie, un incontro dibattito aperto al pubblico sul prossimo referendum per l'abrogazione di parte della legge 40 sulla procreazione assistita. Questa volta a parlare saranno alcuni relatori che si confronteranno sulle ragioni del Si. Molte realtà, come quella di Galatone, sembrano essersi uniformate al diktat nazional-mediatico del silenzio su di un argomento che meriterebbe esattamente il contrario. Per questo motivo fanno piacere iniziative alle quali forse sarebbe opportuno ispirarsi.

postato da: camp alle ore 21:51 | link | commenti
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Lucciule

 

Sta ssì mbicina, l’ora ca sà mitire,

li lucciule a lla ripata ti lì strate,

olanu cuntente,

li agnuni ti città,

sti miraculi, nò lli canoscinu,

li figghi mia, li pigghianu a mmanu,

dopu li lassanu, ntorna ulare,

la matina cquasi totte,

onu piersu lu culore.


postato da: localo alle ore 11:48 | link | commenti
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La Torre dell'Alto - confine sud del Parco di Portoselvaggio.

      

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcosa di strano sta avvenendo sulla baia delle scalette, sotto il "chiapparo", quella della grotta del Presepe di S. Caterina.

Pare che una concessione regionale di matrice fittiana stia per trasformare quella baia in uno stabilimento balneare con pontili e megastrutture "temporanee" ( che comunque vuol dire fine della scogliera libera e modifica del paesaggio per i mesi estivi).
L'impresa è Albanese.
Si parla addirittura di un pontile che collegherebbe la scogliera all'isolotto
Sto chiedendo lumi a chi di dovere.
Chi sa qualcosa dica!
La cosa mi pare gravissima.
Perchè in giro non se ne è saputo un bel niente?

postato da: giusepperesta alle ore 09:17 | link | commenti (12)
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domenica, 29 maggio 2005

RESTAURAZIONE DEMOCRISTIANA???

Avvocato, fa caaaldo…

Stacy_076.jpg

 

 

 

 

 

Ma che minchia scrive???

 

 

 

 

 

 

E' un complotto di centro l'avvicinamento all'amministrazione del povero e innocuo Alemanno che abbandona la fallimentare fattoria dello zio Livio e dei suoi Fitto Boys?

 

 

Il Sindaco dà le caramelle ai mensevichi buoni di Mario Filoni e mette in castigo i boscelvichi cattivi di Roberto Maglio e dell'ex assessora?

 

 

Il rampante Pippi Potenza che stipula patti d’acciaio con i nipotini di De Gasperi?

 

 

 

 

Iniziative di lotta a tutti i livelli?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricorso alle urne?

 

 

 

 

 

Avvocato, fa caaaldo…

Stacy_069.jpg

 

 

 

 

 

Se avessero dato un fottutissimo assessorato al suo inesistente PDCI, adesso la sua unica preoccupazione sarebbe quella di scegliere in quale villa di Santa Caterina portare in vacanza moglie e figli…

 

 

 

 

 

TUTTI UGUALI VOI COMUNISTI ITALIANI!!!

Hai fatto bene NICHI!!!

 

 


postato da: mafaldalaribelle alle ore 16:01 | link | commenti (7)
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Chiudono le scuole, sorge un dubbio.

E come ogni anno i bambini vanno in vacanza, o meglio, non vanno più a scuola. Sono poche, infatti, le famiglie che possono permettersi tre mesi di vacanza con i propri bambini, sarebbe il massimo.
Purtroppo, o menomale, c'è ancora tanta gente che lavora e che se può permettersi un mese di ferie è già tanto. Cosa faranno quindi i bambini ? Una buona parte riuscirà in qualche modo a sfruttare a pieno il periodo feriale, chi con mamma e/o papà, chi con zii, nonni, etc.
Tanti bambini però non sono così fortunati e dovranno accontentarsi per gran parte dell'estate di una baby sitter, di una mamma part-time, di cassette e videogiochi o semplicemente di una strada.
Fioriscono, per chi se li può permettere, i campi estivi, le scuole private che organizzano attività al mare o comunque all'aria aperta, segno che che sono in tanti a sentire il bisogno di offrire qualcosa ai propri bambini non potendolo fare in prima persona.
A Galatone ci fu nel passato qualche iniziativa di campo estivo, molto limitata, ma con file d'attesa e prenotazioni da evento dell'anno.
Sono convinto che iniziative del genere sarebbero anche economicamente vantaggiose per l'organizzatore, tant'è che i privati lo fanno, perchè non può farlo l'Amministrazione Comunale ? Forse sarebbe anche un'opportunità di lavoro temporaneo per molti giovani e meno giovani.
Il fenomeno dell'affollarsi nei campi estivi fa però riflettere su quello, a prima vista incomprensibile, che conduce le scuola materne a svuotarsi sin dai primi di giugno.
Ho persino saputo di genitori che iscrivono i figli in una scuola privata dal 10 giugno in poi e lo ritirano dalla materna statale (che finirebbe il 30/6).
Certo, i bambini non sono pacchi da parcheggiare in una scuola, a giugno tutti i bambini dovrebbero essere a mare.
Ma per chi non ha la possibilità di farlo è sicuramente preferibile lasciare i figli nella loro scuola, fra i loro compagni e maestre, impegnati in attività sicuramente più educative di una baby sitter o di un videogioco.
Basterebbe poco ad eliminare ogni controindicazione. Scuole materne che rispettino i parametri di legge (ovvero almeno il 60% di spazi attrezzati a verde sulla superficie totale), eventualmente dotate di climatizzazione, un buon progetto ludico-educativo che valorizzi il periodo con attività mirate (es. giochi con l'acqua, spettacoli all'aperto) e magari qualche idea per utilizzare le medesime strutture per un campo estivo (che fine ha fatto il vecchio ludobus ?).
Sembra invece che il principale interesse sia quello di svuotare le scuole al più presto (almeno quelle pubbliche), ma che tristezza nel vedere quei bambini bighellonare per strada nell'afa estiva.
Chiudono le scuole, e come ogni anno, 30 giorni prima della chiusura, termina il servizio di refezione (riaprirà, se va bene, 30 giorni dopo l'inizio delle attività didattiche). I bambini sono vivamente invitati a starsene a casa, i genitori che lavorano ad affidarsi a nonni, baby sitter, scuole private.
A nulla valgono le petizioni popolari, le assemblee dei genitori le mille richieste di far coincidere il servizio di refezione scolastica con il calendario scolastico. In un paese normale avrebbe senso una richiesta per il contrario, ma a Galatone bisogna elemosinare l'ovvio, senza risposta. Possibile che si continui a fingere che non esista questo bisogno ? A vantaggio di chi ?
Ricordo una vecchia canzone di Gaber che ironizzava sui luoghi comuni della destra e della sinistra e mi sorge un dubbio.
Castrare le potenzialità dei servizi pubblici lasciando, chi se lo può permettere nelle mani dei privati, e gli altri per strada è di destra o di sinistra ?
O forse di centro ?

postato da: camp alle ore 01:46 | link | commenti (8)
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sabato, 28 maggio 2005

IL 2 GIUGNO 

 

 

Si avvicina il ponte del due giugno: ecco un'inutile elenco degli arcani oggetti che si trovano nelle camere d'albergo -  non dico l'hotel di lusso (non tutti hanno un padre, un ragazzo o un marito ladro!!!) nemmeno la pensione con topi e scarabei - insomma, l’aurea mediocritas, il medio stat virtus, la via di mezzo, quantomeno come tariffa al giorno...

Il frigobar.
Microelettrodomestico contente bevande d'emergenza a prezzi modici (a soli 8 euro la mezza minerale gassata). Ha poi un'altra funzione: nella notte il suo assordante ronzio serve a tener svegli gli ospiti dal sonno leggero. I quali, pur di dormire, finiscono per staccare la spina dell'apparecchio, provocando così il disgelo dei cubetti di ghiaccio da 9 euro cad. e il conseguente allagamento della camera. Ma dai, che si vive bene, come dice il Bandana!!!

I quadri. Il "Mazzo di Fiori", la "Natura Morta con Uva", la "Donna Nuda Brutta". Dove vanno a finire tutti i quadri mal riusciti del mondo? Quelli che nessuno osa mettersi in casa, nemmeno la mamma del pittore? Facile. Vanno a finire sulle pareti delle camere d'albergo a due stelle.

La televisione.
Ogni cameretta d'alberghetto o di pensione oramai ha il suo televisore, segno dei tempi. Si tratta di un apparecchio da 8 pollici, talora in equilibrio appeso a una parete per non occupare spazio prezioso. Trasmette canali italiani, tedeschi, francesi, inglesi, la cnn, una rete regionale dedicata al mago che dà i numeri del lotto, un canale televendite di pentole, canali criptati a pagamento:1 di cinema e 15 porno, per i porcellini come il mio Mario…

Gli orari della colazione. Affissi alla porta, in tutte le lingue del pianeta ci dicono che la colazione si fa dalle 6 alle 9.30, guai a chi arriva in ritardo. Il viaggiatore turista è contemplato solo se mattiniero. Per non perdere la colazione occorre quindi puntare la sveglia alle 9 (siamo in vacanza, cazzo!!!): se gli ospiti si presentano in sala dopo le 9 e trentuno vengono cacciati via in malo modo dalla cameriera che sta già sparecchiando.

Le bustine omaggio col nome e logo dell'albergo. Stanno nel bagno, sulla mensola, cortese omaggio del hotel, come a dire guarda quanto siamo gentili, ti regaliamo pure il sapone. C'è la fantastica confezioncina con l'ago e filo per nani, quella del bagnoschiuma, la spazzolina per lucidarsi le scarpe (è lì dal '71, intatta perchè nessuno ha mai capito cosa sia), i profumini, il dentifricino (più raro) la malinconia del bicchierino incellofanato, l'immancabile "Sacchettino da Signora" - fine perifrasi per dire: donne, oche giulive, signore perbene, diobonino cazzo, gli assorbenti metteteli qui e non buttateli nel water che poi ce lo intasate e dobbiamo chiamare l'idraulico. Le bustine sono bellissime, tutte da rubare. Gli ospiti dell'albergo prima di partire se le nascondono nei bagagli, nel farlo si sentono più furbi. Non le useranno mai, anzi: durante il viaggio, come per magia, il microflaconcino dello shampoo si aprirà da solo all'interno della valigia firmata. Ma questo loro lo scopriranno solo una volta tornati a casa. Idioti!!!                        

Comunque Mafalda, alla faccia degli alberghi con le stelle, se ne va a leggere I Sepolcri in un antico casolare del '200 immerso nella misteriosa e sensuale campagna ravennate ...

Vuoi una cartolina??? 

Dammi l'indirizzo...

 

 

 


postato da: mafaldalaribelle alle ore 18:49 | link | commenti (3)
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 Ragione e sentimento - Vedi versione grafica con cast

 

 

 

Mi ritrovo ancora una volta a registrare una serata di letteratura e di pensieri e di buona comunicazione a Galatone.
 
Tante volte sembra che certi spazi no ci siano, che sia perduta la cultura di sostanza per fa r posto all’avanspettacolo culturale dell’immagine vuota e ipocrita. Invece, ancora una volta, i fatti danno torto a che pensa che certe cose non si possano fare, tanto meno si possano fare in un paese della provincia a sud del sud.
 
 
Invece l’incontro con Bevilacqua di ieri sera è stato ancora una volta sorprendente. Sorpendente per qualità e quantità di pubblico, per attenzione, per organizzazione ed attenzione.
Il carisma dell’esperto e autorevole scrittore ha fatto certamente la sua parte. Certe personalità si possono discutere ma non contestare. Non si diventa scrittori di fama e di successo per così tanto tempo senza uno spessore umano. Scordiamocelo. La popolarità dei Grandifratelli e dei Costantini dura minga. Non è il caso di Alberto Bevilacqua.
Premetto che non è il genere di letteratura che amo, che non è il genere che prediligo, che non è lo stile che ammiro.
Insomma…. A me Bevilacqua non piace.
Ma da questo a non riconoscere sensibilità, complessità e profondità di pensiero, grande capacità narrativa e affabulatoria ce ne vuole.
E non mi permetterei mai di disprezzarlo.
 
 
Bisogna cominciare a convincersi che la cultura a Galatone tira, ha il suo pubblico.
Il Preside Mancino, mio amico professore dei tempi del liceo -nota: prima amico poi professore-, ed ora preside dell’ITIS di Galatone mi spiegava che le sue iniziative non tendono mai ad avere coperture totalizzanti. Con settecentocinquanta studenti e trentacinque classi, mi diceva, non si può pretendere di fare manifestazioni che coinvolgano la maggior parte: bisogna andare su piccoli numeri e variare,  così da coinvolgere, secondo i propri interessi, tutti quanti.
Rimarranno fuori quel numero, che esiste, dei disinteressati a tutto, ma per quelli c’è poco da fare quando si è tentato tutto.
Mi pare un ragionamento che non fa una piega. Esportabilissimo…. Anche per l’Estate Galatea.
E mi pare che i programmi dell’anno scorso sono stati fatti proprio con la stessa logica. Speriamo che si continui così.
 
 
Le domande dei ragazzi che avevano letto il libro erano mediamente interessanti. La bravura dello scrittore ha fatto sì che tutte ricevessero risposte interessanti. Peccato che molti ragazzi avevano mandato a memoria la domanda. Pensavo che oggi certe cose non si facessero più.
E’ sta interessante anche la risposta decisamente irosa data allo studente che voleva sapere come lo scrittore si sentisse nei panni di autore di “libri di consumo”.
Ottima la risposta. Evidentemente ancora oggi c’è chi pensa che nella cultura “meno siamo e meglio stiamo”, ma sappiamo che non è così. Chi non si fa capire è sempre uno che non riesce a comunicare, e chi non comunica è un isolato. Avrei preferito invece chiedere a Bevilacqua se non consideri la sua prosa un po’ datata, poco legata all’evoluzione connaturata con lo scrivere. Quello sì.
 
Mi è piaciuto molto quando ha parlato dell’ironia e della passione, quando ha parlato dell’” epos”, quello che ti fa scalare lo Stelvio in bici solo per il gusto di riuscirci contro di te e per te. Questo è un valore che mi pare vada scomparendo. Nella civiltà dell’esserci e dell’apparire l’essere e il riuscirci senza riconoscimento pubblico mi sembrano valori scomparsi.
Così ho condiviso quando parlava di una sensualità forte non legata necessariamente al sesso. Anche questo mi pare valore in via d’estinzione in un contesto sociale rivolto solo al sesso usa e getta e non alla piena educazione alla sensualità sentita quasi come religione e come summa di pienezza della vita.
Penso che ai moltissimi giovani presenti sia servito rifletterci su. C’è così poco spazio per certi discorsi, per certe tematiche…. Forse perciò si fa il tutto esaurito quando certi personaggi così carismatici e così poco professorali escono in pubblico.
 

postato da: giusepperesta alle ore 12:55 | link | commenti (6)
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A mi me gusta ese Alcalde.

 

 

 

Entro nel battibecco di questi giorni e ci entro a gamba tesa.

Ma vi rendete conto che la passata estate galatea è stata la migliore vista da anni?

L’Amministrazione ha portato eventi che molti paesi in provincia anelavano di avere. Penso soprattutto al Cinema del reale. Poi il coinvolgimento in tante altre iniziative. Da anni non si vedeva tanta gente partecipare alle tante iniziative, sia attivamente, sia come semplice fruitore. E bisogna dire grazie al lavoro certosino di tanti (persino impiegati comunali che lavoravano gratis!), sollecitati e coordinati dai vari assessorati. E il Sindaco era sempre presente. L’ho visto. Me lo ricordo.

 E oggi stiamo a fare gli schizzinosi sulla scorsa estate?

Pinuccio mi ricordo che a chiusura dell’estate Galatea, purtroppo funestata dal mal tempo, scrisse sul blog che non aveva mai visto tante iniziative.

Mi risultano pertanto di difficile comprensione le critiche che sto ascoltando oggi, a parte il risentimento più che motivato di Luigi, il quale sicuramente troverà spazio nelle prossime iniziative.

 

 

 

Mi premeva spezzare una lancia in favore del Sindaco.

Tutto qua.

Poi ognuno resta delle proprie idee, e io continuo a pensare che Fitto sarebbe stato meglio di Vendola.

Però Luigi Vaglio è migliore di Miceli. E Miceli era infinitamente migliore di Maglio.


postato da: juandemairena alle ore 10:39 | link | commenti (3)
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Nà chitarra
 
La chitarra mia,
stae minata a nn’angulu,
cu lla sonu,
io nò maggiu mai mparatu.
Stae a nnanzi,
a nn’armadiu ecchiu, ma nchiuatu,
ca la bunanima ti nonnama,
a mammama, comu tota, eddra nà datu.
Foi cattata a nà festa ti paese,
ma puru tandu, cu lli tecite mia,
eddra si cumbattia.
Oce, na corda rotta tene,
n’addra totta lintata stae,
lu tiempu cu lla sonu,
è passatu,
la cguardu è mmi ricordu lu passatu.

postato da: localo alle ore 09:56 | link | commenti
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venerdì, 27 maggio 2005

RICORDATEVI !!!!!

nell'ambito dell prima edizione della Settimana della gioventù,

organizzata dai docenti e dagli studenti dell’I.T.I.S. E.Medi di Galatone,

con il sostegno dell’Amministrazione Comunale;

OGGI

a Galatone

nel Chiostro dei Domenicani, alle ore 19 

appuntamento con Alberto Bevilacqua.

Al centro dell’incontro il libro “Tu che mi ascolti”

per affrontare le tematiche del dialogo intergenerazionale

e in particolare il rapporto genitori e figli.


postato da: giusepperesta alle ore 12:30 | link | commenti
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Articolo Gazzetta del Mezzogiorno.

Le Crociate,

I CROCIATI

il film di Ridley Scott visto da Raffaele Licinio

Le Crociate, il film di Ridley Scott ora sugli schermi italiani, ha avuto un'accoglienza contrastata. Da una parte ci sono i critici cinematografici che, in maggioranza, hanno valutato positivamente il film. Dall'altra gli storici del Medioevo che hanno fatto «pollice verso». Insomma qualcosa di diverso dal solito, quando cioè sono pubblico e critica a dividersi. Il questito è: possono la divulgazione e lo spettacolo essere fedeli alla storia? In proposito abbiamo interpellato Raffaele Licinio, ordinario di Storia medievale all'Università di Bari, studioso in particolare dell'età di Federico II. Sei anni fa ricorreva il nono centenario della presa di Gerusalemme, al termine della prima «crociata» (15 luglio 1099): il cinema se ne dimenticò. Ora questo film di Ridley Scott riprende il tema, sia pur ambientandolo tra la seconda e la terza crociata. Ci sono elementi di novità, rispetto alla precedente filmografia sullo stesso argomento? «Prima di rispondere alla domanda, non posso eludere uno dei nodi sempre attuali del rapporto tra cinema e storia. Che cosa significa in realtà "film storico"? Un film e un libro di storia, ciascuno nella sua indiscutibile e necessaria autonomia, reinterpretano e reinventano la storia con strumenti e con esiti assai diversi. Forse, sarebbe più corretto parlare di "film in costume", piuttosto che di "film storico". Ciò non toglie che ogni film sia anche un prodotto storico e storicamente definibile, nel senso che esso rappresenta non tanto l'età che mette in scena, quanto l'età in cui è girato». Per ciò che riguarda il film di Ridley Scott? «Come dicevo, il maggior elemento di novità del film di Scott va colto non all'interno dell'attuale dibattito storiografico e specialistico sul ruolo delle "crociate", ma in rapporto allo stato attuale della "questione palestinese" e, più in generale, delle relazioni tra Occidente e Islam. Le crociate ha il merito di riproporre questo nodo, ma in termini che appaiono troppo schematici, troppo elementari. La coesistenza e la tolleranza difficilmente si raggiungono se si semplifica troppo una questione estremamente complessa: se la si rende solo un problema etico, di buoni e cattivi, di falchi e colombe, invece che un problema in primo luogo politico, anche una proposta pacifista diventa poco credibile. Tra l'altro, non posso non rilevare l'incongruenza per cui le scene migliori, ed anche storicamente più corrette, di un film che vuole esaltare pace e tolleranza, sono proprio le scene belliche, quelle degli assedi e degli scontri armati. E qui davvero Scott dà il meglio di sé». In quale misura anche in «Le crociate», come in tanti altri film ambientati nel lontano passato, si riscontrano distorsioni ed errori sul piano più propriamente storico? E', questo, un problema di fondo, che si ripropone ogni volta che venga realizzato un film che si ispira ad epoche remote, particolarmente nel caso in questione, ad un grande evento del Medioevo. «Anche qui, siamo di fronte a un antico problema: che cosa deve fare lo storico chiamato ad esprimersi sulla verosimiglianza storica di un film, se non individuarne gli anacronismi e gli "errori"? Se su un film mi si chiede un giudizio estetico, o semplicemente di gradimento, cercherò di fornirlo, nei limiti della mia competenza o dei miei "gusti" di spettatore. Alla domanda precisa se nel film di Scott ci siano errori storici, non posso invece che rispondere elencandoli» E ci sono anacronismi ed errori nel film? «Certo. Dirò, ad esempio, che la prima didascalia iniziale del film propone il secolo XII come un secolo di estrema povertà e repressione, per l'Europa: al contrario, fu il secolo della rinascita e dello sviluppo agricolo, commerciale e culturale. Dirò che la bandiera con la mezzaluna all'epoca non esisteva (apparirà nel Quattrocento con i Turchi Ottomani), ed è davvero incongruo dare a Mazzini o Garibaldi la bandiera dell'Onu. Rileverò che è anacronistica la presenza di un consigliere sciita presso il Saladino (Salah ad-Din era curdo e sunnita). Annoterò che Baliano II di Ibelin è personaggio realmente esistito, esponente di quel ceto feudale che in Palestina cercava rendite e prestigio, tanto da impalmare la principessa bizantina Maria Comneno (altro che morta, è volutamente cancellata nel film: ostacolava l'amore, inventato ma necessario a fini di "cassetta", tra Baliano e Sibilla). Aggiungerò che Eraclio, presentato come vescovo vile e "cerchiobottista", non era un vescovo cattolico, ma il patriarca ortodosso di Gerusalemme; e via dicendo. Alcuni anacronismi sono errori, e gli errori li fanno anche gli storici di professione, altri sono scelte precise del regista e dello sceneggiatore, scelte stilistiche, scelte narrative. Lo storico non le "condanna": ma cogliere sviste e anacronismi voluti, mi consente di comprendere meglio l'"ideologia" del film, e persino l'ambiguità della sua lettura storica e del suo dichiarato intento di esaltare la necessità di dialogo tra culture e fedi diverse». Il problema, in casi del genere, è la valutazione complessiva di un'opera dell'immaginazione, che si pone di per sé su un piano diverso da quello strettamente storico. Ora, nel caso in questione, questi errori influiscono negativamente sul risultato artistico del film? «In parte direi di sì. Come spettatore, mi rendono difficile "partecipare" al film e lasciarmene coinvolgere. Ma Le crociate, così come un altro spettacolare film su quel periodo, Saladino, girato nel 1967 dall'egiziano Youssef Chahine (e anche qui il Saladino era presentato come personaggio leale e generoso), non funziona soprattutto sul piano della credibilità del messaggio che vuole lanciare. Troppo schematica la realtà rappresentata, e invece proprio la storia avrebbe potuto suggerire elementi ben più efficaci, anche sul piano della drammatizzazione. Se si vuole rappresentare la tolleranza come base irrinunciabile della coesistenza, come si può poi omettere così vistosamente la presenza e il ruolo degli ebrei, nella Palestina delle crociate e nel Medio Oriente di oggi?». Insomma ne vien fuori un Medioevo crdibile? «Ribadisco: allo storico come al critico cinematografico, rilevati gli anacronismi di un film che si propone come "storico", interessa qualcosa di più. Interessa cogliere l'idea, l'immagine, l'interpretazione che il regista fornisce di quel dato periodo o fenomeno storico. Ebbene, su tutti i piani il Medioevo di Scott è poco credibile. Certi anacronismi del film sono figli di una concezione riduttiva, ottocentesca, e tutto sommato sbagliata del Medioevo. È il Medioevo che noi chiamiamo neogotico, neotemplare, un'età che, così come solitamente la rappresenta Hollywood, non è mai esistita, ma che nella fruizione di massa, nel rapporto tra cinema e pubblico, diventa sin troppo reale. Meglio allora, molto meglio il Medioevo "popolare" e "di vita quotidiana" reinventato da Mario Monicelli nell'ineguagliabile L'armata Brancaleone, o quello di Ettore Scola nel sottovalutato L'arcidiavolo, entrambi del 1966. E forse non è un caso: anticipavano in qualche misura molti temi del '68».
Vito Attolini

26/05/2005

postato da: giusepperesta alle ore 09:38 | link | commenti
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La questione è complessa. Come funziona la mente di un blogger? Come nasce un post? Com'è che a uno viene in mente qualcosa da scrivere su un maledetto diario on line e come avviene la conversione dal pensiero alla parola scritta?
Intendo dire: avete mai individuato quell'esatto momento in cui scatta la scintilla e dtei "appena arrivo a casa lo scrivo"?. L'ipotesi è che i post siano tutti nell'aria, come i pezzi di Springsteen. Sono lì a disposizione, basta alzare lo sguardo e afferrarne uno. Qual è però la causa scatenante? E quando accade? (non mi chiedo il perchè, glisso e basta).
In ogni caso un'indagine sociologica del Dipartimento di Comunicazione dell''Università di Harvard, Stato di Frittole, ha portato ai seguenti risultat
i.

ANALISI DELLE CAUSE SCATENANTI DI UN POST

DOVE E/O QUANDO % RISULTATO
AL CINEMA NEL BEL MEZZO DI UN FILM  10% C'è chi ha aperto un blog apposta. In realtà la pulsione da post vi rovina la visione del film. CONTROINDICAZIONE: il tragitto dal cinema a casa di solito pregiudica la spontaneità del post. E' un bel casino.
MENTRE FAI SESSO  5% Di solito compromette fatalmente la prestazione, in compenso può far nascere un post memorabile. CONTROINDICAZIONE: con quella persona avete irrimwediabilmente chiuso. E se ha un blog ve la farà pagare. 
LEGGENDO UN ALTRO BLOG  20% Si chiama "fare le pulci". Se volete è un po' come tirare fuori un corollario da un teorema: spesso potete scoprire l'ebrezza di avere opinioni che voi stessi non condividete. CONTROINDICAZIONE: rischiate di scatenare una rissa verbale tra bloggers che vogliono avere sempre l'ultima parola e poi vi tocca starci dietro per dei mesi.
SPULCIANDO REPUBBLICA.IT  10% Una fonte inesauribile di notizie imperdibili: occorre una grande capacità di selezione e di analisi per affrontarle tutte. E poi occorre arrivare prima di lui che ne fa un uso spropositato ma ampiamente giustificato da tempo.
SERATA IN BIRRERIA  15% Dotandosi di registratore portatile sarebbe possibile riportare alla lettera perle di saggezza illuminanti, aforismi imprescinbili, lezioni di vita che lasciano il segno, esperienze indimenticabili, avventure mirabolanti. Con l'opportunità di farvi idee nuove quando ne avete già molte vecchie che non avete mai utilizzato. CONTROINDICAZIONE. La natura ci ha dato per fortuna la facoltà di smaltire le sbornie e dimenticare/ricordare male quanto detto/accaduto la sera precedente. Chi probabilmente non beve invece le ricorda benissimo e finisce per scriverlo.
SOGNI E RICORDI DI INFANZIA  5% E' la possibilità che ti viene data di mettere in atto l'effetto Slidin' Doors, ovvero: le cose sarebbero andate così se solo io.... CONTROINDICAZIONE: un grande groppo alla gola.
ASCOLTANDO MUSICA  10% Anche qui la sorte ci ha dato una mano: non siamo Luzzatto Fegiz, ed è già una bella cosa. CONTROINDICAZIONE. Luzzatto Fegiz viene pagato per fare cose che voi fate gratis.
POSTO DI LAVORO  15% Territorio ricchissimo e fertile di spunti. CONTROINDICAZIONE: territorio minato dal pericolo di venire individuato da chi proprio non vuoi nemmeno che sappia hai un blog.
VIAGGIANDO  8% SOLO CONTROINDICAZIONI: Mentre sei in viaggio hai di meglio da fare che ingaggiare lotte titaniche con la piattaforma splinder. Quando sei tornato dal viaggio sei depresso. Quando ti passa la depressione non trovi più le parole giuste per raccontare il viaggio. A meno che tu non sia Bruce Chatwin.
FACENDO YOGA  1%
Più che altro capita a lei
IN SAUNA  1% Più che altro capita a lui
COLTO INASPETTATAMENTE DA FANTASIE EROTICHE ASCOLTANDO LA VOCE DI MARIUS SAFIER DEL CIS O DI MICHELA MACIOCI DELL'ACI CHE TI SPIEGANO COME UN MIETITREBBIA SI SIA RIBALTATO CAUSANDO CENTINAIA DI FERITI SULLA A1 E ABBIA PROVOCATO UNA CODA DI 17 KM PRESSO BARBERINO DEL MUGELLO  1%
O siete normali e vi lanciate sulla classifica dei materassabili o siete decisamente strampalati e vi chiedete perchè è successo proprio a voi. Marius Safier? Michela Macioci? Ma chi siete.... Andate via. RIMEDI/CONTROINDICAZIONI. Occorre cercare al più presto un ottimo psichiatra. Per di più - a dispetto della voce meravigliosa - le due signorine citate a fianco sono probabilmente più storte e scrause di un quadro di Picasso. Perchè la vita è così.

 

parole sprecate di: frittole


postato da: giusepperesta alle ore 08:34 | link | commenti (4)
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dubbi della bioetica: se l’embrione è un essere umano, perché somiglia tanto a Sandro Bondi?
di Lia Celi
 
Aspetto molliccio, testone glabro, incapacità di vivere e di pensare autonomamente: difficile riconoscere dignità umana a un essere siffatto, specie se fa pure il coordinatore di Forza Italia. Anche il neobigotto Giuliano Ferrara si schiera in difesa del concepito: “Un feto di ventun giorni ha un’anima: io la mia l’avevo già venduta a due settimane”. Buttiglione minimizza l’importanza delle cellule staminali, in grado di trasformarsi a seconda delle necessità: “Noi diccì lo facciamo da sempre, e non abbiamo mai guarito nessuno”. Chiamati a scegliere tra fecondazione medicalmente assistita e sterilità religiosamente imposta, gli italiani cominciano a invidiare gli embrioni: non fanno un tubo, non pagano tasse, e I politici si fanno in quattro per loro. Il ministro Pisanu annuncia nuove misure per scoraggiare il turismo procreativo: negli aeroporti verrà installato il “fetal detector”, per smascherare le italiane che tornano dall’estero dopo un concepimento in provetta. Intanto gli scienziati digiunano contro l’informazione carente sui referendum del 12 giugno, ma il governo fa spallucce: “Dopo i nostri tagli alla ricerca, per loro morire di fame è un’abitudine”.

postato da: giusepperesta alle ore 08:29 | link | commenti
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