Galatown

MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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sabato, 30 aprile 2005

Finanziamenti per impianti solari termici

Nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 60 del 21 aprile 2005 è pubblicata la Determinazione dirigenziale n. 177 del 14 aprile 2005: “POR Puglia 2000-2006. Asse prioritario I "Risorse naturali" - FESR Misura 1.9 - Azione D).



Approvazione Bando regionale diretto alla concessione di contributi per la realizzazione di impianti solari termici di cui alla D.G.R. n.460/2005”.
Il bando disciplina le procedure per la concessione ed erogazione di un contributo pubblico in conto capitale, nella misura massima del 50% del costo di investimento ammesso -Iva esclusa- per la realizzazione di impianti solari termici per la produzione di calore a bassa temperatura.
Possono essere ammessi al contributo esclusivamente gli interventi di installazione di impianti solari termici fissi, secondo i requisiti prescritti e avviati successivamente alla presentazione della domanda di contributo.
Possono presentare istanza tutte le imprese che risultino proprietarie o esercitino un diritto reale o di godimento sul complesso edilizio cui si riferisce l’intervento.
Le istanze, in bollo, corredate dalla documentazione richiesta e redatte sulla base del modello allegato al bando, dovranno essere inviate esclusivamente per posta raccomandata, con avviso di ricevimento, a: Regione Puglia- Assessorato Industria Commercio Artigianato Attività Produttive ed Energia- Settore Industria ed Energia- Corso Sonnino, 177- 70121 Bari a partire dal 21 maggio 2005 ed entro e non oltre il 20 giugno 2005.
Ogni busta deve riportare la dicitura: “Domanda di contributo per impianto solare termico” e deve riferirsi ad un solo impianto e un solo beneficiario.
Per informazioni di dettaglio è possibile rivolgersi presso il Settore Industria, C.so Sonnino 177- 70121 Bari al responsabile della misura: P.I. Francesco De Grandi (Tel.0805406946) e-mail f.degrandi.industria@regione.puglia.it

testo integrale:
http://www.regione.puglia.it/quiregione/web/files/industria/solari.pdf

postato da: camp alle ore 21:39 | link | commenti (2)
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Jentu e Sule, terra e mare,
Agrodolce di nespola e lattice di fico,
Acre respiro di terra bagnata,
Timo di macchia e rucola e rugiada,
Spiga generosa di frisa foriera,
Orgiastica mistura di odori e colori,
Terra madre e matrigna,
Serpe e strafica,
Notti sudate di vento africano,
Sole che spacca e nutre l'anima.

Questo è un commento, in versi, del mitico Pasquale Chirivì (From Hell sarà contento, pure quando saprà che un giorno di questi scenderemo nell'inferno! Così mi farò perdonare per l'assenza di ieri notte) dopo aver ascoltato un CD di un duo di musicisti neretini: Davide Tarantino e Simone Borgia. Il progetto musicale si chiama "Luna a Sud" e il CD si intitola, appunto "Jentu e Sule".

E' il modo con cui voglio presentare alla comunità di Galatown l'amico Pasquale che, con grandissimo piacere, desidera inserirsi quale bloggista del multiblog. Prego, quindi, Pinuccio di spedirgli via e-mail user-id e password.

BENVENUTO TRA NOI.


postato da: sergiospirito alle ore 21:12 | link | commenti (1)
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Cronache dallo SBAM

 

Serata bukowski presso lo SBAM di Galatown.

Eih! La gente c'era...... La piccola sala era piena di giovani.

Veramente belli ed interessati. Non molti ma buoni.

Pochi gli over trenta.

C'era anche un po' di popolo web: giusepperesta, scritturando, mpuliticare, fromhell.  Una bella occsasione per uscire dalla virtualità. Ed entrare in un'altra.

Belle luci, soffuse, diffuse e calde sotto le antiche volte di pietra. Ambiente salottiero, tappeti e divani, tavolini e libri sfogliati.  Quasi una certa decadenza ottocentesca.

Di grande contrasto con le svisate strappabudella e i fischi modulati con maestria della Gibson di Fromhell che hanno interrotto perentori il chiacchiericcio di prespettacolo.

Partono le letture bukowschiane, parte Alessio Papa.

Parte tosto, dritto al volto con la lettura ritmata delle visioni di Charles, ferite di parole si aprono nell'aria, luci di sangue odore di sudore e sperma e disperazione ci intridono la mente, ci sferzano il cervello, la nausea dell'alcool del poeta underground alemanno-statunitense ci contaggia nel delirio di parole stringate, attaccate una all'altra come un treno che sta per deragliare sotto il ritmo incessante del rif distorto svalvolatamente diffuso da un doppio cono d'annata e dannato.

Poi passano le voci delle ragazze.

Emanuela Palma, particolarmente ispirata , tira la voce da fin dentro il fegato, si trasforma e si aliena immedesimata nella tragica lettura.

E poi le altre ragazze di gamba lunga, delicate come un giunco che sembrano saltare fuori dalla storia di Giuseppe Bergman e poi ti sorprendono per la forza e l'energia che tirano fuori dalla gola, energia che gli parte dai nervi tesi, dal piede sino al collo, come angeli ribelli, leggono inarcando le cosce di spasimo.

E ancora chitarra, elettrica ed elettrificante, che ti rimbomba nella pancia come ogni buona emozione, e ti stride nella fronte, come un flash in pieno volto.

Tempi lenti, rockaccio dannato, effetti di struscio e pizzico, smanicate toste e carezze alle corde, l'uno e l'altro da pelledoca, come un'aplesso sonoro.

E ancora Alessio bukowskizzato che parte e riparte sul ritmo di sballi americani.

Pubblico attento, qualcuno non riesce a fermare il corpo che vibra tra suoni e parole.

Viene fuori un'aria veramente maledettamente, perfettamente bukowschiana: energia e sputo sociale, sesso e ribellione romantica.

Gli organi sono veramente caldi, al calor bianco, il trip è andato.

Va bene, ragazzi, va molto bene.

Stomaci forti e sensibilità alta, questi ci vuole per questi drammi. Poi ti lasciano un segno, ti incidono dentro. Molto bene ragazzi.

Molto bello il microfono carrozzato cinquanta da Elvis e/o radioluposolitario dove passano anche Gianluca e Francesco con altri versi di altri poeti, altri maledetti bevitori di amore e fuoco.

Bukowski ha bevuto all'inferno una vodka e birra anche per la vostra salute, contateci!

Mi aspettavo un completamento della rottura degli schemi: Alessio che recitasse la Cavallina Storna urlata sopra la chitarra di Luigi, così.... tanto per sovvertire il buonismo ipocrita della poesia didattica, tanto per rigurgito di una scuola sempre troppo avara di sensazioni forti, quelle che uno si comprime da piccolo e si legge da grande. Quella che chi vuole, perchè ama, va a scoprirsi da solo, senza programmi, progetti e cattedre.

Bene ragazzi, molto bene.

C'è una Galatown con le palle che ricerca e fa, che legge e grida.

Porcamiseria se esiste.

Facciamola uscire dal vivamaria asfissiante ed imperante!

Finiamo con un buon rum, quattro chiacchiere, ricomponiamoci dopo la scossa, prima dell'oblio del sonno.

Molto bene, ragazzi... così si fa!

 Il matrimonio,

Dio, i figli,

i parenti e il lavoro.

Non ti rendi conto che qualsiasi idiota

può vivere così

e che la maggior parte lo fa?

C. B.

 


postato da: giusepperesta alle ore 12:37 | link | commenti (2)
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LU S.S.CRUCIFISSU TI GALATUNE.
Nce’ ndore si sente intra ll’aria,
nu ndore ti festa,
ndore ti cupeta e di scapece,
nu ndore ti nduri e di culuri.
La bbanda, a llu luntanu,
intra lli strate ecche, sta ssona,
nu corpu, a ll’arria,
ogne tantu trona.
La gente sprenge,
cu ttrase intra lla chiesa,
cu bbecia lu santu ,
cu bacia la statua.
Lu prete cquardianu,
controlla ce’ ffaci,
ci iessi e nno pachi,
a mmente rrumani.
E’ festa,
la festa cchiù rrande,
ti lu paese mia.

postato da: localo alle ore 11:06 | link | commenti (1)
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venerdì, 29 aprile 2005

Ministero dell'Istruzione
Centro Servizi Amministrativi per la Provincia di Lecce

Lecce, 6 aprile 2005
prot. 1879

Al Sig. Sindaco del Comune di Galatone

Ai Dirigenti Scolastici
Direzione didattica I e II Circolo
Scuola Secondaria di I grado
Galatone

Oggetto: Edifici Scolastici - Soppressione plesso Scuola dell'Infanzia

Con esposto datato 20 dicembre 2004, un genitore di alunno frequentante la scuola del 2° Circolo Didattico ha informato questo Ufficio della soppressione del plesso di scuola dell'infanzia afferente al 2° Circolo Didattico ubicato nell'edificio di via Beato Egidio.

A seguito di apposita richiesta, il Dirigente scolastico della citata scuola ha trasmesso una relazione arricchita di alcuni allegati.

Dal contesto delle carte risulta:
* soppressione del plesso di scuola dell'infanzia di via Beato Egidio
* provvedimento di rifunzionalizzazione del medesimo edificio da scuola dell'infanzia a uffici comunali
* rideterminazione funzionale di alcuni edifici scolastici del comune

Quest'Ufficio esprime la convinzione che i provvedimenti adottati rispondono all'avvertita esigenza di codesta Amministrazione di razionalizzare gli interventi in materia di edilizia scolastica; tuttavia gli stessi provvedimenti non risulterebbero, dalle carte in possesso di quest'Ufficio, rispondenti alle norme in materia di utilizzo degli edifici scolastici.

In particolare, per l'edificio di via Beato Egidio non risulta acquisito, da parte di codesto Ente, il parere dell'Amministrazione scolastica e della Provincia in merito al cambio di destinazione d'uso, così come previsto dal 7° comma dell'art. 8 della legge 11 gennaio 1996, n. 23.

Il piano di utilizzazione degli edifici scolastici risulta essere stato adottato senza la preventiva intesa con i Dirigenti scolastici delle scuole del primo ciclo di istruzione del Comune.

Ciò ha comportato le lamentele del mondo scolastico; in particolare il Dirigente scolastico del II Circolo ha evidenziato come il piano adottato non tiene conto delle esigenze della comunità scolastica soprattutto per l'attuazione della legge di Riforma degli Ordinamenti scolastici che prefigurano la necessità di spazi idonei per l'esplicazione delle varie attività e laboratori.

Stante quanto sopra, quest'Ufficio auspica un incontro fra le SS.LL. per l'adozione delle iniziative tese al miglior utilizzo degli edifici scolastici.

Il Dirigente Coordinatore
Antonio Campanelli

------------------------------
In breve l'Amministrazione Comunale ha il diritto di razionalizzare le risorse di edilizia scolastica, ma può farlo, a norma di legge, SOLO previa intesa con quella scolastica e con la provincia.
In questo caso Sindaco e Giunta hanno violato la legge a danno della comunità scolastica di Galatone.
Attendo che qualcuno inserisca il Provveditore nella lista dei nemici politici dell'attuale maggioranza paesana di governo che per acrimonia personale utilizzano ogni mezzo per disinformare ed infangare i bravi amministratori.

postato da: camp alle ore 21:29 | link | commenti (5)
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 A proposito della notte scorsa... - Vedi versione grafica con cast
 
Il pericolo pare passato
La crisi non si farà.
Per ora.
Ci sarà occasione….. sicuramente.
Diamo tempo al tempo.
 Una notte per decidere - Vedi versione grafica con cast 
Si perde anche l’occasione… ma ritenta, sarai più fortunato, come il bonus del bubble gum.
Dobbiamo convivere con questo tiraemolla.
Così a destra , così a sinistra. Governi di equilibrio instabile.
C’è sempre qualcuno che si solletica, vuoi per avere preso pochi voti, vuoi per averne presi molti.
Tutti irrequieti.
E' un bordello!
 Racconti dalla cripta - Il piacere del sangue - Vedi versione grafica con cast
Tutti Cesari in cerca di un impero, anche di un imperiuccio.
Ma stavolta, pare, partirono bastonatori e furono bastonati. Pare.
Aggiorniamo la seduta.
La Margherita subacquea, pare, ha strizzato la Margherita sopracquea. E le acque si sono calmate: la Margherita galleggia.
Dove non si sa.
La crisi non serve a nessuno, ora.
Furono digrignate di denti, pare, e stridio di ossa.
Ma fu pace.
APPARENTE
 
Era già tutto previsto, anche l’uomo che sceglievi e che ti sta portando via…. Bella senz’anima. Già, quand’è che scrivevo questi versi? Tempo fa.
Otelma, famme ‘na pippa!
 
Mah… che dire?
E’ un bene? E’ un male continuare così con ricatti e ricattucci?
C’è chi pensa che questa sia “LA POLITICA”.
A me pare, cordialmente, ‘na schifezza.
Poi dice che la gente ha schifo della politica…. Ti credo!
Poi dice che bisogna iscriversi ai partiti… il Carposan ci butterei su certi prati fioriti!
 La Piccola Bottega degli Orrori - Vedi versione grafica con cast 
 
Alla gente serve stabilità. Rossa, nera, azzurra, bianca, gialla ma serve stabilità. Anche i blog lasciano trasparire questo umore diffuso.
Chi è a cavallo deve cavalcare, chi è sulla bici deve pedalare. Non si sopportano né bastoni fra le ruote né sassi alla pancia del cavallo. Il giudizio si tira alla fine del viaggio.
Siamo proprio stanchi di tutto questo tatticismo banale, scontato, superato, sciocco e controproducente.
Mica io, … no! TUTTI.
Le capitalizzazioni vanno fatte alla fine, non durante.
Mi ricordo della barzelllettaccia sui poveri carabinieri:
“-Quando si lavano le mani i carabinieri: prima o dopo aver fatto la pipì?-  - DURANTE!-”
Così le crisi si posizione e di supremazia.
Che schiffffo, ammmici!
 
Ma sulla cosiddetta “capitalizzazione”  mi viene in mente anche un’altra immagine paesana.
I commercianti di piazza, i nostri commercianti ambulanti, hanno l’abitudine di tenere grossi rotoli di banconote in tasca.
Tu vai a prendere un caffè con loro e te lo offrono ostentando i cinque euro tirati fuori dal rotolo di banconote. Come se tutti quei soldi fossero veramente loro. Poi sai che di là bisogna pagare i fornitori, le tasse, la nafta, la cambiale del furgone, la giornata dell’operaio, il posteggio al mercato……pure il “tufo” pregresso alla banca.
Ma, intanto i commercianti si pavoneggiano con il rotolone mallopposo di denaro frusciante da estrarre dalla saccoccia.
 
Così mi paiono certe capitalizzazioni: tanti voti, certo, ma se vai a vedere sono tutti debiti pregressi, basta un niente e sono già spesi.
Così, senza accorgersene hanno tutti già un’altra tasca.
Così i voti: altro giro altra giostra.
L'elettorato è volubile,
"è mobile
qual piuma al vento"
Qualcuno dovrebbe pure averlo imparato.
 
Meditiamo?
 7 anni in Tibet - Vedi versione grafica con cast 
 

postato da: giusepperesta alle ore 17:21 | link | commenti (6)
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Tipologie di cinema



Il mio amato cinefilo ha ispirato codesto post, nonostante la pertosse...
Vero amore mio???

Il glorioso Cinema Corallo o Apollo si trova ancora nel centro storico della città. Un tempo, il centro era il luogo dei cinema: al sabato sera, la gente arrivava da tutta la provincia, perchè le uniche sale fuori dal centro erano quelle a luci rosse e i cinemini parrocchiali.
Bei tempi, per il Corallo. C'era la fila fuori fino in strada. C'era ancora la Dc, Follini era nell'Azione cattolicae e i comunisti si mangiavano i bambini.
Poi, il lento e inesorabile tramonto. La decadenza si fiuta fin dall'ingresso, con i neon intermittenti. La proprietaria del Corallo sta alla alla cassa, ha l'aria triste mentre scarabocchia le parole crociate, più in là suo marito strappa i biglietti. Il Corallo non ha più il bar, hanno dovuto licenziare anche il bibitaro ambulante nigeriano che vendeva i cornetti all'intervallo. C'è un solo bagno, per ambosessi, con la maniglia rotta e i numeri di cellulare scritti sulla porta. La sala, nel seminterrato, è grande ma semivuota.

I proprietari del Corallo non lo sanno ancora ma fra sei mesi il loro cinema chiuderà per diventare un megastore di scarpe.
L'Areacinemaexpoteatro, nel quartiere trendy, cioè il quartiere dove il traffico è limitato, le case sono belle e l'affitto costa un rene al mese. Programmazione rigidamente riservata a film di spessore, meglio se candidati al festival di Berlino. Le sale hanno nomi di registi morti. Non chiamarlo cinema, si offende: è uno spazio polifunzionale, che poi è solo un modo figo per dire che dentro c'è anche una libreria, la mostra di fotografie in biancoenero e un ristorantino con mezze porzioni di carpaccino+rucola a 20 euro.

L'Antico Cineforum Santa Qualcosa. Aperto fin dai primi del novecento. Sedie pieghevoli in legno, abbastanza scomode. Lo schermo è poco più di un televisore. Ristrutturato da poco ma l'architetto ha sbagliato, non certo il mio amore che è bravissimo: ha dimenticato un pilastro in cemento davanti allo prima fila e il pavimento è in salita. No aria condizionata, se fa caldo si possono aprire le finestre (sì, ci sono delle finestre, in sala). Specializzato in film asiatici e proiezioni mattutine per scolaresche. Agevolazioni per anziani e militari, che tanto non vengono.

Il Multisala Superplex è stato appena costruito in periferia ma ha 45 sale da mille posti ciascuna. Possiede un edificio in cristallo e acciaio alto 6 piani con parcheggio grande come quello di uno stadio, la biglietteria che sembra il check-in di un aeroporto, gli orari sui monitor ultrapiatti e hostess in divisa che ti aiutano a scegliere il posto dal palmare, e poi dentro negozi, pizzerie, macdonald, snackbar, sushi takeaway, hotdog takeaway, texmex takeaway, friggitorie e rivendite di bidoni di popcorn in quattordici misure diverse. La toilette del Superplex sono immense, tremila fra orinatoi e cessi a chiusura elettronica, tutti pulitissimi. Ogni sala ha uno schermo di cinquecento metri quadri e l'impianto ultrastereo 3D Megabass Extraviolent DTS Sonicwall Thx Dolbysurround in digitale multitraccia con spaventosa demo dimostrativa all'inizio dello spettacolo. Al posto delle poltrone ci sono dei divani reclinabili col fustino di popcorn incorporato nei braccioli. Il Multisala Superplex ha un unico difetto: poca scelta nella programmazione. Ma come, poca scelta con 45 sale diverse?
Eh sì, perchè tutte le 45 sale proiettano a rotazione, in orari diversi, gli stessi tre film americani di cassetta.
Tre film e basta. E tutti e tre fanno cagare, come quei loschi figuri della Margherita, di Forza Italia, di Salento ecc. e di Galatone Viva pronti a fare i monatti della maggioranza!!!



MAFALDA COL SINDACO!!!!!!!!!!!


postato da: mafaldalaribelle alle ore 16:11 | link | commenti (2)
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CORPI
Ci sape pircè ogne tantu,
li cristiani su sta facce ti la terra,
zzaccanu pirdire corpi.
Sarà ca sta cangia la luna,
sarà lu cautu ca sta rria,
so li tebiti ca tinimu,
è la straccazzione,
pi cquiddru ca facimu,
…..certu è,
ca corpi, nui,
moti ndi pirdimu.
Ca sé moi a nnanzi sta sciamu,
a c’è sserve ntorna cu cangiamu?
È vveru, ulimu sempre nni misuramu,
cu bbitimu se sempre bboni nui stamu,
la forza ca tinimu,
ma imu stare attenti,
ca cquarche fiata
unu cu nni nddrezza……
…..li corne, lu truamu.
È vveru, ca cì frabbica e
sbbrabbica nò perde mai tiempu,
ma nu picca ti pacienza puru imu tinire.
Lu tiempu ca nciole, n’imu ddare,
n’cora to anni onu passare,
è dopu n’torna imu votare.
Tandu è llu tiempu
ca li cunti sonu ffare,
tandu è llu tiempu, ti cangiare,
cì ulimu, comu Sindicu putimu scucchiare,
moi nimu ttinire quiddru ca tinimu o ulire o ulare,
cà male, certu nò nni nda ffare.
Mo , cquantu chhiui ticimu e springimu,
sulu tannu nui stessi ni facimu.
Llassamu stu cristianu,
a mpace, nu picca cù pozza fatiare,
ca la muscia pi lla pressa,
li musci cicati fece nascire.

postato da: localo alle ore 12:26 | link | commenti
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Teatro della Zagara
&
S.B.A.M.
PRESENTANO
:
MUSICA PER ORGANI
CALDI

 

 

 

Letture bukowskiane
alcool
e chitarre svalvolate
 
stasera
SBAM
ORE 22
 
Henry Charles Bukowski
La poesia prudente
e gli uomini
prudenti
durano
solo lo stretto
necessario
per morire
tranquilli
 

postato da: giusepperesta alle ore 08:29 | link | commenti
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giovedì, 28 aprile 2005

 

 Il buono, il brutto, il cattivo - Vedi versione grafica con cast

 
Nella storia dei film Western così come nei polizieschi c’è sempre la chiara dicotomia tra il buono ed il cattivo.
Sappiamo che nella vita non è così. Ma nella fiction tutto torna alla meraviglia. Nei primissimi western americani, quelli coi cappelloni, si arrivava addirittura a presentare il buono in bianco con cavallo bianco ed il cattivo in nero con il cavallo nero. Di solito, come diceva un vecchio amico mio passato a miglior vita, non finiva il film che il cattivo non moriva. Ma non sempre la nemesi è di questa terra.
 
Il bello è che anche nella vita di tutti i giorni, quando si vuole fare teatro - TIATRU direbbero Pirandello, Brancati, Sciascia, Camilleri -, ci sono “compari” che prendono le parti del buono e del cattivo per ottenere qualcosa.
 
Succede coi poliziotti: uno ti vuole fare la multa di cento euro, l’altro spalleggia il compare al ribasso, il malcapitato cerca intercessione presso il buono, che fa la parte di chi non vuole entrare in discussione, per avere una riduzione a trenta euro.
Proprio come negli interrogatori da film: uno picchia, l’altro consola, il teste racconta tutto al buono.
Psicologicamente la cosa funziona.
Anche certi miei clienti fanno così: metti la moglie che fa la rigida sui pagamenti ed il marito che fa più l’elastico. Alla fine, normalmente, l’artigiano cede abbassando le pretese.
 
Mi sa che l’ennesima crisi che si va profilando sull’Amministrazione Comunale di Galatone sembrerebbe nascere senza un obiettivo chiaro, senza una svolta logica.
Si minacciano ( o si promettono?)  le elezioni pur sapendo che il risultato potrebbe essere fallimentare per tutti. Chi lo fa è ingenuo? Non penso proprio.
Ci sono alternative? Ma ci sono pure delle indicazioni politiche chiare non facilmente sovvertibili.
Le segreterie politiche così invocate al momento del bisogno non starebbero lì a godersi il massacro.
Conviene a nessuno della cosiddetta Maggioranza decapitare il Sindaco?
Maneggioni sì, ma fessi non penso.
Penso che si minacci il peggio per avere il minimo.
 I Duellanti - Vedi versione grafica con cast 
C’è chi farà il cattivo, chi farà il buono…. Poi arriverà il brutto, che ha già preparato tutto, e metterà tutti d’accordo facendo il saggio e chiedendo solo quello che è possibile: la testa di qualche assessore e ancora un po’ di posizioni di supremazia di più a vantaggio del cattivo che fa le minacce. Così anche per il brutto ci sarà gloria e consolidamento di supremazia.
Intanto gli sgherri spargono notizie che dipingono la situazione tutta a danno di chi farà la parte del cattivo. Così ipotecano già l’opinione pubblica. Tutto programmato.
 
Scommettiamo?
Io lo rivelo (a Galatone si direbbe più propriamente “sputtano”) prima che succeda.
Poi voglio vedere se ho torto o ragione.
C’è pure la possibilità che qualcuno rifiuti la parte e si vada alla sparatoria finale……….
Nei film c’è sempre il necroforo vecchietto ubriacone che è pronto a raccogliere i cadaveri.
Fra i due litiganti, è banale, c’è sempre il terzo che gode.
 

 Per un pugno di dollari - Vedi versione grafica con cast

Scbeng!!!!!
-        Cosa c’è, ragazzo?-
-         Niente, vecchio…. Non mi tornavano i conti-
 
Nemmeno a me tornano i conti.
Grande Sergio Leone!!!!

postato da: giusepperesta alle ore 12:30 | link | commenti (3)
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MULTISALA GALATEA
A GALATONE SI GIRA
 Come farsi lasciare in 10 giorni - Vedi versione grafica con cast
Dissidi interni in
 Parenti Serpenti - Vedi versione grafica con cast
che si preparano alla
 La rivincita dei Nerds 2 - Vedi versione grafica con cast 
 
STANOTTE
La notte dei lunghi coltelli
!CINEFORUM!
 Memento storico:
L'ascendente di Himmler divenne grandissimo dopo la purga delle S.A. di Ernst Röhm. Nel 1933 le truppe di Röhm contavano più di quattro milioni di uomini, e conseguentemente destavano presso i capi dell'esercito regolare il timore che quest'ultimo (la Wehrmacht) venisse spazzato via. Inoltre Röhm era favorevole a cambiamenti sociali ed economici molto radicali, che erano inaccettabili per i gruppi capitalisti e altri gruppi conservatori del cui appoggio Hitler aveva bisogno.
La lotta per il potere vide Himmler e Göring alleati contro Röhm. Essi raccontarono a Hitler che Röhm stava congiurando contro di lui e che era necessaria un'azione drastica. E l'azione ci fu: la notte del 30 giugno 1934, detta «dei lunghi coltelli», Röhm e alcune centinaia di uomini delle S.A., nonché un certo numero di individui segnalati come traditori, vennero assassinati.
Hitler diede ampio risalto alla morale depravata degli uomini uccisi e alla loro pericolosità per lo stato. Il governo legalizzò l'operazione in quanto misura necessaria alla difesa dello stato, e Hitler e Göring ricevettero il ringraziamento di Hindenburg. L'esercito, naturalmente, fu contento dell'eliminazione delle rivali S.A. ma si dimostrò poco desideroso (oppure incapace) di porre un freno alle organizzazioni di stampo gangsteristico che facevano capo a Hitler.
Come premio per la sua prestazione del 30 giugno, Himmler ricevette un avanzamento di rango e di prestigio. Göring lo nominò vicecomandante della Gestapo prussiana, ed egli iniziò immediatamente a costruirsi un impero di polizia personale, la spaventosa macchina del terrore che era destinata a divenire il flagello del continente e l'ordigno di annientamento degli ebrei. Dopo l'epurazione di Röhm i campi di concentramento passarono sotto il controllo delle Totenkopfverbände (battaglioni della morte) delle S.S., i cui membri venivano reclutati fra quei nazisti che avevano dato prova di grande sadismo e violenza.
Nel 1936 la Gestapo fu assorbita nelle S.S., e nello stesso anno Himmler ottenne il controllo di tutte le forze di polizia della Germania, che egli sostanzialmente fece confluire nel Partito nazista. Più tardi Himmler creò un Comando supremo delle S.S. che consisteva di dodici reparti, duplicanti di fatto molte funzioni dello stato, compresi un immenso esercito e, a guerra iniziata, un'organizzazione volta a dar vita a colossali sommosse popolari.
Da cui è ispirato
 La Caduta degli dei - Vedi versione grafica con cast
 
Pronti al
 Salto nel buio - Vedi versione grafica con cast 

 


postato da: giusepperesta alle ore 08:51 | link | commenti (6)
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mercoledì, 27 aprile 2005

Quando scrissi che dopo le Regionali ci sarebbe stata
 La Resa dei conti - Vedi versione grafica con cast
Fui rimproverato.
Ed ora?
 La crisi! - Vedi versione grafica con cast 
Sono veramente
 Il piccolo grande mago dei videogames - Vedi versione grafica con cast 
!
C'è chi fa, come sempre, il
 Alto Tradimento - Vedi versione grafica con cast 
così il sindaco -e la "SUA" maggioranza- rimane
 A Testa Alta - Vedi versione grafica con cast 
 Aggrappato ad un albero... - Vedi versione grafica con cast 
per colpa de
 Il cinico, l 
e de
 L 
che perde il pelo ma non il vizio
!
 Che ne sarà di noi - Vedi versione grafica con cast 
?
 

postato da: giusepperesta alle ore 19:26 | link | commenti (1)
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Dal "Vocabolario della Lingua Italiana" Zingarelli

ermeneutica
[vc. dotta, gr. hermeneutike (sottinteso téchne) ‘(arte) interpretatoria’; 1797]
s. f.
 Arte d'intendere e d'interpretare i monumenti, i libri e i documenti antichi  (filos.) Indirizzo della filosofia contemporanea che non limita l'interpretazione ai testi, ma la generalizza come dimensione costitutiva dell'esistenza umana, che si rapporta al mondo attraverso la dimensione dei segni linguistici, in cui si riflette la storicità dell'esperienza comunicativa.

Mi sono documentato ed ho capito!!!

Mafalda devi rassegnarti vogliono lo scalpo del tuo amato Sindaco!!!



postato da: mpuliticare alle ore 18:18 | link | commenti (1)
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In quale spot mi piacerebbe essere…

Me lo chiedevo ieri pomeriggio, mentre mi accorgevo che Mafalda preferisce di gran lunga gli spot ai programmi che propinano le varie tv del bandana. In quel mentre passava di là la pubblicità del Mulino Bianco, vita bucolica ma forse troppo noiosa, perché lì sorridono tutto il tempo, mangiano biscottini deliziosi per colazione, a pranzo ed a cena ed usano i Grancereale al posto della dolce Euchessina. Abitano case sempre linde, in luoghi dalla vegetazione lussureggiante. Lì almeno, se dici una cazzata, non ti arriva di sorpresa Rita Levi Montalcini a dare sostegno vintage ad una ragazzina insopportabile e saccente.
Tra l'altro sono curiosa di sapere chi le disegna gli abiti ottocenteschi che indossa.
Il massimo comunque sarebbe potersi trasferire a seconda delle esigenze del momento. Se hai sete vai a picchiare Del Piero all'areoporto e dai una mazzata a quella stridula mentre fa ììì.
Nel frattempo hai già sterminato qualsiasi piccola particella di sodio canterina ed hai ridacchiato alle spalle di quel pomposo con maglioncino azzurro sulle spalle che, tra l'altro, dispone del mio cane preferito, mentre quello splendido "bad dog" lo convince a sganciare con le buone la birra. E poi andrei a sabotare le 4 stelline e le 4 paperelle con ribellione dei poveri gattini prima che ne lanci uno per cercare l'idiota di Diego che la sopporta dopo che si è fatta tutto lo spogliatoio al posto delle veline, letterine, schedine, caccoline. Voi ci avete creduto alla scusa del pennarello?
Conoscere l'architetto che mi dice col videotelefono - "scei belliscima!!!" (E dai scherzo, tenerone mio...)
In più pagherei il bestione extraterrestre per sfasciare l'auto di Linus, giusto per la soddisfazione di fare dei danni e vedere come ci rimane senza la Gasolina. E, per concludere, un giretto con Bisio deve essere proprio spassoso…
Non sarai mica geloso, mio amato Lupo cattivo???

postato da: mafaldalaribelle alle ore 17:24 | link | commenti (1)
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 La “capitalizzazione” del risultato elettorale, a Galatone

In questi ultimi giorni, a Galatone, ho percepito le stesse sensazioni che sono state espresse nel post di "mpuliticare" (www.mpuliticare.splinder.com) titolato "Pausa di Riflessione" e dal quale colgo alcune frasi:
- "è più facile ricostruire dal nulla il consenso che "gestire" le posizioni acquisite"
- "pensiamo davvero che Galatone sia disposto ad accettare supinamente le voglie di chicchessia?"
- "le ultime consultazioni elettorali hanno dimostrato che Galatone ha dato una linea di credito INIMMAGINABILE..."

In effetti sembrerebbe che il partito di maggioranza relativa della maggioranza amministrativa stia assumendo un comportamento che, se conclamato, si potrebbe definire "strano".

Da più consessi giunge notizia che alcuni "talebani" del partito continuano a ripetere in tutte le salse che questa amministrazione non sa amministrare e si affannano a rendicontare in tutti i modi. Cercano anche di dimostrarlo attraverso tentativi "subdoli e sommersi" tendenti a mettere in difficoltà tutta l'amministrazione.
C’è da chiedersi quale sia il fine che spinge a simili comportamenti, tipici di chi non ha il polso della situazione politica contingente (come se avesse perso le elezioni) ed ha bisogno di ricercare, ad ogni costo, elementi che diano "rilancio" e "visibilità" oltre misura.

Eppure dopo le elezioni, dopo un'analisi sia pur superficiale dei risultati del voto (a Galatone) è emerso, con grande evidenza, che, in questo paese, il Centrosinistra (unito e senza trattino) ha conseguito un notevole risultato, in presenza di una grossa "attenzione" riversata su un candidato locale, nei confronti del quale si erano create grosse aspettative. Va da sè che buona parte di questa aspettativa non è andata perduta e che ogni gratificazione che, certamente, ne potrà seguire sarà (e dovrà essere) intesa appartenere a tutto il Centrosinistra, in particolare ed a tutto Galatone, in generale.
Non è un caso che durante il comizio di "ringraziamento" del candidato e del partito che hanno ricevuto i maggiori consensi, sia il presidente di quel Partito e sia il candidato abbiano ribadito questi concetti.
In particolare, il presidente del partito che ha raggiunto il maggior risultato (42,31%) ha riconosciuto che quella cifra elettorale è il risultato di una sinergia che tutti i partiti hanno svolto nella direzione di un coinvolgimento che ha dimostrato unità, maturità ed aggregazione e che tutte le "azioni politiche" future devono tener conto di quanto è avvenuto.

Sembrerebbe cha a distanza di tre settimane si stia per assistere ad un capovolgimento di fronte!
Il tentativo di "capitalizzare" il risultato elettorale è molto forte: un solo partito che comanda ed intende sottomettere, di fatto, gli altri alleati che essendosi "prodigati" nel "prestare" il consenso, oggi sono numericamente poco appariscenti e, conseguentemente, politicamente poco rappresentativi!.

Dico questo, perchè minare un'amministrazione, corrisponde all'indebolimento di tutta la coalizione con l'instaurarsi di un gioco di forza tra almeno due fazioni: da una parte chi tende a ristabilire gli equilibri e dall'altra chi cerca una maggiore affermazione. Si vuole dimostrare, quasi improvvisamente, di essere i migliori della classe, i più bravi, i più efficienti, i più sensibili alle istanze della cittadinanza, coloro che rendono effettivamente i "servigi" contrapponendosi, senza rispetto, agli altri che, nel bene o nel male, si limitano a compire la loro “missione”.

Non è un caso che questo “movimento di assestamento” sia iniziato con la pubblicazione di manifesti, con comunicati stampa sui giornali e con “segnalazioni” di vario tipo, tutti osannanti una sola componente partitica ed i suoi esponenti di maggiore spicco.
Nulla da togliere alle iniziative ed alle spinte propositive, alla operosità dei proponenti ed alla loro sagacia e tenacia nel perseguire il risultato, ma il successo totale, guarda caso, può dipendere anche da altri che, se pur con modestia e con il semplice accondiscendere, hanno fatto la loro parte.

Il risultato elettorale regionale ultimo, dunque, non consente stravolgimenti dell’assetto politico amministrativo senza che nel frattempo (ma parliamo di solo tre settimane!) siano emersi “elementi nuovi” imputabili a velleità di chicchessia nella stessa coalizione amministrativa.

Mi verrebbe da chiedere come mai un simile atteggiamento non fu così accesamente sostenuto l’anno passato dopo le elezioni amministrative provinciali o piuttosto se, oggi, non si stia tentando una “rivisitazione” di quegli equilibri che erano stati stabiliti dopo l’ultima “pausa di riflessione” avvenuta nella maggioranza, immediatamente prima della tornata elettorale.
Se così fosse, però, non so se l’obbiettivo sia veramente centrato!
Non è un caso neppure il fatto che queste “mine” vagherebbero nell’aria del palazzo proprio a ridosso di un impegno amministrativo molto importante: l’approvazione del bilancio di programmazione per l’esercizio finanziario 2005.
Ma, se le “cose” stanno in questi termini, bisogna assumersi la responsabilità di tutte le “fibrillazioni” che un’azione di tal fatta comporta, di capire fino in fondo quali sono le motivazioni che spingono ad assumere tali atteggiamenti e chi sottende a simili iniziative, avendo conoscenza piena delle conseguenze che graverebbero su tutto il paese in caso di naufragio del bilancio di previsione.

Si è veramente sicuri che con simili azioni si aumenta il consenso e si “consolida” il risultato elettorale?

Il professore Ivo Diamanti in un articolo di fondo su “La Repubblica” di domenica 24 aprile u.s. dal titolo “La democrazia fluida” ha evidenziato che cosa è successo alle ultime elezioni con specifico intendimento di caratterizzare la “transumanza” del voto.
Egli, tra l’altro, segnala il fatto che, in Italia siamo in presenza di una “crescente disponibilità degli elettori a cambiare voto”, esprimendosi “diversamente in diversi tipi di elezione: regionali, piuttosto che amministrative o politiche”.
Fra le diverse cause che hanno contribuito allo “scongelamento” delle fedeltà politiche ne indica tre particolarmente importanti e calzanti, anche, con la nostra realtà.
- La personalizzazione che si è riprodotta ad ogni livello, a partire dai contesti locali. Così che gli elettori si sono abituati a votare oltre che per appartenenza, interesse o opinione, anche sulla base dell’identificazione con il leader.
- La ripresa del voto di scambio, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il voto ai partiti coincide ormai quasi integralmente con il voto ai candidati consiglieri con percentuali di preferenze altissime.
- a livello più generale e fondamentale: il ridimensionamento di Berlusconi e della sua capacità di dividere e di aggregare. Di imporsi come metro e misura del nostro piccolo mondo, di spaccare gli elettori in due: berlusconiani e/o comunisti. Così cambiare partito o coalizione è divenuto meno difficile, meno drammatico, più normale, tanto più se si pratica senza drammi a livello locale e regionale.

Tralascio altre considerazioni che il succitato articolo meriterebbe e che potrebbero trovare giusta applicazione nella nostra realtà, mi limito a riportarne integralmente la sua conclusione della quale condivido pienamente il significato ed il messaggio che vuole “lanciare”.

“Per questo, chi, nei risultati delle elezioni regionali, vede il segno di una vittoria annunciata, per il centrosinistra, probabilmente ha sbagliato occhiali. Usa lenti vecchie e consumate. E’ meglio che si affretti a cambiarli. Altrimenti rischia di perdersi. E di perdere.”


postato da: Cassandrino alle ore 01:29 | link | commenti
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martedì, 26 aprile 2005

Molteplici malelingue mormorano Margherita municipale mediti mandare macero maggioranza momento.
Mormorano, magari malintenzionati, minacci mandare macero massimi membri Margherita messi maggioranza massimo Membro Municipalità.
Mediterebbero, manovratori mefitici Margherita, mettere medico molto munificamente manifestato molto maggiore magnitudine.
Membri maggioranza meno munifici medico. Meglio mandarli mietere, medita Margherita.
Meditano magari molti margheritini mansi mettere municipalità maggiormente maneggiare.
 
Momenti molto malefici emergono, marachelle malefiche, mestatori malvagi.
Maneggioni Margheriti!
Mica manovrano malinconicamente: mangiano molti membri municipali maggiormente mantenere maggiore maneggio manina manona.
Mica machi!
Ma municipalità mogia mogia mettesi manza movendosi mo’ Margherita?
Magari!
Municipalità minaccia molte mazzate.
Meglio mandare Margherita macero magari membri municipalità!
 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 13:35 | link | commenti (5)
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Così l'Italia tornò a intonare «Bella ciao»



«O Biancofiore, simbolo d'amore?»: quando la Dc è finita, tutto quello che ne è rimasto, a cominciare dalla sede di Piazza del Gesù, è stato spartito tra i suoi eredi. Le formazioni che sono nate dalle sue rovine si sono contese anche lo storico simbolo, lo scudocrociato, ma nessuno ha reclamato il glorioso inno. Segno che i tempi in cui la politica cantava le sue passioni e le ideologie passavano dagli inni e sventolavano sulle bandiere, sono tramontati. In Italia, dopo il crollo del muro di Berlino, Bandiera Rossa è rimasta quasi solo nelle mani di Fausto Bertinotti che ancora la canta con i suoi compagni nei congressi di Rifondazione Comunista: in quelli dei Democratici di sinistra, negli ultimi anni, si sono potuti invece ascoltare Viva l'Italia di Francesco De Gregori, o Imagine di John Lennon. Nel 1996 l'Ulivo vinse avendo come colonna sonora La Canzone Popolare di Ivano Fossati. E gli altri? Forza Italia ha l'inno che Silvio Berlusconi dirige e canta con i suoi «azzurri», ma nell'immaginario collettivo resta soprattutto la sua esibizione di un populismo di maniera che lo ha portato a scrivere canzoni per Mariano Apicella, ex parcheggiatore napoletano e oggi menestrello favorito del premier. I futuri storici dovranno lavorare anche su di lui perché, come dimostra il libro Bella ciao, canto e politica nella storia d'Italia (pagg. 358 - 18 euro) scritto per Laterza da Stefano Pivato con la collaborazione di Amoreno Martellini, poche cose come le canzoni e gli inni raccontano un'epoca e aiutano a scrivere la storia anche della politica. Il volume di Pivato, che non si è limitato a rileggere i testi delle canzoni che hanno accompagnato la nostra più recente vicenda nazionale, non è una storia del canto politico, ma il riuscito tentativo di vedere nella canzone uno strumento per raccontare la storia. Auschwitz di Francesco Guccini racconta l'Olocausto e gli restituisce la grande forza emotiva che, venti anni dopo, ha avuto La vita è bella di Roberto Benigni. C'era un ragazzo che come me amava i Beatles... era nata con intenzioni diverse: Gianni Morandi probabilmente voleva cantare semplicemente una bella canzone, ma recepita dal giovani di allora, diventò uno strumento di mobilitazione, determinò comportamenti e scelte collettive, come le canzoni di Joan Baez . Musiche e testi capaci di strutturare identità e appartenenze politiche che costituiscono un percorso affascinante per uno storico. Libro davvero ricco ed interessante, quello di Pivato, non solo per l'abbondanza dei testi, ma perché ci fa leggere in una luce nuova intere pagine della nostra storia. L'epopea musicale del Risorgimento è legata all'Inno di Mameli, nato come Canto degli italiani e al celeberrimo grido «W V.E.R.D.I.» risuonato alla Scala di Milano in occasione della «prima» della Battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi. Ma forse non tutti sanno che, in quegli anni, più che la marzialità dei motivi intonati nelle parate militari o nelle occasioni ufficiali, la canzone che maggiormente entrò nell'immaginario popolare fu La bella Gigogin. Una semplice canzonetta con solo alcune allusioni di carattere politico, ma che risuonò sulle bocche dei soldati nella seconda guerra di indipendenza e dei garibaldini durante la spedizione dei Mille. Lo stesso Inno nazionale, che ha segnato il sentimento dell'unità dell'Italia sotto l'egida della monarchia sabauda, in realtà nasce negli ambienti del repubblicanesimo, con forti intonazioni giacobine, frequentati da Goffredo Mameli. Dalle trincee del 1915-18 passarono canti come Giovinezza o All'armi che accompagnarono il fascismo che ne esaltò il valore simbolico. Durante il ventennio il canto sociale, messo fuorilegge, continuò a circolare segretamente nelle riunioni degli oppositori del regime mussoliniano. Come nella suggestiva scena dell'Amarcord di Fellini in cui le camicie nere sparano verso il campanile dal quale echeggiano le note dell'Internazionale e fanno cadere il grammofono che diffondeva quella musica. Nel secondo dopoguerra tornano i canti politici, saldandosi con quelli generati dalla Resistenza e così Fischia il vento, l'Internazionale, Bella ciao e Bandiera rossa risuonano nuovamente nelle piazze per salutare il ritorno della libertà e della democrazia. Il '68, con i suoi riverberi sugli anni Settanta, rappresenta l'ultima grande stagione del canto sociale. Le canzoni di autori come Bob Dylan dettero voce a una protesta nella quale confluirono gli stessi motivi che, un secolo prima, avevano accompagnato le lotte del movimento operaio: la solidarietà, la giustizia, i diritti calpestati delle minoranze, l'invocazione della pace. Durante la crisi della politica degli anni '80, sono stati cantautori come Guccini, De Gregori e De Andrè a tenere viva la tradizione della canzone politica o impegnata. Dopo un «sonno» durato almeno vent'anni, la politica è tornata in piazza e con essa il canto nelle manifestazioni e nei cortei che, nell'era della globalizzazione, hanno visto la riaggregazione, specie dei giovani, sul grande tema della pace. Colonna sonora di questa nuova stagione, che ha accomunato padri «girotondini» e figli pacifisti, è proprio Bella ciao, il canto della Resistenza, il «filo rosso» che è tornato a legare le generazioni con la passione per la politica.
Valentino Losito

La Gazzetta del Mezzogiorno 22/04/2005

postato da: giusepperesta alle ore 12:20 | link | commenti
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Caru figghiu mia, t’era bbutu scrivire la simana passata, ma me calatu nu tulore cu nnì caresciu certi cuzzetti a sirita, ca ni sirvianu, cu bbasa lu parete ti rretu a ccasa, ea ttuccatu cu rrimandu a oce, ca sta mmi sentu nu picca megghiu.

Caru figghiu mia , sò passate to simane e tte, ncora no scrivi, cce’ a ccapatu nienti??? La zzita comu stae?? E ssirisa se operatu a ll’urgiula? Ti lu panieri sta bbieni? Sta bbieni sulu o sta porti puru la zzita?

Caru figghiu mia, famme ssapire mprima, comu stonu lì cose, ca maggiù riculare. Aggiù pinsare puru a la spesa, sé nò bbieni te, io e sirita, cu cquattru maccarruni e nu stozzu ti carne ni ccumitamu. Ca nò mpozzu spittare l’urtimu mumentu, cu fazzu nu picca ti spesa. ca puru io tegnu tirittu cu ssecutu la prucissione e cu mmi paseggiu nu picca la festa paru cu sirita, se ole mmi porta.

Ieri cquandu so bissuta cu bbò a casa zziata cetta, cu nni fazzu isita, aggiu istu ca sta muntavanu la parazione, stannu, sta mmentinu l’archi, zzaccandu ti sotta la porta, finu a lla chiesa Madre.

Zziata cetta ieri mi ticia ca sta carciranu nu saccu ti boni cristiani, cquasi tutti tottori, ca signavanu mote miticine a lli critiani ca stiani malati.

No e mundu cchiui, figghiu mia, mo carciranu puru li tottori ca segnanu mote miticine, ma li cristiani no n’onu ssanare, onu mmurire allora.? No ssai cchiui comu ta cumpurtare.

Mmara a cci tene bisognu, ca sempre nui cchiu puirieddri simu quiddri ca bbuscamu, ca li ricchi teninu li sordi e ssi potinu ccattare cce’ bolinu. Puru l’uspitale. Iti ca stannu, onu misu cquattru bbande, e ttre fochi la menzadia e ttre la sera. Carru ti sant’Elina, stannu pare ca no ndae, ti santa Monica onu misu li ballarine.

Mo tocca propriu tti salutu, figghiu mia, ca pì mmoi nò sacciu cchiui cce’ taggiu ddire.

Tanti saluti mia, ti sirita ca stae a lla chiazza e di fraita.


postato da: localo alle ore 07:59 | link | commenti
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lunedì, 25 aprile 2005

 


postato da: sergiospirito alle ore 15:19 | link | commenti
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sabato, 23 aprile 2005

PULP: RIVOLTO A TUTTI i membri di GALATOWN ,e coloro che scrivono sui blog del nostro paese o possiedono un blog by Galatone ;siete ufficialmente invitati VENERDI' 29 APRILE AL GARAGE S.B.A.M PER ASSISTERE ALLA LETTURA DI POESIE BUKOWSKIANE(e dintorni) ......INIZIATIVA PRESENTATA DA "TEATRO DELLA ZAGARA" E "S.B.AM."..................................................PER ULTERIORI DETTAGLI E INFORMAZIONI (es.luogo e ora..) MANDATE UNA @-MAIL a : FRANTIC82@LIBERO.IT.........................................................FORSE E' GIUNTA L' ORA IN CUI IL VIRTUALE SI SPOSI COL REALE ! mi dispiace per gli anonimi ,pacenzia...............................................................................................................................................................FROM HELL

postato da: SANITARIUM alle ore 11:57 | link | commenti
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