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lunedì, 28 febbraio 2005

 Alla Vita

Mario Luzi

(che da oggi non c'è più con noi)

Amici ci aspetta una barca e dondola
nella luce ove il cielo s'inarca
e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
il viso d'Iddio caldo di speranza
in alto in basso cercando
affetto in ogni occulta distanza

e piangono: noi siamo in terra
ma ci potremo un giorno librare
esilmente piegare sul seno divino
come rose dai muri nelle strade odorose
sul bimbo che le chiede senza voce.

Amici dalla barca si vede il mondo
e in lui una verità che precede
intrepida, un sospiro profondo
dalle foci alle sorgenti;
la Madonna dagli occhi trasparenti
scende adagio incontro ai morenti,
raccoglie il cumulo della vita, i dolori
le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
Le ragazze alla finestra annerita
con lo sguardo verso i monti
non sanno finire d'aspettare l'avvenire.

Nelle stanze la voce materna
senza origine, senza profondità s'alterna
col silenzio della terra, è bella
e tutto par nato da quella.


postato da: giusepperesta alle ore 19:53 | link | commenti (3)
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 LUPUS ET AGNUS


Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque ita correptum lacerat injusta nece.
Haec popter illos scripta est homines fabula, qui ficti caussi innocentes opprimunt.

Esopo, CCXXI; Fedro, I, 1.

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

C'è qualcuno dei bloggers o dei guardoni dei blog che pensa che questo apologo sia troppo distante dalla situazione politica paesana attuale e da quella prevedibile del dopo Regionali?

Se c'è me lo dica e mi spieghi perchè. Io trovo ESOPO e FEDRO (non lo scorreggionedelgrandefratello, l'altro, quello furbo), invece,  molto TREMENDAMENTE attinenti.

Ecco l'attualità dei classici......ecco il pregio della letteratura latina che non si dovrebbe mai usare per darsi arie su un palco o per azzeccagarbugliare gli ignoranti ma per ragionare su situazioni immutabili perche proprie della miseria degli uomini.

Pinuccio D'Oria!


postato da: giusepperesta alle ore 18:13 | link | commenti (5)
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domenica, 27 febbraio 2005

 … e ancora …

Si tenga bene in mente quanto ha scritto Pinuccio:

… chi impedirà l’adozione del Piano e di quanto di positivo questo aspetto politico-amministrativo dovrebbe comportare come conseguenza:
o calmierare il costo dei suoli,
o più case per tutti,
o la possibilità di dare un assetto regolare al futuro sviluppo.

Chi lo farà, afferma, se ne prenderà tutta la responsabilità.

Caso mai dovesse succedere.

Caso mai l’attuale giunta dovesse essere messa in minoranza, con una scusa qualsiasi.


Che so, il programma non rispettato (troppo generico e comunque si deve aspettare la fine per tirare le somme, non a metà mandato), la perdita di pezzi (novità assoluta a Galatone!!!), eccetera.
Le motivazioni si trovano sempre.

Furono trovate per invadere l’Iraq, mentendo spudoratamente a un mondo intero, figuriamoci in questi casi.
Mancano, forse, giullari e cortigiani che divulgano la Parola, con zelo e abnegazione?

Questo a pensar male o, se credete, temendo la prima legge di Murphy: se qualcosa puo' andar male, lo fara'.

Molto probabilmente, nei prossimi giorni, il PRG verrà presentato ai cittadini in una discussione pubblica e partecipata.
E questo alla conclusione di una telenovela durata oltre 20 anni.

Sarebbe potuto succedere durante il mandato dei tanti sindaci che si sono succeduti durante questi anni.

Sicuramente più esperti e navigati dell’attuale.

Sicuramente meno temporeggiatori e più concludenti dell’attuale.

Intanto, però, avviene durante il mandato di Orazio Luigi Vaglio.

Sarà solo l’inizio, lo so, perché tantissimo ci sarà da fare.

E’ comunque una prima pietra importante.

Invito tutti a seguire attentamente le vicende che si susseguiranno nei prossimi mesi.

Intanto l’assessore dimessa, con l’intento di far passare un fatto privato (un brutto affare, bruttissimo, tanto da riguardare procure e tribunali) come fatto politico, ha presentato un dossier in cui sono descritte le scorrettezze subite durante quest’anno e mezzo.

Può darsi che mi sbagli.

Chiedo, come mai, se queste ci furono, sono presentate solo ora?

Di solito, la prima volta si fa passare, la seconda si perdona, ma la terza si inizia a battere i pugni sul tavolo.

La terza, al massimo la quarta, essia ... la quinta, non fuori tempo massimo e dopo forzato allontanamento, proprio no.

Si perde di credibilità.

Questione acqua.

Sicuramente i problemi trovano rapida e definitiva soluzione chiedendo la messa in mora dell’Acquedotto Pugliese e, magari, confezionando il tutto con un bell’articolo sul giornale.

Altrettanto sicuramente l’amministrazione non si è limitata a spedire qualche telegramma.

E’ da tempo, in concerto con tecnici e ingegneri dell’Acquedotto e di altri comuni, impegnata seriamente a risolvere l’annoso problema delle strutture obsolete e malridotte.

E proprio perché obsolete e malridotte, da anni la questione è stata trascurata e rimandata continuamente, ci si ritrova oggi a fronteggiare un problema di non facile soluzione.

Quindi, pur possedendo l'acquedotto più importante d'Europa, subiamo la carenza di acqua, ed è evidente che i dirigenti passati e presenti della Regione (Fitto, giusto per fare un nome) condividono, almeno in parte, la responsabilità di tale situazione.

Nessuno lamento o scusa, per carità, ciononostante stabilire un minimo di verità ogni tanto, non guasta.

Un’ultima cosa.

Come mai la crisi tarda ad essere risolta?

Ero sicuro che la decisione, da parte della Margherita, di mettere a disposizione della coalizione tutte le proprie poltrone, presidenza del consiglio inclusa, avrebbe consentito di mettere tutto a posto.

A questo punto mi vengono in mente solo due ipotesi:

1) Gli Esse (dei DS) non si accontentano di tanto ben di Dio: incontentabili.

2) Qualcuno ha “fattu pinsieri”, e tiene ben stretto quello a cui, a parole, era pronto a rinunciare.

Se qualcuno vuole contribuire a chiarire i dubbi, si accomodi pure.

Anche perché Galatone non può aspettare oltre e grossi problemi aspettano una rapida soluzione, sicuramente di maggiore portata della visibilità di qualcuno e della brama di cadrega di qualcun altro.


postato da: sergiospirito alle ore 15:38 | link | commenti (5)
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Arrivare.JPG (94880 byte)

Il Convegno sul Piano Regolatore organizzato dalla Federazione delle Sinistre (N.D.R.: di certe sinistre) è stato un flop per quanto riguarda la partecipazione.

La colpa di chi è?

 

  • Mia soprattutto, perché non ho potuto, non ho ritenuto andarci. ( e perché non vado in casa di chi ha così tanto poca stima di me e ha ritenuto di offendermi)
  • Poi dei Politici delle altre Centro – Sinistre  che non sono andati presso chi li offende sistematicamente da due mesi.
  • Poi da quelli dell’Opposizione esterna, perché sono contrari “per partito preso”.
  • Poi dalla gente che, naturalmente,  non capisce. (chissà com’è che la gente non capisce mai chi perde e non è, invece, chi perde a non aver mai capito la gente).

 

Questo è quello che asserisce più o meno chiaramente l’amico Fernando sul sito Mpuliticare.

E’ veramente così?

Vediamo.

 

Il piano Regolatore è cosa importantissima. Assolutamente importante.

In Questo Piano prossimo venturo, finalmente in dirittura d’arrivo, c'è tutta la politica di Galatone degli ultimi vent'anni. Nel bene e soprattutto nel male.

E nessuna parte politica ne è esclusa.

NESSUNA!!!!!!!

E nessuno può farsi maestro o chiamarsi fuori da questo squallido affare. Nessuno di quelli che ha messo piede in politica negli ultimi vent’anni. Chi più, chi meno, ognuno ha le sue responsabilità. Buone o cattive, ripeto. Ma più cattive.

 

Se apro i miei dossier c'è da stampare un best seller. Ora i dossier, pare, vanno di moda.

 

Ho seguito la vicenda negli ultimi vent'anni e sono stato in prima fila con azioni volte a sensibilizzare la coscienza popolare e politica. Lo devo dire per i tanti giovani che solo oggi si affacciano alla Cosa cittadina. Sono stato incaricato della redazione dell'Adeguamento del Piano per sola fiducia professionale venendo proposto dal Consigliere geom. Carone (PRI) nella lottizzazione degli incarichi, sette, distribuiti a tutti i partiti , maggioranza e opposizione, ed alle loro correnti in un tentativo consociativo di tipo gattopardesco.

 

Forse non è inutile chiarire che non ho mai avuto nessuna tessera e tanto meno la tessera del PRI. Ho dovuto dimettermi per il gioco sporco che si stava facendo intorno al piano ed ai tecnici locali. Dopo di me si è dimesso anche l'ing. Vaglio, l'attuale sindaco di Galatone.

Tutte le opposizioni, allora strumentalizzarono il mio atto, nessuno, però, fece niente di concreto. Tutti avevano una cosa da nascondere.

Ho pagato per questo presa di posizione forte venendo escluso dagli incarichi comunali per anni. Altro che chiacchiere. Se non fosse per un incarico avuto nel 1985 (cinque anni prima dell'incarico fiduciario del Piano,) e solo per miracolo andato in prosecuzione, non avrei mai avuto il piacere di prestare la mia opera per il Comune del mio paese. Eppure pago le tasse come gli altri tecnici. Ma certe indipendenze si pagano. Lo so. Quindi non mi si venga mai a parlare di allineati e non allineati né di compari o di padrini o di figliocci. La storia è storia.

 

I tempi di giacenza colpevole alla Regione sono serviti per avere la scusa di distruggere il territorio con le 447 e per completare le zone dove il piano aveva previsto altre indicazioni. Molte case sono lì dove dovevano essere strade o servizi. Praticamente immagino che il nuovo piano sarà di fatto inattuabile per un buon cinquanta per cento.

 

Questa stima è assolutamente prudenziale perché voglio partire dall'ipotesi di Flaiano che i Furbi siano quanto i Fessi. A Galatone i furbi hanno costruito sulle zone a rischio di utilizzo pubblico o hanno venduto le zone dove dovevano nascere servizi ai cittadini. Immagino pure che qualche furbo  dirà che sono gli altri a dover sacrificare le loro proprietà, quelle dei fessi, per fare spazi.

Lui, intanto, ha portato i milioni a casa.

Pertanto chi doveva e sapeva fare ha già fatto i suoi interessi personali a danno di quelli collettivi. E lo hanno fatto sia a Sinistra che a Destra. E qualcuno è passato da Sinistra a Destra per farlo. Altri viceversa. Chi non sa fare e/o non può fare non è, chiaramente,  interessato da un  dibattito ormai compromesso.

Perciò molti non erano presenti, immagino.

 

Poi c'è un fatto di boicottaggio personale: è innegabile. Ha ragione Giuseppe D’Oria.

Certi organizzatori hanno poco seguito perché pensano più a mietere dissensi che consensi. Non sarebbe cosa consona ai politici ma è così. E non è perché portano discorsi scomodi. No! E' perché hanno perso credibilità e presentabilità. Travolti da improvviso insuccesso (Flaiano).

Ma nonostante questo riescono ancora ad imporsi sullo scenario politico solo per l'accaparramento di uno simbolo come terreno personale, tenuto stretto solo contando solo su una quarantina di parenti e sulla gente che non li conosce bene.

Non si può, poi, prima farsene vanto dell’organizzazione e poi rinnegare che fosse un incontro di parte.

Se a gente non è andata, probabilmente, non è stato perché pioveva: un posto al coperto fa comodo a tutti, non solo ai politici.

Ma ci sono persone che seminano vento e raccolgono bufera.

Da certe "assenze"  tirino le conseguenze.

E abbiano un minimo, ma solo un minimo, di coerenza su certi argomenti.

Io solo come un cane sciolto, ma qualcuno "solo con un cane". S’era già detto.

“Era già tutto previsto”, lo diceva Cocciante, e lo dico io, che non sono Otelma…. Ma conosco i miei polli.

 

 

In aggiunta a quanto detto vorrei solo dire che il Ritorno del PRG e la futura approvazione saranno la cosa più utile per lo sviluppo di Galatone.

Senza questo strumento normativo, infatti, è impossibile ogni nuovo atto di programmazione del territorio. Perciò, anche se quello che adotteremo (se lo adotteremo….) sarà uno strumento desautorato  e ormai disinnescato, è comunque il punto di partenza senza il quale tutto rimane fermo.

Piani turistici, piani di Recupero del Centro e della Periferia, piani agricoli e Produttivi, senza questo passo rimarranno fermi.

 

Capite ora perché io sia per fare andare avanti bene questa amministrazione? Perché contrasto gli sfascisti?

Perché senza stabilità questo passo non si potrà mai fare.

Non è certo per interessi diretti o per partigianeria con il Sindaco chiuso nel suo ostinato e autolesionista temporeggiare (Orazio Luigi Vaglio il Temporeggiatore) che bacchetto gli sfascisti., ma è per la certezza che la stabilità porterebbe benefici prima di tutto per tutti, e quindi pure per me ed i miei figli.

 

Chiunque, dico CHIUNQUE, farà fermare o cadere questa Amministrazione si prenderà la responsabilità di un nuovo tragico fermo al paese, ancora una volta. Potrebbe essere veramente un dramma irreversibile.

 

Ma, siccome, è comunque notoriamente più vicino il dente del parente c’è chi si preoccupa della visibilità politica del suo gruppetto e poco del futuro del paese e dello sviluppo della città e tira calci.

C’è anche, purtroppo lo devo dire perché le dimostrazioni ci sono già state, chi fa di tutto perché la Città rimanga senza programmazione urbanistica. Qualcuno ne trae sicuramente vantaggio. Chi? Tanti! A destra e a sinistra.

 

Se, come si sente da più parti, il doporegionali sarà tempo di scontro e di resa di conti, sappiate , LO DICO GIA’ DA ORA, che chi tenterà di scassare sarà anche chi impedirà l’adozione del Piano e di quanto di positivo questo aspetto politico-amministrativo dovrebbe comportare come conseguenza:

  • prima di tutto il calmiere del costo dei suoli.,
  • secondo più case per tutti,
  • terzo la possibilità di dare un assetto regolare al futuro sviluppo.

 

Con un’altra crisi tutto questo si allontanerà ancora.

Lo vogliamo veramente? A chi giova?

 

 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 09:29 | link | commenti
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sabato, 26 febbraio 2005

 

Signore e Signori: RICOMINCIAMO A PARLARE DI GALATONE

E' più convincente giusepperesta o mpuliticare (post del 26/2/2005) sulla Federazione della SInistra?

Signore e Signori: RICOMINCIAMO A PARLARE DI GALATONE

E' più convincente giusepperesta o mpuliticare (post del 26/2/2005) sulla Federazione della SInistra?

E' più convincente la Gazzetta del Mezzogiorno o il Quotidiano del 25/2/2005?

Sondaggio aperto anche agli anonimi.


postato da: juandemairena alle ore 17:46 | link | commenti (3)
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Come si diventa Dottoressa

1. E' estremamente probabile che nessuno, a parte te, leggerà mai la tua tesi per intero. E' triste ma è così. Nei capitoli centrali potresti scriverci l'elenco telefonico, la lista della spesa, i vari tipi di perizoma che hai nel cassetto o la Gerusalemme liberata, nessuno se ne accorgerà. Gli archivi elettronici delle università sono pieni zeppi di tesi di laurea mai lette da occhio umano che non fosse quello del povero compilatore.

2. Durante la stesura della tesi sarai preoccupata di scrivere bene, di riportare le fonti correttamente. Ci passerai mesi e mesi. La stamperai cento volte e ogni volta scoprirai un errore e quindi la vorrai stampare di nuovo. Ti studierai anche il manualetto su "come scrivere la tesi di laurea perfetta", ce ne è uno anche di Umberto Eco. La tesi esiste anche per arricchire i produttori di cartucce a inchiostro e lo stesso Umberto Eco.

3. Oltre alla tesi, dovrai stilare la bibliografia. Anche questa non verrĂ  mai controllata da nessuno. Prova pure a inventarti titoli, fonti, anni di pubblicazione. Cita autori inventati, editori tedeschi, traduzioni dal tale giornale americano, norvegese o slovacco: nessuno si prenderĂ  la briga di andare a controllare. Mai!!! A questo punto, conviene sbizzarrirsi.

4. Nel tuo percorso verso la discussione della tesi di laurea sarai accompagnata da un professore, il c.d. Relatore. Il suo mestiere è proprio quello di aiutarti, assisterti e consigliarti. Un alleato. E' pagato per questo - peraltro con le tue tasse, cioè con i tuoi soldi. Peccato che egli sia una creatura infida e malvagia: non gliene importa una sega della tua tesi. Ne leggerà tre righe su 350 pagine, distratto, magari di sera, in bagno mentre si scopa una studentessa. Segnerà a pennarello un paio di correzioni solo per dimostrati che ha letto, ma questo non lo ammetterà mai. Quando lo incontrerai nel suo ufficio, nell'orario di ricevimento cui lui sarà arrivato in ritardo e tu puntualissima, egli fingerà interesse per l'argomento. In realtà ti considera una scocciatrice - a meno che tu non indossi una mini e un decoltè mozzafiato - e non vede l'ora che tu esca e lo lasci in pace.

5. Al momento di stampare le copie forse vorrai scegliere i colori della copertina. ChissĂ , presa da manie autocelebrative la vorrai in pelle o in cuoio, anche se costa un po' di piĂą. Soldi buttati nel cesso!!!
Scegli la piĂą economica, quella di cartone.

6. Farai stampare parecchie copie della tua tesi: tre o quattro per te, una per la nonna, una per la zia che ci tiene, una per il relatore stesso... Naturalmente, dopo la discussione, nessuno di queste copie verrĂ  mai aperta da essere umano. Dopo alcuni mesi, il relatore userĂ  la sua copia per accendere il camino della casa in montagna, dove si porta l'amante.

7. Il giorno della discussione della tesi, sarai molto preoccupata. Una volta entrata nell'aula col tuo vestitino firmato e tanta emozione, ti daranno pure un microfono e tu vorrai solo che tutto finisca il piĂą presto possibile. Ebbene: non temere. Anche il collegio giudicante ha lo stesso tuo pensiero. Anche loro vorrebbero andarsene a casa.

8. Subito dopo, andrai a bere lo spumante e festeggiare con amici e parenti nel bar vicino all'universitĂ , che di solito si chiama "Bar UniversitĂ ". Champagne per tutti, urlerĂ  euforico il nonno: il cameriere si strofina le mani. I bar vicino all'universitĂ  sono i maggiori beneficiari dell'esistenza dell'istituto della tesi di laurea. Insieme alle copisterie.
E allo studente, forse.
Tranquilla, non scoraggiarti, se vince FITTO avrai un milione di opportunitĂ , per emigrare...


postato da: mafaldalaribelle alle ore 15:22 | link | commenti (1)
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Bongiorno, cummare Nzina,

bongiorno,bongiorno, cummare Annita.

Addro, sta bbai, Cummare Nzina mia?

Sto bessu, nu picca, cu beciu se cattu nienti, ca crai e dumenica e nce’figghiuma, cu nnorama ca mangianu a casa mia.

Allu ritornu, passu ti la farmacia, cu pigghiu li pinnuli pi marituma, ca nonu truatu, nu picca ti urgiula allu stomacu .

Sta mmi ene nu male ca sulu ti miticine nciolinu, trentottu euri.

E cce’ bbo faci cummare Nzina mia? Nu toccu, a diddri e alli miticine.

Abbistu ieri sera, a striscia la notizia, ddru giovane sittatu alla seggia ce’ dicia?

Ce’ dicia, timme timme cummare Annita mia.

Dicia, ca iddru, certe miticine in Italia, lli catta a cinque euri e mienzu, alla Grecia, li stesse miticine, itentiche propriu, e l’aggiu iste io, cummare mia , cu sti cocule ti l’occhi, li paca sulu settanta centesimi.

So’ ladri, cummare mia, pensanu sulu cu campanu iddri, cu frabbicanu ville, ti li poveri malati no ssi proccupa chiui ciucheddri.

Ma comu e,’ ca sulu in Italia succedinu certe cose?

Ce’ dici cummare Nzina, no tta corta ti nienti? Puru quiddri ti la Puglia si lamentanu, dicinu ca nno ce’ posti ti rianimazione, e lli cristiani morinu a mienzu la strata, mentre vonu ti n’ospetale all’addru.

No ne’ mundu chiui cummare mia.

Tieni ragione, e comu se’ no tieni ragione, soru mia, sacciu io’ quantu sta mi costa marituma.

Mbe mi ndi vo, ca mo si face menzadia, e aggiu priparare, tanti saluti a casa cummare Nzina.

Puru te, salutame marituta e lli agnuni.


postato da: localo alle ore 10:46 | link | commenti
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AGNUNI

 

MOTI AGNUNI, ALLU PAESE MIA,

STONU FERMI SOBBRA LI PORTE TI LI BARRA.

CI’ FUMA MBANDUNATU, CI’ TUTTU STIZZATU,

CI’ MANGIA GINGOMME,

CI’ LEGGE LU GIORNALE.

SE PASSA QUARCHE AGNONA,

DIU CU LLI BINITICE,

NO LLI MANTIENI CHIUI.

UNO FISCHIA, L’ADDRU RITA,

CI’ SI ZACCA CUTULARE,

CI’ MENTE A MOTU LU MOTORE,

CU LLI POZZA SICUTARE.

CI’ TISCUTE TI PALLONE,

CI CONTA COMU NU SIGNORE,

TI PULITICA NO SSI NDA CUNTARE,

CA MALE AMICI NO SSI NDONU FARE.

ALLA FINE LA SERATA,

CHIU’ NERVOSI , L’ONU SPICCIATA.

CRAI ZACCA COMU PRIMA,

MA SE NO MBOI CU TAGGI MBILINARE,

TI FATIA NO SSI NDA CUNTARE.


postato da: localo alle ore 08:41 | link | commenti
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LLI MITICINE

Lli miticine, ti sarvanu la vita,

ma ti stiacanu li poce.

Ti sti tiempi, pi nnu picca ti tulore,

na tosse, o nu raffredore,

fucimu mprima mprima ,

allu tottore.

Li tottori, cu ssi manecianu

segnanu nezioni, piggnuli e sciruppuni.

Ti consiglianu cu tti copri,

cu stai curcatu,

intra lu liettu mbuggicatu.

Ma acci cchiui ole cu camina,

e vae catta la miticina.

Quandu iessi ti la farmacia,

mini butti ti sangu a poesia.

Na pocia ti sordi sonu pigghiata,

e senza nna lira, tonu lassata.

Pare ca sta biessi,

ti intra na gioelleria,

ca a cattatu na collana ,

cu lla rigali allu compleannu,

ti nonnata Cia.


postato da: localo alle ore 07:52 | link | commenti
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venerdì, 25 febbraio 2005

 Frankie Hi-NRG MC

 Ero Un Autarchico (2003)

Rap Lamento

Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
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postato da: giusepperesta alle ore 20:33 | link | commenti
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MAFALDA PICCIONE

Desidero confessarvi il curioso fenomeno che sto per affrontare. Ogni volta che il 25 febbraio cade di venerdì, come per miracolo il mio fisico si trasforma: si riduce, ci crescono sopra delle penne e infine assume le sembianze di piccione. Per favore, astenersi dal fare facili allusioni da caserma… Un bel piccione di città, di quelli grigi scuri che ti cacano sulla cravatta arancio del Governatore o ancora meglio - ma solo se riesco a prender bene la mira - sul tuo vestito firmato Max Mara, candidata ANNA LUCATELLI!!! Perchè sei una vera BEFANA!!! Ci divertiamo come matti, noi piccioni della GAD, a bombardarvi con il guano a ph basico!!! Bene, sento che la metamorfosi sta per cominciare: le mani si mutano in alucce e sul sedere germogliano le piume della coda. Verrò domani dopo l'ora di pranzo sotto il tuo davanzale, e quando giù dalla finestra sgrullerai le briciole della tovaglia mi vedrai là sotto, orsacchiotto mio, in attesa del mio pasto, assieme ai miei compagni. Se riesco ti farò ciao con la zampina, così potrai riconoscermi. Ma sarà solo domani. Per il resto, non c'è di che preoccuparsi: l'incantesimo si conclude a mezzanotte.


postato da: mafaldalaribelle alle ore 17:16 | link | commenti (3)
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Dal programma di Nichy Vendola sul sito www.nichivendola.it

A chi pensa che noi non abbiamo un programma!!!
Altro che Poggiardo, bambolotto figlio di papĂ !!!

SANITA' E SERVIZI SOCIALI

Nell'ultima legislatura del governo regionale di centro-destra, in Puglia i diritti ad una vita dignitosa, alla salute, al benessere sociale, all'inclusione degli emarginati, alle pari opportunità nell’accesso al lavoro non hanno avuto cittadinanza.
Sostanzialmente negati sono stati i diritti piĂą elementari dei pugliesi da tutti i provvedimenti che sono stati varati negli ultimi cinque anni e che, se in qualche caso, hanno avuto il merito di mettere mano a settori delicati, lo hanno fatto sempre in ritardo, senza una visione complessiva di quello che si voleva diventasse il sistema Puglia, con una pura logica ragionieristica.
Il riordino della rete ospedaliera e la riorganizzazione della sanità territoriale, hanno rappresentato le fase più controversa dell’attuale legislatura regionale. Ed anche uno dei fallimenti più evidenti della Giunta Fitto. Basti pensare che alla fine del triennio di vigenza del Piano Sanitario Regionale 2002-2004 nulla è stato realizzato pienamente se non lo smantellamento di centinaia e centinaia di posti letto, la chiusura di alcuni ospedali e l’avvio delle due reti di emergenza e di eccellenza (quest’ultima presunta). Manca la sanità territoriale, manca la rete dei servizi sociosanitari, manca la organizzazione della rete dei distretti e si procede con nomine clientelari per la individuazione dei vertici delle Aziende sanitarie e delle posizioni dirigenziali nel mondo della sanità, con yes-men pronti a tutto, o al totale immobilismo, pur di raggiungere obiettivi di budget che per il diritto alla salute e al benessere dei cittadini pugliesi si sono rivelati obiettivi omicidi.

Il riordino del sistema sanitario in Puglia è stato pensato male e realizzato peggio: l’assurda divisione fra “polo medico” e “polo chirurgico”, la chiusura dei riparti qua e là, la riduzione dei posti letto senza criterio e spesso senza neppure il risparmio vista la mobilità fortemente cresciuta con i relativi costi, ha determinato una forte scoperta dei cittadini rispetto alla tutela della salute.
Tutto ciò è stato appesantito dalla mancata attivazione della gran parte dei servizi della sanità territoriale e dell’assistenza domiciliare integrata, mentre nell’area sociosanitaria non esistono servizi strutturati. Persino la gestione della RSA (Residenze Sanitarie Assistite) viene sostanzialmente commissariata con l’unico risultato della mancata attivazione dei posti letto che sarebbero necessari.
In campo sociale solo dopo un ritardo di quattro anni si sono visti i primi provvedimenti (il Piano regionale delle politiche sociali, i regolamenti sui servizi sociali) che faranno arrivare risorse ai Comuni e quindi servizi sociali ai cittadini, alle famiglie, ai soggetti deboli solo nel 2005, cioè cinque anni dopo la riforma voluta a livello nazionale dal governo di centro-sinistra.
La Puglia è ultima in Italia per stanziamenti di risorse e per i servizi sociali: solo 15 milioni di euro l’anno che non vengono incrementati nonostante gli indirizzi nazionali e il fabbisogno elevato delle autonomie locali per realizzare una rete diffusa di servizi essenziali in campo sociale. Il Piano regionale è nato nella più totale assenza di concertazione e di partecipazione dei cittadini, delle famiglie,del terzo settore, tutti chiamati solo a ratificare scelte già fatte.
Le misure per la famiglia, seguendo l’indirizzo del governo nazionale non riconoscono dignità e cittadinanza ai diritti delle coppie di fatto e ai loro figli, di genitori soli con figli, agli immigrati, mentre contengono un attacco alla legge 194 sull’aborto e al principio di autodeterminazione delle donne.

La prima grave carenza dell'attuale governo regionale è stata quella della debolezza nei confronti del governo Berlusconi in relazione al riparto del Fondo sanitario regionale che ha avuto come conseguenza immediata il taglio dei finanziamenti ex art. 20 per la riqualificazione delle strutture ospedaliere.
Nostro compito sarĂ  quello di ridisegnare il Piano di riordino ospedaliero ripartendo dai servizi distrettuali e ponendo al centro del nostro lavoro la salvaguardia della assoluta pubblicitĂ  della salute attraverso la difesa strenua della sanitĂ  pubblica, pur avendo presente le carenze e gli aspetti negativi ed inaccettabili del suo funzionamento.
SarĂ  pertanto nostro impegno avviare provvedimenti che:
• che riducano sensibilmente -fino al loro superamento –le lunghe liste di attesa;
• che incrementino in modo diffuso e articolato sul territorio i centri di senologia;
• che operino un rafforzamento del 118;
• che diano impulso e sviluppo al piano di emodialisi;
• che pongano al centro la politica di prevenzione e le scelte ad essa conseguenti;
• che riorganizzino radicalmente la medicina di base in ragione, tra l'altro, di una gestione integrata di percorsi assistenziali per determinati profili di cura ( ipertensione,diabete, ecc. );
• che sviluppino -o meglio -avviino la medicina del territorio;
• che attivino, finalmente l'integrazione socio-sanitaria con riferimento particolare al coordinamento tra Enti Locali, l' ASL e comunità;
• attivino una sufficiente articolazione dei servizi riabilitativi in particolare nel settore psichiatrico; guardino ad un adeguato utilizzo dei posti letto per la lunga degenza post-acuzia;
• attivino la rete delle RSA;
• mettano in grado di gestire in modo adeguato le risorse umane.


Dunque ripartire dal Piano Sanitario Regionale, perché con il contributo delle Province, delle Autonomie locali, delle organizzazioni sindacali e del terzo settore, si possa ridisegnare il volto delle politiche sociali e sanitarie:
- per porre al centro gli individui e i loro diritti e per offrire risposte adeguate ai nuovi bisogni sempre piĂą complessI;
- per valorizzare le famiglie e le reti sociali, quali risorse fondamentali per attivare percorsi di inclusione sociale;
- per superare le situazioni di dipendenza e di indigenza, e promuovere l’autonomia e il diritto a una vita dignitosa;
- per rendere compatibili nella realtà quotidiana le vite che nascono con le scelte di lavoro, le esigenze della famiglia con il tempo libero e l’impegno civile;
- per creare nuove opportunità occupazionali e soluzioni per l’emersione del lavoro sommerso e l’offerta di servizi di qualità;
Si tratta quindi di offrire più sostegno ai più deboli, ai disabili, agli anziani soli a chi è a rischio di emarginazione agli immigrati affinché possono riprogettare la propria esistenza
Scrivere un Piano strategico per la dignità sociale, la salute e i diritti di cittadinanza che può essere definito su queste priorità:
- una vera politica di prevenzione sanitaria con la creazione di ambienti di vita e di lavoro piĂą salubri e la sostituzione delle sostanze tossiche e pericolose nei processi produttivi;
- la profonda revisione delle scelte per il riordino del sistema ospedaliero e nuovi investimenti di servizi territoriali e domiciliari o di tutela della salute che porti alla sostanziale revoca del Piano di Riordino ospedaliero del centrodestra per riorganizzare la rete dei servizi sanitari articolata in distretti socio sanitari in cui l'eccellenza e la qualitĂ  dell' emergenza non vadano a scapito della capacitĂ  di offrire qualitĂ  di cura e dotazione adeguata di posti letto per tutte le patologie;
- la riduzione della spesa sanitaria che non passa attraverso il taglio indiscriminato e perverso di posti letto , ma attraverso la riduzione della spesa ospedaliera da ricoveri impropri grazie al potenziamento della sanitĂ  territoriale e della rete dei servizi sociosanitari;
- la definizione di un sistema di livelli essenziali di servizi in campo sociale e sanitario rivolto a rendere esigibili per tutti i cittadini alla cura, all'inclusIone sociale e ad una vita dignitosa;
- l'avvio di misure di contrasto alla povertà, integrate con percorsi di inclusione sociale e qualificazione professionale per il raggiungimento dell’autonomia dell’individuo e del nucleo familiare; dovrà promossa anche in puglia l'introduzione del reddito di cittadinanza; .
- la costruzione di un vero mercato del lavoro sociale regionale, con il riconoscimento di profili professionali sociali e l’organizzazione dell’offerta formativa in collaborazione con il sistema regionale della formazione professionale e le Università pugliesi, per favorire l’inserimento lavorativo di molti giovani e donne già formate e l’emersione del lavoro sommerso nella cura dei soggetti deboli, con particolare riferimento ai servizi domiciliari e comunitari;
- la costituzione di una rete regionale di sportelli per i cittadini, per informarli dei diritti sociali e delle opportunità –di accesso ai servizi, per semplificare l’ingresso degli utenti nella rete dei servizi e per semplificare le procedure amministrative (sportelli sociali o uffici di cittadinanza e centri unici di prenotazione;
- la promozione di un sistema regionale di incentivi per le imprese che offrono opportunitĂ  occupazionali a soggetti che siano inseriti in percorsi di inclusione sociale;
- il sostegno ai Comuni nella realizzazione di infrastrutture sociali diffuse sul territorio regionale per accrescere l’offerta sociale e socio-sanitaria semiresidenziale e residenziale, con particolare riferimento ai centri diurni, alle strutture di pronta accoglienza nelle situazioni di disagio di emergenza per le donne, i minori, i tossicodipendenti, i disabili psichici, i nuovi poveri, gli immigrati, ed alle strutture l’accoglienza di disabili gravi senza il supporto familiare (“dopo di noi”)
- il sostegno ai Comuni per la realizzazione di politiche abitative che siano integrate con le politiche sociali;
- il sostegno ai Comuni per passare da Piani sociali di zona ai Piani regolatori sociali quali luoghi di programmazione integrata in cui le politiche sociali possono realmente integrarsi con le politiche di riqualificazione urbanistica e di rigenerazione culturale e sociale del tessuto urbano, con le politiche della casa rivolte alle famiglie più deboli con le politiche dell’istruzione, della cultura della piena integrazione degli immigrati;
- l’affermazione di un grande disegno di innovazione sociale costruito sull’organizzazione dei tepidi lavoro e tempi di vita, sull’efficienza e la pervasività dei servizi pubblici e/o garantiti dal pubblico: Un grande disegno che sappia misurarsi fino in fondo sia con i grandi temi della libertà delle donne sia con problemi concreti delle loro vite nel lavoro professionale e nella cura familiare.





postato da: mafaldalaribelle alle ore 15:51 | link | commenti (8)
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 Anche il Papa (che si rimetta presto) è con i bloggers e contro i monopoli dell'informazione. Quindi, se si è cattolici, non si può tollerare lo stradonminio delle televisioni di Berlusconi e le informazioni fuorviate.

La Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II "Il rapido sviluppo"

Coscienza ed etica della comunicazione


FRANCO PATRUNO

Il significato dell'attuale Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II ai responsabili delle comunicazioni sociali, credo risieda nella felice sintesi dei singoli e successivi passaggi dal Decreto Conciliare "Inter Mirifica" sino ai numerosi messaggi del Pontefice per le giornate mondiali dedicate a questo importante e grave argomento. Determinante, a mio avviso, la promulgazione della "Communio et Progressio" negli anni Settanta, perché in quel documento si delineava una vera e propria lettura teologica sul fenomeno della comunicazione di massa.
L'approccio alla Rivelazione, come Parola che si manifesta nella storia creando una vera e propria relazione dialogica, è ulteriormente avvalorata dal mistero del Verbo che si fa carne. Nell'assumere non virtualmente la "carne e il sangue" dell'umanità, intesa nella sua estensione temporale e nell'irripetibile individualità di ogni singola persona, la comunicazione diventa partecipazione ed assunzione di ogni umano sentire, patire e gioire in vista della salvezza, cioè del riconoscimento che nel Verbo che s'è fatto umanità, ora è possibile, nello Spirito, ristabilire l'incontro con il Padre.
Si avverte, nell'odierna Lettera, questo patos teologico ed esistenziale, perché l'annuncio e la testimonianza di questo evento di redenzione non può se non passare attraverso i linguaggi espressi dalle singole culture e civiltà. Certo, la comunicazione di massa ha caratteristiche proprie e, sotto diversi aspetti, costituisce un fenomeno di estrema rilevanza, sia per la struttura delle diversità comunicative che per gli effetti "globalizzanti", accelerati sino all'apice della simultaneità. Questo aspetto è più volte sottolineato e valorizzato. In altri termini, la Lettera Apostolica mantiene lo spirito del Concilio Vaticano II, non sentimentalmente legato ad un ottimismo dal facile consumo, ma ad una visione provvidenziale della Storia della Salvezza. Banalizzando con una terminologia cara agli anni Sessanta, è un documento né "apocalittico" né "integrato", ma basato su una speranza teologale che non delude. Non si fraintenda:  il tessuto prevalentemente biblico - splendide sono le citazioni evangeliche e di san Paolo - mettendo in evidenza gli aspetti positivi e irrinunciabili della vorticosa velocità dei processi informatici, è sempre attento ad ogni possibile risvolto negativo. Anzi, più che di semplice possibilità, il Pontefice parla in base a dati riscontrabili, più volte denunciati.
L'opera formativa, si dice al par. 11, aiuterà a far sì che "i media siano conosciuti e utilizzati in modo consapevole e appropriato". Il motivo è chiaro:  "i linguaggi da loro introdotti modificano i processi di apprendimento e la qualità delle relazioni umane" in modo tale da correre il rischio, in negativo, che "anziché essere al servizio delle persone, giungano a strumentalizzarle e condizionarle pesantemente". Ciò corrisponderebbe, e credo che oggi in gran parte corrisponda, ad una violenza nei confronti della libertà; violenza suadente, ammiccante, mai resa palese, anzi spesso mascherata dai falsi splendori della banalità, del cattivo gusto, di scelte che vengono regolate prevalentemente sulla base del conflitto quantitativo, del numero di ascolti, del profitto derivato dalla concentrazione sempre più assordante della pubblicità. È una modificazione sostanziale della relazione tra emittente e pubblico, una modificazione che ha pesanti risvolti antropologici. Il documento invita poi ad una partecipazione effettiva, secondo l'etica del Magistero della Chiesa.
Si parla "di un'ampia partecipazione alla loro gestione, anche attraverso opportuni provvedimenti legislativi". La partecipazione, quindi, non è subalterna, ma riguarda, non dimentichiamolo mai, la loro gestione. Se ciò non avviene, chi di fatto gestisce lo fa unilateralmente, con il rischio, quanto mai di dominio comune, di un influsso dominante di altri poteri, cioè quelli puramente economici e politici o, ancor più specificatamente, partitici. Ogni forma monopolistica conduce, anche con le migliori intenzioni, a modelli di adeguamento dei singoli operatori spesso non esplicite o, nel peggiore dei casi, a forme più o meno occulte di servilismo. Un altro punto focale della Lettera è quello riguardante la riproposizione della necessità di una pubblica opinione nella Chiesa, seguendo le linee di un magistero che da Pio XII ha attraversato la lungimirante lettura prospettica di Paolo VI. Il dato ispirativo proviene dal Nuovo Testamento e riguarda la virtù della franchezza.
Salvaguardata l'economia dell'intangibilità del Credo Apostolico custodito dalla Chiesa, la chiarezza e la sincerità di parola, libera la Chiesa stessa da ogni possibile restrizione delle libertà individuali, che, come dottrina insegna, è tutto l'opposto della parresia interecclesiale. I mezzi di comunicazione, riconosciuto il loro valore di linguaggi dell'annuncio della voce della Chiesa, abilitano alla reciproca conoscenza, al dialogo, al riconoscimento della legittimità della differenza di liberi convincimenti in tutto ciò che è opinabile. Questo aspetto diventa, per la Chiesa stessa, motivo di testimonianza di libertà e non di costrizione, secondo i principi della Dichiarazione sulla Libertà Religiosa sanciti dal Concilio Vaticano II e più volte ripresi e consolidati da Giovanni Paolo II non solo nei documenti ufficiali, ma nelle scelte dialogiche che ha compiuto come realizzazione concreta e specifica attuazione dello stesso Magistero.
Alcune considerazioni:  l'utilizzo da parte della Chiesa dei Mass Media, cresciuto positivamente in Italia grazie al canale satellitare "Sat 2000", ai quotidiani e alla ricchezza informativa dei Settimanali Diocesani va sempre più fatto conoscere, perché non rimanga un sistema di comunicazioni "ab intra". In questo caso, verrebbe a mancare quell'aspetto della pastorale missionaria che intende non solo far conoscere la voce delle singole Chiese, ma rendere più adeguato e sincero il "colloquio", secondo il Magistero di Paolo VI e Giovanni Paolo II. Anzi, questo aspetto non è funzionale alla missione, ma ontologico:  è la Chiesa stessa che si fa colloquio. Il proemio della "Gaudium et spes" corrisponde ad uno degli aspetti più fecondi dell'ecclesiologia del Concilio Vaticano II.
È una Lettera Apostolica di grande respiro. Ci si augura che, nei diversi ambiti di ascolto del messaggio, non ci si limiti ad una lettura frettolosa o sinteticamente limitata dalle agenzie di stampa. L'augurio è anche che i cattolici che sono inseriti con vari incarichi all'interno dei diversi media operino secondo quelle prospettive che, mi sembra evidente, riaffermano il valore della libertà e della partecipazione. È un fatto di coscienza e di etica della comunicazione. Credo che adeguarsi ad ogni forma di manipolazione delle singole e collettive libertà sia, mi si perdoni il giudizio morale, un peccato di cui assumersi la responsabilità.


(©L'Osservatore Romano - 25 Febbraio 2005)


postato da: giusepperesta alle ore 11:22 | link | commenti (7)
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 Rocky II - Vedi versione grafica con cast

Vendola (sfidante) contro Fitto (detentore)

i commenti del match di ieri sera su

 www.giuseppe-resta.splinder.com

perchi li vuole leggere......

garantisco parzialità.

 

 

postato da: giusepperesta alle ore 11:04 | link | commenti (2)
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giovedì, 24 febbraio 2005

MODA : IO MODO ,TU MODI ,EGLI MODA...FROM HELL NON MODA ..Semplicemente perchè non nè ho voglia ,quindi niente di eroico in questa mia scelta...che cazzo ,perchè dovrei essere alla moda? E perchè non dovrei seguirla (o meglio dire "inseguirla" dato che il trend si evolve ogni secondo)? E ancora :PERCHè preoccuparsi di chi la segue...forse nessuno di voi si preoccupa ,ma tanti si...per una volta voglio parlare non dei "MOLTI" ma dei "POCHI" ,voglio parlare male dei "pochi" che si distinguono ,forse anch'io ne faccio parte ma non mi frega! evviva la MASSA ,evviva la finta "vasta" massa,quella omologata ,quella che và a ballare HouseMusic nei disco-pub ,risto-pub ,discoteche (che cazzo ,tanti nomi e poi la stessa roba,chissa perchè...,.,.,.colpa delle agenzie pubblicitarie? mbho?),evviva coloro che snobbavano il vino ed oggi con l'avvento dei Wine Bar eccoli tutti tirati con i calici di vino tra le mani ,mentre lo fanno roteare elegantemente fingendosi degustatori ,ed il + delle volte bevono Merda...ma sono contenti ,e l'importante è esserlo(anche se il vino è una moda in declino giù da noi...oh Dio quanto sono arretrato!)o non esserlo ? è questo il probblema? he he he he he he...viva quelli che dicono si ,che si piegano ,e 'fanculo mettiamoci anche i leccaculi di Vendola e Fitto ,evviva i palazzinari MA NON DIMENTICHIAMO GLI "AGRICOLTORI-NARI" ,evviva i sindaci vecchi e alcoolizzati ,evviva quelli giovani e puttanieri ,evviva i segaioli chiaccheroni ,evviva i grandi scopatori,evviva anche gli spacciatori ,quelli dentro e quelli fuori ,hi hi hi.....EVVIVA I TRUFFATORI,EVVIVA CHI DA' LE DIMISSIONI ,ED ANCHE CHI LE RITIRA ,E UN VAFFANCULO DI CUORE AI :CARLI SCHIAVONI ,FROM HELLARI (ed ex metallari),AI RAGAZZI CHE SI SFONDANO IN DUE PER FARSI I LIBRI DI POESIE CON CORAGGIO (perchè ci vuole del fegato in un paese come il nostro ,amo il mio paese ,ma si può esser innamorati anche di una Troia ,quindi non vuol dire niente),AI JUSellari ,A JUANellari ,HOODEellari ,ANCHE RESTAri ,INSOMMA TUTTI I COGLIONI CHE NON SI VENDONO.................................................ragazzi diventate anche voi + FASHION....VENDETEVI ,TUTTO HA UN PREZZO....... HEM, DIMENTICAVO....... BY FROM HELL

postato da: SANITARIUM alle ore 19:27 | link | commenti (6)
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parole e significati
C’è gonzo e gonzo. E ancora gonzo.


Ok, partiamo da lontano.
Se uno cerca la parola "gonzo" su un dizionario trova:
credulone, facilmente ingannabile. E si accontenta. Poi non è che sia usatissimo come vocabolo. E spesso gli si preferiscono dei sinonimi più o meno riferibili, da stolto a pirla e via così.

Anni fa, in una vita da giovane, in un pomeriggio di marzo mi trovavo in una tipografia per dei manifesti di cabaret Con me due bizzarri personaggi visti solo quel dì e poi scomparsi dalla mia vita.
Lei si chiamava Olga , E insistentemente chiedeva - con tutte le bizze tipiche dell’attrice - che il titolo della locandina fosse graficamente meno invasivo sul suo volto in copertina. Richiesta logica. Anche se, a onor del vero, il suo volto era già parzialmente oscurato da un grosso fascio di stelle filanti, cui Olga dedicava le proprie attenzioni. Richiesta logica, accolta: titolo spostato.

Era il mio primo lavoro nel mondo della societa’ Operaia. Ok, molto laterale, direte voi, certo.
E comunque l’unico, dato che se non erro poi non cantarono molto bene e svanirono.

L’altro personaggio era molte cose. Regista, sceneggiatore, produttore, autista, agente e "accompagnatore" di Olga. Ma soprattutto, così mi disse lui - basendomi di muto stupore - "primo storico regista gonzo italiano". Era un tipo tarchiato, spelacchiato. Una specie di
Ron Jeremy dei poveri.
Parentesi: i più colti di voi ricorderanno Ron impersonare Diego Maradona in una pellicola italiana del 1990. Più recentemente lo si è visto in un
documentario - dicevano assai divertente - che non so se sia uscito da noi. Insomma questo signore, di fronte al mio basimento mi spiegò il significato del gonzo-ballabile: che è quella scena in cui l’operatore interviene attivamente sul palco. Senza smettere di suonare e ballare insomma "partecipa" alla serata.

Mi sta venendo un dubbio, dici che a Galatone essere gonzo stia diventanto una moda?

Mi sta venendo un dubbio, dici che a Galatone essere gonzo stia diventanto una moda?


postato da: localo alle ore 16:24 | link | commenti
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Non preocupatevi, il papa sta abastanza bene! Salve a tuti, cui parla il Papa. Sì, ancora io. Evabe. Ci sono un paio di cosete che devo racontarvi qui su internet che mi piace tanto. L'amico architeto, uomo onesto e timorato didio che mi ospita sul blog dice che molti li chiedono di me e io li ringrazio. Duncue. Non so cosa scrivano i giornali ma io sto abastanza bene, il rafredore mi e pasato anche se facio sempre un po fatica a parlare, daltronde vorei vedervi voi a 84 ani a urlare in latino da una finestra aperta, specialmente con cuesto fredo. Mi e arivata la letera di quel sinior Ali Agca. Questo siniore un giorno lui mi voleva amazare ma poi si e pentito e io che son papa lo o perdonato e adeso lui oni tanto mi scrive letere dala prigione. Pero secondo me cuesto cui e mezo mato opure drogato perche scrive dele asurdita che mi fano piegare in due dale risate. Pre esempio: nel ultima letera delira come al solito dei segreti di fatima e poi mi chiede di rivelare il nome del'anticristo. Forse dovrei rispondirli ma come si fa a rispondere ala letera di uno che ti chiede informazioni sul'anticristo? Boh. Mi prendera in giro, pensavo io. E arivato cui il cardinale sodano quelo che secondo me mi vuol far licenziare per prendere il mio posto, non mi fido mica di cuelo li. Insoma ero li ala scrivania e sbrigavo la mia corispondenza che sicome sono papa e monarca asoluto del vaticano e dela chiesa intera tuti giorni devo firmare un saco di cartofìe. Alora dove eravamo rimasti? A si. Ariva sodano e mi dice scusate sinior karol gia che avete in mano la pena mi firmereste anche un autografo per mio nipote che il picino a saputo che lavoro per voi ed e un vostro fervente amiratore e voleva portare l'autografo a scuola per vantarsene con li compagni di clase. E io li o deto certo dia qui sor sodano. E lui mi a dato questo folio pero copriva meta del folio con la mano ma io o visto che dove copriva cerano dele altre scrite. E cuindi li o deto scusi sodano mi facia un po vedere bene cosa ci e scrito li sopra. E lui diceva ma niente, santita, una picola dedica per mio nipote, la o scrita io per fare prima cosi voi non vi afaticate. Alora li o preso il folio e o guardato bene: ma non era mica una dedica! Era il testo di una letera di dimisioni per papi, mancava solo la mia firma. Mi sono arabiato di bruto e li o deto sinior sodano tu mi vuoi fregare ma a me non la si fa. Lui si e scusato, continuava a ripetere ma no santita ci deve esere un disgudo, la mia segretaria datilografa forse e impazita o forse voleva solo farle uno scherzo di carnevale, adeso vado e la licenzio. Ma io lo o capito che la segretaria non centrava niente e che era un truco e lo o mandato via. Devo stare atento ragazi, anche a me mi voliono rubare il posto di lavoro. Prima di salutarvi vi facio una racomandazione, frateli moderati: CONVERTITEVI CONVERTITEVI CONVERTITEVI!!! VotateVendola! Bene, io adeso vado a fare il riposino. Un abracio dal Papa

postato da: mafaldalaribelle alle ore 16:01 | link | commenti (3)
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dopo tanti anni almeno una cosa va a normalizzarsi

 PRG a Galatone, dopo l'approvazione in Regione

PRG a Galatone. Il documento di programmazione urbanistica è tornato al palazzo di città dopo essere stato approvato dalla Giunta Regionale. A seguito dell’iter istruttorio del Comitato Urbanistico Regionale è stata data risposta alle circa 200 osservazioni che i cittadini avevano a suo tempo espresso sullo strumento e alcune di esse hanno trovato accoglimento. Il piano resta sostanzialmente quello che fu approvato dal Consiglio Comunale nel 1990 ma sono state inserite restrizioni alle zone edificatorie. Il PRG dovrà ora essere adeguato alle prescrizioni del CUR e approvato dal Consiglio Comunale entro la prima decade di marzo. “Abbiamo già affidato al tecnico incaricato il compito di adeguare il PRG alle disposizioni regionali - spiega l’assessore all’urbanistica Fernando Dorato - tale operazione dovrebbe essere conclusa entro fine mese. Solo dopo essere stato partecipato alla cittadinanza e alla Commissione consigliare, il documento giungerà in Consiglio per la definitiva approvazione. Soddisfatto il sindaco Luigi Vaglio per “il grosso risultato conseguito da questa amministrazione che porta a compimento un iter iniziato nel ’90. Solo dopo 15 anni si riesce ad avere uno strumento urbanistico adeguato alla L.R. 56, anche se probabilmente esso non riuscirà a rispondere pienamente alle reali necessità di una comunità che in tre lustri è molto cambiata. Si tratta comunque di una preziosa quanto necessaria base di partenza per lo sviluppo urbanistico della nostra collettività ai sensi della L.R. 20/2000.” Il primo cittadino oltre ad aver sottolineato le valenze tecnico-programmatorie dello strumento ha pure osservato come tale risultato sia stato frutto del lavoro collegiale che ha coinvolto il sindaco, la giunta e gi uffici comunali “ a dimostrazione che quando si opera in squadra i risultati si ottengono concretamente”.

23/02/2005

portavoce

postato da: giusepperesta alle ore 15:43 | link | commenti
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Perché  Pinuccio non si candida.

Motivi matematici, etici, ontologici. Ovvero: Galatone: un paese anormale.

 

È una domanda che periodicamente viene rivolta a gires, quasi incolpandolo di non volersi mettere in discussione. Egli afferma che non riesce a “identificarsi” con un partito, ma in realtà il problema è più filosofico.

La democrazia è imperfetta, il post di Froma Hell lo ha ribadito. Soprattutto per il meccanismo per cui, ad esempio a livello amministrativo, il porta-a-porta produrrà sempre più voti di un bel comizio in cui si espongono con chiarezza le proprie idee. Pertanto mettiamo a confronto due persone:

Pinuccio

  1. non fa il porta-a-porta,
  2. non telefona a nessuno,
  3. non incontra la gente per strada
  4. non ha una famiglia numerosa
  5. fa un comizio  bellissimo in cui espone con chiarezza programmi, idee, la propria cultura e professionalità, la voglia di cambiare etc. etc. etc.

Mister/miss/mrs porta-a-porta:

1.      visita le persone una ad una

2.      lavora per quattro anni stringendo amicizie interessate (al voto)

3.      telefona all’universo mondo

4.      ha una famiglia numerosa

5.      durante il comizio sale sul palco ma sta nelle retrovie perché non riesce a mettere una parola dietro l’altra, cioè ha “poche idee ma ben confuse”.

CHI PRENDERA’ PIU’ VOTI? Se qualcuno oserà rispondere Pinuccio me lo mangio vivo!

In questo confronto Pinuccio è perdente. E se a Pinuccio non va di fare il lavoro certosino del porta-a-porta è meglio che non si candidi. Inoltre, è più facile convincere una persona meno abbiente (magari facendo qualche favore) rispetto ad un professore universitario. E il voto vale lo stesso.

Pinuccio però potrebbe pensare di fare un’azione di rottura e creare comunque una lista civica, tipo GALATONE VIVA.

(Breve inciso)

GalatoneViva è stata un’idea originale, con ottimi propositi e che poteva in realtà raccogliere molti consensi. Perché è finita come è finita? Diversi motivi: persone già note, troppi fuoriusciti etc.

(Finito l’inciso)

Per come è fatto il nostro architetto, farebbe una lista di persone capaci, proporrebbe alla gente una classe dirigente veramente nuova, con programmi dalla trasparenza cristallina, in cui prevedere tra l’altro periodiche verifiche. Ma quante persone riuscirebbe a riunire attorno a sé. Venti, non di più, perché per essere nuovi occorre non aver fatto politica in passato, e chi non ha già fatto politica è perché alla sola parola “politica” comincia a grattarsi come se si fosse detto S.lle LECCISO. Queste persone non è che aderiscono solo per la bella faccia di Pinuccio. Spessissimo si tratta di persone che non vogliono avere niente a che fare con la politica. Perciò Pinuccio riuscirà a fare al massimo una lista. Che non si schiererà né con la Sinistra né con il centrodestra, per coerenza.

E DOVE CAZZO VANNO 20 PERSONE? Si tratta di un suicidio perché dall’altra parte ci sono 5+5 liste vale a dire 200 persone, vale a dire 200 famiglie che si danno da fare per cercare voti. Peraltro il candidato Sindaco della lista di Pinuccio deve essere pronto a sacrificare la propria faccia per un suicidio. Qualcuno obietterà che questa lista-pinuccio può prendere voti di protesta (lega lombarda docet). È vero, ma anche riuscisse a spuntarla, non ce la farà al primo turno. Allora dovrebbe andare al ballottaggio dove la lista perdente mai e poi mai aiuterà la lista-cacacazzi! Siamo  a Galatone, non dobbiamo dimenticarlo. Siamo nel paese dell’invidia e delle diffamazioni, delle calunnie e delle lettere anonime. Siamo a Galatone, il paese dove Lorenzo Fracasso fu boicottato dai “suoi” ai tempi di Miceli.

Pertanto Pinuccio non si candida perché all’università ha fatto l’esame di matematica generale/analisi 1 e sa che i numeri gli vanno contro.

 

Pinuccio potrebbe mettersi in discussione e decidere comunque di dare battaglia anche con più di una lista, accogliendo politici bravi e onesti che a Galatone ci sono, anche se, guarda caso, sono fuori dai riflettori. Alcuni esempi: Gaetano, Sergiospirito, Caterinaprile, Toninomagurano etc… (2 a 2 per par condicio). Questo significa che Pinuccio dovrà stringere molte mani. A furia di stringere mani se le ritroverà sporche. Lui lo sa. Lui questo non lo vuole. Meglio opposizione a vita, proprio per restare sine macula. Pertanto Il grande blogger sarà sempre sconfitto da chi è abituato a stringere mani, da chi è abituato alla piazza non virtuale. Pinuccio alle scuole superiori ha studiato filosofia: la sua etica gli impedisce di candidarsi.

 

Effettivamente se anche noi dovessimo realmente interfacciarci con la piazza dove c’è la gente comune (cosa che fa il politico) probabilmente non riusciremmo più ad essere così “intransigenti”, onesti, coerenti sino alla morte. Noi blogger non riusciremo mai ad essere politici.

ATTO DI ACCUSA A TUTTI I BLOGGER: LA TASTIERA E’ COMODA. Atto di accusa a certi blogger: dire la propria senza partecipare ad un dibattito è oltremodo comodo.

 

Pinuccio e la sua lista potrebbero comunque candidarsi, non apparentarsi e vincere. A questo punto Pinuccio sa che la sua amministrazione durerà poco. Siamo a Galatone: un paese anormale. Un paese dove si cambia partito, dove è nato il gruppo Salento-Europa, dove il Sindaco Vaglio vive lotte intestine, addirittura familiari. Pinuccio sa che i suoi assessori e i suoi consiglieri comunali potrebbero essere sedotti da uomini/donne con grandi capacità persuasive. Pinuccio si pone un problema ontologico: sa di dover morire e il bello è che non riesce neanche a capire perché e per come. Non riesce ad afferrare la realtà oltre il mondo (o meglio dire il paese) sensibile. Ma siamo a Galatone: un paese anormale.

Perciò Pinuccio non si candida.

Perciò io non mi candido.

Perciò Galatone non cambia.


postato da: juandemairena alle ore 11:46 | link | commenti (8)
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