MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Alla Vita
Mario Luzi
(che da oggi non c'è più con noi)
Amici ci aspetta una barca e dondola
nella luce ove il cielo s'inarca
e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
il viso d'Iddio caldo di speranza
in alto in basso cercando
affetto in ogni occulta distanza
e piangono: noi siamo in terra
ma ci potremo un giorno librare
esilmente piegare sul seno divino
come rose dai muri nelle strade odorose
sul bimbo che le chiede senza voce.
Amici dalla barca si vede il mondo
e in lui una verità che precede
intrepida, un sospiro profondo
dalle foci alle sorgenti;
la Madonna dagli occhi trasparenti
scende adagio incontro ai morenti,
raccoglie il cumulo della vita, i dolori
le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
Le ragazze alla finestra annerita
con lo sguardo verso i monti
non sanno finire d'aspettare l'avvenire.
Nelle stanze la voce materna
senza origine, senza profondità s'alterna
col silenzio della terra, è bella
e tutto par nato da quella.
LUPUS ET AGNUS
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Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque ita correptum lacerat injusta nece.
Haec popter illos scripta est homines fabula, qui ficti caussi innocentes opprimunt.
Esopo, CCXXI; Fedro, I, 1.
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.
C'è qualcuno dei bloggers o dei guardoni dei blog che pensa che questo apologo sia troppo distante dalla situazione politica paesana attuale e da quella prevedibile del dopo Regionali?
Se c'è me lo dica e mi spieghi perchè. Io trovo ESOPO e FEDRO (non lo scorreggionedelgrandefratello, l'altro, quello furbo), invece, molto TREMENDAMENTE attinenti.
Ecco l'attualità dei classici......ecco il pregio della letteratura latina che non si dovrebbe mai usare per darsi arie su un palco o per azzeccagarbugliare gli ignoranti ma per ragionare su situazioni immutabili perche proprie della miseria degli uomini.
Pinuccio D'Oria!
… e ancora …
Si tenga bene in mente quanto ha scritto Pinuccio:
… chi impedirà l’adozione del Piano e di quanto di positivo questo aspetto politico-amministrativo dovrebbe comportare come conseguenza:
o calmierare il costo dei suoli,
o più case per tutti,
o la possibilità di dare un assetto regolare al futuro sviluppo.
…
Chi lo farà, afferma, se ne prenderà tutta la responsabilità.
Caso mai dovesse succedere.
Caso mai l’attuale giunta dovesse essere messa in minoranza, con una scusa qualsiasi.
Che so, il programma non rispettato (troppo generico e comunque si deve aspettare la fine per tirare le somme, non a metà mandato), la perdita di pezzi (novità assoluta a Galatone!!!), eccetera.
Le motivazioni si trovano sempre.
Furono trovate per invadere l’Iraq, mentendo spudoratamente a un mondo intero, figuriamoci in questi casi.
Mancano, forse, giullari e cortigiani che divulgano la Parola, con zelo e abnegazione?
Questo a pensar male o, se credete, temendo la prima legge di Murphy: se qualcosa puo' andar male, lo fara'.
Molto probabilmente, nei prossimi giorni, il PRG verrà presentato ai cittadini in una discussione pubblica e partecipata.
E questo alla conclusione di una telenovela durata oltre 20 anni.
Sarebbe potuto succedere durante il mandato dei tanti sindaci che si sono succeduti durante questi anni.
Sicuramente più esperti e navigati dell’attuale.
Sicuramente meno temporeggiatori e più concludenti dell’attuale.
Intanto, però, avviene durante il mandato di Orazio Luigi Vaglio.
Sarà solo l’inizio, lo so, perché tantissimo ci sarà da fare.
E’ comunque una prima pietra importante.
Invito tutti a seguire attentamente le vicende che si susseguiranno nei prossimi mesi.
Intanto l’assessore dimessa, con l’intento di far passare un fatto privato (un brutto affare, bruttissimo, tanto da riguardare procure e tribunali) come fatto politico, ha presentato un dossier in cui sono descritte le scorrettezze subite durante quest’anno e mezzo.
Può darsi che mi sbagli.
Chiedo, come mai, se queste ci furono, sono presentate solo ora?
Di solito, la prima volta si fa passare, la seconda si perdona, ma la terza si inizia a battere i pugni sul tavolo.
La terza, al massimo la quarta, essia ... la quinta, non fuori tempo massimo e dopo forzato allontanamento, proprio no.
Si perde di credibilità.
Questione acqua.
Sicuramente i problemi trovano rapida e definitiva soluzione chiedendo la messa in mora dell’Acquedotto Pugliese e, magari, confezionando il tutto con un bell’articolo sul giornale.
Altrettanto sicuramente l’amministrazione non si è limitata a spedire qualche telegramma.
E’ da tempo, in concerto con tecnici e ingegneri dell’Acquedotto e di altri comuni, impegnata seriamente a risolvere l’annoso problema delle strutture obsolete e malridotte.
E proprio perché obsolete e malridotte, da anni la questione è stata trascurata e rimandata continuamente, ci si ritrova oggi a fronteggiare un problema di non facile soluzione.
Quindi, pur possedendo l'acquedotto più importante d'Europa, subiamo la carenza di acqua, ed è evidente che i dirigenti passati e presenti della Regione (Fitto, giusto per fare un nome) condividono, almeno in parte, la responsabilità di tale situazione.
Nessuno lamento o scusa, per carità, ciononostante stabilire un minimo di verità ogni tanto, non guasta.
Un’ultima cosa.
Come mai la crisi tarda ad essere risolta?
Ero sicuro che la decisione, da parte della Margherita, di mettere a disposizione della coalizione tutte le proprie poltrone, presidenza del consiglio inclusa, avrebbe consentito di mettere tutto a posto.
A questo punto mi vengono in mente solo due ipotesi:
1) Gli Esse (dei DS) non si accontentano di tanto ben di Dio: incontentabili.
2) Qualcuno ha “fattu pinsieri”, e tiene ben stretto quello a cui, a parole, era pronto a rinunciare.
Se qualcuno vuole contribuire a chiarire i dubbi, si accomodi pure.
Anche perché Galatone non può aspettare oltre e grossi problemi aspettano una rapida soluzione, sicuramente di maggiore portata della visibilità di qualcuno e della brama di cadrega di qualcun altro.
Il Convegno sul Piano Regolatore organizzato dalla Federazione delle Sinistre (N.D.R.: di certe sinistre) è stato un flop per quanto riguarda la partecipazione.
La colpa di chi è?
Questo è quello che asserisce più o meno chiaramente l’amico Fernando sul sito Mpuliticare.
E’ veramente così?
Vediamo.
Il piano Regolatore è cosa importantissima. Assolutamente importante.
In Questo Piano prossimo venturo, finalmente in dirittura d’arrivo, c'è tutta la politica di Galatone degli ultimi vent'anni. Nel bene e soprattutto nel male.
E nessuna parte politica ne è esclusa.
NESSUNA!!!!!!!
E nessuno può farsi maestro o chiamarsi fuori da questo squallido affare. Nessuno di quelli che ha messo piede in politica negli ultimi vent’anni. Chi più, chi meno, ognuno ha le sue responsabilità. Buone o cattive, ripeto. Ma più cattive.
Se apro i miei dossier c'è da stampare un best seller. Ora i dossier, pare, vanno di moda.
Ho seguito la vicenda negli ultimi vent'anni e sono stato in prima fila con azioni volte a sensibilizzare la coscienza popolare e politica. Lo devo dire per i tanti giovani che solo oggi si affacciano alla Cosa cittadina. Sono stato incaricato della redazione dell'Adeguamento del Piano per sola fiducia professionale venendo proposto dal Consigliere geom. Carone (PRI) nella lottizzazione degli incarichi, sette, distribuiti a tutti i partiti , maggioranza e opposizione, ed alle loro correnti in un tentativo consociativo di tipo gattopardesco.
Forse non è inutile chiarire che non ho mai avuto nessuna tessera e tanto meno la tessera del PRI. Ho dovuto dimettermi per il gioco sporco che si stava facendo intorno al piano ed ai tecnici locali. Dopo di me si è dimesso anche l'ing. Vaglio, l'attuale sindaco di Galatone.
Tutte le opposizioni, allora strumentalizzarono il mio atto, nessuno, però, fece niente di concreto. Tutti avevano una cosa da nascondere.
Ho pagato per questo presa di posizione forte venendo escluso dagli incarichi comunali per anni. Altro che chiacchiere. Se non fosse per un incarico avuto nel 1985 (cinque anni prima dell'incarico fiduciario del Piano,) e solo per miracolo andato in prosecuzione, non avrei mai avuto il piacere di prestare la mia opera per il Comune del mio paese. Eppure pago le tasse come gli altri tecnici. Ma certe indipendenze si pagano. Lo so. Quindi non mi si venga mai a parlare di allineati e non allineati né di compari o di padrini o di figliocci. La storia è storia.
I tempi di giacenza colpevole alla Regione sono serviti per avere la scusa di distruggere il territorio con le 447 e per completare le zone dove il piano aveva previsto altre indicazioni. Molte case sono lì dove dovevano essere strade o servizi. Praticamente immagino che il nuovo piano sarà di fatto inattuabile per un buon cinquanta per cento.
Questa stima è assolutamente prudenziale perché voglio partire dall'ipotesi di Flaiano che i Furbi siano quanto i Fessi. A Galatone i furbi hanno costruito sulle zone a rischio di utilizzo pubblico o hanno venduto le zone dove dovevano nascere servizi ai cittadini. Immagino pure che qualche furbo dirà che sono gli altri a dover sacrificare le loro proprietà, quelle dei fessi, per fare spazi.
Lui, intanto, ha portato i milioni a casa.
Pertanto chi doveva e sapeva fare ha già fatto i suoi interessi personali a danno di quelli collettivi. E lo hanno fatto sia a Sinistra che a Destra. E qualcuno è passato da Sinistra a Destra per farlo. Altri viceversa. Chi non sa fare e/o non può fare non è, chiaramente, interessato da un dibattito ormai compromesso.
Perciò molti non erano presenti, immagino.
Poi c'è un fatto di boicottaggio personale: è innegabile. Ha ragione Giuseppe D’Oria.
Certi organizzatori hanno poco seguito perché pensano più a mietere dissensi che consensi. Non sarebbe cosa consona ai politici ma è così. E non è perché portano discorsi scomodi. No! E' perché hanno perso credibilità e presentabilità. Travolti da improvviso insuccesso (Flaiano).
Ma nonostante questo riescono ancora ad imporsi sullo scenario politico solo per l'accaparramento di uno simbolo come terreno personale, tenuto stretto solo contando solo su una quarantina di parenti e sulla gente che non li conosce bene.
Non si può, poi, prima farsene vanto dell’organizzazione e poi rinnegare che fosse un incontro di parte.
Se a gente non è andata, probabilmente, non è stato perché pioveva: un posto al coperto fa comodo a tutti, non solo ai politici.
Ma ci sono persone che seminano vento e raccolgono bufera.
Da certe "assenze" tirino le conseguenze.
E abbiano un minimo, ma solo un minimo, di coerenza su certi argomenti.
Io solo come un cane sciolto, ma qualcuno "solo con un cane". S’era già detto.
“Era già tutto previsto”, lo diceva Cocciante, e lo dico io, che non sono Otelma…. Ma conosco i miei polli.
In aggiunta a quanto detto vorrei solo dire che il Ritorno del PRG e la futura approvazione saranno la cosa più utile per lo sviluppo di Galatone.
Senza questo strumento normativo, infatti, è impossibile ogni nuovo atto di programmazione del territorio. Perciò, anche se quello che adotteremo (se lo adotteremo….) sarà uno strumento desautorato e ormai disinnescato, è comunque il punto di partenza senza il quale tutto rimane fermo.
Piani turistici, piani di Recupero del Centro e della Periferia, piani agricoli e Produttivi, senza questo passo rimarranno fermi.
Capite ora perché io sia per fare andare avanti bene questa amministrazione? Perché contrasto gli sfascisti?
Perché senza stabilità questo passo non si potrà mai fare.
Non è certo per interessi diretti o per partigianeria con il Sindaco chiuso nel suo ostinato e autolesionista temporeggiare (Orazio Luigi Vaglio il Temporeggiatore) che bacchetto gli sfascisti., ma è per la certezza che la stabilità porterebbe benefici prima di tutto per tutti, e quindi pure per me ed i miei figli.
Chiunque, dico CHIUNQUE, farà fermare o cadere questa Amministrazione si prenderà la responsabilità di un nuovo tragico fermo al paese, ancora una volta. Potrebbe essere veramente un dramma irreversibile.
Ma, siccome, è comunque notoriamente più vicino il dente del parente c’è chi si preoccupa della visibilità politica del suo gruppetto e poco del futuro del paese e dello sviluppo della città e tira calci.
C’è anche, purtroppo lo devo dire perché le dimostrazioni ci sono già state, chi fa di tutto perché la Città rimanga senza programmazione urbanistica. Qualcuno ne trae sicuramente vantaggio. Chi? Tanti! A destra e a sinistra.
Se, come si sente da più parti, il doporegionali sarà tempo di scontro e di resa di conti, sappiate , LO DICO GIA’ DA ORA, che chi tenterà di scassare sarà anche chi impedirà l’adozione del Piano e di quanto di positivo questo aspetto politico-amministrativo dovrebbe comportare come conseguenza:
Con un’altra crisi tutto questo si allontanerà ancora.
Lo vogliamo veramente? A chi giova?
Signore e Signori: RICOMINCIAMO A PARLARE DI GALATONE E' più convincente giusepperesta o mpuliticare (post del 26/2/2005) sulla Federazione della SInistra?
Signore e Signori: RICOMINCIAMO A PARLARE DI GALATONE
E' più convincente giusepperesta o mpuliticare (post del 26/2/2005) sulla Federazione della SInistra?
E' più convincente la Gazzetta del Mezzogiorno o il Quotidiano del 25/2/2005?
Sondaggio aperto anche agli anonimi.
Milioni di iraniani navigano il web, si scambiano informazioni e opinioni
Il regime reagisce: aumentano gli arresti per i diari online
Iran, la libertà va su internet
e la censura colpisce i blog
Il persiano sarebbe la quarta lingua del weblogging mondiale
Bloccati circa diecimila tra siti e chat. Una campagna per reagire
Bongiorno, cummare Nzina,
bongiorno,bongiorno, cummare Annita.
Addro, sta bbai, Cummare Nzina mia?
Sto bessu, nu picca, cu beciu se cattu nienti, ca crai e dumenica e nce’figghiuma, cu nnorama ca mangianu a casa mia.
Allu ritornu, passu ti la farmacia, cu pigghiu li pinnuli pi marituma, ca nonu truatu, nu picca ti urgiula allu stomacu .
Sta mmi ene nu male ca sulu ti miticine nciolinu, trentottu euri.
E cce’ bbo faci cummare Nzina mia? Nu toccu, a diddri e alli miticine.
Abbistu ieri sera, a striscia la notizia, ddru giovane sittatu alla seggia ce’ dicia?
Ce’ dicia, timme timme cummare Annita mia.
Dicia, ca iddru, certe miticine in Italia, lli catta a cinque euri e mienzu, alla Grecia, li stesse miticine, itentiche propriu, e l’aggiu iste io, cummare mia , cu sti cocule ti l’occhi, li paca sulu settanta centesimi.
So’ ladri, cummare mia, pensanu sulu cu campanu iddri, cu frabbicanu ville, ti li poveri malati no ssi proccupa chiui ciucheddri.
Ma comu e,’ ca sulu in Italia succedinu certe cose?
Ce’ dici cummare Nzina, no tta corta ti nienti? Puru quiddri ti la Puglia si lamentanu, dicinu ca nno ce’ posti ti rianimazione, e lli cristiani morinu a mienzu la strata, mentre vonu ti n’ospetale all’addru.
No ne’ mundu chiui cummare mia.
Tieni ragione, e comu se’ no tieni ragione, soru mia, sacciu io’ quantu sta mi costa marituma.
Mbe mi ndi vo, ca mo si face menzadia, e aggiu priparare, tanti saluti a casa cummare Nzina.
Puru te, salutame marituta e lli agnuni.
AGNUNI
MOTI AGNUNI, ALLU PAESE MIA,
STONU FERMI SOBBRA LI PORTE TI LI BARRA.
CI’ FUMA MBANDUNATU, CI’ TUTTU STIZZATU,
CI’ MANGIA GINGOMME,
CI’ LEGGE LU GIORNALE.
SE PASSA QUARCHE AGNONA,
DIU CU LLI BINITICE,
NO LLI MANTIENI CHIUI.
UNO FISCHIA, L’ADDRU RITA,
CI’ SI ZACCA CUTULARE,
CI’ MENTE A MOTU LU MOTORE,
CU LLI POZZA SICUTARE.
CI’ TISCUTE TI PALLONE,
CI CONTA COMU NU SIGNORE,
TI PULITICA NO SSI NDA CUNTARE,
CA MALE AMICI NO SSI NDONU FARE.
ALLA FINE LA SERATA,
CHIU’ NERVOSI , L’ONU SPICCIATA.
CRAI ZACCA COMU PRIMA,
MA SE NO MBOI CU TAGGI MBILINARE,
TI FATIA NO SSI NDA CUNTARE.
LLI MITICINE
Lli miticine, ti sarvanu la vita,
ma ti stiacanu li poce.
Ti sti tiempi, pi nnu picca ti tulore,
na tosse, o nu raffredore,
fucimu mprima mprima ,
allu tottore.
Li tottori, cu ssi manecianu
segnanu nezioni, piggnuli e sciruppuni.
Ti consiglianu cu tti copri,
cu stai curcatu,
intra lu liettu mbuggicatu.
Ma acci cchiui ole cu camina,
e vae catta la miticina.
Quandu iessi ti la farmacia,
mini butti ti sangu a poesia.
Na pocia ti sordi sonu pigghiata,
e senza nna lira, tonu lassata.
Pare ca sta biessi,
ti intra na gioelleria,
ca a cattatu na collana ,
cu lla rigali allu compleannu,
ti nonnata Cia.
Rap Lamento
Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
[ad libitum]
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MAFALDA PICCIONE
Desidero confessarvi il curioso fenomeno che sto per affrontare. Ogni volta che il 25 febbraio cade di venerdì, come per miracolo il mio fisico si trasforma: si riduce, ci crescono sopra delle penne e infine assume le sembianze di piccione. Per favore, astenersi dal fare facili allusioni da caserma… Un bel piccione di città, di quelli grigi scuri che ti cacano sulla cravatta arancio del Governatore o ancora meglio - ma solo se riesco a prender bene la mira - sul tuo vestito firmato Max Mara, candidata ANNA LUCATELLI!!! Perchè sei una vera BEFANA!!! Ci divertiamo come matti, noi piccioni della GAD, a bombardarvi con il guano a ph basico!!! Bene, sento che la metamorfosi sta per cominciare: le mani si mutano in alucce e sul sedere germogliano le piume della coda. Verrò domani dopo l'ora di pranzo sotto il tuo davanzale, e quando giù dalla finestra sgrullerai le briciole della tovaglia mi vedrai là sotto, orsacchiotto mio, in attesa del mio pasto, assieme ai miei compagni. Se riesco ti farò ciao con la zampina, così potrai riconoscermi. Ma sarà solo domani. Per il resto, non c'è di che preoccuparsi: l'incantesimo si conclude a mezzanotte.
Anche il Papa (che si rimetta presto) è con i bloggers e contro i monopoli dell'informazione. Quindi, se si è cattolici, non si può tollerare lo stradonminio delle televisioni di Berlusconi e le informazioni fuorviate.
Il significato dell'attuale Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II ai responsabili delle comunicazioni sociali, credo risieda nella felice sintesi dei singoli e successivi passaggi dal Decreto Conciliare "Inter Mirifica" sino ai numerosi messaggi del Pontefice per le giornate mondiali dedicate a questo importante e grave argomento. Determinante, a mio avviso, la promulgazione della "Communio et Progressio" negli anni Settanta, perché in quel documento si delineava una vera e propria lettura teologica sul fenomeno della comunicazione di massa.
L'approccio alla Rivelazione, come Parola che si manifesta nella storia creando una vera e propria relazione dialogica, è ulteriormente avvalorata dal mistero del Verbo che si fa carne. Nell'assumere non virtualmente la "carne e il sangue" dell'umanità, intesa nella sua estensione temporale e nell'irripetibile individualità di ogni singola persona, la comunicazione diventa partecipazione ed assunzione di ogni umano sentire, patire e gioire in vista della salvezza, cioè del riconoscimento che nel Verbo che s'è fatto umanità, ora è possibile, nello Spirito, ristabilire l'incontro con il Padre.
Si avverte, nell'odierna Lettera, questo patos teologico ed esistenziale, perché l'annuncio e la testimonianza di questo evento di redenzione non può se non passare attraverso i linguaggi espressi dalle singole culture e civiltà. Certo, la comunicazione di massa ha caratteristiche proprie e, sotto diversi aspetti, costituisce un fenomeno di estrema rilevanza, sia per la struttura delle diversità comunicative che per gli effetti "globalizzanti", accelerati sino all'apice della simultaneità. Questo aspetto è più volte sottolineato e valorizzato. In altri termini, la Lettera Apostolica mantiene lo spirito del Concilio Vaticano II, non sentimentalmente legato ad un ottimismo dal facile consumo, ma ad una visione provvidenziale della Storia della Salvezza. Banalizzando con una terminologia cara agli anni Sessanta, è un documento né "apocalittico" né "integrato", ma basato su una speranza teologale che non delude. Non si fraintenda: il tessuto prevalentemente biblico - splendide sono le citazioni evangeliche e di san Paolo - mettendo in evidenza gli aspetti positivi e irrinunciabili della vorticosa velocità dei processi informatici, è sempre attento ad ogni possibile risvolto negativo. Anzi, più che di semplice possibilità, il Pontefice parla in base a dati riscontrabili, più volte denunciati.
L'opera formativa, si dice al par. 11, aiuterà a far sì che "i media siano conosciuti e utilizzati in modo consapevole e appropriato". Il motivo è chiaro: "i linguaggi da loro introdotti modificano i processi di apprendimento e la qualità delle relazioni umane" in modo tale da correre il rischio, in negativo, che "anziché essere al servizio delle persone, giungano a strumentalizzarle e condizionarle pesantemente". Ciò corrisponderebbe, e credo che oggi in gran parte corrisponda, ad una violenza nei confronti della libertà; violenza suadente, ammiccante, mai resa palese, anzi spesso mascherata dai falsi splendori della banalità, del cattivo gusto, di scelte che vengono regolate prevalentemente sulla base del conflitto quantitativo, del numero di ascolti, del profitto derivato dalla concentrazione sempre più assordante della pubblicità. È una modificazione sostanziale della relazione tra emittente e pubblico, una modificazione che ha pesanti risvolti antropologici. Il documento invita poi ad una partecipazione effettiva, secondo l'etica del Magistero della Chiesa.
Si parla "di un'ampia partecipazione alla loro gestione, anche attraverso opportuni provvedimenti legislativi". La partecipazione, quindi, non è subalterna, ma riguarda, non dimentichiamolo mai, la loro gestione. Se ciò non avviene, chi di fatto gestisce lo fa unilateralmente, con il rischio, quanto mai di dominio comune, di un influsso dominante di altri poteri, cioè quelli puramente economici e politici o, ancor più specificatamente, partitici. Ogni forma monopolistica conduce, anche con le migliori intenzioni, a modelli di adeguamento dei singoli operatori spesso non esplicite o, nel peggiore dei casi, a forme più o meno occulte di servilismo. Un altro punto focale della Lettera è quello riguardante la riproposizione della necessità di una pubblica opinione nella Chiesa, seguendo le linee di un magistero che da Pio XII ha attraversato la lungimirante lettura prospettica di Paolo VI. Il dato ispirativo proviene dal Nuovo Testamento e riguarda la virtù della franchezza.
Salvaguardata l'economia dell'intangibilità del Credo Apostolico custodito dalla Chiesa, la chiarezza e la sincerità di parola, libera la Chiesa stessa da ogni possibile restrizione delle libertà individuali, che, come dottrina insegna, è tutto l'opposto della parresia interecclesiale. I mezzi di comunicazione, riconosciuto il loro valore di linguaggi dell'annuncio della voce della Chiesa, abilitano alla reciproca conoscenza, al dialogo, al riconoscimento della legittimità della differenza di liberi convincimenti in tutto ciò che è opinabile. Questo aspetto diventa, per la Chiesa stessa, motivo di testimonianza di libertà e non di costrizione, secondo i principi della Dichiarazione sulla Libertà Religiosa sanciti dal Concilio Vaticano II e più volte ripresi e consolidati da Giovanni Paolo II non solo nei documenti ufficiali, ma nelle scelte dialogiche che ha compiuto come realizzazione concreta e specifica attuazione dello stesso Magistero.
Alcune considerazioni: l'utilizzo da parte della Chiesa dei Mass Media, cresciuto positivamente in Italia grazie al canale satellitare "Sat 2000", ai quotidiani e alla ricchezza informativa dei Settimanali Diocesani va sempre più fatto conoscere, perché non rimanga un sistema di comunicazioni "ab intra". In questo caso, verrebbe a mancare quell'aspetto della pastorale missionaria che intende non solo far conoscere la voce delle singole Chiese, ma rendere più adeguato e sincero il "colloquio", secondo il Magistero di Paolo VI e Giovanni Paolo II. Anzi, questo aspetto non è funzionale alla missione, ma ontologico: è la Chiesa stessa che si fa colloquio. Il proemio della "Gaudium et spes" corrisponde ad uno degli aspetti più fecondi dell'ecclesiologia del Concilio Vaticano II.
È una Lettera Apostolica di grande respiro. Ci si augura che, nei diversi ambiti di ascolto del messaggio, non ci si limiti ad una lettura frettolosa o sinteticamente limitata dalle agenzie di stampa. L'augurio è anche che i cattolici che sono inseriti con vari incarichi all'interno dei diversi media operino secondo quelle prospettive che, mi sembra evidente, riaffermano il valore della libertà e della partecipazione. È un fatto di coscienza e di etica della comunicazione. Credo che adeguarsi ad ogni forma di manipolazione delle singole e collettive libertà sia, mi si perdoni il giudizio morale, un peccato di cui assumersi la responsabilità.
(©L'Osservatore Romano - 25 Febbraio 2005)

Vendola (sfidante) contro Fitto (detentore)
i commenti del match di ieri sera su
www.giuseppe-resta.splinder.com
perchi li vuole leggere......
garantisco parzialità.
parole e significati
C’è gonzo e gonzo. E ancora gonzo.
Ok, partiamo da lontano. Mi sta venendo un dubbio, dici che a Galatone essere gonzo stia diventanto una moda?
Se uno cerca la parola "gonzo" su un dizionario trova: credulone, facilmente ingannabile. E si accontenta. Poi non è che sia usatissimo come vocabolo. E spesso gli si preferiscono dei sinonimi più o meno riferibili, da stolto a pirla e via così.
Anni fa, in una vita da giovane, in un pomeriggio di marzo mi trovavo in una tipografia per dei manifesti di cabaret Con me due bizzarri personaggi visti solo quel dì e poi scomparsi dalla mia vita.
Lei si chiamava Olga , E insistentemente chiedeva - con tutte le bizze tipiche dell’attrice - che il titolo della locandina fosse graficamente meno invasivo sul suo volto in copertina. Richiesta logica. Anche se, a onor del vero, il suo volto era già parzialmente oscurato da un grosso fascio di stelle filanti, cui Olga dedicava le proprie attenzioni. Richiesta logica, accolta: titolo spostato.
Era il mio primo lavoro nel mondo della societa’ Operaia. Ok, molto laterale, direte voi, certo.
E comunque l’unico, dato che se non erro poi non cantarono molto bene e svanirono.
L’altro personaggio era molte cose. Regista, sceneggiatore, produttore, autista, agente e "accompagnatore" di Olga. Ma soprattutto, così mi disse lui - basendomi di muto stupore - "primo storico regista gonzo italiano". Era un tipo tarchiato, spelacchiato. Una specie di Ron Jeremy dei poveri.
Parentesi: i più colti di voi ricorderanno Ron impersonare Diego Maradona in una pellicola italiana del 1990. Più recentemente lo si è visto in un documentario - dicevano assai divertente - che non so se sia uscito da noi. Insomma questo signore, di fronte al mio basimento mi spiegò il significato del gonzo-ballabile: che è quella scena in cui l’operatore interviene attivamente sul palco. Senza smettere di suonare e ballare insomma "partecipa" alla serata.
Mi sta venendo un dubbio, dici che a Galatone essere gonzo stia diventanto una moda?
dopo tanti anni almeno una cosa va a normalizzarsi
PRG a Galatone, dopo l'approvazione in Regione
PRG a Galatone. Il documento di programmazione urbanistica è tornato al palazzo di città dopo essere stato approvato dalla Giunta Regionale. A seguito dell’iter istruttorio del Comitato Urbanistico Regionale è stata data risposta alle circa 200 osservazioni che i cittadini avevano a suo tempo espresso sullo strumento e alcune di esse hanno trovato accoglimento. Il piano resta sostanzialmente quello che fu approvato dal Consiglio Comunale nel 1990 ma sono state inserite restrizioni alle zone edificatorie. Il PRG dovrà ora essere adeguato alle prescrizioni del CUR e approvato dal Consiglio Comunale entro la prima decade di marzo. “Abbiamo già affidato al tecnico incaricato il compito di adeguare il PRG alle disposizioni regionali - spiega l’assessore all’urbanistica Fernando Dorato - tale operazione dovrebbe essere conclusa entro fine mese. Solo dopo essere stato partecipato alla cittadinanza e alla Commissione consigliare, il documento giungerà in Consiglio per la definitiva approvazione. Soddisfatto il sindaco Luigi Vaglio per “il grosso risultato conseguito da questa amministrazione che porta a compimento un iter iniziato nel ’90. Solo dopo 15 anni si riesce ad avere uno strumento urbanistico adeguato alla L.R. 56, anche se probabilmente esso non riuscirà a rispondere pienamente alle reali necessità di una comunità che in tre lustri è molto cambiata. Si tratta comunque di una preziosa quanto necessaria base di partenza per lo sviluppo urbanistico della nostra collettività ai sensi della L.R. 20/2000.” Il primo cittadino oltre ad aver sottolineato le valenze tecnico-programmatorie dello strumento ha pure osservato come tale risultato sia stato frutto del lavoro collegiale che ha coinvolto il sindaco, la giunta e gi uffici comunali “ a dimostrazione che quando si opera in squadra i risultati si ottengono concretamente”.
23/02/2005
portavoce
Perché Pinuccio non si candida.
Motivi matematici, etici, ontologici. Ovvero: Galatone: un paese anormale.
È una domanda che periodicamente viene rivolta a gires, quasi incolpandolo di non volersi mettere in discussione. Egli afferma che non riesce a “identificarsi” con un partito, ma in realtà il problema è più filosofico.
La democrazia è imperfetta, il post di Froma Hell lo ha ribadito. Soprattutto per il meccanismo per cui, ad esempio a livello amministrativo, il porta-a-porta produrrà sempre più voti di un bel comizio in cui si espongono con chiarezza le proprie idee. Pertanto mettiamo a confronto due persone:
Pinuccio
Mister/miss/mrs porta-a-porta:
1. visita le persone una ad una
2. lavora per quattro anni stringendo amicizie interessate (al voto)
3. telefona all’universo mondo
4. ha una famiglia numerosa
5. durante il comizio sale sul palco ma sta nelle retrovie perché non riesce a mettere una parola dietro l’altra, cioè ha “poche idee ma ben confuse”.
CHI PRENDERA’ PIU’ VOTI? Se qualcuno oserà rispondere Pinuccio me lo mangio vivo!
In questo confronto Pinuccio è perdente. E se a Pinuccio non va di fare il lavoro certosino del porta-a-porta è meglio che non si candidi. Inoltre, è più facile convincere una persona meno abbiente (magari facendo qualche favore) rispetto ad un professore universitario. E il voto vale lo stesso.
Pinuccio però potrebbe pensare di fare un’azione di rottura e creare comunque una lista civica, tipo GALATONE VIVA.
(Breve inciso)
GalatoneViva è stata un’idea originale, con ottimi propositi e che poteva in realtà raccogliere molti consensi. Perché è finita come è finita? Diversi motivi: persone già note, troppi fuoriusciti etc.
(Finito l’inciso)
Per come è fatto il nostro architetto, farebbe una lista di persone capaci, proporrebbe alla gente una classe dirigente veramente nuova, con programmi dalla trasparenza cristallina, in cui prevedere tra l’altro periodiche verifiche. Ma quante persone riuscirebbe a riunire attorno a sé. Venti, non di più, perché per essere nuovi occorre non aver fatto politica in passato, e chi non ha già fatto politica è perché alla sola parola “politica” comincia a grattarsi come se si fosse detto S.lle LECCISO. Queste persone non è che aderiscono solo per la bella faccia di Pinuccio. Spessissimo si tratta di persone che non vogliono avere niente a che fare con la politica. Perciò Pinuccio riuscirà a fare al massimo una lista. Che non si schiererà né con la Sinistra né con il centrodestra, per coerenza.
E DOVE CAZZO VANNO 20 PERSONE? Si tratta di un suicidio perché dall’altra parte ci sono 5+5 liste vale a dire 200 persone, vale a dire 200 famiglie che si danno da fare per cercare voti. Peraltro il candidato Sindaco della lista di Pinuccio deve essere pronto a sacrificare la propria faccia per un suicidio. Qualcuno obietterà che questa lista-pinuccio può prendere voti di protesta (lega lombarda docet). È vero, ma anche riuscisse a spuntarla, non ce la farà al primo turno. Allora dovrebbe andare al ballottaggio dove la lista perdente mai e poi mai aiuterà la lista-cacacazzi! Siamo a Galatone, non dobbiamo dimenticarlo. Siamo nel paese dell’invidia e delle diffamazioni, delle calunnie e delle lettere anonime. Siamo a Galatone, il paese dove Lorenzo Fracasso fu boicottato dai “suoi” ai tempi di Miceli.
Pertanto Pinuccio non si candida perché all’università ha fatto l’esame di matematica generale/analisi 1 e sa che i numeri gli vanno contro.
Pinuccio potrebbe mettersi in discussione e decidere comunque di dare battaglia anche con più di una lista, accogliendo politici bravi e onesti che a Galatone ci sono, anche se, guarda caso, sono fuori dai riflettori. Alcuni esempi: Gaetano, Sergiospirito, Caterinaprile, Toninomagurano etc… (2 a 2 per par condicio). Questo significa che Pinuccio dovrà stringere molte mani. A furia di stringere mani se le ritroverà sporche. Lui lo sa. Lui questo non lo vuole. Meglio opposizione a vita, proprio per restare sine macula. Pertanto Il grande blogger sarà sempre sconfitto da chi è abituato a stringere mani, da chi è abituato alla piazza non virtuale. Pinuccio alle scuole superiori ha studiato filosofia: la sua etica gli impedisce di candidarsi.
Effettivamente se anche noi dovessimo realmente interfacciarci con la piazza dove c’è la gente comune (cosa che fa il politico) probabilmente non riusciremmo più ad essere così “intransigenti”, onesti, coerenti sino alla morte. Noi blogger non riusciremo mai ad essere politici.
ATTO DI ACCUSA A TUTTI I BLOGGER: LA TASTIERA E’ COMODA. Atto di accusa a certi blogger: dire la propria senza partecipare ad un dibattito è oltremodo comodo.
Pinuccio e la sua lista potrebbero comunque candidarsi, non apparentarsi e vincere. A questo punto Pinuccio sa che la sua amministrazione durerà poco. Siamo a Galatone: un paese anormale. Un paese dove si cambia partito, dove è nato il gruppo Salento-Europa, dove il Sindaco Vaglio vive lotte intestine, addirittura familiari. Pinuccio sa che i suoi assessori e i suoi consiglieri comunali potrebbero essere sedotti da uomini/donne con grandi capacità persuasive. Pinuccio si pone un problema ontologico: sa di dover morire e il bello è che non riesce neanche a capire perché e per come. Non riesce ad afferrare la realtà oltre il mondo (o meglio dire il paese) sensibile. Ma siamo a Galatone: un paese anormale.
Perciò Pinuccio non si candida.
Perciò io non mi candido.
Perciò Galatone non cambia.