MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Discutendo con Gaetano :
Carissimo amico Gaetano, alle provocazioni leggere rispondi con qualche nervosismo.
Dopo anni di militanza politica non riesci ancora a domare bene il leon ch’ dentro ti rugge. Come VENDOLA non resisti alle provocazioni: siete tutti e due degli impulsivi appassionati. Questo però, al contrario di Vendola che mantiene la lucidità delle argomentazioni e fallisce solo nel modo, mi dispiace veramente dirlo perché sai quanta stima ho per te, ogni tanto ti fa scendere in ragionamenti traballanti e che si prestano all’autolesionismo:
BOOMERANG, appunto.
Punto Mafalda: sia il tuo attacco sia la tua difesa seguente dimostrano che un po’ di fastidio lo hai avuto. Ma è giusto. Mafalda è nata sul tuo blog. Poi è fuggita da quando hai fatto professione di voto (cosa veramente inspiegabile per le tue prerogative di coerenza) per un governatore di Puglia antipopolare e borghesissimo. Non penso, infatti, sia rintracciabile nella sua condotta politica un minimo di sensibilità verso l’elettorato della Destra Sociale alla quale dici diessere tanto legato, ma molta accondiscendenza verso l’elettorato della destra borghese conservatrice, manovriera e capitalista. (chiedere a tutti quelli sfrattati dagli ospedali in disarmo che non possono andare a curarsi nella Clinica Città Di Lecce). Né mi pare che i tuoi principi politici anticonsociativi ti possano vedere così schierato per il figlio della politica della “una mano lava l’altra” della destra Demoaffaristica , che aspramente osteggiavi appena quindici anni fa, convertito sulla via di Bari al nuovo potere emergente solo per convenienza arrivistica. Così Mafalda se ne è andata, ed è approdata dove può scrivere pluralisticamente in prima pagina quello che vuole. E dove potresti scrivere quello che vuoi anche tu. Questo, è chiaro, non ti toglie audience, come non lo toglie a nessun altro sito. Anzi, secondo me e secondo i risultasti visibili, qualifica l’intero movimento dei Blogger galatei. Era anche questo uno delle ragioni del muliblog. Ma, mi pare ma mi sbaglierò, eri molto più liberale con Mafalda quando diceva le stesse cose sul sito tuo nei commenti. Ti capisco: l’ospite si rispetta, il vicino di casa si denuncia.
Quello che non capisco è il perché dici che Galatown sta diventando il sito del Centrosinistra. Galatown è nato con l’idea, andata presto in porto in maniera veramente fenomenale, di essere una piazza comune di chi ha voglia di esprimersi e non ha avuto la spinta a farsi un blog proprio. Juan e Mafalda ne hanno approfittato egregiamente. Molti altri sono gli iscritti, anche se non scrivono, molti di più gli invitati fin’ora osservatori. Il counter gira vorticosamente. Ma, come dice Fromheel, “evidentemente” chi tace acconsente. E’ singolare invece la tua posizione. L’ho capito da subito che il multiblog ti ha un po’ sconvolto, dalle prime battute. Hai subito avuto paura della sovraesposizione bloggeristica. “Meno siamo meglio stiamo” pare che sia la tua arboriana posizione. Molto diversa dalla mia. Sei stato l’unico del “movimento” a non entrarci di buon grado. Nobile distacco o paura del confronto? O preferisci rimanere sul tuo blog per non mischiarti e mantenere l’appeal esclusivo per qualche tuo affezionato commentatore anonimo diffamante? Il GALATOWN prende comunque le idee di chi scrive. Se a Mafalda fa ribrezzo Fitto lo scrive, se a te fa schifo Vendola e non lo scrivi ci mancherà la tua opinione. Partigiane entrambi. Non una sì e l’altra no. E tutte da una parte, con il botta e risposta diretto e leggibile a tutti. Solo la opinione libera e multilaterale crea un’informazione veramente democratica. Così se tutti quelli di centrosinistra hanno da dire il centrosinistra discuterà e porterà i suoi argomenti, se il centrodestra è solo rappresentato da te sul tuo sito si potrebbe desumere che non c’è chi ha da dire, che non accettate il confronto, che preferite l’isolamento e che l’unico capace di sostenere le proprie idee sei tu. La cosa fa onore a te ma getterebbe, se così fosse, un’ombra di insufficienza su tutti i sodali di destra. “Presidiare le piazze” non usa più?
Tutto questo discorso, però, va a cadere quando tu VOLUTAMENTE VUOI IGNORARE che su Galatown hanno scritto Fromhell, Pollicina, Juan e tanti altri che tutto mi sembrano che COMUNISTI!!!!!
Allora non meniamo il can per l’aia, per favore e per coerenza. Diciamo, invece, che ci sono altre motivazioni di VISIBILITA’, leggittimissime, non c’è dubbio, ma non diciamo una cosa per un’altra.
Piccolo appunto sui valori: che a Mafalda possa sembrare che la politica di Fitto somiglia ad un’associazione di tipo comunemente detto “mafioso”, cioè predisposta alla detenzione del potere attraverso il controllo economico e sociale del territorio con ogni mezzo, è una considerazione di (discutibile) livello politico e giuridico. Tu non puoi, NON PUOI, neanche con il subdolo esercizio stilistico che hai usato, insinuare che l’altro lato della medaglia è la omossessualità di Vendola. Non puoi perché la libertà sessuale personale di ognuno non c’entra con la politica fin quando non è reato. Non puoi perché l’omossessualità di Vendola non ha alcun influsso sulla gestione economica del territorio. Non puoi perché i politici si misurano da capacità, onestà e coerenza e non dalla misura né dall’uso dei propri organi sessuali. A DESTRA come a SINISTRA. Se scivoli in queste paurose insinuazioni, artificialmente dissimulate. personali ma assolutamente non politiche potrai avere qualche consenso in più negli anonimi tuoi commentatori sensibili a certa insensibilità, ma perderai molta credibilità come persona illuminata. Non puoi anche perché, penso, non conosci le abitudini sessuali di Fitto!
Una cosa è la politica ed un’altra è la sessualità. E un politica veramente democratici si preoccupa che la sessualità legittima di ognuno non venga limitata da leggi discriminanti. La giornata della memoria ci ha ricordato che certe discriminanti sono comuni a quelle delle razze e l’Europa tutta sta ancora piangendo il sonno della ragione che portò alla crudele aberrazione nazi-fascista (lo ha detto FINI) che di questi preconcetti ne ha fatto bandiera. Capisco che se non ci fossero queste differenze di approccio alla discussione politica le differenze tra destra e sinistra oggi non sarebbero culturalmente così marcate. La Destra ha sempre riposto nel machismo esteriore (bada bene: SOLO ESTERIORE!) una sua prerogativa (c’era chi diventava Capo Gerarca per solo sei accoppiamenti con sei prostitute in un giorno! Da cui, immagino, derivi la turpiloquia apposizione “Capo di….”), la Sinistra ha sempre considerato le diversità con tolleranza, fino ad apprezzarle come una ricchezza. Ecco una differenza sostanziale. E’ giusto che venga fuori. Chi in politica vanta gli attributi bassi e chi il cervello: La Russa non è Cacciari. Vivaddio!
Come è poco giusto che dici di non scandalizzarti, ma poi li sottolinei equivocamente, sugli incarichi all’opposizione interna sinistrorsa quando da parte tua, da amministratore, non ti scandalizzasti di fronte alla campagna acquisti di consiglieri dell’altra parte in cambio di un bel po’ di pratiche approvate. Sempre scambio di piatto in cui si doveva mangiare e in cui si era sputato fu.
Anche perché a voler bizantineggiare qualcuno ti potrebbe rispondere che proprio perché gli incarichi non sono così clientelari si danno anche ai dissenzienti; mentre in tempi poco lontani si davano solo ai fedelissimi. Io, a tale proposito, ne so più di qualche cosa: fummo io ed un ingegnere di Galatina gli unici ad aver presentato regolare curriculum per degli incarichi ed a non aver avuto un incarico dalla tua amministrazione: uno perché forestiero e io perché eufemisticamente “non di area”. Tutti gli altri accreditati furono incaricati perché tesserati o perché coperti personalmente. Gli altri fuori amicizia non lo presentarono perché già si sapeva che non c’era trippa per gatti. Io lo presentai apposta, per non farmi dare niente. Così lo potevo dire. L’ho detto! E non voglio dire altro. Ci sono documentazioni, mica chiacchiere. Perciò buoi e asini, ma molti asini e buoi con paraocchi e memoria cortissima. Questo non per DIETROLOGIA, sia ben chiaro, ma per informazione VERAMENTE CORRETTA.
Gli errori e gli orrori ci furono pure allora, chiaramente non ne giustificano altri, né , lo sai bene, ho taciuto di fronte a scelte secondo me poco opportune, ma è bene ricordare quelli che sussisterono perché nessuno faccia il MAESTRO del Giorno Dopo, o abbia la sensibilità critica e l’allergia ad amministrazione alternata.
Anch’io ho apprezzato la lucida e logica analisi che ha fatto Sergio. Ho delle percentuali di convinzione nelle scelte un po’ diverse dalle sue, ma il sistema che uso io è uguale al suo. Non dimentico, però, che c’è chi certe logiche non le applica affatto. C’è chi vota per bandiera, per tifo; c’è chi vota per discendenza di famiglia pur avendo idee poco assimilabili alla parte premiata col voto. Molti sono di destra come cultura e votano a sinistra, molti di meno sarebbero di sinistra ma votano a destra. Le idee di Sinistra costano più fatica, vanno assimilate perché meno ferine e più intellettuali. E sempre più facile essere di destra che di sinistra. La destra scappa naturale. La solidarietà costa fatica, specie al prossimo più prossimo. Poi c’è pure chi vota non per scelta logica, né sentimentale, ma solo per scelta d’interesse: -ci mi tae a mangiare votu-.
Tutte scelte legittime. Ma, quest’ultime, molto poco corrette non per chi le applica e per chi le subisce. E “non secondo me” ma perché esiste un articolo del codice penale (già esistente da tantissimo tempo…) a proposito: VOTO DI SCAMBIO. Consuetudine ormai trasversalissima; ma comunque reato. Parlare di certe pratiche come “mafiose” è possibile?
Con cordialità estrema
Pinuccio
P.S.Per sdrammatizzare:
Ci sono sinistrorsi che lanciano cavalletti e destrorsi che “muntanu cavalletti”
P.P.S. Mentre scrivevo queste cose, tra un lavoro ed un'impegno, sono comparsi i post di Juan e di Mafalda, perciò delle cose sembrano copiate o fortemente ispirate. Invece sono solo frutto di identità di vedute. Concordo con Juan su tutto meno che sulla sanità di Fitto. Spero che non ne abbia mai bisogno. Ma rispetto il suo voto.
Altra cosa che contesto a Juan: Mafalda è libera. Mafalda non è assolutamente libera. Lasciate stare Mafalda
che è la mia sposa virtuale
, quindi, un po' di rispetto!
GIUSTO UNA COSETTINA: INTENDO CONTRADDIRE LO STIMATO GAETANO GENTILUOMO: Mai in nessun momento si pensi che questo blog ha un colore politico. Apprezzo quello che hai scritto soprattutto nel passaggio che se si deve infangare il nome di qualcuno chiamandolo mafioso, si può infangare il nome anche dell'altro chiamandolo Ricchione etc... con tutte le conseguenze che ciò comporta sul piano morale personale, nonché programmatico politico (vedi equiparazione delle coppie omosessuali alle coppie eterosessuali).
Ma io, che frequento il blog di Galatown, ho già scritto in passato che voterò Fitto (e non ho cambiato idea), perché lui e la sua squadra mi danno l'idea di persone fattive e perché ho seguito attentamente la questione sanitaria, rendendomi conto che la propaganda contro Fitto era pura mistificazione. Soprattutto alla luce della riforma dell'Ammnistrazione pubblica sempre più improntata a criteri di efficienza, efficacia, rapidità ed economicità (e qui potrei citare una caterva di leggi dalla 241/90 in poi, passando per l'art. 97 della costituzione). Qualche infermiere si lamenta ché da Nardò deve andare a Copertino? E' tutto questo il problema? Poi non è vero che l'amministrazione Fitto ha fatto chiudere reparti. Occorre valutare tutto nel complesso. Fare una sommatoria dell'intera azione di ristrutturazione.
Lasciando la giurisprudenza e andando alla matematica ricordo che una funzione va analizzata nel suo complesso. Se io osservo solo un punto, posso incappare in un punto di discontinuità e non apprezzare l'andamento di tutta la curva!
Capito?
Adesso Gaetano, ti prego di non dire più che questo blog è di sinistra e vieni anche tu a dire la tua. Come diceva Juan de Mairena: venite a dire quello che volete, noi non ci spaventiamo di nulla! 
P.S. Lasciate in pace Mafalda,
che,per inciso, è libera, visto che qualcuno pensava si trattasse di una donna sposata oltre i trenta. No! No! E' giovane e libera!
Il perché di una scelta.
Il perché di una scelta da parte di uno che, data l’età e, forse, l’esperienza, è disincantato davanti a tutto ciò che non è divino, che non crede più nelle ideologie quando queste sono messe dinanzi all’uomo e alla sua dignità, quando i loro “ismi” diventano integralismi, quando per esse si uccide e si calpesta la vita.
Il perché di uno che non crede che il buono sia tutto da una parte e il male dall’altra, da parte di uno che, di conseguenza, non pretende di trovare il buono solo da questa parte e il marcio dall’altra.
Se andiamo avanti con le solite canzoni, uguali nella cadenza e nel ritornello ma speculari nei significati, si rischierebbe, come è sempre successo, l’inconcludenza.
Se entrambe le canzoni riportano le avventure della nostra parte, nascondendo quelle della parte avversa, ed evidenziano le loro disavventure, nascondendo le nostre, saremo capaci di scrivere migliaia di righe, con precisi e approfonditi documenti, ma non faremo un buon servizio all’onestà intellettuale a cui ciascuno dovrebbe tendere (senza mai raggiungere).
Sarebbe solo propaganda.
Si dovrebbe, quindi, per quanto possibile, motivare la propria scelta, politica e non, cercando di “volare alto”.
Cosa intendo con tale espressione?
Ognuno ha una propria definizione, la mia è: “una volta individuate le proprie sensibilità e priorità in campo sociale, economico e culturale, la scelta politica deve essere quella che, ricorrendo alla storia e alla coerenza dei protagonisti, assicuri, con più alta probabilità (da valutare soggettivamente), primariamente attenzione verso quelle, secondariamente la loro negazione con più bassa probabilità (anch’essa soggettiva)”
Quindi io voterò colui o coloro che, in termini probabilistici, collocheranno la propria azione politica in prima istanza sulle mie priorità e sensibilità politiche, in seconda non le opporranno.
Da valutare soggettivamente, ovviamente, ma con coerenza.
Per esempio, se allo schieramento A riconosco una probabilità del, diciamo, 40% di seguire, nella propria azione governativa, le mie priorità, rispetto a un 5% dello schieramento B, allora io voterò A.
Come pure, in caso di situazione sfavorevole, se allo schieramento A riconosco una probabilità del 5% di escludere, nella propria azione governativa, le mie priorità, rispetto a un 60% dello schieramento B, allora io voterò ancora A.
Sia ben chiaro, credo che la valutazione venga fatta da tutti, in modo più o meno consapevole, considerando altre priorità, fermo restando che, in queste valutazioni, tengo fuori chi, e sono presenti in ogni luogo, basano la propria scelta su categorie non politiche.
L’onestà intellettuale dovrebbe intervenire per correggere e aggiornare, di volta in volta, questi valori di probabilità.
Detto questo, considerata la politica sin qui svolta dal governo nazionale, regionale e locale del centrodestra e del centrosinistra (oltre che la storia personale di tutti i protagonisti del centrodestra e del centrosinistra), lo schieramento che continua a garantirmi maggiore probabilità di attuare una politica con priorità corrispondenti alle mie (democrazia, uguaglianza, pace, legalità, giustizia sociale e cultura) è il centrosinistra.
O, se vogliamo, lo schieramento che mi garantisce minore probabilità di attuare una politica contraria alle mie priorità è il centrosinistra.
Sempre pronto a discutere sugli elementi da me analizzati (coerentemente devono provenire dal campo delle priorità e sensibilità personali) con le conseguenti valutazioni probabilistiche.
Sicuramente tra questi elementi non figura la propensione nell'affidare gli incarichi agli amici o agli amici degli amici (elemento importante senz'altro, ma non decisivo per la scelta, dal momento che nessuno schieramento ha dimostrato particolare distacco da tale cattiva prassi).
Invece, tra gli elementi analizzati inserisco, ad esempio:
E si potrebbe continuare.
Pertanto, consapevole che il marcio stia pure da questa parte, nonostante ciò ho stimato che la probabilità soggettiva che Vendola, con la sua presidenza, venga incontro alle mie priorità, è pari al 75%, contro un 5% di Fitto.
E, ancora, che la politica di Vendola vada contro le mie priorità, 5%, contro un 60% di Fitto.
Ecco perché, di conseguenza, voterò Vendola.
Bertolt Brecht
"A quelli nati dopo di noi"
Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato.
(Quando cessa la mia fortuna sono perso)
Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza.
Io scrivevo sul mio blog:
Altra cosa: vedevo il Bellissimo film "il Pianista". Film sull'Olocausto a Varzavia ma anche film sulla cultura e sulla MUSICA. Penso soprattutto sulla forza che dà la MUSICA e la forza che la cultura per il bello fornisce anche quando il mondo impazzisce. La cultura ci sostiene anche quando abbiamo perso tutto.
MA, mi chiedevo, è possibile che l'intera nazione Tedesca impazzì interamente e in quella maniera?
Juan dice che il filosofo e l'approfittatore contano ugualmente nella democrazia. In termini numerici sì. Ma nell'impazzimento di un popolo la colpa è dei filosofi che non PARLARONO. Tacquero le coscienze e tacque chi aveva il dover di risvegliarle. Il filosofo deve parlare e deve farsi ascoltare quando i suoi compagni perdono il senso della ragione.
Se i filosofi tacciono il popolo è facilmente addomesticabile.
Sui blog pochi filosofi, ma gente che parla tanta. MENOMALE
juan mi risponde:
I filosofi non parlarono, o vennero messi a tacere. Ora, lungi da me pensare che noi bloggers siamo filosofi. Nel Juan de Mairena leggiamo: "nosotros no hemos de incurrir nunca en el error de tomarnos demasiado en serio" (Non dobbiamo mai incappare nell’errore di prenderci troppo sul serio). Però i blogs di Galatone mi stanno sorprendendo. Forse nessuno di noi pensava che nel villaggio ci fossero così tante belle testoline con cui condividere pensieri e opinioni. Il tutto fatto con poesia e ironia. Chi l'avrebbe mai detto? I blogs stanno anche contribuendo a far parlare chi era uso tacere. Per timidezza, per paura, per disgusto di tutti quelli che erano soliti occupare le piazze e parlare, parlare, parlare... Noi abbiamo la nostra bellissima piazza virtuale che sta ospitando sempre più gente. Non siamo i filosofi che hanno taciuto, siamo le persone che MENOMALE parlano. Forse facciamo anche paura a chi preferisce Piazza S. Sebastiano (pardon, l'Ateneo Piazza S. Sebastiano) alla piazza virtuale. A noi tutto questo piace, a me piace molto, moltissimo. Finalmente posso dire a mia, confrontarmi, cambiare idea (TI RENDI CONTO? CAMBIARE IDEA), creare, costruire... Ho scritto in passato che noi non cambieremo di una virgola l'andazzo di chi comanda (ooops, volevo dire "dirige la politica del paese perché democraticamente eletto grazie al porta-a-porta"), però mai dobbiamo smettere di scrivere. Saremmo colpevoli come i filosofi lo furono allora.
Avrei ancora un sacco di cose da scrivere ma il mio "studio" è sempre molto problematico da gestire. Ti lascio con un pensiero di Antonio Machado tratto sempre dal Juan de Mairena (questa volta tradotto):
Pretenziosi? Senza dubbio lo siamo, ma non presuntuosi. Perché non presumiamo un bel niente! Pretendiamo, invece, molte cose, senza vantarci di averne ottenuta alcuna. Modesti sì, con la modestia dei grandi uomini e il modesto orgoglio a cui faceva riferimento il mio maestro Abel Martin. Siamo così e così vorremmo essere per la nostra “Scuola di Saggezza”.
Intellettuali? Perché no!? Comunque mai virtuosi dell’intelligenza. L’intelligenza deve sempre servire a qualcosa, applicarsi a qualcosa essere utile per qualcuno. se ci rendessimo conto che l’intelligenza non è servita a nulla, allora l’avremmo solo esibita in esercizi superflui, di pura ginnastica, esercizi sportivi. (…) Lo sport, come spettacolo, infatti, ha rimbambito mezzo mondo e sta per rimbambire l’altra metà!
good vibrations

Io ti racconto lo squallore di una vita vissuta a ore, di gente che non sa più far l'amore.
Ti dico la malinconia di vivere in periferia, del tempo grigio che ci porta via.
Io ti racconto la mia vita il mio passato il mio presente, anche se a te, lo so, non importa niente.
Io ti racconto settimane, fatte di angosce sovrumane, vita e tormenti di persone strane.
E di domeniche feroci passate ad ascoltar le voci, di amici reclutati in pizzeria.
Io ti racconto tanta gente che vive e non capisce niente alla ricerca di un po' d'allegria.
Io ti racconto il carnevale, la festa che finisce male, le falsità di una città industriale.
Io ti racconto il sogno strano di inseguire con la mano un orizzonte sempre più lontano.
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi, alla ricerca di una compagnia.
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione per consumare un giorno da leone.
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita con quattro soldi stretti tra le dita.
Io ti racconto la pazzia che si compra in chiesa o in drogheria, un po' di vino un po' di religione.
Ma tu che ascolti una canzone, lo sai che cos'e' una prigione? Lo sai a che cosa serve una stazione?
Lo sai che cosa è una guerra? E quante ce ne sono in terra? A cosa può servire una chitarra?
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti, e continuiamo a dire e così sia.
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo accorti, e continuiamo a dire così sia.
Un bel mattino ci sveglieremo e capiremo che siamo morti. O che non siamo ancora nati e non nasceremo mai.
Stropicceremo gli occhi assonnati e con sollievo, ci accorgeremo. Che le sofferenze, legate ai giorni, legate alle ore, sono svanite.
Che le veglie paurose tra mostri assillanti, le corse affannose su strade giganti, sono svanite e rideremo, ormai tranquilli, prendendoci in giro per la paura che abbiamo avuto, il sogno di vivere sarà finito.
Ma oggi amore dobbiamo andare, giù nella strada, dobbiamo lottare, perchè il sogno che ancora vediamo, che annega i nostri visi in un dolore ormai quotidiano, sia meno triste mentre aspettiamo, quel bel mattino in cui il Sole gonfi le vele verso la morte, in cui ci guidi verso il nulla, verso il nulla, verso il nulla.
Claudio Rocchi

Gesu' Cristo
Tu con le mani
Ti svegli e stropicci gli occhi
Ti alzi e lavi la faccia
E prendi il tuo latte caldo.
Tra le tue dite passa ogni giorno il lavoro
Che traduce la tua fatica
Nei soldi di cui hai bisogno.
Tu con le mani
Spezzi la gioia del pane
Ti accorgi del corpo che ami
Ma inchiodi la stessa ...
Si', tu inchiodi la stessa tua bara
"Tu con le mani spacchi tutto
Demolisci, distruggi, gridi forte
Devi crearti degli spazi
Per organizzare la tua morte?"
Ma tu con le mani
Apri la porta ed esci
Ti accorgi che non c'e' posta
E anche per oggi non se ne fa niente
Si', di questa rivoluzione non se ne fa niente.
Anche per oggi non se ne fa ...
Anche per oggi non se ne fa niente.
Gesu' Cristo non e' morto:
Vive e lavora, vive e lavora
Vive e lavora
E' nel Peru'
Si ed anche questa volta lo faranno fuori
Ma lui sa che questa volta servira' molto di più
Molto di più perché
Stamperanno le magliette
ne faranno i manifesti
E ne venderanno tanti.
Stamperanno le magliette
ne faranno i manifesti
E ne venderanno tanti.
Crocifisso con puntine sopra i muri delle stanza,
sopra i muri di tutti noi
E sorride, sorride fra un cantante,
fra un cantante e un calciatore
Porta ancora barba lunga, barba lunga
e capelli e capelli da profeta
Sorride, sorride
Sorride soddisfatto
Ne hanno fatto le magliette
Ne han stampato i manifesti
Ne han venduti proprio tanti.
Ne hanno fatto le magliette
Ne han stampato i manifesti
Ne han venduti proprio tanti.
Gesu' Cristo e' vivo e' nel Peru'
E' dentro di noi
Ed e' tra noi
Gesu' Cristo e' vivo e' nel Peru'
Gesu' Cristo e' vivo
Ed e' tra noi
Gesu cristo e' vivo
E' dentro noi.

.jpg)
Nelle tue miserie Tetra economia Consapevolezza Francesco Guccini > Guccini Live Collection - Disc 2 (1998) > Auschwitz
riconoscerai
il significato
di un arbeit macht frei.
quotidiana umiltà
ti spingono sempre
verso arbeit macht frei.
ogni volta di più
ti farà vedere
cos'è arbeit macht frei.
Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....
Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà...
Tetra economia
quotidiana umiltà
ti spingono sempre
verso arbeit macht frei.
Consapevolezza
ogni volta di più
ti farà vedere
cos'è arbeit macht frei.
Francesco Guccini > Guccini Live Collection - Disc 2 (1998) > Auschwitz
Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....
Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà...