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MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE. V. Bodini . "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell) Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)

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lunedì, 06 luglio 2009


postato da: giusepperesta alle ore 17:29 | link | commenti
categorie: articolo 21

CURIOSITA' DELL'ALTRO SECOLO

FERNANDO MAGLIO  mi ha trasmesso una nota significativa su “curiosità della metà del secolo scorso “ ....

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sabato, 04 luglio 2009

REALTA' DEL MERCATO GLOBALE

Più volte su alcune pagine di questo blog .........

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venerdì, 03 luglio 2009

"La Postilla" n.25

postilla 25

 

La Città del Galateo

 

Infinite sono le vie del marketing territoriale, a volte possono anche apparire strane, assurde, banali o cervellotiche, ma nulla si lascia di intentato per un’azione che si è scoperto essere motivo fondamentale di crescita e di sviluppo di un territorio. Quando si può, si fa ricorso alla cultura o a importanti pagine della propria storia, come accade per la Grecìa o per la città di Otranto, ma...

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postato da: EnricoLongo alle ore 20:17 | link | commenti (1)
categorie:

rischio Nucleare in Puglia


Alla fine dell'articolo i nomi dei Parlamentari pugliesi che hanno votato contro il parere vincolante dei comuni sull'insediamento di una centrale nucleare, ora è più grande il rischio Nucleare in Puglia

Nucleare: la Camera dice NO al parere vincolante dei comuni proposto dall'ANCI

Sulla questione nucleare, nel disegno di legge “Sviluppo ed energia”, la Camera dei deputati ha respinto la richiesta di parere vincolante dei Comuni per l’insediamento delle centrali. Una vicenda che la Puglia ha vissuto in presa diretta nel corso dell’ultima campagna elettorale. Di fatto, il nucleare è stato uno dei motivi portanti di molti dei dibattiti che si sono succeduti, anche a Lecce ed in provincia, e che hanno visto il centrosinistra accusare lo schieramento avversario di essere favorevole al progetto ed il centrodestra replicare che in Puglia non vi sarà alcuna centrale...

Nel corso di una delle ultime conferenze stampa prima del voto, Antonio Maniglio, presidente del gruppo consiliare alla Regione del Pd, e la candidata alla presidenza di Palazzo dei Celestini, Loredana Capone, erano tornati sul tema, spiegando come presso via Capruzzi fosse in elaborazione una legge per dire un chiaro “no” al nucleare. Secca la risposta dell’allora candidato, e oggi neo-presidente, Antonio Gabellone: “Ha già risposto Berlusconi, la nostra regione non sarà toccata dal problema”.

E intanto, arriva la decisione della Camera, che lascia con l’amaro in bocca l’Anci di Puglia. La sezione regionale dell’Associazione nazione dei Comuni d’Italia aveva avanzato una specifica richiesta, la possibilità di porre un vincolo al parere delle amministrazioni sugli insediamenti. “Tutti i parlamentari pugliesi si erano impegnati con plurime dichiarazioni”, commenta il vicepresidente di Anci Puglia, Fabiano Amati. “Siamo francamente dispiaciuti. Dopo l’approvazione del Senato, l’Associazione dei Comuni aveva richiesto ai deputati ed in particolare a quelli pugliesi, l’impegno ad introdurre nel disegno di legge una norma che attribuisse ai Comuni e alle Regioni il parere vincolante su tutte le ipotesi di individuazione dei siti nucleari”.

“In quelle ore di polemica politica aggravata dall’imminenza delle elezioni europee ed amministrative, l’Anci mantenne come al solito un contegno unanimemente equidistante dalle esigenze partitiche, elaborando una richiesta fondata sul buon senso e sottraendosi dalle alchimie delle destre, delle sinistre, dei centri, dei sopra e dei sotto. Ottenemmo, ahi noi, risolute rassicurazioni, documentate da una produzione inusuale di dichiarazioni stampa – sottolinea Amati -, tutte di senso favorevole alla nostra proposta e per di più provenienti da tutti i partiti presenti in parlamento, oltre che da singoli ed autorevoli personalità politiche di rango regionale. Passata la festa (elettorale), il santo (cittadini) è stato gabbato: prima nella seduta del 24 giugno 2009 (chiamata ad esprimersi sugli emendamenti) e poi nella seduta di ieri (sull’approvazione definitiva), la Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di introdurre il parere vincolante degli enti locali”.

E a tale proposito, Amati rilascia una dichiarazione piuttosto seccata: “Poiché sono convinto che solo gli uomini onesti fanno della propria parola un obbligo, ho deciso di comunicare l’espressione del voto dei Deputati pugliesi sulle proposte emendative (25.13 e 25.14) che più semplicemente recepivano la proposta Anci e gli impegni verbali assunti da tutti. Allo stato non resta che attendere la solitaria decisione del Governo sui siti nucleare, che in ogni caso i Comuni sono pronti ad ostacolare con tutte le iniziative amministrative e politiche di dissenso civile, qualora la scelta dovesse puntare a rubare il futuro che tante comunità hanno pensato e pianificato per sé”.

Nella nota stampa, Amati aggiunge dunque la lista dei parlamentari pugliesi e del loro voto. Sono risultati contrari al parere vincolante degli enti locali: (favorevoli al nucleare) Bruno, Calderisi, Carlucci, Di Staso, Divella, Franzoso, Fucci, Lazzari, Lisi, Mannucci, Patarino, Pepe, Sardelli, Sbai.

Si sono invece ritenuti favorevoli:(contro il nucleare) Bellanova, Boccia, Bordo, Buttiglione, Cera, Concia, Ginefra, Grassi, Losacco, Mastromauro, Pisicchio, Ria, Ruggeri, Servodio, Vico, Zazzera. Erano assenti al voto: Barba, Capano, D’Alema, Di Cagno Abbrescia, Gaglione, Savino, Sisto, Tanoni.

Risultavano in missione: Buonfiglio, Cesa, Fitto, Mantovano, Vitali. Presidente di turno (non partecipante al voto): Leone.


postato da: giusepperesta alle ore 19:32 | link | commenti
categorie: ambiente, nonukes
giovedì, 02 luglio 2009

ATTENZIONE, CI PIAZZANO IL NUCLEARE VICINO CASA

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postato da: messapico85 alle ore 18:17 | link | commenti (1)
categorie: obbrobri e schifezze

Forza FULCIGNANO!!!!

Fulcignano5Passano le elezioni e si perdono le occasioni. (La rima c’è perché è una canzone che non cambia.)

Un altro carosello di effetti speciali se ne è andato fra frizzi, lazzi e strombazzi.

«Restano sparsi disordinatamente i vuoti a perdere mentali abbandonati dalla
gente» (Eduardo Bennato).

Il giorno dopo il paese è sempre quello: sempre più sporco, sempre più brutto, sempre più cattivo.

I problemi di Galatone sono sempre là.

Forse parte fanno della tanto acclamata “Tradizione”?

A me i problemi del mio paese sembrano come quei telegiornali a “rullo”: si presentano ai cittadini con una ciclicità puntuale. Si sollevano, si discute, c’è sempre qualcuno che dice di essere in grado si risolverli. Ci tranquillizziamo tutti. Speriamo, aspettiamo. Che fai? Non è che non puoi credere la parola di qualcuno così, solo per preconcetto, solo per diffidenza, no?

E allora ci facciamo buggerare ancora una volta.

E poi un’altra volta, e poi un’altra volta ancora.

Ci piace farci buggerare.

Abbiamo queste tendenze perversamente sodomite. Evidentemente.

Dopo la prima volta vogliamo che succeda ancora, e poi ancora, e poi ancora.

Inesorabilmente.

Sarà così.

Ci penso da tempo.

Ci sono quelli bravi e equilibrati che sperano, che promuovono, che parlano, che scommettono, che auspicano.

Dopo un po’ tutte le speranze svaniscono in disperazione.

Ma solo pochi gridano, urlano, bestemmiano.

Solo quei pochi che hanno la facoltà di non perdere la memoria a comando.

“E quando ti chiederanno che cosa facciamo, tu gli risponderai: "Noi ricordiamo".”

Come diceva il ribelle Granger del film di Truffaut “Fahrenheit 451”, tratto dal romanzo omonimo di Rad Bradbury.

Io ricordo.

Allora: parliamo di FULCIGNANO?

Riparliamone ancora.

Non mi stanco.

Diceva qualcuno di quelli con la coscienza civica a gettone che parlarne fa male a Fulcignano.

Che avesse ragione?

Sono stato zitto un po’.

Ho provato.

Non gli ha fatto bene per niente.

Esperimento fallito.

Fulcignano si dissolve ogni giorno un po’ di più.

Ora si pensa di sistemare la viabilità. E già sarebbe una cosa necessaria. Visto lo schifo in cui versano le antiche strade d’accesso. Spero solo che non si cancellino iconoclasticamente le importanti traccie del passaggio dei carri.

Ma, oltre a questo,  niente e nessuno pare interessarsi di un enorme patrimonio che si sta dissolvendo e ancora per un’altra estate non potrà contribuire al nostro asfittico e inespresso turismo.

Ci si è sempre fermati alle sole “intenzioni” senza costrutto. Ma questa mancanza di visione politica globale è connaturata con questa amministrazione inefficace e inefficiente.

Allora sarà il caso di riparlarne.

Dopo il “rullo” che ha visto portare il “problema” del Castello (perché di castello si tratta checché i male informati vogliano sostenere, e pure di castello unico e raro) più volte e periodicamente per anni e anni sulle pagine del fu “Giornale di Galatone”, dopo i miei allarmi gridati dappertutto sulla messa in vendita del Castello su un sito internet, dopo l’interesse di Telerama, del Quotidiano, della Gazzetta, di tante personalità e associazioni locali e nazionali, non si è risolto niente.

Chi doveva fare non ha fatto.

Tutto scorre.

Poi ci sono state le Elezioni Comunali. I ballottanti (si dice così?) Nisi e Miceli si riempirono la bocca d’oro: “faremo, ci impegneremo, penseremo, provvederemo”.

Ha vinto Miceli.

Nessuno ha mosso un dito. Nemmeno il mignolo.

Forse solo il medio, in alto. Alla faccia nostra.

Altro turno di parole su “My Box”: Giuseppe D’Oria rimette in ballo la questione.

Si parla. Si ascolta. Vengono fuori realtà e fantasie. (E' l’epoca dei misteri, no? Va di moda l’informazione (?) alla Voyager: Piramidi, Stone Age, Artù, Merlino, Tintagel, Templari, Rennes le Chateau, L’Abate Saunier, i Merovingi, Leonardo Da Vinci, la Massoneria, il Sacro Graal, Castel del Monte, Il Tempio di Salomone, L’Arca della Alleanza, Cagliostro, gli Alieni, i Cerchi nel Grano, Loch Ness, le scie nell’aria, i Rosa Croce… tutti interconnessi, tutti correlati. Non ci facciamo mancare niente: il mistero falso e tendenzioso è il gusto della vita. Allontana da realtà e vera cultura. E la cultura, si sa, punge e da fastidio. Meglio le puttanate. Quelle piacciono ed abbondano.).

Ma chi deve ascoltare e fare, non ascolta e non fa.

Ora sono passate le Provinciali, odo augelli far festa.

Ed io, come la più famosa gallina di Recanati, torno sulla strada a ripetere il mio verso : FULCIGNANO QUANDO E COME?

Due consiglieri provinciali!

Perbacco: ben rappresentata Galatone.

C’è tanta attenzione per un turismo iperuranico, per un turismo che non c’è, che non si sa da che parte acchiapparlo visto che l’informazione seria e documentata sulle nuove frontiere del turismo latita.

Nonostante una approfondita e coscienziosa ignoranza a tal riguardo l’evocazione del miraggio “turismo”  rimbomba nella bocca dei politici e degli aspiranti tali, “ed un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene”.

Sarà il caso, allora,  che i nostri “ambasciatori” diano concretezza alla parole e si diano da fare per acquisire al patrimonio pubblico e valorizzare questo misconosciuto manufatto importantissimo dal punto di vista storico e turistico?

L’amico Livio Nisi (lo sfotto, lo pungo, ma è sempre amichevolmente un signore difficilmente confrontabile con altri figuri) in fase di campagna per il ballottaggio per le comunali fu quello che rilasciò un’ottima intervista a Tele Rama nella quale si dimostrava seriamente interessato al “problema Fulcignano”.

Non fu eletto.

Purtroppo.

Ora lo è, in un consesso più importante e nella maggioranza.

Potrà rendere reali le sue e le nostre aspirazioni.

Gli si aprirebbero le porte della Storia: il primo politico da cinquant’anni ad aver FATTO veramente qualcosa per Fulcignano.

Forza Livio!

(ah, già, Forza Italia non c’è più…..)

Forza lo stesso!

Forza FULCIGNANO!!!!

(Ma quando?)

 

 Fulcignano8


martedì, 30 giugno 2009

AIUTO A LINEA AMICA

Ho tentato anche oggi di inviare un messaggio ad un qualche componente la Pubblica Amministrazione.......

                     giuseppedoria.splinder.com


lunedì, 29 giugno 2009

I FALLIMENTI DEL SUD

Ai nuovi amministratori del Sud che di recente eletti....

                    giuseppedoria.splinder.com 


VIVERE DI PASSATO (E POCO DI FUTURO)

QUEL DIFETTO DI MODERNITA’

di PIERO OSTELLINO

Nessuno sa quando e come usciremo dalla crisi. La ragione è che il mondo non procede verso un obiettivo razionalmente prevedibile, ma grazie a milioni di uomini che perseguono autonomamente i propri interessi non coordinati da una sorta di razionalità storica. È perciò che gli economisti paiono capaci solo di «predire il passato» e qualsiasi intervento della politica, che non si limiti a fissare le regole del gioco, rischierebbe di produrre altri danni invece di benefici. Per uscirne, e ripartire, l’Italia dovrebbe, piuttosto, riflettere sui propri ritardi e realizzare quelle riforme che l’aiutino davvero a modernizzarsi, come ha scritto ieri Mario Monti. Non c’è settore — sia dello Stato, sia del sistema produttivo, a parte certe piccole nicchie industriali — che non registri forti ritardi nell’innovazione. L’Italia della cultura, della politica, dell’economia ha fatto la sua rivoluzione industriale prima di essere una società civile strutturata. Rispetto alla gentry dell’Inghilterra agraria, diventata borghesia cittadina con la rivoluzione industriale e mercantile, e cosmopolita col colonialismo trionfante cantato da Kipling, l’Italia ha avuto i latifondisti reazionari raccontati da Verga, un capitalismo assistito, un nazionalismo tardo e straccione. Rispetto alla grande borghesia francese post rivoluzionaria — che, con l’Ecole politecnique e l’Ena, ha generato i commis di Stato repubblicani e democratici — la società italiana ha espresso una piccola borghesia post unitaria priva di coscienza di classe che ha rifiutato la modernità e, con essa, il capitalismo e la libera concorrenza, rifugiandosi nel corporativismo e nell’autarchia del fascismo, ieri; nell’assistenzialismo, nel protezionismo parassitario e nella burocrazia del pubblico impiego, poi.
Ci siamo affacciati alla contemporaneità senza aver letto un libro — qualcosa di simile alla letteratura liberale inglese e francese sulla quale si sono formate le borghesie di quei Paesi — ma solo attraverso la televisione; che ci ha introdotti alla modernità «americana» senza aiutarci a entrare in quella «europea». La nostra etica pubblica è bigotta, moralista, pauperista; scimmiotta il puritanesimo anglosassone senza averne i fondamenti storici, sociali, religiosi, che ne legittimano politica e capitalismo. La nostra idea di democrazia — come si è visto negli ultimi tempi — coincide con lo scandalismo fine a se stesso, con il ribellismo alle regole, con il rivoluzionarismo velleitario che una minoranza esprime spaccando le vetrine e vorrebbe concretare in rivoluzione col benestare dei carabinieri.
Nella sinistra riformista c’è chi ha elogiato la tassazione, per perpetuare l’eccesso di spesa pubblica e gli sprechi dello «Stato canaglia», non accorgendosi che i lavoratori, ora, votano a destra, dove i tributi non li si riduce, ma almeno non li si esalta. Il terrorismo di matrice rivoluzionaria ha ammazzato i riformisti che volevano fare dell’Italia un Paese liberale, democratico, giusto, e non se l’è presa con i conservatori che sullo statu quo ci campavano.

Corriere della Sera

postato da: AlbertoResta alle ore 12:31 | link | commenti (3)
categorie: per riflettere e ragionare
domenica, 28 giugno 2009

STATALE AL LAVORO

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"Fate quello che dico, ma non fate quello che faccio!"


postato da: giovannisanti alle ore 23:31 | link | commenti (1)
categorie:
sabato, 27 giugno 2009

http://farm4.static.flickr.com/3635/3443129308_0376c92219.jpg

Misteri ti Galatune

 

 

‘Nci so ccose, a ffiate puru cristiani,

ca no ‘nc’è motu cu lli capescu.

L’urtima cosa ca no capescu,

ma ca tutti ‘ndi contanu ete,

la miscella ti lu gnuru cu llu russu.

Tò mieri diversi,

fatti cu rappe ti ùa diverse,

fermentate a tiempi diversi,

ivuti cu pietanze diverse.

E ppuru, so stati capaci ,

sti cconza piatti ti Galatune, cu lli ‘mbiscanu.

E bbissutu nu mieru?

“Culore focu ti lu ‘mpiernu”.

No sacciù ti cc’è ni sapinu sti miscelle,

sti to razze ti mieru cusi ‘mbiscate,

pare, ca si l’onu ivute.

Jò, canuscia lu mieru ti li zzumpapariti,

nu rosa pallidu,

lu mieru ti li cangia bandiere,

nu viola ti mortu,

lu mieru ti li lazzari,

nu chiaru scoloritu.

Finu a oscè, no n’era ‘ncora ‘mparatu lu mieru:

“culore focu ti lu ‘mpiernu”.

No sacciu cc’è significatu tene tuttu cquistu,

ma jò no l’accettu,

stà cqualità ti mieru no lla veu.

Ddummandu a cci canoscu sci sape nienzi,

no ssape,

tutti ‘ndi contanu,

ma sciucheddri tice, sci so li cantinieri ca endinu stù mieru.


postato da: localo alle ore 19:44 | link | commenti (2)
categorie: cantastorie, cosedaelezioni, coscienza critica civile
venerdì, 26 giugno 2009

IL PORTAVOCE N.44

nisitundo

IL PORTAVOCE N. 44

Una puntata abbastanza vivace, a volte pungente, che ha toccato molti punti caldi dell’attualità politica. Si è iniziato a parlare della campagna elettorale testè trascorsa, interessante e costruttiva secondo Tundo; volta decisamente contro di lui, secondo Livio Nisi che, in particolare, attacca l’amministrazione cittadina che sembra averlo eretto a nemico numero uno. Tundo non crede nel progetto della Poli e non vede intorno alcun laboratorio politico...

  http://portavoce.splinder.com


postato da: EnricoLongo alle ore 22:58 | link | commenti
categorie:
giovedì, 25 giugno 2009

berluschè

postato da: messapico85 alle ore 17:42 | link | commenti
categorie: interrogativi senza risposta

 


postato da: giusepperesta alle ore 10:06 | link | commenti
categorie: segnalazioni, nontuttisannoche, locandine, blog utile
mercoledì, 24 giugno 2009

"Il Portavoce" n. 44

avvisoportavoce44

postato da: EnricoLongo alle ore 17:03 | link | commenti
categorie:

SCUOLA DI GIORNALISMO


postato da: giusepperesta alle ore 13:40 | link | commenti
categorie: satira

TRASITI

  

Trasiti, la porta ete perta, trasiti.

Comu libberu trase lu sole ti lu ggiurnu,

la luna ti la notte,

li ‘nzeddrè cquandu chiòe,

l’amici e lli cumpari,

trasiti puru ùi,

ca siti na razza ti marinari.

A ccasa mia la porta ete sempre perta,

ùi, ti crai, già la chiutiti,

suli e fore ti casa ‘ntorna,

tutti sti carusi sta llassati.

Ùi, ca no ccanusciti né lu scornu, né l’amicizzia , 

nè lla fame, nè lla crianza,

bbiti spusata la’ ngordizzia.

Li ecchi stonu citti, sapinu cquandu onu ccuntare,

spettanu nu jentu nòu ca ‘ncora a rriare.

Scurescè,

scì sta llu cèla,

scì sta ssuta,

scì sta chiange bbandunatu,

scì sta bbee tuttu ‘nturnisciatu.

La nnuttata a ‘mbuggicatu ‘ntorna ognè ccosa,

li strate , li case, li campagne,

la bbona ggente,

curcata intra lu liettu.

 

 

 

ENTRATE

 

Entrate, la porta è aperta, avanti.

Come liberamente entra il sole di giorno,

la luna di notte, l’acqua piovana, 

amici e compari,

entrate anche voi, brutta razza di marinai.

A casa mia la porta è sempre aperta,

voi domani serrate tutto,

in attesa e nella strada,

torneranno questi giovani usati.

Voi che non conoscete:

né la fame, né le buone maniere,

né la vergogna, né l’amicizia,

state uniti con l’ ingordizia.

I vecchi tacciono, sanno quando è l’ora di parlare,

aspettano venti nuovi che tardano ad uscire.

Tramonta questa giornata,

chi sente freddo,

chi sta sudando,

chi piange abbandonato,

chi allegramente brinda.

Il buio della notte copre tutto,

le strade deserte, le case silenziose,

le campagne desolate,

il cuore dei semplici addormentato.


postato da: localo alle ore 11:53 | link | commenti
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