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sabato, 21 novembre 2009

PORTA - VOCE O PORTO - LA MIA - VOCE ?






Caro Longo, Signor Porta-voce,

Ritengo che la puntata N.50 "Salento-Europa e ritorno" abbia toccato il fondo nuovamente. Succede spesso,in verità, nelle sue trasmissioni.
Però questa volta sono stato chiamato in causa dalla  spocchia da gerontocrate di razza e Le risponderò per le rime non avendo peli sulla lingua.

- Presentando gli ospiti e, in particolar modo, il consigliere Antonio Gabrieli, che approfitto per salutare non avendo alcun tipo di rancore personale, ha ribadito la clamorosa baggianata dell'esistenza di un gruppo e,dunque,di un capogruppo del Pdl all'interno del Consiglio comunale. Lo ha fatto con un sorrisetto snob prendendo le distanze da me che avevo sollevato il problema.
Perchè IL FATTO SUSSISTE,nonostante lei indulga nel ricoprire gli occhi suoi e di altri con larghe fette di prosciutto modenese.
Ora, questa disinformazione va denunciata con tutta la solennità e l'irruenza del caso. Antonio Gabrieli è un consigliere comunale, è stato capogruppo di Forza Italia prima della nascita del Pdl, certamente diventerà capogruppo del Pdl, ma ATTUALMENTE  non lo è . Quindi,nel momento in cui Lei afferma il contrario,mente sapendo di mentire. Colpevolmente,quindi.

- Un conduttore-moderatore terzo,inoltre, oltre a formulare le domande agli ospiti, dovrebbe anche intervenire autorevolmente allorchè si pronuncino divertenti corbellerie. Ad esempio, l'On. Baldassarre ha chiaramente affermato che l'Italia non avrebbe i requisiti idonei a permanere nell'Unione europea, per ciò che riguarda la Giustizia, perchè non conformi alle norme previste dai Trattati. Ora, è evidente che una riforma della Giustizia sia doverosa per un Paese moderno e,soprattutto, per il nostro. Tuttavia, chi studia, approfondisce o è specialista di diritto comunitario  sa bene che la procedura di adesione di un Paese all'Unione sia fortemente condizionata dal rispetto dei diritti umani, dal rispetto delle consuetudini del diritto internazionale, dalla democraticità della forma di governo, e dalla vicinanza a quelle che sono le caratteristiche di uno Stato di diritto e,in ultima analisi, soprattutto dall'abolizione della pena capitale. Ecco,ad esempio, le perplessità intorno all'ingresso della Turchia. 
Ma affermare che il nostro sistema giudiziario sia restrittivo delle garanzie e dei diritti individuali,come ha dichiarato l'On.Baldassare, è qualcosa di inaccettabile. E Lei,non una parola di contrasto naturalmente.

Conclusione:

Siamo tutti contenti che Mybox, con pregevole articolo su "Il sole 24 ore", sia una realtà dinamica della società galatonese. Ma ciò non toglie che a tutti debba ancora svelare l'arcano della linea editoriale e cioè: rende informazione o disinformazione? Svolge mero servizio di cronaca o approfondisce le problematiche? E' la Tivù che fai tu,insomma,o la Tivù che io voglio tu faccia?
Le mie idee sono parecchio confuse,a riguardo.
Infine, la trasmissione "Il Portavoce" è una passerella - vetrina  a disposizione del Potere o una critica sede extra-istituzionale a disposizione della pluralità di attori della società galatonese?

Sapendo  che non risponderà, continuerà in questo modo  ad alimentare i dubbi e sospetti che tanto La infastidiscono.

Cordialmente
Alberto Resta


 




P.S: Da oggi portavoce.splinder è sottoposto alla discrezionalità e alla "moderazione"  del suo amministratore. Allora,dite pure che la colpa  sia da attribuire ad Alberto Resta . Vi risponderò con le parole di Jacques Maritain:  "Il rischio più grande di una democrazia è il sonno. I risvegli sono sempre amari ".
                                                       

postato da: AlbertoResta alle ore 18:41 | link | commenti
categorie: interrogativi senza risposta

IL PORTAVOCE N. 50

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IL PORTAVOCE N. 50
Salento – Europa e ritorno
Procede il progetto di dar voce a tutte le forze politiche, nella forma del ragionamento e del confronto serio. Senza grida, sanza offese e senza clamori. Perché la politica deve riguadagnare i toni garbati e il procedere razionale nel rispetto delle posizioni di tutti, che debbono anzitutto essere convenientemente conosciute. Abbiamo sentito Gabellone, Blasi, Ruggeri; sentiremo quanto prima la senatrice Poli ed esponenti della sinistra oltre il PD...


  http://portavoce.splinder.com/

postato da: EnricoLongo alle ore 16:49 | link | commenti (1)
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venerdì, 20 novembre 2009

LA POSTILLA N.43

postilla43
LA POSTILLA N.43
Appunti di viaggio
Un viaggio da tempo auspicato verso traguardi ambiziosi e possibili, che potrebbero nel breve periodo cambiare il volto della città, rendendola degna del marchio che le si vuole attribuire, intorno al più prestigioso e noto dei suoi figli, Antonio De Ferraris, il Galateo. Della volontà di affrontarlo, dopo i dubbi e le incertezze dei mesi trascorsi, si cominciano ad avvertire i primi segnali...

  http://portavoce.splinder.com/

postato da: EnricoLongo alle ore 19:54 | link | commenti
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HA DA PASSA' "A NUTTATA" O HA DA VENI' BAFFONE?

Fare un commento sull' articolo recente e realistico Ha da passa’ "a nuttata"! di Giuseppe Resta, a proposito di una ( ma di una sola!!??).......

                 giuseppedoria.splinder.com


Ha da passa’ ‘a nuttata!

  

Ieri sera a Galatone si parlava di ALBERGO DIFFUSO. I Gruppi di Azione Locale, i GAL in questo mondo di acrostici, praticamente dei consorzi tra Comuni che devono favorire l’integrazione di sforzi per il progresso di area intercettando finanziamenti pubblici, focalizzavano l’attenzione su questa grande possibilità giusta per incrementare l’offerta ricettiva locale.

Di Albergo Diffuso ne parlo io già da anni.  In epoca non sospetta dalle pagine prima del Giornale di Galatone, poi dalle pagine dei Blog. In un intervento che sono stato chiamato a fare nel 2000 allo  Stage 2000 del ROTARACT CLUB di  Gallipoli sul tema “IL TURISMO: opportunità e prospettive di sviluppo per il Salento”, già avanzavo l’idea di questi nuovi sistemi di ricettività a bassissimo impatto ambientale. Secondo la mia analisi del territorio –sono sempre un tecnico del territorio, no?- Il Salento è terra predisposta per questo tipo di ricettività in quanto l’utente del turismo Salentino è sensibile al trattamento ed alla localizzazione ed ai servizi che agriturismi e alberghi diffusi possono offrire.

La terza edizione del  Forum Regionale del Turismo ha prodotto dei risultati statistici che sono inequivocabili. Chi ha studiato questi risultati prima di parlare di turismo? Penso pochi, vista la massa di sciocchezze e banalità che ieri sera ho sentito.

Il turismo, sarà il caso di ribadirlo, si attua solo quando uno di questi quattro attrattori è d’interesse:

 

CULTURA e ARTE;

AMBIENTE e PAESAGGIO;
DIVERTIMENTO;

ENOGASTRONOMIA e PRODOTTI ARTIGIANALI.

 

Prima si lavora su questi attrattori, si “incredenziano”, si migliorano, si esaltano, poi sulla ricettività che è conseguenza degli attrattori e non motore. Prima di farsi i conti sugli ipotetici “turisti”, bisogna farsi i conti su come rendere accogliente ed attrattivo il proprio territorio. E finora si è andati in direzione ostinata e contraria.

Non è teoria. Lo spiega molto bene non io ma l’analisi fatta dalla Banca MPS. Così come lo dicono i dati forniti dall’Osservatorio Turistico della Regione Puglia.

Prima di parlare di questo argomento bisognerebbe partire da dati e rilevazioni. Scusate l’approccio tecnico ma da certi condizionamenti metodologici non riesco a prescindere.

Abbiamo dati su Galatone? Penso proprio di no. Si parla a vanvera.

Eppure servirebbero per avere un quadro della situazione. Forse bisognerebbe partire proprio da questa analisi elementare: Visitatori, interessi, provenienza, scaglionamento nei periodi, posti letto disponibili, posti disponibili nelle strutture ristorative, numero di pasti consumati nelle strutture, tipologia di turismo, settori di interesse… insomma una normale ricerca di mercato. Tutti i dati necessari per la programmazione di qualsiasi impresa.

Certamente chi cancella una delle Cinque Terre Liguri facendole diventare quattro, chi si ostina a “Muoversi in una direzione univoca prendendo più direzioni”, chi fa gemellaggi col Baltico sperando in negozi di birra, salmone e ambra nel nostro centro storico (quanti dei soldi spesi per quel gemellaggio sono rientrati a Galatone? Un altro dato che ci manca…) o scambi con Alberobello (145 chilometri da Galatone, circa due ore di macchina e due e mezza di bus)  ipotizzando flussi di “almeno” 100.000 turisti annui, non ha bisogno di questo approccio scientifico. Gli basta farsi un viaggetto in Abruzzo per pensare come produrre ancora crochi da zafferano, in Toscana per pensare al come fare Chianti dal Negroamaro,  o dormire una notte in un albergo per avere l’esperienza di un Mister Hilton.

Allora, se le cose stanno così, non parliamo di turismo. Parliamo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il Cappellaio Matto lo mettiamo noi.

D’altronde chi ha detto che “siccome l’agricoltura è in crisi vale la pena costruire villette in ogni campagna” ha una idea fantasiosa e bislacca della agricoltura, dell’edilizia e del turismo. In pratica di tutta l’economia.

Quattro settimane fa (sabato prossimo è il quarto anniversario!) lo stesso personaggio diceva che Fulcignano sarebbe stato acquisito al patrimonio comunale in poche settimane. E ancora non lo è stato. Ieri diceva che il “Centro Storico sarà ristrutturato fra pochi mesi” e che i finanziamenti e gli Appalti per i Contratti di Quartiere “stanno per arrivare”. (Mandiamo qualcuno alla Stazione ad accoglierli!)

Tanto che per cercare di cominciare a far battere questo “Cuore” del centro storico (allo stato mi pare che più che un intervento di defibrillatore a quel cuore è stato praticato un espianto!) si potrà aspettare che tutti i Contratti di Quartiere siano finiti. Noi ci saremo? I Nomadi e Guccini certo che no.

Cadono le ossa.

Tanto che anche l’amico e collega Claudio Scarano, colui che ha creduto in Galatone (da non galatonese può succedere non conoscendo le persone… d’altronde dice “a bbecchi e a furastieri ni ‘ncoddhri ce bboi”! e Caludio era forestiero…adesso non più!) investendo un milione e mezzo di euro nell’idea di un Albergo Diffuso che è stata finora bistrattata, ieri sera si è dimostrato veramente deluso e esasperato tanto da prodursi in una tagliente e circostanziata filippica contro “Franco” che, da galatonese verace, “autru dice e autru face”.

Non si fanno le nozze coi fichi secchi! Né si amministra con le bugie.

Qui si cerca di tagliare le gambe all’imprenditore che non è “organico” alla visione “politica” di chi comanda (e non governa), mentre si svende la Città a quelle imprese che organiche lo sono, e tanto. Lo vediamo ogni giorno. Due pesi, due misure. Per alcuni casi i “tutti” pagano e sopportano le esigenze di pochi, per altre, vedi la risposta data a Scarano, non è possibile adattare le esigenze di pochi a quelle di uno. Anche se questo porta sviluppo.

Ha da passa’ ‘a nuttata!

Ma, continuando così, siamo solo al vespero….


Alessandra Amoroso e Francesco

MUSICA E SOLIDARIETA'

Quel gran cuore di Alessandra Amoroso: pagina su Fb e concerto per Francesco

La cantante salentina sponsorizza la raccolta fondi
per il piccolo di Galatone affetto da paralisi celebrale

Alessandra Amoroso con il piccolo Francesco

Alessandra Amoroso con il piccolo Francesco

  • LECCE – Bella, brava e buona. Trionfa ad "Amici", doppio disco di platino, sbanca l’Auditel nel nuovo varietà di Rai Uno con Gianni Morandi e abbraccia la causa del piccolo Francesco. Lei è ovviamente Alessandra Amoroso e Francesco è un bambino di sette anni affetto da una grave paralisi celebrale (tetraparesi distonica).

LA STORIA - Il piccolo ha un controllo parziale del tronco, non riesce a stare seduto da solo e per guarire avrebbe bisogno di tre anni di cure all’Ocean Iperbaric Center in Florida. Cure carissime, per la copertura delle quali i genitori hanno deciso di creare un sito internet www.aiutamofrancesco.com per raccogliere fondi, appellandosi dunque alla generosità dei naviganti. E proprio attraverso internet e il social network più popolare del momento, Facebook, Alessandra Amoroso, leccese come il bambino, ha deciso di sposare la causa e di far leva sulla popolarità per incoraggiare le donazioni.

L'INIZIATIVA - La cantante salentina ha creato una pagina dal nome «Aiutiamo Francesco – Iniziativa di Alessandra Amoroso» che conta già più di 9.700 fan sulla quale è possibile reperire tutte le informazioni relative alla storia di Francesco e alle modalità per effettuare le donazioni. Ma non è tutto. La Amoroso ha anche annunciato un concerto al Politeama Greco di Lecce, in programma il 26 dicembre, i cui fondi saranno destinati alla causa.

F. P.
19 novembre 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2009/19-novembre-2009/quel-gran-cuore-alessandra-amoroso-pagina-fb-concerto-francesco-1602034413277.shtml


postato da: giusepperesta alle ore 10:52 | link | commenti
categorie:
giovedì, 19 novembre 2009

Presentazione

invito-o-p-l-calo

postato da: giusepperesta alle ore 17:07 | link | commenti (3)
categorie: arte, locandine, lancio

Ric & Publ

giornata-diritti-infanzia 

20 novembre – Giornata mondiale dei diritti dell’Infanzia

 

Ricorre il 20 novembre la Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, quest’anno alla sua ventesima celebrazione.

 

Approvata il 20 novembre 1989 dall'Assemblea Generale dell'ONU e ratificata da 193 Stati (con la sola eccezione di Somalia e Stati Uniti) la Convenzione ha profondamente innovato il panorama internazionale dei diritti umani.

 

La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato nella storia umana ed è il più importante strumento giuridico a disposizione di tutti coloro - individui, famiglie, associazioni, governi - che si battono per un mondo in cui ogni bambino e ogni bambina abbiano le medesime opportunità di diventare protagonisti del proprio futuro.

 

I bambini sono il futuro dell’Umanità e perciò un valore immenso da preservare,  malgrado ciò i bambini continuano ad essere sfruttati, affamati, uccisi, negati, violati, dimenticati, seviziati, usati.... e non solo, come si potrebbe pensare, nei paesi economicamente più deboli o in guerra.

 

Ancora in troppi stati i bambini non hanno diritti e sono considerati proprietà dei loro genitori, ma l'infanzia è troppo spesso negata anche nei paesi ricchi.

 

Nella settimana in corso e fino al 20 novembre, presso la Biblioteca del CRSEC di Nardò, in c.so Vittorio Emanuele II° (Convento dei Carmelitani), sono disponibili Libri, documenti e filmati utili per un approfondimento sui Diritti dell’Infanzia.

 

I bambini e le loro famiglie sono invitati a venire in Biblioteca.

 

 

 


postato da: giusepperesta alle ore 16:59 | link | commenti
categorie: ricevo e pubblico

DISCIPLINA E ORDINE A PALAZZO DI CITTA'


Alcune battaglie cominciano a produrre modesti frutti.   Con le seguenti interrogazioni,si chiedono puntualmente spiegazioni al Sindaco Miceli circa la perenne "eccezionalità" della prassi comunale galatonese. Domanda: E' il "Fittismo" l'unica espressione dell'attività di opposizione,vigilanza e controllo a Galatone?
Meditate,altre minoranze,meditate.




Interrogazione Pari Opportunità

  

                                                               Al Signor Sindaco della

                                                               di Città di Galatone


Oqgetto: interrogazione al Sindaco.

II sottoscritto NISI Livio in qualità di consigliere comunale, sollecita il seguente chiarimento,

CONSTATATO CHE

 

    la Giunta della nostra cittadina è rappresentata esclusivamente da uomini.

   Tale situazione, oltre ad essere una evidente inosservanza delle regole del comune sentire in quanto non valorizza, né affida alcun ruolo alle donne, di fatto sminuendo il ruolo dell'elettorato femminile della nostra città, viola, altresì, le norme dettate dal Testo Unico degli Enti Locali che all'articolo 6, comma 3 chiede a tutti gli statuti locali di «stabilire norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna», e «promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negai organi collegiali» dell'ente.

    Lo statuto dell'ente che non contempla detta norma è fuorilegge.
CHIEDE DI SAPERE

Se l'attuale Amministrazione

 

1.    intenda adottare le norme sopra descritte integrandola Giunta con la presenza delle donne.

2.    intenda modificare Io Statuto della nostra città che ad oggi risulta. fuorilegge nella parte in cui non contempla detta norma.

 

Cordiali saluti

 

Galatone 09 novembre 2009

Livio NISI


 

Interrogazione posizione Sindaco nel Consiglio Comunale

 
                                                                                                                               

Al Sig. Sindaco

Città di Galatone

                                                                                    e  p.c. Al Presidente del Consiglio

                                                                                               Al Segretario Comunale

Oqgetto: interrogazione urgente.

 

II sottoscritto NISI Livio in qualità di consigliere comunale

·       premesso che ai sensi dell’art. 25 dello Statuto Comunale: “sono organi del Consiglio Comunale, il Presidente del Consiglio, la Giunta, il Sindaco. Il Consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. Il Presidente del Consiglio Comunale è organo deputato alla presidenza del consiglio comunale e ne ha la rappresentanza. La Giunta è organo di collaborazione del Sindaco nell’amministrazione del Comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali. Il Sindaco è organo monocratico responsabile della   amministrazione del Comune. Egli è il legale rappresentante dell’ente. È ufficiale di governo per i servizi di competenza statale, ufficiale sanitario”, venendo così disciplinata e differenziata la fase di programmazione e la fase esecutiva;

·       premesso che con la Legge 81 del 1993 sull’elezione diretta del Sindaco viene introdotto nel nostro ordinamento un sistema di governo locale “bicefalo”, basato su criteri di equiordinazione, distinzione dei ruoli, confronto dialettico, mantenendo tuttavia una stretta interdipendenza tra la permanenza in carica del Consiglio Comunale e quella del Sindaco;

·       premesso che risulta prassi consolidata nella generalità degli enti locali riservare tale distinzione anche nella collocazione del Sindaco dinanzi al Presidente del Consiglio nella seconda fila in basso;

·       premesso che al momento degli adempimenti iniziali della prima seduta di questo Consiglio Comunale il Sindaco ha prestato giuramento nella postazione che meglio gli compete, spettando al Segretario comunale ed eventualmente al vicepresidente del Consiglio assistere il Presidente nello svolgimento delle sue funzioni;

·       premesso che nel caso specifico intercorre una relazione di prossimità parentale tra Sindaco e Presidente del Consiglio tale da generare potenziali confusioni di ruoli nella disciplina e nell’ordine della discussione con relativo concreto turbamento dei lavori;

·       premesso infine che ai sensi dell’art. 9 comma 4 del Regolamento del Consiglio: “Nell’esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri”.

 

Interroga la S.V. in relazione alla collocazione anomala nella fila in alto al fianco del Presidente. Ormai, con un comportamento protratto nel tempo, i lavori dell’Aula si svolgono sotto la guida di un Presidente assistito abusivamente dal Sindaco il quale si rende protagonista di suggerimenti raccomandazioni e direttive tali da orientare in maniera rilevante il contenuto e lo svolgimento della discussione.

 

Si chiede di conoscere la motivazione giuridico-politica, qualora ci sia, per la quale tale pessima consuetudine ha luogo e di riparare prontamente per il bene e per la serenità di questo Consiglio.

 

Cordiali saluti

 

Galatone 09 novembre 2009

      Livio NISI

 

Consigliere Comunale





Consigliere Comunale

postato da: AlbertoResta alle ore 13:22 | link | commenti
categorie: consiglio comunale, opposizione, giovani e cultura
mercoledì, 18 novembre 2009

Sintesi del dossier sull'oggetto misterioso del Palazzo Marchesale di Galatone

DSCF0003Estrema sintesi dal dossier completo pubblicato sul numero 7 della Rivista A LEVANTE, adesso in edicola.

L”OGGETTO MISTERIOSO” nel Palazzo Marchesale a Galatone.

Durante la fase finale dei lavori di restauro del Palazzo Marchesale Belmonte Pignatelli a Galatone c’è stato il ritrovamento di una strana struttura circolare, posta all’esterno del Frantoio del Palazzo Marchesale, dal lato del cortile posteriore.

Sotto il banco di detriti di colmamento è cominciata a venire fuori una struttura complessa, circolare, divisa in dodici settori a mo’ di spicchi, coperti con delle lastre di pietra leccese fornite di un foro di una trentina di centimetri di diametro e contornata da una corona circolare di astraco ben fatto. Sotto a questi settori circolari, costruiti in tufo locale con molta precisione, con i conci della parte tonda perfettamente centinati, si sono scoperti dei pertugi a scivolo scavati direttamente nel banco di arenaria: tutti uguali, tutti perfetti. La struttura era per la gran parte abbastanza conservata. Misurando si trovavano misure metriche che rimandavano ad un progetto dettagliato concepito in epoca di sistema metrico decimale, rigorosamente dopo il 1799 e non prima. Considerazione che mi andava sempre di più confermando che la struttura fosse qualcosa di genio ingegneristico raffinato.

DSCF0007

9 ottobre 2009 009

Varie erano le ipotesi iniziali, ma nessuna convincente. Anche l’aiuto chiesto in ambiti universitari internazionali non ha portato contributi validi. Persino il prof Antonio Costantini, esperto di architettura rurale salentina, dichiarava di non essere mai incappato in una struttura simile.

Gli unici documenti attinenti, citati più volte dallo Zacchino, ci dicono che:

A - Il 15 aprile 1845 il Semola acquista da Arcangela Casaluci, per la somma di ducati 15,90, “un piccola casamento diruto sito nell’abitato di Galatone in contrada Vico Marangia Isola Castello, che attacca con le case di Antonio Mazzarella da scirocco e da borea col giardinetto dell’Eccell.ma Casa Belmonte, con una porta che ha l’uscita al detto Vico Marangia.” (Atto Not. T. Susanna).  

 B - il 18 giugno 1845 il medesimo Semola acquista da Rizzo Giuseppe, per la somma di ducati 200,  una“rimessa sita nell’isolato del castello composta di un solo lamione e la mangiatoia di cavalli al di dentro attaccante col castello del Principe di Belmonte da scirocco e colla moraglia a levante”. (Atto Not. T. Susanna).  

Don Luigi Semola era un esperto agronomo di Otranto, Amministratore Generale e “fittaiuolo” dei beni della Casa Pignatelli di Belmonte. Il Semola si era stabilito a Galatone prima del 1844 per organizzare l’impianto che si andava ampliando integrando le vecchie strutture del Frantoio del Palazzo e costruendo con l’espansione che si andava a fare sui nuovi lotti acquistati con gli atti succitati. L’idea dell’impresa del nuovo grande frantoio si dovrebbe attribuire a a Angelo Granito,  nato  il 20.10.1812 e morto il  29.06.1861;  maritato il 09.12.1838 alla appena quattordicenne Francesca Pignatelli y Aymerich Pinelli Ravaschieri, 10ª principessa di Belmonte.

Sempre lo Zacchino ci riporta integralmente la descrizione rilasciata dal gallipolino Giuseppe Castiglione autore della monografia Galatone  edita a Napoli 1855 e ristampata in Fonti per la Storia di Galatone a cura di V. Zacchino, Galatina 1986.

 

“Merita però particolare attenzione nel Comune che descriviamo il grandioso Stabilimento oleario di pertinenza del signor Principe di Belmonte. Gioverà dire alcunché sulla sua origine ed importanza. Nel 1845 il tanto noto per le migliorazioni introdotte in provincia in fatto di agricoltura, D.Luigi Semola, faceva costruire in Galatone un trappeto, che per le grandi proporzioni vien denominato Stabilimento del Principe di Belmonte, come ché fondato nel castello o antico palagio feudale di proprietà di esso signor Principe. Consiste in sedici vasche a due pietre, e cinque pressoi idraulici. Richiama detto Stabilimento la curiosità di tutta la provincia, essendo unico nel suo genere, e costruito con simetria, uniformità e regolari proporzioni, in modo che da qualunque punto l’invigiolatore può osservare ciò che fanno 64 operai, oltre altre a 100 e più persone che giornalmente ivi, al più ristretto numero, prendon parte all’estrazione dell’olio comune e degli olii fini. Nel tempo del pieno raccolto nella grande stalla si mantengono 48 muli per muovere le macine. Tutto si fa a suon di campanello, e con misura di tempo segnato dall’oriuolo. Lo stabilimento di giorno e di notte viene illuminato da 72 lumi a gas; solo esempio questo di illuminazione di tal fatta che finora esista in provincia”.

 

Documento importantissimo che ci conferma alcuni dati: le iniziali sedici mole e cinque presse e la stalla capace di 48 muli ritrovate negli scavi durante il restauro. Ma nessuno fino a questo momento si era mai chiesto una cosa abbastanza elementare che ci viene suggerita dal testo del Castiglione: da dove prendevano il gas i 72 lumi?

La storia ci dice che l’idea di applicare all’illuminazione i gas combustibili che si formano durante la decomposizione di certe sostanze organiche appartiene al chimico francese Filippo Lebon, poi ripresi dall’ingegnere W. Murdock in Inghilterra. I suoi primi esperimenti col nuovo gas consistettero nell’illuminazione dell’officina di Watt e Boulton a Soho già nel 1803 e della filatura di lino dei signori Philipps e Lée a Manchester. Il carbone era distillato in ampie storte di ghisa e il gas, condotto in grandi serbatoi realizzati anch’essi in ghisa, veniva lavato e purificato prima di essere trasferito ai becchi di combustione. Nel 1812 Murdock costruì a Londra il primo impianto per l’illuminazione pubblica a gas.

 

Allora ecco che cos’è questo grande marchingegno: niente di più di quello che resta di una caldaia per la produzione di gas. Praticamente il guscio esterno di un gasogeno (o gassogeno), ossia di un dispositivo in grado di produrre gas a partire da una massa solida. I gasogeni più noti sono quelli a gas povero, che consistono in particolari bruciatori costituiti da una camera cilindrica di lamiera alta dai 3 ai 5 metri con diametro di circa 2 metri ricoperta  di refrattario.

In questi forni al combustibile solido (carbone, coke o semplicemente legna secca) viene fornita una quantità insufficiente di ossigeno, cosa che porta alla formazione di molecole di monossido di carbonio. Il gas povero prodotto è appunto una miscela di ossido di carbonio, anidride carbonica, azoto e idrogeno. Nel nostro Frantoio dalle12 bocche di raccolta del gas partivano 6 tubicini per ognuna: i 72 lumi del documento. Il gasogeno di Galatone, progettato da don Luigi Semola, era nient’altro che la rielaborazione del modello inglese dal quale differiva perché, anziché essere montato in una struttura di mattoni fuori terra, era semplicemente ed economicamente interrato in una fossa scavata nella tenera arenaria locale. A Galatone il gas, anziché dal carbone, veniva ricavato dagli scarti della produzione dell’olio: fogliame e sansa. Un sistema ecologico di riciclo completo all’avanguardia. Tanto all’avanguardia dall’essere stato perfino dimenticato a Galatone, dove nessuno aveva più l’idea di cosa potesse servire questa strana fossa, chissà quando spogliata dalle sue strutture metalliche; sicuramente dopo l’avvento della illuminazione a corrente elettrica che fece improvvisamente diventare obsoleta quella a gas.

DSCF0002

Un ultimo discorso vale la pena fare sul Frantoio venuto fuori dagli scavi.

In queste belle ed ampie volte si era scelto, fin dal primo momento della progettazione (quasi 25 anni fa), di allocare un museo civico. Gli ambienti erano idonei, l’accesso appropriato, la luce zenitale proveniente dai lucernari ottima, l’ubicazione pragmaticamente perfetta. Nonostante i numerosi progetti di varia destinazione del resto del Palazzo che si sono succeduti in questi anni la destinazione di quegli spazi è rimasta sempre la stessa. Inoltre si è sempre pensato a quel percorso che unisse in forma di galleria coperta via Garibaldi al giardino posteriore del castello così da raggiungere via Castello e rivitalizzare lo spazio posteriore. In questo modo i cittadini che avrebbero percorso la galleria si sarebbero trovati con la Memoria di Galatone in bella vista, separati solo da grandi vetrate dal loro Passato. Dall’altra parte della Galleria ci sarebbe stata la sala multimediale per i convegni. Questo avrebbe consentito di attirare l’attenzione e la curiosità del pubblico proprio sugli spazi museali. In effetti così si sta realizzando il restauro. Solo che scavando per riportare all’altezza originale le volte è venuto fuori, pressocchè intatto, il vecchio frantoio ottocentesco. Il museo, praticamente, c’è già: un museo sulla antica lavorazione dell’olio, dove si vedono tutti i sistemi di spremitura, di filtraggio, di eliminazione dei rifiuti; dove ci sono due enormi sentinari (che sicuramente andrebbero ripuliti per scoprire cosa si nasconde dentro la morbida coltre di residui vegetali), una sapiente rete di fognoli, vasche a vaso comunicante per la separazione dell’acqua di vegetazione, pile in leccese – le ciaie – per contenere e lavare le olive, vasconi cilindrici – gli angeli - per la raccolta dell’olio proveniente dalla pressatura; le mole a due pietre ricostruibili in quanto ogni parte lapidea è stata conservata e aspetta solo di essere ricollocata. Figuratevi che anche le piste intorno alle mole, con il loro pavimento di ciottoli di fiume annegati nell’astraco di calce battuta, rappresentano un documento interessantissimo a testimonianza di come l’esperienza e l’intelligenza degli uomini del tempo consentiva di avere sotto agli zoccoli dei muli un pavimento antisdrucciolo, duro e facile da pulire dagli escrementi animali.

9 ottobre 2009 018

Il tutto ha portato i progettisti a fermare i lavori in quel settore. Prima di tutto perché i fondi stanziati per quella parte sono stati impiegati per gli scavi a mano ed il trasporto di metri cubi di macerie e terra (circa 250 metri cubi di materiale scavati quasi interamente a mano e fuori preventivo), secondo perché quelli spazi vanno giustamente ripensati in funzione dei ritrovamenti. Correttezza vorrebbe che si musealizzasse il Frantoio, con passerelle, segnaletica, pannelli esplicativi ed illuminazione adeguata. Dopo si può anche pensare di usare gli spazi rimanenti, quelli meno interessanti, per l’inserimento di qualche vetrina per l’eventuale esposizione di altri reperti, certamente non in contrasto con il contesto. Penso, ad esempio, a quelli della Grotta Cappuccini. Certo è che tutto il Frantoio, ora anche impreziosito dal ritrovamento della fossa del gasogeno, rarissimo esempio di archeologia dell’epoca della Rivoluzione Industriale nel regno delle Due Sicilie, è un simbolo di valore grandissimo per tutta Galatone. E tale deve restare, perché racconta, preserva e tramanda le intelligenze e le tecnologie di una nostra epoca lontana. A questa forma di identità e specificità locale io ritengo non possiamo certo rinunciare.

Il Folk Lore è Memoria del Popolo.

La Nostra Memoria non si può svendere.

9 ottobre 2009 013

PER LEGGERLO TUTTO COMPRA A LEVANTE!!!!

 


martedì, 17 novembre 2009

POLITICA ED AMMINISTRAZIONE

Un tempo l’Amministrazione comunale era ............

                giuseppedoria.splinder.com


VERSO IL PORTAVOCE N.50

raffaele baldassarre
IL PORTAVOCE N. 50: Incontro con il P.D.L.
Il Portavoce taglia il traguardo della cinquantesima puntata e continua nel programma di incontro con tutti gli schieramenti, prima di calarsi più a fondo nel confronto politico per le regionali di marzo 2010. Si entra a casa del P.D.L. per capire meglio alcune problematiche legate alla politica nazionale del partito, per verificarne la coesione e il dibattito interno, scoprirne stretegie e progetti a breve e medio termine...


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lunedì, 16 novembre 2009

TRA REALTA' E SOGNO

uomo che cammina


Due soldi di speranza

Si era levato presto, la mattina, aveva ancora nelle orecchie e negli occhi le cose che aveva sentito e visto il giorno prima e che si rincorrevano disordinatamente, l’una dopo e accanto all’altra nella mente; immagini e suoni autoritari e violenti, in aperta guerra tra loro, quasi volessero conquistare pieno esclusivo possesso di pensieri e memoria...

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postato da: EnricoLongo alle ore 15:39 | link | commenti
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Due trattini per un passo avanti

 

Dai due trattini una conferma.

Possono due miseri trattini di disgiunzione e/o congiunzione essere conferma di aver lottato giustamente?

Sì.

A volte basta poco. Proprio così poco.

Ieri sera si sono svolte le liturgie legate alla consegna del “PREMIO GALATEO”. L’importante e benemerita manifestazione, quest’anno particolarmente pomposa e affollata di personaggi eccellenti (il Sindaco, infatti, ancora una volta non presenziava), onorata perfino dalla presenza del Presidente della Provincia di Lecce, si è ripresentata con i pregi e i difetti endemici di sempre.

Ma non è di questo che voglio parlare, perché, si sa, errare humanum est perseverare autem diabolicum. E contro il diabolico…c’è poco da fischiare!

Invece stanotte, spinto dalla consueta curiosità, ho scorso e letto il fascicolo antologico che era stato distribuito prima del simposio Galateano: Antonio De Ferrariis Umanista Europeo, Consuntivo di 40 anni  di studi e ricerche (1969- 2009)

Non ho gioito tanto per le foto che ritraevano episodi vissuti, mio padre giovane, ed anche un me stesso giovanissimo scorto in una istantanea, quanto per due trattini.

Due trattini che mi hanno aperto alla speranza, due piccoli, quasi insignificanti segni che danno ragione a anni di lotte e resistenza agli attacchi ed alle polemiche aspre e perfino subite personalmente.

Il curatore del fascicolo, Vittorio Zacchino, a pagina 4 scrive “… v’era l’alta cerchia turrita del castello-recinto di Fulcignano…”; mentre a pagina 5 “ … e il recupero del mastio angioino-orsiniano dalle cortine a spiovere, che chiudeva la cerchia delle mura galatonesi alzate il 1334 dai Billot….”

Gli avete notati i trattini?

Oh!

Il tanto svilito “recinto fortificato “ di Fulcignano è finalmente tornato ad essere solo quello che sostengo da tempo: UN CASTELLO, un castello seppure correttamente assimilabile nella categoria tipologica dei castelli-recinti come catalogato dall’architetto Perogalli  Mi consta, infatti, che la prima comparsa della definizione "castello-recinto" si trova in:  G.C. Bascapè, C. Perogalli, “Torri e castelli di Valtellina e Valchiavenna”, Edizioni Banca Piccolo Credito Valtellinese, Sondrio, 1966. In seguito la troviamo specificamente adottata anche dalla professoressa Gina Fasoli dell’Università di Bologna in “Castelli e strade nel Regnum Siciliae. L’itinerario di Federico II”, in “Federico II e l’arte del Duecento italiano”, atti della III settimana di studi di Storia dell’Arte Medioevale dell’Università di Roma “La Sapienza”, maggio 1978. Niente più a vedere, però,  con quel “recinto fortificato”, quella “specie di avamposto” come riportato a pag. 45 della pur preziosissima “Galatone, antica medievale moderna”, Congedo, Galatina 1990, scritta dallo stesso Zacchino. Che, in verità, nella pagina successiva già adotta la dicitura castello-recinto, bella col suo trattino, ma ormai lo svilimento a recinto di ricovero è stato già compiuto nella precedente pagina, forse secondo una logica di patteggiamenti con altri.

Quel trattino, insomma, da ragione a quanti (compreso il professor Paul Arthur)  vedono FULCIGNANO come un fossile che ha portato immutata fino ai nostri giorni una tipologia castellare che dal castrum romano è passata per l’oriente e da lì è rivenuta con le crociate in europa, specialmente nell’aria siculo-apula della penisola. Tipologia, però, che è ben presente nello stesso arco temporale anche in tutta Europa. Insomma: niente a che fare con caravanserragli e stazzi vari! Castello della tipologia compositiva di “castello trattino recinto”!

 

Il secondo trattino è, per me,  ancora più soddisfacente: il mastio “angioino –orsiniano” è un notevole passo avanti (temporalmente indietro) di chi, sempre nella stessa “Galatone….” del 1990, a pagina 88, aveva scritto “E’ una torre di caratteri quattrocenteschi… Essa è, verosimilmente, collocabile tra le fortificazioni predisposte dall’Orsini dopo il vittorioso conflitto del 1423 col Malacarne, o, forse, dopo la campagna militare del 1434-1435”. Più distratto da una scarsa somiglianza con la torre di Mesagne (rifatta e rimaneggiata più volte sulla parte superiore e inferiore, anche nel 1430 dagli Orsini, ma di origine sicuramente sveva ), più sensibile a qualche suggerimento non provato e poco criticamente assunto che non aperto al facile confronto con l’identica torre copertinese di sicura epoca angioina, inglobata oggi nella fortezza cinquecentesca del Menga, con la quale, nello stesso feudo, svolgeva opera di collegamento ottico assieme alla, probabilmente sveva, torre leveranese. Torre di Copertino che presenta un ponte levatoio ad unico bolzone identico perfettamente a quello della torre di Galatone.

E se oggi compare quell’”angioino” è per me fonte di soddisfazione. Perché sono stato il primo a contestare l’azzardata e poco pensata definizione di “orsiniana”, sempre stoicamente perorata contro ogni evidenza, contro anche la logica temporale che ci presenta la discendenza dei Billot, (o Bellotti  o Bielacto o Bilotta o Bilocius ), cognome di certa origine saracena (il significato sarebbe torrigiani, vedi i toponimi che contengono “bellotta”, come Castelbellotta) alla quale oggi si fa implicito riferimento e  che si manifesta in questa sequenza:

 

Giovanni Bellotti ( o Bielacto,Billot, Bilocius)

1273

Periodo Angioino

Ugo Bellotti (figlio)

1304

Nicoletto Bellotti (figlio)

 

Roberto Bellotti (figlio)

 

Ugonetto Bellotti (figlio)

1378

Roberto Bellotti (figlio)

1382

 

L’unica discendenza in quel periodo a conservare il feudo con continuità per oltre un secolo. La dinastia che certamente ha eretto la prima cerchia di mura (da non confondere con quella cinquecentesca, di origine aragonese, che cinge il centro storico per come siamo abituati a considerarlo oggi), e che certamente aveva l’interesse di dotare le mura in prossimità del palazzo di un rivellino.

Mentre la discendenza feudale dopo i Bellotti e l’ingresso degli Orsini nel feudo di Galatone, Copertino, Veglie e Leverano si riassume così:

 

Barnaba Sanseverino

1395 Ca.

Ottino de Cariis il Malacarne

1407 Ca.

Angioino-Durazzesco

Giovanni Antonio Del Balzo Orsini

1423

Aragonese

Caterina Orsini in Tristano Clairmont

 

Giacomo Caldora

1434

Angioino

Sancia de Claimont in Francesco del Balzo

1441

Aragonese

Pirro del Balzo Principe di Altamura (figlio)

1460 Ca.

Anghilberto del Balzo conte di Ugento (fratello, gettato in mare nella notte di Natale del 1490 per doppio gioco, assieme al figlio Gian Paolo ed al fratello Pirro)

1483

Isabella del Balzo (figlia di Pirro) moglie di Federico D’Aragona (che aveva fatto ammazzare il padre di lei)

1487

 

Raimondo Orsini Del Balzo, conosciuto anche come Raimondello nasce a Nocera Inferiore nel 1361 e muore a  Taranto il 17 gennaio 1406. Sposo di Maria D’Enghien, ebbe 4 figli:

  • Giannantonio (1386-1463), Principe di Taranto, Duca di Bari, Conte di Lecce, Acerra, Soleto, Conversano, e nel 1443 conte di Matera, 1453 Ugento.
  • Maria, sposata con Antonio Acquaviva, 2do Duca di Atri.
  • Caterina, sposata con Bartolomeo (detto Tristano) di Chiaramonte (de Clermont), Conte di Copertino (1380 - c. 1432)
  • Gabriele (morto nel 1453), Conte di Ugento 1434, 1mo Duca di Venosa 1441, Conte di Lecce, Generale napoletano ed Ammiraglio. Sposò nel 1431 Giovanna (Ippolita) Caracciolo del Sole dei Duchi di Melfi, figlia di Sergianni Caracciolo dei Duchi di Melfi, Gran Siniscalco del regno di Sicilia, e sua moglie Caterina Filangieri.

 

Guardando le date, allora, possiamo pensare che pure quell’ “orsianiano”, che sembra messo solo per non dichiarare del tutto la resa, debba ancora definitivamente cadere.  

Si spera al più presto.

Ma lasciamo tempo al tempo.

Lo studioso è colui che è disposto a ripensare le sue posizioni di fronte ad altri fatti o a nuove considerazioni e riscontri.

Perché sostenere testardamente un evidente errore?

Di fronte a tanti altri indiscutibili meriti questa caparbietà stupisce e degrada.

 

Il filosofo Popper afferma che si può essere certi della negazione ma non dell’affermazione. Ricordiamolo.

Allora:

  • Fulcignano non è recinto fortificato né caravanserraglio;
  • La Torre non è quattrocentesca e non è nemmeno orsiniana.

 

Ieri, mi pare, si sia fatto già un passo avanti su questi dati di fatto.

Un passo verso l'apertura necessaria ad edificare veramente LA CITTA' DEL GALATEO

 


Satira generazionale

Il Movimento OLTREMODO / S.B.A.M. / OFFICINE 17 Presentano il CINEFORUM

“A GALATONE NON SI FA MAI NIENTE”

I° ciclo di visioni:
L’ immagine dei giovani negli ultimi trenta anni di cinema italiano

Lunedì 16 novembre
CRESCERANNO I CARCIOFI A MIMONGO
Regia: Fulvio Ottaviano. Con Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Daniele Liotti, Francesca Schiavo. Anno 1996

Satira generazionale sullo yuppismo degli anni '90. Un ritratto satirico di una generazione vittima dei condizionamenti mediatici, alla ricerca difficile di un impiego, sull'orlo della futura crisi.

Solo "essendo te stesso" alla fine ti potrai salvare.



postato da: giusepperesta alle ore 11:14 | link | commenti
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postato da: giusepperesta alle ore 10:51 | link | commenti
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Truffolandia

http://www.portadimare.it/index.php?option=com_content&task=view&id=10344&Itemid=1

 

 La gente paga le bollette che poi risultano non pagate e vengono nuovamente coperte dagli utenti.

Ma che cosa sta succedendo?


postato da: giusepperesta alle ore 10:03 | link | commenti
categorie: solo a galatone, truffa e verdura
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